I RITI DEL FUOCO NEL MOLISE

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Passane le 'ndocce
 

 Dialetto: Molise

Passane le 'ndocce
Pe tutte le fenéste e re balchjune
nu ljume st'appecciéate accusc' biélle,
e dafore,cundiende re guagliune
appicciane rutélle e zulfariélle.

Massajra è la vejria de Natale
ognjune sta cundiénde e spenseréate
e armojra gn'alljuma nu pedéale
che tanda lambadojene culuréate.

Vevénde ru presépie già sta pronde,
nu pasturiélle n'ojene che pasce,
na grotta solo séula sta de fronde
addò ru bambiniélle sta pe nasce.

Na stella chiù lucende st'appecciéata,
e mendre la scupojena sta sunanne,
se vajde la Madonna ungenucchiéata
che nziémbr'a San Giuseppe sta preganne.

De crestejéane ricche e puviriélle
le voje stén'arrénde socce socce;
s'aspétta l'aura e ru muménde biélle
pe vedaje gna sfilane le ndocce,

che preparéate stjéne a cendenéara
pe fa chiù bella chésta tradeziéune,
pe nuje tand'améata e tande chéara
ca regna da tand'énne déndr'Agnéune.

Na folla st'accalchéata pe la voja,
e méndre la cambéana st'assunnéaje,
tra sbattemiéne e rojese d'allegroja,
se videne le ndocce de passéaje.

E volano pe l'aria le sciamméate,
méndre de colpe mille voce bélle
se siénde chiù dolge e appassiunéate
che candane"Tu ascigne da le stélle"

Inviata da Valentino Nero

Traduzione in italiano

Passano le NDOCCE
Per tutte le finestre ed i balconi
un lume sta acceso così bello,
e di fuori,contenti i ragazzi
accendono rotelle e zolfanelli.

Stasera é la vigilia di Natale
ed ognuno è contento e spenzierato
ed ammira l'albero di Natale illuminato
da tante lampadine colorate.

Vedendo il presepe già pronto,
un pastorello che pascola un agnello,
una grotta sola sola di fronte
dove un Bambinello sta per nascere.

Una stella più lucente s'é accesa
e mentre gli zampognari suonano,
si vede la Madonna inginocchiata
che sta pregando insieme con San Giuseppe.

Di persone ricche e povere
si riempiono completamente le vie,
si aspetta l'ora ed il momento bello
per vedere come sfilano le ndocce,

che sono preparate a centinaia
per fare più bella questa tradizione,
per Noi tanta amata e tanta cara
che perdura da tanti anni in Agnone.

La folla si accalca per la via
e mentre la campana sta suonando
tra battimani e risa d'allegria
si vedono le ndocce passare.

E volano per l'aria scintille di fuoco,
mentre di colpo mille belle voci
si sentono più dolci ed appassionate
che cantano: "Tu scendi dalle stelle".


 

 

I riti del Fuoco da secoli fanno parte delle manifestazioni popolari nel Molise.   Ben sapete che il fuoco é stato sempre un elemento propiziatorio importante che da sempre ha caratterizzato la nostra civiltà contadina e pastorale.  Questi riti non si sono mai spenti e tuttora sono presenti dappertutto nella nostra regione. Grossi falò vengono accesi il 17 gennaio in onore di S. Antonio Abate nella frazione Acquevive di Frosolone, a Castelpetroso, Macchiagodena e S. Elena Sannita.   A Frosolone l’8 Maggio, giorno di S. Michele, un grosso falò (lu Luav’r’) brucia un pupazzo riempito di segatura che rappresenta il diavolo. A Carpinone si accendeva un faló  il 23 giugno, in occasione della festa di San Giovanni: alla mezzanotte alcune persone, animate dall'ardore della fede, si sfidavano coraggiosamente attraversando il tappeto di carboni ardenti, dopo aver chiesto benedizione al Santo.  A Civitanova del Sannio il fuoco brucia in un grande falò nella notte di Natale, ed era tradizione festeggiare la natività con una ‘Ndocciata, al pari di quella divenuta famosa di Agnone.  Da un paio di anni questo rito è stato riproposto: dopo essere sfilati in processione con le N’doccie si accende il falò e si offrono dolci tipici e vin brulè ai partecipanti.  A Sessano, il 1 Novembre si festeggia il cosiddetto Fuoco dei Morti: ogni famiglia contribuisce con un pezzo di legna per la preparazione di un grosso falò, che viene acceso di sera nei pressi della cappella “A Monte”.    Da vivere anche nel secondo sabato di Maggio la Fiaccolata e l’Incendio del Campanile nel bel borgo di S. Angelo in Grotte, in cui con un effetto scenico creato da appositi fuochi d’artificio viene incendiato il campanile della chiesa di S. Michele. 

 
 
Ma vi é un periodo durante l'anno in cui il rito del fuoco é celebrato, simultaneamente, in molti paesi del Molise e questo periodo é il periodo natalizio.  Infatti, durante questo periodo, che precede la natività e sopratutto la vigilia di Natale, tali fuochi purificatrici illuminano i centri degli abitati molisani e preparano i cuori alla gioia della venuta del Cristo.  Ci sono comuni che li chiamano Faglie, Farchie, altri li chiamano Stucce, Cartocci, Favoni (nei paesetti di minoranza slava Smirk), ma il nome più usato é quello di 'ndoccia.   La vigilia di Natale, il cielo notturno del Molise s' infiamma e s'illumina coi numerosi  fuochi dei paesi della nostra regione: Agnone, Acquaviva Collecroce, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Castelverrino, Filignano, Montefalcone nel Sannio, Pescopennataro, Pietrabbondante, Roccavivara, Oratino, Poggio Sannita, Pietracupa, Sant'Angelo del Pesco.
 
 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                      

Approfondimento del rito del Fuoco
(Un articolo di Enzo Ferro, Campobasso)
 

 

La religione, nel passato, fu gran parte del pensiero di tutti i giorni, così come gli impegni agricoli, con i loro ritmi, le relative stagioni, scandirono la vita d’ognuno.
In tempi molto remoti, tutto quanto i più non riuscivano a spiegarsi, lo si attribuiva a forze eccezionali, ritenute divine, cui si davano nomi diversi a seconda del fenomeno e del luogo e, tra queste, la più diffusa, perché universalmente ritenuta la più importante fonte di vita, il Dio Sole, il cui simbolo fu per lo più una croce, per i riflessi che si producevano, fissandolo.


I Sumeri lo chiamarono Utu, gli Egizi Aton, gli Assiro-Babilonesi Ahamas, i Fenici Amon-Ra, i Persiani Mitra, ed i Precolombiani, ritenendo che la fertilità dipendesse dalle macchie solari, non esitarono a sacrificargli le loro vergini più belle.  Anche la vita era molto diversa. Le strade rudimentali sterrati, più spesso tratturi o sentieri segnati solo dal continuo passaggio.


La parola orientarsi significava davvero far riferimento , per qualsiasi viaggio , allo spuntar del sole. In latino orior è sorgere.  Gli Egizi, per far da lontano localizzare un villaggio, innalzavano alti obelischi con alla sommità lamine d’oro, risplendenti alla luce del giorno, i paesi cattolici, svettanti campanili, con marcate colorazioni, i Mussulmani alti minareti.  La religione era diritto, morale, precetto dietetico, igienico, comportamento sessuale, ed era quindi da considerarsi più che solo culto, una vera cultura volta alla salvaguardia genetica delle comunità.  Spesso, però, non essendo diffusa la scrittura, pere tramandare un messaggio, nei monumenti, nella pittura, nelle rappresentazioni, ci si serviva di semplici allegorie, come Gesù con le parabole. 

 

 

Sicuramente, agli albori dell’umanità, la scoperta fondamentale dell’uomo fu il fuoco, indispensabile come luce per il buio delle caverne e della notte, come calore per il gelo, difesa dalle belve, componente indispensabile per digerire molti cibi allo stato naturale.  Nelle leggende greche si tramandava che il Titano Prometeo lo avesse rubato agli Dei che, per punizione, lo avrebbero incatenato ad una colonna; secondo altri, ad un’alta rupe del Caucaso, dove, continuamente, un’aquila gli rodeva il fegato, che sempre gli si riformava.

Il fuoco simboleggiava, come il Sole, la vita, in contrapposizione, naturalmente alla fiammella che, indicandone la fine, aveva il significato di morte.  Quando, nel passato, si spegneva una vita, infatti, accanto all’estinto si accedevano piccoli ceri, così come oggi, nei cimiteri, tremuli lumicini.  Le Vestali a Roma, immacolate Sacerdotesse di Vesta, avevano il religioso compito di tenere sempre acceso un fuoco, simbolo del focolare domestico dei primi re, presupposto di quello pubblico, poiché si riteneva che le fortune dello Stato dipendessero soprattutto dal senso della famiglia, dell’amore coniugale.  La divinità, quindi, fra le più considerate dai Romani, oltre l’Iside Egizia, e Venere, rappresentanti l’amore coniugale e l’attrazione fisica, fu il Dio Mitra, o Sole invitto, che l’imperatore Diocleziano introdusse a Roma dalla Mesopotamia, e che si celebrava il 25 Dicembre di ogni anno: ancor ora, nella vicina città di Capua, si possono osservare i resti di un tempio dalla costruzione particolare, dedicato al Dio Mitra e chiamato Mitreo, che idealmente si avvicina alla grotta di Piertacupa. A Roma se ne contavano più di duemila.

Nel 336 d.C., la Chiesa, con il riconoscimento e la diffusione del messaggio Cristiano, ( l’editto di tolleranza di Milano è del 313 d.C.), sovrappose alla festa del dio Mitra, chiamato “Dies Solis”, la ricorrenza del Natale, ossia la nascita di Gesù Bambino, la cui data, invece, un periodo compreso tra i primo di ottobre e Gennaio.  Il simbolo, la croce capitata, detta anche croce latina, definitivamente segno di riconoscimento da quando, la madre dell’imperatore Costantino, ebbe a ritrovarla nella zona calvario di Gerusalemme, ritenendola la stessa sulla quale era stato crocefisso Gesù.  Il precedente simbolo era stato il pesce, anagramma del termine greco “ictus”: “ Iesus Cristus Teou Uios Soter “, ossia Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore, assieme ad un’ancora, ideale speranza di salvezza.

Questa la tesi della Chiesa : alla luce fisica del Sole, era da sostituire la luce spirituale di cui Cristo, che in ebraico significa l’unti, il segnalato da Dio, era stato apportatore nel mondo, per la salvezza dell’umanità: al Sole si sovrapponeva l’amore per il prossimo, regola primaria del Credo Cattolico. Religione, dal latino “ religo “, significa rilegare, riaffratellare gli uomini, e l’amore reciproco indispensabile per la convivenza sociale, come pure la convivenza matrimoniale, non dimenticando che la famiglia è la prima chiesa. Ecclesia, dal greco, significa riunirsi nella casa comune in cui ritrovarsi, ritrovare ciò che ci unisce, ci affratella.  In sintesi, dal discorso della montagna di Gesù, l’uomo muore in Adamo, ma la sua anima non muore, (gli antichi egizi avrebbero detto il suo Ka), ma viene gratificata da una vita ultraterrena, in funzione della sua vita, dell’amore per i suoi similli. Qualcosa di simile, in morte, era pure credo degli Egizi con il Dio Anubi che pesava le anime, psicostasia, per significare come in tutti i tempi è sempre esistita una religiosità, spiritualità naturale, perlopiù politeista, panteistica, che ha pervao il pensiero umano, fissando però dei valori.    A riprova, a Vulci, in una tomba etrusca del IV secolo A.C., i morti trovavano Angeli e Demoni nel momento del trapasso, e la cosa motivo di grande perplessità perché, il paradiso e l’inferno, elementi della dottrina di Zaratustra, ( Iran, 1200 A.C. ), recepiti in seguito dal Cristianesimo, diversamente da quanto ritenuto dai più.  Enzo Ferro
 
 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                      

Il rito del fuoco illumina molti Comuni del Molise.
 
Agnone :
 
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Molte feste molisane celebrate in occasione della Natività sono caratterizzate da falò di diversa forma che vengono accesi la sera della vigilia della festa. Secondo varie fonti, i fuochi sono una eredità comune a varie nazioni indo-europee che condividono aspetti identici. Ad esempio, la fabbricazione e l’accensione dei fuochi era ed è un’azione della sola gioventù maschile. Gli storici delle religioni mettono a confronto i fuochi accesi la vigilia di Natale con le antiche feste agresti delle Saturnali.religiosità popolare
 
 
Un tempo si traevano auspici da come ardevano le ndocce: fuoco scoppiettante e fiamma consistente erano considerati benauguranti, in grado di scacciare le streghe. Usate dai Sanniti nei loro spostamenti, venivano accese anche dai contadini di fine ' 800 per illuminare il cammino dalle contrade al paese la notte di Natale. Quasi dimenticata verso la fine degli anni Trenta, la ' ndocciata di Agnone ha ripreso vigore ed oggi coinvolge di nuovo tutte le contrade. Il gruppo che rappresenta Agnone centro è quello «Capammonde e Capabballe», ad indicare la parte alta e quella bassa della città; quello di Sant' Onofrio è fra i più antichi (1932), mentre il Contrada Colla Sente viene da un borgo a oltre mille metri; Guastra, che appartiene al comprensorio di Capracotta ma è comunque legata ad Agnone; San Quirico, infine, ha sullo stendardo il Ruscello, il Mulino ed un ramo d' Ulivo, tutti elementi presenti nel contado. Le ' ndocce oggi sono preparate da due o tre famiglie, che ne fanno addirittura lavoro stagionale. Torce multiple, di numero pari, da due fino a venti fuochi. Il legno usato è l' abete bianco, proveniente dal bosco di Montecastelbarone e stagionato un anno. Sono alte due o tre metri, e talvolta tenute insieme da paletti trasversali per formare dei gruppi che possono arrivare fino a venti fiaccole. Ma i veri protagonisti della ' ndocciata di Agnone sono i portatori delle cinque contrade, che avvolti dalle cappe, introducono la testa tra i raggi, afferrano saldamente due fiaccole tenendo in equilibrio l' intera struttura. Le spalle piegate dal peso, i portatori - di tutte le età (anche ottantenni) - sono fieri di reggere la «luce» che rischiarerà le tenebre Camminano, saltano, ballano, per incantare chi guarda, per amplificare dentro e fuori un orgoglio vero, ritrovato, difeso. Quella della ' ndocciata è oggi come un tempo occasione di fare bella figura agli occhi delle ragazze: i giovani gareggiano nel realizzare la torcia più bella e compatta al fine di farla durare di più; a fine sfilata la portano sotto la finestra dell' amata: se si affaccia dimostra di gradire il gesto, altrimenti un secchio di acqua spegne torcia e ardore. Dopo la sfilata c' è la rappresentazione della natività, ispirata a temi d' attualità, mentre gli androni delle case si aprono mostrando presepi artistici. In uno dei palazzi più antichi del centro, la Mostra della ' Ndocciata illustra le fasi di costruzione delle grosse fiaccole e la storia della festa.......http://archiviostorico.corriere.it/2004/dicembre/17/torce_che_cacciano_streghe_co_10_041217047.shtml
 
Le ’ndocce formate persino da 20 torce di legno di abete in qualche caso sono state portate a spalle da un unica persona. Cinque i gruppi che organizzano la sfilata: il più antico è quello di Sant’Onofrio, fondato nel 1932 quando si diede inizio alla prima gara delle ’ndocce, seguito dalla Guastra, da Capommonda e Capabballe (formato principalmente dai giovani di Agnone), Colle Sente e San Quirico. Si tratta delle cinque borgate che contraddistinguono il centro altomolisano. Il fascino della processione di fuoco che apre il periodo delle feste natalizie da anni continua a piacere. ...
 
Sono riti di purificazione, legati alla concezione del fuoco come forza distruttiva capace di eliminare gli influssi maligni; o secondo un'altra teoria le fiamme delle fiaccole e dei falò ardono per evocare la rinascita del sole nel periodo del solstizio d'inverno e per imitarne la potenza benefica, grazie alla quale i contadini potevano sfamarsi dei prodotti del loro lavoro...continua...
 
Al battere del campanone di Sant'Antonio, i gruppi delle varie contrade del paese accendono le 'ndocce (torce) e si riuniscono in un suggestivo corteo che si snoda per le vie principali del paese. Alla fine del corteo, nella piazza cittadina, si accende un grande falò, per cancellare gli eventi negativi che hanno caratterizzato l'anno che sta per terminare. Le 'Ndocce sono delle originali torce realizzate utilizzando legno di abete bianco e fasci di ginestre secche, uniti con dello spago. La lunghezza media delle 'Ndocce è di due o tre metri e può capitare che siano raggruppate mediante paletti trasversali. ...continua...
 
Le ndocce sono portate a spalla “…. Recando sulle spalle le gigantesche
torce di abete e formando quasi un fiume di fuoco per costruire il Falò della ...
 
 
 
Pietracupa :
 
''Il solstizio d’inverno, di solito il 22-23 Dicembre, è il giorno più corto dell’anno, il che equivale a dire che segna la morte del Sole, dell’anno, perché possa verificarsi, come in natura, l’avvicendamento con una nuova diversa luce, ad iniziare dalla mezza del 24 successivo.
Allegoricamente, quindi, a Pietracupa, nel tardo pomeriggio del giorno 24, all’imbrunire, sulle finestre, sui balconi, si accendono piccoli lumi a vento, chiamati Cartocci.  E’ lutto.
In processione, come in un corteo funebre, buona parte del paese accompagna l’anno, con i suoi bei ricordi, le sue belle giornate.
Ma, a buio inoltrato, per una tradizione che si perde nel tempo, come fecero le prime famiglie accampatesi attorno alla morgia, si accendono gigantesche torce fatte di rami e di ginestre, chiamate perciò “ ‘ndocce “, ( vedi nota in calce), ed ognuno da a questi fuochi il significato di voler gioiosamente testimoniare la propria presenza e festeggiare la ricorrente vittoria della luce sulle tenebre, ed il loro fumo, il loro scoppiettio è, al tempo stesso, preghiera , ringraziamento. Si vuol essere grati d’essere ancora insieme a reiniziare un nuovo anno con nuove speranze, progetti.
E’ da ricordare che, nel medioevo, nei paesi, nei villaggi, si faceva la conta, il censimento, non dei vari componenti della famiglia, ma solo dei fuochi, intendendosi per tali i vari focolari familiari, proprio per l’importanza di tale simbolo.
E, come i pastori persiani che, tremila anni addietro, al buio ed all’addiaccio, accendevano grossi falò, si fa festa con scambio di auguri, doni, perché il corso del nuovo Sole, ed il nuovo anno, siano forieri di gioie. Perché ogni cuore, dinanzi a Gesù Bambino, rinasca nell’amore.
E l’allegoria morte rinascita, nella consuetudine,è morto il re, evviva il nuovo re, è evidente nella speranza di ognuno che l’evento produca rinnovato calore in tutti i cuori, nei sentimenti, così come la nuova luce lo porterà nelle piante, nei fiori,nella natura''. 
 
Enzo Ferro
 
 
Oratino, La Faglia :
 

A Oratino, la sera della vigilia di Natale, sul sagrato della Chiesa Madre, viene innalzata la faglia, che sarà arsa con l'approssimarsi della mezzanotte. La faglia (probabilmente dal latino facula = piccola fiaccola, torcia) è un enorme "cero" realizzato con centinaia di fusti di canne affastellate e tenute insieme da una ventina di cerchi, che sono legacci ottenuti da rametti di albero (di solito olmo).
Le canne vengono raccolte nei giorni precedenti il rito, e tenute un po' ad essiccare al fine d'una loro migliore combustione. Apposite squadre girano per le campagne e "rubano" le piante necessarie alla realizzazione della faglia. Dopo la fase della raccolta, s'inizia a costruire il torcione. Dentro i cerchi sono collocate le prime canne fino a raggiungere un iniziale corpus cilindrico. Man mano che l'inserimento della ulteriori canne si fa più difficoltoso, s'interviene con la battitura. Utilizzando il partielle, una sorta di rudimentale martellone ligneo, dotato d'un grosso manico alla cui estremità c'è una zona più ampia e massiccia, si "battono" le canne che vengono conficcate a mo' di clavus nei cerchi, fino a creare una struttura compatta e uniforme.


Le dimensioni della faglia, che ha forma cilindrica, sono considerevoli. È alta una dozzina di metri, con un diametro di base
di circa due. Il giorno della festa, la faglia è portata in giro per il paese. Per il trasporto occorrono alcune decine di persone, che sostengono la struttura con dei robusti pali di legno. Durante la sfilata, la torcia è tenuta orizzontalmente e sulla sua zona antistante monta il capofaglia, un uomo che, ritto in piedi o a cavalcioni, guida il corteo e ogni tanto urla strofette popolari, ringraziando chi ha "donato" le canne. Dinanzi alla sfilata, una bandarella suona e richiama l'attenzione della popolazione, buona parte della quale segue la faglia partecipando al corteo.
Una delle fasi del rito è l'alzata. Al far della sera, l'enorme torcia, con argani, funi e corde d'acciaio, viene issata davanti alla torre campanaria della chiesa, quindi viene tenuta ritta su se stessa con dei lunghi puntelli. Infine, all'ora stabilita, viene dato fuoco alla faglia, che arde a lungo per salutare l'arrivo
del Natale.
 
Come si svolge questa tradizione :
 
Sono soprattutto i giovani che adesso forniscono forza e volontà, ed è questa una delle caratteristiche principali che differenziano la Faglia, per così dire moderna, da quella delle epoche precedenti. Il sopravvento della componente giovanile è stato sicuramente graduale, ma intenso ed innovativo. Vecchi sistemi di realizzazione sono stati progressivamente sostituiti da nuovi, più pratici e meno pericolosi, sistemi che comunque sono stati cambiati anche a causa delle condizioni sociali che sono mutate negli ultimi decenni. In origine le canne da utilizzare venivano sottratte, mediante rischiose spedizioni, ai numerosi vigneti che costeggiavano la collina oratinese, da gruppi di temerari che sfidavano l'ira e la vendetta dei vari proprietari che subivano l'affronto.
Anticamente la refurtiva, trasportata a spalla, veniva così nascosta in luoghi sicuri, pronta ad essere trasportata improvvisamente nei pressi dell'ingresso del paese pochi giorni prima della Vigilia. Le canne venivano subito legate con quattro cerchi in legno, per non permettere ai proprietari di riprenderle indietro.

Da quando è stata ripresa la tradizione, vista la carenza di vigneti e di canne nelle campagne circostanti, si è dovuto ripiegare su zone dove le lunghe piante crescono spontaneamente, soprattutto nei tenimenti dei paesi limitrofi.
Il trasporto delle canne ora avviene ovviamente, con automezzi, ed il deposito è stabilito in un luogo fisso proprio all'ingresso del paese. Inizia così subito il momento della pulitura, fase che nei tempi addietro non era prevista poiché le canne raccolte erano tutte secche e quindi già spoglie del fogliame.

Il rito della "
Faglia", le cui motivazioni, in parte dimenticate o sublimate, sono remotissime, è un avvenimento corale, interamente gestito dalla popolazione; si tratta, in concreto, di una enorme fiaccola ("Fax"), lunga oltre dieci metri, con il diametro di circa un metro e mezzo, formata da canne. Ad essa si dà fuoco la sera della vigilia di Natale, in una collocazione cronologica, come è evidente, molto vicina al solstizio. Le canne necessarie alla realizzazione della "Faglia" vengono raccolte nei giorni che precedono la festa da "squadre" appositamente formatesi. Pulite e selezionate secondo lo spessore e la lunghezza, le canne sono pronte per essere insaccate. La fase dell'insaccatura, unita a quella del trasporto, si può dire che non ha subito variazioni di sorta rimanendo praticamente così com'era. Uso di "partelli" in legno, forza di braccia e del buon vino caldo zuccherato, fanno crescere, nelle gelide serate dicembrine, la Faglia fino alla lunghezza ottimale, che non dovrebbe superare la dozzina di metri. Una piccola, ma sostanziale differenza c'è nel legno col quale vengono costruiti i cerchi che tengono le canne. Una volta erano realizzati con piccole querce sottili, spaccate a metà, chiusi prima e inseriti man mano che la faglia si allungava. Ora sono in frassino, pianta molto elastica che quando è ancora giovane si piega con estrema facilità e vengono chiusi attorno alla Faglia durante la realizzazione della stessa. Completata l'insaccatura, la Faglia è a terra in attesa delle persone necessarie per poterla sollevare sui cavalletti in legno e fissarci le "varre", ossia gli assi in legno che serviranno per il suo trasporto a spalla.
 
 
Bagnoli del Trigno :
 
Il periodo più suggestivo è quello natalizio, con la processione delle “’ndocce”, torce simili a quelle di Agnone. La particolarità che la ‘ndoccia viene spenta con il vino nuovo spillato dalla botte, rito di buon auspicio per i raccolti.
 
 
 

Poggio Sannita :

Di seguito il programma delle manifestazioni natalizie a Poggio Sannita. giovedì 24 dicembre p.zza XVII aprile ore 17.00: accensione della tradizionale "'Ndoccia" simbolo storico della tradizione natalizia poggese, ore 18.00: arrivo in piazza di Babbo Natale e tombolata di beneficenza, manifestazione a cura della Pro Loco " C. De Horatiis" in collaborazione con l'associazione "Petra '09". sabato 26 dicembre Chiesa Santa Vittoria ore 18.00: concerto Natalizio del coro della Cappella Celestiniana in collaborazione con il sestetto di fiati "Celestino V°

Chiauci :

A Chiauci, la sera della vigilia di Natale, c'era l'usanza di accendere " le ndocce" per ricordare la nascita di Gesù Bambino, per riscaldarlo ed illuminarlo e per farsi luce nelle strade buie del paese per recarsi alla messa di mezzanotte.   La " ndoccia " si faceva così: si andava, circa un mese prima, nel bosco a prendere alcuni tronchi di cerro della lunghezza di 2 - 3 metri. Questi tronchi venivano scheggiati all'estremità per farli accendere più facilmente. Le " ndocce " venivano messe a seccare vicino al camino fino alla vigilia di Natale.Ogni genitore faceva tante " ndocce " quanti erano i figli maschi.Nella notte di natale venivano accese e portate in giro per il paese. Finito il giro del paese venivano ammucchiate in piazza e si lasciavano ardere tutte. http://www.chiauci.com/come.htm

Civitanova Del Sannio :

La N'docciata (un testo  di Stefania Lastoria)

“A Civitanova del Sannio i preparativi natalizi cominciano in settembre.  I ragazzini hanno raccolto fasci di acacie sui monti: i padri lavorano di rustica falegnameria e nascono le ‘NDOCCE, torce, nel cui interno lingueggerà la fiamma accesa nella notte della vigilia. Un ardente, fumigante sciame di piccole comete percorre le vie del paese. Solo i contadini sono ammessi alla fiaccolata.  La leggenda vuole che tutte le streghe mostratesi nell’annata fuggano sui monti e di lì si sprigionino i venti che soffieranno propizi nell’anno nuovo”.

E’ questo il commento, il parlato di un breve filmato sulle ‘ndocce di Civitanova qui realizzato la vigilia di Natale dell’anno 1948 dal notiziario “LA SETTIMANA INCOM”, lo storico cinegiornale che veniva proiettato nelle sale cinematografiche di tutta Italia all’inizio o nell’intervallo dei film in programmazione.   Il documento in questione, cioè quello relativo alla ‘ndocciata di Civitanova fa parte del n° 233 del suddetto cinegiornale dell’anno 1949 ed è il terzo nell’ordine dei servizi che lo compongono, essendo preceduto dal primo riguardante i pescatori di Napoli e dall’altro che si occupa degli orfani di guerra; è seguito immediatamente dopo da un servizio su Parigi.

Si deve dunque sapere che anche a Civitanova è ben radicata ed ha origini lontane la ‘ndocciata della vigilia di Natale ed è molto sentita dalla popolazione, essendo essa una delle più importanti e memorabili tradizioni del paese, trascurata per lungo tempo ma da alcuni anni meritoriamente riesumata, rispolverata, restituita alla memoria ed all’entusiastica attenzione dei civitanovesi.
Certo, non può reggere il confronto con quella più celebrata di Agnone, dalla quale peraltro non differisce se non per la minore quantità di mezzi, di apparati e di persone e per la conseguente minore spettacolarizzazione, mancando tra l’altro di una organizzazione supportata da enti o associazioni con tali finalità, ma potendo contare invece solo sull’iniziativa personale dei cittadini opportunamente coordinata dall’Amministrazione Comunale e dalla Comunità Parrocchiale nonché da alcuni appassionati.

Non differisce, in linea di massima, da quella di Agnone, alla quale va giustamente riconosciuto ogni onore e merito in campo nazionale ed internazionale, in quanto è quasi identico il suo svolgimento: si parte dalla periferia, dalle varie contrade con le ‘ndocce fiammeggianti portate a spalla da uomini giovani ed anziani nei loro tradizionali costumi, si percorrono le vie principali del paese tra la folla entusiasta e plaudente e si conclude con un grande falò propiziatore.

Ma nel suo piccolo anche quella di Civitanova non manca di spettacolarità e oserei dire che essa è forse più intima, più raccolta, e pertanto più visibile, più partecipata, altrettanto carica di sensazioni e di emozioni.  Ed è invero oltremodo emozionante in particolare vedere le centinaia di torce ardenti che salgono i 74 gradini della calonica, la pittoresca scalinata che dal monumento ai caduti conduce fino ai piedi della torre dell’orologio, da dove attraversando il bel corso Cardarelli e la piazzetta Pianese si giunge fuori porta con le ‘ndocce che vanno ad alimentare ulteriormente il grande falò già acceso nei pressi del monumentale Platano di fronte all’antica croce viaria dominante le aiuole della piazzetta.

<>E qui si gioisce, ci si ritrova tutti insieme, ci si intrattiene, mangiucchiando e sorseggiando magari sotto la neve che scende candida a rendere più suggestiva la scena ed il paesaggio circostante.
Poi, dopo il cenone, mentre la grande fiamma in piazza continua a bruciare spargendo scintille nell’aria, ci si avvia verso la Chiesa Madre ad assistere alla Santa Messa, passando davanti al presepe che abbellisce il Terrapieno, per tornare poi ad essa e ritrovarla ancora ardente fino all’indomani.
http://www.facebook.com/topic.php?uid=49425910659&topic=12173

http://charms.jjkent.com

PREPARAZIONE DELLE 'NDOCCE PER LA SFILATA DI NATALE:(video)

                                                                                                                                                                                                  

Da Leggere :
 
LINKS SULLE NDOCCE
 
[PDF] Ndocce da RITI E FESTE DEL FUOCO _SENZA NOTE_
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Scendendo verso il torrente, incrociammo alcune ndocce ai bordi della
strada. Il Nel panorama delle identità regionali italiane, il Molise.
L'ULTIMO PORTATORE DI 'NDOCCIA. E' QUELLO CHE CHIUDE LA
Le 'Ndocce, fiaccole realizzate in abete bianco ed unite tra loro nella ..genere che si conosca oggi
nel mondo. l'otto dicembre del 2000 le 'Ndocce sfilarono ... Click this icon to see all public
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  Versione HTML bal dio Mitra al culto del Sole, al lùoco, alle tor.e ('ndocce),
presenti nella ... e, nel Molise, essa è ancora ogg celebrala con spettacolari riti ignei.
MUSICA SPETTACOLO TEATRO CONCERTI – La 'Ndocciata di Agnone per
18 set 2009 ... Generazioni rilancia la sua vecchia proposta di portare le 'Ndocce a
Salsomaggiore Terme per Miss Italia, dopo aver constatato con gioia che.
 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                       

ECCO COME I MOLISANI DEL MOLISE HANNO FESTEGGIATO

 IL NATALE 2009  E IL CAPODANNO 2010.

 Send Roses

I Maitunat’: vigore di un popolo Un’attesa “sfibrante”, almeno per quelle persone che hanno il capodanno gambatesano inciso nel DNA e nel cuore, che contribuisce a creare una sensazione magica: questo si può definire il breve, ma intenso, spazio temporale che ci separa dal tradizionale appuntamento [...] …continua su lopietito –  

Natale insieme, giornata di solidarietà Si svolgerà a Isernia l’incontro promosso dall’Unitalsi dedicato ai giovani disabili (more…)

La Santa Messa per gli anziani del centro: tanta gioia e commozione …continua su www.termolionline.it

CENTRO SOCIALE IN FESTA: SCAMBIO DI AUGURI E TOMBOLATA Centro sociale in festa per il Natale: l’iniziativa si svolgera’ il 23 dicembre, alle ore 16.30, nella sede Aps “Per Guglionesi” nel plesso B di via Catania. Saranno ripercorse tutte le iniziative del 2009 con gli scatti fotografici dei [...] …continua su primonumero.it

Natale ad Isernia 2009 Si comunica che nell’ambito della manifestazione denominata “Natale ad Isernia 2009″, questa Amministrazione, in collaborazione con la pro loco, organizzerà per il 20 dicembre dalle ore 09,00 i seguenti eventi :20 dicembre……continua su isernino

MESSA E CANTI ALLA PORZIUNCOLA. IN VENDITA OGGETTI PER NATALE Tanta gente per un momento di aggregazione e di raccoglimento ha fatto visita nella giornata di giovedi’ 17 dicembre al centro riabilitativo “La Porziuncola” di San Giacomo degli Schiavoni. Ventuno giovani diversamente abili ospiti del centro, provenienti da Termoli, San [...] …continua su primonumero.it

“Capodanno Gambatesano 2009″ Spot “Capodanno Gambatesano 2009″, sarà trasmesso da Telemolise dal 24 al 31 dicembre 09Spot Capodanno Gambatesa 2009…continua su giodom

Domani 20 Dicembre, il concerto natalizio del Coro dell’Università degli Studi del Molise nella chiesa di San Leonardo di Campobasso Dopo il successo del concerto di Martedì scorso, tenutosi presso la chiesa di Sant’Antonio di Padova, il Coro dell’Università degli Studi del Molise, diretto dal M° Gennaro Continillo, prosegue la sua stagione concertistica natalizia.Il Coro si [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com

Collegatevi alla mia pagina Facebook Molisani all'estero

Prosegue la Mostra dei Presepi di Giovanni Teberino al Museo dei Misteri a Campobasso Prosegue la Mostra  dei Presepi di Giovanni Teberinoal Museo dei Misteri a Campobassodal 12 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010 Molto apprezzate le opere che sono esposte, realizzate in varie misure e con vari materiali e in particolar modo il presepe [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

Roccaravindola: I Raduno dei Babbo Natale”

E’ fissato per stasera il Concerto di Natale di Larino L’Istituto di Musica e Arte del Molise, grazie al patrocinio della Presidenza della Giunta Regionale del Molise, dell’ Amministrazione Comunale e  della Pro Loco di Larino, si prepara a mettere in scena un evento che vuole [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

Veni, Veni Emmanuel”, canta il Coro Polifonico Femminile “SAMNIUM CONCENTUS”, stasera a Campobasso

BERNACCHIA E SCHWEITZER: SUCCESSO PER IL CONCERTO DI NATALE Giovedi scorso, nella scuola Schweitzer, si e’ tenuto come da tradizione il “Concerto di Natale” eseguito dagli alunni che frequentano il Corso di Strumento Musicale. Il Maestro Gianluca Greco, affiancato dai colleghi Rosario Rabezzano, Incoronata Fiorilli ed Antonello Scarinci,(19/12/09 – [...] …continua su primonumero.it  

Periodo natalizio tradizionalmente intenso per il coro della Cappella Celestiniana d’Isernia. Foto di repertorio.Come sempre nel periodo delle festività di Natale, il coro Cappella Celestiniana di Isernia, diretto dal Maestro Fabio Palumbo, propone un ricco repertorio della tradizione natalizia nelle chiese o nei circoli culturali molisani, ma anche di [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com

I bimbi orfani dalla Bosnia in Molise per trascorrere serene festivita con le famiglie molisane …continua su www.termolionline.it

‘Festa della solidarieta’, giochi ai bambini e pasti caldi dalla regione …continua su www.termolionline.it

“Natale nei Quartieri” al Parco S.Giovanni di Campobasso Un grande falò ha riscaldato il gelido pomeriggio nel Parco S.Giovanni, a Campobasso, dove l’Associazione “il nostro Quartiere S.Giovanni”, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, ha organizzato la Festa “Natale nei Quartieri”, prima tappa di una serie di eventi che proseguiranno [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com

Auguri di Buon Natale Lo staff di tuttogambatesa.net augura un sereno Natale a tutta la comunità gambatesana, agli emigranti e a tutte le persone che leggono questo blog.…continua su Domenico Pio Abiuso

Un Natale contagioso, la recita dei bambini di Santa Maria degli Angeli …continua su www.termolionline.it

Santo Natale da svegli: nella citta di Termoli come nella sacra Betlemme …continua su www.termolionline.it

BABBO NATALE DI CIOCCOLATO PER I BIMBI DEL SAN TIMOTEO Un Babbo Natale di cioccolato donato ai sette bimbi ricoverati nel reparto di Pediatria: si e’ rinnovata anche quest’anno l’iniziativa dell’attivita’ “De Gustibus”, punto vendita di prodotti tipici e artigianali e per le liste nozze in via Polonia, in collaborazione [...] …continua su primonumero.it

Creativi e moderni: Natale secondo gli artisti dei presepi Ha inaugurato il 23 dicembre l’undicesima edizione della rassegna promossa dall’associazione “Amici del Borgo vecchio” nei locali del Castello svevo. Fino al 6 gennaio sara’ possibile ammirare le scene della nativita’ ideate da artisti molisani, abruzzesi e pugliesi.(24/12/09 – 10:00)…continua su primonumero.it

CENA CON ANZIANI E CALENDARIO AGLI ALUNNI: IL NATALE A TAVENNA Dopo una cena con le persone anziane residenti nel Comune di Tavenna per lo scambio di auguri in occasione delle festivita’ natalizie e di fine anno, nella mattinata del 24 dicembre 2009, l’Amministrazione Comunale ha distribuito agli alunni della Scuola [...] …continua su primonumero.it

Gesu’ nacque anche al Altilia: il presepe di Orazio Di Pio " In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra ". Così anche Giuseppe andò a farsi registrare. Fu proprio in quei giorni che nacque Gesù Cristo, al freddo e al [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

Una quattro giorni ricca di eventi natalizi nel comune di Poggio Sannita. Di seguito il programma  delle manifestazioni natalizie a Poggio Sannita.giovedì 24 dicembre p.zza XVII aprile ore 17.00: accensione della tradizionale “‘Ndoccia” simbolo storico della tradizione natalizia poggese,ore 18.00: arrivo in piazza di Babbo Natale e tombolata di [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

 Torna il Presepe Vivente organizzato dal Convento-Parrocchia “Sacro Cuore” dei Frati Cappuccini di Isernia. A partire dalle ore 19.00 di oggi 26 dicembre, ritorna il Presepe Vivente organizzato dal Convento-Parrocchia "Sacro Cuore" dei Frati Cappuccini di Isernia, che si ripeterà anche nei successivi giorni 27 e 28 dicembre, sempre alla stessa ora (con ingresso [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com

Natale 2009

Posted: 25 Dec 2009 11:00 PM PST doni di Babbo Natale alla Ludoteca “Gioca e Crea” di Santa Croce di Magliano: la festa dei bambini……continua su santacroceonline.com

A Bojano, il Capodanno si festeggia al Palatenda con i “Ditelo Voi”. I Ditelo VoiFinalmente in Molise, in un Palatenda termoriscaldato, sarà possibile brindare al nuovo anno in compagnia di alcuni artisti di rilievo della Tv e della Musica Italiana.Special Guest:Apertura con i “DITELO VOI”, il mitico trio campano di Colorado Cafe’ [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com   

MAGIA IN TEATRO PER IL CONCERTO NATALIZIO DEI RAGAZZI Si e’ svolto al Teatro Fulvio di Guglionesi il concerto di Natale dell’orchestra della Scuola media dell’Istituto omnicomprensivo di Guglionesi. Alla presenza del Sindaco, del Dirigente Scolastico e di una numerosissima platea che ha gremito la sala, i ragazzi delle [...] …continua su primonumero.it

“L’ULTIMA NOTTE”: LARINOEVENTI LANCIA CAPODANNO CON DUE OSPITI Altro Capodanno, altro appuntamento con “L’Ultima notte” a Larino. Per il secondo anno consecutivo la notte di San Silvestro della citta’ frentana sara’ caratterizzata dalla manifestazione di contrada Montearcano con l’organizzazione(28/12/09 – 14:04)…continua su primonumero.it

Cestini per 100 famiglie povere di Campobasso L’iniziativa in occasione del Capodanno, organizzata dall’Amministrazione comunale e dalla Confesercenti

Capodanno in piazza L’amministrazione comunale e la proloco di Isernia invitano tutti al “Capodanno in piazza”, l’appuntamento col quale, ormai da qualche anno, dalle 23 in poi, si accompagna la conclusione dell’anno vecchio e si festeggia l’arrivo del nuovo.Le……continua su isernino

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Concerto di Capodanno a Isernia Con l’Orchestra sinfonica regionale del Molise diretta da Franz Albanese…continua su nuovomolise@email.it

II edizione del presepe vivente scout. TERMOLI _ Il gruppo scout Agesci Termoli 3 con sede nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli in Termoli ha organizzato la seconda edizione del presepe vivente.  La manifestazione si è svolta nelle giornate del 26 e 27 Dicembre e [...] …continua su aurora@mynews.it (Aurora Marolla)

Capodanno e feste di piazza. Pagano i contribuenti Crisi o non crisi, anche quest’anno per San Silvestro le amministrazioni comunali hanno organizzato feste e veglioni in piazza, spendendo cosi’ parte delle risorse a propria disposizione. Ma i divertimenti, scrive Confedilizia in una nota, non li paga il sindaco, [...] …continua su noreply@myblog.it (consumatori) – 

Primo Piano Molise: La pioggia rovina le “maitunate” di Capodanno GAMBATESA – La pioggia battente ed il forte vento hanno avuto la meglio sulla 310° edizione delle “maitunate” che, nonostante gli sforzi deglio organizzatori, non hanno permesso il normale svolgimento della manifestazione in programma il primo giorno dell’anno. La notte [...] …continua su Domenico Pio Abiuso

Polemiche per il Presepe di Portocannone RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO  Anche quest’anno a Portocannone è stato allestito il " Presepe vivente albanese", grazie alla disponibilità e alla collaborazione di persone di buona volontà, che si sono impegnate per la riuscita di questa suggestiva e caratteristica rappresentazione dell’evento storico [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

“Il Presepe Vivente di Agnone del 2010 sia senza Gesù Bambino, per riflettere su migliaia di bambini scomparsi e non ancora ritrovati…” Lo propone Vincenzo Marzano molisano residente a Mazara del Vallo (Trapani) IL PRESEPE VIVENTE DI AGNONE DEL 2010 SIA SENSA GESU’ BAMBINO PER RIFLETTERE SU MIGLIAIA DI BIMBI SCOMPARSI E NONANCORA RITROVATI Si pensi, ad esempio, alle piccole Denise Pipitone ed Angela Celentano…continua su redazione@primapaginamolise.com 

Gran successo di visitatori al Museo dei Misteri per la Mostra dei Presepi di Giovanni Teberino Sta ricuotendo un gran successo di visitatori al Museo dei Misteri per la Mostra dei Presepi di Giovanni Teberino.Molto apprezzata la Mostra come si vede dal registro delle presenze non solo dalle firme dei visitatori (oltre 2000) provenienti da [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com

MOSTRA PRESEPI AL CASTELLO: DOMANI LA PREMIAZIONE Volge al termine la dodicesima edizione della mostra dei presepi nel Castello svevo, iniziativa promossa dall’associazione Amici del Borgo vecchio che ogni anno attira(05/01/10 – 18:52)…continua su primonumero.it

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A S.MARIA MAGGIORE CONCERTO DEL CORO POLIFONICO DI MONTAGANO Il coro polifonico di Montagano apre l’anno con una esibizione nello splendido scenario della chiesa di Santa Maria Maggiore di Guglionesi. L’evento e’ in programma per il pomeriggio di martedi’ 5 gennaio alle 18 grazie alla collaborazione della Provincia(05/01/10 – [...] …continua su primonumero.it

Riccia: Festa della Memoria, un patto tra gli anziani e i giovani. Intervista all’Assessore Mariapina Vassalotti. L’Assessore Mariapina Vassalotti.Si è svolta domenica, presso il ristorante Iezza, la Festa della Memoria: l’incontro per festeggiare con 250 anziani i valori del Natale, l’arrivo del nuovo anno e per creare un’occasione di socializzazione e di vicinanza.Per la prima [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

Presepe vivente ad Ururi: un grande successo Presepe vivente ad Ururi Un elogio al gruppo di amici del presepe vivente di Ururi e all’ideatore Fra Gabriele Violante, che ormai da alcuni anni si vedono protagonisti nel preparare e far vivere alla comunità Ururese il presepe vivente. Se pur quest’anno [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

Arrivo dei Magi al XXVI Presepe vivente di Montenero di Bisaccia …continua su Montenero On Line   

La befana scende da Palazzo San Giorgio, caramelle e dolci per tutti i bambini Una befana davvero speciale si è calata dalla finestra di Palazzo San Giorgio, ad attenderla tantissimi bambini in piazza Municipio.La pioggia non ha fermato l’iniziativa organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione Vazzieri e i Vigili del Fuoco che [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com 

Arte con materiale di riciclo: vince il presepe ‘eco’ Con 962 voti, il primo premio della giuria popolare dell’undicesima mostra dei presepi nel Castello svevo e’ stato assegnato a Laura Di Chiano, 31enne di Lesina, che ha realizzato la nativita’ numero 14, interamente con materiale riciclato, dai tappi di [...] …continua su primonumero.it  

Il fascino della Nativita inscenata a Difesa Grande dal gruppo scout …continua su www.termolionline.it

I canti natalizi della Corale Citta di Termoli emozionano i nonnini …continua su www.termolionline.it

GLI NDOCCIATORI DI AGNONE PER LA RIEVOCAZIONE DEL S. ANTONIO Torna l’appuntamento in paese con la tradizionale rievocazione del Sant’Antonio Abate. Il corteo formato da vari personaggi in costume percorrera’ le vie del centro il prossimo 16 gennaio, con numerosi animali al seguito del Santo. Attraversera’ tutto l’abitato (08/01/10 – [...] …continua su primonumero.it

Per il 10 Gennaio: la Fenacom Confcommercio organizza il pranzo di solidarietà. La Fenacom Confcommercio di Campobasso (Federazione Nazionale Anziani del Commercio) la Federcarni, la Federfiori e la Fipe festeggeranno l’anno nuovo sotto il segno della solidarietà.Domenica 10 gennaio 2010 presso il Grand Hotel Rinascimento di Campobasso, [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com