CASTIGLIONE FRAZIONE DI CAROVILLI

Raccolta Fotografica di Carovilli   Castiglione su Panoramio   Castiglione di Carovilli su YouTube

Vedute del Paese     La chiesa sul Monte     Il Ventre del Borgo     La raccolta del fieno

Processione di Santo Antonio  Scheda della Parrocchia S. Nicola di Bari

La frazione di Castiglione appartiene al comune di Carovilli, in provincia di Isernia, nella regione Molise. La frazione di Castiglione dista 1,92 chilometri dal medesimo comune di Carovilli cui essa appartiene. Del comune di Carovilli fanno parte anche le frazioni di Briccioso (1,71 km), Fontecurello - Vaglie (2,13 km), San Leo (4,69 km).

Il numero in parentesi che segue ciascuna frazione indica la distanza in chilometri tra la stessa frazione e il comune di Carovilli. La frazione di Castiglione sorge a 919 metri sul livello del mare. Nella frazione di Castiglione risiedono 196 abitanti.Altitudine 900 metri s.l.m.  // 

Si trova in una zona di grande valore paesaggistico e faunistico.Rilevante è la presenza dell'Oasi WWF di Collearso (attraversata dal fiume Trigno) nella quale si possono osservare molte specie di mammiferi (cinghiale, daino, volpe, lupo, puzzola europea, tasso, donnola), uccelli (nibbio), rettili (vipera comune, lucertola, biscia) e anfibi.

L'abitato si trova a nord-est di un colle su cui era originariamente posizionato l'apparato difensivo del nucleo originario. Definitivamente abbandonato, secondo la tradizione popolare, dopo la peste del 1656, con i ruderi della Chiesa di San Nicola del XIV secolo rappresenta un punto di riferimento paesistico per chiunque ne attraversi il territorio. Alle suggestioni storiche, che rivivono in angoli e sedi architettoniche, si aggiungono quelle paesaggistiche del Bosco Selva di Castiglione, detta Grotta del Vomero, della Sorgente Capo d'Acqua e del Tirino e della Fonte Brecciosa.   http://www.kerres.it/kerresweb/index.php?page=carovilli

Per ciò che riguarda il patrimonio storico e architettonico va segnalata l'antica chiesa sul colle, risalente al Quattrocento, che oggi, specie nei mesi estivi, ospita manifestazioni teatrali e di musica classica.Il santo patrono di Castiglione di Carovilli è San Nicola di Bari che si festeggia a dicembre e a maggio. Inoltre, ogni 17 ottobre, giorno di San Vincenzo, ha luogo la fiera paesana, un tempo incentrata sulla compravendita di bestiame.

Castiglione got its name from the fact that a church, it is believed, was built on top of ruins of a castle on a hill. This church was built around the 1600s. It has broken down over the centuries and still stands today known as la chiesa sul monte or, in the dialect, la chiesamond.At the turn of the 20th century, a new church was built in the piazza at the bottom of the hill, but quickly became too small for the population of 900 so the construction of a new, bigger church was beside it was started.The building of this new church (nicknamed La chiesa nuova which means, well, “the new church”!) was directly influenced with the first emigration of Castiglionesi to the US. It was also a factor in the relationship of Castiglionesi and Carovillesi. With great sacrifices, they built the church in a span of about 50 years. Many modifications to it’s design were made during construction to accommodate the decline in population which decreased to 400 by completion. By then, the church was too large for the shrinking population due to emigration. (for more information, see Emigration History).

San Nicola di BariThe offfical name of La chiesa nuova is Chiesa San Nicola Di Bari which is named after their patron saint, San Nicola Di Bari, who is the famous St. Nicholas. His bones are sealed in an airtight display case in Bari where it is said that they appear to sweat.

http://www.kerres.it/kerresweb/index.php?page=carovilli   http://www.cmaltomolise.it/comuni/carovilli

http://www.castiglionedicarovilli.com/   http://www.carovilli.ca/blog/dialetto/   http://www.francovalente.it/?p=26   http://utenti.lycos.it/ertafinale/

Il Trigno è un fiume che nasce in Molise e segna parte del confine di questa regione con l'Abruzzo.

Sorge ai piedi del Monte Capraro, a 1.150 m s.l.m., in località Capo Trigno nel comune di Vastogirardi, in provincia di Isernia; entrato in provincia di Campobasso, il fiume segna il confine con l'Abruzzo (provincia di Chieti) discostandosene solo per due brevi tratti: il primo nel comune di Trivento, il secondo nel comune di Montenero di Bisaccia, per sfociare nel mare Adriatico al termine di un corso lungo 85 km.

Le specie ittiche più diffuse che popolano il fiume sono: barbi, cavedani, carpe, trote fario e pesci gatto.

L'Oasi della Legambiente Selva di Castiglione

L'Oasi della Legambiente Selva di Castiglione occupa un'area boschiva di più di 300 ettari nel Comune di Carovilli. E' la prima esperienza di gestione diretta di un'area protetta avviata da un'associazione ambientalista nell'Alto Molise. La gestione è stata sancita da una convenzione tra il Comune di Carovilli e l'associazione Legambiente, realizzata nel gennaio 1997.

Cognomi e Sopranomi  Il dialetto del Paese

Nei dintorni :  Bosco Selva di Castiglione;  Tratturo Celano-Foggia;  Teatro Sannitico di Pietrabondante

Altre attività : Treking, Tennis, pesca, Raccolta funghi

Alloggio nel Paese

Home Page of the Lucia and Nicola Domenico Family

Manifestazioni e tempo libero

La seconda e terza settimana di agosto, nella località di Staffoli, a 5 km dal paese, si svolge una manifestazione di grande importanza per gli amanti dei cavalli di tutto il mondo: "Staffoli Horses", che richiama moltissimi appassionati da tutt'Italia. In quei giorni la zona è invasa dai suoi partecipanti che occupano tutti i posti disponibili, arrivano in camper, si accampano con le tende. Le passeggiate a cavallo rappresentano, durante tutto l'arco dell'anno, un'attrattiva specifica di questi luoghi. Durante la stagione propizia, in tutta la zona attorno al paese è diffusissima la ricerca di funghi (prunoli, galletti, ecc.) e di tartufi, che abbondano in quest'area.

Genealogia Castiglione-Carovilli

Chiesa sul Monte :

Poco si sa di questo monumento. L’unico indizio di riferimento è inciso nel portale d’ingresso e riporta la data del 1539. Tra le tante interpretazioni avanzate sulla storia di questo edificio, emerge l’ipotesi che ne attribuirebbe la proprietà all’autorità secolare piuttosto che a quella spirituale. La sua architettura,  insolita e asimmetrica per un luogo di culto, ha fatto pensare che si trattasse originariamente di un castello riadattato a chiesa. L’abside è ubicato nel luogo dove abitualmente si trova il transetto destro. L’architettura absidale è inoltre modellata a forma di semicerchio, ben visibile dall’esterno, quasi a voler rievocare i torrioni dei castelli. A sostegno di questa tesi, gli studiosi hanno evidenziato, attraverso gli studi archeologici e topografici locali, la vicinanza dell’edificio con altri castelli del circondario, come ad esempio quelli della famiglia D’Alessandro di Pescolanciano e D'Avalos di Vastogirardi. Fino ad oggi, questa chiave di lettura non ha trovato legittimazione storica. Resta, pertanto, autentica l’attribuzione dell’edificio a luogo di culto.  

ORARI DELLE AUTOCORRIERE

carovilli || Eventi e manifestazioni carovilli  
Serata teatrale con il Musico Glam “Agli Inferi”, regia di Umberto Petrocelli e
musiche dei Lapingra (Castiglione di Carovilli, chiesa “Ammond”, ore 22.00) ...
Isernia: Due appuntamenti d'agosto :: ACLI :: Associazioni ...  
La seconda occasione di incontro organizzata dalle Acli di Isernia e Festacli
che si svolgerà il 10 agosto a Castiglione di Carovilli, in collaborazione con ...
Open Directory - World: Italiano: Regionale: Europa: Italia ...  
Castiglione di Carovilli - Presenta una possibilità di alloggio in un appartamento,
dà anche informazioni su l'Erta Finale, una gara di mountain bike, ...
Guida alle città del tartufo - Risultati da Google Libri  
A Castiglione di Carovilli sono notevoli la chiesa di S. Nicola di Bari (degli inizi del
XVIII secolo) e la chiesa Ammond (trecentesca, con una statua ...
le botteghe  
Numerosi e valenti sono stati gli artigiani, re artiére, di Carovilli che si ...
Vincenzo Putaturo (portale Chiesa di Castiglione), Gaetano Di Iorio (Catà) ...
Vacanze in camper in Italia - Risultati da Google Libri  
5 Dintorni del capoluogo I giorno • Tavola II L'ambiente Carovilli e Miranda ... innanzi
 tutto a Castiglione, piccolo villaggio posto alla base di un colle ...
 




 

MONTALTO FRAZIONE DI RIONERO SANNITICO

Mappa di Montalto

Immagini di Montalto e altre Frazioni di Rionero

Informazioni generali e numeri utili

La frazione di Montalto sorge a 945 metri sul livello del mare.

Nella frazione di Montalto risiedono 259 abitanti.

La frazione di Montalto appartiene al comune di Rionero Sannitico, in provincia di Isernia, nella regione Molise.   La frazione di Montalto dista 4,21 chilometri dal medesimo comune di Rionero Sannitico cui essa appartiene.   Del comune di Rionero Sannitico fanno parte anche le frazioni di Casabona (2,43 km), Collefava (1,67 km), Martini (2,00 km), Predalve (1,53 km), Vigne (2,65 km), Vigne Casabona (2,62 km).  Ogni anno il 10 di agosto si celebra la festa di San Lorenzo in onore del quale è stata di recente edificata una chiesa nel centro del paese.

Il programma dei festeggiamenti prevede i fuochi di artificio seguiti dalla Santa Messa e dalla processione in occasione della quale la statua del Santo viene portata in spalla da quattro portatori lungo la via principale del paese.  Il pomeriggio prevede una serie di giochi popolari presso il locale campo sportivo e la partita di calcio tra la compagine montaltina e una rappresentativa di Rionero Sannitico.  La serata si conclude con musica e balli nella piazzetta dell'ex edificio scolastico.

http://www.rionero.altervista.org/tradizioni.htm   http://www.rionero.altervista.org/storia.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Montalto_(Rionero_Sannitico)   http://xoomer.virgilio.it/davmonac/sanniti/mattioc1.html

http://www.rionero.altervista.org/montalto.htm?id=24   http://www.discovermolise.com/eventi/rionero%20sannitico.html

Origini :

Originariamente il paese era posto più in alto rispetto all'attuale collocazione. Resti di abitazioni medievali si trovano sulla sommità del monte cuastiegl' dove la tradizione popolare parla anche di un antico ponte levatoio. Poco più in alto rispetto all'abitato, ricoperta da una fitta vegetazione, sono ancora visibili i resti di un'antica chiesa che i montaltini chiamano "chiesa vecchia". Un'altra altura detta c'mterj presenta un recinto fortificato di origine sannitiche che si estende per circa 500 metri intorno alla sommità stessa. Di notevole interesse un incavo circolare scavato in un blocco di pietra nei pressi della porta meridionale dove la fortificazione presenta un'interruzione a corridoio obliquo o porta scea (descritta nell'Iliade di Omero). La disposizione asimmetrica consentiva ai difensori appostati sul lato meridionale di colpire il fianco destro degli avversari non protetto dallo scudo. Scavi eseguiti in passato presso l'antica fontana di San Lorenzo hanno portato alla luce numerose terracotte votive, una decina di testine muliebri, una figura acefala, rappresentazioni di parti anatomiche umane e soprattutto un'iscrizione in lingua osca recante la scritta: p(a)k(is). de(kis). p(a)k(ieis). sùad eitiv(ad) upsed. Pacio Decio figlio di Pacio a proprie spese fece.

Storia :

Dopo la conquista normanna nell’Italia meridionale si formò la signoria bannale, basata sul possesso e sul controllo del territorio. Più il feudo era distante dalla capitale del regno tanto più il feudatario si sentiva indipendente. La signoria normanna dei Borrello fu caratterizzata infatti da una forte anarchia nei confronti del potere centrale detenuto a Palermo.  Secondo il catalogus baronum i feudatari dell’epoca, in cambio dell’autorità ricevuta dovevano fornire al Re uomini armati, a piedi o a cavallo, (servientes e milites) in proporzione al valore del feudo e alla sua consistenza demografica, oltre ai versamenti fiscali. In genere i feudatari fornivano un milites ogni 24 fuochi o famiglie composte mediamente da 5 componenti.  Il catalogus baronus era finalizzao alla creazione di un grande esercito normanno, dagli Abruzzi alla Sicilia, con lo scopo di fornire armati per le Crociate e per contrastare la minaccia dei Bizantini e dei Germanici. Montalto all’epoca dei normanni si chiamava Montem Altum e Rionero Sannitico era Rigo Nigro. La consistenza demografica di Montalto si aggirava intorno ai 100 abitanti, quella di Rionero intorno ai 200. Da segnalare anche il feudo di Castilionis l’odierna Castiglione frazione di Rionero che allora contava circa 200 abitanti. Montem altum non coincideva con l’attuale paese ma doveva trovarsi poco più in alto nella zona chiamata casarin’ dove sono ancora visibili i resti di una vecchia chiesa.

Notizie di Montalto intorno all'anno 1000

Nel 1002 i principi longobardi di Benevento concessero a Borrello I in feudo, il Contado di Trivento che divenne Terra Burrelliensis. I figli di Oderisio (Borrello I), di nome Giovanni, Oderisio II, Randusio e Borrello II ingrandirono il feudo di Trivento con la conquista dei territori limitrofi. Quella dei Borrello fu una grande Signoria feudale, tra le più durature d’Abruzzo. Pur facendo parte del Principato di Benevento i Borrello agirono sempre nella più assoluta indipendenza. Berardo di Borrello, figlio di Oddone tiene in feudo in Terra Burrelli dal conte Ugo di Molise, Cerrum (Cerro al Volturno) che fornisce due cavalieri, Lacum Vivum (Acquaviva d'Isernia) che fornisce 2 cavalieri e Montem Altus (Montalto) con un cavaliere.  Tra il 1105 e il 1134 la Terra Burrelliensis fu inglobata in gran parte nella Contea di Molise e i loro feudatari decaddero al ruolo di vassalli. Nel 1139, conquistata dal Re normanno Ruggero II e annessa alla Corona di Sicilia , fu divisa in due parti: quella meridionale fu compresa nella Terra del Lavoro, quella settentrionale rimase nella Contea di Sangro.

Il tenimento di M Circostanze storiche relative al feudo di Montalto

Il tenimento di Montalto (concesso per la prima volta in feudo, nel 1450, dal Re Alfonso V d'Aragona ad Antonio Tardioli ), in origine, era abitato: poi per avvenimenti ignoti, (forse la terribile peste del 1656 preceduta qualche anno prima dalla carestia e da un fortissimo terremoto) divenne disabitato e durante la sua disabitazione fu detto, impropriamente, feudo rustico. Molti anni prima della pubblicazione delle leggi eversive della feudalità e propriamente (dopo il 1773) esso tornò nuovamente ad essere abitato; e la nuova collettività di abitanti, formatasi sul feudo col nome specifico di MONTALTO, era ed è tuttora aggregata al comune di Rionero Sannitico.  Il feudo nel 1662 apparteneva per sei none parti ai fratelli Donatantonio ed Attanasio Volpe, per due parti all'Università di Castel di Sangro e per una nona parte alle Cappelle del Santissimo di quel Comune. Nello stesso anno l'Università di Castel di Sangro cedette in solutum ai fratelli Volpe, con facoltà di ricompra , le sue due none parti per ducati 681; e successivamente, cioè nel 1664, i Volpe vendettero tutti i loro otto noni alle Cappelle di Rivisondoli per ducati 6060.

All'inizio del secolo XVIII fra le dette Cappelle di Rivisondoli, D. Alfonso Carafa duca di Montenero (ex Barone di Rionero) ed i cittadini dello stesso Comune sorse lite innanzi alla R. Camera, chiedendosi alle Cappele che i cittadini e coloni di Rionero, costituitisi nel limitrofo feudo di Montalto, dopo di aver raccolto le vettovaglie, fossero condannati a lasciarlo libero. La R. camera accolse la domanda e commise la esecuzione dei suoi ordini alla Corte di Rivisondoli. Ma i cittadini suddetti ne reclamarono al Sacro R. Consiglio, deducendo che essi, non potevano essere espulsi da Montalto, perché da tempo immemorabile erano nel possesso di di pascere, acquare, pernottare e coltivare i terreni del feudo col pagamento del terraggio per la coltura e di un'annua prestazione alle Cappelle per tutti gli altri diritti.  Per transigere la lite, con istrumento del 14 maggio 1737 per notar Nicola Manna di Foggia, la Cappelle concessero al Duca ed ai cittadini di Rionero, insieme con altri diritti, anche "la facoltà di poter seminare e coltivare (nel feudo) in ciascun anno, a cominciare dall'anno 1737, tomola seu moggia 500 di detto feudo, ad elezione di detto sig. Duca, mediante l'annua prestazione di Ducati sessanta" e di tenere in Montalto, per tutto l'anno, venti buoi per la coltura e la raccolta delle vettovaglie col diritto di "acquare, pascolare e pernottare senza veruna corrisposta"  Con detta convenzione si stabilì pure che nel cesire o sboscare il territorio concesso in colonia i cittadini non dovevano tagliare, bruciare o danneggiare gli alberi fruttiferi esistenti nel feudo; e si dichiarò che, per effetto della concessione, il duca ed i cittadini di Rionero dovevano rinunciare ad ogni altra ragione ed azione, che avessero potuto vantare sul feudo. L'istrumento fu ratificato dalle parti con altro atto del 17 giugno 1737 per notar Liberatore di Castel di Sangro, atto che poi (com'è pacifico) fu munito di Regio Assenso.Nel 1737 l'Univeristà di Castel di Sangro, volendo esercitare il suo diritto di riscatto per le due none parti del feudo vendute ai signori Volpe, convenne in giudizio le Cappelle, le quli con decisione del S.R. Consiglio del giugno del 1770, furono condannate a rilasciargliele. Nelle due none parti riscattate dalla detta univeristà capitarono 92 moggia, che facevano parte delle 500 moggia concesse dalle Cappelle a colonia perpetua al Duca Carafa ed ai cittadini di Rionero; ma a Castel di Sangro fu assegnato solo il corrispondente reddito, mentre ai cittadini fu lasciato il possesso delle terre.

Con atto per notar Rugiero del 9 settembre 1924 le Cappelle di rivisondoli vendettero la parte del Feudo di Montalto, da esse posseduta, al sig. aurelio Marchionna; e costui, credendo di esserne diventato padrone assoluto, cominciò ad ostacolare i diritti delle due popolazioni, tentando a più riprese d’impedire o di restringere gli usi ad esse spettanti sul feudo. Seguirono le richieste del Marchionna e del Comune per la liquidazione degli usi civici, la decisione del commissario regionale di Napoli, della Corte d’appello di Roma e della Cassazione. La suprema corte di cassazione con sentenza del 11 maggio – 7 aprile 1933 riconobbe gli usi civici quesiti a favore degli abitanti di Rionero sul feudo di Montalto, detti usi furono pertanto soggetti a liquidazione secondo le norme eversive della feudalità.  La suprema corte di cassazione riconobbe anche gli usi civici originari e naurali a favore della popolazione di Montalto: “Con il terzo motivo del ricorso si censura la sentenza precedente emessa dalla corte d’appello di Roma, per aver ritenuto che anche gli usi civici originari pretesi dagli abitanti di Montalto fossero stati contemplati nella stipulazione della convenzione del maggio 1737. Con quell’atto i cittadini di Rionero rinunciavano ad ogni ragione ed azione che potesse loro competere sul feudo di Montalto. I cittadini di rionero pertanto non avevano alcun diritto originario sul feudo di Montalto, diritti che invece appartenevano agli abitanti di Montalto in qualità di componenti di quel piccolo nucleo di individui che costituì la frazione Montalto. Ora ammessi gli usi civici originari e naturali a favore della popolazione di Montalto sul feudo omonimo, essi non possono essere che quelli designati nell’art. 12 delle istruzioni del 10 marzo 1810, quelli cioè di pascere, acquare, pernottare, coltivare, con una corrisposta al padrone, legnare per lo stretto uso del fuoco, degli istrumenti rurali e degli edifici, cavar pietre o fossili di prima necessità, occupare suolo per abitazioni.   Gli esposti principi sono stati costantementi professati dalla giurisprudenza , dalla dottrina e dalle disposizioni legislative. In vero la massima sesta della Commissione feudale, approvata con Sovrano Rescritto del 19 settembre 1815, insegna: “tutti i feudi, tranne le difese costituite secondo le leggi del Regno, sono soggetti agli usi civici. Questa proposizione deriva dal diritto nativo, che in ogni popolazione ogni uomo ha alla propria esistenza. Questo diritto si esercita direttamente sulla terra prima proprietà dell’uomo e prima sorgnte della sussistenza, nonché delle ricchezze nazionali. Questo diritto fu rispettato dalle antiche leggi feudali, che vietarono costantemente la formazione di nuove difese per non privare degli usi le popolazioni”. (Rescritto 18 settembre 1815 e rapporto della Commissione demaniale al Ministero dell’Interno).

 





 


RICETTE DI  MONTALTO E RIONERO SANNITICO

 

Crocchette di Patate

 

300 g di patate

20 g di burro

un uovo

formaggio o salume

prezzemolo

pan grattato

olio d'oliva

 

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Gnocchi alla Brava

 

1 kg di patate farinose

300 g  di farina

1 uovo

150 g di fontina

80 g di burro

sale

         Molise a Tavola

A cura  di Anna Di Nardo Ruffo

Federazione Maestri del Lavoro d'Italia

Consolato Regionale del Molise

 

 Preparazione

 

Lessare le patate e passartle due volte allo schiacciapatate

metterle in una terrina col burro e lavorarle col cucchiaio di legno

 

Aggiungere l'uovo battuto, il ciuffetto di prezzemolo tritato,

il formaggio o il salume tagliato a paezzetti, formare delle

palline, passarle nel pan grattato e friggerle in olio d'oliva. 

 

                                                ******

 

Preparazione

Lessare le patate in acqua salata, schiacciarle, impastarle, con la

farina e l'uovo battuto.   Dividere l'impasti in pezzi, formare dei

bastoncini, tagliarli a pezzi e passarli sui rebbi di una forchetta.

Versare gli gnocchi in acqua bollete salata, appena vengono a

galla scolateli e disponeteli a strati in una pirofila imburrata

cospargendo, ogni strato, con la fontina tagliata a cubetti.  Cospargete

con fiocchetti di burro e mettete in forno per cinque minuti.

 

Edizioni Enne

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