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RIVISITIAMO IL PASSATO
I Normannni nel Molise
(Dal
sito Morrone del Sannio)
Premessa
In Italia, l’influenza normanna riguarda il
Mezzogiorno dalla Sicilia fino alle frontiere dello Stato Pontificio, a
sud di Roma. Il patrimonio architettonico, chiese, abbazie, roccheforti
e dimore principesche, è ricco di numerosi monumenti eretti alla
fine dell’undicesimo secolo e durante il dodicesimo secolo.
L’abbondanza di testi permette di proporre una fine cronologia di
questi monumenti che sarebbe impensabile nel Nord-Ovest d’Europa.
Questi documenti, sia che ci siano pervenuti nel loro stato originale o
dopo varie trasformazioni, presentano una rimarcabile omogeneità
di stile che conferisce loro un posto particolare nel mondo normanno
europeo. Anche se tutto il sud d’Italia è rappresentativo di
questo patrimonio, due regioni richiedono particolare attenzione : il
Molise e la Sicilia. La Sicilia è il cuore dell’Impero normanno,
il centro dal quale i re normanni esercitano il potere, ma anche il
luogo in cui si concretizza il processo verso un sincretismo tra le
influenze bizantine, arabe e normanne: il primo Stato opera d’arte come
l’ha definito il grande scrittore Benedetto Croce. Il Molise è
meno conosciuto al pubblico, ma la sua situazione di frontiera gli
conferisce un’identità particolare e un ruolo storico singolare.
Ricca di castelli e altre opere difensive particolarmente ben
conservate, il Molise è una provincia che offre delle
possibilità di studio e ricerca insospettabili. In Molise
l’influenza normanna sull’architettura religiosa è
controbilanciata dall’attrazione sempre grande del prestigioso
monastero di Monte Cassino. I monumenti della Sicilia e del Molise
devono essere considerati insieme a quelli della Campania, della Puglia
o della Calabria. Tenendo presente questa prospettiva si può
misurare al meglio l’originalità di ognuna delle province del
regno normanno. continua
Il Molise in epoca Normanna
In
epoca normanna l’attuale territorio del Molise risulta diviso in due
contee: quella più interna ( Contea di Molise, 1055) e quella
costiera ( Contea di Loritello, 1061) i cui confini non sono ancora
definibili con esattezza. La difficoltà è dovuta in primo
luogo al fatto che i possedimenti dei vari signori normanni non
costituiscono unità politiche compatte ma sono sviluppati “a
pelle di leopardo”. Negli anni in cui il potere centrale e i vincoli
feudali diventano saldi, nuove unità amministrative chiamate
comestabulia si aggiungono alle divisioni già esistenti ma va
tenuto conto anche della rapidità con la quale i confini possono
cambiare nel tempo.
La contea di Loritello include i possedimenti compresi tra il corso del
Trigno e una fascia di terre della Capitanata (Bovino, Montilari,
Dragonara), ma i confini non sono stabili. Nel 1061 Goffredo
D’Altavilla, primo conte della famiglia che governerà Loritello
(attuale Rotello), occupa parte della Marca di Chieti e, dal 1064,
Roberto I si spinge ancora più a nord diventando signore
dell’Abbazia di San Clemente a Casauria. La contea di Molise
corrisponde all’incirca all’attuale Provincia di Isernia; il suo
territorio è importante per il controllo dei passi montani del
Matese. Il possedimento di Serracapriola segna il confine tra le due
contee ad est. Con Federico II di Svevia le due contee perderanno la
loro identità: quella di Molise sarà amministrata come
una parte della Terra di Lavoro dopo la grande rivolta del 1223-1226,
mentre la parte costiera sarà annessa alla Capitanata. continua
La
Contea di Molise
Studi recenti hanno individuato circa
duecento cognomi di origine francese nelle regioni del Sud dell’Italia.
Tra le numerose famiglie di cavalieri che sono arrivati dalla Francia
settentrionale l’esempio più noto è quello dei dodici
fratelli Altavilla, il cui cognomen toponomasticum deriva dalla
località di Hauteville-Le Guiscard, feudo della famiglia
omonima. Questa suggestiva ipotesi collega direttamente la storia del
Molise a quella di feudi e contee della Normandia. Nel X secolo in
Normandia (a Mortagne-au-Perche) si trova il castrum Molinis, di cui
è signore il conte Guidmondo. Alla morte di questi la
proprietà passa nelle mani del secondogenito Roberto; accusato
di aver fomentato guerre intestine e di aver tradito la fiducia del
duca decide di partire con i suoi numerosi fratelli, forse per
l’Italia. Il primogenito di Guidmondo, Rodolfo di Boiano viene definito
consilio potentis et armis, personaggio di grande esperienza ed esperto
di tattica militare. Si può supporre, quindi, che la contea di
Boiano cada nelle mani dei Normanni poco prima della battaglia di
Civitate sul Fortore (1053). C’è chi sostiene che la conquista
di Boiano sia legata alle prime campagne militari di Roberto il
Guiscardo che penetra, aggirando il massiccio del Matese, nella contea
longobarda. La zona conquistata verrà assegnata, come d’uso, a
uno dei più validi cavalieri, Rodolfo de Moulins. Questi (1054)
sottoscrive un importante documento voluto dal Guiscardo, in favore
della Trinità di Venosa. A Rodolfo succede Guidmondo, forse suo
figlio, che sposa Emma d’Eboli. Da loro nascerà Rodolfo II,
futuro conte. Della famiglia De Moulins, poi detta De Molisio, il
personaggio più noto è Ugo I, figlio di Rodolfo II. Con
lui la contea di Boiano diventa un centro importante che controlla un
territorio che viene esteso ad est (Toro e San Giovanni in Galdo)
mentre sull’altro versante riesce ad annettersi anche la Contea di
Venafro. Nel 1105 combatte contro i conti Borrello diventando signore
di Pietrabbondante e di Trivento, le ultime contee longobarde. Le terre
di Ugo arrivano a comprendere un territorio ampio e di importanza
strategica, dipendente in parte dal ducato di Puglia in parte dal
principato di Capua.
A Ugo succedono i figli, Simone e poi Ugo II. Questi preferisce
schierarsi con Innocenzo II, nel partito avverso a quello di Ruggero
II. Si allea con altri due nobili normanni, Roberto di Capua e con
Rainolfo d’Alife, nemici della corona. Dopo la vittoria del re, lo
sconfitto Ugo II subisce la confisca dei beni ma poco dopo sarà
perdonato e reinsediato a patto di rinunciare a Castel Volturno e alle
terre ad oriente del Biferno. Alcune terre confiscate gli saranno
restituite quando Ugo II verrà nominato giustiziere, quasi a
conferma dell’importanza che riveste il Comitatus Molisii (la nascita
è forse nel 1144).
Con la breve reggenza di Margherita di Navarra e dopo un periodo di
anarchia la contea, passa a Riccardo di Mandra; il figlio Ruggero
(conte nel 1170) prende parte alla guerra tra il normanno Tancredi ed
Enrico VI di Svevia e verrà espulso dai vincitori imperiali.
continua
La
Contea di Loritello
Il successo riportato nella battaglia di Civitate sul
Fortore (1053) segna l’inizio delle conquiste normanne nelle terre
adriatiche del principato di Benevento. Goffredo, fratello di Roberto
il Guiscardo, attacca la contea longobarda di Larino ed espugna il
castello di Morrone del Sannio.
Nel 1061, Roberto, figlio di Goffredo viene proclamato “primo comiti de
Loritello” e continua l’opera di espansione territoriale iniziata dal
padre. Conquista la contea di Teate (attuale Chieti) che affida al
controllo di suo fratello Drogone e si spinge ad assediare Ortona. Il
conte ha vassalli fin sulle rive del Pescara e si trova a rivestire un
ruolo di grande importanza tra i nobili normanni e ad essere temuto
persino dalla Chiesa.
Il papa Gregorio VII, riconciliandosi con il Guiscardo (1080),
riconosce le vittorie di Roberto ma chiede più rispetto per le
terre dello stato pontificio. Roberto, che ha grandi mire
espansionistiche, è impegnato al di là del Fortore: nel
1100 diventa signore di Bovino e forse di Dragonara. Il figlio Roberto
II si rivela, al contrario del padre, grande collaboratore della
Chiesa, presenziando al concilio di Troia (1115), indetto da Pasquale
II, e quello proclamato cinque anni dopo da Callisto. I due pontefici
cercano di arginare le lotte intestine tra i signori normanni e di
indurli a schierarsi contro Arrigo V.
Roberto II si trova a governare la contea durante il regno del duca di
Puglia, Guglielmo (1111-1127) debole e incapace di arginare le guerre
feudali che hanno luogo in Capitanata.
Guglielmo di Loritello tradirà Ruggero II per schierarsi con
Lotario III, sceso in Italia nel 1137, facendogli atto d'omaggio sul
Tronto e aprendogli le porte di Termoli in linea con la politica
adottata anche dal conte Ugo II di Molise.
La vendetta del re contro Guglielmo non tarderà; la contea
presumibilmente viene devoluta alla corona. Prima di morire, Ruggero II
chiede al figlio Guglielmo di investire del titolo di conte di
Loritello Roberto di Basunvilla, un personaggio imprevedibile che
adotterà una politica ambigua e comunque spesso filotedesca. Nel
1169, Roberto viene richiamato dalla Regina Margherita e da Guglielmo
il Buono per fare atto di omaggio e tornare ad essere Conte di
Loritello e di Conversano. continua
Le famiglie Normanne
I conti di Loritello hanno grande autonomia e potere
come dimostrano i documenti relativi al periodo di reggenza di
Guglielmo II: amministrano la giustizia (justiciaria) con poteri simili
a quelli del re. A Roberto III di Basunvilla, durante il regno di
Guglielmo il Malo, viene garantita la completa immunità dai
controlli degli ufficiali regi. Roberto, figlio di una sorella di
Ruggero II e del conte di Conversano (originario di Vassonville
città vicina a Dieppe, in Normandia), si trova ad esercitare il
suo potere in un momento tormentato della storia del regno. Deciso ad
ostacolare la politica del re, Roberto III dichiara, sulla scorta di un
falso testamento di Ruggero II, di essere il legittimo successore al
trono. Il re ordina l’arresto del ribelle che non si arrende e che, non
avendo l’aiuto sperato da Federico Barbarossa, tenta di allearsi con il
Comneno.
Roberto fugge in Lombardia (1158) con l’altro ribelle Andrea di
Rupecanina, aiutato da papa Adriano IV e protetto ancora una volta da
Federico I, tornerà in Italia solo dopo l’assassinio di Maione
(1161) a guidare la rivolta dei signori siciliani contro il re. A
questo punto è Guglielmo il Malo a costringere il Conte di
Loritello ad una seconda fuga alla corte di Federico in Germania di cui
sarà fedele compagno nelle spedizioni per conquistare il Regno
normanno.
continua
Lo sviluppo storico dell'architettura fortificata
Il Molise può essere considerato una “terra di
transito”, una regione che ripetutamente nel tempo è stata
coinvolta in vicende storiche che l’hanno fortemente condizionata; una
regione che anche per questo ha sempre dimostrato una sensibile
vocazione ad essere “terra di castelli”. Torri, recinti e castelli sono
sempre legati al territorio da molteplici relazioni: lo controllano e
lo soggiogano ma al tempo stesso ne dipendono.
Le opere fortificate rappresentano una classe di “reperti”
architettonici tra i più frequenti; hanno la non comune
specificità di presentare livelli di sopravvivenza e soglie di
vulnerabilità molto elevate perché sono state progettate,
costruite e costantemente adattate a nuove situazioni proprio allo
scopo di resistere il più a lungo possibile. Il cattivo stato di
conservazione di alcune opere fortificate è imputabile non tanto
a cause belliche o a cataclismi naturali quanto piuttosto al fatto che
i castelli, ormai inutili dal punto di vista prettamente militare, sono
diventati spesso una cava di materiali da riutilizzare e poi lasciati
in abbandono. Il Molise, da questo punto di vista, presenta la
singolarità, legata anche alla sua povertà, di vedere il
costante riutilizzo degli edifici antichi con adattamenti talvolta
pesanti ma più frequentemente dettati dalla più semplice
regola della necessità. La presenza di opere fortificate nel
Molise è costante nel tempo: recinti di epoca sannita,
accampamenti fortificati e città murate di epoca romana;
insediamenti, installazioni ed opere difensive longobarde, normanne;
sveve ed angioine, residenze fortificate di epoca aragonese. La
toponomastica molisana riporta frequenti citazioni che si riferiscono
ad opere fortificate: la Torretta, la Guardiana, la Rocca, Tre
Torrette, la Torre... Il castello, in queste condizioni, assume il
ruolo di elemento privilegiato di interpretazione della storia del
territorio.
continua
L'italia meridionale in epoca normanna
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MOLISE CULTURA E SOCIETÀ
1
Maggio. Il segretario generale dell'UgI: Il sindacato deve unire i
lavoratori e il Paese. “Il sindacato deve unire i
lavoratori e tutto il Paese, esiste per difendere il lavoro e per
contribuire allo sviluppo: con questo spirito, positivo e propositivo,
festeggiamo il 1° maggio a Campobasso, nonostante la crisi in corso
e nonostante le divisioni a cui assistiamo ogni giorno a tutti i
livelli, tra organizzazioni sindacali, tra istituzioni, tra territori e
categorie”.Lo dichiara Giovanni Centrella, segretario generale
dell’Ugl, per il quale “mantenendo saldi i principi, con il buon senso
ed il confronto si superano tutti gli ostacoli, compresa l'apertura dei
negozi nei giorni festivi. È questo il messaggio che vogliamo
lanciare e che intendiamo praticare costantemente”.continua
Attravesamenti. Sulla cultura dell'800
molisano.
Domani,
Venerdì 6 maggio 2011, presso l’Officina della Cultura e del
Tempo Libero ad Isernia, alle ore 17.00 sarà presentato il
volume di Dante Gentile Lorusso, 'Attraversamenti. Sulla cultura
artistica nell’Ottocento molisano'.Un’opera di grandissimo valore.La
pubblicazione di questo volume, che Dante Gentile Lorusso ha dedicato
ai pittori e agli scultori molisani del XIX secolo, amplia notevolmente
la documentazione e la conoscenza del patrimonio artistico del Molise.
continua
Cerro al
Volturno. Voler bene all’Italia vede ogni anno l’adesione di
migliaia di comuni, parchi, comunità montane, regioni e
province, ma anche di scuole, associazioni di volontariato e molte
altre realtà culturali e produttive locali. Un insieme variegato
di istituzioni e soggetti territoriali, che per l’occasione si
mobilitano all’unisono e aprono le porte dei loro borghi, facendo
percepire la voce festosa di quest’Italia, minore solo nelle liste
dell’anagrafe. Anche la Quercus Cerri, associazione socio-culturale
operante nel territorio di Cerro al Volturno, che si rispecchia in
pieno con gli obiettivi fissati da Legambiente e Piccola Grande Italia,
ha voluto aderire alla Festa Nazionale dei Piccoli Comuni, proponendo
alla cittadinanza una due giorni ricca di eventi, in programma il 7 e
l'8 Maggio. continua
Lo scienziato
Giovanni San Nicola. Sabato 30 aprile, presso la Biblioteca
comunale “De Bellis-Pilla”, si è tenuto per il ciclo letterario
“Emozioni”, curato da Virginia Ricci, un’interessante incontro su
Giovanni Sannicola. Sull’argomento ha relazionato il dott. Antonio
Santoriello, presentato dal prof. Giacomo Gargano, direttore onorario
della biblioteca. Davanti ad un numeroso ed attento auditorio
Santoriello ha delineato il percorso umano e professionale di
Sannicola, illustre cittadino venafrano la cui figura è stata,
forse a torto, offuscata da altri personaggi locali. continua
Ad Isernia al
teatro sarà presentato ''Petracipenza''. Appuntamento conclusivo
domenica, 6 marzo 2011, con la manifestazione “Solidarietà a
Teatro”.Alle ore 18 nell’auditorium della Provincia di Isernia
andrà in scena lo spettacolo “Pretacipenza” scritto da Giovanni
Pallotta e interpretato dalla compagnia Mbrianna.L’incasso della serata
sarà devoluto a favore delle associazioni di volontariato Asca e
Unitalsi. continua
''Ssu matremonie
en z'ara fa '' domani a
Isernia Doppio appuntamento, durante questo fine settimana,
con gli spettacoli previsti nell’ambito della manifestazione
“Solidarietà a Teatro”. Questa sera, venerdì 25 febbraio
2011 alle ore 21, andrà in scena al teatro Italo Argentino di
Agnone lo spettacolo teatrale “Ssu Matremonie nen z’ara Fa’”.Si tratta
di una commedia dialettale che è stata scritta da Giampaolo
D’Uva e che sarà portata in scena dalla compagnia teatrale
l’Areté.
continua
Teatro dialettale
isernino. “Sabato al Maci” all’insegna del teatro
dialettale isernino in questo fine settimana. Infatti, domani sera,
sabato 19 febbraio 2011 alle ore 17.30 nell’Officina della Cultura e
del tempo libero di Isernia andrà in scena lo spettacolo
teatrale denominato “Una serata a teatro”. Si tratta di una commedia in
tre atti unici recitata in dialetto isernino che sarà
interpretata dagli attori dell’Associazione culturale l’Areté.
Associazione, quest’ultima, che è sorta come gruppo di amanti
della parola e del gesto raccontati e recitati, veicoli di sentimenti,
di emozioni, di tradizioni, di umanità perdute e, di messaggio
ideologico, utilizzando a tal fine testi che attingono alla
realtà e alla cultura popolare.
continua
Francesco Iovine
e il suo sogno molisano. Francesco Jovine, ha scritto
durante la sua breve esistenza, romanzi di carattere e di genere
“neorealistico”, di pari importanza, come un Carlo Levi, Elio Vittorini
o un Cesare Pavese. Eppure a differenza di quest’ultimi, la figura e le
opere di Francesco Jovine dopo la sua morte, avvenuta a Roma nel 1950,
è caduto purtroppo negli abissi del girone dei “dimenticati”.
Perché? La prima risposta che ci viene in mente, per
sdrammatizzare la “questione dei dimenticati”, è il fatto che
Francesco Jovine è stato uno scrittore italiano di minore
importanza perché ha raccontato «storie e cronache di un
piccolo paesino del centro-sud» oppure non ha ricevuto quel
caloroso elogio ed apprezzamento da parte del pubblico lettore? continua
la leggenda
campobassana di Delicata Civerra. C’era una volta, a
Campobasso, in un tempo molto lontano, una bellissima ragazza di venti
anni, tanto bella che tutti i giovinetti del luogo, desideravano
ricevere un semplice e puro sorriso da lei, pur di accontentarsi.
Delicata. Delicata Civerra. Questo è il nome della fanciulla,
dai «modi corretti e di grande virtù» e dagli
«occhi neri e dai capelli di color bruno violaceo
scuro».Non tutti conosciamo da vicino, la leggenda o la storia,
che ruota intorno alla figura di questa ragazza vissuta in un clima
«ostile e di odio» tra due Confraternite, Crociati e... continua
I 200 anni di
Larino nella provincia di Molise. Nell’ambito delle
manifestazioni celebrative per il 200° Anniversario
dell’inserimento del “Distretto di Larino” nella “Provincia di Molise”,
Poste Italiane ha predisposto per domani (mercoledì 4 maggio),
su richiesta dell’Amministrazione Provinciale di Campobasso, uno
speciale annullo filatelico che raffigura lo stemma della Provincia di
Campobasso e i confini geografici del “Distretto di Larino”.Per la
marcatura dell’ annullo, che consentirà di mantenere un duraturo
ricordo della storica ricorrenza, Poste Italiane allestirà, con
orario 15.00 – 20.00, una apposita postazione presso il Palazzo Ducale,
dove sarà attivato un servizio filatelico a carattere temporaneo
a disposizione dei cittadini, dei convenuti e degli appassionati
collezionisti.
Marcia della pace sul Tratturo: presentata la
quarta edizione .. Nel
suo saluto augurale, il presidente della Provincia, Nicola D’Ascanio,
ha sottolineato il forte coinvolgimento dell’Amministrazione
provinciale e delle associazioni che partecipano a questa edizione.
“Una missione nobile e attuale – ha sottolineato il presidente
D’Ascanio -, la condizione per contaminare e aggregare sempre
più in vista di un obiettivo importante. Far crescere la cultura
della pace.Questa bellissima storia, legata alla marcia molisana sul
tratturo, è nata quattro anni fa con l’obiettivo di coniugare
identità e grandi aspirazioni. Ed in questi quattro anni
è cresciuta e si è consolidata. continua
Continua
l'avventura Archeomolise. ArcheoMolise, la rivista
italiana dedicata alla storia, all’archeologia e alla cultura
antropologica del Molise, interamente curato da giovani studiosi
molisani, contro tutto e tutti, continua la sua avventura. Dopo una
pausa forzata di alcuni mesi, dovuta al taglio del finanziamento che
sosteneva la rivista, il direttivo del trimestrale, che nei passati 20
mesi ha suscitato un vivo interesse in regione e la cui qualità
è stata riconosciuta non solo a livello locale, ha deciso di
mettersi in gioco direttamente, di slegarsi dal cappio e dai “capricci”
dei finanziamenti pubblici e di puntare sul proprio lavoro e su un
impegno scevro da qualsiasi compromesso che limiti gli scopi di chi ha
a cuore solo lo studio, la valorizzazione e la promozione del
patrimonio culturale della regione. Oltre alla continuazione della
rivista, si è deciso di intraprendere un’altra scommessa: la
nascita del sito www.archeomolise.it, con news in tempo reale e
approfondimenti di taglio culturale non solo dal Molise, ma dall’Italia
e dal mondo intero.
Giovanni Paolo II disse ai Molisani: ''Non
artrendetevi..” Ci saranno numerosi molisani tra quel milioni di pellegrini
presenti a Roma per partecipare alla Beatificazione di Giovanni Paolo
II. Resta ancora vivo il ricordo della visita nell’alto Molise, nel
1995, n occasione della festa di San Giuseppe Artigiano, quando il
Pontefice con determinazione spronò la gente delle aree interne
a non arrendersi allo spopolamento e alla perdita dei valori legati
alla tradizione del lavoro artigianale e contadino. Oggi più che
mai quelle parole risultano profetiche e attuali, se si pensa a cosa
sta accadendo nei piccoli comuni molisani, travolti dalla crisi
economica e dalla perdita di servizi. La giornata della Beatificazione
è stata anticipata da una serie di messaggi, iniziative e
testimonianze. Eccone alcuni... continua
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DESTRA, SINISTRA, CENTRO
Additi
mistici
destra,sinistra,centro
a vie celestiali
ma con mignotte
elette Regine maitresse
su foto di lingerie
non si va mai a segno
casomai segnati
da marchette mentali
-Testicoli icone
occhi di comando
pesi di bilancia
su linea ideologica
e il Popolo a soppesarli
all’asta di bandiera
-Carni a giochi di specchio
ossa vorticanti all’aria
cani in delirio di scelta
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-Lune riflesse in raucedini
marenghi giganti
a pezzenti in preghiera
a solidificarli
al crocevia benedetto
per ognuno
da Santi incravattati
-Un voto
mattone al tempio infinito
del potere e illusione
sottratta a canestri di speranza
-Viva l’anarchia
e all’inferno di terra
politici e elettori
che prostituiscono dignità
nel bordello chiamato Patria
Da: Destini E Presagi
www.santhers.com
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PER GLI APPASSIONATI DI
CUCINA,
LES ''RECETTES DU MOLISE''.
É A
DISPOSIZIONE DEI MOLISANI IL LIBRO ''RICETTE MOLISANE'', IN
LINGUA FRANCESE, (RECETTES DU MOLISE). IL LIBRO É
PRECEDUTO DA UN AMPIA PRESENTAZIONE SULLA CULTURA MOLISANA. CON
QUESTO LIBRO L'AUTORE, FRANCO NICOLA, VUOL FARE CONOSCERE AI
QUEBECCHESI E AI FRANCOFONI LA NOSTRA REGIONE E PROMUOVERE COSI IL
TURISMO VERSO IL MOLISE. IL LIBRO É IN VENDITA PRESSO
L'AUTORE AL COSTO DI 25 DOLLARI CANADESI. RICHIEDETELO A
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