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 RIVISITIAMO IL PASSATO

 

 

Da leggere su questa pagina questa settimana

 

Paola Palmobino : L'industria molitoria nel Molise

Pasquale di Lena : Olivi secolari di Portocannone

Nanni de Logu : Storia di un emigrante

Primapaginamolise :Aumentano gli stranieri nel Molise

Franco Nicola : Notizie dal Molise e dei Molisani

Michael Santhers : Dolore, poesia

Franco Nicola : Notizie dall'Italia e degli Italiani 

 

kalendese@gmail.com



 
 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

L'INDUSTRIA MOLITORIA DEL MOLISE

 ALLA SCOPERTA DEI MULINI PIÙ BELLI DEL MOLISE

                                                                                     di Paola Palmobino

 

 

Alcuni studiosi fanno risalire il nome stesso Molise a "Molenses", ovvero al plurale del termine mola (macina). Ciò sembra richiamare il ruolo determinante dell'industria molitoria nell'economia locale, facendo intuire una forte presenza di mulini su tutto il territorio molisano. Il mulino può essere considerato la prima macchina industriale, perché azionata  da manodopera esperta e soprattutto perché progettato con l'intento di uno sfruttamento intensivo delle energie al fine di garantire una buona produzione. Nel Molise, il mulino conservò sempre proporzioni ridotte e gli impianti, per lo più di tipo artigianale, erano azionati da forza idraulica (in rari casi anche da energia eolica) e animale. La molitura, inoltre, non fu mai pensata come un'attività dotata di una propria autonomia e per anni venne gestita dai soli contadini all'interno delle loro aziende agricole (spesso produttrici di cereali) ricavandone la massima quantità di sfarinato in una logica di controllo totale della produzione.

 

Grazie all'abbondanza di numerosi corsi d'acqua nel Molise, tra cui i più importanti il Trigno, il Biferno, il Tammaro e il Volturno,  si registrano agli inizi dell'800 circa 290 mulini attivi per lunghi periodi dell'anno lungo tutto il Contado Molisano. Attualmente le strutture dei mulini ancora esistenti ed integre nel Molise sono pochissime

 Il Mulino Corona di Baranello è uno dei pochi che abbia conservato la sua struttura originaria, evitando che il progresso distruggesse la sua memoria... E' come se il tempo qui si fosse fermato! Questa è l'immagine che ci regala appena lo si visita. In Baranello inizialmente esistevano sicuramente tre mulini, dei quali solo il Corona è arrivato fino ai nostri giorni.

Il mulino è sito in contrada Coscia del Ponte ed è chiamato "Mulino Corona" dal nome dei proprietari e dei discendenti; il primo proprietario fu Alessandro Corona.  La data di costruzione si presume sia l'anno 1872, data incisa su una pietra a sbalzo posta sul portone d'ingresso, ma sembra che il mulino abbia origini ancora più remote. La forza motrice del mulino proveniva dalle acque del vicino Biferno mediante una diga trasversale che dava movimento a tre macine e una gualchiera con una alimentazione del canale costante. Nel 1934 il Mulino Corona cambia gestione assumendo quindi il nome di Mulino Parmentola (dai nuovi proprietari Ferdinando e Michele). Esso conserverà questo nome fino a quando non ritornerà poi in gestione della famiglia Corona, nelle persone di Rosa e Nicolina . " Zi Mario" e " Zi Catarinella" furono gli ultimi proprietari del mulino e fino a qualche anno fa, sul loro volto le rughe non riuscivano a nascondere quei tratti di gentilezza e umanità che hanno accompagnato un'esistenza fatta di lavoro e sacrifici.  Con la loro scomparsa le macine si sono fermate e il tempo ha già iniziato la sua azione disgregatrice, nonostante l'ottimo stato di conservazione in cui versa.

Nonostante il monumento sia protetto dalla Soprintendenza dei B.A.A.A.A.S.  del Molise con D.M.  13-09-90, esso versa in condizioni di  totale abbandono. Il mulino ha sempre rappresentato il rapporto diretto con la terra, con il lavoro dei campi, con i costumi e la cultura contadina, ancora così presenti nel Molise.  Ecco perché il "Mulino Corona" deve essere recuperato: innanzitutto perché è uno dei rarissimi esempi di mulino ad acqua conservati meglio nella regione Molise e poi perché è circondato da una natura meravigliosa che lo rende una delle località più pittoresche del Biferno. di Paola Palmobino (la fotografia del "Mulino Corona" (Baranello) è stata scattata dal fotografo Giuseppe Zupa)  

                                                        

 L'ESPERIENZA DELL'INCONTRO CON I PATRIARCHI DI PORTOCANNONE". Di Pasquale di Lena

Per avviare nel migliore dei modi l'idea, "gli olivi secolari", che il mio amico Pasquale Gianquitto ha voluto mettere nel salvadanaio de "Il Gusto delle idee", dopo il successo del progetto "adotta una fontana", ieri mi sono recato, proprio in compagnia di Pasquale, a incontrare quei "patriarchi", come li chiamano in Puglia, sparsi intorno all'abitato del comune di Portocannone.  Il comune che saluta gli ospiti con uno stupendo murales dedicato ai suoi olivi.
Patriarchi di 700/800 anni e più, che danno il senso del perché l'olivo è per tutti, nel corso dei suoi ottomila anni vissuti da testimone, "l'albero della vita", come diceva Columella (Olea prima omnium arborum est), cioè di tutti gli alberi il più importante.


Con Pasquale ne abbiamo contati più di una decina ultrasecolari e sei, se non sette, di 700/800 anni, ben portati, con il tronco possente e i nodosi rami, verdeggianti di fronde, che nascondono le preziose bacche, di varietà diverse, con alcuni che riprendono "la Gentile di Larino", la varietà autctona più diffusa nel Molise.
Uno spettacolo della natura, a testimoniare la vittoria dell'olivo sul tempo che scorre inesorabilmente per tutti, ma non per questa pianta sacra agli dei ed ai popoli del Mediterraneo, da sempre il mare delle antiche civiltà ispirate dall'olivo e, fino a non molti decenni fa, illuminate, curate e alimentate dall'olio.


L'incontro è avvenuto dopo aver risalito il fianco del colle, interamente coperto di olivi, che dal Biferno sale verso l'antico centro dalle origini albanese, non lontano dal grande tratturo Aquila-Foggia. Una collina tutta olivetata, preziosa per la sua ricchezza, non solo di qualche esemplare, ma di oliveti secolari, che rendono Portocannone un territorio ancor più da salvaguardare e tutelare.  Una scelta importante per questo piccolo centro per sviluppare, attraverso questo suo patrimonio storico-culturale e produttivo, le sue enormi potenzialità nel campo della promozione della sua agricoltura e, quindi, del suo olio e del suo vino, oltre che delle coltivazioni orticole e dei seminativi. Poi su, di corsa per sfruttare l'incerta luce del sole, verso il serbatoio dell'acquedotto a trovare i veri patriarchi e, al loro cospetto, la mia grande emozione ( Pasquale l'aveva già provata con incontri ripetuti nel passato), che, posso assicurare, merita di essere provata.

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Sono rimasto incantato, soprattutto da questa loro capacità di raccogliere il tempo per poi riporlo dentro le corde secolari del loro tronco possente e i nodosi rami verdeggianti di fronde, che nascondono le preziose bacche.
La sensazione è quella di prendere nelle mani il tempo da loro raccolto e di avere, cosi, la possibilità di aprire con esso un dialogo, avviare un ragionamento come ancora si fa con un amico nelle piazze o lungo le strade principali dei paesi del Molise.  Secoli di vita ben portati che danno il senso del perché l'olivo è per tutti la pianta che si lascia amare.
Saranno questi patriarchi a guidare il gruppo di lavoro de "Il Gusto delle Idee" nella ricerca e nella rappresentazione di altri patriarchi sparsi sul territorio molisano, perché siano essi a raccontare questo Molise, la sua natura di terra di transito, luogo di incontro, di dialogo, di scambi di culture e di merci.
Un racconto importante per le nuove generazioni perché aiuta a capire il tempo e a sentirne la saggezza, soprattutto come il futuro di questa nostra terra degli olivi gentili è tutto nel suo passato, la fonte delle possibilità affidate alla ruralità, alla biodiversità, alle tradizioni.
 
Pasquale di Lena.
                               

Big Girls Bras

 

 

 

                                                                                                                                                                                                               

L'ANGOLO DELL'EMIGRATO

 

L'INCREDIBILE STORIA DELLO ZIO D'AMERICA - LUIS TOZZI MARRAS 

 

Luigi (1889-1970), uno dei figli più giovani di Ferdinando, a 16 anni, già conoscitore del mestiere di scalpellino, spinto dalla miseria e attratto dalla propaganda implacabile che prometteva ricchezze straordinarie e fortune colossali a quanti si dirigevano in America, in segreto e con il suo migliore amico Palmerio, decise di partire in cerca di fortuna.
La notizia data all'ultimo momento, fu una tragedia. All'anziana madre le si spezzò il cuore e bene presto la portò alla tomba; quello del padre diventò di pietra e non resse a lungo. Un figlio, il più giovane figlio, era come perduto! Partire per la "Merica" era come fare un salto nel buio, era come andare tanto lontano che nell'immaginario della cultura del tempo non era nemmeno pensabile. Un figlio che si avventurava così era come morto, tanto che, alcuni anni dopo, daranno il suo stesso nome a una sua nipote, figlia del fratello Salvatore.
Nonostante il dramma del distacco in due amici si imbarcarono sul piroscafo "Sirio", una delle più grandi navi della marina italiana, ma ormai vecchia di 24 anni. La nave che poteva contenere un massimo di 700 persone ne caricò 2000. Salpò da Genova il 2 di agosto 1906. Nel pomeriggio del 4 agosto, intorno alle 16, mentre si avvicinava alle coste della Spagna, la nave Sirio, stracarica di disperati, si schiantò a tutta velocità su uno scoglio a tre metri di profondità presso Capo Palos a venticinque chilometri da Cartagena. Il naufragio sorprese, dal momento che il tempo era sereno e limpido, il mare quasi calmo, il sole ancora alto e anche per il fatto che le rocce presso le isole Hormigas ove il "Sirio" investì erano segnate nelle carte di navigazione e tutti i marinai le conoscevano, se non altro per un altro naufragio avvenuto anni addietro sullo stesso punto da un altro transatlantico italiano.
I danni erano gravissimi ma l'affondamento totale avvenne solo 16 giorni dopo. Avrebbero potuto salvarsi tutti. Ma l'evacuazione fu così caotica e disperata che alla fine il bilancio, stilato dai Lloyd's, fu apocalittico: 292 morti secondo i dati ufficiali. In realtà, secondo le cronache del tempo, le vittime pare siano state ancora di più: tra le 440 e le 700. Nella stragrande maggioranza erano italiani partiti da Genova per cercare fortuna in Argentina e in Brasile. La catastrofe scosse l'Italia e ispirò una delle più celebri canzoni dedicate all'emigrazione. Che recita:


E da Genova il Sirio partivano
per l'America, varcare, varcare i confin.
Ed a bordo cantar si sentivano
tutti allegri del suo, del suo destin.
Urtò il Sirio un orribile scoglio
di tanta gente la mise, la misera fin.
Padri e madri bracciava i suoi figli
che si sparivano tra le onde, tra le onde del mar.
E tra loro lerì
un vescovo c'era lerà
dando a tutti lerì
la sua be, la sua benedizion.
E tra loro lerì
un vescovo c'era lerà
dando a tutti lerì
la sua be, la sua benedizion.


Tra le vittime, il vescovo di San Paolo del Brasile, il Priore dell'Ordine dei Benedettini di Londra, otto missionari che si recavano in Brasile ed il Console dell'Austria di Rio de Janeiro, Leopoldo Politzer. Intere famiglie furono inghiottite dal mare.  Tra i superstiti Edmondo De Amicis e il nostro Luis TOZZI di soli 16 anni. continua in un prossimo numero.

 

CRESCE IL NUMERO DEGLI STRANIERI NEL MOLISE

Dai dati diffusi lo scorso mese di ottobre dall'Istat, risulta, infatti, che al 1° gennaio 2010 sono 8.111, pari al 2,5% del totale dei residenti, mentre al 1° gennaio 2009 rappresentavano il 2,3%. Nel corso del 2009 il numero è aumentato di 802 unità (+11,0%), con un incremento maggiore rispetto a quello nazionale pari all'8,8%.


Cresce il numero di cittadini stranieri residenti in Molise. Dai dati diffusi lo scorso mese di ottobre dall'Istat, risulta, infatti, che al 1° gennaio 2010 sono 8.111, pari al 2,5% del totale dei residenti, mentre al 1° gennaio 2009 rappresentavano il 2,3%. Nel corso del 2009 il numero è aumentato di 802 unità (+11,0%), con un incremento maggiore rispetto a quello nazionale pari all'8,8%.
I minori sono complessivamente il 20,3% del totale degli stranieri residenti, mentre i minori nati in Molise, che rappresentano la "seconda generazione", stranieri in quanto figli di genitori stranieri, ma non immigrati, sono pari al 9,7%.

Tra le specificità del territorio regionale, va sottolineata la presenza significativa, tra la popolazione immigrata, della componente femminile (56,5%), che risulta più elevata che nel resto del Paese (51,3%).Ciò deriva principalmente dalla domanda proveniente dalle famiglie e si riferisce soprattutto ad attività di servizio, di assistenza e di compagnia. Circa la metà dei residenti stranieri in Molise (4.000 individui, pari al 49,3% del totale) proviene dai Paesi dell'Est europeo: Romania (la cui comunità si conferma, in ordine di numerosità, la più consistente in entrambe le province, con una percentuale maggiore (36,8%) in quella di Campobasso), Polonia, Ucraina e Moldavia....
CONTINUA

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                               

NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI


 


ISERNIA  Giornata della Memoria. Consegnate a Isernia le medaglie d'onore destinate a coloro che furono internati nei lager nazisti.  Questa mattina, presso la Prefettura di Isernia, in occasione della Giornata della Memoria, sono state consegnate le medaglie d'onore destinate a coloro che furono internati nei lager nazisti. Erano presenti numerose autorità, fra cui i rappresentanti di quei Comuni in cui vivono i decorati o, se deceduti, i loro familiari.A rappresentare la Città di Isernia è intervenuto il vicesindaco Celestino Voria che, unitamente al comandante dei Carabinieri, co-lonnello Antonio Renzetti, ha consegnato l'onorificenza al tenente-colonnello Visidoro Tella e a suo fratello Liberato, che l'hanno rice¬vuta in quanto figli di Felice Tella che fu soldato sul fronte greco-al¬banese e che dopo l'armistizio venne deportato in Germania..... "Gli ebrei internati di San Donato -1940/1944- Solidarietà ed accoglienza", in occasione della Giornata della Memoria, la presentazione del Libro nella Sala consiliare di Palazzo Magno di Campobasso

CAMPOBASSO "ARTEgiani: con le mani dell'uomo", domani presso la cappella del Mario Pagano la presentazione del documento sull'artigianato molisano. Venerdì 28 gennaio, alle ore 16, presso la Cappella del Convitto Mario Pagano di Campobasso, verrà presentato "ARTEgiani: con le mani dell'uomo", il documentario sull'artigianato molisano, patrocinato dall'Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive della Regione e realizzato dal regista Pierluigi Giorgio con la troupe "Kerem" di Casacalenda. Il documentario sottolinea le peculiarità creative di alcuni dei nostri artigiani, o meglio "ARTEgiani", laddove il confine fra artigianato ed arte è labile e indefinito. ... Molti i lavori rappresentati in "Artegiani": dalla creatività in vetrofusione di Concetta Miozzi di Jelsi", al telaio dei Santella, al ferro artistico di Fernando Izzi di Torella, alle campane dei Marinelli di Agnone, alla pietra dei Lalli di Pescopennataro,  il legno di Peppe Candeloro e gli oggetti in grano di Maria e Nicola Martino, jelsesi, o i clavicembali di Francoise Ciocca di Riccia; all'acciaio traforato di Mario Perrella di Campobasso, alle tammorre di Mario Mancini e le ceramiche della famiglia Santone di Macchia, al tombolo di Maria Caruso, alle zampogne di Piero Ricci.

CAPRACOTTA  La F.I.S.I. (Federazione Italiana Sport Invernali) ha assegnato allo Sci Club Capracotta l'organizzazione di una tappa del Criterium Interappenninico di sci di fondo, in programma per domenica 06 febbraio 2011.  Il Criterium Interappenninico 2011, si disputerà su cinque tappe e si svolgerà nelle seguenti località, con l'organizzazione a cura dei relativi Sci Club: 1a tappa: 06 febbraio 2011 - Capracotta - (Sci Club Capracotta)/// 2a tappa : 12 febbraio 2011 - Subiaco (RM) - (Winter Sport Subiaco)/// 3a tappa: 13 febbraio 2011 - Subiaco (RM) - (Gruppo Sciatori Subiaco)/// 4a/5a tappa: 19/20 febbraio 2011 - Pescocostanzo (AQ) - (Unione Sportiva Pescocostanzo)/// Il circuito è riservato a tutte le società appartenenti ai seguenti Comitati Regionali FISI: LI (Ligure ) - CAE (Appennino Emiliano) - CAT (Appennino Toscano) - CUM (Umbro Marchigiano) - CAB (Abruzzese) - CLS (Lazio Sardegna) - COM (Molisano) - CAM (Campano) - PUG (Pugliese) - CAL (Calabro Lucano) - SIC (Siculo). La partecipazione alle gare è riservata alle categorie Seniores (1990 e precedenti), Juniores (1991-92), Aspiranti (1993-94), Allievi (1995-96), Ragazzi (1997-98), Cuccioli (1999-200), Baby (2001-2002), Baby Sprint (2003-04), maschili e femminili, in regola con il tesseramento Fisi 2010/2011. Le tappe dell'edizione 2010 si sono svolte il 14 febbraio a Opi (AQ), il 21 febbraio a Subiaco (RM) e il 06/07 marzo a San Giovanni in Fiore (CZ) sul massiccio della Sila, per un totale di circa 220 atleti e circa 30 Sci Club partecipanti.

<>CASACALENDA  "Per non dimenticare quello che è successo e non commettere gli stessi errori". E' così che l'Istituto Comprensivo di Casacalenda ha voluto onorare la Giornata della Memoria in onore delle vittimie della Shoa della Seconda guerra mondiale.  "Per non dimenticare quello che è successo e non commettere gli stessi errori". E' così che l'Istituto Comprensivo di Casacalenda ha voluto onorare la Giornata della Memoria in onore delle vittimie della Shoa della Seconda guerra mondiale. Questa mattina, 27 gennaio, presso la struttura del Centro della Comunita gentilmente concesso dal parroco di Casacalenda don Michele Di Legge, i ragazzi della quinta elementare e della terza media hanno voluto onorare questa giornata con due iniziative. I più  piccoli hanno raccontato la storia dello sterminio degli ebrei con una bellissima interpretazione guidata dalla maestra Rosilde D'Arienzo. Gli studenti della terza media, invece, hanno presentato un calendario del 2011 realizzato con i fatti che hanno caratterizzato la Shoa. "Un lavoro molto bello quello fatto dai ragazzi che sottolinea l'importanza della giornata" ha detto il dirigente scolastico dell'Istituto Omnicomporensivo di Casacalenda Antonio Vesce....

ISERNIA Il Gruppo il Tratturo al Maci. Nuovo appuntamento con “Sabato al Maci”, la rassegna di eventi musicali e culturali organizzati dalla Provincia di Isernia e collegati alla mostra d'arte di Tarik Berber e Helena Manzan. Domani sera, sabato 29 gennaio 2011 alle ore 17.30, si svolgerà, nell’Officina della Cultura e del tempo libero di Isernia, il concerto del gruppo di musica popolare “Il Tratturo”.Ricordiamo che è possibile accedere all'Officina della Cultura e del tempo libero da via Pio La Torre, oppure dall'entrata situata nei pressi del sottopassaggio pedonale della stazione ferroviaria.CONTINUA

MACCHIAGODENA  STATO DEI LAVORI POLO SCOLASTICO  Si è tenuto sabato mattina, presso la sala consiliare del comune di Macchiagodena, l’incontro per illustrare le attività svolte sinora per la realizzazione del polo scolastico unico con adeguamento sismico e funzionale del complesso “A. Notte”, interessato da un piano di interventi che rappresenta il primo e, per il momento, l’unico esempio nazionale di applicazione dell’isolamento sismico a una scuola esistente. Progetto di cui nel mese di ottobre si è occupata anche la rivista “Architettura”. 

ISERNIA.  

FRANTOI APERTI NEL WEEKEND. FESTA DELL’OLIO EXTRAVERGINE. Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la festa dell’olio extravergine d’oliva. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, è stata organizzata dall’oleificio “Fraterna Seconda” di Isernia e si svolgerà sabato 29 e domenica 30 gennaio 2011 presso lo stesso oleificio, situato in contrada Breccelle a Isernia. Tante le novità che verranno proposte durante la rassegna interamente dedicata all’olio d’oliva. Verranno illustrate, infatti, non solo le qualità del prodotto a livello alimentare, di cucina e di salute ma anche le tecniche di raccolta e di potatura, giungendo fino ai possibili riflessi sulla produzione di energia. ...

MOLISE   Nuovo libro sul Molise da Dante Gentile Lorusso .La pubblicazione di questo volume, che Dante Gentile Lorusso ha dedicato ai pittori e agli scultori molisani del XIX secolo, amplia notevolmente la documentazione e la conoscenza del patrimonio artistico del Molise.Attraversamenti. Sulla cultura artistica nell'Ottocento molisano, diventa un lungo e straordinario viaggio che non cessa di stupire, affascinare e condurre a sempre nuove scoperte. Un puntuale lavoro di ricognizione che ci permette di conoscere meglio un secolo, dal quale emerge, con forza, una ricchezza storico-artistica inaspettata, che diventa una straordinaria "carta di presentazione" e un incredibile messaggio di identità per la nostra terra.
Il movimento artistico dell'Ottocento si differenzia e si caratterizza per alcuni aspetti che influenzano il panorama culturale, sociale, politico di quel periodo. Sono eventi storici di enorme portata, durante i quali si assiste, tra l'altro, all'istituzione della Provincia di Molise nel 1806 e, soprattutto, alla nascita dell'Italia unita nel 1861. Un fermento politico che non ha eguali, che si propaga in ogni luogo e investe ogni settore, coinvolgendo e rinnovando uomini ed istituzioni. .
MOLISE E' uscito nelle sale cinematografiche da pochi giorni ed è già un grandissimo successo. Stiamo parlando del film "Qualunquemente" prodotto dalla casa Fandango, con Antonio Albanese nel ruolo del protagonista "Cetto La Qualunque" e la regia di Giulio Manfredonia. Solo nello scorso fine settimana la pellicola ha registrato una media di quasi 10 mila euro a copia, per un incasso totale di circa 5,4 milioni di euro con oltre 800 mila presenze. Dissacrante, comico, incredibilmente attuale, Qualunquemente racconta in modo intelligente ciò che l'Italia è e non dovrebbe essere, per dirla con le parole di Domenico Procacci di Fandango.

 

 DOLORE
Il tempo archivia vite ai ricordi
e quelle scritte nel lungo dolore
hanno pochi scaffali in altrui memorie
smaniose leste a svuotarli
-Il dolore è vecchio cane pulcioso
evitato,seppur con false sdolcinate parole
reti a vanti d’umana pietà,
in pubblico tutti lo coccolano
ma la bestia allerta a ogni inganno
al muover di braccio di mimiche tetre,
percepisce minacce,antichi raggiri
anche quando raro una mano sincera
intende planare calorosa carezza
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Da:Destini E Presagi
http://www.santhers.com

 

ALCUNI SCRITTORI MOLISANI CONTEMPORANEI


 

 

 

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