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CAMPOBASSO
 

 

Municipio
Piazza Vittorio Emanuele,29
86100 CAMPOBASSO
P.IVA: 000 7156 0700
Tel. 0874/ 4051
Numero verde: 840-702938

e-mail:
urp@comune.campobasso.it
 
 
 

 
 
 
 
 

 

 
Origini del  nome :
Dominata dal Castello Monforte, che rappresenta anche il punto più alto della città con i suoi 785 metri s.l.m., Campobasso si presenta al visitatore come la classica cittadina a "misura d' uomo".
Tra le diverse tesi circa l’origine del nome più convincente è quello G.B. Masciotta, che lo fa derivare dalla posizione della città nei confronti del Castello.
Il Castello, infatti avendo le caratteristiche della costruzione normanna, fu costruito, forse sui resti di una vedetta longobarda.
Le voci "vasso", "vassus" e "vassi" nei secoli X-XI indicavano i domestici, soltanto più tardi indicarono i vassalli, perciò la denominazione "Campus vassorum" indicò
 un tempo la località dove risiedevano i dipendenti del signore e quindi gli artigiani, i coloni, le famiglie dei funzionari del Castello degli armigeri. Col tempo "campus vassorum" si trasformò in "Campus vassi" e per una certa assonanza: Campobasso, che solo per caso corrisponde alla posizione della città rispetto al castello.
Ecco l’opinione di A. Mancini: "Campobasso prese questo nome dalla località dove sorse: bassa relativamente al roccioso colle che le sta alle spalle e alle colline che le sono di fronte". Era questo l’uso dei Longobardi, seguito dai Normanni: infatti la Cronica Vulturnese riferisce che questi cominciarono ad edificare castella invece di tuguri, ai quali dettero i nomi secondo i vocaboli dei luoghi. (Es. Campochiaro, Campomarino, Ripabottoni, ecc.).
Altri casali presero il nome dal titolare delle Chiese e Monasteri....(Santa Croce di Morcone, S. Stefano, ecc.). E’ quindi da escludersi che Campobasso derivi da Campus Vassorum, Campo dei Vassalli: quando sorse e prese nome dal luogo non vi erano che coloni a cui si deve la fondazione della città.
 
 
Appunti e Curiosità su Campobasso :
Presso Campobasso esisteva già un insediamento in epoca sannita e romana posto sul tratturo che dall'Abruzzo i pastori percorrevano per portare le greggi transumanti a svernare in Puglia; ma la città, come attestano le tracce documentali, ovvero il codice beneventano detto Chronicon Sancte Sophie, si costituì in epoca longobarda.   Nel Quattrocento, sotto i Monforte, e durante il governo del
Conte Cola in particolare, la città di Campobasso raggiunse un notevole sviluppo nei commerci, rinsaldato nella metà del Cinquecento sotto la signoria dei Gonzaga. Il Castello Monforte è il lascito che Cola, ampliandolo, ha lasciato alla sua Campobasso. Si tratta di un possente e suggestivo maschio quadrilatero e merlato, dotato di tutti
 i "confort" che un castello che si rispetti debba avere, come fossati e ponte levatoio (oggi non più esistente). Il carattere militare della struttura tradisce l'animo del Conte che fu un vero e proprio Capitano di Ventura, protagonista nelle lotte fra Angioini e Aragonesi nel Regno di Napoli.
Bella la Cattedrale, opera neoclassica di Bernardino Musenga, sorta sui resti della vecchia cattedrale crollata a seguito del violento terremoto del 1805. La purezza classica è esemplificata esclusivamente dall'uso del capitello ionico, sia nel pronao esastilo che precede l'ingresso, che nelle tre navate in cui è scandita la struttura, a croce latina....continua...

Cenni Storici :

Sul nome di Campobasso ci sono varie interpretazioni la prima quella del Ziccardi dice, che sulla base degli apporti di Tito Livio, fa risalire il nome della città al fatto che anticamente, un certo console romano di nome Bassi abbia costruito nei paraggi un campo militare da cui Campus Bassi, poi trasformatosi col passare del tempo in Campobasso. Il Galanti invece asserisce che in origine l’abitato fosse diviso in due borghi, l’uno Campus de Prata, l’altro Campus Bassus.
Il primo borgo in posizione elevata, sulla sommità del colle, il quale sarebbe andato distrutto nell’alto Medioevo per cui gli abitanti si sarebbero trasferiti nell’altro
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La Storia :  Contraddicendo il suo stesso nome, Campobasso ha un nucleo storico situato a 700m di altitudine su un colle che domina la valle del Biferno. La struttura urbana del nucleo storico è rimasta intatta nel tempo; la parte moderna della città, sorta all'inizio del XIX secolo sul luogo delle antiche Campora, si è estesa ai piedi del colle evidenziando quella tendenza allo spostamento dell'abitato verso la pianura. Il nucleo storico probabilmente è sorto in epoca longobarda su un insediamento sannita ed è menzionato in un reiscritto di Adelchi, principe di Benevento, datato 858; inizialmente la città non aveva una grande importanza poiché il potere politico ed economico era detenuto dalla vicina Boiano.
A questo periodo risalgono le fondazioni originarie del castello: esso inizialmente aveva l'aspetto "a recinto" tipicamente abruzzese, con mura digradanti lungo i fianchi del monte, volte a inglobare gli insediamenti che andavano sorgendo lentamente intorno ad esso.
L'espansione dell'abitato sarà caratterizzata dalla costruzione di cinte murarie: man mano che queste erano insufficienti a contenere lo sviluppo edilizio, si provvedeva
ad abbatterle e le loro fondazioni venivano inglobate nella costruzione di nuovi edifici. Ciò conferirà col tempo alla città vecchia l'aspetto di una griglia irregolare, dove
la traccia delle ellittiche mura concentriche rappresenta la direttrice orizzontale intersecata verticalmente da strade e stradine costruite a scaletta.
La prima cinta difensiva circondava la parte alta del colle, facendo in modo che la città si sviluppasse verso sud; al di fuori delle mura sorse il borgo S. Mercurio caratterizzato dalla omonima chiesetta in stile romanico. Nel corso dell'XI secolo la cinta muraria si ampliò includendo il borgo S. Mercurio per risalire lungo l'attuale tracciato della Salita di S. Bartolomeo, al cui termine era posta la torre difensiva, ora detta "Terzana", costruita con grosse pietre squadrate.
Sotto la dominazione normanna Campobasso diventa un importante centro commerciale grazie ai mercati settimanali e a una fiera annuale che si svolgeva durante il periodo della transumanza nella zona delle Campora.
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CHIESE

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Chiesa di San  Giorgio :
Come la chiesa di San Bartolomeo anche quella di San Giorgio è collocata nella parte più alta della città; la scena tutt'intorno è composta dal colle monforte e dai bastioni del castello.  E' probabilmente la chiesa più antica della provincia: la tradizione narra che sia sorta sulle spoglie di un tempio pagano ai tempi dell' avvento del cristianesimo nella regione. Osservando la facciata è possibile immaginare che l'interno sia diviso in tre navate: la parte che corrisponde alla navata centrale è contrassegnata da elementi squadrati mentre nella parte bassa ai margini sono visibili le scalfiture di due pilastri che si aggiungono a quelli laterali al portale.
Il portale a cui si arriva salendo quattro gradini è costituito da un'amoia fascia sulla quale sono incisi tralci, foglie e grappoli intrecciati tra loro, mentre al centro è scalfito, su fondo di foglie a raggiera, un agnello. In alto si noti il rosone ad imbuto.
Sul lato destro dell'edificio religioso è stato collocato il campanile a pianta quadrangolare e nella parte superiore si alternano finestre bifore e monofore.  Il lato sinistro invece include la cappella di San Gregorio che fu costruita nel XIV secolo e permette di accedere al presbitero.
Questa è costruta su pianta quadrata munita di tamburo ortogonale e sovrastata da una cupola.  Quest'ultima è decorata con affreschi che raffigurano Sant'Agostino e santi e talvolta seguiti da diciture che li distinguono.

Chiesa di San Bartolomeo :

Sulla parte alta delle pendici del colle Monforte è visibile la chiesa di San Bartolomeo in prossimità della strada che sale verso il castello.
Con molta probabilità fu costruita intorno alla metà del XIII secolo perchè come chiesa viene citata in alcuni documenti trecenteschi.
L'elemento significativo della facciata è il portale fregiato da un portico con delle colonne tra le due archete ciece.
La lunetta riporta l'effigia in rilievo di Cristo asceso sorretto da due angeli e tutt'intorno su ampia fascia divisa in otto parti sono riportati, sempre in rilievo, i simboli dei quattro evangelisti collocati nella posizione centrale ed ai lati otto figure rannicchiate, ovvero da un lato i dottori della chiesa occidentale mentre dall'altro quelli della chiesa greca.
Osservata dall'interno la chiesa presenta tre navate divise da archi a tutto sesto su pilastri.

Cattedrale Parrocchia Santa Maria Maggiore :

I frati trinitari dell’ordine fondato da S. Giovanni de Matha celebravano messa gia nel 1490 presso la chiesa di S. Pietro in Via Plana. Nel 1504 Andrea de Capua cominciò la costruzione di una nuova chiesa nella piazza del Mercato, presso cui si trasferì la congrega dei Trinitari. Secondo fonti certe l'edificio religioso era a tre navate, coperta da lamie di canne, e da qui uscivano cinque solenni processioni, tra cui quella della SS. Trinità.  Nel 1500 vi furono contese tra i Trinitari ed i Crociati, fino alla pacificazione nel 1587 per opera di fra Girolamo da Sorbo.

La chiesa fu distrutta dal sisma del 1805 invece la congrega fu soppressa nel 1809 ad opera dei Napoleonidi.  Ricostruita in cinque anni dall'architetto Berardino Musenga l'edificio si presentava troppo basso e buio.  Tra il 1855 e 1859 fu aggiunto il pronao con sei colonne di stile ionico, su disegno degli ingegneri Bellini e Sarlo.  Nel 1862 la chiesa venne chiusa a seguito di una ventata di anticlericalismo massonico, trasformandola in una caserma.  La parrocchia venne trasferita nella chiesa della Libera, ed il collegio dei canonici tornò in S. Leonardo.  Nel 1899 fu di nuovo riaperta e nel 1915 fu di nuovo chiusa per essere trasformata in ospedale militare.  Nel 1927 Mons. Alberto Romita trasferisce la sede vescovile da Bojano a Campobasso.


Il 29/6/ 1927 la S. Sede eleva la chiesa al grado di Cattedrale, divenendo la sede del vescovo, che essendo un grande estimatore dell’arte, si adoperò per renderla bella: i pilastri in mattoni furono arrotondati a forma di colonne; all’abside, creata ex-novo, fu aggiunto un coro in noce, con a centro il trono.  Musa affrescò il cielo dell’abside con la "Pentecoste", invece, Amedeo Trivisonno fece cinque dipinti: "La moltiplicazione dei pani", "Battaglia di Lepanto", "S. Domenico" e l’"Ultima cena".

Chiesa Sant' Antonio Abbate    Chiesa Parrocchiale San Gioegio e Leonardo    Chiesa della Madonna del Monte 

  Chiesa Parrocchiale Sacro Cuore dei Padre Cappuccini

La Cattedrale di Campobasso

Un Natale tutto campobassano :

Strade, chiese, scuole e quartieri, tutti insieme a festeggiare il Natale.
E’ stato lanciato il programma natalizio ideato dall’amministrazione comunale con la collaborazione delle scuole, degli artisti locali e soprattutto delle associazioni di quartiere. «E’ una festa da condividere con l’intera città», ha detto ieri l’assessore alla Cultura Felice Di Donato che, nel presentare il cartellone in programma, ha voluto evidenziare il ruolo prezioso delle associazioni di quertiere che quest’anno organizzeranno gran parte degli eventi nelle loro sedi.
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Fra Immacolato Un Santo Campobassano :

"Fra Immacolato (Aldo Brienza) nacque a Campobasso il 15 agosto de1 1922. A 15 anni fu colpito da Un improvviso ed acutissimo dolore ai piedi "come di un chiodo che li trafigge da parte a parte. Da quel momento, accudito amorevolmente dalla famiglia, non abbandonò più il letto. "Altre malattie infierirono su di lui. Eppure, per cinquanta anni, non un lamento, non un attimo di sconforto, non un momento di commiserazione, nulla. Benedico il Signore - dirà - perché neppure chi mi è intimo s'accorge della profondità dei miei dolori. Anima profondamente sacerdotale, nutrì ardente passione per l'Eucarestia e amore sconfinato per i Sacerdoti. Per la loro santificazione si offrì vittima alla Giustizia divina. ...continua...
 

 

 
 
 

 

CULTURA


 
Castello Monforte :

Il Castello sorge sulla collina di Monforte, il nucleo originario di Campobasso. La costruzione antica dell'edificio probabilmente risale al periodo longobardo per poi essere riedificata a metà del Quattrocento, dopo un terremoto, per volere del conte Nicola Monforte, da cui ne deriva il nome. Il conte si occupò anche del restauro e della fortificazione delle torri e della cinta muraria. Della famiglia dei Monforte rimangono anche alcuni stemmi, di cui uno all'ingresso rappresentante una croce con quattro rose. Fino a metà del Settecento il Castello fu di proprietà dei Carafa, per poi entrare in un periodo di abbandono terminato con il restauro attuato nel Novecento. Il Castello ha una pianta rettangolare e quattro torrioni di forma circolare posti negli angoli. L'antico accesso all'edificio avveniva attraverso un ponte levatoio posto sopra il fossato e

 si trovava sul lato opposto rispetto all'ingresso attuale. Le pareti culminano con una serie di merlature. All'interno si trova un ampio cortile da cui partivano le scale per raggiungere i piani superiori. Resta poco di quelle che erano le sale interne, ma erano probabilmente molto semplici in quanto la funzione principale dell'edificio era di difesa militare. Gli ambienti che originariamente erano destinati a prigione, dalla fine dell'Ottocento accolgono i serbatoi che servono la città.

 
 
IL Palazzo Magno:
L'edificio oggi sede dell'Amministrazione Provinciale nasce nella seconda metà del XIX secolo come residenza estiva della famiglia napoletana dei De Tilla passando, nel 1902, in proprietà di Mercurio Magno che lo tenne fino al 1936 allorché fu acquisito dalla Provincia per i propri scopi istituzionali, fino ad allora svolti nello stabile della Prefettura.Negli anni 1937 - 38, al fine di renderlo adatto alle nuove funzioni, furono avviate le prime ristrutturazioni, demolendo i depositi e la casa colonica situati ai lati
del corpo principale e costruendovi,L'edificio oggi sede dell'Amministrazione Provinciale nasce nella seconda metà del XIX secolo come residenza estiva della famiglia  ....continua...

 

CAMPUASCE*
E’, Campuasce, cumme nu guantaglie,

ch’au poste de le piume tè ciardine,
pe stecche cacche vija, che resaglie
a le Munte, scaline pe scaline.

Lla ncima - tu lu vide nluntananza -
Sta nu viecchie castielle e lla, vecina,
pecchè la fede ha vence la pussanza,
nu cummente e la chiesa cappuccina.

Guardene - e so mill’anne - Ferrazzane,
a quille punte lla, Cercemaggiore,
Sangiuuannielle e Ripalemusane

E, quanne ‘u sole coce e l’aria è bella,
nen zole la muntagna’e Fruscelone,
ma ‘u mare azzurre e pure la Majella

 

CAMPOBASSO*
E’, Campobasso, simile a un ventaglio
Che al posto delle piume ha giardini,
per stecche qualche via, che risale
ai Monti, scalino per scalino.

Là in cima - tu lo vedi in lontananza -
C’è un vecchio castello e là, vicina
Chè la fede ha da vincere il potere,
un convento e una chiesa cappuccina.

Guardano - e son mill’anni - Ferrazzano,
ed a quel punto là, Cercemmaggiore,
Sangiovannello e Ripalimosani

E, quando il sole è caldo e l’aria è bella,
non solo di Frosolone la montagna,
ma il mare azzurro e pure la Majella

Nina Guerrizio

 

 

Altre Ricchezze Culturali
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 

 

TRADIZIONI
 
Eventi :
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L' evento più importante della città e, forse, dell' intera regione è il Corpus Domini, che si celebra appunto nella domenica del Corpus Domini.   La settimana del Corpus Domini è caratterizzata da una serie di eventi molto interessanti organizzati dal comune, che culminano con la sfilata dei Misteri.   In questi giorni e in particolare il sabato
e la domenica, la città è invasa da una folla davvero da "grande città".
 
Processione dei Misteri :

La “sagra dei Misteri” è una delle più importanti e suggestive manifestazioni della cultura popolare religiosa molisana. Questa tradizione si svolge il giorno di  Corpus Domini (la festa cristiana istituita da Papa Urbano IV nell' anno 1264) e consiste nella processione di tredici Misteri lungo un

percorso che ha inizio dall’omonimo Museo

sito in via Trento n°3 e prosegue per le strade del centro storico e le vie principali della città di Campobasso.

Queste macchine sono portate a spalla da un gruppo di giovani, in un numero non inferiore a dodici per ogni Mistero, con ritmo cadenzato, scandito dal capo “mistero”.

I Misteri rappresentano “quadri viventi del vecchio e nuovo testamento”: bambini, anziani ed adulti vestiti di abiti variamente colorati sono ancorati

a delle strutture d’acciaio e di legno rivestite in modo tale da dare l’impressione che gli angeli, i santi e i demoni aleggino realmente nell’aria. 

Le Macchine dei Misteri (detti anche Ingegni) furono creati nel 1748 da Paolo Saverio Di Zinno, celebre artista campobassano, in numero di ventiquattro e venivano conservati nelle tre chiese che provvedevano alla organizzazione della processione del Corpus Domini.

Delle ventiquattro “macchine” soltanto dodici ressero il collaudo mentre le altre furono distrutte a seguito del terremoto del 1805. Al contrario quelle che venivano

utilizzate si disfacevano di anno in anno in modo tale da variare le forme. Il tredicesimo Mistero che rappresenta il Santissimo Cuore risale al 1968 e fu costruito nella bottega del Tucci, noto artista campobassano. Gli altri dodici rappresentano: Sant’Isidoro, San Crispino, San Gennaro, Abramo, Santa Maria Maddalena, Sant’Antonio Abate, l’Immacolata Concezione, San Leonardo, San Rocco, San Michele, L’Assunta e San Nicola. ...continua...

 

 
 
 
Processione del Venerdi Santo :

L’origine della processione del Venerdì Santo a Campobasso risale al 1626 ed è citata in un documento noto come "istrumento di concordia tra i Crociati e i Trinitari".
L' antica origine della processione si riflette nella profonda partecipazione a questo evento religioso: anche i meno devoti sembrano in qualche modo richiamati, tanto
da poter considerare il Venerdi Santo forse il giorno a maggior partecipazione popolare dell' intero anno solare.
Tutta la cittadinanza si ritrova nella chiesa di S. Maria della Croce, che anticamente era sede della confraternita dei Crociati ed è oggi Rettoria, non solo nel giorno della processione ma anche nelle sere del settenario, raccolta in silenzio mentre le note del Maestro De Nigris riempiono le volte del tempio. L’inno che viene cantato viene tradizionalmente denominato dai cittadini "lo zuchetezù", che il suo compositore chiamò: "Oh di Gerico beata".
La processione ha inizio alle ore 17.00 del Venerdì Santo e vede la partecipazione della quasi totalità della città: sacerdoti, religiosi e religiose, politici, popolo e l’Arcivescovo.
La statua dell’Addolorata che segue quella del Cristo morto, viene accompagnata da donne vestite di nero che reggono nastri che partono dalla statua.  La musica del "Coro" che accompagna il corteo funebre è opera del maestro Michele De Nigris.   L’inno inserito nel contesto della processione, che riesce a paralizzare tutta la città, è intitolato "Teco vorrei, o Signore".  Il coro anticamente era formato da un centinaio di persone tra cantori e musicisti invece attualmente il loro numero è arrivato a settecento. La processione percorre le vie del borgo antico e le strade principali della città.

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Ricette Campobassane
 La cucina tipica di Campobasso si basa su ingredienti genuini quali le zucchine, il caciocavallo, gli insaccati.
Tra i primi piatti troviamo le famose minestre e zuppe a base di legumi coltivati in questa zona come le lenticchie, il farro, le fave ed i fagioli. Il piatto che però caratterizza di più questa città è sicuramente   la Caponata preparata con un biscotto di grano duro (tarallo) bagnato con acqua ed aceto e condito con pomodoro,sedano, peperoni, alici, olive nere e uova sode. Poi abbiamo i crioli con le noci, baccalà cucinato con noci tritate; tacozze e fagioli, pasta fatta in casa con sugo di fagioli e cotica di maiale. Tra i dolci vi segnaliamo i picellati: panzerotti al forno farciti con mollica di pane, mosto cotto, miele e mandorle.  Tra i vini quello più rinomato è il Biferno (bianco, rosso e rosé).
 
Un piatto rituale della cucina campobassana, diventano oggi di ogni stagione: "cavatielle e carne e puorche" (cavatelli e carne di maiale).
Il simbolo che campeggia nello stemma della provincia: la spiga di grano, da cui deriva la farina con la quale si preparano le famose paste alimentari campobassane secche
(zitoni, penne, bucatini, zite, ecc.)o fresche, fatte in casa ed anche a livello artigianale da molti negozi che ripropongono forme tradizionali e tipiche (crioli, taccozze, sagnatelle, cappellacci, cavatelli...).    La pasta, dunque, rimane ancora la base di tutti i primi, coniugata con i legumi, con le verdure, con le carni, con i latticini o condita con il ragù.

Molti ristoranti continuano a preparare, sul filo della memoria piatti tipici come "taccozze e fagioli", "taccozze e pomodoro", "crioli alla campuasciana", "zitoni e ragù", ecc.
Un classico ragù campobassano è quello preparato con la "brasciola": una larga fetta di carne arrotolata intono a uova sode, lardo di prosciutto e salsiccia.
 

 

  Tagliolini di Campobasso

Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: 15 minuti
Attrezzatura: una padella, una pentola

Ingredienti per quattro persone:
400 gr di tagliolini
150 gr di prosciutto crudo
1 cipolla
olio extravergine d'oliva
prezzemolo
peperoncino
sale
pepe
 
Preparazione
Preparate un soffritto con cipolla tritata finemente e peperoncino.
Mettete a coucere i tagliolini.
Aggiungete il prosciutto tagliato a listarelle e un paio di cucchiai dell'acqua di cottura della pasta.
Unite infine il prezzemolo e condite i tagliolini.


CUCINA CAMPOBASSANA



 

 

 
 
 

 

 
 
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Commercio a Campobasso
 
 

 

 

 

LINKS SU CAMPOBASSO
 
 
Scritti su Campobasso
  
Il Centro Interregionale del Libro Parlato di Campobasso è un servizio
di registrazione e distribuzione di audio-libri cioè libri registrati su cassetta. ...
Le chiese di Campobasso
La chiesa sede vescovile di Campobasso fu costruita nel 1504 al di fuori della .
.. facciata riproduce il Redentore seduto su un trono mentre regge un libro ...
Chiedi all'esperto informazioni su Campobasso e la processione dei Misteri ... http://libri.factotus.it/saggistica/campobasso-e-la-processione-dei-misteri- ...
I cappuccini in Campobasso o la pace. Cronaca del secolo XVI ...
Internet Bookshop Italia è una società del gruppo Messaggerie Libri. ...
da rintracciare nel tentativo di coinvolgere la città su temiche oggi assumono il carattere. Si intende rivolgerci non
 solo a chi in città di Campobasso occupa. Nicola Pagano (autore del libro Claudiana: Per una “storia delle ...
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La «rivoluzione» della chiesa cattolica molisana
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AltroMolise -Secondo incontro organizzato dalla Società Dante Alighieri (Comitato di Campobasso) con il patrocinio dell'Università degli Studi del Molise. ...
 
 
 

 

 




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