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RIVISITIAMO IL PASSATO

 

Da leggere questa settimana su questa pagina

Gianni Spallone : Cambuasce,una e due

Cultura Italia : Lavorazione del merletto ad Isernia

Franco Nicola : Musei della Civiltà Contadina

Franco Nicola : Il Molise su YouTube

Franco Nicola : Disagi dei Giovani Molisani (YouTube)

Ugo d'Ugo : Desperazione, poesia

Notizie : Dal Molise e dei Molisani

Notizie :  Dall'Italia e degli Itaoliani



kalendese@gmail.com


 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                 

                                                           

Cambuasce: una e due...di Gianni Spallone

                                                                              

Tanti anni fa decisi di andarmene da Campobasso

“Dove vai?”

“Vado a Roma”

“Ma che dici? Senza mestiere, senza appoggi. Sei pazzo?”

“Sì, sì, sono pazzo. E me ne vado veramente”

… e veramente me ne andavo ...

da quella Cambuasce paisanona, borghesuccia, borbonica, fascistoide, un po’ colittiana un po’ democristiana, della Libertas e della Fiamma

 quella Cambuasce del “lassa fa ’u munne comme ze trova”, “te l’eve ritte ije”, “addò mé”

 quella Cambuasce dello struscio di gregge umano da capammonte a capabasce, del pissi pissi, di pizze e balli il sabato sera e pastarelle la domenica

 quella Cambuasce delle castagnole, delle scamorze, di cici e sumente, del caffè da Lupacchioli, del Bar sport praticato al Bar centrale, della colazione da Brisotti (escluso i festivi per chiusura locale)

… me ne andavo …

da quella Cambuasce della porcilaia, dei condomìni rissosi per la moltiplicazione di avvocati, avvocaticchi e praticanti, del dove nessuno è contento di niente

quella Cambuasce delle eterne code: alle poste, alle casse dei supermercati, perfino dai giornalai e dai benzinai (perché benzinai e giornalai si intrattengono a parlare con gli amici che, porca miseria, capitano sempre davanti a te)

quella Cambuasce dei politicanti, degli impiegati, del posto fisso, del “se riesco a entrare in banca…”, del “vacci a nome mio”, del dove bisognava raccomandarsi a qualche mammasantissima anche per ricevere il trattamento di fine rapporto

quella Cambuasce dove le domande di lavoro, delle borse di studio, delle liste di precariato erano già chiuse prima di aprirsi perché arrivavano sempre primi gli amici degli amici

… me ne andavo …

da quella Cambuasce con due pisciatoi, con i marciapiedi o sconnessi o scivolosi, quella del “t’aspetto davanti all’Upim”, del “ci conosciamo tutti”, del “Buongiorno” e “Buonasera” che a Cambuasce si pronunciano “Tutto a posto?”

quella delle contrade, delle coste di Oratino, della Fota, delle chiese dentro e fuori le mura

quella Cambuasce delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti e dei cani randagi

… me ne andavo …

da quella Cambuasce delle villone in periferia, la Cambuasce di Vazzieri, della zona industriale, della Piazzetta, di Corso Bucci, del CEP, di Basciosantantuono, di San Mercurio, di Vico Tre dita

dalla Cambuasce morattiana, moderna, vecchia, stravecchia, quella turistica, quella degli amici della musica, gli amici del bridge, gli amici di quelli che aspettano le svendite da Fabian

dalla Cambuasce invidiata da tutti, la Cambuasce dall’aria incontaminata, la Cambuasce dove fa sempre freddo e vento, estate e inverno, ma che “vuoi metterla con Isernia?”

… me ne andavo …

da quella Cambuasce dove i giovani pisciano per strada, rovesciano cassonetti, scassano le aiuole, fanno casino fino alle tre di notte

la Cambuasce popolata da personaggi addentro ai segreti umani e divini, sostenitori della pena di morte, strateghi pallonari che nella loro vita hanno letto solo il “Corriere dello Sport”, eiaculatori precoci stancatori di ninfomani (“io la faccio la puttana ma la faccio onestamente)

la Cambuasce di pizza e munestra, dei torcinelli, di Cuncetta, di Aciniello ’ncoppe e Aciniello là sotto

la Cambuasce dei macellai pingui come passeri, dei bancarellari che i giorni di festa si fanno il giro in Ferrari (tanto per metterla in moto), la Cambuasce dei bottegai, dei Mastropaolo, dei Mastropietro, dei Mastrogiorgio, dei Mastroberardino, Mastrogiuseppe, Mastromonaco, Mastrandrea

la Cambuasce culla feconda di una sterminata schiera di artisti fai da te, poveti,  scriventi, dielettofoli, pompiers

la Cambuasce del “c’avete ’na sigaretta?”

la Cambuasce della “domenica a Cambuasce”

… e poi, dopo tanti anni sono tornato …

in questa Cambuasce di oggi …

la Cambuasce dell’inesausto gregge umano allo struscio (con quelle due sempiterne signore bionde), del pissi pissi, di pizza e munestra, dei balli il sabato e pastarelle la domenica

la Cambuasce con due pisciatoi e con i marciapiedi sconnessi e scivolosi

La Cambuasce della Guardia medica sistemata in un ex cesso a San Giovanni

la Cambuasce degli amici degli amici (e c’è ancora quello che è amico di tutti)

la Cambuasce della porcilaia, del vecchio e nuovo Romagnoli, della Su e Giù, del Teco vorrei, dei Crociati e dei Trinitari dei Misteri (toc toc, “uno due tre: scannette allerte!”)

… la stessa Cambuasce di prima ma con …

quattro o cinque quotidiani (numero imprecisato perché alcuni nascono e muoiono di subito, tutti centristi o centrali o centrati o centripeti, ma tutti scentrati)

Telemolise Teleregione Teletrigno Teleisernia

Pianeta Tigre Monforte Sosty Mecapoce

Momix Tre civette sul comò In vino veritas Gandalf Grant Blue note Polpetta

infine, loro due … la Cattolica e l’Università del Molise  … e questa a Cambuasce a Termoli a Isernia a Pesche (presto anche a Larino e a Venafro, forse in futuro anche a Boiano, Riccia e Colletorto e, perché no! (pezzenti e ariusi) anche a Bruxelles presso la prestigiosa sede della Regione)

la stessa Cambuasce che neppure questi nuovi arrivi che si riproducono come metastasi riescono a snaturare

la stessa Cambuasce dove se domani spunta l’aurora non ci sarà nessuno a riceverla. Gianni Spallone

 

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                                        LAVORAZIONE DEL MERLETTO AD ISERNIA

                                                               

Le notizie storiche e i ricordi delle merlettaie isernine raccontano luoghi di grande valore per le tradizioni e le arti dell’antica città molisana. Isernia, famosa in tutto il mondo perché conserva nel suo territorio il mistero dell’Homo Sapiens, che vi pose dimora circa un milione di anni fa, e centro in cui sono state scritte pagine importanti della storia del popolo sannita, poi romano, è una città ricca di tradizioni popolari ancora vive. Fra queste la lavorazione a tombolo, ricostruita grazie ai racconti delle anziane merlettaie e oggetto di un recente volume dal titolo Il Tombolo nel cuore di Isernia, a cura di Maria Stella Rossi e Olimpia Giancola, edito da Volturnia Edizioni. Presentato all’inizio di luglio a Isernia, nell’Aula Magna dell’U niversità del Molise, il libro racconta storie finora appartenute esclusivamente alla tradizione orale.
L’origine della lavorazione a tombolo nella città risale al 1503 circa, data desunta dalla documentazione cartacea conservata in archivio. Luoghi significativi di questa storia sono ilComplesso di Santa Maria delle Monache (l’attuale sede del Museo Archeologico, dell’Archivio Storico e della Biblioteca Comunale), dove venivano istruite le giovani donne, e la Cattedrale cittadina, dove sono custoditi merletti di pregio. Proseguendo l’i tinerario si giunge nell’Eremo dei Santi Cosma e Damiano, poco distante dalla città, al cui interno sono conservati numerosi e pregevoli merletti donati a devozione dei santi medici. La lavorazione a  tombolo racconta momenti di devozione e una ricorrenza – il giorno della festa dei gemelli martiri – che è una delle poche in Italia che conserva elementi del culto pagano dedicato a Priapo. Infine, una passeggiata nel Vicolo d’Afflitto, detto anche Codacchio, luogo in cui ancora oggi si riuniscono le merlettaie a lavorare assieme e in cui sembra che il tempo si sia fermato. Passeggiando nel vicolo si resta affascinati dai racconti delle merlettaie che nel periodo estivo sono sull’uscio delle loro vecchie case a ricamare: uno spaccato di vita vissuta, ancor attuale, all’interno di una città che come tutte si è trasformata e modernizzata. Dal sito Cultura Italia .
 
Il Convento Santa Maria delle Monache e la storia del merletto
La lavorazione del tombolo a Isernia si fa risalire circa al 1503; da un registro amministrativo si desume che in quella data le «convesse et badesse de Santa Maria de Yzernia» hanno realizzato un «corredo di pezzi en merletto de Yzernia facto à donna Catherinella». Dalla descrizione che segue nel registro si può affermare con certezza che si tratta di un merletto a fuselli decorato con finissime lavorazioni ad ago, così come si distingue la lavorazione del tombolo. È noto che all’interno del monastero giovani donne, che successivamente diventavano monache, appartenendo all’aristocrazia del Reame di Napoli ed essendo avviate alla musica, alla pittura e al ricamo artistico, avevano portato nel convento la loro educazione, di cui è rimasta testimonianza concreta nell’arte del tombolo.CONTINUA
 
La Cattedrale d 'Isernia e il merletto 
Nella Cattedrale sono conservate testimonianze di merletti lavorati a tombolo, che costituiscono parte del tesoro delle donazioni dei devoti. Una tovaglia ricamata a tombolo realizzata da una certa Amalia Damiani Evangelista, su disegno della sorella Maria, è stata donata negli anni Trenta del Novecento, dopo la morte di suor Dolores del Calvario, figlia della donatrice. La tovaglia presenta al centro una colomba, raffigurata in ricordo dell’anima della suora. La particolarità del manufatto sta nella sua realizzazione: essendo la tovaglia alta un metro dovette essere lavorata in piedi. 
 
Il Vicolo d'Affitto e le merlettaie
Passeggiando nel caratteristico centro storico di Isernia si giunge nel Vicolo d’Afflitto, detto anche il Codacchio, storicamente ricordato come il luogo d’incontro delle merlettaie della città. Ancora oggi nelle giornate di sole alcune anziane ricamatrici si recano a lavorare il merletto a tombolo con accurata maestria: alcune di loro, con l’arrivo dell’estate, tornano nelle loro vecchie case e, abbocca alla porta di casa, pongono il pallone utilizzato per fermare il merletto con gli spilli sullo scanno e iniziano a lavorare. Le anziane signore prendono il posto di sempre e, caratteristica molto particolare, è tradizione che nessuna si alzi prima che la lavorazione del merletto abbia raggiunto lo staglio, ovvero il punto indicato con uno spillino fissato sul cartone che funge da guida al lavoro. In passato si lavorava anche fino a sera inoltrata, mentre d’inverno le merlettaie erano solite incontrarsi nell’abitazione di una di loro. Infine un racconto di costume familiare ancora vivo nei ricordi delle anziane: in che modo veniva utilizzato il guadagno ricavato dalla vendita dei loro manufatti artigianali? Era consuetudine che le donne non ancora sposate consegnassero il guadagno alla madre e successivamente, dopo il matrimonio, alla suocera. Queste due figure, all’interno della famiglia, avevano il compito di provvedere all’acquisto di ciò che occorreva alla giovane donna.
 
 
 

MUSEI DELLA CIVILTÀ CONTADINA  Di Franco Nicola


 

Durante gli ultimi decenni abbiamo visto nascere, un pó dappertutto in Italia, in particolare nelle regioni agricole, piccoli musei che portano il nome di ''Musei della Civiltà Contadina''.   Il popolo delle regioni agrarie ha capito che bisognava risvegliare le coscienze per far rivivere la loro storia e ritrovare, sopratutto, una idendità perduta, quella della civilta contadina.   La massa contadina di tutta l'Italia che per secoli era rimasta l'alleata naturale della terra  e dell'ambiente, non poteva rimanere inattiva dinanzi alla grave minaccia del modernismo, il quale avrebbe potuto facilmente annientare la memoria di una storia millenaria.  Grazie a questo energico movimento degli ultimi decenni, noi e i nostri figli possiamo ammirare e capire il passato della gente della terra.

 

Rifacciamo un pó la storia per capire ció che si é voluto salvare.  Come sapete, i nostri antenati, rimanettero per secoli legati alla terra, e crearono un' economia basata sull'agricultura e l'allevamento.  Consequentemente, gran parte del corpo sociale (braccianti,piccoli proprietari,pastori, artigiani e persino gabellotti e borghesato)  rimaneva legato al lavoro e ai ritmi della terra e sviluppó, con ingegno, gli attrezzi necessari per facilitare il lavoro quotidiano.   À l'inizio del diciannovesimo secolo, le condizioni di vita degli agricoltori diventarono difficilissime, perché il suolo nelle regioni del sud non riusciva a sfamare il numero crescente  dei suoi abitanti.   Davanti a tanta miseria  il popolo della terra dovette rassegnersi ad emigrare.  Ed é cosi che tra il 1875 e il 1970 le regioni rurali del sud della penisola persero centinaia di migliaia di persone creando un grande impoverimento demografico delle campagne e privando di forza lavoro i tradizionali processi di produzione. 

 

Tutto ció non avvenne senza consequenze importanti.  Tutti coloro che partirono, contadini, pastori, artigiani assorbiti dall’industria e dal terziario perdettero, rifiutarono, negarono la loro cultura originaria.  Gli attrezzi del lavoro contadino diventarono simboli di una condizione di vita precaria, piena di privazioni, da dimenticare.  Lo svuotamento dei paesi provocó un vuoto culturale anche nelle popolazioni non emigrate, dove molti processi di produzione tradizionali cessarono di esistere.  Quando un contadino, un artigiano, un pastore perde il suo lavoro, il suo dialetto, i suoi ritmi di vita per «svolgere delle mansioni a lui inconsuete, ecco, perde la sua identità e si carica di frustrazioni.  Forse vivrà in una bella casa in città, avrà abiti e macchine nuove, «però il suo valore di uomo che è cresciuto in un certo mondo è completamente distrutto».


Dopo gli anni settanta, in modo quasi naturale, inizió il periodo del risveglio.   In tutta l'Italia si capi che c'era un passato che bisognava salvare, quello della civiltà contadina.   I rimasti capirono che un popolo non può vivere senza memoria, anche quando il passato è fatto di duro lavoro, di sacrifici, di rinuncie; capirono che il passato fa parte della propria memoria e che  «l’identità di un uomo non è fatta solo dei suoi caratteri fisici ma anche del suo modo di pensare, del suo modo di essere, dei suoi comportamenti: è la sommatoria di connotati fisici e culturali. Se si priva un uomo di questi ultimi gli si toglie la sua dignità umana».  Oggi questo risveglio ha creato e crea ancora i ''Musei della Civiltà Contadina'', anche nel Molise.

 

 

Sono sicuro che non conoscete i piccoli musei della Civiltà Contadina del Molise.  E capisco, sopratutto se é da tempo che non siete tornati nella Regione, o che, pur se siete rientrati, non siete andati in giro per il Molise e anche perché il governo locale (il servizio del turismo in particolare) non ne fa la promozione.   In generale, questi piccoli musei, spesso nati dal volere di una sola persona o dal volere di gruppi cittadini, incoraggiati, a volte, dagli amministratori locali, ritracciano gli elementi importanti e essenziali della civiltà contadina, in particolare quella che fa riferimento al diciottesimo e dicianovesimo  secolo.

Percorrendo il Molise ne troverete una dozzina, dal Matese a l'Adriatico, e sono accessibili solo, se arrivati in un comune, troverete la persona responsabile per l'accesso al museo.  Ecco in quali comuni o luoghi potrete visitare i musei della Civiltà Contadina :    Acquaviva Collecroce, Bagnoli del Trigno, Bonefro, Collemeluccio,Carovilli, Casalciprano, Castelpetroso, Montefalcone di Valfortore, Montenero di Bisaccia, Ripalimosani, San Pietro Avellana e Toro.

 

Cosa ritroviamo nei musei della Civiltà Contadina ?

Gli oggetti presenti nei musei variano tra un museo e un altro.  Per esempio troviamo i mezzi di trasporto utilizzati dai contadini, gli attrezzi dei campi ( i più numerosi), gli oggetti dei pastori e dell'allevamento, gli attrezzi della civiltà silvana, gli oggetti utilizzati nelle cantine delle case, gli oggetti della cucina, i mobili delle camere da letto, i telai  per tessere, gli attrezzi per la produzione casalinga del vino, gli oggetti utilizzati nei vecchi frantoi, gli attrezzi dei falegnami, dei fabbri, del vasaio, dei funai, oppure delle tintorie pubbliche ( conosciute a Riccia, Sepino, Ripalimosani, Campobasso, eccetera.), ricostruzioni tipiche delle botteghe del calzolaio o quella del fabbro.  S'aggiungono a volte anche  i costumi dei nobili e dei contadini (a volte risalgono fino al seicento)  e in particolare il vestiario delle donne. E questa lista non é esaustiva.  CONTINUA  Di Franco Nicola

 

VIDEO DI FRANCO SU I DISAGI DEI GIOVANI MOLISANI

 

 





                                                                                                                                                                                                                                  

                                                                                            

Desperazione

E’ morta! E’ morta!
Cumm’haja fa!
Cumm’haja fa!
‘Štu ninne ‘nzine
cu port’affà!
Ze lamentava pe la vija
‘na uagliona tutta sola
e chiagnéa che ru core
pùurèlla e resperata
p’u marite soccopate.
L’egoisme lamentava
šta štrujènne
la spècia umana.
‘ccire terra, ‘ccire sciume,
‘ccire pure piézze ‘e giuvene.
I’ nen sacce proipa,boh!

                                                                               

 
Andò va ru munne mò.
‘Nu signore che passava
vulètte sapè
che l’attreštava,
chi éva morta(?)
sé la mamma o na sora
o se fusse na cummara
p’u dulore che lamentava.
La ‘uagliona desperata
che na lacrema sciupata
“ Sciè scelate – respunnètte –
nne ru vire tutt’attuorne
šta nu munne de cecate
e la speranza z’è crepata !”
Ugo D/Ugo, 1994, Campobasso

                                                                                                                                                                               

  DISPERAZIONE

 
E’ morta! E’ morta!/Come devo fare/Come devo fare/ questo bimbo in grembo/ perché lo porto?/ Si lamentava per la strada/ una ragazza tutta sola/ e piangeva di cuore/ poverina e sconsolata/ per il marito disoccupato/ L’egoismo lamentava/ sta struggendo/ la specie umana/ uccide terra, uccide fiumi/ uccide pure pezzi di giovani/ Io non so proprio,boh!/ dove va il mondo ora/ Un signore che passava/volle sapere/ cosa la rattristava/ chi era morta/ se la mamma o una sorella/ o se fosse solo una comare/ per il dolore che lamentava/ La ragazza disperata con una lacrima sciupata/ ! Sei scemo- rispose-/non lo vedi tutto intorno/sta un mondo di ciechi/ e la speranza è crepata!”  
                                                                                                                Ugo d'Ugo, Campobasso 1994

                                                                                                                                                                      

          

 

 

                                                                                                                                                                                                                                  

NOTIZIE DAL MOLISE  E DEI MOLISANI 

 


CAMPOBASSO  Eolico. Il Presidente del Consiglio Avv. Michele Picciano ha ricevuto stamattina una delegazione degli 89 Comitati, associazioni ed organizzazioni sociali che stanno conducendo la “campagna contro l’eolico selvaggio”.  La delegazione, accompagnata dal Consigliere regionale Michele Petraroia, era composta da Mario Maddalena, Comitato valle Tammaro, Filippo Poleggi, Lega Autonomie Locali, Valeria Cipra, Associazione Insegnanti di Geografia, Pasquale Cerio,Associazione Lavoratori Produttori Agroalimentari, Marinella Di Carlo, Comitato Civico di Guglionesi,Anna Spina, Comitato Civico di Toro.Mario Maddalena ha anche annunziato che il 23 novembre p.v. dal presidio permanente di Porta Tammaro partirà una manifestazione popolare che si porterà al Consiglio regionale per sollecitare l’impegno della Regione per la revisione della legge.
La delegazione ha consegnato al Presidente, per mano di Mario Maddalena, le prime 2500 firme di cittadini che chiedono la revisione della legge regionale sull’eolico n. 22 ponendo maggiori vincoli che possano salvaguardare le zone di maggior pregio ambientale,paesaggistico,archeologico, culturale.
Il Presidente Piccciano si è detto sensibile al problema e nella sua veste istituzionale, nel pieno rispetto delle diverse posizioni dei consiglieri, investirà subito gli organi consiliari per porre il problema, assicurando un percorso rapido alla proposta di revisione della legge n. 22 che i consiglieri vorranno presentare;a tal proposito ha comunicato di aver già appositamente convocato la Conferenza dei Capigruppo per comunicare le richieste della delegazione e trasmettere la petizione popolare...
 
TERMOLI  l 2 novembre nella chiesa si celebra la commemorazione dei fedeli defunti. Nasce ispirandosi alla tradizione monastica celtica di dedicare alla preghiera di suffragio per le anime dei fedeli defunti un’intera giornata. La Sacrosantum conclium 91 (Costituzione del Concilio Vaticano II), pone in risalto il carattere pasquale della morte cristiana e, di conseguenza, si afferma il misterioso contatto con i nostri morti per i quali si implora, in virtù del sacrificio eucaristico, la luce e la pace di Dio. Dall’1 all’ 8 novembre facendo visita al cimitero è possibile ottenere l’Indulgenza plenaria, una volta al giorno, applicabile solo ai defunti, purché si vivano le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa - Distacco dal peccato anche veniale.  Nel cimitero cittadino di Termoli ci saranno, per iniziativa della comunità parrocchiale del Sacro Cuore, le celebrazioni eucaristiche il 2 novembre alle ore: 08,30 CAPPELLA DEL CIMITERO; ore 11,00 SACRARIO MILITARE; ORE 15,00 Nella CAPPELLA del CIMITERO.  Quest’ultima sarà presieduta da S. E. Monsignor Gianfranco De Luca Vescovo di Termoli- Larino. Questo sarà anche il primo gesto comunitario di tutte le parrocchie cittadine nell’ambito della Visita Pastorale che è stata inaugurata il 29 ottobre u.s.
CASACALENDA  Con la solenne messa di questa mattina primo novembre Casacalenda ha riabbracciato il cimitero a monte del paese. Il progetto ha beneficiato di un finanziamento di 600 mila euro provenienti dalla Regione Molise e i lavori sono stati ultimati nelle ultime settimane. Si tratta, come riferisce l’assessore Masciantonio del «un pezzo di storia di Casacalenda che è tornato a risplendere in onore di chi non c’è più. E’ un cimitero storico, quello dove riposa Scipione Di Blasio (il senatore casacalendese che a inizio Novecento portò la ferrovia in regione collegando Termoli a Campobasso). Il cimitero che ha una cappella dedicata ai caduti in guerra e dove c’è la Congregazione della Madonna del Carmine... CONTINUA
ISERNIA  Un centro storico non racchiude solo la storia di un Comune o di un territorio, ma deve rappresentarne anche il cuore pulsante.Il centro storico di Isernia non è solo bellezza artistica, ma è anche un luogo dove incontrarsi, diventa un piacere unico ed irripetibile.Portare alcuni uffici pubblici nel centro storico, di certo, sarebbe un passo importante per restituire vita e movimento anche nelle ore mattutine. Tutto questo deve essere accompagnato anche da azioni che lo salvaguardino: il centro storico deve essere chiuso al traffico. Altrimenti non serve ristrutturare i palazzi, rifare la pavimentazione ed invitare a vivere il centro storico.
ISERNIA  Si è tenuta oggi, martedì 26 ottobre, presso la sala Giunta della Provincia di Isernia, la conferenza stampa di presentazione del master universitario di secondo livello “Giacomo Sedati” in programmazione comunitaria. Il master è stato istituito dall'Università del Molise in collaborazione con la Regione Molise, la Provincia di Campobasso e la Provincia di Isernia per l’anno accademico 2010-2011. Il bando è già scaricabile dai siti della Provincia di Isernia e dell’Università degli Studi del Molise. Il corso, della durata complessiva di un anno e riservato a ventuno studenti laureati in qualsiasi disciplina e con ottima conoscenza almeno della lingua inglese, sarà finalizzato a migliorare le capacità di progettazione dei discenti, e a consentire loro di partecipare con successo ai bandi di finanziamento europei. Nel dettaglio, cinque borse di studio saranno messe a disposizione delle Provincia di Isernia, cinque dalla Provincia di Campobasso, dieci dalla Regione Molise ed una dall’Unimol. 
BOIANO-CAMPOBASSO  “Il Nucleo industriale di Campobasso-Bojano - sottolinea il portavoce del movimento, Stefano Sabatini- ha grandi potenzialità che vanno ulteriormente sviluppate. In particolare, considerato il favorevole trend di atterraggio di nuove aziende e di nuove attività imprenditoriali, sembra necessario completare e migliorare la dotazione infrastrutturale del sito. In particolare Molise Civile ritiene che la viabilità di accesso debba essere resa, nel più breve tempo possibile, adeguata alla mutata e migliorata attività produttiva del Nucleo, anche per motivi di sicurezza degli utenti e vanno canalizzati sull’area adeguati investimenti, che rendano ancora più favorevole l’atterraggio di nuove di aziende nella zona. Riteniamo infatti che in tempi di crisi economica si debba necessariamente ragionare in maniera innovativa sui temi della crescita e dello sviluppo del territorio.
MONTEMITRO - ACQUAVIVA COLLECROCE - SAN FELICE DEL MOLISE  1° Premio Letterario dal titolo “Il VALORE DELL’IDENTITA’ CROATO-MOLISANA”. Il premio mira a stimolare gli scrittori, le persone che sono dedite alla lettura e alla scrittura, le nuove generazioni che vivono nel territorio croato-molisano ed anche in altri territori, a raccontare la cultura e l’identità croato-molisana attraverso un’opera inedita (romanzi, raccolta di racconti, racconto breve). Il primo classificato verrà premiato con la pubblicazione dell’opera. L’iniziativa rientra tra le attività degli Sportelli Linguistici, che hanno riaperto i battenti da alcune settimane all’interno dei Caffè letterari dei comuni molisani di origine croata.... 
COLLI AL VOLTURNO  L’autunno collese si arricchisce e conferma la presenza di un grande evento.Stiamo parlando dell’antica fiera popolare di San Leonardo che tornerà sabato 6 e domenica 7 novembre 2010. La manifestazione, giunta ormai alla sua quinta edizione dell’era moderna, ripropone il secolare appuntamento un tempo di riferimento per gli scambi commerciali dell’intera Valle del Volturno.L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Arcaro ha inteso rilanciare questa antica tradizione, che di fatto era completamente scomparsa, riuscendo a ricreare anche con notevole successo, un appuntamento che richiama l’attenzione dell’intera regione e che si accinge a travalicare anche gli stessi confini regionali.... 
COLLI AL VOLTURNO   Fine settimana ricco di grandi eventi. Si parte con la premiazione del concorso letterario Colli racconta. Seguiranno poi la prima festa del novello e la grande fiera di San Leonardo. Il mese di novembre per Colli a Volturno rappresenta sempre un periodo di grande vitalità per l’intera collettività del centro volturnense. Infatti, nel prossimo fine settimana sono in programma in paese una ricca serie di appuntamenti assolutamente da non perdere.  Si partirà venerdì 6 novembre quando, in concomitanza con la festa dedicata a San Leonardo (protettore del paese), si svolgerà in serata la premiazione del terzo concorso letterario Colli Racconta, promosso dall’amministrazione comunale e dal C.S.E.P. (Centro sociale di educazione permanente) con il patrocinio della Regione Molise. L’evento si svolgerà alle ore 19.45 all’interno della sala consiliare. Verranno premiati, alla presenza di numerose autorità e del vescovo della diocesi di Isernia-Venafro, monsignor Salvatore Visco, i lavori realizzati dagli alunni delle scuole sul tema Il mondo che vorrei. Le tre borse di studio che verranno assegnate saranno intitolate, come accade da tre anni a questa parte al compianto Nicola Andreucci.  La manifestazione è patrocinata anche da Mediolanum banca.... 
TERMOLI  Fiori. Tantissimi mazzi e vasi colorati da portare in dono ai propri cari nel giorno di Ognissanti. Così, questa mattina primo novembre, in migliaia si sono riversati nei cimiteri bassomolisani per un momento dedicato ai propri cari defunti, un momento di ricordi, di memoria e in qualche caso di commozione. Il piazzale antistante al camposanto termolese era gremito di auto e persone. Un via vai continuo, iniziato prestissimo. La temperatura mite ha consentito ai familiari dei defunti di sostare con calma di fronte alle tombe. Ed ecco che, tra una lapide e l’altra, lo scenario si é colorato grazie ai fiori. Centinaia quelli depositati a terra. C’è chi è arrivato già provvisto di piantine o mazzolini, chi invece ha approfittato dei diversi rivenditori ambulanti affilati lungo la strada o davanti all’ingresso principale. Di offerte ce ne sono a bizzeffe e per tutte le tasche.... 
ALTILIA  La Rete delle 99 associazioni e comitati contro l'eolico 'selvaggio' in Molise, chiede al governo un "atto urgente per salvaguardare il sito archeologico di Saepinum-Altilia" come e' stato fatto per la Valtellina. La sollecitazione arriva all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera all'installazione di 16 torri nei pressi della citta' romana del IV secolo avanti Cristo. Le associazioni sollecitano, inoltre, la Regione Molise e tutte le istituzioni dello Stato a "seguire le vicende giunte in cronaca nazionale per rischi territoriali molto seri in termini ambientali e di sicurezza".
SAN GIOVANNI IN GALDO  Le indagini condotte dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Molise hanno consentito la quasi completa esplorazione del tempio italico di San Giovanni in Galdo, ubicato in località Colle Rimontato, situato in una posizione dominante sulla valle in cui scorre il torrente Fiumarello. L’area rientra nella zona abitata dai Sanniti Pentri che occupavano il territorio alto collinare e montuoso del medio e alto Molise. Esso è stato identificato come una delle importanti testimonianze architettoniche a carattere sacro della zona, di cui Pietrabbondante rappresenta sicuramente l’esempio più emblematico.
L’area sacra è definita da recinto di forma rettangolare entro quale trovava posto il tempio. Quest’ultimo, a pianta quadrangolare e destinato a contenere il sacello (esso presenta il muro di fondo addossato al muro di recinzione ed è affiancato da due portici con cinque colonne), era centrato da una cella, anch’essa quadrangolare, caratterizzata da una raffinata pavimentazione musiva a decorazione geometrica.... 
FERRAZZANO  Tamburri di Guerra, uno spettacolo ideato ideato e diretto da Stefano Sabelli con musiche e direzione musicale Giulio Costanzomaestro del coro Ivano De Luca collaborazione alla drammaturgia di Marinella Ciamarra sarà di scena a Teatro del Loto di Ferrazzano dal 30 ottobre al 7 novembre. Si tratta di una produzione AMA Artisti Molisani Associati in collaborazione con Asti Teatro 2000 Percussioni Ketoniche, Giorgio Careccia, Chiara Cavaliere, Diego Florio, Aldo Gioia, Barbara Petti, Eva Sabelli, Simone Vaio .

 



 


'U scescille

 4 uova; 1 bicchiere d'olio;
1 cipolla a fette; prezzemolo;
250 g pomodorini freschi o pelati;
100 g formaggio (parmigiano e pecorino);
250 g pane raffermo.

Soffriggere l'olio con i pomodori e la cipolla a fette per almeno 15 min. In una ciotola unire il pane col formaggio, il sale e il prezzemolo a pezzettini. Versarvi le uova e formare un impasto morbido; prendere il composto a cucchiaiate e metterlo nel sugo che bolle. Aggiungere acqua, coprire, girare lentamente (per evitare di rompere il composto) ogni tanto e lasciarlo cuocere per altri 15 minuti. Da:  Primo numero.it

 
RADIO ORIZZONTE
CAMPOBASSO  DESIDERI DISTONICI, il nuovo programma radiofonico su Radio Orizzonte Molise, emittente aperta alle innovazioni e impegnata nel sociale , riprende mercoledì 3 novembre, con cadenza quindicinale, dalle 20:00 alle 20:30. L'impostazione della scaletta del programma è alternare la musica, dagli anni'20 agli anni '50, con notizie positive o stravaganti, raccontando storie di vita dei disabili con un taglio ironico, commentando episodi che riguardano la quotidianità di persone “speciali”. Essere disabili è una condizione di vita; bella o brutta che sia, il punto di partenza è scegliere di vivere e farlo nel migliore dei modi. Conoscete un metodo migliore del sorriso, dell'ironia e dell'autoironia?Entusiasti della puntata numero 0, andata il 20 ottobre, DESIDERI DISTONICI, il nuovo programma radiofonico su Radio Orizzonte Molise, emittente aperta alle innovazioni e impegnata nel sociale , riprende mercoledì 3 novembre, con cadenza quindicinale, dalle 20:00 alle 20:30.

Il programma nasce dal desiderio di dare una voce diversa al mondo dei disabili e a coloro che si sentono emarginati, sfruttando l’impronta dell’ironia e della voglia di trasmettere positività, ottimismo, raccontando anche le esperienze di ha avuto una grande forza di volontà per dare qualità alla propria esistenza. La trasmissione è condotta da Pietro La Barbera e Florence Della Valle (responsabili dell'Associazione I MISIRIZZI).

La selezione musicale propone i grandi classici della musica dagli anni '20 agli anni '50, con canzoni che non trovano quasi più spazio sui network nazionali. Non sarà insolito, quindi, ascoltare canzoni del Duo Fasano, del Trio Lescano, di Ernesto Bonino, di Fred Buscaglione. Tutta musica raffinata anche se poco programmata.

L'impostazione della scaletta del programma è alternare la musica con notizie positive o stravaganti, raccontando storie di vita dei disabili con un taglio ironico, commentando episodi che riguardano la quotidianità di persone “speciali”.L’obiettivo è d’intrattenere i radioascoltatori dando voce a chi ha ancora il coraggio di indignarsi, colorando il tutto con pezzi tratti da monologhi di grandi attori comici.

“La prima esperienza, nella puntata numero zero di mercoledì è stata avvincente. L'emozione ha spezzato il fiato solo all'inizio, poi tutto è filato liscio con brio e divertimento; – hanno affermato gli speaker Pietro La Barbera e Florence Della Valle – abbiamo ricevuto apprezzamenti sul sito web della radio, via telefono, da tutto il mondo grazie all’audiostreming. Ci hanno contattato da Foggia, Pavia, Aosta e dall'Argentina in diretta...Speriamo di avvicinare un pubblico sempre più numeroso con buone canzoni ma soprattutto, con una trasmissione fluida, con toni pacati, parole tranquille che corrano serene nell'etere...”.

Radio Orizzonte Molise nasce nel 1984 e da oltre venti anni conduce un’intensa attività radiofonica animata dalla passione per la buona musica e per la diffusione dell’informazione via etere. La caratteristica della radio è rendere protagonisti i radioascoltatori all’interno dei programmi dando loro la possibilità di formulare una playlist personalizzata. La varietà del palinsesto contraddistingue la programmazione radiofonica che riesce a soddisfare un pubblico eterogeneo. L’impegno e la professionalità dell’intero staff, di Maria Iadarola, sono stati premiati dal primato raggiunto da Radio Orizzonte nella regione Molise. I dati Audiradio hanno dimostrato l’alto indice di gradimento da parte del pubblico all’interno del territorio regionale. La radio offre una serie di servizi di pubblica utilità nella consapevolezza che la radiodiffusione non è solo musica ma anche informazione. Per questa scelta editoriale sono presenti nel palinsesto 14 edizioni del GR nazionale e 6 edizioni del GR regionale in collaborazione con la redazione del quotidiano Nuovo Molise Oggi oltre ad una serie di rubriche che riguardano: salute, lavoro, attualità, sport e altro ancora.

L'idea del programma Desideri Distonici riassume ancora meglio l'impegno e la professionalità di questa radio.

Parlare di disabilità non è mai semplice. Bisogna tener presente che c'è chi si offende, chi ci scherza, chi l'ha superato, chi ancora deve trovare un equilibrio.

Bisogna tener conto che non c'è un'unica disabilità, così come occorre considerare che prima di tutto c'è un essere umano.Affrontare questo tema con l'ironia credo sia l'unica arma vincente sia per parlarne in maniera consona e simpatica sia per chi lo vive.Ironizzare sulla diversità permette di non prendersi troppo sul serio, di affaticarsi di meno nelle fatiche quotidiane, di impegnarsi di più dove non riusciamo e permette anche di restare umili di fronte a quanti, solo perchè diversi, ci vorrebbero migliori degli altri. Essere disabili è una condizione di vita; bella o brutta che sia, il punto di partenza è scegliere di vivere e farlo nel migliore dei modi. (PIETRO LA BARBERA & FLORENCE DELLA VALLE).

 

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