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Passane le 'ndocce
I riti del
Fuoco da secoli fanno parte delle manifestazioni popolari nel
Molise. Ben sapete che il fuoco é stato sempre un
elemento propiziatorio importante che da sempre ha caratterizzato
la nostra civiltà contadina e pastorale. Questi riti
non si sono mai spenti e tuttora sono presenti dappertutto nella
nostra regione. Grossi falò vengono accesi il 17 gennaio in
onore di S. Antonio Abate nella frazione Acquevive di Frosolone, a
Castelpetroso, Macchiagodena e S. Elena Sannita. A
Frosolone l’8 Maggio, giorno di S. Michele, un grosso falò (lu
Luav’r’) brucia un pupazzo riempito di segatura che rappresenta il
diavolo. A Carpinone si accendeva un faló il 23 giugno, in
occasione della festa di San Giovanni: alla mezzanotte alcune persone,
animate dall'ardore della fede, si sfidavano coraggiosamente
attraversando il tappeto di carboni ardenti, dopo aver chiesto
benedizione al Santo. A Civitanova del Sannio il fuoco brucia in
un grande falò nella notte di Natale, ed era tradizione
festeggiare la natività con una ‘Ndocciata, al pari di quella
divenuta famosa di Agnone. Da un paio di anni questo rito
è stato riproposto: dopo essere sfilati in processione con le
N’doccie si accende il falò e si offrono dolci tipici e vin
brulè ai partecipanti. A Sessano, il 1 Novembre si
festeggia il cosiddetto Fuoco dei Morti: ogni famiglia contribuisce con
un pezzo di legna per la preparazione di un grosso falò, che
viene acceso di sera nei pressi della cappella “A
Monte”. Da vivere anche nel secondo sabato di Maggio Ma vi é un periodo durante l'anno in cui il rito
del fuoco é celebrato, simultaneamente, in molti paesi del
Molise e questo periodo é il periodo natalizio. Infatti,
durante questo periodo, che precede la natività e sopratutto la
vigilia di Natale, tali fuochi purificatrici illuminano i centri
degli abitati molisani e preparano i cuori alla gioia della venuta del
Cristo. Ci sono comuni che li chiamano Faglie, Farchie,
altri li chiamano Stucce, Cartocci, Favoni (nei paesetti di minoranza
slava Smirk), ma il nome più usato é quello di
'ndoccia. La vigilia di Natale, il cielo notturno del
Molise s' infiamma e s'illumina coi numerosi fuochi dei
paesi della nostra regione: Agnone, Acquaviva Collecroce, Bagnoli del Trigno,
Belmonte del Sannio, Castelverrino, Filignano, Montefalcone nel Sannio,
Pescopennataro, Pietrabbondante, Roccavivara, Oratino, Poggio Sannita,
Pietracupa, Sant'Angelo del Pesco.
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Approfondimento
del rito del Fuoco
(Un articolo
di Enzo Ferro, Campobasso)
La
religione, nel passato, fu gran parte del pensiero di tutti i giorni,
così come gli impegni agricoli, con i loro ritmi, le relative
stagioni, scandirono la vita d’ognuno.
Sicuramente, agli albori dell’umanità, la scoperta fondamentale dell’uomo fu il fuoco, indispensabile come luce per il buio delle caverne e della notte, come calore per il gelo, difesa dalle belve, componente indispensabile per digerire molti cibi allo stato naturale. Nelle leggende greche si tramandava che il Titano Prometeo lo avesse rubato agli Dei che, per punizione, lo avrebbero incatenato ad una colonna; secondo altri, ad un’alta rupe del Caucaso, dove, continuamente, un’aquila gli rodeva il fegato, che sempre gli si riformava. Il fuoco simboleggiava, come il Sole, la vita, in contrapposizione, naturalmente alla fiammella che, indicandone la fine, aveva il significato di morte. Quando, nel passato, si spegneva una vita, infatti, accanto all’estinto si accedevano piccoli ceri, così come oggi, nei cimiteri, tremuli lumicini. Le Vestali a Roma, immacolate Sacerdotesse di Vesta, avevano il religioso compito di tenere sempre acceso un fuoco, simbolo del focolare domestico dei primi re, presupposto di quello pubblico, poiché si riteneva che le fortune dello Stato dipendessero soprattutto dal senso della famiglia, dell’amore coniugale. La divinità, quindi, fra le più considerate dai Romani, oltre l’Iside Egizia, e Venere, rappresentanti l’amore coniugale e l’attrazione fisica, fu il Dio Mitra, o Sole invitto, che l’imperatore Diocleziano introdusse a Roma dalla Mesopotamia, e che si celebrava il 25 Dicembre di ogni anno: ancor ora, nella vicina città di Capua, si possono osservare i resti di un tempio dalla costruzione particolare, dedicato al Dio Mitra e chiamato Mitreo, che idealmente si avvicina alla grotta di Piertacupa. A Roma se ne contavano più di duemila. Nel 336 d.C., la Chiesa, con il riconoscimento e la diffusione del messaggio Cristiano, ( l’editto di tolleranza di Milano è del 313 d.C.), sovrappose alla festa del dio Mitra, chiamato “Dies Solis”, la ricorrenza del Natale, ossia la nascita di Gesù Bambino, la cui data, invece, un periodo compreso tra i primo di ottobre e Gennaio. Il simbolo, la croce capitata, detta anche croce latina, definitivamente segno di riconoscimento da quando, la madre dell’imperatore Costantino, ebbe a ritrovarla nella zona calvario di Gerusalemme, ritenendola la stessa sulla quale era stato crocefisso Gesù. Il precedente simbolo era stato il pesce, anagramma del termine greco “ictus”: “ Iesus Cristus Teou Uios Soter “, ossia Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore, assieme ad un’ancora, ideale speranza di salvezza. Questa la tesi della Chiesa : alla luce fisica del Sole, era da sostituire la luce spirituale di cui Cristo, che in ebraico significa l’unti, il segnalato da Dio, era stato apportatore nel mondo, per la salvezza dell’umanità: al Sole si sovrapponeva l’amore per il prossimo, regola primaria del Credo Cattolico. Religione, dal latino “ religo “, significa rilegare, riaffratellare gli uomini, e l’amore reciproco indispensabile per la convivenza sociale, come pure la convivenza matrimoniale, non dimenticando che la famiglia è la prima chiesa. Ecclesia, dal greco, significa riunirsi nella casa comune in cui ritrovarsi, ritrovare ciò che ci unisce, ci affratella. In sintesi, dal discorso della montagna di Gesù, l’uomo muore in Adamo, ma la sua anima non muore, (gli antichi egizi avrebbero detto il suo Ka), ma viene gratificata da una vita ultraterrena, in funzione della sua vita, dell’amore per i suoi similli. Qualcosa di simile, in morte, era pure credo degli Egizi con il Dio Anubi che pesava le anime, psicostasia, per significare come in tutti i tempi è sempre esistita una religiosità, spiritualità naturale, perlopiù politeista, panteistica, che ha pervao il pensiero umano, fissando però dei valori. A riprova, a Vulci, in una tomba etrusca del IV secolo A.C., i morti trovavano Angeli e Demoni nel momento del trapasso, e la cosa motivo di grande perplessità perché, il paradiso e l’inferno, elementi della dottrina di Zaratustra, ( Iran, 1200 A.C. ), recepiti in seguito dal Cristianesimo, diversamente da quanto ritenuto dai più. Enzo Ferro Origini e significati delle ’Ndocciate molisane, i rituali ignei della Notte di Natale Di Mauro Gioielli |
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Il rito del fuoco
illumina molti Comuni del Molise.
Agnone :
Molte feste molisane celebrate in occasione della
Natività sono caratterizzate da falò di diversa forma che
vengono accesi la sera della vigilia della festa. Secondo varie fonti,
i fuochi sono una eredità comune a varie nazioni indo-europee
che condividono aspetti identici. Ad esempio, la fabbricazione e
l’accensione dei fuochi era ed è un’azione della sola
gioventù maschile. Gli storici delle religioni mettono a
confronto i fuochi accesi la vigilia di Natale con le antiche feste
agresti delle Saturnali.religiosità popolare
Un tempo si traevano auspici da come ardevano le ndocce:
fuoco scoppiettante e fiamma consistente erano considerati
benauguranti, in grado di scacciare le streghe. Usate dai Sanniti nei
loro spostamenti, venivano accese anche dai contadini di fine ' 800 per
illuminare il cammino dalle contrade al paese la notte di Natale. Quasi
dimenticata verso la fine degli anni Trenta, la ' ndocciata di Agnone
ha ripreso vigore ed oggi coinvolge di nuovo tutte le contrade. Il
gruppo che rappresenta Agnone centro è quello «Capammonde
e Capabballe», ad indicare la parte alta e quella bassa della
città; quello di Sant' Onofrio è fra i più antichi
(1932), mentre il Contrada Colla Sente viene da un borgo a oltre mille
metri; Guastra, che appartiene al comprensorio di Capracotta ma
è comunque legata ad Agnone; San Quirico, infine, ha sullo
stendardo il Ruscello, il Mulino ed un ramo d' Ulivo, tutti elementi
presenti nel contado. Le ' ndocce oggi sono preparate da due o tre
famiglie, che ne fanno addirittura lavoro stagionale. Torce multiple,
di numero pari, da due fino a venti fuochi. Il legno usato è l'
abete bianco, proveniente dal bosco di Montecastelbarone e stagionato
un anno. Sono alte due o tre metri, e talvolta tenute insieme da
paletti trasversali per formare dei gruppi che possono arrivare fino a
venti fiaccole. Ma i veri protagonisti della ' ndocciata di Agnone sono
i portatori delle cinque contrade, che avvolti dalle cappe, introducono
la testa tra i raggi, afferrano saldamente due fiaccole tenendo in
equilibrio l' intera struttura. Le spalle piegate dal peso, i portatori
- di tutte le età (anche ottantenni) - sono fieri di reggere la
«luce» che rischiarerà le tenebre Camminano,
saltano, ballano, per incantare chi guarda, per amplificare dentro e
fuori un orgoglio vero, ritrovato, difeso. Quella della ' ndocciata
è oggi come un tempo occasione di fare bella figura agli occhi
delle ragazze: i giovani gareggiano nel realizzare la torcia più
bella e compatta al fine di farla durare di più; a fine sfilata
la portano sotto la finestra dell' amata: se si affaccia dimostra di
gradire il gesto, altrimenti un secchio di acqua spegne torcia e
ardore. Dopo la sfilata c' è la rappresentazione della
natività, ispirata a temi d' attualità, mentre gli
androni delle case si aprono mostrando presepi artistici. In uno dei
palazzi più antichi del centro, la Mostra della ' Ndocciata
illustra le fasi di costruzione delle grosse fiaccole e la storia della
festa.......http://archiviostorico.corriere.it/2004/dicembre/17/torce_che_cacciano_streghe_co_10_041217047.shtml
Le
’ndocce formate persino da 20 torce di legno di abete in qualche caso
sono state portate a spalle da un unica persona. Cinque i gruppi che
organizzano la sfilata: il più antico è quello di
Sant’Onofrio, fondato nel 1932 quando si diede inizio alla prima gara
delle ’ndocce, seguito dalla Guastra, da Capommonda e Capabballe
(formato principalmente dai giovani di Agnone), Colle Sente e San
Quirico. Si tratta delle cinque borgate che contraddistinguono il
centro altomolisano. Il fascino della processione di fuoco che apre il
periodo delle feste natalizie da anni continua a piacere. ...
Sono riti
di purificazione, legati alla concezione del fuoco come forza
distruttiva capace di eliminare gli influssi maligni; o secondo
un'altra teoria le fiamme delle fiaccole e dei falò ardono per
evocare la rinascita del sole nel periodo del solstizio d'inverno e per
imitarne la potenza benefica, grazie alla quale i contadini potevano
sfamarsi dei prodotti del loro lavoro...continua...
Al
battere del campanone di Sant'Antonio, i gruppi delle varie contrade
del paese accendono le 'ndocce (torce) e si riuniscono in un suggestivo
corteo che si snoda per le vie principali del paese. Alla fine del
corteo, nella piazza cittadina, si accende un grande falò, per
cancellare gli eventi negativi che hanno caratterizzato l'anno che sta
per terminare. Le 'Ndocce sono delle originali torce realizzate
utilizzando legno di abete bianco e fasci di ginestre secche, uniti con
dello spago. La lunghezza media delle 'Ndocce è di due o tre
metri e può capitare che siano raggruppate mediante paletti
trasversali. ...continua...
Le ndocce sono portate a spalla “….
Recando sulle spalle le gigantesche
torce di abete e formando quasi un fiume
di fuoco per costruire il Falò della ...
Pietracupa :
''Il solstizio d’inverno, di solito il 22-23 Dicembre,
è il giorno più corto dell’anno, il che equivale a dire
che segna la morte del Sole, dell’anno, perché possa
verificarsi, come in natura, l’avvicendamento con una nuova diversa
luce, ad iniziare dalla mezza del 24 successivo.
Allegoricamente, quindi, a Pietracupa, nel tardo pomeriggio del giorno 24, all’imbrunire, sulle finestre, sui balconi, si accendono piccoli lumi a vento, chiamati Cartocci. E’ lutto. In processione, come in un corteo funebre, buona parte del paese accompagna l’anno, con i suoi bei ricordi, le sue belle giornate. Ma, a buio inoltrato, per una tradizione che si perde nel tempo, come fecero le prime famiglie accampatesi attorno alla morgia, si accendono gigantesche torce fatte di rami e di ginestre, chiamate perciò “ ‘ndocce “, ( vedi nota in calce), ed ognuno da a questi fuochi il significato di voler gioiosamente testimoniare la propria presenza e festeggiare la ricorrente vittoria della luce sulle tenebre, ed il loro fumo, il loro scoppiettio è, al tempo stesso, preghiera , ringraziamento. Si vuol essere grati d’essere ancora insieme a reiniziare un nuovo anno con nuove speranze, progetti. E’ da ricordare che, nel medioevo, nei paesi, nei villaggi, si faceva la conta, il censimento, non dei vari componenti della famiglia, ma solo dei fuochi, intendendosi per tali i vari focolari familiari, proprio per l’importanza di tale simbolo. E, come i pastori persiani che, tremila anni addietro, al buio ed all’addiaccio, accendevano grossi falò, si fa festa con scambio di auguri, doni, perché il corso del nuovo Sole, ed il nuovo anno, siano forieri di gioie. Perché ogni cuore, dinanzi a Gesù Bambino, rinasca nell’amore. E l’allegoria morte rinascita, nella consuetudine,è morto il re, evviva il nuovo re, è evidente nella speranza di ognuno che l’evento produca rinnovato calore in tutti i cuori, nei sentimenti, così come la nuova luce lo porterà nelle piante, nei fiori,nella natura''. Enzo Ferro Oratino, La Faglia :
A Oratino,
la sera della vigilia di Natale, sul sagrato della Chiesa Madre, viene
innalzata la faglia, che sarà arsa con l'approssimarsi della
mezzanotte. La faglia (probabilmente dal latino facula = piccola
fiaccola, torcia) è un enorme "cero" realizzato con centinaia di
fusti di canne affastellate e tenute insieme da una ventina di cerchi,
che sono legacci ottenuti da rametti di albero (di solito olmo). Le dimensioni della faglia, che ha forma cilindrica, sono considerevoli. È alta una dozzina di metri, con un diametro di base di circa due. Il giorno della festa, la faglia è portata in giro per il paese. Per il trasporto occorrono alcune decine di persone, che sostengono la struttura con dei robusti pali di legno. Durante la sfilata, la torcia è tenuta orizzontalmente e sulla sua zona antistante monta il capofaglia, un uomo che, ritto in piedi o a cavalcioni, guida il corteo e ogni tanto urla strofette popolari, ringraziando chi ha "donato" le canne. Dinanzi alla sfilata, una bandarella suona e richiama l'attenzione della popolazione, buona parte della quale segue la faglia partecipando al corteo. Una delle fasi del rito è l'alzata. Al far della sera, l'enorme torcia, con argani, funi e corde d'acciaio, viene issata davanti alla torre campanaria della chiesa, quindi viene tenuta ritta su se stessa con dei lunghi puntelli. Infine, all'ora stabilita, viene dato fuoco alla faglia, che arde a lungo per salutare l'arrivo del Natale. Come si svolge
questa tradizione :
Sono soprattutto i giovani che adesso forniscono forza e
volontà, ed è questa una delle caratteristiche principali
che differenziano la Faglia, per così dire moderna, da quella
delle epoche precedenti. Il sopravvento della componente giovanile
è stato sicuramente graduale, ma intenso ed innovativo. Vecchi
sistemi di realizzazione sono stati progressivamente sostituiti da
nuovi, più pratici e meno pericolosi, sistemi che comunque sono
stati cambiati anche a causa delle condizioni sociali che sono mutate
negli ultimi decenni. In origine le canne da utilizzare venivano
sottratte, mediante rischiose spedizioni, ai numerosi vigneti che
costeggiavano la collina oratinese, da gruppi di temerari che sfidavano
l'ira e la vendetta dei vari proprietari che subivano l'affronto.
Anticamente la refurtiva, trasportata a spalla, veniva così nascosta in luoghi sicuri, pronta ad essere trasportata improvvisamente nei pressi dell'ingresso del paese pochi giorni prima della Vigilia. Le canne venivano subito legate con quattro cerchi in legno, per non permettere ai proprietari di riprenderle indietro. Da quando è stata ripresa la tradizione, vista la carenza di vigneti e di canne nelle campagne circostanti, si è dovuto ripiegare su zone dove le lunghe piante crescono spontaneamente, soprattutto nei tenimenti dei paesi limitrofi. Il trasporto delle canne ora avviene ovviamente, con automezzi, ed il deposito è stabilito in un luogo fisso proprio all'ingresso del paese. Inizia così subito il momento della pulitura, fase che nei tempi addietro non era prevista poiché le canne raccolte erano tutte secche e quindi già spoglie del fogliame. Il rito della "Faglia", le cui motivazioni, in parte dimenticate o sublimate, sono remotissime, è un avvenimento corale, interamente gestito dalla popolazione; si tratta, in concreto, di una enorme fiaccola ("Fax"), lunga oltre dieci metri, con il diametro di circa un metro e mezzo, formata da canne. Ad essa si dà fuoco la sera della vigilia di Natale, in una collocazione cronologica, come è evidente, molto vicina al solstizio. Le canne necessarie alla realizzazione della "Faglia" vengono raccolte nei giorni che precedono la festa da "squadre" appositamente formatesi. Pulite e selezionate secondo lo spessore e la lunghezza, le canne sono pronte per essere insaccate. La fase dell'insaccatura, unita a quella del trasporto, si può dire che non ha subito variazioni di sorta rimanendo praticamente così com'era. Uso di "partelli" in legno, forza di braccia e del buon vino caldo zuccherato, fanno crescere, nelle gelide serate dicembrine, la Faglia fino alla lunghezza ottimale, che non dovrebbe superare la dozzina di metri. Una piccola, ma sostanziale differenza c'è nel legno col quale vengono costruiti i cerchi che tengono le canne. Una volta erano realizzati con piccole querce sottili, spaccate a metà, chiusi prima e inseriti man mano che la faglia si allungava. Ora sono in frassino, pianta molto elastica che quando è ancora giovane si piega con estrema facilità e vengono chiusi attorno alla Faglia durante la realizzazione della stessa. Completata l'insaccatura, la Faglia è a terra in attesa delle persone necessarie per poterla sollevare sui cavalletti in legno e fissarci le "varre", ossia gli assi in legno che serviranno per il suo trasporto a spalla. Bagnoli
del Trigno :
Il periodo più suggestivo è quello natalizio,
con la processione delle “’ndocce”, torce simili a quelle di Agnone. La
particolarità che la ‘ndoccia viene spenta con il vino nuovo
spillato dalla botte, rito di buon auspicio per i raccolti.
Poggio Sannita : Di seguito il programma delle manifestazioni natalizie a Poggio Sannita. giovedì 24 dicembre p.zza XVII aprile ore 17.00: accensione della tradizionale "'Ndoccia" simbolo storico della tradizione natalizia poggese, ore 18.00: arrivo in piazza di Babbo Natale e tombolata di beneficenza, manifestazione a cura della Pro Loco " C. De Horatiis" in collaborazione con l'associazione "Petra '09". sabato 26 dicembre Chiesa Santa Vittoria ore 18.00: concerto Natalizio del coro della Cappella Celestiniana in collaborazione con il sestetto di fiati "Celestino V° Chiauci : A Chiauci, la sera della vigilia di Natale, c'era l'usanza di accendere " le ndocce" per ricordare la nascita di Gesù Bambino, per riscaldarlo ed illuminarlo e per farsi luce nelle strade buie del paese per recarsi alla messa di mezzanotte. La " ndoccia " si faceva così: si andava, circa un mese prima, nel bosco a prendere alcuni tronchi di cerro della lunghezza di 2 - 3 metri. Questi tronchi venivano scheggiati all'estremità per farli accendere più facilmente. Le " ndocce " venivano messe a seccare vicino al camino fino alla vigilia di Natale.Ogni genitore faceva tante " ndocce " quanti erano i figli maschi.Nella notte di natale venivano accese e portate in giro per il paese. Finito il giro del paese venivano ammucchiate in piazza e si lasciavano ardere tutte. http://www.chiauci.com/come.htm Civitanova Del Sannio : La N'docciata (un testo di Stefania Lastoria) “A
Civitanova del Sannio i preparativi natalizi cominciano in
settembre. I ragazzini hanno raccolto fasci di acacie sui monti:
i padri lavorano di rustica falegnameria e nascono le ‘NDOCCE, torce,
nel cui interno lingueggerà la fiamma accesa nella notte della
vigilia. Un ardente, fumigante sciame di piccole comete percorre le vie
del paese. Solo i contadini sono ammessi alla fiaccolata. La
leggenda vuole che tutte le streghe mostratesi nell’annata fuggano sui
monti e di lì si sprigionino i venti che soffieranno propizi
nell’anno nuovo”. Non differisce, in linea di massima, da quella di Agnone, alla quale va giustamente riconosciuto ogni onore e merito in campo nazionale ed internazionale, in quanto è quasi identico il suo svolgimento: si parte dalla periferia, dalle varie contrade con le ‘ndocce fiammeggianti portate a spalla da uomini giovani ed anziani nei loro tradizionali costumi, si percorrono le vie principali del paese tra la folla entusiasta e plaudente e si conclude con un grande falò propiziatore. Ma nel suo piccolo anche quella di Civitanova non manca di spettacolarità e oserei dire che essa è forse più intima, più raccolta, e pertanto più visibile, più partecipata, altrettanto carica di sensazioni e di emozioni. Ed è invero oltremodo emozionante in particolare vedere le centinaia di torce ardenti che salgono i 74 gradini della calonica, la pittoresca scalinata che dal monumento ai caduti conduce fino ai piedi della torre dell’orologio, da dove attraversando il bel corso Cardarelli e la piazzetta Pianese si giunge fuori porta con le ‘ndocce che vanno ad alimentare ulteriormente il grande falò già acceso nei pressi del monumentale Platano di fronte all’antica croce viaria dominante le aiuole della piazzetta. <>E qui si gioisce, ci si ritrova tutti insieme, ci si intrattiene, mangiucchiando e sorseggiando magari sotto la neve che scende candida a rendere più suggestiva la scena ed il paesaggio circostante.Poi, dopo il cenone, mentre la grande fiamma in piazza continua a bruciare spargendo scintille nell’aria, ci si avvia verso la Chiesa Madre ad assistere alla Santa Messa, passando davanti al presepe che abbellisce il Terrapieno, per tornare poi ad essa e ritrovarla ancora ardente fino all’indomani. http://www.facebook.com/topic.php?uid=49425910659&topic=12173 PREPARAZIONE DELLE 'NDOCCE PER LA SFILATA DI NATALE:(video)
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ECCO COME I MOLISANI DEL MOLISE HANNO FESTEGGIATO IL NATALE 2009 E IL CAPODANNO 2010. I Maitunat’: vigore di un popolo Un’attesa “sfibrante”, almeno per quelle persone che hanno il capodanno gambatesano inciso nel DNA e nel cuore, che contribuisce a creare una sensazione magica: questo si può definire il breve, ma intenso, spazio temporale che ci separa dal tradizionale appuntamento [...] …continua su lopietito – Natale insieme, giornata di solidarietà Si svolgerà a Isernia l’incontro promosso dall’Unitalsi dedicato ai giovani disabili (more…) La Santa Messa per gli anziani del centro: tanta gioia e commozione …continua su www.termolionline.it CENTRO SOCIALE IN FESTA: SCAMBIO DI AUGURI E TOMBOLATA Centro sociale in festa per il Natale: l’iniziativa si svolgera’ il 23 dicembre, alle ore 16.30, nella sede Aps “Per Guglionesi” nel plesso B di via Catania. 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Fino al 6 gennaio sara’ possibile ammirare le scene della nativita’ ideate da artisti molisani, abruzzesi e pugliesi.(24/12/09 – 10:00)…continua su primonumero.it – CENA CON ANZIANI E CALENDARIO AGLI ALUNNI: IL NATALE A TAVENNA Dopo una cena con le persone anziane residenti nel Comune di Tavenna per lo scambio di auguri in occasione delle festivita’ natalizie e di fine anno, nella mattinata del 24 dicembre 2009, l’Amministrazione Comunale ha distribuito agli alunni della Scuola [...] …continua su primonumero.it – Gesu’ nacque anche al Altilia: il presepe di Orazio Di Pio " In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra ". Così anche Giuseppe andò a farsi registrare. Fu proprio in quei giorni che nacque Gesù Cristo, al freddo e al [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com Una quattro giorni ricca di eventi natalizi nel comune di Poggio Sannita. Di seguito il programma delle manifestazioni natalizie a Poggio Sannita.giovedì 24 dicembre p.zza XVII aprile ore 17.00: accensione della tradizionale “‘Ndoccia” simbolo storico della tradizione natalizia poggese,ore 18.00: arrivo in piazza di Babbo Natale e tombolata di [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com Torna il Presepe Vivente organizzato dal Convento-Parrocchia “Sacro Cuore” dei Frati Cappuccini di Isernia. A partire dalle ore 19.00 di oggi 26 dicembre, ritorna il Presepe Vivente organizzato dal Convento-Parrocchia "Sacro Cuore" dei Frati Cappuccini di Isernia, che si ripeterà anche nei successivi giorni 27 e 28 dicembre, sempre alla stessa ora (con ingresso [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com Posted: 25 Dec 2009 11:00 PM PST doni di Babbo Natale alla Ludoteca “Gioca e Crea” di Santa Croce di Magliano: la festa dei bambini……continua su santacroceonline.com – A Bojano, il Capodanno si festeggia al Palatenda con i “Ditelo Voi”. I Ditelo VoiFinalmente in Molise, in un Palatenda termoriscaldato, sarà possibile brindare al nuovo anno in compagnia di alcuni artisti di rilievo della Tv e della Musica Italiana.Special Guest:Apertura con i “DITELO VOI”, il mitico trio campano di Colorado Cafe’ [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com MAGIA IN TEATRO PER IL CONCERTO NATALIZIO DEI RAGAZZI Si e’ svolto al Teatro Fulvio di Guglionesi il concerto di Natale dell’orchestra della Scuola media dell’Istituto omnicomprensivo di Guglionesi. Alla presenza del Sindaco, del Dirigente Scolastico e di una numerosissima platea che ha gremito la sala, i ragazzi delle [...] …continua su primonumero.it – “L’ULTIMA NOTTE”: LARINOEVENTI LANCIA CAPODANNO CON DUE OSPITI Altro Capodanno, altro appuntamento con “L’Ultima notte” a Larino. Per il secondo anno consecutivo la notte di San Silvestro della citta’ frentana sara’ caratterizzata dalla manifestazione di contrada Montearcano con l’organizzazione(28/12/09 – 14:04)…continua su primonumero.it – Cestini per 100 famiglie povere di Campobasso L’iniziativa in occasione del Capodanno, organizzata dall’Amministrazione comunale e dalla Confesercenti Capodanno in piazza L’amministrazione comunale e la proloco di Isernia invitano tutti al “Capodanno in piazza”, l’appuntamento col quale, ormai da qualche anno, dalle 23 in poi, si accompagna la conclusione dell’anno vecchio e si festeggia l’arrivo del nuovo.Le……continua su isernino Collegatevi alla mia pagina YouTube Concerto di Capodanno a Isernia Con l’Orchestra sinfonica regionale del Molise diretta da Franz Albanese…continua su nuovomolise@email.it II edizione del presepe vivente scout. TERMOLI _ Il gruppo scout Agesci Termoli 3 con sede nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli in Termoli ha organizzato la seconda edizione del presepe vivente. La manifestazione si è svolta nelle giornate del 26 e 27 Dicembre e [...] …continua su aurora@mynews.it (Aurora Marolla) Capodanno e feste di piazza. Pagano i contribuenti Crisi o non crisi, anche quest’anno per San Silvestro le amministrazioni comunali hanno organizzato feste e veglioni in piazza, spendendo cosi’ parte delle risorse a propria disposizione. Ma i divertimenti, scrive Confedilizia in una nota, non li paga il sindaco, [...] …continua su noreply@myblog.it (consumatori) – Primo Piano Molise: La pioggia rovina le “maitunate” di Capodanno GAMBATESA – La pioggia battente ed il forte vento hanno avuto la meglio sulla 310° edizione delle “maitunate” che, nonostante gli sforzi deglio organizzatori, non hanno permesso il normale svolgimento della manifestazione in programma il primo giorno dell’anno. La notte [...] …continua su Domenico Pio Abiuso – Polemiche per il Presepe di Portocannone RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Anche quest’anno a Portocannone è stato allestito il " Presepe vivente albanese", grazie alla disponibilità e alla collaborazione di persone di buona volontà, che si sono impegnate per la riuscita di questa suggestiva e caratteristica rappresentazione dell’evento storico [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com “Il Presepe Vivente di Agnone del 2010 sia senza Gesù Bambino, per riflettere su migliaia di bambini scomparsi e non ancora ritrovati…” Lo propone Vincenzo Marzano molisano residente a Mazara del Vallo (Trapani) IL PRESEPE VIVENTE DI AGNONE DEL 2010 SIA SENSA GESU’ BAMBINO PER RIFLETTERE SU MIGLIAIA DI BIMBI SCOMPARSI E NONANCORA RITROVATI Si pensi, ad esempio, alle piccole Denise Pipitone ed Angela Celentano…continua su redazione@primapaginamolise.com Gran successo di visitatori al Museo dei Misteri per la Mostra dei Presepi di Giovanni Teberino Sta ricuotendo un gran successo di visitatori al Museo dei Misteri per la Mostra dei Presepi di Giovanni Teberino.Molto apprezzata la Mostra come si vede dal registro delle presenze non solo dalle firme dei visitatori (oltre 2000) provenienti da [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com MOSTRA PRESEPI
AL CASTELLO: DOMANI LA PREMIAZIONE Volge al termine la
dodicesima edizione della mostra dei presepi nel Castello svevo,
iniziativa promossa dall’associazione Amici del Borgo vecchio che ogni
anno attira(05/01/10 – 18:52)…continua su –primonumero.it Collegatevi alla mia pagina Facebook A S.MARIA MAGGIORE CONCERTO DEL CORO POLIFONICO DI MONTAGANO Il coro polifonico di Montagano apre l’anno con una esibizione nello splendido scenario della chiesa di Santa Maria Maggiore di Guglionesi. L’evento e’ in programma per il pomeriggio di martedi’ 5 gennaio alle 18 grazie alla collaborazione della Provincia(05/01/10 – [...] …continua su primonumero.it Riccia: Festa della Memoria, un patto tra gli anziani e i giovani. Intervista all’Assessore Mariapina Vassalotti. L’Assessore Mariapina Vassalotti.Si è svolta domenica, presso il ristorante Iezza, la Festa della Memoria: l’incontro per festeggiare con 250 anziani i valori del Natale, l’arrivo del nuovo anno e per creare un’occasione di socializzazione e di vicinanza.Per la prima [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com Presepe vivente ad Ururi: un grande successo Presepe vivente ad Ururi Un elogio al gruppo di amici del presepe vivente di Ururi e all’ideatore Fra Gabriele Violante, che ormai da alcuni anni si vedono protagonisti nel preparare e far vivere alla comunità Ururese il presepe vivente. Se pur quest’anno [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com Arrivo dei Magi al XXVI Presepe vivente di Montenero di Bisaccia …continua su Montenero On Line La befana scende da Palazzo San Giorgio, caramelle e dolci per tutti i bambini Una befana davvero speciale si è calata dalla finestra di Palazzo San Giorgio, ad attenderla tantissimi bambini in piazza Municipio.La pioggia non ha fermato l’iniziativa organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione Vazzieri e i Vigili del Fuoco che [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com Arte con materiale di riciclo: vince il presepe ‘eco’ Con 962 voti, il primo premio della giuria popolare dell’undicesima mostra dei presepi nel Castello svevo e’ stato assegnato a Laura Di Chiano, 31enne di Lesina, che ha realizzato la nativita’ numero 14, interamente con materiale riciclato, dai tappi di [...] …continua su primonumero.it Il fascino della Nativita inscenata a Difesa Grande dal gruppo scout …continua su www.termolionline.it I canti natalizi della Corale Citta di Termoli emozionano i nonnini …continua su www.termolionline.it GLI NDOCCIATORI DI AGNONE PER LA RIEVOCAZIONE DEL S. ANTONIO Torna l’appuntamento in paese con la tradizionale rievocazione del Sant’Antonio Abate. Il corteo formato da vari personaggi in costume percorrera’ le vie del centro il prossimo 16 gennaio, con numerosi animali al seguito del Santo. Attraversera’ tutto l’abitato (08/01/10 – [...] …continua su primonumero.it – Per il 10 Gennaio: la Fenacom Confcommercio organizza il pranzo di solidarietà. La Fenacom Confcommercio di Campobasso (Federazione Nazionale Anziani del Commercio) la Federcarni, la Federfiori e la Fipe festeggeranno l’anno nuovo sotto il segno della solidarietà.Domenica 10 gennaio 2010 presso il Grand Hotel Rinascimento di Campobasso, [...] …continua su redazione@primapaginamolise.com |