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I PALAZZI DELLA REGIONE MOLISE
I
''Palazzi della Regione Molise'' é un soggetto molto vasto che
va trattato in centinaia de pagine. Proveró di far
fronte a questa sfida scrivendo una prima pagina sui palazzi della
Provincia di Campobasso e una seconda pagina -in una prossima puntata- sui palazzi della Provincia d'Isernia.
Si tratta,
infatti, di farvi conoscere, sommariamente, più di quaranta
palazzi sparsi su l'intero territorio molisano. La
difficoltà non é solo il numero dei palazzi, ma la storia
molto vasta e particolare ad ogni palazzo, sopratutto
se si pensa che alcuni di essi sono stati edificati sul territorio
molisano dieci secoli fa e che sono tuttora, la fierezza dei nostri
borghi.
La sfida diventa
poi sovrumana se dovessi descrivere le vicende storiche di ognuna delle
famiglie che hanno abitato e si sono succedute tra le mura
di monumenti urbani che riflettono non solo la storia, ma la
vita civica dell'alto medioevo e quella successiva dell'epoca
signoriale che si stende dal XIII/mo al XVIII/mo secolo.
I Palazzi
del Molise, in generale, sono strettamente legate ai borghi
molisani. Molto spesso nascono col borgo, oppuro appaiono
nell'abitato in momenti propizi di sviluppo economico
dell'abitato, oppure con l'arrivo di nuove
personalità politiche, affiliate alle potenze che
occupavano i territorii del meridione italiano. Questi
stessi poteri politici che introneggiavano i loro ''Signori Vassalli'',
dalla piana di Venafro alle rive del mare adriatico, furono gli stessi
che, senza scrupoli, li detronizzarono quando avevano il minimo
dubbio sulla loro fedeltà alle
politiche del potere centrale.
Qui va
pure detto che in molti casi non abbiamo le date esatte
delle costruzionii dei Palazzi Signorili; in gran parte, tali
date sono approssimative ( fa eccezione qualche palazzo); e ció
é dovuto alla mancanza di documenti sia in loco, sia in
archivi statali. Capita spesso, dunque, che un
edificio é stato datato soltanto in base all'analisi
approfondita della struttura muraria
o dello
stile utilizzato durante la costruzione.
Un secondo
elemento, comune alla maggioranza dei palazzi
molisani, d'ordine struturale; infatti spesso i
palazzi sono passati, con l'andar del tempo e del clima politico, da
fortilizi con precise caratteristiche difensive a veri propri palazzi
gentilizi. Fu infatti esattamente il caso per i paesi
di
Campomarino, Casacalenda, Larino, Lucito, Macchia
Val Fortore, Montagano, Montorio nei Frentani, Oratino,
Petacciato, Ripabottoni, Ripalomosani, Rotello, San
Martino in Pensilis e Trivento. Va notato pure un ultimo
elemento comune alle costruzioni dell'epoca longobarda e sopratutto
normanna e questo elemento rivela sempre che vi é un
accostamento del palazzo ducale o signorile con la chiesa e col borgo.
Prima di
partire alla scoperta dei palazzi della Provincia di
Campobasso, vi propongo un tabellone che vi permette di
visualizzare, in modo globale, chi erano i padroni di tali
palazzi, dove sono stati costruiti e quando sono
stati costruiti.
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Dopo questa introduzione generica vi propongo
una presentazione succinta dei Palazzi della Provincia di
Campobasso. Un primo palazzo si trova nel capoluogo; velo
presento.
Palazzo Cannavina, Campobasso : Tra il seicento e
settecento.
Il palazzo dei Cannavina si erge
imponente nel centro storico di Campobasso, a pocgi passi della chiesa
di S. Leonardo, sulla strada dedicata a Vittorio Cannavina.
l'edificio si affaccia sulla piazza "Fondaco della Farina", teatro
della celebre pace tra Crociati e Trinitari. Fu
posseduto in un primo tempo dai Carafa, i feudatari della
città. Ma privi di eredi, il Palazzo passó ai
Baroni di Campobasso, proprietari dei luoghi fino al
1742. Da questa data l'edificio fece parte dei beni dello Stato,
fino al 1783, anno in cui fu acquistato da don Michelangelo
Salottolo. Infine ne divenne proprietaria la famiglia Cannavina.
L'ingresso principale dell'edificio è in stile barocco ed
è ornato da uno stemma con un albero di pino al centro di tre
colli, sui quali si poggiano due leoni. L'interno del
palazzo è costituito da numerose stanze con ricchi
arredi. La stanza più grande è il salone da ballo
nel quale, in un ripostiglio, è ancora conservata un'antica
pianola che rallegrava le feste dei proprietari . Fa
parte dell'edificio anche una Cappella, nella quale è
custodito lo stemma dei Salottolo. In questo palazzo si ricordano
le vicende di due giovani (Romeo e Giulietta), cioé di
Delicata Civerra, figlia di un esponente dei Trinitari, e della sua
storia d'amore con Alfonso Mastrangelo, Crociato: le due famiglie,
rivali, si opposero alla relazione tra i giovani e cercarono in tutti i
modi di dividerli. Delicata morì colpita dalla tisi e
Alfonso decise di farsi monaco
Palazzo del Conte, San Martino :
XI-XII ...XVI (?) secolo.
Il palazzo del Conte si trova nei pressi dalla chiesa di S.
Pietro, nel centro storico, definito dagli abitanti del luogo
"mezzaterra", ossia cuore del villaggio. Il palazzo baronale deriva da un
castello quadrato di tipologia normanna. Caratteristico è il
loggiato, che affaccia sulla piazza principale del paese e dal quale si
scorge il mare. Secondo una
prima ipotesi il palazzo baronale sarebbe stato edificato durante la
dominazione normanna, intorno ai secoli XI e XII.Innanzitutto,
grazie a un registro dei Baroni tenuto da Guglielmo il Buono, morto nel
1189, è possibile risalire al nome del primo feudatario, che
dimorò nel palazzo, un certo Domenico Amerio, contemporaneo di
Roberto di Bassavilla, conte di Loretello, oggi Rotello. Interessante
è poi la presenza, nelle sale del palazzo, di archi gotici,
risalenti all'epoca della presunta costruzione del palazzo.
Una seconda ipotesi vuole che il palazzo
baronale sia stato edificato nel secolo XV sui resti di una chiesa.Come
tutti gli edifici edificati
sotto la dominazione longobarda e soprattutto normanna il palazzo si
trova circondato dal borgo e vicino alla chiesa.
Palazzo
Miozzi, Bonefro : Costruzione : Nessuna informazione.
Il Comune di Bonefro
sono presenti alcuni esempi di palazzi signorili tra i quali merita di
essere citato il Palazzo Miozzi.
Il Palazzo della
famiglia Mozzi, situato in largo Convento, era di proprietà
dell’Arciprete Don Teodoro Tata; i nuovi proprietari lo rimodernarono
ed ampliarono con l’ala che dà su via di Dio.La parte di
proprietà del Generale Francesco Sacco è stata donata al
Comune di Bonefro e i suoi locali sono stati utilizzati,
successivamente, come scuola, Municipio, Pretura.
Palazzo
Maucieri, Bonefro : 1927 ed il 1929.
Inizialmente doveva essere utilizzato come ospedale, però fu trasformato in asilo. Palazzo
Ducale di Capua, Campolieto : XVIII secolo.
Si presume che un
primo nucleo abitato fosse già presente nei territori dove sorge
l’attuale Campolieto, anteriormente al X secolo. La costruzione del
castello risale all’XI secolo, agli albori della dominazione normanna,
quando signore di queste terre era Roberto de Russa, un nobile che nel
1096 partecipò alla prima crociata in Terra Santa. Intorno al
maniero si sviluppò il borgo medievale, che oggi costituisce la
parte più antica del paese e che comprende la chiesa
parrocchiale di San Michele. La storia del palazzo è stata
caratterizzata da numerose ristrutturazioni, anche in epoca lontana.
Alcune migliorie furono ad esempio volute da Rainaldo Borrello, della
stessa stirpe dei Borrello di Agnone, che ne fu il proprietario tra il
1155 e il 1179. Nel 1269 la proprietà fu trasferita al
cavaliere Normoray di Terascono. Nel XV secolo il proprietario fu
Francesco Montagano. Negli anni 1490 il territorio e il palazzo fu
quindi concesso dal Re Ferrante II ad Andrea de Capua, duca di Termoli. Nel
1729, sempre per motivi politici a Scipione di Sangro. Nel 1806
alla famiglia Carafa; successivamente passó ai baroni Iannucci
che lo abitarono fino al 1917. Purtroppo i
caratteri medievali della struttura originaria si sono perduti con il
passare dei secoli, in seguito alle modifiche e alle ristrutturazioni
che il palazzo ha subito, trasformandosi da fortezza in palazzo e,
oggi, in “condominio”.
Palazzo,
Campomarino : XII...XIII secolo.
Il palazzo si trova poco distante dalla chiesa di S. Maria a
Mare,e probabilmente faceva parte del primo nucleo abitativo del paese.
A causa della scarsità dei documenti non è
possibile individuare la data precisa di edificazione del
palazzo. Probabilmente l’edificio originario è sorto
contemporaneamente alla nascita del borgo medievale di Campomarino e
della chiesa di Santa Maria a mare, che è
databile tra il XII e il XIII secolo.Il palazzo è una delle
strutture più antiche del paese e conserva ancora oggi intatte
le caratteristiche dell’epoca del suo splendore. L’edificio
originario ha subito diverse ristrutturazioni che lo hanno trasformato
da castello in residenza signorile. Nel corso di questa opera di
sistemazione residenziale le stanze del palazzo sono state riccamente
affrescate, dando all’edificio uno stile rinascimentale. Secondo
uan leggenda, sembra che la nascita di
Campomarino si debba attribuire omerico Diomede, che dopo la
guerra di Troia avrebbe preso in sposa la figlia del re Dauno,
diventando così proprietario di un territorio che comprendeva
anche Campomarino. La leggenda dice anche che Diomede venne sepolto
nelle vicine isole Tremiti, chiamate anche Diomedee.
Palazzo
di Sangro, Casacalenda, : metà del 500
Dell’antico “fortellitio” (cioè privo di corpo
residenziale) di Kalene, di cui si parla per la prima volta
nell’atto di vendita fatto nel 1510 dal duca di Termoli, Andrea di
Capua, a Pirro Ametrano, non vi sono più tracce.
Tale fortificazione fu, infatti, dagli stessi Ametrano, agli inizi
della seconda metà del Cinquecento, inglobata nelle
trasformazioni eseguite sull’area dell’originario impianto difensivo al
fine di adeguarlo alle nuove esigenze della feudalità tesa
soprattutto a godersi le ricchezze del feudo. Se si esaminano con
attenzione le sovrapposizioni tardo – rinascimentali si nota come la
conformazione originaria della struttura sia costituita da un unico
corpo formato da una torre a base quadrangolare che si ergeva
centralmente rispetto alle fortificazioni urbane. E’ probabile che
l’originaria torre, con base a scarpa, subì delle trasformazioni
già in epoca longobarda; non è da escludere infatti
l’ipotesi che essa possa addirittura essere molto più antica e
risalire al paesaggio preurbano dei secoli VII-IX. Tra i secoli .
''Durante la prima metà
del XIX secolo il vano sotto la rampa principale d’ingresso venne
utilizzato per l’alloggio delle truppe presenti in paese per la
repressione del brigantaggio, mentre le stanze che si trovavano
entrando sulla sinistra per molti anni furono la sede del Giudicato
Regio. Fino al 1980
l’edificio si presentava come un insieme di costruzioni che seppur
molto degradate erano adibite ad abitazioni. I diversi
proprietari del palazzo hanno proceduto alle ristrutturazioni interne
nonché all'intonacatura esterna del manufatto architettonico,
che è terminata solo negli anni Novanta. Il castello
possiede passaggi sotterranei che un tempo venivano usati come vie di
fuga e di collegamento in caso di assedio''....continua...
Palazzo
Iovine, Castelmauro : XIII secolo
Il centro sorge su una delle colline che stanno a guardia
della valle del Biferno e dalla quale si scorge il mar Adriatico nelle
giornate prive di foschia. Le origini del palazzo
ducale di Castelmauro risalgono con molta probabilità alla
seconda metà del secolo XIII, quando il duca del tempo decise di
costruirsi un castello in località Castelluccio. una
contrada situata nella parte più alta del territorio da
lui controllato. Intorno al castello si insediarono
contadini e pastori, che in precedenza dimoravano in sette differenti
contrade, denominate “casali”.Il paese fu dotato più tardi di
una cinta muraria, in cui si aprivano tre porte: Porta Castello, Porta
Levatura e Porta del Popolo. Nei periodi successivi il castello
fu trasformato nell’odierno palazzo ducale. Numerosi
feudatari si avvicendarono al potere nel feudo di Castelmauro.
Ricordiamo il duca Beltrando di Reale fino al 1442, sua figlia Filippa
fino al 1447; il duca di Conza Luigi Gesualdo lo possedette dal 1447 al
1495, quando perse il feudo per aver tradito Ferdinando III Re di
Napoli e aiutato il Re di Francia Carlo VIII nella conquista dei
territori italiani. Il feudo di Castelmauro appartenne
anche a Giacomo Cantelmo, alla famiglia D’Evoli, ai Ferri e ai Mormile.
L’ultimo feudatario fu il duca di Canzano, che lo detenne dal
1741 al 1815, quando fu istituita la Monarchia Napoleonica e abolita la
feudalità. Castelmauro fu poi inglobato nel Regno
d’Italia nel 1861. L’artefice
maggiore di questa trasformazione fu il Duca di Canzano, che ebbe in
affidamento il feudo dal 1741 al 1815. La costruzione che oggi
possiamo ammirare è il risultato di vari restauri, che l’hanno
dotata di tutte le caratteristiche architettoniche tipiche di una
dimora signorile, ricostruita sui resti di un preesistente
edificio.
Palazzo
Marchesale, Cercepiccola : 1571
Cercepiccola sorge sulla strada che da Campobasso conduce ad
Isernia, importante centro archeologico e culturale del Molise. Fortunatamente
questo non è il caso del palazzo ducale di Cercepiccola: i
documenti che ci sono pervenuti permettono di sapere esattamente qual
è l'anno della sua edificazione, cioè il 1571. Il
palazzo fu eretto per ordine di Scipione Carafa, che nel 1566 ricevette
il feudo di Cercepiccola da Giambattista Carafa, duca di
Montecalvo. L'imponente palazzo ducale dei
Carafa si erge maestoso all'ingresso del paese. La struttura
è a pianta quadrangolare, che si sviluppa su quattro livelli.
Intatti sono i tre torrioni angolari,
anch'essi di forma quadrata, di cui uno di dimensioni maggiori rispetto
agli altri aveva probabilmente funzioni di mastio.
L'ingresso, che affaccia sulla chiesa di S. Salvatore,
è costituito da un portale in pietra con arco a tutto sesto che
conduce all'interno del cortile. Il lato destro del
palazzo oggi si presenta in parte diroccato. Restano in piedi soltanto
degli archi a tutto sesto facenti parte probabilmente dell'antica
scuderia. Curiosità :Gli anziani del paese
raccontano spesso dell'esistenza di un tunnel all'interno del palazzo
ducale, che consentiva ai suoi abitanti di raggiungere velocemente, in
caso di pericolo, la campagna circostante; il tunnel secondo questi
racconti avrebbe il suo sbocco in località Pincere.
Palazzo
Leone , Guglionesi : fin e del XVIII secolo
Guglionesi trae origine
da un antico distretto rurale denominato “Collenisi”, dove si
rifugiò nel 412 d.C. la popolazione di Usconio, in seguito
all’attacco di Ataulfo re dei Goti.
E’ stato rinvenuto un
documento del 1791 che attribuisce a Domenico Leone, figlio
dell’avvocato Giuseppe Leone, il diritto di utilizzare i terreni di sua
proprietà per costruire una residenza: iniziarono così i
lavori di costruzione dell’edificio. Giuseppe Leone fu un noto e
importante personaggio di Guglionesi: appartenne al partito di Giolitti
e divenne uno degli avvocati più famosi sia a Roma che a
Napoli. Quanto al palazzo, è a pianta quadrangolare, si
sviluppa su due piani con l’aggiunta di un sottotetto e si divide in
numerose stanze.Superato l’ingresso del palazzo, all’interno
dopo la scalinata si nota subito il soffitto “a padiglione”, decorato
da stucchi.I restauri non hanno modificato la fisionomia del
palazzo, conservando l’atmosfera settecentesca dell’edificio e il
fascino di alcuni ambienti. Il salone ad esempio conserva il
pavimento a losanghe nere e rosse, gli arredi dorati e il grande
pianoforte a coda, ricordando l’epoca in cui quella sala faceva da
sfondo a ricevimenti fastosi e accese discussioni degli
intellettuali locali. Anche lo studio conserva
un’atmosfera antica con poltrone e divani scuri e una grande libreria,
ricchissima di volumi.
Ielsi,
Palazzo Valiante-Capozio : XVII secolo
Riguardo le origini del paese molisano, il parere degli
storici è discorde: alcuni ritengono che Jelsi sia stata fondata
da alcune colonie di zingari e per questo veniva chiamata nel 1494
“Terra Gyptie”, altri invece sostengono che il paese abbia avuto
origine presumibilmente nel 680-700 dalla tribù degli Zingani,
appartenente al popolo dei Bulgari. Il primo
feudatario del paese fu Bertrando di Beaumont, come si apprende da un
documento del 6 marzo 1270: questo documento registra l’assegnazione di
Jelsi e del vicino territorio di Gildone da parte di Carlo I
d’Angiò a Bertrando di Beaumont. Il
palazzo Valiante Capozio è ubicato nella parte più alta
del centro abitato e rappresenta l’ultima costruzione sulla
strada. La storia del palazzo è
strettamente legata a quella del proprietario, Andrea Valiante,
personaggio discusso e dalla vita tormentata. Andrea Valiante
partecipò attivamente insieme al cognato, l’avvocato Domenico de
Gennaro di Casacalenda, alle lotte riformiste e fu un attivista della
Massoneria. Fu incarcerato dal 1794 al 1798, quando il Re Ferdinando,
inseguito dal generale Championnet, si rifugiò in Sicilia e
dichiarò tramontato il governo dei Borboni. Uscito dal carcere
si trasferì a Marsiglia nel 1799, Valiante si occupò di
commercio, e grazie ai suoi guadagni il padre poté restaurare il
palazzo, che era stato bruciato dai Sanfedisti.Dopo aver partecipato
alla spedizione di Giuseppe Bonaparte, Andrea Valiante fu nominato da
Gioacchino Murat comandante militare del Molise e ospitò nel suo
palazzo i capi della Carboneria. Scoperto da Re Ferdinando, fu
costretto a nascondersi fino a quando, tradito da un concittadino che
indicò agli austriaci il suo nascondiglio, fu condannato a morte
nel 1827, ma la sentenza venne commutata in ergastolo. Andrea Valiante
morì nel 1829 nell’isola di Pantelleria. Durante la
seconda guerra mondiale il palazzo Valiante fu occupato dai tedeschi
nel 1943, nonché dai canadesi, che ne fecero un ospedale.
Palazzo
Ducale, Larino : XII XIV ? secolo...
Non si hanno notizie
precise sulla data di fondazione del castello di Larino, ma
presumibilmente il periodo di riferimento è quello che va dal
XII al XIV secolo, visto che i numerosi documenti e le indagini
storiche e stilistiche non convergono su una datazione unanime.
Le fonti più antiche che attestano l'esistenza del castello ci
dicono che Innocenzo III, papa dal 1198 al 1216, utilizzò il
maniero come prigione per i banditi, avvalorando la tesi dell'origine
normanna dell'edificio. La struttura originaria del castello era
molto semplice e di dimensioni ridotte. A cavallo dei secoli XIV e XV
il palazzo venne ampliato e la sua forma architettonica divenne
più articolata e complessa.Il palazzo subì modifiche
ulteriori nei secoli successivi, finché nel XIX secolo
l'intervento dell'ingegner Vetta trasformò il suo aspetto in
modo drastico. Fu demolita la rampa seicentesca che dalla piazza
permetteva di accedere alla chiesa. Nel 1683 il castello
passò ai De Sangro, ultimi feudatari di Larino, che
trasformarono il castello in palazzo residenziale. I De Sangro rimasero
proprietari dell'edificio fino alla metà del XIX secolo, quando
il palazzo venne acquistato dal Comune. Attualmente il
Palazzo Ducale di Larino ospita il Municipio, il Museo Civico e la
Biblioteca comunale "Bartolomeo Preziosi"....continua..
Palazzo
feudale, Limosano : XII XIII ? secolo
Il paesino è
arroccato su un colle di tufo, sulla riva sinistra del fiume
Biferno. Il palazzo feudale di Limosano è ubicato
nel cuore del paese, nelle immediate vicinanze della chiesa di S.
Stefano Protomartire. Le fonti non consentono di
stabilire con precisione il periodo di costruzione del castello, ne di
indinviduarne la committenzaSi può supporre, data la sua
vicinanza con la chiesa di S. Stefano, che il palazzo sia più o
meno coevo all’edificio sacro e quindi databile tra i secoli XII
e XIII. L’edificio potrebbe essere stato edificato per
committenza sveva, tra il 1190 e il 1266, oppure successivamente per
conto degli Angioini o dei Durazzo, che regnarono in Molise dal 1266 al
1442. Ricordiamo che la chiesa ha sul lato
nord, a pochi passi dal palazzo, una porta secondaria, che
probabilmente veniva usata dai nobili proprietari nel fabbricato per
accedervi.L’edificio potrebbe essere stato edificato per committenza
sveva, tra il 1190 e il 1266, oppure successivamente per conto degli
Angioini o dei Durazzo, che regnarono in Molise dal 1266 al 1442.
Oggi il palazzo è suddiviso in varie
proprietà ed è utilizzato come comune abitazione.
Palazzo
Capecelatro, Lucito : XII secolo
Il palazzo si affaccia,
imponente, sulla piazza del paese. Al suo ingresso si
giunge oltrepassando la “Porta Maggiore”. Lo scorcio è molto
caratteristico, e lascia intravedere la chiesa di San Gennaro annessa
al castello tramite un balcone-corridoio che funge anche da base per il
campanile. Secondo alcuni storici il borgo di Lucito
risale ai tempi della dominazione normanna, intorno al XII secolo;
secondo altri, invece, la nascita del borgo deve essere anticipata
all’epoca della dominazione longobarda, quando pastori e agricoltori
per sfuggire alle invasioni si rifugiavano nelle grotte tufacee,
scavate nella collina di Lucito. Al borgo storico, che si
sviluppa lungo il pendio della collina, si accedeva tramite la “Porta
Maggiore”, adiacente al palazzo marchesale. Le case alte e
serrate dei lati orientale e occidentale fungevano da bastioni.
Passarono in questo palazzo feudale i Balbano, i Caracciolo, i di
Sangro, i Piscitelli e i Capocelatri.. ...continua... LINKS SUL SOGGETTO http://www.pagus.it/progetto/comuni/ururi/pgiammiro/index.htm
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PALAZZI RIUTILIZZATI
Palazzo Mascio,
Isernia : Il rifugio del briganmte.
Palazzo san
Giorgio,Campobasso : Galleria d'arte.
Dimora del prete,
B&B, Venafro.
Ielsi, struttura
ricettiva in palazzo Carafa
Palazzo baronale Tozzi,
San Martino in Pensilis...ricevimenti.
Palazzo Mascio,
Filignano, B&B.
Campolieto, Palazzo
Ducale di Capua; oggi condominio.
Limosano, Palazzo
Feudale; oggi utilizzato dai cittadini che vi vivono in affitto.
Rotello, Palazzo
Colavecchio , adibito a residenze
per alcune famiglie.
LINKS SUL SOGGETTO
Titolo, Reperti archeologici della
raccolta del Palazzo Comunale di Trivento:
schede di ... Sessano del Molise,
Isernia e Castelpizzuto: schede di catalogo ...
Molise:
patrimonio da scoprire - conoscenze da valorizzare" - i ...
Jelsi: Palazzo. - Palazzo
Valiante-Capozio. Torna all'indice! ... Pettoranello
del Molise: Palazzo. - Il Palazzo
· Pietrabbondante: Palazzo ...
DOC] Il mimatore
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Dopo la seconda guerra mondiale fu mutata in San Felice del Molise. ... Si trattava di un antico palazzo baronale circondato
da cinta murarie e collegato a ...
Da
leggere sul Molise
IL REGNO DEL
MOLISE
Verra’ presentato domani 9 gennaio alle
ore 17,30 a Campomarino presso Palazzo Norante, sede del Caffe’
Letterario, il libro di Vinicio D’Ambrosio “Il Regno del Molise”
Sprechi, scandali e inchieste giudiziarie nell’isola felice di Michele http://www.nuovomolise.net/e_view.asp?E=11527&S=1&C=1&G=55
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