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Da leggere questa settimana in questa pagina
 
Sito web Morrone del Sannio: I Normanni nel Molise
M ichael Santhers: Destra,sinistra,centro (poesia)
Nicola Franco: Notizie dal Molise e dei Molisani 
Nicola Franco: L'Angolo dell'Emigrato
Domenico d'Amico: Premi Maiella 2011,Milano
Nicola Franco: Notizie dall'Italia e degli Italiani
Fausta Samaritani: La rivoluzione in Sicilia
Nicola Franco: Recettes du Molise
Adam Vaccaro: Quintocortile (poesia)
Adam Vaccaro: Dove va la poesia
Nicola Franco: Attualità culturali
 

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RIVISITIAMO IL PASSATO

 

I Normannni nel Molise

(Dal sito Morrone del Sannio)

Premessa

In Italia, l’influenza normanna riguarda il Mezzogiorno dalla Sicilia fino alle frontiere dello Stato Pontificio, a sud di Roma. Il patrimonio architettonico, chiese, abbazie, roccheforti e dimore principesche, è ricco di numerosi monumenti eretti alla fine dell’undicesimo secolo e durante il dodicesimo secolo. L’abbondanza di testi permette di proporre una fine cronologia di questi monumenti che sarebbe impensabile nel Nord-Ovest d’Europa. Questi documenti, sia che ci siano pervenuti nel loro stato originale o dopo varie trasformazioni, presentano una rimarcabile omogeneità di stile che conferisce loro un posto particolare nel mondo normanno europeo. Anche se tutto il sud d’Italia è rappresentativo di questo patrimonio, due regioni richiedono particolare attenzione : il Molise e la Sicilia. La Sicilia è il cuore dell’Impero normanno, il centro dal quale i re normanni esercitano il potere, ma anche il luogo in cui si concretizza il processo verso un sincretismo tra le influenze bizantine, arabe e normanne: il primo Stato opera d’arte come l’ha definito il grande scrittore Benedetto Croce. Il Molise è meno conosciuto al pubblico, ma la sua situazione di frontiera gli conferisce un’identità particolare e un ruolo storico singolare. Ricca di castelli e altre opere difensive particolarmente ben conservate, il Molise è una provincia che offre delle possibilità di studio e ricerca insospettabili. In Molise l’influenza normanna sull’architettura religiosa è controbilanciata dall’attrazione sempre grande del prestigioso monastero di Monte Cassino. I monumenti della Sicilia e del Molise devono essere considerati insieme a quelli della Campania, della Puglia o della Calabria. Tenendo presente questa prospettiva si può misurare al meglio l’originalità di ognuna delle province del regno normanno. continua

 

Il Molise in epoca Normanna

In epoca normanna l’attuale territorio del Molise risulta diviso in due contee: quella più interna ( Contea di Molise, 1055) e quella costiera ( Contea di Loritello, 1061) i cui confini non sono ancora definibili con esattezza. La difficoltà è dovuta in primo luogo al fatto che i possedimenti dei vari signori normanni non costituiscono unità politiche compatte ma sono sviluppati “a pelle di leopardo”. Negli anni in cui il potere centrale e i vincoli feudali diventano saldi, nuove unità amministrative chiamate comestabulia si aggiungono alle divisioni già esistenti ma va tenuto conto anche della rapidità con la quale i confini possono cambiare nel tempo.
La contea di Loritello include i possedimenti compresi tra il corso del Trigno e una fascia di terre della Capitanata (Bovino, Montilari, Dragonara), ma i confini non sono stabili. Nel 1061 Goffredo D’Altavilla, primo conte della famiglia che governerà Loritello (attuale Rotello), occupa parte della Marca di Chieti e, dal 1064, Roberto I si spinge ancora più a nord diventando signore dell’Abbazia di San Clemente a Casauria. La contea di Molise corrisponde all’incirca all’attuale Provincia di Isernia; il suo territorio è importante per il controllo dei passi montani del Matese. Il possedimento di Serracapriola segna il confine tra le due contee ad est. Con Federico II di Svevia le due contee perderanno la loro identità: quella di Molise sarà amministrata come una parte della Terra di Lavoro dopo la grande rivolta del 1223-1226, mentre la parte costiera sarà annessa alla Capitanata. continua

 
La Contea di Molise
Studi recenti hanno individuato circa duecento cognomi di origine francese nelle regioni del Sud dell’Italia. Tra le numerose famiglie di cavalieri che sono arrivati dalla Francia settentrionale l’esempio più noto è quello dei dodici fratelli Altavilla, il cui cognomen toponomasticum deriva dalla località di Hauteville-Le Guiscard, feudo della famiglia omonima. Questa suggestiva ipotesi collega direttamente la storia del Molise a quella di feudi e contee della Normandia. Nel X secolo in Normandia (a Mortagne-au-Perche) si trova il castrum Molinis, di cui è signore il conte Guidmondo. Alla morte di questi la proprietà passa nelle mani del secondogenito Roberto; accusato di aver fomentato guerre intestine e di aver tradito la fiducia del duca decide di partire con i suoi numerosi fratelli, forse per l’Italia. Il primogenito di Guidmondo, Rodolfo di Boiano viene definito consilio potentis et armis, personaggio di grande esperienza ed esperto di tattica militare. Si può supporre, quindi, che la contea di Boiano cada nelle mani dei Normanni poco prima della battaglia di Civitate sul Fortore (1053). C’è chi sostiene che la conquista di Boiano sia legata alle prime campagne militari di Roberto il Guiscardo che penetra, aggirando il massiccio del Matese, nella contea longobarda. La zona conquistata verrà assegnata, come d’uso, a uno dei più validi cavalieri, Rodolfo de Moulins. Questi (1054) sottoscrive un importante documento voluto dal Guiscardo, in favore della Trinità di Venosa. A Rodolfo succede Guidmondo, forse suo figlio, che sposa Emma d’Eboli. Da loro nascerà Rodolfo II, futuro conte. Della famiglia De Moulins, poi detta De Molisio, il personaggio più noto è Ugo I, figlio di Rodolfo II. Con lui la contea di Boiano diventa un centro importante che controlla un territorio che viene esteso ad est (Toro e San Giovanni in Galdo) mentre sull’altro versante riesce ad annettersi anche la Contea di Venafro. Nel 1105 combatte contro i conti Borrello diventando signore di Pietrabbondante e di Trivento, le ultime contee longobarde. Le terre di Ugo arrivano a comprendere un territorio ampio e di importanza strategica, dipendente in parte dal ducato di Puglia in parte dal principato di Capua.
A Ugo succedono i figli, Simone e poi Ugo II. Questi preferisce schierarsi con Innocenzo II, nel partito avverso a quello di Ruggero II. Si allea con altri due nobili normanni, Roberto di Capua e con Rainolfo d’Alife, nemici della corona. Dopo la vittoria del re, lo sconfitto Ugo II subisce la confisca dei beni ma poco dopo sarà perdonato e reinsediato a patto di rinunciare a Castel Volturno e alle terre ad oriente del Biferno. Alcune terre confiscate gli saranno restituite quando Ugo II verrà nominato giustiziere, quasi a conferma dell’importanza che riveste il Comitatus Molisii (la nascita è forse nel 1144).
Con la breve reggenza di Margherita di Navarra e dopo un periodo di anarchia la contea, passa a Riccardo di Mandra; il figlio Ruggero (conte nel 1170) prende parte alla guerra tra il normanno Tancredi ed Enrico VI di Svevia e verrà espulso dai vincitori imperiali. continua
 
La Contea di Loritello
Il successo riportato nella battaglia di Civitate sul Fortore (1053) segna l’inizio delle conquiste normanne nelle terre adriatiche del principato di Benevento. Goffredo, fratello di Roberto il Guiscardo, attacca la contea longobarda di Larino ed espugna il castello di Morrone del Sannio.
Nel 1061, Roberto, figlio di Goffredo viene proclamato “primo comiti de Loritello” e continua l’opera di espansione territoriale iniziata dal padre. Conquista la contea di Teate (attuale Chieti) che affida al controllo di suo fratello Drogone e si spinge ad assediare Ortona. Il conte ha vassalli fin sulle rive del Pescara e si trova a rivestire un ruolo di grande importanza tra i nobili normanni e ad essere temuto persino dalla Chiesa.
Il papa Gregorio VII, riconciliandosi con il Guiscardo (1080), riconosce le vittorie di Roberto ma chiede più rispetto per le terre dello stato pontificio. Roberto, che ha grandi mire espansionistiche, è impegnato al di là del Fortore: nel 1100 diventa signore di Bovino e forse di Dragonara. Il figlio Roberto II si rivela, al contrario del padre, grande collaboratore della Chiesa, presenziando al concilio di Troia (1115), indetto da Pasquale II, e quello proclamato cinque anni dopo da Callisto. I due pontefici cercano di arginare le lotte intestine tra i signori normanni e di indurli a schierarsi contro Arrigo V.
Roberto II si trova a governare la contea durante il regno del duca di Puglia, Guglielmo (1111-1127) debole e incapace di arginare le guerre feudali che hanno luogo in Capitanata.
Guglielmo di Loritello tradirà Ruggero II per schierarsi con Lotario III, sceso in Italia nel 1137, facendogli atto d'omaggio sul Tronto e aprendogli le porte di Termoli in linea con la politica adottata anche dal conte Ugo II di Molise.
La vendetta del re contro Guglielmo non tarderà; la contea presumibilmente viene devoluta alla corona. Prima di morire, Ruggero II chiede al figlio Guglielmo di investire del titolo di conte di Loritello Roberto di Basunvilla, un personaggio imprevedibile che adotterà una politica ambigua e comunque spesso filotedesca. Nel 1169, Roberto viene richiamato dalla Regina Margherita e da Guglielmo il Buono per fare atto di omaggio e tornare ad essere Conte di Loritello e di Conversano. continua
 
Le famiglie Normanne
I conti di Loritello hanno grande autonomia e potere come dimostrano i documenti relativi al periodo di reggenza di Guglielmo II: amministrano la giustizia (justiciaria) con poteri simili a quelli del re. A Roberto III di Basunvilla, durante il regno di Guglielmo il Malo, viene garantita la completa immunità dai controlli degli ufficiali regi. Roberto, figlio di una sorella di Ruggero II e del conte di Conversano (originario di Vassonville città vicina a Dieppe, in Normandia), si trova ad esercitare il suo potere in un momento tormentato della storia del regno. Deciso ad ostacolare la politica del re, Roberto III dichiara, sulla scorta di un falso testamento di Ruggero II, di essere il legittimo successore al trono. Il re ordina l’arresto del ribelle che non si arrende e che, non avendo l’aiuto sperato da Federico Barbarossa, tenta di allearsi con il Comneno.
Roberto fugge in Lombardia (1158) con l’altro ribelle Andrea di Rupecanina, aiutato da papa Adriano IV e protetto ancora una volta da Federico I, tornerà in Italia solo dopo l’assassinio di Maione (1161) a guidare la rivolta dei signori siciliani contro il re. A questo punto è Guglielmo il Malo a costringere il Conte di Loritello ad una seconda fuga alla corte di Federico in Germania di cui sarà fedele compagno nelle spedizioni per conquistare il Regno normanno. continua
 
Lo sviluppo storico dell'architettura fortificata
Il Molise può essere considerato una “terra di transito”, una regione che ripetutamente nel tempo è stata coinvolta in vicende storiche che l’hanno fortemente condizionata; una regione che anche per questo ha sempre dimostrato una sensibile vocazione ad essere “terra di castelli”. Torri, recinti e castelli sono sempre legati al territorio da molteplici relazioni: lo controllano e lo soggiogano ma al tempo stesso ne dipendono.
Le opere fortificate rappresentano una classe di “reperti” architettonici tra i più frequenti; hanno la non comune specificità di presentare livelli di sopravvivenza e soglie di vulnerabilità molto elevate perché sono state progettate, costruite e costantemente adattate a nuove situazioni proprio allo scopo di resistere il più a lungo possibile. Il cattivo stato di conservazione di alcune opere fortificate è imputabile non tanto a cause belliche o a cataclismi naturali quanto piuttosto al fatto che i castelli, ormai inutili dal punto di vista prettamente militare, sono diventati spesso una cava di materiali da riutilizzare e poi lasciati in abbandono. Il Molise, da questo punto di vista, presenta la singolarità, legata anche alla sua povertà, di vedere il costante riutilizzo degli edifici antichi con adattamenti talvolta pesanti ma più frequentemente dettati dalla più semplice regola della necessità. La presenza di opere fortificate nel Molise è costante nel tempo: recinti di epoca sannita, accampamenti fortificati e città murate di epoca romana; insediamenti, installazioni ed opere difensive longobarde, normanne; sveve ed angioine, residenze fortificate di epoca aragonese. La toponomastica molisana riporta frequenti citazioni che si riferiscono ad opere fortificate: la Torretta, la Guardiana, la Rocca, Tre Torrette, la Torre... Il castello, in queste condizioni, assume il ruolo di elemento privilegiato di interpretazione della storia del territorio.
continua


L'italia meridionale in epoca normanna

                                                                                                                                                                                                   

Per tutte le notizie sul Molise


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 MOLISE CULTURA E SOCIETÀ




Attravesamenti. Sulla cultura dell'800 molisano.

Domani, Venerdì 6 maggio 2011, presso l’Officina della Cultura e del Tempo Libero ad Isernia, alle ore 17.00 sarà presentato il volume di Dante Gentile Lorusso, 'Attraversamenti. Sulla cultura artistica nell’Ottocento molisano'.Un’opera di grandissimo valore.La pubblicazione di questo volume, che Dante Gentile Lorusso ha dedicato ai pittori e agli scultori molisani del XIX secolo, amplia notevolmente la documentazione e la conoscenza del patrimonio artistico del Molise.  

Cerro al Volturno. Voler bene all’Italia vede ogni anno l’adesione di migliaia di comuni, parchi, comunità montane, regioni e province, ma anche di scuole, associazioni di volontariato e molte altre realtà culturali e produttive locali. Un insieme variegato di istituzioni e soggetti territoriali, che per l’occasione si mobilitano all’unisono e aprono le porte dei loro borghi, facendo percepire la voce festosa di quest’Italia, minore solo nelle liste dell’anagrafe. Anche la Quercus Cerri, associazione socio-culturale operante nel territorio di Cerro al Volturno, che si rispecchia in pieno con gli obiettivi fissati da Legambiente e Piccola Grande Italia, ha voluto aderire alla Festa Nazionale dei Piccoli Comuni, proponendo alla cittadinanza una due giorni ricca di eventi, in programma il 7 e l'8 Maggio.

Lo scienziato Giovanni San Nicola. Sabato 30 aprile, presso la Biblioteca comunale “De Bellis-Pilla”, si è tenuto per il ciclo letterario “Emozioni”, curato da Virginia Ricci, un’interessante incontro su Giovanni Sannicola. Sull’argomento ha relazionato il dott. Antonio Santoriello, presentato dal prof. Giacomo Gargano, direttore onorario della biblioteca. Davanti ad un numeroso ed attento auditorio Santoriello ha delineato il percorso umano e professionale di Sannicola, illustre cittadino venafrano la cui figura è stata, forse a torto, offuscata da altri personaggi locali.

<>Ad Isernia al teatro sarà presentato ''Petracipenza''. Appuntamento conclusivo domenica, 6 marzo 2011, con la manifestazione “Solidarietà a Teatro”.Alle ore 18 nell’auditorium della Provincia di Isernia andrà in scena lo spettacolo “Pretacipenza” scritto da Giovanni Pallotta e interpretato dalla compagnia Mbrianna.L’incasso della serata sarà devoluto a favore delle associazioni di volontariato Asca e Unitalsi.

''Ssu matremonie en z'ara fa '' domani a Isernia  Doppio appuntamento, durante questo fine settimana, con gli spettacoli previsti nell’ambito della manifestazione “Solidarietà a Teatro”. Questa sera, venerdì 25 febbraio 2011 alle ore 21, andrà in scena al teatro Italo Argentino di Agnone lo spettacolo teatrale “Ssu Matremonie nen z’ara Fa’”.Si tratta di una commedia dialettale che è stata scritta da Giampaolo D’Uva e che sarà portata in scena dalla compagnia teatrale l’Areté.

Teatro dialettale isernino.  “Sabato al Maci” all’insegna del teatro dialettale isernino in questo fine settimana. Infatti, domani sera, sabato 19 febbraio 2011 alle ore 17.30 nell’Officina della Cultura e del tempo libero di Isernia andrà in scena lo spettacolo teatrale denominato “Una serata a teatro”. Si tratta di una commedia in tre atti unici recitata in dialetto isernino che sarà interpretata dagli attori dell’Associazione culturale l’Areté. Associazione, quest’ultima, che è sorta come gruppo di amanti della parola e del gesto raccontati e recitati, veicoli di sentimenti, di emozioni, di tradizioni, di umanità perdute e, di messaggio ideologico, utilizzando a tal fine testi che attingono alla realtà e alla cultura popolare.

Francesco Iovine e il suo sogno molisano.  Francesco Jovine, ha scritto durante la sua breve esistenza, romanzi di carattere e di genere “neorealistico”, di pari importanza, come un Carlo Levi, Elio Vittorini o un Cesare Pavese. Eppure a differenza di quest’ultimi, la figura e le opere di Francesco Jovine dopo la sua morte, avvenuta a Roma nel 1950, è caduto purtroppo negli abissi del girone dei “dimenticati”. Perché? La prima risposta che ci viene in mente, per sdrammatizzare la “questione dei dimenticati”, è il fatto che Francesco Jovine è stato uno scrittore italiano di minore importanza perché ha raccontato «storie e cronache di un piccolo paesino del centro-sud» oppure non ha ricevuto quel caloroso elogio ed apprezzamento da parte del pubblico lettore?

la leggenda campobassana di Delicata Civerra.   C’era una volta, a Campobasso, in un tempo molto lontano, una bellissima ragazza di venti anni, tanto bella che tutti i giovinetti del luogo, desideravano ricevere un semplice e puro sorriso da lei, pur di accontentarsi. Delicata. Delicata Civerra. Questo è il nome della fanciulla, dai «modi corretti e di grande virtù» e dagli «occhi neri e dai capelli di color bruno violaceo scuro».Non tutti conosciamo da vicino, la leggenda o la storia, che ruota intorno alla figura di questa ragazza vissuta in un clima «ostile e di odio» tra due Confraternite, Crociati e.

I 200 anni di Larino nella provincia di Molise. Nell’ambito delle manifestazioni celebrative per il 200° Anniversario dell’inserimento del “Distretto di Larino” nella “Provincia di Molise”, Poste Italiane ha predisposto per domani (mercoledì 4 maggio), su richiesta dell’Amministrazione Provinciale di Campobasso, uno speciale annullo filatelico che raffigura lo stemma della Provincia di Campobasso e i confini geografici del “Distretto di Larino”.Per la marcatura dell’ annullo, che consentirà di mantenere un duraturo ricordo della storica ricorrenza, Poste Italiane allestirà, con orario 15.00 – 20.00, una apposita postazione presso il Palazzo Ducale, dove sarà attivato un servizio filatelico a carattere temporaneo a disposizione dei cittadini, dei convenuti e degli appassionati collezionisti.

Marcia della pace sul Tratturo: presentata la quarta edizione .. Nel suo saluto augurale, il presidente della Provincia, Nicola D’Ascanio, ha sottolineato il forte coinvolgimento dell’Amministrazione provinciale e delle associazioni che partecipano a questa edizione. “Una missione nobile e attuale – ha sottolineato il presidente D’Ascanio -, la condizione per contaminare e aggregare sempre più in vista di un obiettivo importante. Far crescere la cultura della pace.Questa bellissima storia, legata alla marcia molisana sul tratturo, è nata quattro anni fa con l’obiettivo di coniugare identità e grandi aspirazioni. Ed in questi quattro anni è cresciuta e si è consolidata.

Continua l'avventura Archeomolise.  ArcheoMolise, la rivista italiana dedicata alla storia, all’archeologia e alla cultura antropologica del Molise, interamente curato da giovani studiosi molisani, contro tutto e tutti, continua la sua avventura. Dopo una pausa forzata di alcuni mesi, dovuta al taglio del finanziamento che sosteneva la rivista, il direttivo del trimestrale, che nei passati 20 mesi ha suscitato un vivo interesse in regione e la cui qualità è stata riconosciuta non solo a livello locale, ha deciso di mettersi in gioco direttamente, di slegarsi dal cappio e dai “capricci” dei finanziamenti pubblici e di puntare sul proprio lavoro e su un impegno scevro da qualsiasi compromesso che limiti gli scopi di chi ha a cuore solo lo studio, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale della regione. Oltre alla continuazione della rivista, si è deciso di intraprendere un’altra scommessa: la nascita del sito www.archeomolise.it, con news in tempo reale e approfondimenti di taglio culturale non solo dal Molise, ma dall’Italia e dal mondo intero.

Giovanni Paolo II disse ai Molisani: ''Non artrendetevi.. Ci saranno numerosi molisani tra quel milioni di pellegrini presenti a Roma per partecipare alla Beatificazione di Giovanni Paolo II. Resta ancora vivo il ricordo della visita nell’alto Molise, nel 1995, n occasione della festa di San Giuseppe Artigiano, quando il Pontefice con determinazione spronò la gente delle aree interne a non arrendersi allo spopolamento e alla perdita dei valori legati alla tradizione del lavoro artigianale e contadino. Oggi più che mai quelle parole risultano profetiche e attuali, se si pensa a cosa sta accadendo nei piccoli comuni molisani, travolti dalla crisi economica e dalla perdita di servizi. La giornata della Beatificazione è stata anticipata da una serie di messaggi, iniziative e testimonianze. Eccone alcuni.

                                                           

                                                           

DESTRA, SINISTRA, CENTRO

Additi mistici
destra,sinistra,centro
a vie celestiali
ma con mignotte
elette Regine maitresse
su foto di lingerie
non si va mai a segno
casomai segnati
da marchette mentali
-Testicoli icone
occhi di comando
pesi di bilancia
su linea ideologica
e il Popolo a soppesarli
all’asta di bandiera
-Carni a giochi di specchio
ossa vorticanti all’aria
cani in delirio di scelta

                                                           



 -Lune riflesse in raucedini
marenghi giganti
a pezzenti in preghiera
a solidificarli
al crocevia benedetto
per ognuno
da Santi incravattati
-Un voto
mattone al tempio infinito
del potere e illusione
sottratta a canestri di speranza
-Viva l’anarchia
e all’inferno di terra
politici e elettori
che prostituiscono dignità
nel bordello chiamato Patria
Da: Destini E Presagi
www.santhers.com


              

                                                                                                                                   

PER GLI APPASSIONATI DI CUCINA,
LES ''RECETTES DU MOLISE''.

É A DISPOSIZIONE DEI MOLISANI IL LIBRO ''RICETTE MOLISANE'', IN LINGUA FRANCESE, (RECETTES DU MOLISE).  IL LIBRO É PRECEDUTO DA UN AMPIA PRESENTAZIONE SULLA CULTURA MOLISANA.  CON QUESTO LIBRO L'AUTORE, FRANCO NICOLA, VUOL FARE CONOSCERE AI QUEBECCHESI E AI FRANCOFONI LA NOSTRA REGIONE E PROMUOVERE COSI IL TURISMO VERSO IL MOLISE.  IL LIBRO É IN VENDITA PRESSO L'AUTORE AL COSTO DI 25  DOLLARI CANADESI. RICHIEDETELO A QUESTO NUMERO 514.750.8993; OPPURE A QUESTI INDIRIZZI : business@amicomol.com  ou masfrakal@videotron.ca

                                       

 


 
 
 

                                                                                                                                                                                                                                      

L'ANGOLO DELL'EMIGRATO



                                                                                                                                                                             ORIUNDI ITALIANI NEL SUD AMERICA   ORIUNDI ITALIANI PER PAESE

CITTADINI ITALIANI ALL'ESTERO PER PAESE  

CITTADINI ITALIANI PER PAESE

 

 

 

                                                                                                                                                                                 

Con  l’Alto Patronato della  Presidenza del Consiglio dei Ministri


 

 Domenica 22 maggio 2010   -  h. 15,30 -  Auditorium di Via  Meda    RHO  (MI)

 

Cerimonia di consegna dei

Premi MAIELLA 2011

 

E’ gradita la Sua  partecipazione  

Associazione “La Maiella

Il presidente

                               Domenico D’Amico

 

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Premio MAIELLA 2011

Rho (Milano) - 22 maggio 2011 – h. 15,30

 

Sotto l’Alto Patronato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Regioni Abruzzo, Lombardia e Molise, della Provincia di Milano, delle Province abruzzesi e molisane  e della Città di Rho,  si annuncia la 24^ edizione  del  Premio MAIELLA il più prestigioso evento culturale della Città di Rho. Introdurrà la cerimonia di consegna dei Premi un Concerto del

Coro “Stella Alpina” di Rho.

 

 

Torna il 22 maggio prossimo, a RHO (MI)  presso l'Auditorium Via Meda,  l’annuale appuntamento con il Premio MAIELLA, promosso e organizzato dall’associazione “La Maiella” di Rho (MI) in omaggio al mondo abruzzese e molisano che vive “fuori regione” e che da oltre due decenni rappresenta uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della Città di Rho.

L’edizione 2011 vedrà protagonisti, come sempre, personalità di alto profilo quali:

·         Rinaldo VERI’ Ammiraglio di Squadra della Marina Italiana, Comandante NATO del Quartiere Alleato Marittimo di Napoli;

·         Feliciantonio DI DOMENICA,  Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini di Milano, abruzzese

·         Nicola FRANCO, cooperante internazionale, funzionario canadese e giornalista indipendente di Montreal (Canada) molisano

·         Maria Rita D’ORSOGNA, Docente di Matematica della California State University, abruzzese

·         Fabrizio FRANCESCHELLI, regista e autore televisivo, abruzzese

·         Anna CAVASINNI, giornalista, regista e ricercatrice del sociale, abruzzese

 

La  consegna dei Premi  avrà luogo domenica 22 maggio 2011, alle ore 15,30 presso l'Auditorium di Via Meda a RHO (MI) , alla presenza delle massime autorità istituzionali, civili, religiose e militari della Lombardia, dell’Abruzzo e del Molise, del Parlamento Italiano e del Governo, oltre alla consueta folla di cittadini, ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lombardia, delle Regioni Abruzzo e Molise,  della Provincia di Milano, delle Province abruzzesi e molisane e, ovviamente, della Città di Rho.

 

 La cerimonia sarà preceduta, alle ore 12,30, da un pranzo in onore dei premiati  e, in Auditorium, da  un  concerto  del Coro “Stella Alpina” e si concluderà con il tradizionale brindisi di saluto a base di prodotti tipici dell'Abruzzo e del Molise.

A latere del Premio  nella giornata di sabato 21 maggio e nella mattinata di domenica 22 si svolgerà il  17° Convegno Nazionale delle Associazioni Abruzzesi e Molisane che  vedrà giungere a Rho, ospiti dell'Associazione "La Maiella", rappresentanti e delegazioni delle Associazioni Abruzzesi e Molisane operanti Italia.

 

Il Premio ha assunto negli anni anche la importante funzione di raccordo e di incontro fra la cultura, il mondo produttivo e l’economia lombarda con quella abruzzese e molisana;  è  occasione di scambio commerciale ed ha contribuito a  rafforzare i legami d’amicizia e i rapporti di collaborazione fra le realtà produttive, economiche e culturali delle tre Regioni.

Associazione “La Maiella

Ufficio Relazioni Esterne

Rho, aprile 2011

 

Associazione “La Maiella  - Via Crocifisso 31 – RHO - MI - tel.& fax  0293507749 – port. 3383853302  mail: lamaiella@libero.it

 

 

 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                                                                                                     

CULTURA

DOVE VA LA POESIA?   Di Adam Vaccaro

Tenterò di rispondere alla domanda pluralizzandola. Perché al singolare, unita al limite di spazio e tempo disponibili, mi risulta una sfida ardua, anzi impossibile, da vincere. Dove vanno allora le poesie?
Riferendomi sia alle singole poesie che ai vari modi, sintetizzati necessariamente per lampi, del fare poesia oggi.
Spero così di dare qualche contributo utile alla sfida proposta. Mi affido per farlo alla mia Adiacenza, che sintetizzo - per coloro che non conoscono i miei scritti critici e non sanno di cosa si tratta - col titolo del saggio che ho dedicato a Inventa lengua di Gio Ferri: tutte le lingue del corpo nel corpo della poesia. Adiacenza, quindi, come forma capace di mettere in moto tutte le lingue che costituiscono un corpo. Testo che non rappresenta, ma ricostruisce un corpo. Quando questo succede scatta la magia della poesia, forma d’amore e di intensa comunione che taglia il fiato e attiva sinapsi inusitate, rinnova il nostro panorama mentale e diventa immediatamente materia vitale, reattiva e oppositiva a un mondo che spinge tutti ad arrenderci alle sue leggi. Apparentemente inesorabili e senza alcuna alternativa.

Quante sono le forme di poesia (come singoli testi e come architetture espressive) che vanno nella direzione di questa complessità? Complessità, quindi che non vuol dire, chiusura in un linguaggio altro e specialistico, ma misura, apertura e presenza nella complessità del mondo. Complessità come condizione per mettere veramente in comune, ciò che abbiamo di comune con gli altri. Poche, naturalmente, le poesie che raggiungono tale misura. Sia perché è sempre stato così, sia per ragioni specifiche legate ai caratteri del contemporaneo altro dai testi cui facevo cenno. Penso che quando l’orizzonte storicosociale appare chiuso, come nell’epoca attuale, imponga divieti espliciti o impliciti, e trasmetta le proprie onde anche alle lingue che vogliono parlare. Ne nascono forme di lingua dello schiavo (parole di Lenin, si può oggi nominare?) con sovraccarichi di allusioni e riduzioni di ciò che viene messo in comune. Basti pensare alla relazione, poco o nulla indagata tra le forme ermetiche e il fascismo. Quelle forme anche nei Soggetti che le avevano praticate pochi anni prima, dopo la guerra subirono mutamenti. Libera e autonoma evoluzione della creatività? Io penso di no.

Oggi esiste una forma originale (non dichiarata, non visibile) di chiusure e divieti, che tende a negare la possibilità di far esprimere tutte le lingue del corpo. Queste, quando parlano veramente insieme, comportano una critica violenta all’esistente. Per cui una parte del corpo può parlare, nella sua interezza no. Cosa vuol dire? Davanti a un l’orizzonte comune chiuso, posso centralizzare la relazione con la catena delle forme letterarie, utilizzandole sia come modelli da riprodurre, sia da contestare seguendo un indirizzo di neo neo neo avanguardia.
Ma posso anche essere spinto a esaltare il racconto minimale dell’esperienza privata o affettiva…forse in tali casi sarò spinto a costruire forme dominate in vario modo dalle modalità di linguaggio dell’Io: eccessivo controllo sul testo o descrizione, piattezza e sentimentalismo. Posso immergermi nella mia profondità, intesa come groviglio inintelleggibile anche a me stesso, se non lo metto in relazione all’altro da me. Probabilmente esalterò forme di linguaggio dell’Es con segmenti emotivi e immaginali che possono richiamare brandelli di sedute psicoanalitiche. Ma sono anche libero di giocare con tutte le meravigliose assonanze e i giochi di parole che consente la lingua, fare festival di idioletti o feste ai sensi del suono, che divertono o placano il mio bambino interno e possono interessare persino i pubblicitari. Oppure posso centralizzare una ricerca sull’origine del mio linguaggio, sia privilegiando il raziocinante logos dell’Io, sia l’abbandono alle mie emozioni costitutive, sia infine immergendomi e cercando aiuti nei miti e nelle immagini archetipiche profonde.

Posso infine anche reagire con la forte indignazione etica e ideale di una visione di idee fortemente critica rispetto alle violenze dell’attuale destino apocalittico del mondo. Probabilmente ne verrà un tessuto testuale dominato dalle modalità di linguaggio del Superìo. Ecco, tutte queste linee di moto possono essere punti di partenza, che non sono né garanzie né delimitazioni a priori, tutto dipende dal soggetto che vi fa riferimento. La poesia tende però a volere tutto ciò che circola nella complessità dei nostri corpi, vorrebbe metabolizzare tutte le lingue del corpo da cui proviene. È questa sua tensione all’unione profonda che la pone al centro di una ricerca di eros e di gioia, non per andare da qualche parte, ma per stare e far stare meglio, qui.   Adam Vaccaro             

                                                                                        QUINTOCORTILE


Milano infila tunnel del metrò
per rincorse di istanti veloci
che sommati fanno un niente

per farne montagne di macerie
tra sogni di un perduto verde e
incanti di incontri che a settembre

30 giugno 2004

                                                                                         

fumavano salsicce e bandiere rosse
parentesi in attesa di ragazzi bravi
a fare il gioco delle coppie con siringa

Milano ora fila sogni disfatti su uno spiedo
sapiente che cucina mucchi di denari
ricchezze povere di dolori e pensieri

Milano infila però ancora cortili uno dentro l’altro
che ritrovano in fondo - ancora visibile - il tempo

Adam Vaccaro