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IL CARNEVALE NEL MOLISE
Sono veramente
numerosissimi gli eventi che si tengono nel Molise durante tutto
l'anno; sene contano più di trecento, in una
Regione che conta appena 136 comuni. E questi eventi sono molto
diversi. Vi sono le feste religiose o patronali, proprie ad ogni
comune; vi sono gli eventi culturali e tradizionali e tra questi gli
eventi carnevaleschi. Ufficialmente si sa che vi sono una ventina
di Comuni che festeggiano il Carnevale con riti antichi, ma
sono molti i paesi, anche se non fanno pubblicità, a radunarsi per festeggiare il Carnevale,
secondo la tradizione locale. Per esempio, ad Acquaviva
Collecroce il pupazzo del Carnevale presiede un banchetto e poi viene
bruciato, a Pietracupa viene processato e bruciato, a Castellino del
Biferno, il Carnevale viene prima operato, poi canta e balla, e,
infine, bruciato sul rogo, a Vinchiaturo si celebra con il gioco della "Pezza
de Casce", a Cercepiccola e
Chiauci si
celebra col rito, antichissimo, della Rappresentazione dei Mesi;
caratteristico è anche Probabilmente
queste manifestazioni risalgono alle feste religiose pagane in cui si
faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni. Le
prime manifestazioni che ci ricordano il Carnevale risalgono a 4000
anni fa. Furono gli Egizi, ai tempi delle dinastie faraoniche ad
ufficializzare una tradizione del carnevale: in un giorno prestabilito
dell’anno c’era “un’apertura del carnevale” in cui il popolo,
mascherato, conduceva i buoi “cherubs”, che venivano poi sacrificati in
onore del dio Nilo, per le vie di Menfi, intonando inni e lodi. Per una
settimana c’erano poi feste, riti e manifestazioni pubbliche in onore
della dea Iside .
Nell’antica Grecia il
Carnevale veniva celebrato in varie riprese, tra l’inverno e la
primavera, con riti in onore del dio del vino e della vita Dioniso. Fra
il 15 marzo e il 15 aprile c’era il punto culminante del lungo periodo
carnevalesco e in Atene si svolgevano le “Grandi dionisiache”, di tono
particolarmente orgiastico.
Prima espressione del Carnevale Romano furono i Saturnali, feste sacre a Saturno, dove il “Re della festa”, estratto a sorte dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze. All’inizio i saturnali duravano solo tre giorni, dal 17 al 20 dicembre, ma negli anni divennero sempre più importanti e da tre giorni si passò a sette, fino ad arrivare a quindici nell’epoca imperiale e poi a comprendere tutto il periodo che va dal solstizio d’inverno a tutto il nostro carnevale. La principale caratteristica dei saturnali romani era la sospensione delle leggi e delle norme che regolavano i rapporti umani e sociali dell’epoca. Si sfogava quindi una gioia quasi vendicativa della plebe e degli schiavi. I patrizi era condiscendenti e si abbandonavano ad un periodo di frenetiche vacanze e a lascività di qualsiasi tipo. Era un periodo d’esplosione di rabbia e frenesia incontrollata che spesso degenerava in intemperanza e dissolutezza. Col cristianesimo tali riti persero il loro carattere magico e rituale per trasformarsi in forme di divertimento popolare. Ma il Carnevale come lo
conosciamo oggi è un
prodotto del Medioevo; infatti il
primo documento noto nel quale vengono descritti i festeggiamenti
tipici del Carnevale è del 1347 e riguarda la città di
Fano. E’ quindi a Fano che si deve il Carnevale più antico
d’Italia. Fu durante i secoli
XV° e XVI°, che si diffusero le mascherate pubbliche, e si
rinnovarono alcune tradizioni. Il
clero tollerò le feste popolari, anche le più grossolane,
come la festa dell'asino e la festa dei folli (feste popolari,
caratterizzate da gare tra asini o, nel secondo caso, dalla
celebrazioni di stravaganze, definite follie. I festeggiamenti in
occasione del Carnevale furono introdotti, durante il periodo medievale
e rinascimenmtale, anche nelle corti principesche dove il carnevale si
manifestava con molto sfarzo. Tra
i divertimenti più diffusi, i balli in maschera erano i
più amati. Il massimo splendore del Carnevale fu raggiunto nel
1500 durante il periodo Gennaio - Marzo. A
Firenze Lorenzo de’ Medici fu eccezionale
regista di spettacoli sfarzosi e feste imponenti. Lunghe sfilate di
carri allegorici e personaggi in costumi sfarzosi segneranno una svolta
di questa festa. Con la nascita della Commedia dell’Arte (alla
fine del 1500) alcuni tipici personaggi allegorici carnevaleschi
presero forma, caratterizzandosi nel linguaggio e nella
gestualità, trasformandosi nelle “Maschere” della nostra
tradizione: Arlecchino, Pantalone, Colombina, ecc.
A partire dal quattrocento, il Carnevale subirà
tuttavia anche una serie di attacchi in quanto ritenuta festa troppo
pagana, ad opera di moralizzatori come il Savonarola e da parte della
Controriforma. Lo testimonia la vastissima produzione di pittori
e scrittori che lo hanno reso eterno nei libri e nei musei di tutto il
mondo. Nel 1700 e 1800 il Carnevale romano fu
un avvenimento europeo di grande richiamo. Finalmente il
Carnevale declinò nella seconda metà dell'ottocento e
solo dopo la fine della seconda guerra mondiale è tornato ad
essere la festa più pazza dell'anno.
Spesso il carnevale fu un
evento spontaneo. Il fatto che per fede si
dovesse digiunare per 40 giorni per prepararsi alla Pasqua doveva
risultare un po’ pesante per un popolo che già il digiuno lo
faceva “forzatamente” per tutto l’anno. Trascorrere quindi un determinato
periodo, prima della quaresima, spensieratamente, rappresentava una
valvola di sfogo per evitare che il popolo si ribellasse e potesse
trovare sfogo nelle rivolte. Diventò quindi un momento in cui
vigeva la più assoluta libertà e tutto diveniva
lecito. Nel Molise, oltre che essere un sfogo per il
popolo, il carnevale rappresentava la lotta e la vittoria del bene sul
male, perció nella rappresentazione carnevalesca di Tufara, il
diavolo, dopo il processo e la condanna, é lanciato da una rupe
sotto forma di fantoccio. Sei
personaggi allegorici intervengono durante
questa cerimonia: due vestiti di bianco, tre
con abito simile a quello monacale, infine il diavolo che porta pelli
di capra. Insieme raccolgono il corpo di Carnevale, e lo
scaraventano in un burrone che simboleggia l'inferno.
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IL CARNEVALE DI BAGNOLI
DEL TRIGNO. Il Carnevale dei 12 mesi
di Bagnoli del Trigno, rientra tra le rappresentazione carnevalesche
che fanno della personificazione del ciclo annuale il fulcro della
rappresentazione scenica. Nel Molise fino a qualche decennio fa
erano abbastanza diffusi questi rituali carnevaleschi in cui venivano
rappresentati i mesi dell'anno attraverso l'allestimento di carri
trainati da animali (Campobasso, Riccia, Cercepiccola, Gualdialfiera,
Isernia e Bagnoli del Trigno). I carri e i personaggi erano
espressione della ciclicità della natura vista dal
contadino. Il rito affonda, dunque, le sue radici nella
tradizione della civiltà contadina, ma in realtà ha
origini antichissime.. continua ***Due sono
le sfilate che si succederanno quest'anno: una la mattina che
percorrerà la via del centro e la seconda il pomeriggio e si
concluderà con le mimiche della tipica maschera di Bagnoli del
Trigno chiamata Francische. Artisti di strada, gruppi
folcloristici e musicali allieteranno la giornata. IL
CARNEVALE DI TUFARA.
Si tratta della
tradizionale mascherata del Diavolo che si tiene il martedì
grasso di ogni anno. L'origine di questa manifestazione si riallaccia
ai riti propiziatori dell'arrivo della primavera. L'origine di questa
manifestazione si riallaccia ai riti propiziatori dell'arrivo della
primavera, celebrati con grande partecipazione di folla fin dal
Medioevo. Il rituale, a Tufara, inizia nel primo pomeriggio del
martedì grasso di Carnevale con la scorribanda di variopinte
figure di musicanti mascherati, che girano per le vie del paese. In
un'altra parte della cittadina, intanto, in gran segreto, si prepara il
corteo dei "Diavoli". continua..
***A
Tufara, il Carnevale, inizia ufficialmente il giorno 17 Gennaio, festa
di S. Antonio Abate, per concludersi con la grossa mascherata del
Diavolo il 16 febbraio. Cibo tradizionale associato alla festa:
capretto e pizza al sanguinaccio.
IL
CARNEVALE DI TORO.
Il protagonista del Carnevale é il diavolo. Nella
città di Toro, da qualche anno, durante il Carnevale, nelle piazze e per le
strade si svolge un dramma carnevalesco intitolato “La maschera del
diavolo”. Poiché fa parte del folklore molisano, è stato
musicato e scritto in dialetto locale. Uno dopo l’altro, i
cittadini di Toro, caratterizzati dalla professione svolta (il
pescivendolo, il barbiere, il sarto, la maestra, l’idraulico, il
macellaio, il dottore, l’imbianchino, l’avvocato, e tanti altri
ancora), sfilano davanti al Demonio, confessano i peccati commessi e
ascoltano la sentenza. In realtà, sono tutti degni dell’inferno,
perché ognuno di loro nella propria professione o nel proprio
mestiere non si comporta bene, commettendo dei peccati verso il
prossimo e verso Dio. Uno solo non va all’Inferno, ma in Paradiso,
è il contadino. Almeno una volta, ma ciò
accade solo nella finzione carnevalesca, si rende giustizia al povero,
malandato e bistrattato contadino. Il Diavolo, avido di
anime perse, di peccatori senza scrupoli, vorrebbe portarsi tutti i
cittadini peccatori di Toro all’inferno con lui, ma in realtà
non può farlo, perché essi sono protetti dal Santo
Patrono, San Mercurio. Perciò il Diavolo, deriso da tutti e
sconfitto dal santo, deve ritirarsi di buon ordine nell’Inferno senza
portare nessuna anima peccatrice con lui.
***Tradizioni e festeIn occasione del
prossimo carnevale, la Pro Loco di Toro, insieme alle altre
associazioni locali, organizza per domenica 14 febbraio "CARNEVALE A
TORO 2010", sfilata di carri allegorici e di gruppi in maschera per le
vie di Toro. Tutti coloro che hanno voglia di festeggiareil Carnevale
con noi, domenica, 14 febbraio 1010 dalle ore 15.30, possono
partecipare alla sfilata di carri allegorici o di gruppi in
maschera che si muoveranno dal container di viale San Francesco e
attraverseranno le strade del paese.
IL
CARNEVALE DI IELSI.
Il Ballo dellUomo-Orso a Jelsi. ''U Ball
dell'Urz''. Tenuto a catena da un domatore e un aiutante che gli
impongono di danzare sotto la minaccia di percosse con un bastone, tra
accenni di ribellione e passi di danza, fra i vicoli del borgo si
espandono le note di improvvisati musicisti. Di tanto in tanto,
il gruppo bussa alle porte delle case e al comando: Orso a posto! Orso
olè! Balla orso! la famiglia ospitante offre da bere e da
mangiare. La manifestazione, interrotta durante la Seconda Guerra
Mondiale, è stata rimessa in piedi nel 2008 dal regista
Pierluigi Giorgio che già nel 1993 rispolverò quella del
Cervo a Castelnuovo. Alla pantomima tradizionale, ha voluto
affiancarne una più teatrale La Ballata dellUomo-Orso con
musiche di Piero Ricci e Lelio Di Tulli.
La rappresentazione, con tanto di
tenore, coro, popolani e testo in rima musicato e cantato è
impostata in modo che possa meglio narrare la vicenda del povero
orso dal momento della cattura all 'asservimento. Il
messaggio che si evince dal testo stesso della Ballata, non è
tanto di nterpretazione etno-antropologica ma di tipo più
psicologico -oltre naturalmente allimmagine di un dio pagano piegato
dalla religione cristiana o di Dioniso che ucciso si fa seme e
frumento-. L' interpretazione che il regista ne dà
attraverso le rime, non è altro che la paura del diverso o di
quella parte di sé libera e selvaggia occultata e rimossa dall
individuo o dalla comunità per buona pace di tutti. La
razionalità imperante che offre ed impone uniformità
rassicurante, in casellamento! Il risultato? Disagio: quello striderti
dentro tra cuore e cervello. Nel catturare, imbrigliare, legare,
imprigionare l'Orso, nel soggiogarlo fra le sbarre, nell'aggiogarlo
fra i nostri correnti, schematici, ripetitivi rituali di vita, nel
canalizzare l'urlo nascosto e profondo in abituali, accomodanti
trastulli di danza, imbrigliamo, soffochiamo lo scrigno più
prezioso, la nostra essenza più profonda: quella da demonizzare,
da non intendere, di cui si ha timore e che fa agli altri terrore.
L'urlo del nostro orso Interiore diventa sempre più
flebile, più afono, più lontano: sempre più
irrimediabilmente inascoltato: Chissà se la gente si domanda e
poi chiede come si viva con una palla al piede, al posto invece di
annullare le pene senza quel vincolo delle catene. Conservare il
selvatico dentro di sé, essere in fondo quel che si è;
mantenere il contatto con l'ingenuità, respiro primario d
identità. Forse è piu comoda senza domande una vita
da schiavo sotto badante; soffocare l 'istinto con la ragione e danzare
a comando: Balla buffone!...continua...
http://www.jelsi.com/news/2009/10/13/orso.htm
IL
CARNEVALE DI CASTELLINO DEL BIFERNO.
Il 16 e 17 febbraio, segna l'inizio del
carnevale a Castellino del Biferno. Il martedì grasso e
mercoledì delle ceneri si festeggia un Carnevale tutto allegro
che accompagnato da suoni e canti arriva in piazza a cavallo o
un asino. Sul tardi comincia ad avvertire dei forti dolori
addominali e gli viene fatto un clistere con una rudimentale macchina
da vigneto. Non dando buon esito il clistere, si ricorre
all'intervento chirurgico con attrezzi rudimentali. Spaccata la
grossa zucca che funge da pancia ne escono fuori annoglie, pelle di
capretto, cotiche, salsicce... alla fine i fagioli e il baccalà
che hanno causato il malore. Con i conforti della quaresima il
carnevale festeggia ballando la buona riuscita dell'intervento, (la
quaresima è vestita di nero e molto magra). Il giorno dopo
il carnevale morto viene accompagnato per le vie del paese dalla marcia
funebre (a suo tempo era la rinomata banda castellinese ad eseguirla )
e dal pianto dei parenti. Non manca la schiera dei diavoli
con tanto di forche e la croce obliqua stracarica di cipolle, aglio e
peperoncino... Finito il giro del paese il pupazzo viene impiccato in
piazza e poco dopo incendiato sul rogo al suono sempre della marcia
funebre, continua..
IL
CARNEVALE DI CERCEPICCOLA.
La
rappresentazione de "I Mesi" viene introdotta a Cercepiccola alla fine
del XIX secolo. I versi e le canzoni sono stati tramandati
oralmente di generazione in generazione. Le rappresentazioni non
hanno avuto mai cadenza regolare, e le fonti permettono un'esatta
datazione solo a partire dal 1918. La manifestazione, che si
svolge generalmente l'ultima domenica di carnevale, è una forma
di drammatizzazione popolare, a cui partecipano in costume, in groppa
ad asini e cavalli riccamente addobbati con coperte e pennacchi
colorati, circa 32 personaggi, tutti rigorosamente di sesso maschile: 2
pulcinella, 2 cenciunari (straccioni), un presentatore, un direttore
d'orchestra, un numero variabile di orchestrali (cavalcano asini), che
solitamente raggiunge un massimo di 8; un nonno (il secolo), un padre
(l'anno), 12 mesi e 4 stagioni. I costumi, per la maggior parte
antichi, variano notevolmente tra i vari personaggi, ognuno dei quali
rappresenta la vita ciclica della natura vista dal contadino. Il
corpetto indossato solo da alcuni mesi è tutto addobbato d'oro e
il suo peso varia da uno a due chilogrammi. La manifestazione
inizia la mattina, con il raduno dei personaggi e la sfilata nel centro
storico, per proseguire fino al pomeriggio con un numero variabile di
repliche. Durante la rappresentazione, i cercepiccolesi offrono bevande
e frittelle sia agli attori che agli spettatori e la sera si festeggia
con canti popolari e balli.
IL
CARNEVALE DI ROCCAMANDOLFI-CASALCIPRANO
Da metà gennaio a metà febbraio . I
ragazzi e i bambini del paese, ma anche i meno giovani, si radunano con
campane e campanacci in piazza nelle notti del Carnevale e danno
vita a frastornanti sarabande. La tradizione vuole che, per
evitare maledizioni sul paese, nessun cittadino possa rifiutarsi di
donare salsicce e vino ai rappresentanti di Carnevalicchio.
L’ultimo giorno del Carnevale è permesso a tutti di dare
libero sfogo alla fantasia e alla voglia di divertirsi.
Così per le strade del paese si vedono sfilare bambini, uomini e
animali vestiti nella maniera più strana, portando in corteo
“Carnevale”, un fantoccio di paglia e stracci che viene poi bruciato in
piazza mentre si danza e si brinda col vino novello da poco
travasato.
***Sempre molisana è la
tradizione del gioco della ruzzola. Durante il Carnevale a
Casalciprano due squadre si cimentano lungo un percorso predefinito nel
lancio, a mano libera o con una corda, della ruzzola, una specie di
palla di legno.
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IL CARNEVALE CON ACCENTI MODERNI
IL
CARNEVALE D' ISERNIA.
Tutti… in
maschera ! Tre date per festeggiare il carnevale, organizzate dal
Comune di Isernia e dalla Proloco, con la collabo-razione
dell’associazione “Noi80” . Si inizierà domani, sabato 13
febbraio, alle ore 22, con la «Grande noita de Carnaval» in
programma presso il locale Le Cave. Una festa con coreografie in stile
brasiliano, al termine della quale verrà premiata la
maschera più bella. Domenica 14 febbraio, a partire dalle
ore 11, ci saranno più eventi. Dapprima, in piazza
Celestino V, lo spettacolo del Teatrino di Pulcinella. Per strada sfileranno i Giullari, la Mini
Banda Pazza e i carri allegorici. A seguire, nella frazione
Castelromano, continueranno i festeggiamenti all’aperto e, in
piazza, verrà servito il pranzo di carnevale. Nel
pomeriggio, lungo il centro storico di Isernia, si esibiranno i
Ballerini Brasiliani e si potrà assistere allo spettacolo del
Circo Viaggiante. Martedì grasso, 16 febbraio, dalle
17, presso Le Cave, la Croce Rossa Italiana, sezione di Isernia,
proporrà lo spettacolo per bambini “Il mondo incantato”.
Interverranno anche i trampolieri e i personaggi di Disney, con
gag comiche e baby-disco. Durante la serata saranno raccolti fondi
pro-Haiti.
IL CARNEVALE DI
MONTEFALCONE DEL SANNIO.
Il
giorno 14 febbraio, con inizio ore 15, avrà luogo la tredicesima
Edizione del Carnevale di Montefalcone nel Sannio, promossa e
coordinata dal Dott. Zampino Giuseppe presidente del comitato
“pro carnevale” in collaborazione con le altre realtà
associative locali, con il patrocinio del comune.
Più di otto carri e relativi gruppi a piedi che trattano temi
allegorici di carattere fiabeschi, attualità, satira televisiva,
ecc, sfileranno per le vie principali del paese. Un lavoro
faticoso e paziente che tiene impegnato circa duecento persone, di ogni
età, per più di un mese a dare forma e corpo a strutture
fantasiose scaturite dall’idea di ogni gruppo. I carri
rivelano un’attenzione ai colori, alle luci, alle musiche e alle
animazioni, frutto di un avveduto lavoro di ricerca e di cura dei
particolari. Il carnevale è il periodo adatto
d’incontro fra persone e culture diverse, è anche l’occasione
per celebrare valori universali quali: amicizia, volontariato,
pace, ecc. La manifestazione come gli altri anni,
richiamerà di sicuro, l’attenzione e l’entusiasmo di tanta gente
che giungerà dai paesi vicini e lontani a confermare la
validità e genuinità della sfilata del Carnevale
di Montefalcone assurta di diritto a spettacolo tra il più
coinvolgente ed importante del Molise. Tantissime saranno le maschere
dei bambini tutte diverse e ben curate.
La sfilata, unica nel suo genere nel panorama regionale molisano, al di là dell’aspetto prettamente artistico e spettacolare, rimane comunque un’occasione di forte aggregazione e crescita sociale ed un momento di festa, gioia e allegria per tutti, grandi e piccini e anche di quelli meno fortunati di noi. IL CARNEVALE DI
MATRICE.
Febbraio
2009, in occasione del Carnevale, la Pro Loco di Matrice hanno
allestito, con la collaborazione dei bambini e della locale
associazione calcistica, dei carri allegorici. I carri
rappresentavano personaggi Disney quali Topolino e Minnie, una
caricatura del Presidente Americano Obama montato sul corpo di Capitan
America, una botte di Bacco, un pupazzo raffigurante il carnevale.....
Tra i carri ha destato molto interesse quello che rappresentava il
T-RICICLO ecologico, un triciclo............composto interamente da
bottiglie di plastica allestito
con la collaborazione dei bambini i quali si sono cimentati
nell’allestimento del carro. La
manifestazione è terminata con l’incendio del fantoccio
rappresentante IL CARNEVALE.
IL
CARNERVALE DI MONTENERO DI BISACCIA.
E' stato un
successone. E' una parola alla quale l'Avis Montenero sembra ormai
abituata. Da alcuni anni è un successo la Pedalata estiva, lo
è anche il Concerto per l'Avis, da quest'anno si aggiunge la
Festa di Carnevale. In realtà, a vincere è sempre la
solidarietà, quella molla interiore che scatta quando si avverte
che qualcuno ha bisogno di aiuto.
Fra le oltre 250 persone, adulti e bambini, presenti alla 1^ Festa di Carnevale dell'Avis Montenero, ce n'erano sicuramente diverse che nel corso della loro vita hanno avuto bisogno di trasfusioni di sangue. Grazie ad associazioni di volontariato come l'Avis, l'Italia garantisce a tutti il diritto alla salute; per dare valore a questo concetto basterà precisare che non sono molto lontani i ricordi di sacche di sangue pagate a caro prezzo. Oggi, se questo non accade più, il merito è solo ed esclusivamente dei donatori. E in tal senso Montenero di Bisaccia ha un piccolo record: 72 donatori ogni mille abitanti. Come ricordato dal presidente dell'Avis Montenero, Rolando D'Antonio, il dato è da raffrontare ad una media italiana pari a 30 su 1000, senza tralasciare il valore geograficamente a noi più vicino, e cioè che nel Molise il rapporto è di 20 donatori ogni mille abitanti. La sezione Avis di Montenero ringrazia tutti coloro che hanno partecipato e dà appuntamento alla prossima edizione della Festa di Carnevale Avis IL CARNEVALE DI TERMOLI.
Il 14 febbraio a Termoli. La festa
dedicata ai più piccoli e organizzata dall'associazione che
riunisce i negozianti del centro storico, prevede animazione in piazza,
coriandoli, palloncini, e degustazione dei dolci tipici. Si
svolgerà per le vie del Borgo vecchio dalle ore 15.00 di
domenica 14 febbraio.
IL CARNEVALE DI PORTOCANNONE.
E'
caratteristico il "Carnevale di Portocannone" (14 febbraio) . Le vie
del paese sono percorse da un personaggio che impersona Bacco-Re
Carnevale seguito da un lungo corteo per sfuggire alla moglie
Quaresima. Il corteo si ferma in piazza Skanderberg dove si tengono
danze e vengono offerti dolci tipici. In seguito Bacco viene condotto
verso la porta principale del paese, dalla quale poco dopo, entra la
moglie Quaresima e viene scacciato.
IL CARNEVALE DI MONTERODUNI.
Dal 13 al 16 febbraio : http://www.eventiesagre.it/Carnevale_Carnevale/21033302_Carnevale+a+Monteroduni.html
IL CARNEVALE DI MACCHIAGODENA.
Laboratorio Centomani per fare, Sabato 13 febbraio; Sfilata in
maschera per le borgate. In serata festa in palestra.... http://www.informamolise.com/content/view/32208/2/
IL
CARNEVALE DI BOIANO.
Musica, giochi e fasti nei locali molisani eal MAMMAMÉ
di Boiano. Per il martedi grasso una serata musicale.
IL
CARNEVALE DI SANTA CROCE DI MAGLIANO.
sfilata di maschere e carri allegorico . Tutti
in piazza sabato 13 febbraio per la festa in maschera . Organizzata
dall'Associazione Musicando e dalla sezione A.V.I.S. Santa Croce.
C’era una volta il
Carnevale Isernino. Di Mauro Gioielli
ALTRI LINKS SUL CARNEVALE
CUCINA DEL CARNEVALE
LA RIAVOLATA DI SCAPOLI
Il 14 febbraio. Degustazione del "Raviolo Scapolese", piatto tipico locale di tradizione antichissima. Il raviolo è un ripieno, di grosse dimensioni, dal sapore intenso.L'ultima domenica di Carnevale a Scapoli si rinnova la tradizione della Raviolata di Carnevale: ci si sfida a tavola per gustare i ravioli, piatto tipico del luogo. Un piatto particolare e molto rinomato che solo le casalinghe di Scapoli, con la loro bravura e con la loro pazienza, riescono a preparare (anche grazie ai piccoli segreti tramandati di generazione in generazione tra le donne del paese, affinche' il piatto riesca sempre gustoso e conservi il sapore originale). Le donne di Scapoli, infatti, lavorano per giorni per preparare i succulenti ravioli da far gustare, poi, a tutti i loro compaesani. Il ripieno, base essenziale per questi ravioli, e' composto di ricchi e gustosi ingredienti. Un giorno di festa all'insegna dell'allegria e del divertimento e soprattutto una giornata dedicato ai buongustai. Anche quando pure l'ultimo raviolo e' stato divorato golosamente, la festa continua per la gioia dei presenti fino a tarda sera. La raviolata si conclude al suono della zampogna e della Ddu Bbotte, che insieme a qualche buon bicchier di vino locale, infondono allegria e buonumore. Per tutti i buongustai un'appuntamento da non perdere!!! LA CICERCHIATA
La cicerchiata è
un dolce tipico italiano, riconosciuto come prodotto agroalimentare
tradizionale per l'Abruzzo, le Marche ed il Molise, ma diffuso anche in
Umbria. È simile agli struffoli napoletani. In Abruzzo, e nelle
altre zone di produzione, è oggi spesso legato alla ricorrenza
del Carnevale.
Il dolce è a base di pasta di farina, uova, burro e zucchero. Da questa si ricavano palline di circa un centimetro di diametro che vengono fritte nell'olio d'oliva o nello strutto. Scolate, vengono disposte "a mucchio" e ricoperte di miele. Come spesso avviene con i dolci tradizionali e antichi, esistono varianti che aggiungono ingredienti diversi alla ricetta base.Vedi anche: "Trucchi e consigli: Fritto, friggere, frittura" e "Olio: indice".
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