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               COMUNICAZIONE MOLISANI                                                                                                                                    

 

 

MOLISE E MOLISANI

Michael Santhers : La mia terra, poesia

Pietro Colagiovanni : Il Molise sta per fallire

Oggi Il Molise

   Franco Nicola : Il Molise dinamico... Il Molise sfasato... 

 

RIVISITIAMO IL PASSATO

 Laredana Alberti : Storie di Brigantesse

 

ABRUZZO E ABRUZZESI 

Dal web : La Vergine che scacciava i briganti

Oggi L'Abruzzo

Franco Nicola : L'Abruzzo dinamico...L'Abruzzo sfasato...

 

L'ANGOLO DELL' EMIGRATO

Antonio Paganoni : La comunità italiana in Australia (04) 

Franco Nicola : I nostri nel mondo

 

L'ITALIA E GLI ITALIANI

Michael Santhers : Italiani, poesia

Dal web : I poveri del Sud

Dal web : Gli sprechi delle Regioni Italiane

Nicola Franco : La crisi economica italiana

 

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RIVISITIAMO IL PASSATO

 

 

STORIE DI BRIGANTESSE

Di Loredana Alberti, in La Fonte.

 

 

È difficile attribuire una data di nascita al brigantaggio femminile, ma una prima importante figura può essere individuata in Francesca La Gamba, nata a Palmi (RC). Francesca, filandiera di professione, madre di tre figli, divenne capobanda, spinta da un’incontenibile sete di vendetta contro i francesi che l’avevano colpita negli affetti più cari. Rimasta vedova del primo marito, dal quale aveva avuto due figli, convolò in seconde nozze. Bella ed esuberante nel carattere, attirò un ufficiale francese che, invaghitosene, tentò - forte della sua posizione sociale - di sedurla. Respinto dalla fiera Francesca il militare pensò di vendicarsi in maniera terribile. Nottetempo fece affiggere un falso manifesto di incitamento alla rivolta contro l’esercito francese di occupazione ed il mattino successivo fece arrestare i figli della donna, accusandoli di essere gli autori della bravata. Francesca passò dalla parte dei briganti, fornì prove di ardimento tali da divenire il capo riconosciuto della banda stessa, seminando ovunque il terrore. I francesi si accanirono nella caccia della donna, fino a quando un loro drappello cadde in un’imboscata tesa da Francesca. Tra i soldati fatti prigionieri la sorte volle che ci fosse proprio l’ufficiale suo nemico. Con una coltellata Francesca gli strappò il cuore e lo divorò ancora palpitante.

Questa storia, del 1769, è fra mito e realtà, ma certamente l’epoca del brigantaggio riguarda in maniera significativa anche le donne. Occorre qui introdurre ed operare - semmai - una distinzione che dall’ottocento ad oggi ha diviso e divide gli studiosi: la distinzione tra “la donna del brigante e “la brigantessa”. Numerosi sono gli esempi di “donne del brigante”, più rari - ma non meno significativi - quelli di “brigantesse”. La “donna del brigante” è colei che ha dovuto o voluto seguire il proprio uomo.  Spesso il darsi alla macchia del proprio uomo l’ha confinata in una condizione ancora più disperata. Le è venuta meno ogni forma di sostentamento: l’opinione pubblica l’ha additata con disprezzo e l’ha isolata,  anche per timore di sospetti di connivenza. Non le è rimasto che la carità o la prostituzione. La “donna del brigante” è anche colei che viene rapita e sedotta dal bandito, ridotta in stato di schiavitù e costretta - contro il suo volere - a seguirlo nelle sue azioni brigantesche. Spesso finisce però per innamorarsene, per quella condizione psicologica che oggi è classificata come “sindrome di Stoccolma”. È il caso, ad esempio di Filomena Ciccaglione, di Riccia; figlia di contadini, viene rapita dal brigante Caruso (il Caporale), che le uccide il padre e la porta con sé. Filomena segue Caruso ma dopo un anno lo denuncia, lui viene ucciso, lei muore dopo un mese di tisi.

Diverso il destino di una non meglio identificata Margherita che fu rapita dopo l’uccisione del padre dal brigante Bizzarro, uomo violento e sanguinario che imperversava nelle Calabrie. Costui la rese sua schiava e la condusse con sé, in groppa al proprio cavallo, nelle imprese brigantesche alle quali dava continuamente vita. Ci si aspetterebbe che la donna fosse investita da rabbia, rancore e odio. Invece in Margherita, lentamente, l’odio verso Bizzarro si trasformò in ammirazione, il sentimento di vendetta fu sostituito dall’amore verso il boia della sua famiglia. Ne diventò la compagna ed il braccio destro e lo accompagnò nelle sue scorrerie, gareggiando con lui in audacia e coraggio. Diversa la donna che la sostituì: Niccolina Licciardi cui fu ucciso anche il figlioletto. Niccolina non versò neppure una lacrima. Con le mani scavò una fossa, vi seppellì il figlioletto e si pose a guardia della tomba. Profittando poi del sonno di Bizzarro, gli sottrasse il fucile e gli fece saltare le cervella, sparandogli in un orecchio. Decapitato il bandito, ne avvolse la testa in un panno, si diresse a casa del governatore di Catanzaro e sul suo desco lanciò il macabro trofeo. Incassata la taglia, ritornò sui monti e di lei si perse ogni traccia.

Nella storia della calabrese Marianna Olivierio, detta “Ciccilla”, è  il sentimento della gelosia che fa esplodere la scelta della “brigantessa”: Ciccilla era una bellissima ragazza dalle lunghe e nere chiome e dagli occhi corvini. Sposa di Pietro Monaco, un ex soldato borbonico ed ex garibaldino, datosi al brigantaggio dopo un omicidio, non lo aveva inizialmente seguito. Subito dopo, colta da gelosia, - a dorso di mulo - raggiunse la banda del marito, divenendone addirittura il capo di fatto. Il raccapriccio che accompagnò le sue gesta si diffuse in tutto il circondario. Perfino i suoi stessi briganti ne ebbero terrore e disprezzo. Usava, ad esempio, infierire sui cadaveri dei nemici uccisi, mutilandoli atrocemente con coltelli e rasoi che portava sempre con sé. Catturata dopo la morte del marito, fu disconosciuta dai suoi stessi familiari. Ed è uno dei rarissimi, se non l’unico, caso di sentenza capitale per una donna.

La legislazione dell’epoca non prevedeva condanne differenziate per i due sessi ma l’orientamento dei giudici appariva quello di comminare condanne più lievi alle donne, anche in considerazione del fatto che quasi mai è possibile processualmente accertare la volontarietà nella scelta di delinquere. Le cronache giornalistiche e gli scrittori coevi le descrivono solo come  amanti, concubine, “ganze”, “drude”, donne di piacere dei briganti. Ciò ha impedito di prendere in considerazione il fenomeno e non ha consentito uno studio più approfondito sui risvolti sociali e politici della rivolta delle donne meridionali. Delle “brigantesse” restano oggi solamente le poche foto che la propaganda di regime ha voluto tramandare per una distorta lettura iconografica del brigantaggio. Così, accanto a “brigantesse” che si sono fatte ritrarre - armi in pugno - in abiti maschili, vi sono le foto ufficiali dopo la cattura e, talora, dopo la morte in una postura innaturale. Come i loro uomini, trucidati e frettolosamente rivestiti, legati ad un palo o ad una sedia, gli occhi rigidamente spalancati, con in mano i loro fucili e circondati dai loro giustizieri. Macabro trofeo di una guerra civile occultata. Ricordiamo per tutte Michelina De Cesare, che fu catturata e torturata affinché rivelasse i nomi dei partigiani meridionali e, visto che ella si rifiutava di farlo, fucilata e fotografata prima e dopo il supplizio (30 agosto 1868). Loredana Alberti, in La Fonte.

 

 
 

                                                                                                                                                                                                                                            

MOLISE E MOLISANI

 

                                                                                                                                               

LA MIA TERRA
 
E’il posto dove il latte grazie agli additivi
supera il peso delle vacche,
gli autisti il numero dei pullman
i generali quello dei soldati
le diserzioni al lavoro gli statali
e i camini fumanti gli abitanti
 
Un luogo ove le cagne adottano maiali
i politici questue promesse
i preti certezze consumate
la televisione il silenzio macero
i vecchi sciagure da masticare
i mercanti gli spergiuri
 
Barcollanti asini spelacchiati
bastonati dal progresso
azzannati dal passato
conciati dai ricordi,
ragli al vento il lascito
vetri al cervello udirli
lacerante all'anima ignorarli
  -------------------------------------------------------
Da:Destini E Presagi
 

                                                                                             

 

 

Piloti di trattori,invidie di clown
bombardano con diserbanti
pigre campagne omertose a stermini
e lebbrose si fasciano di silenzi
ogni tanto spezzati da corvi gracchianti
felici in volo con aureole
incorniciano carogne,letto di mosche
esequie di dita,pinza ai nasi
mire forfettarie di salive
 
Spari di feste patronali
omaggiati a Santi ma in segreti intenti
ogni botto indirizzato a decimare
un cuore mirante a spartizioni
di miracoli pregati a offerte
 
Funerei stendardi ammuffiti
ostentati da sacrestani da salotto
fasce tricolori,panciere al satollo
marce di dominio,timbri a sentenze
autorità marchiano rivali

 


                                                           Il Molise sta per fallire ! di Pietro Colagiovanni

Il momento è ormai prossimo. Lo abbiamo scritto in questi ultimi anni in tutti i modi possibili e immaginabili, lo abbiamo argomentato, lo abbiamo analizzato, lo abbiamo giustificato in base ai movimenti macroeconomici: il Molise è in bancarotta, è fallito come sistema politico ed economico. Ci siamo attirati nel tempo molte critiche, idiosincrasie, specie da parte di chi questo Molise drogato da spesa pubblica improduttiva ha creato, guidato e gestito.

La prima volta che affacciai le mie convinzioni sul destino della regione in cui vivo e lavoro risale a molti anni addietro, nel pieno dello splendore di questa democrazia tossica e drogata. Ero in una riunione sui fondi europei, riunione che si teneva a Corso Bucci dove all’epoca c’erano gli uffici regionali della Programmazione. C’era tutto il parterre de roi del partenariato economico e sociale, ossia una massa di parassiti che, senza troppi sforzi, si approvvigionavano alle copiose fonti pubbliche ingrassando se stessi e i loro accoliti (e la nostra inchiesta sulla cassa integrazione sta smascherando questo marciume ammantato di rappresentatività). C’erano tutti gli alti papaveri regionali, gli stessi di oggi anche se è passato parecchio tempo, oltre sei anni. Presi la parola e dissi: “Il bilancio della Regione è zeppo di spesa corrente improduttiva. Ci sono fiumi di soldi che non servono a nulla, non aumentano il capitale umano, non aumentano il capitale fisico ma servono solo a gestire clientele e consenso. Oggi abbiamo questi fondi europei che anziché essere usati per aumentare il patrimonio della Regione saranno usati per finanziare altra spesa corrente, nella forma di corsi inutili e progetti (come il museo della formazione professionale) senza alcun ritorno. Perché non si cambia rotta e si elimina la spesa improduttiva?”.

                                                                                                    

<>Mi guardarono tutti come un marziano, come uno che parlava una lingua strana, curiosa, a tratti bizzarra. Alla fine il vero ideologo di questo Molise sfasciato, un ideologo intelligente va detto, il già Assessore Gianfranco Vitagliano alzò una delle sue lunghe mani e con un gesto frettoloso mi liquidò dicendo: “Meh andiamo avanti parliamo di cose serie”. Chissà se l’uomo di Pietrabbondante trapiantato a Termoli si ricorderà di questo episodio, certamente insignificante per lui. Io me lo ricordo perché dopo tanti anni (e dopo scontri più articolati con Vitagliano come quello sulla similitudine Molise-Grecia) io avevo ragione e lui aveva torto. E avevo ragione non perché fossi un genio o fossi un fenomeno, ma semplicemente perché guardavo i numeri dell’economia e la loro consistenza. Il Molise campava con soldi non suoi. Faceva la bella vita, sperperava. La popolazione molisana era come se fosse composta da 330.000 Fiorito radunati in un’unica regione. I politici avevano stipendi da favola, pur non sapendo fare nulla e non facendo spesso nulla. Il pubblico impiego era imbottito di gente inutile, che non lavorava, che passava le sue pigre mattine tra un caffè ed un altro. Gli imprenditori erano tali solo di facciata, ma depredavano con una partita Iva le allora floride casse pubbliche. Le associazioni di categoria erano una sentina di personaggi equivoci alla ricerca di soldi facili, il cui ultimo pensiero era la difesa dei loro associati. Pure gli organi di controllo, magari legati da parentele, amicizie e lions club comuni ai controllati, guardavano spesso (non sempre per la verità) altrove in alto o alla finestra. Un mondo marcio che solo la continua vernice dai soldi provenienti da Roma copriva e teneva nascosto.
                                                                                                

Oggi quella vernice non c’è più e tutte le magagne, tutto il marciume comincia a venire a galla. Solagrital, Zuccherificio, vitalizi agli ex Consiglieri, biomasse, palazzi e sedi della Regione, ipad alla Provincia, soldi dei gruppi regionali, autorizzazioni facili all’eolico, società dell’informazione e milioni di euro per il farmaco digitale, cassa integrazione come bancomat per aziende: ormai è un fiume in piena che travolgerà tutto. La cosa ovviamente fa piacere, perché il Molise non ha più bisogno di questa gente, non ha più bisogno di questa cultura del parassitismo e di scarsa propensione al lavoro e alla fatica. Ma la cosa preoccupa perché si tratta di una piccola comunità che si troverà d’improvviso con le pezze al sedere. Non avrà più un lavoro e soprattutto, dopo anni di droga, non avrà più voglia di lavorare. La sua classe dirigente sarà spazzata via d’un soffio ma la comunità si ritroverà senza soldi, senza guida e senza lavoro. Uno scenario duro ma, come sempre se si guarda ai fondamentali, inevitabile. Come bisognerà reagire? In un unico modo. Il modo dei nostri avi per secoli prima di questo rave party dei soldi pubblici durato 50 anni: rimboccandosi le maniche, lavorando, anche tornando alla produzione agricola primaria se necessario. Pietro Colagiovanni; Da Il Sttimanale del Molise

Oggi Il Molise

 

 

IL MOLISE DINAMICO

 

REGIONE MOLISE Molise civile e Udc affondano Iorio. Annullate le elezioni regionali, si torna al voto a febbraio  Il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento delle elezioni regionali dell’ottobre 2011. I magistrati di palazzo Spada, come il Tar Molise, hanno sancito che le liste di Molise civile e Udc non avrebbero dovuto essere ammesse all’ultima competizione elettorale. ... 

MOLISE  Operai forestali senza stipendio, ma i fondi ci sono  Anche quest’anno, purtroppo, a causa della mancanza dei fondi, una parte di noi, quelli che svolgono il servizio AIB, sono  senza percepire la retribuzione del mese di settembre, questo a fronte di una disponibilità....

TERMOLI  Politiche sociali, approvata in Giunta comunale l`istituzione di un nuovo Centro Sociale per Anziani L`Amministrazione comunale di Termoli da sempre dedica attenzione ed impegno verso la popolazione anziana del territorio, infatti, ha istituito fin dagli anni ottanta un primo centro sociale...

CAROVILLI Molise: Regione, al via incontri su crescita e agricoltura sociale   Sara' il Comune di Carovilli ad ospitare il primo degli appuntamenti del ciclo Fai crescere il Molise con l'Agricoltura sociale, domani alle ore 19, presso la ''Sala della Societa' operaia'', in Piazza Municipio ...

ISERNIA Scuola-lavoro, accordo Ittierre- Isiss Manupella  È stato sottoscritto un protocollo di intesa che d’ora in avanti regolerà i rapporti di collaborazione tra...

ISERNIA Scuola, si rafforza la collaborazione tra l’Istituto tecnico industriale Mattei di Isernia ed Elcom Elettrocommerciale »  L’Istituto tecnico industriale E. Mattei di Isernia ha avviato da tempo una serie di iniziative di raccordo con le aziende molisane  per accompagnare i giovani nel delicato passaggio dalla scuola al mondo del lavoro. Destinatari diretti  sono gli studenti del quarto e del quinto...

RICCIA Camera di Commercio al fianco dei Comuni : l’impegno di Riccia per la sostenibilità ambientale Sperimentare un nuovo modo di governare la sostenibilità del territorio: questa l’iniziativa che  la Camera di Commercio di Campobasso ha promosso tramite avviso pubblico a favore  delle Amministrazioni comunali della Provincia per la realizzazione di un modello di comune sostenibile. Tra le Amministrazioni comunali  che hanno partecipato, il Comune di Riccia si è distinto per aver presentato un piano integrato di iniziative finalizzat....

CIVITA CAMPOMARANO http://www.unmondoditaliani.com/letture-a-corte-prosa-e-poesia-a-civitacampomarano.htm LETTURE A CORTE. PROSA E POESIA A CIVITACAMPOMARANO  Serata di poesia e prosa a Civitacampomarano, sabato 3 novembre, presso il Salone del Castello Angioino. Il primo di una serie di appuntamenti di “Letture a corte - Prosa e poesia nei castelli molisani” che avranno luogo con una cadenza mensile nei più bei castelli molisani.....

 

 

IL MOLISE SFASATO

CAMPOBASSO  Spending review, cala il sipario sul teatro Savoia. Da gennaio rischio chiusura  Presentata la nuova stagione alla Provincia di Campobasso: solo tre spettacoli fino a dicembre. Restano le incognite sul futuro del più importante teatro molisano Gli effenti della spending review e dei tagli alla spesa pubblica incidono anche sulla cultura. Dal primo gennaio 2013, infatti, le Province non potranno più gestire questo settore e lo.... 

REGIONE MOLISE  Molise fra le regioni più corrotte: "Ma ora entriamo in campo noi"  Vigilare su appalti e concorsi, approfondire le segnalazioni dei cittadini, denunciare alle Procure le presunte tangenti. Sono alcuni dei compiti della prima commissione regionale anticorruzione, creata in Molise da Vincenzo Musacchio, direttore del ...

ISERNIA  Operai forestali senza stipendio, ma i fondi ci sono  Anche quest’anno, purtroppo, a causa della mancanza dei fondi, una parte di noi, quelli che svolgono il servizio AIB, sono  senza percepire la retribuzione del mese di settembre, questo a fronte di una disponibilità....

TERMOLI  130 assunzioni sospette negli ospedali. Spesi 20 mln nell’epoca del disastro sanitario  Le indagini condotte dai militari guidati dal comandante Antonio Forciniti stanno portando a novità clamorose: sotto la lente circa 130 contratti a tempo...

MOLISE  Molisani tossici da videopoker: il gioco diventa una droga da curare nei Sert. Nel 2011 sono stati 15 gli utenti dei Sert molisani in cura per disintossicarsi dal Gambling, la febbre da scommesse e casinò. Dodici uomini e tre donne....

BOIANO  Degrado ed abbandono a Civita Superiore »   Nell’ambito del Consiglio comunale di Bojano, svoltosi il 24 ottobre scorso, tra i vari temi trattati, si è discusso circa lo stato di degrado ed abbandono in cui versa, ormai da troppi anni, il borgo...

BONEFRO  Terremoto, se 10 anni ci sembrano pochi….!!! Questo pomeriggio alle 17.30 presso il Centro Sociale del Villaggio Provvisorio di Bonefro (CB) si terrà una riflessione sul post-sisma nella ricorrenza del decennale e sarà proiettato un film documentario girato dal regista Massimo Di Nonno...

CAMPOBASSO  Teatro Savoia, stagione in regime di spending review | I Fatti del ...  Ci stiamo battento – ha affermato Siravo – insieme al presidente De Matteis, alla Fondazione Teatro Savoia, alla Regione e alla Fondazione Molise Cultura ...

 

 
Rispondete all'inchiesta
QUAL' UOMO POLITICO PUO SALVARE IL MOLISE

                                                                                                                                                                                                                                           

ABRUZZO E ABRUZZESI


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La vergine che scacciava i briganti e accompagnava i pastori

Dal sito web ''Terra d'Abruzzo''

In Abruzzo...si può osservare ancora la sovrapposizione di culti e rituali di una religiosità popolare che, attraverso i santuari rupestri, le grotte degli eremi e le manifestazioni più recenti, esprime un originale rapporto col sacro, frutto, innanzi tutto, dell’intimo legame delle sue genti con la natura circostante. In effetti, al di là d’ogni esemplificazione folcloristica, le popolazioni d’Abruzzo hanno sempre ravvisato nella natura l’espressione del divino. Accade perciò che gli eremi nascosti tra le montagne...le abbazie disseminate nelle valli, i santuari e le piccole chiese di campagna come quella di Santa Maria della Croce di Pietranico, non rappresentino solo un dato storico, artistico e devozionale, ma esprimano la vera anima della gente d’Abruzzo, che si riconosce così nel culto dei propri santi e nelle celebrazioni a loro dedicate. Nel ricostruire l’origine di miti e  con il fenomeno dellaculti religiosi abruzzesi appare evidente il loro legame transumanza. Non a caso, sia il culto Mariano che quello altrettanto primordiale per San Michele Arcangelo si affermarono in Abruzzo proprio grazie ai pastori transumanti.
Il culto della Vergine pervenne in Abruzzo nel corso della prima evangelizzazione della regione (III sec. d.C.), e trovò il consenso nelle popolazioni rurali. In onore della Madonna furono costruite: la chiesa di Santa Maria di Picciano XI sec., S. Maria Assunta di Bominaco XII sec., S. Maria del Lago di Moscufo XII sec., l’Assunta di Atri XIII sec., S. Maria Arabona di Manoppello XIII sec. e S. Maria di Collemaggio de L’Aquila XIII sec.. Analizzando le vicende religiose relative ai secoli successivi, risulta che, nel tardo medioevo, il culto mariano divenne molto più sentito, tanto che, dal XIII al XV sec., negli stessi Abruzzi furono erette numerosissime altre chiese espressamente dedicate alla Vergine. Tra queste, la chiesa della Madonna delle Grazie di Civitaquana ed Alanno; quella dell’Annunziata de L’Aquila; Santa Maria Maggiore a Guardiagrele; l’Assunta di Caramanico, Castel di Sangro e Barisciano; quelle dedicate alla Madonna del Carmine a Pescocostanzo e Montesilvano; alla Madonna del Soccorso di Alfedena e Castel del Monte e lo stesso Oratorio di Santa Maria della Croce di Pietranico............

Altre attestazioni storiche inerenti la predilezione delle popolazioni del borgo pietranichese per la Vergine, sono state rinvenute nel 1954 presso gli archivi Vaticani da Padre Giovanni Odoardi <O.F.M.Conv.>. Si tratta di tre raccolte di decime papali  tra il 1324 ed il 1328, sulle quali siordinate ad Avignone da Giovanni XXII  la Chiesa madre di Pietranico è sempre detta di “Santa Maria”. legge che L’amore del popolo di Pietranico nei confronti della Vergine subì un affievolimento solo nel XVII sec., in seguito ai grandi eventi storici e religiosi che interessarono l’Europa nel periodo della Riforma protestante. La chiesa di Roma cercò di rafforzare la propria credibilità consolidando il culto mariano, in tutta la penisola vennero costruite chiese e luoghi sacri dedicati alla Madonna, e a Pietranico, anche in seguito all’apparizione della Vergine nel  fu avviata l’erezione dell’Oratorio della Madonna della Croce che avvenne1613, nel 1618. .......Da allora l’amore dei pietranichesi rimase immutato e Santa Maria della Croce divenne il simbolo indiscusso della loro fede e devozione, richiamando ben presto in loco una moltitudine di fedeli dai luoghi più disparati d’Abruzzo, come attestano due importanti monografie dedicate alle Madonne d’Abruzzo del sociologo Giuseppe Profeta e dall’antropologo Padre Donatangelo Lupinetti.  Ancora oggi a Pietranico si onora la vergine in occasione di coinvolgenti manifestazioni che si svolgono a maggio e settembre.......All’imbrunire del 2 maggio, il simulacro della Madonna della Croce è portato in processione per le vie del centro storico tra imponenti e crepitanti fiamme che s’innalzano al cielo dagli innumerevoli falò di ginestre, accesi da ciascun nucleo familiare per commemorare e ringraziare la Vergine. Gli antropologi più volte interpellati a riguardo hanno unanimamente asserito che quei fuochi trovano spiegazione in antichissimi rituali solari di propiziazione agraria. Gli anziani di Pietranico sostengono invece che, secondo la tradizione, tramite quei falò (glì favure), i pietranichesi rinnovano la loro gratitudine alla Madonna per aver salvato secoli or sono il paese da un’incursione di briganti che s’apprestavano ad assalirlo e depredarlo.......

Le manifestazioni del 3 maggio e del 14 invece riconducibili in qualche modo alla cultura pastorale e transumante. In quei giorni la statua della Madonna della Croce, accompagnata dal Parroco e da una moltitudine di fedeli, è portata in processione per circa due chilometri dalla chiesa parrocchiale fino all’Oratorio per rievocare la miracolosa apparizione della Vergine del 1613. L’esistenza di un legame tra il rito e la cultura pastorale è dimostrata dalla singolarità di quei pellegrinaggi, che si strutturano difatti in un viaggio dell’immagine sacra dal centro del paese all’Oratorio (dove un tempo restava fino a settembre) e viceversa, secondo un sistema d’esibizione del sacro lungo le vie di passaggio, derivante tra il confronto di due opposte culture: quella nomade e quella stanziale. Ciò detto, è peraltro avvalorato anche dal fatto che, le date in cui ricorrono le feste patronali (il 3 maggio ed il 14 settembre), rientrano nell’intervallo immediatamente precedente a quello che era per convenzione il periodo di ritorno della transumanza dalle Puglie agli Abruzzi (25 maggio), ed in quello che invece precedeva la transumanza di partenza dagli Abruzzi alle Puglie (25 settembre).  Dal sito web ''Terra d'Abruzzo''


Oggi L'Abruzzo

 

L'Abruzzo dinamico

Abruzzesi nel mondo, riunione in Canada: che bello ritrovarsi ...PerGoffredo, un ringraziamento molto sentito da tutti noi, per quanto haseminato finora nella comunicazione con le nostre comunità all'estero,nell'informazione sulla cultura, sugli avvenimenti locali, sulletradizioni abruzzesi, per aver contribuito a ...Passione per Alba: riqualificazione e comportamenti attivi per vincere il degrado Alba Adriatica. Il degrado urbano si combatte con la riqualificazione, che poi si deve innestare con un miglioramento della sicurezza, con l'aumento della dotazione organica delle forze dell'ordine, a disposizione della caserma dei carabinieri e con l'attivazione del sistema di videosorvaglianza. ...

La nuova stagione del Teatro Stabile d'Abruzzo  L'AQUILA, presentata la nuova Stagione Teatrale Aquilana all'interno del cantiere del Teatro Comunale, sede istituzionale del Teatro Stabile d'Abruzzo e luogo simbolo per la Città candidata a Capitale Europea della Cultura. Undici spettacoli in ....

Seminario su nuovi approcci a nuovi mercati. Casi a confronto: Montenegro e Slovacchia”. L’evento organizzato da Confindustria Pescara, in collaborazione con il Coordinamento Internazionale di Confindustria Abruzzo, con Ad Adriaticum e con la Camera di Commercio Italia Slovacchia, intende fornire ai .........

 Libropoli, presentata la 4° edizione della manifestazione » Alba Adriatica (TE): È stata promossa dall’Assessore alla Cultura del comune di Alba Adriatica Giuliano De Berardinis e organizzata dalla Biblioteca Comunale, con l’Associazione Musica e Idea, la quarta edizione della manifestazione Libropoli con tre distinti appuntamenti: Storie brividose, Una pioggia di favole e Un…
Regione Abruzzo, varata la riorganizzazione del personale. L’assessore Carpineta: “Flessibilità, merito e trasparenza”   La Giunta regionale abruzzese ha approvato nel pomeriggio di ieri, su proposta dell’assessore al Personale, Federica Carpineta, il disegno di legge regionale recante “Norme in materia di organizzazione delle Strutture della Giunta Regionale“.  “Il provvedimento, che passa ora al Consiglio Regionale perché diventi legge della Regione Abruzzo...
Confindustria, "KickOver" vince il premio Startimpresa 2012 La ricetta anticrisi per garantire sviluppo e occupazione nei nostri territori è favorire la nascita e la crescita delle imprese, diffondendo nella Società "Cultura...
Chieti, evento nazionale al Museo Universitario: “Orsi tra le nuvole”  Il Museo universitario di Chieti ha aderito, anche quest’anno, all’iniziativa “Biodiversamente, Festival dell’Ecoscienza”, ed, in collaborazione con l’Associazione WWF Chieti ed il Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazion e Molise, ha proposto per le giornate di sabato 27 e domenica 28 ottobre l’evento “Orsi tra le nuvole”. Due giornate dedicate all’orso bruno, una specie diffusa in Italia sia sulle Alpi (in particolare nel Parco Naturale Adamello-Brenta) che nell’Appennino centrale, per informare, coinvolgere e sensibilizzareil pubblico sulla presenza di questa specie nel nostro Paese e sull’impegno necessario per la sua conservazione....
Presentato il dossier “Ecosistema Urbano 2012”  E’ stato presentata ieri mattina a Venezia la XIX edizione di  Ecosistema Urbano 2012, l’annuale ricerca sullo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia italiani curata da Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. Si registra purtroppo una  brusca e preoccupante battuta d’arresto delle politiche ambientali urbane: prima ancora di quella economica, pare esserci una crisi della capacità di fare buona amministrazione.Per quanto riguarda l’Abruzzo...
Premio “Gaetano Cingari” di Reggio Calabria alla Lancianese Nicoletta Fazio  Si è svolto il  25 ottobre, alle 18.00, presso la Sala Conferenze del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, la cerimonia di premiazione  della 7^ edizione del Premio Letterario InternazionaleGaetano Cingaridi Reggio Calabria. La   poetessa lancianese Nicoletta Fazio si è aggiudicata, con il componimento “Non allinearti, cuore”, il 1° premio nella sezione poesia inedita a tema libero....
OPPORTUNITA’ FORMATIVA – TIROCINIO FORMATIVO RETRIBUITO CON INSERIMENTO AREA WEB MARKETING GRUPPO KALIA IMMOBILIARE, leader nella vendita e locazione di immobili civili, commerciali e industriali, ricerc...
BORSA DI STUDIO PER MASTER IN GESTIONE DEL PERSONALE. Sede di ANCONA Sida Group offre BORSA DI STUDIO TOTALE per MASTER GESTIONE DEL PERSONALE con TIROCINIO FORMATIVO GARANTITO pres...
Immigrazione: Abruzzo, 85 mila stranieri   In Abruzzo, al 31 dicembre 2011, c'erano circa 85 mila cittadini stranieri regolari, tremila in meno rispetto al 2010. Rappresentano l'1,7% della popolazione immigrata in Italia. Lo evidenzia il Dossier Caritas-Migrantes ...

 


 

L'Abruzzo sfasato

Abruzzo, docenti sul piede di guerra per i tagli del Governo  E anche i docenti abruzzesi sono, come i colleghi di tutta Italia, sul piede di guerra in vista dei disegni di legge in discussione (Legge di Stabilità, ddl 953) che aumentano la sforbiciata per l'istruzione nei prossimi tre anni. Tra i tagli figurano ...

Rifiuti: l’Abruzzo sempre più lontano dall'Europa  Diversi Comuni costretti a conferire la frazione organica in Emilia Romagna, con forti aggravi per la collettività: è ora di puntare su compostaggio e aumento della differenziata, altro che inceneritori!....

De Matteis: 'Cronica inefficienza del Comune'  30-10-2012 13:04:23 |Secondo il vice presidente vicario del Consiglio regionale il Comune dell'Aquila è 'assolutamente impreparato a gestire la ricostruzione'....

Ci sono ancora i soldi per il Fucino? 30 Ott 12 | Politica | L'Aquila – «Istituire un tavolo ristretto per verificare se i 62 milioni di euro finanziati nel 2001 dal Cipe, oggi, siano ancora disponibili per le opere di sviluppo agricolo del Fucino»...

Nessuna intesa per i 36 dipendenti di Italcables  Nessuna intesa sul futuro dei 36 addetti della Italcables di Cepagatti, nel pescarese, che produce trafilature metalliche. Oggi pomeriggio, nella sede dell'assessorato al Lavoro della...

Aiutavano le aziende a frodare il fisco, sequestrati 22 milioni di euro e 10 fermati  CHIETI - Un avvocato milanese e' tra le dieci persone fermate, 8 arrestate e 2 ai domiciliari, nell'ambito dell'operazione 'Payback' condotta....

Spesa sempre più cara e acquistiamo alimenti come 30 anni fa  Continua la 'cura dimagrante' al carrello della spesa. A luglio le vendite alimentari crollano del 2 per cento su base annua e dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente. E' l'ennesimo segnale che fotografa una situazione ormai giunta al limite, con gli italiani in trincea e la spesa pro capite per cibo e bevande tornata ai...

Cresa, pessimi segnali per l'economia abruzzese e l'andamento potrebbe anche peggiorare  Sempre più marcata la crisi del sistema industriale regionale. Produzione, fatturato, export, commesse mostrano una debole...

Abruzzo: Caramanico (Sel), su lsu persa un'occasione   ''Vergognoso che su una questione cosi' delicata e drammatica, come il destino di duecento lavoratori Lsu di Teramo, la maggioranza si sia spaccata, favorendo la bocciatura di una mozione che voleva destinare le risorse ...

 

 
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I MOLISANI SON TROPPO FESTAIOLI ?

                                                                                                                                                                                                                                        

L'ANGOLO DELL' EMIGRATO


 Torrid - The Alternative For Sizes 12 - 26

La comunità italiana in Australia (05) Antonio Paganoni,ASEI

 

 

BILANCIO DELLA PRESENZA ITALIANA IN AUSTRALIA.

 

Per l’emigrante italiano i primi due decenni del dopoguerra furono fondamentali nel forgiare una nuova mentalità. Nella stragrande maggioranza dei casi si era emigrati in Australia per rimanervi, quindi era necessario distaccarsi dalle abitudini del "paese" e fare i conti con nuove realtà.

Se gli emigrati italiani hanno dovuto rinegoziare l' inserimento nella società che li aveva accolti, il mondo australiano non ha potuto evitare di entrare in contatto lo stile tipico italiano, ben evidente nei luoghi abitati dagli stessi. Esistono sobborghi, quali Carlton, Griffith, Fremantle, Fairfield, Leichhardt, dove da decenni si respira un’atmosfera tipicamente italo-australiana. Anche al di fuori di queste "nicchie" l'italianità si è affermata con la cucina italiana, conquistando i palati del grosso pubblico, i luoghi (strade e sobborghi) che portano i nomi di località italiane,40 l’architettura, i negozi, i prodotti tipici della moda, i diversi modi di socializzare e di divertirsi (clubs e associazioni), realizzazioni concrete di una simbiosi culturale, sperimentate personalmente durante la celebrazione di molte funzioni come i matrimoni misti. Tutto questo ha prodotto un avvicinamento ed avviato una interazione fra mondi culturali diversi. L'effetto ottenuto è un maggior senso di tolleranza nella comunità australiana e, nel contempo, anche nella comunità italiana e nelle altre comunità etniche, attivando un’accettazione vicendevole, sulla base di nuovi parametri sociali, geografici e politici. Non più un mondo vicino all’Antartide, lontano dalla madrepatria l’Inghilterra, ma un mondo aperto al vicino continente dell’Asia non più vista con i soli occhi colonialisti o razzisti ("il pericolo giallo", percepito alla fine della Seconda Guerra Mondiale).

Rimane da stabilire fino a che punto si possa parlare di un italo-australianità, una categoria che anche altrove sfugge a descrizioni precise:

 

La situazione attuale dell’esperienza italo-americana si focalizza` sulla 6° o 7° generazione di persone che sono adesso titolari di doppia etnicità: italiana ed americana. Infatti, la categoria "italo-americana" rappresenta una nuova realtà etnica che andrebbe studiata maggiormente.

 

La politica del multiculturalismo e la spinta verso rapporti più sereni a livello internazionale ha avuto una sua ricaduta anche sulle comunità cattoliche?

Era prevedibile almeno in parte che il sentimento di opposizione e a volte di intolleranza, provata agli inizi dell’avventura migratoria, venisse rimpiazzato da un sentimento di accettazione, rispetto e a volte ammirazione reciproca. Nell’ ambito strettamente religioso è da notare come una buona parte delle feste religiose siano nate sull’onda delle politiche multiculturali lanciate dal governo laburista agli inizi degli anni ‘70.42 Anche a livello parrocchiale si sono gradualmente assopite le incomprensioni fra i missionari per gli emigranti, coloro che comunque si adoperavano per gli stessi ed il clero australiano.

Due mondi religiosi diversi si erano incontrati senza capirsi43. Pur essendo sorte incomprensioni iniziali, con l’andare del tempo si stabili’ un modus vivendi, anche se non sempre conforme ad un ideale di reciproca accettazione ed apprezzamento.

Soprattutto a partire dagli anni sessanta si moltiplicarono le Sante Messe domenicali celebrate per i diversi gruppi di emigrati Italiani.44 Accanto alla stampa italiana di matrice religiosa come Il Messaggero, Il Campanile, La Messa Festiva, fiorirono varie associazioni. Tra queste meritano un cenno particolare il Movimento Carismatico, per tanti anni guidato da Suor Cesarina Paolini, Pastorella e il Centro Italiano di Rinnovamento Spirituale (CIRC), guidato dai padri Scalabriniani, ambedue con sede a Melbourne.

Queste ed altre iniziative di base, non sostenute o coordinate dall’ ufficio centrale della Conferenza dei Vescovi Australiani, si sono sviluppate per l’iniziativa o di congregazioni religiose o di singoli individui. In ogni diocesi bastava avere il permesso o l’assenso del vescovo per lanciarsi in iniziative, le cui responsabilità di gestione ricadevano completamente su coloro che le avevano create, insomma, una pastorale "fai da te".

Permettendo la realizzazione di opere, senza che l’iniziativa venisse assunta dai vertici della Chiesa australiana, ha sortito i seguenti risultati:

  • L’iniziativa era pilotata da singole persone o da congregazioni religiose secondo criteri e parametri di giudizio propri;
  • Mancava quella scuola di apprendimento e di esperienza, a diversi livelli, di cui si nutre e si rafforza una pastorale nazionale, diocesana e parrocchiale e che dà maggiore garanzia di continuità e incisività;
  • Non è mai stato formulato un piano pastorale a livello nazionale condivisibile, nelle sue linee essenziali, dalle diocesi e dalle parrocchie. Questa lacuna appare ancora più evidente ora che le nuove migrazioni non possono far leva su congregazioni religiose provenienti dai paesi originari dei nuovi emigranti.

Questo atteggiamento prammatico (laissez faire) ha avuto come effetto positivo il fatto di dimostrare che se agli emigranti si offre una cura pastorale specifica, essi non si assopiscono in uno stato letargico pratico e religioso. Diventano essi stessi fautori e soggetti attivi di evangelizzazione.

La diversificazione di modelli pastorali, adottati per l’assistenza religiosa dei gruppi europei, ha avuto il frutto provvidenziale di "battere la strada" per altri gruppi di emigranti cattolici, numericamente meno consistenti, provenienti da tante nazioni diverse. La rete di opere rivolte all’assistenza e cura pastorale degli Italiani, e con loro anche di altri gruppi europei, ha dato come frutto un’accettazione della possibilità che la pastorale può essere gestita con metodi alternativi, senza entrare in conflitto con la pastorale ordinaria delle parrocchie.

A tutto questo possiamo aggiungere due aspetti che indubbiamente potevano essere coltivati con maggior oculatezza. Primo fra tutti, il problema delle vocazioni alla vita sacerdotale o religiosa. A parte alcune eccezioni, la comunità italiana non ha dato segni di vitalità e ha contribuito al calo spaventoso di vocazioni che ha colpito la Chiesa Australiana durante gli ultimi tre decenni. A tutt'oggi non si intravvede una ripresa manifesta del desiderio di consacrazione al Signore di giovani, sia maschi che femmine.

Sotto l’aspetto religioso gli emigranti cattolici, finora giunti in Australia, riconoscono senza ombra di dubbio che gli Italiani hanno creato una serie di feste religiose e manifestano una venerazione particolare per i loro morti. Questi due aspetti caratterizzano la prima generazione di emigranti, che sono rimasti ancorati per esperienza e religiosità alla memoria di quello spirito cattolico avuto in dote dai loro paesi.

Forse si dimentica con troppa facilità quello che affermava un vescovo ausiliario di Melbourne. Alla precisa domanda se vi fosse stato un apporto specifico della comunità italiana al Cattolicesimo Australiano, il vescovo Joseph O’ Connell rispondeva che "il cattolico italiano ha contribuito a far capire al cattolico Australiano medio che esisteva un’altra maniera di essere cattolici diversa dalla solita legata a norme precise". E, proseguiva il vescovo, il loro senso di gioia, la promozione dell’incontro, la spiritualità spontanea derivante da un rapporto con Dio e con i Santi "nostri protettori" ha portato in Australia una ventata di aria fresca. Chiaramente tutto questo è legato ad intuizioni e a sensazioni provate, durante i numerosi contatti avuti con la comunità italiana, da parte di un prelato anglosassone. Occorrerebbe uno studio approfondito soprattutto sul tipo di religiosità che ha sostenuto molti emigrati italiani e che rimane principalmente racchiuso all’interno delle mura domestiche.

Il discorso è ben diverso quando si passa ai loro discendenti: si lasciano assorbire facilmente dal modo di vivere, dei loro coetanei, australiani e no, caratterizzato da indifferenza e distanza psicologica dalla Chiesa, come se fosse una istituzione che non li riguarda.

Ed infine: l’esperienza storica di diverse forze religiose, che si sono prodigate nell’ opera di assistenza spirituale agli emigrati italiani e ai loro discendenti, ha sortito una pastorale parcellizzata. È mancato un cooordinamento centrale: questo poteva essere offerto dalla Chiesa Cattolica Australiana o realizzato di comune accordo dalle forze attivamente impegnate in questo settore specifico. Il coordinamento e l' animazione sono stati per diversi anni, ma solo per l’ Arcidiocesi di Melbourne, svolti dal Centro Cattolico Italiano di Rinnovamento (CIRC) raggiungendo, attraverso le sue pubblicazioni, anche altre diocesi e sostenendo una comune preoccupazione: la salvaguardia di una eredità morale e religiosa...........


CONCLUSIONE.

Ogni Chiesa locale arricchisce, con apporti originali e specifici, la Chiesa universale. Questa, nella sua universalità, compie un’opera di sutura e di discernimento fra le diverse forze in campo arricchendosi e stimolando le Chiese particolari all’accoglienza di una Parola di Dio che, da sempre, stupisce per la Sua originalità e ricchezza. In quest’opera, paragonabile a quella di vasi intercomunicanti, le emigrazioni, e l’emigrazione italiana in particolare, hanno avuto un ruolo di primo piano. Nei disegni provvidenziali di Dio, su cui si è fermato più volte il beato Giovanni Battista Scalabrini patrono universale degli emigranti, l’emigrazione italiana non solo ha motivato alcune prese di posizione della Chiesa di Roma, ma ha sollecitato, a partire dal 1850, le Chiese di nuova formazione nel Nord e Sud America ad una presa di coscienza e un’autoconsapevolezza nuova. L’interazione fra diverse autorità ecclesiastiche nel tempo ha anticipato, in un senso molto reale, uno dei frutti del Concilio Vaticano Secondo: la collegialità tra i diversi successori di Pietro.

Il cattolicesimo australiano è stato sollecitato ad uscire dalla sua insularità e da una dipendenza pluridecennale dal modello irlandese. Con gli emigranti europei, anche gli emigrati italiani hanno partecipato, forse inconsapevolmente, ad un’opera di ampliamento degli orizzonti limitati esistenti all’interno della Chiesa Cattolica e ad un impegno che mirava, pur attraverso lentezze` e rifiuti, a costruire una chiesa più aperta e piùcattolica.

Non si vede ancora la fine di questo impegno.    L’arrivo di numerosissimi altri gruppi, meno consistenti e con alle spalle una esperienza religiosa sofferta nei loro paesi (Vietnamiti, Ukraini, Polacchi, Sudanesi, Medio Oriente ecc...) può avere un effetto benefico su una società gaudente e secolarizzata come l’Australia e su una Chiesa che parla troppo spesso di crisi, di declino, di perdite reali e incontrovertibili, una Chiesa ustionata dalla scomparsa di un passato "glorioso" nella sua storia. Questo passato glorioso, però, non può essere considerato né l’unico modello di Chiesa possibile, né il più valido. Nel giardino di Dio, secondo l’immagine usata da una commissione anglicana,46 vi sono fiori che appassiscono, ma vi sono anche fiori che rinascono e con colori diversi.Antonio Pganoni ASEI

 

I nostri nel mondo

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Rispondete all'inchiesta
QUAL' UOMO POLITICO PUO SALVARE IL MOLISE

                                                                                                                                                                                                                                        

L'ITALIA E GLI ITALIANI

 

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ITALIANI

 

 
Italiani
popolo di Bravi e Don Abbondio
in metamorfosi Azzeccagarbugli
Sognano d’essere Don Rodrigo
bastonano il loro asino
sorpresi questi raglia e non gorgheggia
dimentichi che poco prima
hanno arrostito il canarino
definito pollo nano
 
                                                                             
 
Italiani
Crocefisso al collo
pugnale nascosto nella manica
posata su una bibbia
-a caccia di schiene
 
Italiani
mulini al vento
a macina d'ideali
fortunatamente fermano le pale
gli ultimi Don Chisciotte
 
------------------------------------
Da:Destini E Presagi
 

 

75% della gente povera in Italia risiede nel Sud

L’11,1% delle famiglie italiane, pari a 2 milioni 782 mila nuclei, è povero in termini relativi. Un dato che coinvolge 8,1 milioni di cittadini, cioè il 13,6% della popolazione. All’interno di questa percentuale, poi, il 5,2% delle famiglie è povero in maniera assoluta. E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulla povertà in Italia, .... relativo all’anno 2011. Un dato significativo è la stabilità della povertà, la quale tuttavia deriva da un peggioramento della povertà relativa per le famiglie in cui non ci sono redditi da lavoro e in cui ci sono operai e da un contemporaneo miglioramento delle condizioni delle famiglie di impiegati e dirigenti. In particolare, l’incidenza della povertà relativa aumenta dal 40,2% al 50,7% per le famiglie senza occupati né ritirati dal lavoro e dall’8,3% al 9,6% per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, essenzialmente anziani soli o in coppia. Tra queste ultime aumenta anche l’incidenza di povertà assoluta, che nel 2011 è passata dal 4,5% al 5,5%. A proposito della povertà assoluta, questa aumenta anche tra le famiglie in cui non ci sono redditi da lavoro e almeno un componente è alla ricerca di occupazione, in questo caso l’aumento nel corso di un anno è stato molto significativo: dall’8,5% al 16,5%.

L’incidenza della povertà assoluta, si legge ancora nel documento, aumenta anche tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e/o titoli di studio bassi, nello specifico famiglie di operai (dal 6,4% al 7,5%), con licenza elementare (dall’8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%). Peggiora la condizione delle famiglie con figli minori, in particolare per quelle con un solo figlio, la cui povertà relativa passa dall’11,6% al 13,5% e quella assoluta dal 3,9% al 5,7%. Un leggero miglioramento, tra le famiglie in cui vi sono esclusivamente redditi da pensione, si osserva solo laddove la pensione percepita riesce ancora a sostenere il peso economico dei componenti che non lavorano, tanto da non indurli a cercare lavoro (dal 17,1% al 13,5%).


A livello territoriale, invece, il peggioramento più rilevante e l’incidenza di povertà relativa più consistenti si registrano per le famiglie con tre o più figli minori del Sud, che sono passate dal 47,3% del 2010 al 50,6% del 2011. In tutte le regioni del Mezzogiorno, ad eccezione dell’Abruzzo, la povertà è  più diffusa rispetto al resto del Paese. Le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Sicilia (27,3%) e Calabria (26,2%), dove sono povere oltre un quarto delle famiglie. Osservando il fenomeno con un maggior dettaglio territoriale, la provincia di Trento (3,4%), la Lombardia (4,2%), la Valle d’Aosta e il Veneto (4,3%) presentano i valori più bassi dell’incidenza di povertà. Si collocano su valori dell’incidenza di povertà inferiori al 6% la Toscana, l’Emilia Romagna e le Marche (5,2%), il Friuli Venezia Giulia (5,4%) e il Piemonte (5,9%). (Istat)

GLI SPRECHI DELLE REGIONI ITALIANE dal web
 
70 milioni! Sono i soldi che vengono spesi dalle nostre Regioni per farsi belle oltre confine. Tra affitti, personale e immobili, questa è la somma di denaro che viene destinata ogni anno alle Regioni italiane per mantenere la propria presenza all’estero. Una presenza di lusso: non per capacità politica o amministrativa, sia chiaro, ma per quanto riguarda sedi, arredamenti, stipendi dei funzionari.   Si parla tanto di sprechi della politica, ma sembra che nessuno sia davvero capace di fermare il fiume di soldi che scorre nei palazzi del potere.  In Italia i soldi dei contribuenti vengono usati spesso per cose che nulla hanno a che vedere con l’attività politica o il benessere collettivo: dunque feste, ristoranti, vacanze d’oro.  Ce n’è per tutti i gusti.  Gli scandali di questi giorni, poi, quelli che hanno investito le Regioni d’Italia, ormai non si contano più.  E quante volte su ItaliaChiamaItalia abbiamo scritto chiaro che anche all’estero, per quanto riguarda la politica, ci sono troppi carrozzoni, troppi enti inutili, troppi sprechi?

Pensate: in tutto il mondo e nella Capitale ci sono ben 178 sedi di rappresentanza (praticamente inutili) che hanno costi di gestione elevatissimi. 70 milioni, appunto, ogni 12 mesi. Qualche esempio?  Il Molise ha raddoppiato la sua rappresentanza a Roma comprando un appartamento da quattro milioni di euro e più.  Anche la Regione Lombardia ha una sede di lusso nella Capitale: ne ha anche una a Bruxelles – ci lavorano 15 dipendenti – e altri uffici sparsi nel mondo.  E’ stato calcolato che solo per le spese di rappresentanza del governatore Roberto Formigoni e della delegazione romana sono stati stanziati per il 2012 più di 400mila euro.

La Calabria?  240mila euro l’anno per una sede a Bruxelles che di fatto non utilizza nemmeno, e a Milano mantiene un ufficio turistico che costa molto e serve a poco. Per non parlare della Sicilia: stipendi d’oro per alcuni dipendenti distaccati a Bruxelles – manco fossero ambasciatori - in una sede arredata con marmi fatti arrivare addirittura da Custonaci, in provincia di Trapani.

Sono soltanto alcuni esempi, solo qualche numero, per darvi l’idea di come vengono gestiti i soldi da Regioni sprecone. Quando si metterà fine a questo fiume di quattrini? Quanti Fiorito dovranno essere sgamati perché la politica abbia il coraggio di dire basta?  Dal web.....


                                                                                                                                                                                          

 

 

LA CRISI ECONOMICA ITALIANA

 

Le crisi economiche in Italia. Dall'Ottocento a oggi - Agenda Portale ... 15/11/2012. orario: ore 15:00. sede: Aula 710- Via Marina 33, piano VII. descrizione: Gioved 15 Novembre 2012, dalle ore 15 alle 17, presso l'Aula 710- ...

Crisi economica e di valori: quando arriverà la primavera italiana?  Ed è normale che sia così per il concittadino medio ancorato saldamente ai suoi 'pre-giudizi', all'affabulazione della cronaca quotidiana e alla difficoltà oggettiva di cogliere la logica che tiene unite le diverse variabili del “sistema Paese, “inteso ...

[Politica italiana] La crisi non è solo economica ma anche ...  [Politica italiana] La crisi non è solo economica ma anche politica - inviato in Tema Libero: Che pallone gonfiato. La spocchia e l'arroganza ...

L'ANALISI - Eurispes: i timori degli italiani alla luce della crisi  Così il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, commenta i dati della ricerca condotta dal suo istituto, pubblicati il 18 ottobre, sulle opinioni e i timori degli italiani circa la crisi economica e la tenuta sociale. ... In realtà, la stessa Banca ...

Crisi: Coldiretti/Swg, con l'autunno una famiglia su 4 in difficolta'
Il 48% degli italiani pensa che situazione peggiorera' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Cernobbio, 19 ott - Con l'arrivo dell'autunno, quasi una famiglia su quattro (il 24%) si trova in difficolta' economiche, con un aumento del 3% rispetto allo scorso anno ...

Caritas: welfare incapace, casalinghe e pensionati nuovi poveri  "C'è una "evidente incapacità" dell'attuale sistema di welfare a farsi carico delle nuove forme di povertà, delle nuove emergenze sociali derivanti dalla crisi economico-finanziaria. E' quanto denuncia Caritas Italiana nel suo Rapporto sulla povertà ...

Mercato del lavoro in Italia: prospettive  Il mercato del lavoro italiano sta risentendo pesantemente dei negativi effetti della crisi economica. I dati sono allarmanti: le imprese continuano a chiudere ed a licenziare, coloro che cercano lavoro fanno sempre più fatica a trovarlo e non importa ...

In Italia 2 mln giovani non lavorano né studiano, record Ue  E se in molti paesi europei il fenomeno è peggiorato con la crisi economica, perché ha spinto molti giovani nella disoccupazione, in Italia era pregresso a causa della sua natura strutturale: "La maggior parte dei Neet italiani non ha mai lavorato ...

Agricoltura traina economia italiana: metà dei giovani ama più ...  Foto: Altopascio.info. La crisi economica non schiaccia l'agricoltura, in Italia, visto che in tale settore si è registrato un vero record di assunzioni. Nel secondo ...

Settori anti-crisi: ecco quelli che assumono  Nonostante la crisi economica, in Italia si registrano settori in netta controtendenza, sia in termini produttivi che occupazionali: settori che crescono e che, di conseguenza, assumono nuovo personale. L'agricoltura, ad esempio, ha fatto registrare il ...

Crisi, Caritas: aumentano nuovi poveri, cresce impegno Chiesa  Lo dice il rapporto 2012 della Caritas italiana, presentato oggi. "La crisi economico-finanziaria ha determinato l'estensione dei fenomeni di impoverimento ad ampi settori di popolazione, non sempre coincidenti con i 'vecchi poveri'", dice la ...

 

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