COMUNICAZIONE MOLISANI        

 

MOLISE E MOLISANI

Nicola Franco : Michele Paternuosto, artista molisano

Gianni Spallone : Molise, Idendità e stereotipi,(2)

Nicola Franco : Gino Marotta, artista molisano

Michael Santhers : Il disoccupato, poesia

 

Oggi Il Molise

   Franco Nicola : Il Molise dinamico... Il Molise sfasato... 

 

RIVISITIAMO IL PASSATO

Fabio Risi : Viaggio nel Molise, Rai.it

Dal Web : Ripabottoni,..un po' di storia

 

ABRUZZO E ABRUZZESI 

Sito Rete della cultura : I costumi abruzzesi

Nicola Franco : Antonio Marinelli, artista abruzzese

 

Oggi L'Abruzzo

Franco Nicola : L'Abruzzo dinamico...L'Abruzzo sfasato...

 

L'ANGOLO DELL' EMIGRATO

Dal web : L'emigrazione italiana in Argentina(02) 

Franco Nicola : poesia per la Casa d'Italia,(Montreal)

 

L'ITALIA E GLI ITALIANI

La Voce, info : Salvare il patrimonio culturale

Nicola Franco : Solo la cultura potrà salvare l'Italia

 

                                                                                                                                                                                                                     

                                          MICHELE PATERNUOSTO ARTISTA MOLISANO

                       

Michele Paternuosto, (Toro, 1943).  Maestro dell'Encausto. Il maestro pratica con dimestichezza diverse tecniche pittoriche, tra cui la fascinosa pittura ad Encausto ed altre tecniche antiche oggi poco conosciute, quali la Scagliola, producendo esemplari d'alta qualità artistica e rara bellezza (Scagliola, arte nata nel Rinascimento e oggi poco diffusa), l'Affresco lucido e il restauro d'arte.


kalendese@gmail.com

 

 


 

                                                                                                                                                                                                                          

MOLISE E MOLISANI

 

                              MOLISE : IDENDITÀ E STEREOTIPI (2) Di Gianni Spallone

 

Nel precedente numero l'articolo ''idendità e stereotipi'', Gianni Spallone concludeva:  ''A questo punto, poiché qui non si tratta di opporre alcunché a chicchessia, né di offrire risposte definitive, né di proporre soluzioni praticabili già da domani, ma più semplicemente di assecondare un dibattito sempre aperto, la cui origine è lontana e il cui futuro non risiede nelle nostre mani, bisogna ammettere  come a me pare chiaro  che i molisani contribuiscono in proprio e in buona misura a perpetuare l’ambiguità della propria tipologia etnoantropologica''.....

.........Oggi, Il Professore Spallone continua : ''Noi ci adoperiamo a non deludere queste attese. Eccoci così approntare, da Torino a Toronto con in mezzo i giardinetti di Roma, l’instancabile esibizione girovaga, gli stand effimeri, i marchi di fabbrica più corrivi: poster di tratturi transumanti di pecore, le mozzarelle, il tartufo sott’olio, le pacchiane, i ‘tipi umani’ (!). Insomma ci incateniamo allo stereotipo del Molise ‘differente’ tramandando un’immagine imbalsamata. 

Perché la tendenza all’auto-realizzazione di simili immagini significa che i tratti determinanti da cui attingiamo sono infissi nel passato e quelli dei nostri osservatori nel passato del passato. Sicché il famigerato “squattone”, la zampogna natalizia e la dolorosa istoria di Delicata Civerra fanno più audience .....dei ristoranti a quattro stelle, della Seleen da trecento all’ora esposta dal concessionario molisano che ne possiede l’esclusiva in Italia, della zampogna solista diretta da Riccardo Muti alla Scala di Milano.  Insomma da queste operazioni speculari e congiunte sorge un Molise bifronte, con due atteggiamenti paradossalmente omologhi. Quello percepito dell’ES, perfidamente distaccato, che intraospitalità. Il primo celebra gli aspetti primitivi della molisanità con aristocratica benevolenza...Il secondo coccola questa immagine per la stessa ragione: perché oppone all’incombente globalizzazione una civiltà ancora ‘a misura d’uomo’...  Da una parte il Molise tipico che sta in Italia ma non è Italia .....Dall’altra il Molise-Italia, solo un po’ particolare. L’ES dedito al proprio e altrui banchetto, l’IN ansioso di parteciparvi con le proprie specialità.   

Un pernicioso cortocircuito che fa del caso Molise un esempio da manuale. vede una regione rimasta indietro, pragmatica, indolente; quello dell’IN apparentemente auto-celebrativo, laudatorio perfino in eccesso...  Allora? A volerne uscire credo che ci sia un’unica via: per la seconda volta nella sua storia ... Il Molise è chiamato a presentarsi come modello e non come contro-modello. Capovolgendo il pre-sentimento della regione ‘virtuosa’, a sé stante, per riaffermarlo in ‘regione e basta’.  L’imposizione e il successo di questo modello rappresenta oggi la sfida e l’obiettivo che ci attende. Ciò d’ora in avanti significa che :

_-uno sforzo ragionevole deve essere rivolto al cambiamento radicale di immagini cristallizzate, manipolandole adeguatamente non per negarle ma per rinnovarle....;

_una strategia di promozione della regione più sottile e astuta: che aggiorni in una nuova legittimità storica il senso tradizionale di alcune immagini in modo da imporre la loro modernità;

_che, comunque, qualsiasi immagine della regione deve essere coerente non verso le aspettative di potenziali visitatori amanti del pittoresco e del diverso, ma credibile e effettiva in sé.

_Voglio dire: lanciare oggi un messaggio di un Molise ad alta tecnologia risulterebbe incongruo e controproducente. Esattamente quanto l’esasperata promozione della cucina agro-pastorale e dell’aria pulita.

_Capire che certi cimeli in perenne esposizione saranno pure belli e con tanto di valore storico aggiunto, ma che a un’osservazione disincantata appaiono belli e storici come un pantalone alla zuava o una Bianchina degli anni Cinquanta; prendere atto che Altilia non è Pompei ... e che (uffa!) il portico del palazzotto di uno dei nostri paesi non è affatto “meglie ’e lu culunnate de San Pietre”, come pretende un poeta del posto, incentivando un campanilismo involontariamente ridicolo.

_l’abbandono della logica della griffe folcloristica, originale a tutti i costi, per misurarci con ‘l’altro’ da pari a pari; sfidarlo sul suo terreno (i jeans di Isernia contro i jeans confezionati altrove); fargli capire che il Molise non è la periferia d’Italia, che sta tra Roma e Napoli e che non è un posto ‘sperduto’; meravigliarci della sua meraviglia quando commenta l’impresa di un molisano in una competizione nazionale con uno stupito: “Però!” (come se lui fosse Plinio e noi i suoi coevi abitanti dell’Africa). E, soprattutto, non chiedergli mai più ‘come ci trova’ e ‘che pensa di noi’ (domande che ribadiscono un nostro inquietante senso di inferiority complex che occorre debellare urgentemente trasformandolo in tabù concettuale e linguistico). E, infine, l’impegno a fare con lucida autocritica i conti con noi stessi prima che con gli altri. Gianni Spallone''.

 

 
GINO MAROTTA ARTISTA MOLISANO
     

Gino Marotta, Artista Molisano (Campobasso-Roma:  1935-2012). Le sue ricerche che sono sfociate in continue sperimentazioni di materiali e tecniche per andare a indagare il binomio natura-artificio, tanto da farlo conoscere nel mondo dell’arte come il maestro dell’Arte Ambientale

 

                                                                                                                             

 IL DISOCCUPATO

 

Cinquant'anni, disoccupato

le rughe sono vie sbagliate,

gli occhi specchi a metà

nel girare il dorso al mondo,

le parole fiati di rimbalzo,

le intenzioni un cottimo mai pagato,

il passo ora copre il ponte

che va dall'addio sordo

alla discarica

oltre il tramonto,

è triste andarci da vivi

ma ormai il sole, un orologio

con le lancette fuse

appese al cielo coperchio a scendere,

affumicato

e il tempo di caduta

sulla pendola terra


Michael Santhers

da ''Pietre e Utopie''

 

                                                                                      

 

è la misura del giorno

e nell'attesa di bruciare l'anima

si pulisce le mani

dagli ultimi peli

staccati aggrappandosi alla coda di vita 

 

Brucia il fuoco delle calunnie

a una carne senza proteine

mentre al galleggio

dell'acqua bollente

si disegna in mille incroci

lo stradario a zonzo

che gli hanno fatto fare

 

Condirlo spetterebbe a Dio

ma il sale lo mettono i fratelli

amati a vuoto

dei figli che sua madre

non ebbe mai,

le lacrime sono vapore.

 

 

Oggi Il Molise

 

 

Il Molise dinamico

 

TERMOLI  Molise, il piacere di una scoperta: il libro di Pasquale Di Lena  Quando si parla di territorio e l'interlocutore principale è Pasquale Di Lena difficile che le manifestazioni non abbiano una riuscita particolare. Una conferma a questa considerazione è venuta anche dalla presentazione di ieri sera del libro ...

CAMPOBASSO  Un artista di fama mondiale: Gino Marotta. La sua opera è stata spesso paragonata a quella di De Chirico, le sue tele sono state esposte al Louvre di Parigi, al Moma di New York, alla Biennale di Venezia e nei musei di tutto il mondo. Gino Marotta se ne è andato improvvisamente, stroncato da un ...

MOLISE Iannacone debutta da solista. In Molise a girare storie per il ...  Inevitabile battuta di questi tempi: «Allora qui fai "non rubare"». Ironia che funziona in questa regione, come in Lazio, Veneto o Calabria: le persone comune sentono odore di zozzo ovunque in Italia...

TERMOLI Dopo 40 anni il molisano Valente nel direttivo dell'Archeoclub “Siamo certi che Franco sarà un validissimo rappresentante non solo per il Molise ma per l'Italia che, specialmente in questo periodo di crisi, ha tanto bisogno di gente preparata, colta e impegnata per difendere il nostro patrimonio culturale ed ...

PETRELLA TIFERNINA Associazione culturale Etno presenta seconda puntata progetto ...L'Associazione Culturale Etno in collaborazione con l'Associazione culturale e rievocazioni storiche A.C.O.R.S. presenta la seconda puntata del progetto “Molise medievale – Sigillum Comite di Molise”. Nonostante la nostra sia la ...

 Tutto ció che vuoi sapere sul Passato del Molise.

MONTENERO DI BISACCIA "Fai crescere il Molise con l'Agricoltura sociale", il nuovo incontro  Domani 20 Novembre 2012, alle ore 18.30, si terrà a Montenero di Bisaccia, presso l'Agriturismo “Il Quadrifoglio”, in contrada Montebello, il quinto appuntamento del ciclo Fai crescere il Molise con l'Agricoltura sociale ...

CAMPOBASSO  Regione Molise - Fondazione Molise Cultura, "L'Orchestra d'Archi"  Continuano le produzioni ed i concerti dell'Orchestra Stabile del Molise presso l' Auditorium dell'ex GIL a Campobasso. Dopo "Tre gioielli settecenteschi".

RICCIA  Riccia, sala piena al convegno. Comune all’avanguardia in Ambiente & EnergiaSviluppo sostenibile, efficienza energetica, risparmio, futuro. Sono le parole-chiave che ruotano attorno al progetto Energia in Comune...   

 

AGNONE  Valorizzazione del territorio. Partire dal territorio e dal suo patrimonio storico. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico organizzato dal Comune di Agnone in collaborazione con l’Università del Molise e l’AIPAI – l’associazione nazionale sul Patrimonio archeologico industriale. L’iniziativa si terrà il prossimo 21 novembre in concomitanza con la festività della Madonna delle Grazie, il “Piccolo Natale” degli artigiani agnonesi...

MOLISE  Molisecafone/Il professionista del furto senza scasso  Lo abbiamo già detto in altre occasioni. La croce in Molise va tutta la politico ma poi chi fa i fatti magari è un altro. Forse un dirigente pubblico, casta intoccabile e strapagata, o forse qualche professionista del giro buono. Come potrete leggere sul prossimo numero del Settimanale la cassa integrazione in deroga è stata utilizzata, a botta di 10 milioni di euro l’anno, come un bancomat per distribuire soldi alle aziende molisane in modo discrezionale.

CAMPOBASSO  Giacomo Porzano, inaugurata la mostra antologica di Campobasso E’ una mostra degna della massima attenzione quella che da sabato scorso è ospitata dalla Sala ‘Azienda x le arti’ della Palladino Company a Campobasso. Su il sipario sulla maestria di Giacomo Porzano, straordinario interprete della pittura del Novecento...

MILANO  Artisti molisani in mostra a Milano Fine ottobre a Milano presso il tipico locale “Feel Book” sito in corso XXII Marzo, poco lontano dal Duomo si è riunita l’associazione “Molisiamo” per far sentire, come spesso avviene, la voce dei molisani attraverso una bellissima manifestazione culturale all’insegna delle tradizioni e del... 

l Molise sfasato

 

ISERNIA  Gli infermieri precari della provincia di Isernia chiedono chiarezza, “azioni concrete che risolvano definitivamente il nostro problema”“Dai politici ci aspettiamo qualcosa in più della semplice solidarietà, che oltretutto arriva solo dopo che abbiamo reso pubblica la nostra problematica attraverso una prima manifestazione di protesta”...

TERMOLI  http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=12254  Terminal bus nel degrado, 300mila euro e gestione di 10 anni ai privati: via alla gara 300mila euro e una concessione della durata massima di 10 anni: sono queste le condizioni del bando di gara pubblicato sul sito del comune di Termoli per l’affidamento...

MOLISE  Molisani tossici da videopoker: il gioco diventa una droga da curare nei Sert...Nel 2011 sono stati 15 gli utenti dei Sert molisani in cura per disintossicarsi dal Gambling, la febbre da scommesse e casinò. Dodici uomini e tre donne.

URURI  Quattro denunce contro altrettanti comuni, già al lavoro la commissione anticorruzione  Quattro denunce per situazioni di presunto illecito in atti amministrativi in altrettanti comuni del Basso Molise. E' partita col botto l'attività del...

REGIONE MOLISE Il Molise dovrà sopprimere almeno un terzo dei suoi posti letto   Mentre, le Regioni che ad oggi presentano un numero di posti letto superiore a quello previsto dai nuovi standard, come appunto la nostra, dovranno provvedere alla riorganizzazione. L'Associazione dei consumatori Adoc del Molise insiste sulla necessità ...

REGIONE MOLISE Emergenza neve e riconoscimento delle spese sostenute, Di Pietro interroga il governo sui ritardi accumulati nei pagamenti "È notizia di questi giorni che il Presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Molise, Pompilio Sciulli, ha dichiarato che "le ditte che hanno effettuato i lavori di sgombero neve, ad oggi non hanno ricevuto il compenso per il lavoro legittimamente prestato"...

 

ISERNIA  Incontro ad Isernia sulla violenza contro le donne. Interverrà Roberta Bruzzone  Mercoledì  21 novembre 2012 alle ore 9.00 presso la Sala convegni del Palazzo della Provincia di Isernia, in occasione della Giornata Int...

CAMPOBASSO  Cinquantasei autisti dell'Atm rischiano di perdere il ...  Nei giorni scorsi l'azienda ha comunicato l'avvio della procedura di licenziamento a partire dal 3 dicembre, data dalla quale i 56 dipendenti dell'azienda potrebbero trovarsi sul lastrico. Tempi stretti dunque per cercare di salvare i lavoratori e per...

ALTO MOLISE  http://www.primopianomolise.it/news.aspx?news=1685  Strade pericolose in Alto Molise e dintorni La segnalazione di Domenico: "Si aggrava l’isolamento dei paesi montaniGli asfalti delle strade dell’Alto Molise e dintorni fanno, in gran parte, letteralmente pietà, non tanto come conseguenza per le abbondanti nevicate dello scorso inverno, che pur hanno peggiorato di molto la situazione, quanto per uno stato di fatto già cronicizzato per incuria o disinteresse, spesso per abbandono. Gli automobilisti devono essere assolutamente informati sulla pericolosità specialmente di alcuni tratti della Trignina o della Sangritana....

CAMPOBASSO  Antiaggressione Donna, il seminario a Campobasso Per il terzo anno consecutivo, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’International Kombat Academy , con la collaborazione dell’ Istituto Sandro Pertini,  il patrocinio del comitato delle Pari Opportunità e della Provincia di Campobasso,  riorganizza il Seminario gratuito “Antiaggressione Donna”. Il seminario si terrà  sabato 24 Novembre 2012 alle ore 10:15 presso la palestra S. Perini sita in Via Trivisonno a Campobasso

MOLISE  Molisecafone/Il professionista del furto senza scasso  Lo abbiamo già detto in altre occasioni. La croce in Molise va tutta la politico ma poi chi fa i fatti magari è un altro. Forse un dirigente pubblico, casta intoccabile e strapagata, o forse qualche professionista del giro buono. Come potrete leggere sul prossimo numero del Settimanale la cassa integrazione in deroga è stata utilizzata, a botta di 10 milioni di euro l’anno, come un bancomat per distribuire soldi alle aziende molisane in modo discrezionale.

CAMPOBASSO   Regione: a Palazzo Moffa si riunisce una compagnia di teatro dell’assurdo Si riuniscono come se nulla fosse. A Palazzo Moffa l’attività del Consiglio regionale del Molise prosegue come se tutto fosse normale. Ma la situazione normale non è. Questo Consiglio regionale non esiste. Anzi secondo le sentenze di Tar e Consiglio di Stato non doveva nemmeno mai esistere. La proclamazione degli eletti è stata annullata con effetto retroattivo, gli eletti non sono più tali e non lo sono mai stati. E allora che ci fanno questi fantasmi nei corridoi di Palazzo Moffa (che, lo ricordiamo per l’ennesima volta, è il nome del proprietario dello stabile, noto commerciante di vestiti di Campobasso)?....

CASTEL DEL GIUDICE   Castel del Giudicei apre la porta a produttività e turismo C’era una volta Castel del Giudice, un paese abbandonato:  scuola chiusa, stalle abbandonate, campi incolti. I pochi abitanti rimasti non si sono arresi né hanno aspettato che l’ aiuto venisse dall’alto; grazie ad ingegno e creatività hanno cominciato a coltivare le Melise, mele biologiche...

SAN GIULIANO CROLLO JOVINE/ 10 anni dopo, le scuole sono ancora insicure e i colpevoli del disastro non hanno pagato  A San Giuliano di Puglia dieci anni dopo il crollo della Jovine il sindaco parla di ricostruzione della speranza , anche se le vittime di questa immane tragedia ( ventisette bambini e una maestra ) sembrano essere morti inutilmente . Su di loro hanno lucrato i politici che hanno chiesto finanziamenti per progetti assurdi dimenticandosi dei parenti ....

REGIONE MOLISE Acquisto della prima casa Il sogno ora diventa miraggio In regione è crollata del 65% l'erogazione di mutui alle...  Luglio 2011 a giugno 2012) in Molise si evidenzia una variazione negativa delle erogazioni pari a -46,75% per un controvalore di -73,4 milioni di euro. Tradotto in pratica vuole dire che sono erogati in questi dodici mesi 83,6 milioni di euro, volumi che collocano la.....

REGIONE MOLISE    Crisi: Bankitalia, in Molise l'economia 'ristagna' Ristagna l'attivita'economica in Molise: lo dice il rapporto Bankitalia per i primi 9 mesi dell'anno. Le cause: debole domanda interna e sensibile calo delle vendite all'estero, per il 29,9% concentrato nel tessile. I prodotti alimentari mostrano, invece,una crescita del 23,5% grazie all'industria pastaria. Segnali negativi da industria e costruzioni. Sale il tasso di disoccupazione(+1,8 punti). Solo il 23% delle imprese registra aumento di fatturato,il 56% dichiara un calo.Male il turismo.....

TERMOLI  Economia, sempre peggio: chiude l’iper del Sannicola, 55 posti di lavoro in meno   Il Carrefour, aperto sei anni fa insieme al megastore sulla statale 87, abbassera' definitivamente le saracinesche il 28 febbraio: la notizia e' stata annunciata dai vertici della societa' francese in un'assemblea che si e' tenuta nella giornata...

REGIONE MOLISE  crisi del lavoro drammatica, la Regione si attrezzi Al 31 dicembre scadranno gli ammortizzatori sociali in deroga per migliaia di lavoratori molisani che si ritroveranno dal 1° gennaio senza occupazione e senza alcuna indennità. In queste settimane decine di aziende hanno avviato, rinnovato o concluso procedure per il ricorso alla cassa integrazione ...

CIVITACAMPOMARANO  TAGLI ALLE POSTE, IL SINDACO: "NON PROCLAMI, MA AZIONI CONCRETE" Civitacampomarano - Il sindaco Paolo Manuele interviene sui tagli alle poste che mettono a rischio i servizi alla cittadinanza. «La questione Poste, e' un argomento per cui i politici si dovrebbero battere, non con parvenza ma con sostanza. Mi interrogo, se non si difende... 

 ISERNIA Erminia Ocello, ufficialmente commissario straordinario del Comune di Isernia Questa mattina si è ufficialmente insediato il nuovo commissario straordinario del Comune di Isernia, dottoressa Erminia Ocello, nominata lo scorso 9 novembre con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano...


REGIONE MOLISE Commissione anticorruzione al lavoro: aperte sette inchieste Sono gia' diverse le segnalazioni arrivate ai componenti della "Corea" Molise, commissione nata come supporto agli organi istituzionali di giustizia nel tentativo di aiutare i cittadini a denunciare e smascherare gli autori di reati legati alla pubblica amministrazione.

MOLISE  Colletta alimentare: sabato tutti a fare la spesa per chi ha bisogno Sabato 24 novembre anche il Molise prenderà parte alla sedicesima edizione della giornata nazionale della Colletta alimentare, la grande raccolta di solidarietà promossa dalla Fondazione Banco alimentare onlus in collaborazione con Esercito Italiano, associazione nazionale Alpini, Soci...

BASSO MOLISE INPS IRRAGGIUNGIBILE, CHIAMATE DIROTTATE A UN CALL CENTER: "CHE FARE?" "Ho provato tutta la mattina a mettermi in contatto con l'Inps, ma non c'e' stato nulla da fare, la chiamata veniva ogni volta girata a degli operatori di un call center che non potevano aiutarmi a risolvere il problema". Cosi' un artigiano del basso Molise spiega il.... 

 
 

                                                                                                                                                                                                                         

 RIVISITIAMO IL PASSATO

 

 

 

Viaggio in Italia, Molise  puntata numero 1 

di Fabio Rossi, Rai.it

        

                                                                          RIPABOTTONI  Un po’ di storia…

    

Secondo diversi studiosi, l’etimologia e il toponimo “Ripabottoni” dovrebbero risalire ai tempi della dominazione gotica. Si vuole, infatti, che, su un'antica lapide ormai distrutta, fosse riportato il nome dell'abitato sotto forma di "Ripa Ghotorum". Ciò non è, in ogni modo, confortato da alcun documento scritto e rimane quindi solo una mera congettura. Il più antico nome di questo comune è di provenienza longobarda: "Ripabrunaldo" ed è attestato in una bolla di Lucio III nel 1181. Bisogna comunque dire che nel 1175 in una sentenza del cardinale lombardo compare il nome "Ripam", ma non si è certi che si riferisca proprio all’odierna Ripabottoni o ad altra omonima località. Il toponimo attuale deriva dall’evoluzione (attestata nei secoli) di una miriade di storpiature e cambiamenti: "Ripa Butinorum" o "Ripa Brutinorum", in alcuni documenti scoperti nella zona di Larino "Ripa Grimisaldo". Oltre a questi in alcuni documenti angioini si parla di "Ripambudinam", nella carta di concessione feudale del 1450 "Ripebudonis"; seguono poi "Ripa li Buttuni", "Ripa Prettoni" (1650), "Ripafrancona" (nel periodo di possesso della famiglia Francone), "Ripa Brittonis" (1820) fino a giungere all'attuale dizione Ripabottoni.

Il documento più remoto riguardante gli antichi signori di Ripabottoni si trova nel Catalogo Borrelliano e cita Giuliano di Castropignano come feudatario del paese. In epoca normanna, invece, il centro passò in mano a Roberto Avalerio. Al tempo di Carlo II d'Angiò, l'agro di Ripabottoni era diviso in quattro parti, una di queste era in possesso di Guidone Primerano, le altre di Matteo Acquaviva. Il figlio di quest'ultimo, Francesco Acquaviva, raccolse sotto il suo dominio anche la quota di Guidone Primerano divenendo unico feudatario del paese. Nel 1495 Re Ferrante II d’Aragona trasferì la proprietà ad Andrea de Capua, Duca di Termoli e Conte di Campobasso e Montagano. Ripa rimase sotto il dominio della Contea di Montagano fino alla morte di questi, avvenuta nel 1512. Il paese passò poi al figlio Ferrante, ma nel giro di tre generazioni il borgo cambiò presto intestatario passando alla casa dei Carafa della stadera di Jelsi. Nel 1648, infatti, il feudo di Ripa Francone è intestato a donna Geronima di Capua, Duchessa di Jelsi, perché convolata a nozze nel 1601 con Don Eligio Carafa, Signore di Cercepiccola che aveva acquistato il feudo di Jelsi da Cesare Pavesi con Regio assenso dato da El Escorial in data 5.06.1607. Il figlio Don Giovanni Battista alienò i possedimenti della famiglia vendendoli nel 1687 a Paolo Francone Marchese di Salcito e Principe di Pietracupa che aveva sposato Vittoria San Felice dei duchi di Bagnoli. Suo figlio Francesco nel 1692 ereditò quindi il paese allora ancora detto di Ripa mantenendolo fino alla fine avvenuta nel 1730. Successe poi Paolo, figlio di Francesco, il quale, dopo essersi sposato con Donna Ippolita Ruffo dei Principi di Castelcicala, ebbe Caterina andata in sposa nel 1757 a Don Nicola Mormile 2° Duca di Castelpagano lasciò e Michele, al quale passò poi il feudo di Ripa Francona.

Gli ultimi feudatari di casa Francone furono i germani Paolo e Giovanni; il primo morì nel 1791, seguito da lì a poco nel 1806 dal fratello Giovanni. Quest'ultimo, non avendo figli, trasferì il titolo feudale al nipote Don Ambrogio II (alias Ambrogio Caracciolo) 3° Principe di Torchiarolo giacché figlio di Don Luigi Carracciolo e Donna Maria Imara Francone dei Principi di Ripa Francone. Don Ambrogio ed il figlio di questi D. Luigi continuarono a  interessarsi del feudo dal quale mantennero il titolo per i diversi interessi che ancora avevano in loco anche dopo l’abolizione della feudalità. Ne sono prova diverse cause legali prodotte contro l’Università locale fra cui anche le note informative espresse nella presente lettera, in origine, parte di un più ricco carteggio epistolare. Dal web

 
 

                                                                                                            

   ABRUZZO E ABRUZZESI      


 

 

I COSTUMI DELLA REGIONE DEGLI ABRUZZI,  Da Rete della cultura Abruzzese

 

'' .........Dare una definizione iconografica precisa di un tema così variegato, come appunto quello del costume popolare della regione Abruzzo, non è opera facile; se, infatti, dal punto di vista iconografico molte raccolte ci vengono in aiuto, non esiste un'opera completa dal punto di vista bibliografico e della ricerca storica, o un inventario dei capi del vestiario popolare, che ci permetta di ricostruire perfettamente il complesso mosaico delle fogge di vestire della nostra regione. Bisogna inoltre tener presente che il costume non è un prodotto culturale che resta immutato nel tempo ma risente delle continue innovazioni che coinvolgono le comunità umane. Capita spesso che in una stessa famiglia o località coesistano fogge di vestire diverse sia per linee che per colori, in relazione soprattutto alle condizioni economiche delle persone e all'età, anche se spesso gli elementi dell'abbigliamento mantengono la loro struttura originaria. La maggior parte di queste differenze è dovuta in modo particolare ai contatti e agli interscambi economici e culturali che coinvolgono soprattutto i paesi situati nelle conche e nella fascia costiera, mentre più conservativi restano i comuni delle zone centrali abruzzesi, soprattutto quelle del Gran Sasso e della Maiella. Così come i paesi situati in aree decentrate risentivano maggiormente dalle influenze dei territori limitrofi: ad esempio la Marsica fu più soggetta agli influssi delle fogge ciociare che a quelle napoletane. Alla condizione di immutabilità delle tradizioni popolari e delle fogge del vestire (soprattutto nelle zone più interne) ha contribuito sicuramente la scarsa frequentazione del territorio abruzzese da parte di viaggiatori, anche stranieri, poichè la regione era vista come pericolosa terra di briganti e quindi da evitare. Se da un lato l'isolamento ha contribuito ad accrescere la curiosità per gli usi e i costumi di questi luoghi, dall'altro ha fortemente limitato la diffusione di informazioni al loro riguardo.

         

La struttura economica abruzzese ha comportato anche il livellamento, comunque non totale, del costume popolare maschile. Infatti, la maggior parte degli uomini era costretta ad emigrare stagionalmente nelle regioni vicine, perchè impegnata nella pastorizia o nell'esercizio di attività artigianali. Di conseguenza il costume maschile, sottoposto a continui stimoli innovativi, comincia a perdere la sua identità in un lento processo di omologazione che coinvolge sia le forme dei singoli capi del vestiario che gli elementi decorativi. È anche da tener conto l'ipotesi della Colaiacovo secondo la quale "gli uomini in fatto di eleganza non sono mai stati troppo ricercati o amanti della singolarità, per cui il loro costume è stato sempre uguale in tutti i paesi". Non altrettanto può dirsi del costume femminile che è invece più conservativo e fedele alle fogge tradizionali, anche per il fatto che la donna resta quasi sempre in paese ed è quindi poco soggetta a contatti e scambi culturali con altre località. Le costanti evoluzioni del costume in Abruzzo furono condizionate anche da fattori climatici, che portarono variazioni non solo cromatiche ma anche stilistiche. Possiamo quindi affermare con certezza che non esiste un abito tradizionale abruzzese, così come non esiste il canto o la danza abruzzese. Esistono tante espressioni diverse in una Regione che ha avuto una storia complessa e tanti usi e costumi stratificati con tante varianti, influenzata dalle condizioni locali. Tuttavia possiamo affermare che il vestiario femminile della Regione Abruzzo è riconducibile a pochi tipi base sui quali poi ogni paese, ogni popolo e persino ogni gruppo familiare, ha sovrapposto le caratteristiche locali.

 

Dopo aver premesso, quindi, che quasi ogni paese d'Abruzzo, seppur piccolo, ha un suo costume particolare, proviamo a delineare qualche caratteristica comune. Prima di tutto è da sottolineare come il costume maschile sia sempre meno appariscente e ricercato di quello femminile. Per esso elementi comuni sono dati da una giacca che scende a metà coscia di panno blu o marrone con gilet sottostante derivati dalla marsina nobiliare settecentesca, così come i calzoni al ginocchio. Spesso troviamo un'alta fascia avvolta in vita di tessuto di colore contrastante. Ai piedi le "ciocie" i cui lacci si legano intorno ai polpacci coperte da grosse calze di lana bianca o scarpe di cuoio con fibbia d'argento. Sul capo un cappello a tesa larga o a cono ornato con nastri e fibbie nel caso dei brigante o degli zampognari. I costumi femminili, pur nella loro diversità, presentano elementi comuni quali: un'ampia e lunga gonna e sottogonna, il corpetto, la camicia di tela candida, maniche rimovibili da portare sopra la camicia con una serie di ganci o lacci per collegarli al corpetto, grembiuli ornati da merletti o nastri e il copricapo. La stoffa era tessuta in casa dove il telaio, custodito con molta cura, era un elemento immancabile in tutte le cucine, anche le più umili. L'impiego di tessuti di lana...risulta ovviamente più frequente nei centri montani.

 

Così nel costume di Scanno, diversamente da quello di Introdacqua e di altri paesi ad altitudini minori, mancano le belle camicie bianche ornate da merletti, cesellati come capolavori di oreficeria. Manca anche la tovaglia o velo da testa, di stoffa leggera decorata con preziosi pizzi a fuselli e appuntata con uno spillone d'argento sui capelli. Un discorso particolare necessita il copricapo che assume fogge diversissime a seconda dei paesi. Originale quello di Pratola Peligna, realizzato con un fazzoletto rimboccato che si pieghetta in modo armonioso, e ancor più quello di Scanno che ha attirato l'attenzione di molti studiosi. Ad Introdacqua le donne portano sul capo un grosso asciugamano, come in uso nelle campagne romane, che nella stagione invernale si arricchisce di una stoffa pesante, ripiegata, per lo più di colore rosso scarlatto. Da segnalare anche la presenza sul territorio di costumi particolarmente originali, policromi e ricchi di motivi decorativi, come ad esempio quello di Villa Badessa, in cui forte è l'influenza dei gruppi etnici albanesi presenti nella zona. I monili tipici abruzzesi (soprattutto "presentose" e "sciacquaje") nascono dalla manualità sapiente e fantasiosa dell'artigianato orafo che unisce alla preziosità dei materiali anche presunte loro valenze terapeutiche come nel caso del corallo. Questi monili contribuiscono non poco all'arricchimento e all'eleganza del nostro costume e concorrono a creare immagini di donne affascinanti e regali, pur nella semplicità della loro condizione sociale, come possiamo vedere nelle opere di artisti famosi quali Francesco Paolo Michetti, Pasquale Celommi e Basilio Cascella.'' Da Rete cultura Abruzzese

 

Antonio Marinelli

Pittore noto per i suoi delicati paesaggi mediterranei, nato in Abruzzo, ma lombardo di

adozione, è impegnato da oltre 30 anni in numerose rassegne pubbliche e private, in Italia e

all’estero, da Milano a Zurigo, da Roma a Parigi, dalla Spagna alla Germania, dal Canada al

Giappone, che lo hanno consacrato artista di fama internazionale. 

 http://marinelliantonio.wordpress.com/biografia-2/

 

Oggi L'Abruzzo

 

L'Abruzzo dinamico

 

Roseto, una stagione di prosa all'insegna dei classici e delle ...  “Siamo lieti di confermare l'appuntamento con il teatro” ha detto l'assessore comunale alla Cultura Maristella Urbini “perché la nostra città garantisce sempre una presenza forte agli spettacoli. Da domani parte la campagna abbonamenti presso l'ufficio ...

Abruzzo: Regione, 6 mln per progetti contrasto illegalita'  Sei milioni di euro per progetti di prevenzione e contrasto alla illegalita' e per favorire la sicurezza urbana e l'innovazione tecnologica. Alle risorse si accede attraverso i bandi pubblicati sul Bura del 14 Novembre, in ...

Pescara Piccoli comuni: Masci (Abruzzo), prosegue iter riordino territoriale
Attraverso il programma di riordino territoriale, la Regione mira a rafforzare la capacita' amministrativa dei piccoli Comuni in termini finanziari, organizzativi e gestionali per la realizzazione di una gestione piu ...

Abruzzo in cammino verso un fututo migliore  "Quando una regione può dirsi virtuosa? Quando in essa coesistono tutte le condizioni per rendere migliore la vita dell'intera comunità. Politiche per il sociale, a sostegno dell'occupazione, riduzione delle tasse. Oggi l'Abruzzo può vantare ...

Giulianova... Inclusione sociale: oltre un milione e mezzo euro per Giulianova, Mosciano e Bellante Sono cinque i progetti banditi dalla Regione Abruzzo con le risorse del Fondo sociale europeo riguardanti l'inclusione sociale, per un totale di circa 1.700.000 euro, che i Comuni di Giulianova, Mosciano Sant'Angelo e Bellante, associati nell'Ambito Sociale "Tordino", si sono aggiudicati in partenariato....

Abruzzo La cultura "Aurea" dell'Abruzzo.... corso dell'anno, e il Festival Mediterraneo della Laicita', vogliono essere un punto di incontro tra studiosi, critici, pensatori, cittadini sui vari temi che attraversano la nostra società. Allora tutti all'Aurum, per aiutare a far risplendere la ...

Pescara  Abruzzo: Chiodi, Regione puo' ridurre tasse. Modello virtuoso per
''L'Abruzzo e' ormai considerata, al pari dell'Emilia Romagna e dell'Umbria, una delle Regioni ''benchmarking'' per la riduzione dei costi della politica, la prima ad aver approvato una legge sulla Vita indipendente ed anche ...

Regione Abruzzo Forte: "Più enti localie meno parlamentari" L’arcivescovo sollecita tagli a partire dai livelli più alti e cita Chieti come esempio paradossale della riforma...

Pescara Disabili, protesta a Pescaraper i tagli alle ore di sostegno  Tolte tre ore di assistenza ai 110 alunni delle superiori con handicap. Educatori e genitori: pronti a occupare la Provincia...

Giulianova  Disagio sociale. Il Comune garantirà la fornitura, per 6 mesi, di pasti a domicilio a persone in difficoltà economica. L’assessore Nausicaa Cameli: “Un progetto innovativo realizzato con il supporto di privati sensibili e delle associazioni di volontariato”. Domande entro il 27 novembre...

Abruzzo    Rinnovabili:Abruzzo,3.567 nuovi impianti  Continua la crescita delle rinnovabili in Abruzzo: sono 3.567 i nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti ''a zero emissioni'' che Enel ha connesso alla rete elettrica regionale nel primi dieci mesi dell ...

Regione Abruzzo  BENI CULTURALI: CHIODI, RETE PUBBLICO-PRIVATO PER ...  Via libera al protocollo d'intesa tra il MiBAC, la Regione Abruzzo e le quattro Fondazioni di origine bancaria abruzzesi (Tercas, Carispaq, Carichieti e PascarAbruzzo) per il coordinamento degli interventi di conservazione, restauro e valorizzazione ...

Regione Abruzzo  Economia. Abruzzo malato  ALTRO CHE SVIMEZ. L'ABRUZZO E' MALATO. Altro che "libro dei sogni" che il Governatore della Regione, Gianni Chiodi, va sfogliando ogni volta che deve parlare dei progressi incredibili compiuti dalla sua giunta attraverso il piano di risanamento dei ...

Penna d'Abruzzo, secondo appuntamento ad Alba Adriatica libri Alba Adriatica. Si terrà domenica 25 novembre alle ore 17.30 nella sala lettura in via Bafile il secondo appuntamento della rassegna letteraria Penna d'Abruzzo. Iniziativa promossa dall'Assessore alla Cultura Giuliano De Berardinis e organizzata ...

 Moscufo:  il quarto raduno degli zampognari abruzzesi  Seguirà il dibattito su “Zampognari: mito dell'Abruzzo pastorale”, momenti di musica tradizionale per le vie del paese e un concerto di chiusura a cura dell'associazione culturale “Zampogne d'Abruzzo”. Saranno presenti anche stand gastronomici dei ...

Roseto La democrazia partecipativa nell’esperienza della Repubblica: la presentazione a Roseto “La democrazia partecipativa nell’esperienza della Repubblica. Nuovi segnali dalla società civile?”. E’ questo il titolo del volume scritto da Carlo Di Marco, Fiammetta Ricci e Lucia Sciannella, che sarà presentato venerdì, alle ore 10, nella villa comunale di Roseto...

 

 

L'Abruzzo sfasato

 

Abruzzo: 178 comuni a rischio idrogeologico, 35.000 edifici sorgono ...  In Abruzzo ci sono 178 comuni a rischio idrogeologico con 35.000 edifici costruiti in aree ad elevato rischio. La superficie urbanizzata nella regione è di 51.800 ettari pari a 85.000 campi di calcio. Dati e numeri ISTAT 2011, elaborati da Legambiente, ...

Teramo Troppi furti nell'entroterra teramano: l'allarme del Comitato provinciale per la sicurezza Castelli. Sono principalmente i furti a destare la maggiore preoccupazione dei Sindaci e delle popolazioni dell’entroterra teramano. Un argomento che, anche alla luce dei recenti fatti di Castelnuovo, ha caratterizzato la riunione itinerante del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltasi oggi a Castelli...

Chieti, da sette mesi senza stipendio. L'odissea dei ricercatori Cotir Chieti. Da sette mesi i dipendenti ed i ricercatori del Centro Ricerca Cotir non vedono pagati i loro stipendi dalla Regione Abruzzo. Una situazione non più sostenibile, di cui si è discusso ancora una volta questa mattina nell'assemblea indetta dal personale, alla quale ha preso parte anche la federazione di Chieti di Sinistra Ecologia e Libertà...

Abruzzo: Regione, con Anci contro violenza sulle donne
- Giovedi' prossimo l'assessore con delega alle Pari opportunita' della Regione Abruzzo, Federica Carpineta, firmera' un protocollo di intesa con l'Anci Abruzzo, rappresentato dal suo presidente, Antonio Centi, in occasione ...

Sulmona  Falsi incidenti, maxi truffa a Sulmona  02-10-2012 11:06:46 |Sono 47 le persone coinvolte e denunciate dalla Polizia, tra le quali professionisti, agenti di assicurazione e cittadini, quasi tutti del posto...

Regione Abruzzo  Economia. Abruzzo malato  ALTRO CHE SVIMEZ. L'ABRUZZO E' MALATO. Altro che "libro dei sogni" che il Governatore della Regione, Gianni Chiodi, va sfogliando ogni volta che deve parlare dei progressi incredibili compiuti dalla sua giunta attraverso il piano di risanamento dei ...

Pescara  Morti sul lavoro, l'Abruzzo in testa: 25 vittime nei primi 10 mesi del ...  L'Abruzzo è la regione italiana con la più alta percentuale di morti sul lavoro nei primi dieci mesi di quest'anno: i lavoratori che hanno perso la vita sono 25, pari al 5,6% del totale nazionale, con un indice record di incidenza sugli ...

 

 
 
 

                                                                                                                                                                                                                       

L'ANGOLO DELL'EMIGRATO

 

                                                                                                                                                                                                                                        

       

Il visitatore della Casa d'Italia di Montreal é accolto nel nuovo tempio della cultura italiana dal molisano Nicola Franco, il quale ha voluto lasciare alla comunità una poesia che rimarrà  testimone dell'immigrazione  italiana a Montreal.  

 LA PREGHIERA

Va pensiero alla terra degli avi

esalante i miei sudori

segnataria di malvagio destino

Un treno mi strappó via lontano

una nave mi battezzó d'angoscie

 gettó l'ancora della mia miseria

su questa vasta terra di solitudine

Ma per la forza donde mi nutristi

ai miei rampolli fedele trasmetto

il mio nome e della patria  i valori

Mia terra, erede dei tuoi successi

ormai da te per sempre lontano

del tuo popolo e del tuo passato

    in questa Casa

l'orgoglioso testimone rimango.

Nicola Franco

 

GLI ITALIANI EMIGRANO IN ARGENTINA  dal forumfree.it

LA DIFFUSIONE 


Nella seconda metà dell'Ottocento si diffonde per tutta l'Italia settentrionale la certezza che oltre l'oceano ci si può arricchire facilmente e rapidamente: molti abbandonano allora la Penisola perché le loro prospettive in patria sembrano poca cosa rispetto a quanto offre l'America. L'area del Rio della Plata diviene così un vero magnete migratorio: si calcola che tra il 1850 e il 1870 vi arrivino più di 8.000 emigrati ogni anno. Non tutti restano, anzi il movimento migratorio verso l'Argentina registra costantemente un alto tasso di rientri e di flussi temporanei, se non addirittura stagionali.Comunque i pubblicisti italiani parlano nel 1865 di oltre 100.000 italiani già fissatisi in Argentina.
Inizialmente anche questi nuovi arrivati cercano lavoro nei porti e nel commercio, ma presto trovano altre occasioni per guadagnare. In particolare l'Argentina cerca di sfruttare il proprio enorme entroterra e chiede agli italiani un contributo, soprattutto nella provincia di Santa Fé. Si formano allora colonie agricole, i cui nomi mostrano come si sia allargata l'area di partenza degli emigranti: Emilia (1868), Cavour (1869), Nuova Italia (1872), Vercelli (1873), Torino (1876.

Il viaggio era allucinante e le condizoni igieniche a limite dell'umano.Un giovane medico, Teodoro Ansermini, che prestava servizio sulla nave “Giava”, in viaggio per Buenos Aires, rilevò l’assenza di pulizia, l’affollamento dei malati in uno spazio troppo ristretto, la mancanza di acqua e aria. Durante la navigazione, vi furono ammalati di tifo, di vaiolo, di difterite. Una commissione nominata dal ministero della Marina trovò vere solo in minima parte le accuse del medico e ne censurò il comportamento. Ma proprio nel 1889, con la sua opera Sull’oceano Edmondo De Amicis portò anche questo problema all’attenzione della più vasta opinione pubblica.Una volta arrivati in Sudamerica gli immigrati erano ospitati nelle “case d’immigrazione”. A Buenos Aires, l’Asilo era un immenso baraccone di legno, dove ricevevano una razione sufficiente di cibo, dormivano in ampi cameroni e venivano curati, se ammalati. Ma le donne erano separate dagli uomini, e la separazione aumentava il senso d’insicurezza. Inoltre, dopo cinque giorni, gli immigrati dovevano cercarsi un’abitazione e un lavoro. E qui intervenivano spesso altri speculatori.

Verso il 1890, gli italiani costituiscono la maggioranza degli abitanti delle colonie agricole nella provincia santafesina. Inoltre con¬adini lombardi e piemontesi si sono sparsi per tutto il paese e cercano di arricchirsi coltivando il grano. Non tutti riescono e i più fortunati sono quelli che sono partiti avendo a disposizione un capitale, anche piccolo da investire. I più poveri finiscono invece per lavorare come mezzadri o come salariati, cioè in condizioni non dissimili da quelle che hanno abbandonato al momento di migrare. Di conseguenza molti italiani insoddisfatti sono coinvolti nelle agitazioni delle campagne argentine, oppure emigrano nel Brasile o infine ripartono verso le città argentine, in particolare verso Buenos Aires.

LA PROTESTA DELLA POPOLAZIONE LOCALE
Già nel 1869 la capitale argentina ospita il 60% degli immigrati italiani. Questi sperano di fare e spesso fanno fortuna grazie a un'incredibile volontà di lavorare, anche a paghe molto basse. Provocano così la reazione locale, con tutto quello che ne consegue a proposito degli italiani venuti a rubare il lavoro ai locali. L'esasperata xenofobia anti-italiana e la volontà di riuscita degli immigrati impedisce, però, le divisioni tra emigrati d’origine settentrionale e meridionale, comuni ad altri paesi americani.Tra le fila dell’élite argentina l’immigrazione in massa degli italiani suscitò dapprima preoccupazione, poi un vero e proprio allarme. Le ragioni di questa situazione erano molteplici: innanzi tutto il peso enorme degli italiani sul flusso totale degli immigrati; gli italiani intimorivano, poi, per la solidità delle loro strutture associative e la capacità di mobilitazione in occasione di feste e celebrazioni patriottiche, o la partecipazione a manifestazioni in appoggio a determinate scelte dei governi argentini; non da ultimo le apprensioni erano legate anche all’idea di minaccia sociale che si diffondeva tra le élites già inserite a pieno titolo nel tessuto sociale.Nonostante gli italiani non fossero molto amati in Argentina, tuttavia, in quanto bianchi ed europei, erano comunque preferiti ai nativi o ad altri particolari gruppi di immigrati, come russi o balcanici. forumfree.it

 

                                                                                                                                                                       

I NOSTRI NEL MONDO


Visita a Montreal di studenti siciliani  Il progetto rappresentava l'opportunità di approfondire il tema della memoria, dell'identità dei giovani discendenti di emigrati e del loro rapporto con le nuove realtà delle comunità canadesi e del legame che li unisce alla terra d'origine. Il ...   

Il Brasile cerca emigrati europei  Un tempo terra di emigrazione il gigante sudamericano, che da anni vive una profonda crescita economica, si prepara ad accogliere e regolare un flusso migratorio sempre più importante, quello di giovani europei che cercano nuove possibilità di lavoro ...        

Emigrati con assegno Inps,sequestro beni  Emigrati con assegno Inps,sequestro beni (SIDERNO (REGGIO CALABRIA),- Sequestrati beni a due fratelli emigrati che avrebbero percepito indebitamente l'assegno sociale Inps, per complessivi 72 mila euro. I due, originari di Siderno...

Mezzo milione di emigrati dagli USA  Cosenza, al via “Sotto lo stesso cielo”: viaggio nel mondo dell ...  Le loro storie sono molto simili alle storie dei nostri padri emigrati. “Insieme al presidente Oliverio –ha detto l'assessore provinciale alle politiche sociali e vice presidente della Provincia Mimmo Bevacqua- abbiamo pensato di promuovere questa ...NEW YORK - Per la prima volta nella loro storia, gli Stati Uniti sperimentano una consistente emigrazione verso l'estero: dalle 58 mila persone nel 2008 al mezzo milione (esattamente 499 mila) del 2011. Lo afferma il XVII Rapporto sull'Economia globale ...

Gli 'oriundi' nel mondo come occasione per rilanciare l'economia ...  Rispetto al passato non siamo più di fronte agli emigrati che hanno bisogno di tenere vivo il ricordo della loro terra di origine, ma siamo in presenza di una comunità di giovani che accanto ai legami culturali sono capaci di esprimere un network di ...

                        

 

 
 

                                                                                                                                                                                                                      

L'ITALIA E GLI ITALIANI

 

 

Una nuova sfida per l’Italia: salvare il suo patrimonio culturale di La Voce, info 

La gestione pubblica del patrimonio culturale è oggi nel centro del mirino: inefficienze e inadeguatezze sono additate con crescente intolleranza, si reclamano soluzioni drastiche e semplificate. Da una parte si sostiene che l'Italia sia la cassaforte di un immenso giacimento di opere d'arte (si torna a parlare del 50 per cento del totale disponibile su scala mondiale), che queste opere, potenzialmente in grado di costituire un elemento di attrazione per tutto il mondo, siano mal gestite da un sistema pubblico incapace di valorizzarle (le tiene nei depositi, non comunica, non sviluppa adeguati servizi) e che il rimedio principe consista in una massiccia transizione a una gestione privata e decentrata, orientata a incrementare la capacità reddituale e di sviluppo del patrimonio culturale. L'attuale crisi della finanza pubblica rappresenterebbe quindi la grande opportunità per abbattere i lacci pubblici, spezzando finalmente le rendite, le difese corporative e conservatrici e le consorterie accademiche.

È una rappresentazione chiara, facile, non priva di ragioni, che si è radicata come un `discorso` grazie alla contrapposizione con una posizione opposta, altrettanto ideologica, tesa a collocare il patrimonio culturale in un'area di intoccabile sacralità garantita dallo Stato, nella quale si staglia il valore auratico e incommensurabile dell'arte e della ricerca storico archeologica. I fautori di questa posizione si oppongono frontalmente a qualunque ritocco della capacità di spesa dello Stato e tendono a negare ogni ragione di mutamento. Entrambe queste posizioni sono errate nella loro unilateralità e hanno condotto a gravi fraintendimenti.

La dimensione del patrimonio - Ogni allusione quantitativa alla percentuale di patrimonio mondiale detenuta dall'Italia è sostanzialmente frutto di fantasia. Il patrimonio culturale è una quantità continuamente variabile e in crescita. Nel caso italiano, per legge, tutto è potenzialmente patrimonio, spetta alle sovrintendenze designare ciò che deve essere incluso ufficialmente in questo ambito e quindi sottoposto a speciali condizioni giuridiche, in termini di conservazione e alienabilità. Questa attività è incrementale e permanente, la sua inventariazione è sempre in corso. In altri termini non è possibile confrontare con esattezza, ad oggi, la dimensione del nostro patrimonio con quello di altri paesi.)....CONTINUA. La Voce,Info

                                                                                                                                                                   

  SOLO LA CULTURA POTRÀ SALVARE L'ITALIA  !

 

Cultura scientifica e città metropolitane per ridurre i regionalismi  ono Veneto, Lombardo, Campano, Molisano, ecc. o più semplicemete italiano? Non lo saprò mai se non faccio riferimento alla cultura scientifica, che è obiettiva. Se mi affido ai politicanti e ai mass media (purtroppo molto ...

Grandi nomi della cultura italiana a "Incontri con l' autore"  quotidiano e notizie online di viterbo, cronaca e cultura della tuscia.

Napolitano: cultura decisiva per l'Italia  E' stata celebrata nel pomeriggio al Palazzo del Quirinale la ''Giornata dello Spettacolo'', con la partecipazione dei promotori e dei vincitori dei Premi ''Vittorio De Sica'' e ''Le Maschere del Teatro Italiano''. Dopo gli interventi del Presidente ...

È morta la cultura umanistica e non ce ne siamo accorti.  Può forse sembrare un paradosso che a firmare il necrologio della cultura umanistica sia un personaggio come Marco Lodoli: laureato in Lettere, professore di italiano, autore di libri che hanno nella scuola e in quella “roba” che lui considera morta il ...

Cultura, emergenza del Paese  In altre parole, la filiera culturale estesa italiana non riesce a produrre abbastanza valore perché soffre, soprattutto nei settori chiave dell'industria culturale, di una bassissima capacità di penetrazione nei mercati internazionali, e ciò finisce ...

L'Italia e le sue (enormi) risorse. Spesso sprecate. Basterà un ...CULTURA EMERGENZA ITALIA. Un manifesto della cultura. O meglio il Manifesto della Cultura proposto dal Sole24Ore che, in 5 punti, tenta di restituire 'alla produzione culturale un ruolo centrale all'interno dl modello di crescita futura del nostro Paese'....

La stagione culturale 2012-2013 del Centro Leonardo da Vinci  Una programmazione varia e diversificata che include spettacoli di teatro, danza, musica, eventi educativi, corsi di lingua, conferenze per coinvolgere un pubblico sempre più ampio, in termini di gusti, interessi ed età. È questo il tratto distintivo ...

«Artista rivoluzionario e forsennato» Foggia celebra Altamura in una ... Per la prima volta, novanta tele ricostruiranno così finalmente le tappe fondamentali del percorso figurativo e umano di una delle personalità di rilievo della cultura italiana del Risorgimento. Protagonisti sono - accanto alla grande raccolta ...

Napolitano esalta l'arte e la cultura come motore di crescita  Napolitano esalta l'arte e la cultura come motore di crescita Il nostro paese dovrebbe avere una maggiore consapevolezza dell'importanza del patrimonio artistico e culturale italiano, anche pensando allo sviluppo economico e all'immagine che ci da nel ...

Otto sguardi d'autore  Martedì 6 Novembre si inaugura la grande mostra-evento d'arte “otto sguardi d'autore” curata da Alberto Moioli, Direttore Editoriale dell'Enciclopedia d'Arte Italiana, nella splendida cornice espositiva del Museo d'Arte e Scienza di Milano. La mostra ...

Arte e paesaggio: più che risorse sono la nostra identità  In Italia abbiamo uno straordinario patrimonio culturale composto da musei, monumenti, chiese, bellezze naturali. Si tratta di un patrimonio unico, frutto di una storia che ha lasciato infinite testimonianze, difficilmente riscontrabili in altri Paesi ...

"Le radici della civiltà del rispetto", la storia delle donne nei musei dell’Emilia Romagna Un programma di visite guidate, mostre, rappresentazioni teatrali, dibattiti, concerti e proiezioni a Bologna, Parma e Ferrara ripercorre il cammino dei diritti femminili ...

Roma: mostra fotografica "Irrealidades"   Dal 22 novembre al 13 gennaio 2013, l'Instituto Cervantes di Roma, in piazza Navona, 91, presenta la mostra d’arte fotografica dal titolo "Irrealidades"...

Napoli: al via il festival "Movimenti per la fotografia" Dal 22 novembre al 16 dicembre, il Pan - Palazzo delle Arti di Napoli, il Mav – Museo Archeologico Virtuale, Villa Pignatelli e il Museo di Capodimonte ospitano la prima edizione di “Movimenti per la fotografia...

In Irpinia tra i castelli longobardi   In provincia di Avellino, da Lauro a Taurasi, alla scoperta di antiche fortificazioni che hanno subito nel tempo diverse trasformazioni ...  

 

EVENTI DI NOVEMBRE IN ITALIA

 

EVENTI DI DICEMBRE IN ITALIA