I PALAZZI DELLA REGIONE MOLISE
 I Palazzi della Provincia di Campobasso


 
I ''Palazzi della Regione Molise'' é un soggetto molto vasto che va trattato in centinaia de pagine.  Proveró  di far fronte a questa sfida scrivendo una prima pagina sui palazzi della Provincia di Campobasso e una seconda pagina  -in una prossima puntata-  sui palazzi della Provincia d'Isernia.
Si tratta, infatti, di farvi conoscere, sommariamente, più di quaranta palazzi sparsi su l'intero territorio molisano.  La difficoltà non é solo il numero dei palazzi, ma la storia molto vasta e particolare ad ogni palazzo, sopratutto se si pensa che alcuni di essi sono stati edificati sul territorio molisano dieci secoli fa e che sono tuttora, la fierezza dei nostri borghi. 
La sfida diventa poi sovrumana se dovessi descrivere le vicende storiche di ognuna delle famiglie che hanno abitato e si sono succedute tra le mura di monumenti urbani che riflettono non solo la storia, ma la vita civica dell'alto medioevo e quella successiva dell'epoca signoriale che si stende dal XIII/mo al XVIII/mo secolo. 
 
I Palazzi del Molise, in generale, sono strettamente legate ai borghi molisani.  Molto spesso nascono col borgo, oppuro appaiono nell'abitato in momenti propizi di sviluppo economico dell'abitato, oppure con l'arrivo di nuove personalità politiche, affiliate alle potenze che occupavano i territorii del  meridione italiano.  Questi stessi poteri politici che introneggiavano i loro ''Signori Vassalli'', dalla piana di Venafro alle rive del mare adriatico, furono gli stessi che, senza scrupoli, li detronizzarono quando avevano il minimo dubbio sulla loro fedeltà alle politiche del potere centrale.
 
Qui va pure detto che in molti casi non abbiamo le date esatte delle costruzionii dei Palazzi Signorili; in gran parte, tali date sono approssimative ( fa eccezione qualche palazzo); e ció é dovuto alla mancanza di documenti sia in loco, sia in archivi statali.   Capita spesso, dunque, che un edificio é stato datato soltanto in base all'analisi approfondita della struttura muraria
o dello stile utilizzato durante la costruzione.
 
Un secondo elemento, comune alla maggioranza dei palazzi molisani, d'ordine struturale; infatti spesso i palazzi sono passati, con l'andar del tempo e del clima politico, da fortilizi con precise caratteristiche difensive a veri propri palazzi gentilizi.  Fu  infatti esattamente il caso per i paesi di  Campomarino, Casacalenda, Larino, Lucito, Macchia Val Fortore, Montagano, Montorio nei Frentani, Oratino, Petacciato, Ripabottoni, Ripalomosani, Rotello, San Martino in Pensilis e Trivento.   Va notato pure un ultimo elemento comune alle costruzioni dell'epoca longobarda e sopratutto normanna e questo elemento rivela sempre che vi é un accostamento del palazzo ducale o signorile con la chiesa e col borgo.
 
Prima di partire alla scoperta dei palazzi della Provincia di Campobasso, vi propongo un  tabellone che vi permette di visualizzare, in modo globale,  chi erano i padroni di tali palazzi, dove sono stati costruiti e quando sono stati costruiti.
 

 

 NOME DEL PALAZZO

 

 LOCALITÀ NELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO

 

ANNO DI COSTRUZIONE

 Palazzo Miozzi

 Bonefro

 Anno :Sconosciuto

 Palazzo Maucieri

 Bonefro

 Anno :Tra 1927 e 1929

 Palazzo del Conte

 S.Martino in pensilis

 Anno : Tra XI---XII sec.

 Palazzo Ducale Di Capua

 Campolieto

 Anno : XVIII secolo

 Palazzo Colaneri

 Trivento

 Anno : XIII---XIV ? secolo

 Il Palazzo

 Campomarino

 Anno : Tra XII---XIII secolo

 Palazzo di Sangro

 Casacalenda

 Anno : Verso la metà del 500

 Palazzo Iovine

 Castelmauro

 Anno : Seconda metà del XIII secolo

 Palazzo Marchesale

 Cercepiccola

 Anno : 1571

 Palazzo Leone

 Guglionesi

 Anno : XVIII secolo

 Palazzo Valiante-Capozio

 Ielsi

 Anno : XVII secolo

 Palazzo Ducale

 Larino

 Anno : XII ---V ? secolo

 Palazzo Feudale

 Limosano

 Anno : XII ? XIII ? secolo

 Palazzo Capecelatro

 Lucito

 Anno : XII secolo

 Palazzo Gambacorta

 Macchia Volfortorte

 Anno : Nel 500

 Palazzo Ciaccia

 Matrice

 Anno : Prima metà del settecento

 Palazzo Marchesale

 Montagano

 Anno : XV secolo

 Palazzo Magliano

 Montorio nei Frentani

 Anno : 1737 ?

 Palazzo Giordano

 Oratino

 Anno : Fine del 400

 Palazzo Ducale

 Petacciato

 Anno : XIII ?  XIV ? secolo

 Palazzo Cini-Tanasso

 Portocannone

 Anno : XVIII secolo

 Palazzo Francone

 Ripabottoni

 Anno : 1150...1168 ?

 Palazzo Ducale

 Ripalimosani

 Anno : XI secolo

 Palazzo Colavecchio

 Rotello

 Anno : Sconosciuto

 Casa Trotta di Annoja

 Toro

 Anno : Fine 700

 Palazzo Giammiro

 Ururi

 Anno : XV secolo

 Palazzo Cannavina

 Campobasso

 Anno : XVII--XVIII ? secolo

 

 

 

 
 

 

 
 

                                                                                                                                                                                                                                                        

Dopo questa introduzione generica vi propongo una presentazione succinta dei Palazzi della Provincia di Campobasso.  Un primo palazzo si trova nel capoluogo; velo presento.

Palazzo Cannavina, Campobasso : Tra il seicento e settecento.
Il palazzo dei Cannavina si erge imponente nel centro storico di Campobasso, a pocgi passi della chiesa di S. Leonardo, sulla strada dedicata a Vittorio Cannavina.  l'edificio si affaccia sulla piazza "Fondaco della Farina", teatro della celebre pace tra Crociati e Trinitari.  Fu posseduto in un primo tempo dai Carafa, i feudatari della città.  Ma privi di eredi, il Palazzo passó ai Baroni di Campobasso,  proprietari dei luoghi  fino al 1742. Da questa data l'edificio fece parte dei beni dello Stato, fino al 1783, anno in cui fu acquistato da don Michelangelo Salottolo.  Infine ne divenne proprietaria la famiglia Cannavina. L'ingresso principale dell'edificio è in stile barocco ed è ornato da uno stemma con un albero di pino al centro di tre colli, sui quali si poggiano due leoni.  L'interno del palazzo è costituito da numerose stanze  con ricchi arredi.  La stanza più grande è il salone da ballo nel quale, in un ripostiglio, è ancora conservata un'antica pianola che rallegrava le feste dei proprietari . Fa parte dell'edificio anche una Cappella, nella quale è custodito lo stemma dei Salottolo.  In questo palazzo si ricordano le vicende di due giovani (Romeo e Giulietta), cioé di Delicata Civerra, figlia di un esponente dei Trinitari, e della sua storia d'amore con Alfonso Mastrangelo, Crociato: le due famiglie, rivali, si opposero alla relazione tra i giovani e cercarono in tutti i modi di dividerli.  Delicata morì colpita dalla tisi e Alfonso decise di farsi monaco
 
Palazzo del Conte, San Martino : XI-XII ...XVI (?) secolo.
Il palazzo del Conte  si trova nei pressi dalla chiesa di S. Pietro, nel centro storico, definito dagli abitanti del luogo "mezzaterra", ossia cuore del villaggio. Il palazzo baronale deriva da un castello quadrato di tipologia normanna. Caratteristico è il loggiato, che affaccia sulla piazza principale del paese e dal quale si scorge il mare. Secondo una prima ipotesi il palazzo baronale sarebbe stato edificato durante la dominazione normanna, intorno ai secoli XI e XII.Innanzitutto, grazie a un registro dei Baroni tenuto da Guglielmo il Buono, morto nel 1189, è possibile risalire al nome del primo feudatario, che dimorò nel palazzo, un certo Domenico Amerio, contemporaneo di Roberto di Bassavilla, conte di Loretello, oggi Rotello.  Interessante è poi la presenza, nelle sale del palazzo, di archi gotici, risalenti all'epoca della presunta costruzione del palazzo.   Una seconda ipotesi vuole che il palazzo baronale sia stato edificato nel secolo XV sui resti di una chiesa.Come tutti gli edifici edificati sotto la dominazione longobarda e soprattutto normanna il palazzo si trova circondato dal borgo e vicino alla chiesa.
 
Palazzo Miozzi, Bonefro : Costruzione : Nessuna informazione.
Il Comune di Bonefro sono presenti alcuni esempi di palazzi signorili tra i quali merita di essere citato il Palazzo Miozzi.
Il Palazzo della famiglia Mozzi, situato in largo Convento, era di proprietà dell’Arciprete Don Teodoro Tata; i nuovi proprietari lo rimodernarono ed ampliarono con l’ala che dà su via di Dio.La parte di proprietà del Generale Francesco Sacco è stata donata al Comune di Bonefro e i suoi locali sono stati utilizzati, successivamente, come scuola, Municipio, Pretura.
 
Palazzo Maucieri, Bonefro : 1927 ed il 1929.
Inizialmente doveva essere utilizzato come ospedale, però fu trasformato in asilo. 
 
Palazzo Ducale di Capua, Campolieto : XVIII secolo.
 Si presume che un primo nucleo abitato fosse già presente nei territori dove sorge l’attuale Campolieto, anteriormente al X secolo. La costruzione del castello risale all’XI secolo, agli albori della dominazione normanna, quando signore di queste terre era Roberto de Russa, un nobile che nel 1096 partecipò alla prima crociata in Terra Santa. Intorno al maniero si sviluppò il borgo medievale, che oggi costituisce la parte più antica del paese e che comprende la chiesa parrocchiale di San Michele. La storia del palazzo è stata caratterizzata da numerose ristrutturazioni, anche in epoca lontana. Alcune migliorie furono ad esempio volute da Rainaldo Borrello, della stessa stirpe dei Borrello di Agnone, che ne fu il proprietario tra il 1155 e il 1179.  Nel 1269 la proprietà fu trasferita al cavaliere Normoray di Terascono.  Nel XV secolo il proprietario fu Francesco Montagano. Negli anni 1490 il territorio e il palazzo fu quindi concesso dal Re Ferrante II ad Andrea de Capua, duca di Termoli.  Nel 1729, sempre per motivi politici a Scipione di Sangro.  Nel 1806 alla famiglia Carafa; successivamente passó ai baroni Iannucci che lo abitarono fino al 1917.  Purtroppo i caratteri medievali della struttura originaria si sono perduti con il passare dei secoli, in seguito alle modifiche e alle ristrutturazioni che il palazzo ha subito, trasformandosi da fortezza in palazzo e, oggi, in “condominio”.  
 
Palazzo, Campomarino : XII...XIII secolo.
Il palazzo si trova poco distante dalla chiesa di S. Maria a Mare,e probabilmente faceva parte del primo nucleo abitativo del paese.   A causa della scarsità dei documenti non è possibile individuare la data precisa di edificazione del palazzo.  Probabilmente l’edificio originario è sorto contemporaneamente alla nascita del borgo medievale di Campomarino e della chiesa di Santa Maria a mare, che è databile tra il XII e il XIII secolo.Il palazzo è una delle strutture più antiche del paese e conserva ancora oggi intatte le caratteristiche dell’epoca del suo splendore.  L’edificio originario ha subito diverse ristrutturazioni che lo hanno trasformato da castello in residenza signorile. Nel corso di questa opera di sistemazione residenziale le stanze del palazzo sono state riccamente affrescate, dando all’edificio uno stile rinascimentale.  Secondo uan leggenda, sembra che la nascita di Campomarino si debba attribuire  omerico Diomede, che dopo la guerra di Troia avrebbe preso in sposa la figlia del re Dauno, diventando così proprietario di un territorio che comprendeva anche Campomarino. La leggenda dice anche che Diomede venne sepolto nelle vicine isole Tremiti, chiamate anche Diomedee.
 
Palazzo di Sangro, Casacalenda,  : metà del 500
Dell’antico “fortellitio” (cioè privo di corpo residenziale)  di Kalene, di cui si parla per la prima volta nell’atto di vendita fatto nel 1510 dal duca di Termoli, Andrea di Capua, a Pirro Ametrano, non vi sono più tracce.   Tale fortificazione fu, infatti, dagli stessi Ametrano, agli inizi della seconda metà del Cinquecento, inglobata nelle trasformazioni eseguite sull’area dell’originario impianto difensivo al fine di adeguarlo alle nuove esigenze della feudalità tesa soprattutto a godersi le ricchezze del feudo. Se si esaminano con attenzione le sovrapposizioni tardo – rinascimentali si nota come la conformazione originaria della struttura sia costituita da un unico corpo formato da una torre a base quadrangolare che si ergeva centralmente rispetto alle fortificazioni urbane. E’ probabile che l’originaria torre, con base a scarpa, subì delle trasformazioni già in epoca longobarda; non è da escludere infatti l’ipotesi che essa possa addirittura essere molto più antica e risalire al paesaggio preurbano dei secoli VII-IX. Tra i secoli .  ''Durante la prima metà del XIX secolo il vano sotto la rampa principale d’ingresso venne utilizzato per l’alloggio delle truppe presenti in paese per la repressione del brigantaggio, mentre le stanze che si trovavano entrando sulla sinistra per molti anni furono la sede del Giudicato Regio. Fino al 1980 l’edificio si presentava come un insieme di costruzioni che seppur molto degradate erano adibite ad abitazioni.  I diversi proprietari del palazzo hanno proceduto alle ristrutturazioni interne nonché all'intonacatura esterna del manufatto architettonico, che è terminata solo negli anni Novanta.  Il castello possiede passaggi sotterranei che un tempo venivano usati come vie di fuga e di collegamento in caso di assedio''....continua...
 
Palazzo Iovine, Castelmauro : XIII secolo
Il centro sorge su una delle colline che stanno a guardia della valle del Biferno e dalla quale si scorge il mar Adriatico nelle giornate prive di foschia.  Le origini del palazzo ducale di Castelmauro risalgono con molta probabilità alla seconda metà del secolo XIII, quando il duca del tempo decise di costruirsi un castello in località Castelluccio.  una contrada  situata nella parte più alta del territorio da lui controllato.   Intorno al castello si insediarono contadini e pastori, che in precedenza dimoravano in sette differenti contrade, denominate “casali”.Il paese fu dotato più tardi di una cinta muraria, in cui si aprivano tre porte: Porta Castello, Porta Levatura e Porta del Popolo.  Nei periodi successivi il castello fu trasformato nell’odierno palazzo ducale.  Numerosi feudatari si avvicendarono al potere nel feudo di Castelmauro. Ricordiamo il duca Beltrando di Reale fino al 1442, sua figlia Filippa fino al 1447; il duca di Conza Luigi Gesualdo lo possedette dal 1447 al 1495, quando perse il feudo per aver tradito Ferdinando III Re di Napoli e aiutato il Re di Francia Carlo VIII nella conquista dei territori italiani.  Il feudo di Castelmauro appartenne anche a Giacomo Cantelmo, alla famiglia D’Evoli, ai Ferri e ai Mormile.  L’ultimo feudatario fu il duca di Canzano, che lo detenne dal 1741 al 1815, quando fu istituita la Monarchia Napoleonica e abolita la feudalità. Castelmauro fu poi inglobato nel Regno d’Italia nel 1861.   L’artefice maggiore di questa trasformazione fu il Duca di Canzano, che ebbe in affidamento il feudo dal 1741 al 1815.  La costruzione che oggi possiamo ammirare è il risultato di vari restauri, che l’hanno dotata di tutte le caratteristiche architettoniche tipiche di una dimora signorile, ricostruita sui resti di un preesistente edificio. 
 
Palazzo Marchesale, Cercepiccola : 1571
Cercepiccola sorge sulla strada che da Campobasso conduce ad Isernia, importante centro archeologico e culturale del Molise.  Fortunatamente questo non è il caso del palazzo ducale di Cercepiccola: i documenti che ci sono pervenuti permettono di sapere esattamente qual è l'anno della sua edificazione, cioè il 1571.  Il palazzo fu eretto per ordine di Scipione Carafa, che nel 1566 ricevette il feudo di Cercepiccola da Giambattista Carafa, duca di Montecalvo.  L'imponente palazzo ducale dei Carafa si erge maestoso all'ingresso del paese.  La struttura è a pianta quadrangolare, che si sviluppa su quattro livelli. Intatti sono i tre torrioni angolari, anch'essi di forma quadrata, di cui uno di dimensioni maggiori rispetto agli altri aveva probabilmente funzioni di mastioL'ingresso, che affaccia sulla chiesa di S. Salvatore, è costituito da un portale in pietra con arco a tutto sesto che conduce all'interno del cortile.  Il lato destro del palazzo oggi si presenta in parte diroccato. Restano in piedi soltanto degli archi a tutto sesto facenti parte probabilmente dell'antica scuderia.   Curiosità :Gli anziani del paese raccontano spesso dell'esistenza di un tunnel all'interno del palazzo ducale, che consentiva ai suoi abitanti di raggiungere velocemente, in caso di pericolo, la campagna circostante; il tunnel secondo questi racconti avrebbe il suo sbocco in località Pincere.

 
Palazzo Leone , Guglionesi  : fin e del XVIII secolo
Guglionesi trae origine da un antico distretto rurale denominato “Collenisi”, dove si rifugiò nel 412 d.C. la popolazione di Usconio, in seguito all’attacco di Ataulfo re dei Goti.
E’ stato rinvenuto un documento del 1791 che attribuisce a Domenico Leone, figlio dell’avvocato Giuseppe Leone, il diritto di utilizzare i terreni di sua proprietà per costruire una residenza: iniziarono così i lavori di costruzione dell’edificio.  Giuseppe Leone fu un noto e importante personaggio di Guglionesi: appartenne al partito di Giolitti e divenne uno degli avvocati più famosi sia a Roma che a Napoli.  Quanto al palazzo, è a pianta quadrangolare, si sviluppa su due piani con l’aggiunta di un sottotetto e si divide in numerose stanze.Superato l’ingresso del palazzo, all’interno dopo la scalinata si nota subito il soffitto “a padiglione”, decorato da stucchi.I restauri non hanno modificato la fisionomia del palazzo, conservando l’atmosfera settecentesca dell’edificio e il fascino di alcuni ambienti.  Il salone ad esempio conserva il pavimento a losanghe nere e rosse, gli arredi dorati e il grande pianoforte a coda, ricordando l’epoca in cui quella sala faceva da sfondo a  ricevimenti fastosi e accese discussioni degli intellettuali locali.  Anche lo studio conserva un’atmosfera antica con poltrone e divani scuri e una grande libreria, ricchissima di volumi.
 
Ielsi, Palazzo Valiante-Capozio : XVII secolo
Riguardo le origini del paese molisano, il parere degli storici è discorde: alcuni ritengono che Jelsi sia stata fondata da alcune colonie di zingari e per questo veniva chiamata nel 1494 “Terra Gyptie”, altri invece sostengono che il paese abbia avuto origine presumibilmente nel 680-700 dalla tribù degli Zingani, appartenente al popolo dei Bulgari.   Il primo feudatario del paese fu Bertrando di Beaumont, come si apprende da un documento del 6 marzo 1270: questo documento registra l’assegnazione di Jelsi e del vicino territorio di Gildone da parte di Carlo I d’Angiò a Bertrando di Beaumont.  Il palazzo Valiante Capozio è ubicato nella parte più alta del centro abitato e rappresenta l’ultima costruzione sulla strada.  La storia del palazzo è strettamente legata a quella del proprietario, Andrea Valiante, personaggio discusso e dalla vita tormentata. Andrea Valiante partecipò attivamente insieme al cognato, l’avvocato Domenico de Gennaro di Casacalenda, alle lotte riformiste e fu un attivista della Massoneria. Fu incarcerato dal 1794 al 1798, quando il Re Ferdinando, inseguito dal generale Championnet, si rifugiò in Sicilia e dichiarò tramontato il governo dei Borboni. Uscito dal carcere si trasferì a Marsiglia nel 1799, Valiante si occupò di commercio, e grazie ai suoi guadagni il padre poté restaurare il palazzo, che era stato bruciato dai Sanfedisti.Dopo aver partecipato alla spedizione di Giuseppe Bonaparte, Andrea Valiante fu nominato da Gioacchino Murat comandante militare del Molise e ospitò nel suo palazzo i capi della Carboneria. Scoperto da Re Ferdinando, fu costretto a nascondersi fino a quando, tradito da un concittadino che indicò agli austriaci il suo nascondiglio, fu condannato a morte nel 1827, ma la sentenza venne commutata in ergastolo. Andrea Valiante morì nel 1829 nell’isola di Pantelleria.  Durante la seconda guerra mondiale il palazzo Valiante fu occupato dai tedeschi nel 1943, nonché dai canadesi, che ne fecero un ospedale.
 
Palazzo Ducale, Larino : XII XIV ? secolo...
Non si hanno notizie precise sulla data di fondazione del castello di Larino, ma presumibilmente il periodo di riferimento è quello che va dal XII al XIV secolo, visto che i numerosi documenti e le indagini storiche e stilistiche non convergono su una datazione unanime.  Le fonti più antiche che attestano l'esistenza del castello ci dicono che Innocenzo III, papa dal 1198 al 1216, utilizzò il maniero come prigione per i banditi, avvalorando la tesi dell'origine normanna dell'edificio.  La struttura originaria del castello era molto semplice e di dimensioni ridotte. A cavallo dei secoli XIV e XV il palazzo venne ampliato e la sua forma architettonica divenne più articolata e complessa.Il palazzo subì modifiche ulteriori nei secoli successivi, finché nel XIX secolo l'intervento dell'ingegner Vetta trasformò il suo aspetto in modo drastico. Fu demolita la rampa seicentesca che dalla piazza permetteva di accedere alla chiesa. Nel 1683 il castello passò ai De Sangro, ultimi feudatari di Larino, che trasformarono il castello in palazzo residenziale. I De Sangro rimasero proprietari dell'edificio fino alla metà del XIX secolo, quando il palazzo venne acquistato dal Comune.   Attualmente il Palazzo Ducale di Larino ospita il Municipio, il Museo Civico e la Biblioteca comunale "Bartolomeo Preziosi"....continua..
 
 
Palazzo feudale, Limosano : XII XIII ? secolo
Il paesino è arroccato su un colle di tufo, sulla riva sinistra del fiume Biferno.  Il palazzo feudale di Limosano è ubicato nel cuore del paese, nelle immediate vicinanze della chiesa di S. Stefano Protomartire.  Le fonti non consentono di stabilire con precisione il periodo di costruzione del castello, ne di indinviduarne la committenzaSi può supporre, data la sua vicinanza con la chiesa di S. Stefano, che il palazzo sia più o meno coevo all’edificio sacro e quindi databile tra i secoli XII e  XIII.  L’edificio potrebbe essere stato edificato per committenza sveva, tra il 1190 e il 1266, oppure successivamente per conto degli Angioini o dei Durazzo, che regnarono in Molise dal 1266 al 1442.  Ricordiamo che la chiesa ha sul lato nord, a pochi passi dal palazzo, una porta secondaria, che probabilmente veniva usata dai nobili proprietari nel fabbricato per accedervi.L’edificio potrebbe essere stato edificato per committenza sveva, tra il 1190 e il 1266, oppure successivamente per conto degli Angioini o dei Durazzo, che regnarono in Molise dal 1266 al 1442.  Oggi il palazzo è suddiviso in varie proprietà ed è utilizzato come comune abitazione.
 
Palazzo Capecelatro, Lucito :  XII secolo

Il palazzo si affaccia, imponente, sulla piazza del paese.  Al suo ingresso si giunge oltrepassando la “Porta Maggiore”. Lo scorcio è molto caratteristico, e lascia intravedere la chiesa di San Gennaro annessa al castello tramite un balcone-corridoio che funge anche da base per il campanile.  Secondo alcuni storici il borgo di Lucito risale ai tempi della dominazione normanna, intorno al XII secolo; secondo altri, invece, la nascita del borgo deve essere anticipata all’epoca della dominazione longobarda, quando pastori e agricoltori per sfuggire alle invasioni si rifugiavano nelle grotte tufacee, scavate nella collina di Lucito.  Al borgo storico, che si sviluppa lungo il pendio della collina, si accedeva tramite la “Porta Maggiore”, adiacente al palazzo marchesale.  Le case alte e serrate dei lati orientale e occidentale fungevano da bastioni.  Passarono in questo palazzo feudale i Balbano, i Caracciolo, i di Sangro, i Piscitelli e i Capocelatri....continua...


LINKS SUL SOGGETTO
 
http://www.pagus.it/progetto/comuni/ururi/pgiammiro/index.htm
 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                        

PALAZZI RIUTILIZZATI
 
Palazzo Mascio, Isernia : Il rifugio del briganmte.
 
Palazzo san Giorgio,Campobasso : Galleria d'arte.
 
Dimora del prete, B&B, Venafro.
 
Ielsi, struttura ricettiva in palazzo Carafa
 
Palazzo baronale Tozzi, San Martino in Pensilis...ricevimenti.
 
Palazzo Mascio, Filignano, B&B.
 
Campolieto, Palazzo Ducale di Capua; oggi condominio.
 
Limosano, Palazzo Feudale; oggi utilizzato dai cittadini che vi vivono in affitto.
 
Rotello, Palazzo Colavecchio , adibito a residenze per alcune famiglie.
 
 
LINKS SUL SOGGETTO
 


 
 
Titolo, Reperti archeologici della raccolta del Palazzo Comunale di Trivento:
 schede di ... Sessano del Molise, Isernia e Castelpizzuto: schede di catalogo ...
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Jelsi: Palazzo. - Palazzo Valiante-Capozio. Torna all'indice! ... Pettoranello
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Dopo la seconda guerra mondiale fu mutata in San Felice del Molise. ... Si trattava
di un antico palazzo baronale circondato da cinta murarie e collegato a ...
 
Da leggere sul Molise
IL REGNO DEL MOLISE
Verra’ presentato domani 9 gennaio alle ore 17,30 a Campomarino presso Palazzo Norante, sede del Caffe’ Letterario, il libro di Vinicio D’Ambrosio “Il Regno del Molise” Sprechi, scandali e inchieste giudiziarie nell’isola felice di Michele http://www.nuovomolise.net/e_view.asp?E=11527&S=1&C=1&G=55
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