I PALAZZI DELLA REGIONE MOLISE
( I Palazzi della Provincia di Isernia )

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 NOME DEL PALAZZO

 

 LOCALITÀ IN PROVINCIA DI ISERNIA

 

ANNO DI COSTRUZIONE

 Palazzo Mascio

 Isernia

 XVIII secolo

 Dimora del Prete

 Venafro

 1860,ristrutturato

 Palazzo Armieri

 Venafro

 Fine dell ' 800

 Palazzo Caracciole

 Belmonte del Sannio

 XV secolo

 Palazzo Ducale

 Acquaviva d'Isernia

 Metà del 700

 Palazzo Nuonno

 Agnone

 XIII secolo

 Palazzo De Gaglia

 Cantalupo nel Sannio

 800 ?...900 ?

 Palazzo

 Capracotta

 XVI secolo

 Palazzo

 Castelpizzuto

 XIII secolo

 Palazzo Marchesale

 Civitanova del Sannio

 XVI secolo ?

 Palazzo Zampino

 Frosolone

 IX-X secolo ?

 Palazzo

 Pettoranello

 XII secolo ?

 Palazzo Marchesani

 Pietrabbondante

 XVII secolo

 Palazzo Caracciolo

 Santo Agapito

 XII secolo  ?

Palazzo Marchesale

Palazzo Spinola

Palazzo Battiloro

Castelpetroso

Sesto Campano

Scapoli

X-XI secolo

?

XIII-XIV secolo ?

 

 

 
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Palazzo Mascio, Isernia, XVIII secolo
Un palazzo signorile del primo Ottocento che appartenne ad una famiglia gentilizia di proprietari terrieri. Dopo l'unità d'Italia fu oggetto di razzie e scorribande da parte dei briganti della famigerata banda Fuoco. Oggi é una graziosa residenza, immersa nel verde, alle pendici delle Mainarde, nelle prossimità del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.  Ha mantenuto la sua antica struttura in pietra con volte e mura possenti; dispone di 6 camere con bagno, luminose e confortevoli, e di una camera predisposta per i diversamente abili; dispone, inoltre, di cortile, solarium, sala lettura, internet point, bar, enoteca, esposizione di prodotti artigianali e punto di informazioni turistiche. Il ristorante é ricavato nell'antica cantina.  Il soggiorno a Palazzo Mascio é l'occasione per conoscere il territorio che offre al visitatore borghi, castelli, siti archeologici, boschi, laghi e sentieri, manifestazioni tradizionali e prodotti naturali.  La partenza per gli itinerari prevista alle ore 9 dopo una colazione a base di prodotti genuini. A sera la cena è allietata da intrattenimenti vari (musica dal vivo, proiezioni cine-video etc...).

 
Dimora del Prete, Venafro, ?
La dimora del Prete di Belmonte sorge nel centro storico della città di Venafro sulla piazzetta di Cristo, vicino alla Chiesa. Il palazzo, che  si trova su uno dei cardi dell'antica città romana, la cui costruzione ci é sconosciuta, fu ristrutturato circa il 1860. All'interno si ammira un bel giardino, adornato da piante esotiche.  Mentre all'interno si ammirano decori di stile pompeiano.  Cinque camere sono a disposizione dei visitatori. La tranquillità del luogo e il panorama de lla piana di Venafro sono un vero incanto. http://www.dimoradelprete.it/
 
Palazzo Caracciolo, Belmonte del Sannio: XV secolo
Sicuramente durante la dominazione normanna e sveva il feudo rientrava nella “Terra Burellensis”, una sorta di staterello indipendente dal potere centrale dominato dai Borrello, signori di Agnone, che stabilirono il loro capoluogo a Pietrabbondante. Con l’avvento della monarchia angioina la titolarità sul feudo di Belmonte passò prima alla famiglia Cantelmo e successivamente ai Filangieri. Nella prima metà del XV secolo titolare del feudo divenne la famiglia di Sangro di Casacalenda. Durante le lotte angioino-aragonesi Mario di Sangro, che parteggiò per questi ultimi -gli sconfitti- perse la titolarità del feudo,che passò al demanio regio e fu successivamente affidato, nel 1436, a Giacomo Caldora. http://www.pagus.it/progetto/comuni/belmonte/castello/index.htm
 
Palazzo Armieri, Venafro, fine dell'ottocento
Il Palazzo Armieri é un  simbolo della Belle époque a Venafro. Edificato su progetto dell’architetto partenopeo Carmine Di Crosta, alla fine dell'Ottocento, su commissione dei fratelli Armieri, rappresentanti della locale borghesia borbonica, ha una facciata di aspetto neoclassico, un cortile interno e un rigoglioso giardino. Oltrepassata l'area verde, si accede, attraverso lo scalone, interamente affrescato, alla sala “storicamente” segnata dal passaggio delle truppe francesi del generale De Gaulle, di cui rimane una minuscola scritta a matita.
Visitando il palazzo, ricco di decorazioni a stucco, specchi e leggere figurine femminili, tipiche delle decorazioni ad affresco della Belle époque, si ha la sensazione di trovarsi in un ambiente ubicato in una città del nord Europa. Anche lo stile Liberty ha esercitato la sua influenza sui palazzi della città; i saloni di Palazzo Armieri, per il loro ottimo stato di conservazione, offrono un’importante testimonianza dell’Italia fra Liberty e Decò. http://www.culturaitalia.it/pico/modules/percorso/it/percorso11/capitolo_0005.html?regione=molise
 
Palazzo ducale Andrea Carmignano, Acquaviva d'Isernia; metà del 700
Furono i Carmignano ad effettuare importanti  lavori di ristrutturazione sul castello, adattandolo ad abitazione signorile. Furono ampliate le finestre e fu creato un ingresso sul lato del piazzale Carbonari che, in seguito e più volte, fu rielaborato nelle sue forme.   Durante la seconda guerra mondiale il castello subì gravi danni.  Vennero rimosse le travi in legno che sostenevano i solai e questi, inevitabilmente, crollarono. Nel dopoguerra furono approntati dei lavori di restauro abbastanza approssimativi che non bastarono ad arrestare il degrado della struttura, che subì un ulteriore colpo con il terremoto del 1984. Con i lavori di ricostruzione e di restauro successivi a tale evento sono state abbattute le parti pericolanti dell’edificio, ma a tutt’oggi l’operato risulta incompleto e ben lontano dal permettere che il castello torni al suo originario splendore. http://www.pagus.it/progetto/comuni/acquaviva/index.htm
 
 

Palazzo Nuonno, Agnone, XIII secolo

Con certezza, durante la dominazione normanna e sveva, il feudo rientrava nella “Terra Burellensis”, una sorta di staterello indipendente dal potere centrale dominato dai Borrello, signori di Agnone, che stabilirono il loro capoluogo a Pietrabbondante.   La costruzione del palazzo risale all’inizio del XIII secolo. Considerando il suo stile, risalente al periodo veneziano, con molta probabilità l’edificio fu commissionato da una delle numerose famiglie veneziane che si stabilirono in quel periodo ad Agnone, forse al seguito di Landolfo Borrello.  Nel 1264 Carlo I d’Angiò divise in due la signoria di Agnone, concedendone una metà a Riccardo Annibaldi e, nel 1266, l’altra metà a Ligorio e Ruggero Minutolo conti di Anglone che vennero a stabilirsi ad Agnone, probabilmente proprio nel palazzo Nuonno. http://www.pagus.it/progetto/comuni/agnone/pnuonno/index.htm

 

Palazzo de Gaglia, Cantalupo nel Sannio, 800 ? 900  ?
Come altri palazzi, ad esempio quello di Toro e di Matrice, anche questo edificio ha avuto una certa importanza nella storia molisana dell'Otto-Novecento.  L'Onorevole Michele de Gaglia fu deputato al Parlamento Italiano, Sindaco di Campobasso, Consigliere provinciale e molto amico di Michele Pietravalle, Presidente del Consiglio Provinciale.  Una foto del tempo, conservata nel palazzo, mostra appoggiati sul balcone del palazzo i componenti della famiglia de Gaglia assieme a Michele Pietravalle e ad Alfonso Perrella, autore tra l'altro de l'Effemeride della Provincia di Molise. Sulla facciata di via Roma si trovano le lapidi di due componenti della famiglia de Gaglia, nati agli inizi dell'Ottocento: Alessandro, giureconsulto e avvocato del Foro di Isernia; Achille, avvocato, Sindaco di Campobasso, presidente della deputazione provinciale.  Uno dei figli di Achille, Eustachio de Gaglia, fu luogotenente della Guardia Nazionale, tanto che sulla parete del palazzo è ancora appesa la sua sciabola; egli fu inoltre giudice conciliatore e Sindaco di Cantalupo, tanto che il suo studio è ancora ben conservato nella casa.
 

Palazzo, Capracotta, XVI secolo
La casa baronale venne realizzata nei primi anni del XVI secolo dai signori Gualtieri - Budone.Essa sorse fuori dall'ingresso del centro abitato del paese, con il nome di Capracottae Castrum.  Il palazzo baronale è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, tra cui quelli del 1755 apportati dal duca Giacomo Capece-Piscicelli.
 
Palazzo Marchesale, Castelpetroso, X - XI secolo  ?
Vi sono forti dubbi sul periodo storico in cui fu costruito il castello: fino a poco tempo fa gli studiosi pensavano che l’edificio originario fosse un’opera di architettura longobarda, dato che i primi proprietari del castello appartenevano al gastaldato longobardo di Boiano, che era compreso nel ducato di Benevento. Seguendo questa teoria la datazione delle prime fasi costruttive sarebbe da collocare tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo. ...continua.. 
 
Palazzo di Castelpîzzuto, XIII secolo
Nel periodo medievale il borgo era conosciuto sotto il nome di Castrum Piczutum.  Notizie certe risalgono al 1269, periodo di dominazione angioina, quando Carlo I d'Angiò concesse il feudo a Tommaso d'Evoli, signore di Monteroduni.  Le notizie relative al castello a partire da quel momento sono inevitabilmente legate ai nomi dei suoi proprietari.  Alla fine del XIII secolo, il feudo fu diviso fra tre proprietari, per essere poi riunito nel 1316 sotto Alferio di Isernia che divenne l'unico possidente.
La signoria dei d'Isernia durò sino agli albori del 1400, quando passò a Giacomo Gaetani.   Successivamente la signoria passò alla famiglia Pandone, quindi ai Capace Galeota e di seguito alla famiglia d'Agostino.   Nel 1575 Silvia d'Agostino vendette il feudo e il suo castello ai Conti Terzi, famiglia proveniente da Parma.   Dal 1586 sino agli inizi del 1700 il castello conobbe numerosi proprietari, sino a tornare ai conti Terzi, che detennero il feudo sino all'eversione della feudalità.   Ultimo titolare del castello fu il conte Pasquale Terzi.   Il titolo di conti di Castelpizzuto è rimasto alla famiglia Terzi, che risiede a Napoli. 
http://www.pagus.it/progetto/comuni/castelpizzuto/castello/index.htm
 
Palazzo Marchesale, Civitanova del Sannio, XVI secolo ?
Dalle fonti e dai documenti in nostro possesso non è dato risalire con certezza al periodo di edificazione del palazzo. E' possibile però, sulla base delle vicende storiche e feudali, fare delle supposizioni abbastanza plausibili.  Sappiamo infatti con certezza che la famiglia d'Alessandro governò il feudo di Pescolanciano a partire dal 1576 e che lo conservò fino all'eversione della feudalità.  Lo stesso feudo di Civitanova del Sannio divenne di pertinenza dei d'Alessandro dal 1629.Il palazzo, dunque, quasi sicuramente è stato edificato dalla stessa famiglia d'Alessandro, che si stabilì nel paese a partire dalla seconda metà del secolo XVII.   L'edificio potrebbe avere origini più antiche soltanto nel caso in cui si voglia considerare l'ipotesi di una costruzione sui resti di una struttura preesistente.   Le origini di Civitanova del Sannio risalgono al X secolo quando, durante la dominazione longobarda, un primo nucleo abitativo si stanziò in una zona vicina all'antica città di Duronia, che nel IV secolo era denominata "Civitavecchia".   Con molta probabilità i fondatori di Civitanova erano dei pastori di Civitavecchia, emigrati dal loro paese di origine per stanziarsi in un territorio vicino. http://www.pagus.it/progetto/comuni/civitanova/castello/index.htm
 
Palazzo Zampino, Frosolone,IS : IX-X secolo ?
Le origini di Frosolone sono molto antiche. In contrada Civitelle delle mura megalitiche, cioè costruite in opera poligonale, conosciute come "Mura Pelasgiche", ipotizzano la presenza di fortezze sannitiche.  Il nucleo storico di Frosolone, sorto nel periodo longobardo tra il IX e il X secolo, apparteneva ai territori della Contea di Isernia.   Forse furono proprio i Longobardi a costruire una prima struttura fortificata, che si ampliò durante la dominazione normanna, quando Frosolone passò alla Contea del Molise.Il Catalogo Borelliano documenta l'esistenza del feudo nel XII secolo.  Secondo questo importante documento storico, nel 1100 Frosolone apparteneva ai Borrello, signori di Agnone, e faceva parte della cosiddetta "Terra Burellense", che aveva come capoluogo Pietrabbondante....continua...
 
Palazzo Pettoranello, IS : XII secolo ?
Il ritrovamento di alcune tombe di epoca pre-romana e la collocazione geografica di Pettoranello, hanno indotto molti studiosi a sostenere la tesi che il paese abbia le sue fondamenta su un importante insediamento sannita.   L’ulteriore ritrovamento di tre cippi miliari di origine romana, ha confermato che Pettoranello costituiva una stazione romana, luogo di passaggio sulla strada che collegava Isernia e Bojano.  Agli albori del XII secolo, come viene confermato da una Bolla di papa Pasquale II del 1104, il paese ed il territorio circostante costituivano uno dei possedimenti del monastero di San Vincenzo al Volturno. ......continua
 
Palazzo Marchesani, Pietrabbondante, XVII secolo
Il palazzo fu costruito nel borgo medievale del paese sulla strada, che conduce alla chiesa parrocchiale.  Sul ritrovamento, nel 1957, di alcuni mosaici, si ipotizza che nelle vicinanze del palazzo, nei tempi antichi, sorgesse un edificio di epoca romana di cui oggi non rimane traccia.   Il palazzo nel corso degli anni ha subito numerosi lavori di adattamento e di restauro, che hanno compromesso il suo aspetto originario.La torre invece, non è stata oggetto di alcun restauro.  Il fatto che la stessa non si trovi in punti strategici, lascia supporre che lo scopo della sua costruzione non fosse militare, ma semplicemente simbolico, a sottolineare il potere e la nobiltà della famiglia Marchesani.   Agli inizi del 1800 la parte più alta della torre fu demolita perché se ne temeva il crollo.Diversi furono i membri della famiglia che si successero nella proprietà del palazzo e dell’intero feudo dopo la morte di Donato Giovanni avvenuta prima del 1686......continua....
 
Palazzo Caracciolo, Santo Agapito, XII ?
Un primo nucleo abitato si costituì nell’attuale Sant’Agapito nell’anno 800, quando il duca di Benevento Grimoaldo III, di origini longobarde, fondò il monastero benedettino di Sant’Agapito in Valle.  A seguito delle incursioni saracene della fine del IX secolo, la popolazione trovò rifugio sulla collina, dove si costituì il primo nucleo del borgo medievale.Durante la dominazione longobarda, Sant’Agapito appartenne alla contea di Isernia e, successivamente, durante il periodo normanno, passò tra i feudi della contea del Molise.   Probabilmente durante questa dominazione fu costruito il castello, che doveva fungere da difesa del borgo, oltre che da abitazione del signore......continua...
                       
                   
 
Palazzo Battiloro, Scapoli, XIII-XIV secolo ?
Dal 1043 il territorio di Scapoli fu posseduto dalla famiglia Borrello, che aveva occupato quasi tutte le terre possedute dal monastero.  La sua potenza, in conflitto con gli interessi dell’abbazia, divenne tanto forte da necessitare la mediazione di Papa Nicolò II, al cui cospetto si era recato l’Abate di San Vincenzo affinché gli venissero restituiti alcuni castelli, tra i quali proprio quello di Scapoli.   Nel XIII secolo le condizioni di vita degli abitanti del luogo peggiorarono.  Oltre ad essere sottomessa alle angherie dei nuovi signori, la popolazione scapolese subì diverse calamità naturali, come terremoti e pestilenze. Tra il XIII ed il XIV secolo la famiglia Caldora acquisì il possesso del castello. Ai Caldora succedette la famiglia Pandone, che controllò l’intera valle sino al XVI secolo. continua...
 
Palazzo Spinola, Sesto Campano,  XII secolo ?
Si fa risalire la costruzione del castello dotato di torri, di un fossato per la difesa esterna e di un ponte levatoio ai longobardi .   Durante il XIII secolo il castello fu oggetto di ripetuti attacchi e distruzioni. Esso fu ripristinato con l’avvento della famiglia Sorellum in un periodo di relativa pace. Nel XIV secolo la Contea di Sesto fu assegnata ai fratelli Andrea e Nicola Rampini di origine isernina.  Ad essi, nella seconda metà del 1300, successe la famiglia della Ratta, di origine spagnola, venuta in Molise al seguito della principessa Violante d’Aragona, sposa del principe Roberto d’Angiò il quale fu incoronato re nel 1309.  La famiglia della Ratta fu privata del suo feudo da Carlo III di Durazzo che l’assegnò, nel 1381, a Gurello Origlia suo valido cavaliere.  Il castello divenne luogo di sontuosi banchetti soprattutto quando il possesso del castello passò a suo figlio Pietro.  Nel 1465 Re  Ferrante I d’Aragona concesse il feudo a Diomede Carafa conte di Maddaloni.  Nel 1569 Isabella di Lannoy, appartenente per nascita alla famiglia Carafa e moglie del principe di Sulmona e conte di Venafro, Filippo Lannoy, acquistò il feudo da Giambattista Carafa.   A sua volta, il figlio di Isabella, Orazio, nel 1582 vendette il feudo a Filippo Spinola appartente a una tra le più potenti famiglie della Repubblica di Genova...continua.....
 
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