MORRONE DEL SANNIO

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 Altezza: 839 m     Latitudine: 41.72     Longitudine: 14.78

Santo Patrono : San Modesto , 2 ottobre
 

Mappa di Morrone del Sannio     Dati Demografici su Morrone

 

Comune di Morrone del Sannio :
Corso Municipio 69     86040 Morrone del Sannio CB    
Tel 0874 848139     Fax 0874 848139     Codice Fiscale 81000790709

 
 
 
 
 
Comuni Limitrofi
 
 
Cenni Storici

Il nome Morrone trae origine dall'antica Maronea il cui etimo significa Roccia ed è giustificato dallo sperone roccioso su cui si erige il paese.  Anticamente fu indicato anche con altre denominazioni: Murronis, Marone, Murrone.  Molti fanno derivare il nome da Morra, ossia spiga di grano,  http://it.wikipedia.org/wiki/Morrone_del_Sannio

Approfondire il passato
 
Le origini di Morrone sono molto remote, lo testimoniano resti di cinta murarie, ma anche lapidi e monete rinvenute nel territorio limitrofo. In ogni modo non sembra attendibile l’ipotesi d’alcuni studiosi, che attribuiscono la fondazione del paese ai profughi di Gerione dopo l’arrivo d’Annibale.
Oltre alla fondazione, è ignota anche l’origine del nome attuale; si sa che non ha subito sostanziali modifiche passando da “Marono” a “Murrone”.
 In ogni modo, se ci si attiene alla “Cronaca Cassinese” del X secolo, si scopre che il borgo era chiamato “Civitas”. Quindi la prima testimonianza scritta dell’esistenza di Morrone è del 1022.  Il nome attuale è, invece, molto più recente; infatti, il 22 gennaio del 1863, per differenziare Morrone
 da Castelmorrone, un paese vicino Caserta, si è aggiunto l’appellativo “del Sannio”...continua.
 
Emigrati Morronesi

Argentina, terra di fuga e nuovo inizio per il primo flusso di morronesi, che la preferirono alla destinazione scelta dagli altri 2000 emigrati, dopo

 il 1918, negli USA e in Canada. Dopo il 1961 l'Europa e parte del Nord-Italia, accolse gli ultimi emigranti. La maggior parte degli emigrati ha

conservato l'abitazione e, a tal proposito, molti sono i rientri per il fine settimana e per le ferie estive. Dal 1900 ad oggi il numero di abitanti di

 Morrone del Sannio ? passato dai circa 4000 agli attuali 900.

 
Chiesa Santa Maria Maggiore
 
La chiesa di Santa Maria Maggiore è ubicata nella zona più alta del Paese.  Alla chiesa si accede grazie ad una scalinata e dopo aver percorso il ballatoio.  Suddivisa in tre navate d’ordine toscano, la chiesa presenta un ampio coro in cui è posto l’altare, lavorato a foggia d’urna con marmi napoletani.  Sulla parete di fondo vi è un quadro raffigurante “l’Ultima Cena del Signore”, mentre la controfacciata è abbellita da un organo.
Su ciascuna navata laterale ci sono tre cappelle con i rispettivi altari.  Lungo la navata sinistra ci sono l’Altare di S. Modesto Protettore; l’Altare di S. Giuseppe e l’Altare dedicato a S. Maria di Costantinopoli.  La navata opposta presenta: l’Altare di S. Francesco Saverio; l’Altare del Rosario e l’Altare 
di S. Nicola di Bari. Il campanile di solida costruzione è stato edificato con delle pietre molto antiche ed è caratterizzato da cinque campane, di cui quella maggiore è detta di S. Pardo. Vicino al campanile vi è anche il cimitero; mentre nel luogo detto la Porta di S. Angelo è stato eretto anche uno Spedale per accogliere i pellegrini.
 
Chiesa e Convento di S. Nazario  
 
A 3 Km dal paese, sulle pendici del Colle di Morrone, sull’antica strada che congiungeva Bojano a Gerione, si trova la chiesa di S. Nazario.
Edificata nel 1410 era abitata da monaci addetti alla rilegatura di corali e alla liberazione di ossessi. Nel 1593 ospitava otto religiosi.
Nel 1776 ospitava novizi.   Soppresso nel 1867. La chiesa è chiusa al culto da 20 anni. Il convento è in fase di restauro. Il 20.3.97 ignoti hanno
asportato statue e fregi in marmo del Seicento.
 
Santa Maria in Casalpiano

Il complesso della badia è edificato su uno dei colli, che circonda la campagna di Morrone. Ad esso si giunge sia dal paese, sia dalla fondovalle del Biferno. http://www.molise.org/territorio/Campobasso/Morrone_del_Sannio/Arte/Chiese/Chiesa_S_Maria_in_Casalpiano

 

Chiesa di Santa Maria di Casalpiano

Nell’area archeologica di Casalpiano sono stati scoperti i resti di una villa romana del periodo imperiale, residenza di Rectina, amica di Plinio

 il Vecchio e da questi salvata nel 79 d.c. dall’eruzione del Vesuvio a Pompei.  Già prima del VI sec. d.c. però, l’area venne trasformata in una necropoli e ad oggi sono state scoperte più di 50 tombe di donne, uomini e bambini...continua..

 
Beato Roberto da Salle
 
Nato a Salle (Pescara), un paesino alle pendici della Majella intorno all’anno 1273, da Tommaso e Benvenuta, al suo battesimo gli fu imposto il nome
di Santuccio, così come lo chiamerà più tardi per vezzo San Pier Celestino.
Dall’età di 7 anni rivelò un grande senso di amore fraterno e del perdono. Un giorno un vicino di casa della sorella le ammazzò un animale quasi per sfregio buttandoglielo davanti la porta di casa. La sorella sconvolta chiese vendetta al fratellino. La domenica in chiesa, giunti al momento del segno della pace, allora in uso durante la celebrazione dopo l’Agnus Dei, il piccolo Santuccio ricevuto il
segno di pace dal celebrante, corse subito a restituirlo al dichiarato nemico della sorella.  A 16 anni seguendo una forte vocazione conobbe e seguì Pietro Angeleri da Isernia, l’eremita del
Morrone il futuro Papa Celestino V. Nel 1294 Roberto finito il Noviziato era già ormai fra i più cari discepoli del santo uomo, dedito con tutta l’anima
alla pratica della virtù ed al culto del silenzio ed alla mortificazione del proprio corpo.
 


IORIO ANGELO MICHELE

Nato
a MORRONE DEL SANNIO (CAMPOBASSO) il 17 gennaio 1948
Laurea in medicina e chirurgia; medico chirurgo
Eletto con il sistema proporzionale nella circoscrizione XVIII (MOLISE)
Lista di elezione: FORZA ITALIA.  Proclamato il 26 maggio 2001
 
 
 
 

Palazzo Magliano

Non è possibile risalire con certezza alla data di edificazione del palazzo Magliano, in quanto l’unico documento è un’iscrizione in latino posta sull’architrave della porta d’ingresso, che reca la data del 1737, riferibile a una delle ricostruzioni che sicuramente hanno interessato l’edificio.

Anche sulla finestra del loggiato è visibile un’iscrizione in latino, che si riferisce invece ai costruttori del palazzo, indicati con le sole iniziali A P M.

Palazzo Magliano è un modello di abitazione nobiliare di origine medievale, poi trasformato nel corso dei secoli. Dalla sua struttura possente e dalle mura a scarpa si capisce che originariamente doveva essere parte di un complesso sistema difensivo-residenziale, ma i cambiamenti subiti nel corso dei secoli ne hanno alterato l’aspetto fino a inglobarlo totalmente tra le case del paese.

La funzione difensiva che l’edificio ha avuto in passato è chiaramente denunciata dal fatto che il palazzo è stato costruito sulle antiche mura di cinta di Montorio nei Frentani. Le mura includono anche “Porta Caticchio”, una tra le più antiche e caratteristiche porte di accesso al borgo.

Il palazzo prende il nome da Domenico Magliano, presente a Montorio già dal 1714 e appartenente ad una delle famiglie più illustri dell’epoca, residenti nella Terra Vecchia. L’iscrizione datata 1737 è probabilmente relativa a interventi di ristrutturazione o ricostruzione curati dalla famiglia Magliano quando prese possesso del palazzo.

Poeti Morronesi
G. Parente, V. Mastromonaco, I. Mastro Monaco, G. Iorio
 
 
Moscatello,  Cinelli,  Colagrosso,  Partente,  Romano,  Valentini,  Antonelli....
 

 

Nu moccieche eccunce'

 

I me rcord: mèr a sere tard
A vecenale mej frieje i sard
Dent a fssore, ncopp u fucular. . .
I me record, ij er nu quetrar.
A ddor ze rrempava pa c^mm^nire,
I me record com se fuss jre,
T'entrav dent' ù nase e dent' a cocce
E mmocch te fecej l' acqerecce.

Spennije u mesale ncopp a bbffett:
Just pa pizze tant ch'ere strett,

E na fr^ttat cu prdnsell,
Ncò de vine..." Avisce toll a pell!!"
Elluqueje, e pu ze na redeje
Chell da P^ccion, a vecenale mej.
Ze ssttav ncopp a seggie havt,
megneje, e tamenteje a lavd.

 

«Messere 'em zeppate fin' e tard,
Lòch de case meje Dij me te guard,
Quanne t'essiette e te dol^n i cosse
Nu mocceche eccunce te va delà dell' oss
U b^cchir d' vin e a pizze call
m 'hann fatt er^j l'aneme e ball.. .
e pur em megnete e mo so sazij,
me ne jsse e cluquà Dij te rengrazij.

 

Deventr n' m,so maij effecciate
Chell ch' eij ditte leje emmaggenate,
Ma me record, pur se stej defòr
Chelle ddore! M'è remaste dent ù core.
A ddore du pejese quann z'erreffije
Dopp na jemetacce de fetije.
  ( Giancarlo Iorio)

 Altri Links su Morrone del Sannio

 

 
 
 
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RICETTA DI MORRONE

 MACCHERUNE CA'N'DRIT E MACCHERUNE MARITAT


Sono due primi piatti che si usano preparare per la festa di San Giuseppe, il 19 marzo. Cominciamo dal primo. Innanzitutto serve del pane indurito, di circa sette giorni, possibilmente casereccio Grattugiate la mollica, preparate un trito di noci e di buccia d'arancia e mettete il tutto a soffriggere in olio, con un pizzico di sale e un po' di vincotto. Mescolate velocemente fino a quando il composto prende un colore brunito, dopodiché lo versate su un piano di legno e lasciate raffreddare. Fate cuocere gli spaghetti (possibilmente n.5), che condirete con la "n'drit". Per preparare invece i "maccherune maritate" versate 1 kg di farina di grano duro sulla spianatoia aggiungete un pizzico di sale e gradualmente 4 uova e un po' di acqua calda ammassate con forza. Quando la pasta sarà morbida ma compatta stendetela con un matterello. Quindi tagliate la sfoglia, piuttosto spessa, longitudinalmente ricavandone degli spaghetti, con i quali preparerete una semplice minestra a base di acqua salata e 2 o 3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva.

 

 

 

News Morrone del Sannio

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S. Angelo Limosano, Macchia D'Isernia, Morrone del Sannio e molti altri. ...
Morrone del Sannio - Festa dell' Uva - 01/10/2006 ...

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