COMUNICAZIONE MOLISANI

 

 

DA LEGGERE QUESTA SETTIMANA IN QUESTA PAGINA

 

RIVISITIAMO IL PASSATO

Franco Nicola : Il Molise a cavallo tra il XX e XXI secolo

Michael Santhers : Contadini in Molise, XXI secolo

Donato del Galdo : I contadini di San Giuliano di Puglia

IL MOLISE E I MOLISANI

Dal web : Sagre nelle province di Isernia e Campobasso

I NOSTRI FRATELLI ABRUZZESI

Dal web : Sagre in Abruzzo

Dal web : Eventi culturali in Abruzzo

L'ANGOLO DELL 'EMIGRATO

Dal web :Bibliografia su l'emigrazione Italiana

Dal web : Les Associazioni Abruzzesi nel mondo

L'ITALIA E GLI ITALIANI

Dal web,Italiaca : Biografia di Luigi Pirandello

Adam Vaccaro : Le bugie del mago, poesia

Dal web,Italica : La rinascita del cinema italiano

          

 

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RIVISITIAMO IL PASSATO

 

 Il Molise a cavallo tra il XIX e XX secolo di Franco Nicola

 

É incredibile il progresso raggiunto dal Molise ! Oggi la Regione é irriconoscibile in rapporto a cio' che fu duecento anni fa. Quanto avanzamento verso la democrazia; quanto progresso nel settore sanitario, in quello economico, culturale  e politico !  I Molisani che hanno ottanta anni e più l'hanno vissuto quel periodo nero del Molise e l'hanno raccontato sicuramente ai loro figli.  Ma sono sicuro che la generazione d'oggi giorno non ha nessuna idea di cio' che furono le condizioni dei loro antenati.  Senza volere ruminare il passato, é importante che i nostri figli sappiano come ha vissuto la nostra gente, che conoscano contro quali condizioni di sottosviluppo hanno dovuto lottare per sopravvivere, contro quali poteri hanno dovuto battersi non soltanto per un ''tozzo'' di pane, ma anche per un po' di libertà, per liberarsi dalla schiavitù dei potentati politici e economici locali.  La vita dei nostri antenati non fu superiore a quella degli schiavi delle Caroline o della Luisana

 

Gli storici non hanno ancora messo alla luce il vissuto della nostra gente durante gli ultimi  secoli; sarebbe uno studio indispensabile da farsi per svegliare le coscienze del  mondo molisano contemporaneo, in particolare per ricordarci che prezzo é stato pagato dai nostri antenati  per raggiungere la libertà odierna.  Solo tornando alla lettura di questo nostro passato ci permetterà di capire perché il Molise é stato lento a svegliarsi, a svilupparsi e perché si é svuotato di metà tra il 1900 e il 1970.

 

<>Una maniera particolare per conoscere le condizioni esatte dei nostri  é di far rivivere in queste pagini la vita quotidiana dei contadini di un secolo fa.  Un bravo molisano, il cui nome é Donato del Galdo,  ci ha descritto in un suo libro (Vita di Contadini) come viveva la classe agricola del Molise.  Per farvi rivisitare il passato, vi faccio raccontare dal Del Galdo il duro quotidiano della nostra eroica gente; non esagero quando chiamo i nostri ''eroica gente''; lo costaterete ! I nostri giovani moderni che vivono in un epoca di mille divertimenti, che girono il mondo con tanta facilità, che sono consumatori di fast food e di mezzi di comunicazione, sapranno riconoscere l'importanza della lotta dei loro antenati? Celo auguriamo ! Franco Nicola

 

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CONTADINI IN MOLISE (XXI/mo secolo)

Erano gli anni sessanta di uomini fuori tempo,
in camera da letto con galline ,aprivano la botola
e lasciavano cadere misurati pugni di fieno all'asino
e non tutti avevano simile fortuna,
spesso la misera stanzetta dei più poveri
si trovava distante dal tesoro stalla
e in rigido inverno, semiscalzi sfidavano neve e gelo
per pasturare stenti all'animale
-Anni nefasti al raccolto vincevano sui benevoli
e tanti torchiati dalla fame emigravano in America
in speranza a nuova futura luce di sazietà
ma spaesati in rumori di lingua in promiscue razze
mendicavano i più umili lavori o presagi
e dimoravano in lerce baracche sovraffollate
ove topi mosche e violenze proliferavano
in sporcizie così nauseabonde
che persino il vento schifato a disperderle


-Sto parlando dei contadini Molisani
selvaggi,prototipi umani eruttati da orgasmi
indottrinati in superstizioni e orgoglio analfabeta,
ai gesti tozzi incollavano sputi e rumori di bocche
copiati a ghigni d'eterna difesa al fato
                                                                                                                                                            
-Avevano sempre mimiche arcigne
su brecciati visi infilzati da falasche barbe
e non era raro che s'ammazzassero
per un confine o un ceppo di legno
-Pezze saldate a tamponare multistrati sudori flautolenti
si chiamavano vestiti,abbinati a berretti bisunti
a cui attecchivano accennati funghi a tettoia di buonumore
quando affiorava in mostra fuligginosa dentatura
simile a muraglia qua e là abbattuta da invasori
-A guardia del niente spelacchiati cani
in eterni inchini a seguire tozze mani al pranzo
a sperare uno starnuto sparasse briciole
-Con spuntati aratri tirati da scheletriti animali
scorticavano arida impigrita terra
per un raccolto di grano che se abbondante
restituiva seme e un piatto in più
-Paglia era premio quasi certo
martoriate ossa in nuovo calendario
della vita , il senso
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Da:Destini E Presagi
http://www.santhers.com

 

 

 

 I Contadini di San Giuliano di Puglia di Donato del Galdo

 

 

 

..........''Ho sentito la necessità di trasmettere ai giovani una conoscenza realistica del lavoro contadino e bracciantile e della loro condizione di vita di una intera epoca, che abbraccia un lungo periodo di tempo e lega intorno a sé più di una generazione...... I fatti raccontati provengono da una realtà vissuta che mettono a nudo la dura esistenza di una massa contadina, sia pure vista in un piccolo comune, ma la sua storia puo' raffigurare quella di tanti altri comuni del Mezzogiorno d'Italia.  Risulta evidente l'intendo preciso di mettere nel giusto rilievo la volontà adoperata nel lavoro che é senza pari.  Una lotta continua per assicurare, tra tante difficoltà, il sostentamento essenziale per vivere della famiglia contadina.

Dall'altra parte, l'evidente saggezza dei proprietari di terreni mediante lo sfruttamento dei braccianti e dei contadini, tramite la rendita agraria. Le ingiustizie pratricate ai danni dei contadini dal potere costituito.  L'abbandone nell'analfabetismo e nelle condizioni di arretratezza dei contadini.

 

Uno scritto che vuole essere un giusto riconoscimento al lavoro dei campi e ai suoi protagonisti: i contadini.  Un invito alla riflessione degli sfruttati di ieri e di oggi per l'insegnamento a continuare nella lotta per una società migliore.  Sono interessanti le descrizioni dei vari lavori praticati nella campagna con i mezzi dell'epoca.  Le faticacce della trebbiature con il caspetio, della mietitura con la falce a mano dagli uomini.  La volontà e la forza dei giovani braccianti d'allora nel lavoro più duro : lo scasso totale del terreno fatto col bidente, per l'impianto del vigneto.  La pastorizia di un tempo, il piccolo allevamento di bestiame tra le famiglie povere di contadini.  L'oliveto, ieri lavorato  profondamente dai braccianti col bidente. Il lavoro dello zappatore poco retribuito.  Gli oliveti ieri neri come corvi, oggi pallidi.  Il lavoro del frantoio non meccanizzato e non elettrificato.  La resa di olio data dalle olive.  La pezzenta ricca per il padrone.  La misura del tempo durante le ore del giorno e della notte nella campagna, approssimativa per la mancanza di orologio. Altri capitoli ancora interessanti per il loro contenuto sociale. I prestiti a usura nelle campagne maggiorati dalla mora per l'impossibilità alla loro restituzione, furuno la consequenza della perdita della quota di terreno ricevuta dalla quotizzazione di Montecalvo, da parte di tanti contadini. La Fantina terreno di uso civico, tanto contrastata ai contadini dal podestà fascista, causa della triste data del 14/12/1931.

Altri episodi e altri capitoli che mettono in giusta chiarezza la vita dei contadini. I contadini poveri, il garzone fattore.  Le necessità economiche dello zappatore di terra.  L'emigrazione ieri e oggi, quale reazione a una condizione di miseria e di sfruttamento, per l'elevazione morale, economica e culturale del contadino. La situazione esistente oggi in paese e nelle campagne.  Il modo di divertirsi dei contadini e di variare un po' la loro vita. Le feste religiose in paese.

 

Nel mettere insieme il mio modesto lavoro- afferma il Galdo- sono stato sorretto dall'intendimento di restare legato ai miei amici di lavoro di San Giuliano di Puglia e tanti altri della nostra zona; di rendere merito ai nostri antenati contadini che ci hanno preceduto, dai quali abbiamo raccolto l'insegnamento nel lavoro dei campi e sopratutto nella lotta per l'emancipazione......''Donato del Galdo

 


 
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IL MOLISE E I MOLISANI

 

 

 

La diga di Chiauci è una grande risorsa per il Molise A poco più di tre mesi dall'inaugurazione, Gianni Chiodi e Michele Iorio, i presidenti delle due regioni “cugine” (fino al 1963 erano unite), si sono incontrati nel Paese altomolisano per tastare con mano i primi progressi fatti registrare dal bacino ...

Fornelli tra i Borghi più belli d'Italia! Colpito dalle belezze del Molise, invitato ufficialmente ha mostrato interesse a tornare e perche' no, con l'aiuto del molisano Varriano, aprire ad altri Borghi molisani affinche' diventino parte integrante del cicuito de " i Borghi piu' Belli ...

l'Hospice di Larino, miracolo in Molise Un posto così "non pensavo potesse esistere nel Molise", a quante persone lo sentito dire nei giorni in cui ho frequentato l'Hospice, a quante mogli, mariti, figli, anche ad una madre, che vegliavano i propri cari, straziati dal dolore, ma consapevoli ...

Esposizione delle tipicità alimentari e artigianali molisani, dal ... A distanza di venti anni il Molise avrà l'onore di portare l'olio che brucerà sulla tomba di San Francesco d'Assisi. L'evento - di per sé rilevante - assume una caratteristica di unicità ricadendo, rispetto al passato, nel 150° Anniversario dell'Unità ...

Debutta a Termoli il Movimento politico 5 stelle: "Rianimiamo il Molise" Fino ad oggi sono già un centinaio le persone che in Molise stanno seguendo con grande assiduità il discorso portato avanti, già nella sua fase embrionale, dal Movimento a 5 stelle. Alla base di questa partecipazione c'è una forte volontà di ...

Con Molisetnica di Larino anche laboratorio su danze popolari Nel Basso Molise, il laboratorio, dal 31 Luglio al 4 agosto 2011, sarà itinerante e si svolgerà nei paesi che ospiteranno la Molisetnica, quindi, Larino, San Felice del Molise, Montorio nei Frentani e Santa Croce di Magliano. Nel percorso sulle danze ...

Abruzzo e Molise: i prodotti tipici I sistemi di lavorazione artigianali sono i soli a essere ammessi dal disciplinare di produzione, che definisce lo Zafferano di L'Aquila “un fossile vivente, in quanto sia i caratteri botanici della pianta che le tecniche colturali impiegate per la ...

Castel San Vincenzo, Medievalia il 17 ci riporta alle battaglie ... CASTEL SAN VINCENZO (Isernia) - Una domenica speciale è quella in programma in occasione della XVIII edizione del festival di musica medievale, rinascimentale e barocca “Il Trionfo del Tempo e del Disinganno”con il patrocinio della Regione Molise. ... Campus scuola estivo nel Fortore, soddisfatto vicepresidente Provincia Sono previsti docenti provenienti dal mondo accademico e di notevoli esperienze nel campo del patrimonio demo-etnoantropologico immateriale. Nasce così l'idea di una vera e propria Università dell'esperienza per il Fortore. vasta area che tocca le ...

A Campobasso il Festival del Teatro popolare e della tradizioneCAMPOBASSO - Torna anche quest’anno il Festival del Teatro Popolare e della Tradizione, giunto alla sua 15° edizione.

Al via il Festival Internazionale del Folklore nel MateseSAN MASSIMO – Al via il Festival Internazionale del Folklore nel Matese. E’ già un successo la serata inaugurale del Festival del Folklore nel Matese; dopo lo spettacolo dedicato alle penne all’arrabbiata, ci aspettano altre delizie da assaggiare a San Massimo, in occasione del Festival  che già da alcuni anni sta riscuotendo un meritato successo, richiamando gente da ogni parte del Molise e dai paesi limitrofi.

 

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Sagre di luglio nelle province di Campobasso e Isernia
 
il 21 luglio 2011 a Termoli (CB)
il 26 luglio 2011 a Jelsi (CB)
dal 30 luglio 2011 al 01 agosto 2011 a Cercemaggiore (CB)
dal 22 al 23 luglio 2011 a Montaquila (IS)
dal 29 al 31 luglio 2011 a Miranda (IS)
 
 
Sagre d' agosto nelle province di Campobasso e d'Isernia
 
il 12 agosto 2011 a Pescolanciano (IS)
il 23 agosto 2011 a Montemitro (CB)
dal 30 luglio 2011 al 01 agosto 2011 a Cercemaggiore (CB)
dal 04 al 07 agosto 2011 a Carovilli (IS)
nel mese di agosto 2011 a Petrelle Tifernina (CB)
dal 01 al 02 agosto 2011 a San Giovanni in Galdo (CB)
il 13 agosto 2011 a Pescolanciano (IS)
l 10 agosto 2011 a Pescolanciano (IS)
nel mese di agosto 2011 a Pescopennataro (IS
dal 01 al 02 agosto 2011 a Montaquila (IS)
dal 04 al 07 agosto 2011 a Carovilli (IS)
 il 10 agosto 2011 a Pescopennataro (IS)
il 10 agosto 2011 a Pescolanciano (IS)
dal 10 al 13 agosto 2011 a Cerro al Volturno (IS)
il 12 agosto 2011 a Pescolanciano (IS)
il 12 agosto 2011 a Pescolanciano (IS)
 il 13 agosto 2011 a Pescolanciano (IS)
ese di agosto 2011 a Pescopennataro (IS)
 
 

 

 

 
 

                                                                                                                                                                                                                                                                             

 L'ANGOLO DELL'EMIGRATO

 

 

Umberto di Genova emigrato residente

a Montréal, vi parla di Boiano 

 

 

Bibliografia su l'emigrazione Italiana 

 

Volpe G., L'Italia in cammino (a cura di Giovanni Belardelli), Laterza,Bari 1991
Viscusi R., La letteratura dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti , Edizioni della Fondazione Agnelli,Torino 1991

Sori E., L’emigrazione italiana dall’Unità alla seconda guerra mondiale , Il Mulino,Bologna 1979 in F. Schino, a cura di, Cultura nazionale, culture regionali, comunità italiane all’estero

Signorelli A., Tiriticco M.C., Rossi S., Scelte senza potere. Il ritorno degli emigrati nelle zone dell’esodo , Officina Edizioni,Roma 1977

Ruggiero A., Italiani d’America , ,Milano 1937

Marazzi M., Misteri di Little Italy. Storie e testi della letteratura italoamericana , Franco Angeli,Milano 2001

Haller H. W., Una lingua perduta e ritrovata. L’italiano degli italo-americani , La Nuova Italia,Firenze 1993 in Rivista di emigrazione, III, fascicolo 3-4, 1910.

Franzina E., Dall’Arcadia in America. Attività letteraria ed emigrazione transoceanica in Italia (1850-1940) , Edizioni della - Fondazione Agnelli,Torino 1996

Franzina E., Gli italiani al nuovo mondo. L’emigrazione italiana in America 1492-1942 , Mondadori,Milano 1995

Felice C., Da “obliosa contrada”a laboratorio per l’Europa. Industria e agricoltura dall’unità ai giorni nostri, in Storia d’Italia. Le regioni dall’unità a oggi. , Einaudi,Torino 2000

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Les Associazioni Abruzzesi nel mondo

 

Da allora, i sodalizi di abruzzesi si sono sviluppati in tutti gli angoli d’Italia e del mondo, arrivando a contare 230 associazioni; molte di esse, negli anni, si sono estinte, ma l’albo ufficiale degli emigrati abruzzesi conta, allo stato attuale, 93 associazioni, 10 federazioni e una confederazione, raggruppanti 1 milione e 200mila corregionali residenti fuori dai confini regionali. Una presenza radicata in tutti i Continenti, che ha il suo caposaldo in Sudamerica, tra Argentina, Brasile e Venezuela, e nel Nordamerica. Il primato della presenza va però alla Svizzera, che di recente è stata capace di esprimere, attraverso le sue associazioni, ben due deputati nel parlamento italiano. L’associazionismo abruzzese, attraverso le sue comunità, ha contribuito a diffondere e mantenere le tradizioni paesane anche in località distanti migliaia di chilometri, a cementare il legame tra passato e presente della cultura regionale, a fare da serbatoio per gli studi antropologici e linguistici, partecipando infine anche alla costante promozione del made in Abruzzi (pasta, olio, vino, cultura) nei paesi d’accoglienzaLa prima a nascere, nel 1886, fu l’associazione abruzzese di Roma, fondata dai fratelli Silvio e Bertrando Spaventa, patrioti di Bomba. .


 

The first association was born in 1886. It was an association from Abruzzi emigrants situated in Rome. This association was created by the Spaventa brothers, Silvio and Bertrando. From then on, unions of citizens from Abruzzi developed in many Italian corners and around the world. These associations managed to sum up to 230; many of whom, during the years, slowly died. Now day’s emigrants from Abruzzi sum up to 93 associations, 10 federations and 1 confederation; 1 million of groups and 200 thousands residents from Abruzzi live in the outsides of these associations. There is a radical presence in all continents. The main of these associations is in Switzerland; here there is the highest rate of citizens from Abruzzi, and Switzerland with its associations managed to create two deputies in the Italian parliament. The second base is situated in the South America: Brazil, Venezuela and North America. Abruzzesi abroad with their actions contributed, kept and spread out the culture and traditions of the homeland. These associations hold the bond between the past and the present of regional culture, and are a storage of anthropological and linguistic studies. They also participate with the promotion of “made in the Abruzzi” (pasta, oil, wine, art, culture).  Dal web, Emigrazione Abruzzese

 

 
 
 

                                                                                                                                                                                                             

L'ITALIA E GLI ITALIANI

 

Biografia di Luigi Pirandello di Francesco Troiano
(Girgenti 1867 - !936)

Nasce a Girgenti (oggi Agrigento) nel 1867, da una famiglia borghese. Nel 1891 si laurea all’Università di Bonn. Tornato in Italia, nel 1893 si stabilisce a Roma dove inizia a collaborare a riviste letterarie, per l’interessamento di Luigi Capuana; dal 1897 - ed ininterrottamente fino al 1922 - insegna all’Istituto superiore di Magistero, prima stilistica, poi letteratura italiana. Comincia a pubblicare poesie, saggi, romanzi e novelle (che, a principiar dal 1909, apparivano sul “Corriere della Sera”), per poi affermarsi come autore drammatico nei due lustri seguenti al primo conflitto mondiale. Se “Liolà”, “La giara”, “Il berretto a sonagli”, “Pensaci, Giacomino!”, “Così è (se vi pare)”, “Il piacere dell’onestà” sono i lavori più significativi del periodo 1915-20, è nel 1921 - anno della prima, sfortunata rappresentazione dei “Sei personaggi in cerca d’autore” - che la fama del Nostro varca i confini nazionali, con il consenso unanime di pubblico e critica. Da ricordare, ancora, i drammi “Vestire gli ignudi” (1923) e “L’amica delle mogli” (1927), dedicati a Marta Abba. Accademico d’Italia dal 1929, nel ‘34 è insignito del premio Nobel per la letteratura. Muore a Roma nel 1936, mentre sta lavorando a “I giganti della montagna”.

 

I tratti salienti dell’arte di Pirandello si presentano sin dalle sue prime prove narrative: se già nel romanzo breve “Il turno” (1895) il gusto dell’autore siciliano pel grottesco corrosivo risulta infatti evidente, ne “L’esclusa” (1901) - storia di una donna cacciata di casa dal marito per un’ingiusta accusa di adulterio e riammessavi proprio quando adultera è diventata - si precisa una visione dell’uomo prigioniero delle convenzioni e smarrito nel dedalo di una verità proteiforme. Tali concetti trovano definitiva sistemazione ne “Il fu Mattia Pascal” (1904) - dove un individuo ritenuto morto cerca invano di crearsi un’identità nuova, finendo per perdere anche l’originaria - e vengono integrati dalle riflessioni contenute nel saggio “L’umorismo” (1908), incentrato sui problemi della creazione artistica. Se “I vecchi e i giovani” (1906) segna un ritorno ai canoni del verismo, nel confronto tra illusioni risorgimentali e scorciatoie cercate dalle nuove generazioni, in “Suo marito” (1911) e “Si gira” (1915) si fa più pessimistico il suo sguardo sull’umanità, ingabbiata nella finzione ed impossibilitata a decrittare il reale. Uguali tematiche si riscontrano nelle sue  novelle, raccolte nel 1922 sotto il titolo “Novelle per un anno”, e nel suo ultimo romanzo”Uno, nessuno e centomila” (1926). Dal web, Italica

 

                                                                                                 

LE BUGIE DEL MAGO

 

Canta cauta una fontanella davanti               

alle piccole vallate segnanti                           

le rughe del paese dei maghi:                        

la nebbia tremante spiuma                             

le linee accalcate sprofonda                           

in lampi d’armi tra Sanniti                             

e Romani più in là illumina                           

Annibale nel sonno di Gerione                      

e continua inventando fiabe                            

misteri nella luce dominante                          

del sole – mago dei maghi                             

così bugiardo

che assottiglia il cuore

 

che lucida inganni tra i fili d’erba – e

l’imberbe manto del grano mente

ancora più verde e abbacinante

diventa il bianco di una masseria

adiacente il monte della neve viola

 

 

                                                                                         

 

 

del fondale di Maiella e Maielletta – che

fende la foschia verso il mare inseguendo

su l'erte le orde longobarde segnando

lievi i bordi delle Tremiti e dello Sperone

del Gargano – ponendo fusi ogni terra e mare

in un tempo deponente senza tempo 

 

o bugiardo bugiardo

che cancelli nel cuore

i fasti degli orrori

della fame della morte

 

un ardente placido mare d’eternità che

reinventa così tersa e fresca quest’aria

dicembrina e sembra sia a lui dovuta

la dispensa di questo silenzio

intoccabile e speciale – quasi totale –

aliante sottile nel fruscìo della piccola

fontana – sbalzato infine dai rintocchi di lon

tane campane di una messa di Natale

 

 

di Adam Vaccaro dic. '97

 

 

 

La rinascita del cinema italiano. Il cinema dei telefoni bianchi

 

Stefano Pittaluga e la Cines

Nel 1930, la diffusione in Italia dei primi film sonori porta le succursali delle compagnie hollywoodiane (soprattutto Metro Goldwyn Mayer, Fox e Paramount) ad allestire in Italia impianti per il doppiaggio dei loro film. Sono precedute in tale ammodernamento da una ditta nazionale che diffonde nelle nostre sale la maggior parte della produzione cinematografica straniera: la Società anonima Stefano Pittaluga. Quest'ultimo rappresenta senz'altro il primo esempio di tycoon italiano. Pittaluga inizia infatti intorno alla metà degli anni '20 la sua professione nel settore della distribuzione. La sua società, nel 1930, possiede circa 200 delle 2500 sale italiane, la maggior parte delle quali è dotata di impianti per la riproduzione del sonoro. E' suo il merito di presentare al Supercinema di Roma "Il cantante di jazz" (primo film sonoro del 1927), ceduto dalla Warner proprio a Pittaluga. Accusato dai critici e dai cinefili di non prendere posizione nella produzione Pittaluga, pur ritenenendo che la situazione industriale del cinema italiano sia pessima, nel 1929, a prova della sua buona volontà, ristruttura a Roma gli studi della Cines e si lancia così nella produzione. Il suo primo film è "La canzone dell'amore" (1930) da un soggetto di Luigi Pirandello, diretto da Gennaro Righelli. In seguito la legge sul cinema del 18 giugno 1931 accoglie i consigli di Pittaluga: da un lato, impone un tributo a chi importi o doppi i film stranieri (tributo ora scomparso ma ereditato dalla Francia che ancora lo adotta utilizzando poi gli introiti per finanziare il proprio cinema); dall'altro concede crediti ai produttori e premi in denaro calcolati sugli incassi. La legge contribuisce ad incrementare la produzione italica mentre Pittaluga prosegue il suo lavoro di produttore, producendo numerose commedie scacciapensieri come "Patatrac" (1931) di Righelli, "Rubacuori" (1931) di Brignone, "La segretaria privata" (1931) di Alessandrini, ma dando anche possibilità di lavoro ad alcuni tra gli autori più interessanti di questo decennio con film come "Sole", opera prima di Alessandro Blasetti, e "Rotaie" di Camerini, entrambi del 1929. Dal web, Italica

 

VIAGGIATE CON FRANCO : ALBUMS DI VIAGGIO 

 

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