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 RIVISITIAMO IL PASSATO

 

 

Da leggere su questa pagina questa settimana

 

 

Franco Nicola : Notizie dal Molise e dei Molisani

Adam Vaccaro : Alcuni libri dell'autore (prosa e poesia)

Nicola Picchione : Il Maiale; Bozzetto

Enzo Anchise : Il porcellino di Sant'Antonio

Umberto di Genova : Festeggio il Carnevale morto

Franco Nicola : Notizie dall'Italia e degli Italiani

Dal Web : L'Angolo dell'Emigrato

Riccia cultura : Eventi storici a S. Elia Pianisi;Unità d'Italia

Gianni Spallone : Divagazione su giornalismo e letteratura

 

             


UN NUOVO SITO PER FESTEGGIARE IL 150/mo DELL'UNITÀ D'ITALIA

 

 

                                                                                                                                                                                     

NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI

 

 


 ECONOMIA

 

Allarme occupazione.  La crisi economica attuale non è solo la più grave dal dopoguerra a oggi ma diventa di fatto anche la più lunga di sempre. Chi sperava di uscirne nel 2011 dovrà ricredersi dopo i dati diffusi oggi dall’Istat che riguardano la crescita del nostro Paese nel 2010 solo pari all’1,1 per cento. Anche l’export fa segnare il dato peggiore degli ultimi an-ni. Ma almeno sembra crescere l’ottimismo delle aziende per il futuro come evidenzia una indagine di Fondazione impresa anche se, spiegano gli intervistati, ci vorrà ancora per uscire fuori dal tunnel. Per quanto riguarda i dati diffusi dall’Istat, quelli positivi riguardano la domanda di ordini che è aumentata nel secondo semestre 2010. ... continua

Imprese  agricole,trend in crescita. Per l’Istat in Italia un giovane su tre è senza occupazione, mentre restano vuoti ben 500 mila posti di lavoro in agricoltura, nell’artigianato e nelle piccole imprese. Una contraddizione che è stata evidenziata oggi nell’assemblea programmatica di Giovanimpresa della Coldiretti. A Campobasso si è fatto il punto sulle difficoltà del settore ma anche sulle opportunità per la nascita di nuove imprese grazie ai fondi del Piano di sviluppo rurale. “Nell’ultimo anno – ha spiegato Carmelo Troccoli, segretario dei giovani imprenditori della Coldiretti – in Molise il numero di aderenti all’associazione di categoria sotto i 30 anni è cresciuto del 30 per cento. In pratica da 130 imprenditori, si è passati a 190. Un trend positivo che lascia ben sperare per la ripresa del settore, ha aggiunto il segretario. .. continua

Scuola, 276 pensionamenti. La scuola e il settore del pubblico impiego verso lo sciopero generale. Lo stop alle attività è già stato fissato per il 25 marzo. La Cgil attacca il governo sul blocco dei contratti, degli scatti di anzianità. Tutte incertezze, spiega il sindacato, che hanno spinto 32 mila insegnanti verso il pensionamento. Sono settemila in più le domande presentate rispetto ad una previsione iniziale di 25 mila. Nel Molise, lo scorso anno sono andati in pensione 236 tra insegnanti e personale scolastico, mentre per il prossimo anno le domande già presentate sono 276... continua

Stage e lavoro. Richiesta da giovani non più disposti a tutto. Il comitato “Giovani non + disposti a tutto” del Molise ha allestito in Piazza Municipio a Campobasso e in Piazza Monumento a Termoli dei banchetti informativi per portare a conoscenza della cittadinanza gli obiettivi della campagna lanciata dai giovani della CGIL.«In Europa – sostengono - molti paesi europei si stanno dotando di normative per regolamentare gli stage, renderli realmente formativi e prevedere diritti per gli stagisti. La Commissione istruzione del Parlamento Europeo ha recentemente approvato una proposta di risoluzione “sulla promozione dell’accesso dei giovani al mercato del lavoro, sul rafforzamento dello statuto di tirocinanti e apprendisti.Il Comitato chiede che anche l’Italia si avvicini alle proposte dell’ Unione Europea, perseguendo i seguenti obiettivi: governo e parlamento. ... continua

Proposta anti-crisi per 5 insegnanti. Emigrazione dall’Italia all’Argentina, nuova puntata. Non siamo di fronte a un movimento storico come successe a cavallo fra ’800 e ’900 e dopo le due guerre mondiali, ma presto cinque giovani bassomolisani potrebbero ripercorrere la strada già compiuta anni fa dai nostri antenati. Lasciare la terra d’origine per cercare fortuna dalle parti di Buenos Aires. Per loro però non sarà un viaggio da sprovveduti. Nella capitale argentina c’è infatti una scuola di lingue straniere che cerca 5 giovani insegnanti di italiano, cui verrà offerto un contratto della durata di un anno. E grazie ai contatti che il direttore dell’istituto ha intessuto negli scorsi anni con Giuseppe Chiappini, ex vice presidente della Provincia di Campobasso, la proposta è arrivata in Basso Molise. ... continua

L.S.U. licenziati.  Venafro. Il Movimento Regionale del Guerriero Sannita, vuole intervenire nuovamente sui L.S.U. di Venafro e badate bene gli interventi del Guerriero Sannita, non sono dettati da convenienza elettoralistica…c’è ne freghiamo, interveniamo per un senso di giustizia sociale.I n tutto la città Molise gli unici L.S.U., licenziati sono quelli di Venafro e poverini oggi sono stati costretti a rivolgersi all’autorità giudiziaria per far valere i loro diritti.Ma c’è qualcuno che si è immedesimato nella loro situazione personale? Il Guerriero Sannita, ritiene che gli effetti di un licenziamento o della disoccupazione, dal punto di vista relazionale, siano devastanti. Intere famiglie si chiudono e soffrono in solitudine, piene di sensi di colpa e di vergogna, quando invece avrebbero bisogno di una rete sociale che li accolga, che faccia venire allo scoperto quel disagio sommerso – quindi ancora più distruttiva – che colpisce sempre più le famiglie “normali”, in difficoltà a riconoscere tale disagio e a chiedere aiuto prima che esso abbia superato la soglia critica.... continua

Fiat intesa con Provincia Campobasso per assunzione disabili. Il 13 gennaio scorso il Tar Molise aveva rigettato la sospensiva chiesta, contro l'avviamento al lavoro di disabili, dalla Fiat che nel luglio 2010 aveva comunicato all'Ente la sospensione unilaterale degli obblighi legati a una Convenzione stipulata ...continua

500 ettari nel Molise trasformati in azienda agricola sociale.  Una tenuta di 500 ettari nel Molise convertita in biologica e biodinamica, un’azienda agricola nata per offrire lavoro agli orfani dell’ultima guerra trasformata in un’impresa sociale grazie a un’alleanza tra produttori, agricoltori, negozianti e consumatori. E alla lungimiranza di Fabio Brescacin, amministratore delegato del gruppo Ecor NaturaSì. Su Footprint, Il Sole 24 Ore di lunedì 14 febbraio.

 


CRONACA

 

Le lungagini burocratiche dell'INPS. L'italica burocrazia, con i suoi proverbiali difetti e lungaggini, non basta per giustificare la lentezza operativa dell'Inps. In Molise, infatti, si registrano tempi clamorosamente lunghi per concludere le istruttorie relative alla pensione di .continua

Italia Unita; partito presentato in Molise. Attenzione ad ambiente, legalita', dignita' e moralita': sono i temi cardine della proposta di Pasquale Lollino, coordinatore in Molise del partito 'Italia Unita', oggi presentato a Termoli dal presidente nazionale, Antonio Turdo'. Sede nazionale del partito e' a San Salvo (Chieti). Lollino, presidente del circolo 'Maestrale' di Legambiente, annuncia la presenza dello schieramento alle prossime amministrative. Propone poi un piano regionale per il lavoro, per 'investire sui giovani e che computi quanti, in eta' avanzata, il mondo del lavoro non riesce a riassorbire'.

Molise, forza del sud. Si terrà lunedì 21 febbraio 2011 alle ore 17 presso l’Hotel San Giorgio di Campobasso, una Conferenza Stampa alla quale oltre al Coordinatore Regionale di Forza del Sud Molise dott. Lorenzo Lommano, sarà presente anche l’on.le Marco Pugliese dell’esecutivo nazionale. Come si ricorderà, Forza del Sud è il neomovimento meridionalista fondato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe on.le Gianfranco Miccichè che, a detta di noti analisti politici e dello stesso Miccichè, a breve potrebbe costituire un suo proprio gruppo parlamentare alla Camera dei deputati. Nel corso della conferenza, verrà inoltre presentato alla stampa molisana l’incontro costitutivo regionale di Forza del Sud Molise fissato per  sabato 5 marzo prossimo sempre a Campobasso e alla quale, oltre agli on.li Marco Pugliese e Pippo Fallica, è prevista la presenza il leader nazionale on.le Gianfranco Miccichè.

 

CULTURA

 

Francesco Iovine ritorna ancora nel suo Molise. Francesco Jovine ritorna in Molise nel 1941. Gliene offre l'occasione IL GIORNALE D'ITALIA che gli commissiona una serie di articoli dai principali centri. Con questa recherche il Guardiese ha la possibilità di confrontarsi con i miti della sua fantasia, con la memoria del tempo andato, quando - ascoltando dal padre le vecchie storie di un epoca che fu - apprendeva della triste realtà sociale dei suoi cafoni. E' in queste note che temi, già intravisti nei lavori precedenti, risaltano illuminati da ben altra forza. Jovine ora guarda le cose da un'angolazione tesa al reale, pur tenendo ancora bene presenti le nostalgie della memoria. E così, mano a mano che si procede nella lettura, emerge dalle righe la nostalgia, l'ironia, il pathos, il mito, la favola, la coralità, il dramma.... continua

Quando il Molise é il viaggio felice. Ci sono molti modi di viaggiare, questo è sicuro, e non è certo tra i peggiori quello che non cerca le distanze, non macina chilometri, non pretende di regalarci a ogni costo il brivido dell'esotico o perfino dell'avventura. Si può fare i turisti anche in Mongolia. E si può essere eccellenti viaggiatori nel parco pubblico dietro casa. Magari con meno stress e con la possibilità, invece, di cogliere quel senso della pausa che è uno dei segrei di un viaggio che fa bene.... continua

Legge per promuovere il turismo blu in Molise. Tutelare e promuovere il cosiddetto ''turismo blu'', pesca turismo (escursioni giornaliere) e ittiturismo (alloggio e ristorazione), con protagonisti i pescatori e le tradizioni marinare del Molise: e' il contenuto della proposta di legge ''Norme per la disciplina delle attivita' di ittiturismo e pesca turismo'' presentata dai consiglieri regionali Michelangelo Bonomolo (Sinistra Popolare), Gennaro Chierchia e Riccardo Tamburro (Adc) e Luigi Pardo Terzano (Udc).

Il Teatro Savoia si apre alla magia della poesia: il 23 e 24 febbraio di scena "A cuore aperto" , il reading di Sergio Rubini. Fresco del successo incassato con "Qualunquemente" il film culto di Antonio Albanese dove interpreta un improbabile consulente d'immagine, l'attore e regista Sergio Rubini - osannato dalla critica e venerato dagli spettatori - continua il suo tour teatrale con "A cuore aperto" di cui ha curato anche la regia (la produzione è stata curata da Angelo Tumminelli).
Una vera e propria sfida al canonico reading di poesia quella lanciata da Rubini con una tournée di pochissime date dall'alto valore simbolico.L'attore instaura un rapporto dialettico tra gli elementi che vivono sul palcoscenico - recitazione, musica, effetti sonori e luci - e gli spettatori in sala. ..
continua

 Consegnati i Monopoli archeologici ai ragazzi delle scuole elementari. L'amministrazione comunale di Casacalenda ha consegnato questa mattina i Monopoli archeologici della Regione Molise ai ragazzi delle scuole elementari dell'Istituto Omnicomprensivo. Alla presenza del sindaco Marco Gagliardi, dell'assessore alla Cultura e all'Istruzione Marco Masciantonio e del dirigente scolastico Antonio Vesce i ragazzi dai 6 agli 11 anni della prima, seconda, terza, quarta (dove sono presenti due sezioni) e quinta elementare hanno ricevuto lo splendido gioco regalizzato dalla Regione Molise e dalla Soprintendenza per i Beni Culturali, che narra in maniera ludica la storia dei siti archeologici di maggiore importanza della regione.... continua 

Più consiglieri e assessori estermi in nuovo statuto. Il Molise aumenta il numero dei consiglieri regionali (da 30 a 32), da il via libera ad esecutivo composto anche da otto assessori esterni e dota la presidenza della giunta di un sottosegretario. Il nuovo statuto, approvato oggi dal consiglio, aumenta gli scranni e le spese della ventesima regione, che conta circa 330 mila abitanti. Il consigliere di Costruire democrazia, Massimo Romano, parla di "bulima di poltrone che inquina lo statuto regionale" e di provare "vergogna, rammarico, delusione", come consigliere della IX legislatura. "Provo vergogna - ha aggiunto - anche per il ritardo ingiustificabile di dieci anni con il quale si e' giunti all'approvazione del nuovo statuto, e soprattutto per le scelte, anzi per le non scelte, che ne hanno inquinato il testo. Nel momento in cui il Parlamento sta procedendo all'approvazione dei decreti attuativi del federalismo, il Molise arriva tardi e male ad adeguare il proprio ordinamento statutario, risalente al 1971, alle modifiche costituzionali del 1999 e del 2001. continua

 

 

 

                                                                                                                                             

 DA LEGGERE DI ADAM VACCARO


Strappi e frazioni. Raccolta di poesie, con prefazione di Giancarlo Majorino, Libroitaliano, Ragusa 1997

 

I tempi dell'Orsa. EdizioniPulcinoElefante, Osnago 2000, con disegni di Salvatore Carbone

 

La Casa Sospesa. Raccolta di poesie, con postfazione di Gio Ferri

 

Sontuosi accessi - superbo sole. Libro d’arte a tiratura limitata con disegni di Ibrahim Kodra,Signum edizioni d’arte, Milano 2003

 

Poesia in azione. É stato stampato il libro “Poesia in azione”, che raccoglie tutti i testi inviati a Adam Vaccaro e all’Associazione Culturale Milanocosa per il Bunker Poetico di M. N. Rotelli - 49.a Biennale di Venezia 2001. Il libro,del quale accludiamo una bozza di copertina, è composto di 208 pagine nel formato cm.12×16,8 circa...

 

Ricerche e forme di Adiacenza. Il libro “Ricerche e forme di Adiacenza” di Adam Vaccaro- edito da Asefi Terziaria, Milano 2001, pp 239, 15,49 Euro - è una ricerca metodologica di lettura e scrittura di un testo, qui applicata principalmente a opere di una diecina di poeti contemporanei. Ha suscitato interessi e vari commenti autorevoli per l’originale impostazione interdisciplinare.

 

Spazi e tempi del fare. Studio Karon, Novara 2002, libro d’arte a tiratura limitata con acrilici di RomoloCalciati e prefazione di Eleonora Fiorani e Gio Ferri

 

Scritture / Realtà Linguaggi e discipline a confronto,Milanocosa 2003,raccolta degli Atti dell’omonimo convegno del 2000, curata con Rosemary Liedl Porta


 
 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                              

                 

 Il Maiale Un testo di Nicola Picchione

Bozzetto

L’ allevamento del maiale era molto diffuso a Bonefro: era fonte importante di alimentazione, soprattutto proteica e calorica. Anche chi non lo allevava ne comprava metà  per le provviste di salami e di grasso.
Il maiale veniva tenuto in genere in un piccolo porcile adiacente la casa
( a roll’ ), spesso ricavato nel sottoscala quando le scale erano esterne.
            L’uccisione del maiale e la preparazione delle sue carni era un rito, ancora vivo nella memoria degli anziani. Di solito avveniva poco dopo le feste di Natale quando l’aria era fredda e asciutta. Quasi ogni giorno risuonavano nelle strade gli urli dei maiali. Il rito contemplava due fasi: il giorno dell’uccisione del maiale e quello della preparazione delle sue carni, dopo che la carcassa era stata tenuta per alcuni giorni appesa al soffitto in una stanza fredda.
            Il maiale veniva allevato sin da piccolo o comprato alla fiera di S. Celestino o S. Michele, a Settembre. Erano apprezzate le varietà grasse come la perugina che fornivano molto lardo, di largo consumo in carenza di olio d’oliva prodotto in quantità
limitata a Bonefro. “Quest’ fa quatt detr’  d’ lard’” si vantava il padrone del maiale soprattutto se doveva venderlo: chi poteva ne cresceva uno in più da vendere. Il lardo fritto ( u cigu’l’) era condimento e companatico.
            Non ci si affezionava al maiale né agli animali: erano semplicemente una  fonte alimentare o di piccolo guadagno oppure un aiuto nei lavori dei campi. Uccidere il maiale o gli animali da cortile non era un problema. Nemmeno farlo con metodi molto dolorosi, per far fuoriuscire tutto il sangue dalle carni. Ricordo ancora le donne che infilavano  forbici nella gola dei polli e ne tagliuzzavano lingua e gola con assoluta indifferenza procurando una morte lenta e terribile. Scannare il maiale richiedeva perizia: bisognava tagliare con lo scannatoio l’aorta affinché il dissanguamento fosse rapido e totale.


            Il maiale è molto intelligente. Inspiegabilmente, nel giorno della sua fine diventava sospettoso e irrequieto. Si guardava intorno, grugniva, rifiutava di seguire il padrone che gli faceva risuonare in un piatto il granturco per sedurlo come il pifferaio. Bisognava arpionarlo alla gola con un lungo uncino di ferro ( u chiapp’) per costringerlo a seguire il padrone, quasi presentisse il momento del sacrificio. Acciuffato alle gambe, alle orecchie, alla coda, veniva messo a forza su una tavola appoggiata a una tinozza rovesciata, davanti casa mentre inutilmente risuonavano i suoi disperati grugniti.  Tenuto da più persone robuste, urlava inutilmente il suo dolore. Appena morto veniva rasato ammorbidendo i peli con acqua bollente portata dalle donne e dai ragazzi. Era frequente a Gennaio vedere scorrere acqua rossastra lungo i bordi della strada. A volte il maiale sembrava morto ma era soltanto svenuto: si riprendeva agitandosi. Il sangue veniva raccolto in una bacinella e poi bollito. Ripassato in padella con olio aglio e peperoncino, era molto apprezzato. Era anche usato, liquido, per una specie di marmellata con mosto cotto e noci:  a ndos’. Venivano recuperate anche le setole per farne ottime spazzole. Del maiale solo le unghie venivano buttate. Ripulito e lavato veniva portato in casa di solito disteso su una scala a pioli e appeso al soffitto a testa in giù , infilando i forti tendini delle zampe posteriori in  un robusto asse di legno curvo ( u vammugghier’).  Un esperto lo apriva longitudinalmente ed asportava i visceri, anch’essi usati in vario modo. I budelli servivano per gli insaccati; alcuni- quelli del grosso intestino- conditi con varie spezie e messi ad essiccare, venivano adoperati successivamente come ottimo condimento ( i’ nnogl’) ; anche il mesentere veniva trattato con spezie ed essiccato per  poi essere usato durante l’anno come condimento ( u ndriggh’). Era indispensabile per un piatto tipico: ciuf’l’ e tann d’ rape. La vescica diventava contenitore della sugna. Col fegato si preparava una particolare salsiccia. Il cervello veniva coperto con carta gialla per alimenti e cotto sott’ a senisc’, cioè  sotto la brace.
            Il giorno dell’uccisione del maiale era piccola festa riservata agli amici  intimi. Dopo alcuni giorni si procedeva a
sezionare il maiale ( r'zlà u purcell')
e preparare tutto ciò che veniva conservato.


            Il cerimoniale della lavorazione delle carni di maiale oltrepassava il significato pratico. Era motivo di incontro con gli amici più cari e con qualche parente. Non mancava un compare particolarmente stimato che era stato testimone di nozze o aveva battezzato qualche figlio. Questi inviti erano reciproci e rafforzavano i legami di amicizia. Non accettare l’invito senza gravi motivi poteva essere ritenuta un’offesa. Il bonefrano era molto suscettibile e molto attento alle forme. Si lavorava in genere in cucina. Al centro uno o due tavoli con il piano allungato. Donne e uomini si dividevano i compiti ma senza schematizzazioni eccessive. L’uomo preparava il lardo sagomandolo e salandolo, la ventresca, eventualmente il prosciutto. Le donne insaccavano i salumi. La carne da salsiccia era ripulita dei tendini e di una parte del grasso. Ognuno aveva le sue preferenze: più grasso permetteva una maggior quantità di salsiccia anche se di minore qualità. A parte veniva preparata la salsiccia molto grassa per il condimento. Successivamente veniva tagliata , condita con sale, pepe o peperoncino e semi di finocchio e infilata nei budelli con un piccolo imbuto. Erano diffuse anche le macchinette che permettevano la triturazione della carne e il riempimento dei budelli più rapidamente. I più raffinati preferivano il taglio a mano e l’imbuto. La soppressata era preparata con carne più scelta.  Pochi preparavano il prosciutto che era un lusso; quella carne permetteva di avere  più salsiccia indispensabile in particolare al tempo della mietitura: non bisognava privare i mietitori del cannell’ da’ saucicc’. Le ossa spolpate erano fatte bollire; se ne staccavano i pezzetti cotti per preparare la gelatina: nelle scodelle si ricoprivano i piccoli pezzi di carne bollita con la gelatina ricavata dalla ebollizione delle ossa  aromatizzata con l’aceto. Sulla superficie erano depositate foglie di alloro e buccia di arancia.


           Il lavoro era leggero, l’atmosfera tranquilla. Si poteva parlare, ridere, fare pettegolezzi, dire qualche battuta. Mai oltre i limiti della decenza: c’erano le donne. In genere i lavori leggeri o le attese permettevano questi scambi molto utili per rafforzare i legami di amicizia. I ragazzi stavano ad ascoltare quasi ignorati dai grandi salvo che per un comando: va a comprare il sale che non basta, va a comprare il tabacco. Ma i ragazzi partecipavano alla festa , anzi erano i più entusiasti.. Aiutavano per quanto era possibile, poi aspettavano che la carne per la salsiccia fosse condita e provata cuocendola nel tegame. Apprezzavano anche qualche piccola striscia di carne ( na zerlengh’) arrostita sulla brace. Sapevano anche che durante l’essiccagione il padre avrebbe preso qualche pezzo ancora fresco e lo avrebbe arrostito ( bisognava far assaggiare ogni cibo ai piccoli: s’nnò perd’n u’ crisc’). I salami venivano appesi a una lunga pertica per l’essiccagione che doveva avvenire con attenzione dosando caldo e freddo. Una volta essiccata la salsiccia sarebbe stata tagliata in piccoli pezzi ( i chènnéll ) e conservata nella sugna- più raramente nell’olio, a quei tempi- in recipienti di creta smaltata ( a cantr’llucc’), scartando la parte ricurva ( i chi’chetor’) che veniva usata senza conservare.

 Con la fine della cerimonia del maiale è finita un’occasione – una delle tante-  per stare insieme. Piccoli riti, piccole tradizioni che le necessità dei tempi moderni hanno abolito.  Nicola Picchione.  Natale 2008 
 

Il porcellino di Sant'Antonio 
(Dal Blog E. D'Anchise, Toro)

 

Quasi in tutti i paesi del Molise, da parte di qualche contadino che aveva avuto una prospera nidata di porcellini da parte della propria scrofa, usava donare uno, in onore al santo protettore degli animali, Sant'Antonio Abate, la cui festa ricade a metà gennaio. 

Il porcellino dapprima veniva fatto girare per tutto il paese da parte dei ragazzini che lo conducevano legato, di casa in casa, in cerca di qualche alimento, e poi, veniva lasciato libero di scodinzolare solo per tutto l'abitato.

 

Tutti lo accoglievano volentieri e salutandolo con ''Vai in pace, Antonio'', gli davano da mangiare. Nessuno osava maltrattarlo, perché si temeva l'eventuale vendetta di Sant'Antonio.

 

Il porcellino, una voilta ingrassato, veniva venduto un po' a tutti, affinché si contribuisca con il denaro alle spese per la festa si Sant'Antonio Abate.  Tutti acquistavano un po' della sua carne per devozione del santo.
                                                                                                                

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                    L'ANGOLO DELL'EMIGRATO                       

 

A NEW YORK PRIMO EVENTO PD 150 UNITÀ ITALIA. MANGIONE (CGIE): “RECUPERO MEMORIA ITALIANI EMIGRATI PER RICOSTRUIRE STORIA PAESE

  “Enzo Amendola, segretario regionale del PD in Campania e membro della Segreteria nazionale, è venuto in missione a New York nel quadro della celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia, deciso dal PD per l’estero attraverso il recupero della memoria degli italiani che, nel corso di questo secolo e mezzo hanno offerto la loro opera politica, sindacale, artistica, contribuendo alla crescita del paese in cui erano residenti”. È quanto afferma in una nota il Vice Segretario del CGIE, Silvana Mangione, in merito ad uno dei primi eventi organizzati dal PD all’estero per celebrare il 150° anniversario dell’unità nazionale. 
   “A New York, in una tavola rotonda al Calandra Institute della City University (CUNY), si è ricordato Arturo Giovannitti (1884 – 1959), sindacalista, animatore dello sciopero alla Lawrence Textile, poeta, autore teatrale, traduttore. Il Calandra, diretto da Anthony Julian Tamburri, è un istituto dedicato alla documentazione e preservazione dell’esperienza italo-americana, alla promozione dell’istruzione universitaria e della ricerca sulla cultura ed il retaggio degli italiani d’America. Enzo Amendola ha aperto la tavola rotonda su: “Giovannitti nel 110° anniversario del suo arrivo in USA” presentando l’azione del famoso personaggio, insieme a storici e letterati italo-americani, ad uno dei suoi discepoli, anch’egli poeta, e a suo nipote, che ha esibito alcune lettere autografe del nonno e ha recato con sé la figlia per garantire la linea ininterrotta del ricordo. I lavori della Tavola rotonda sono stati interamente filmati e saranno fra breve disponibili sia in DVD sia su internet. ... continua

 

                                                                                                                                                                        

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VERMENTINO MIRADA, DA MURALES DI OLBIA.

In Europa e ritorno. E’ il destino di tanti sardi emigrati, ma riportati nell’isola dal grande amore per la loro terra. E’ successo anche a Piero Canopoli, 53 anni, di La Maddalena, fondatore della cantina Murales, di Olbia. E’ partito da piccolo con la famiglia, ha lavorato in Svizzera, Piemonte e Lombardia, sempre nel settore della ristorazione. Sommelier, wine maker, è un organizzatore di eventi, un vulcano di idee sempre in attività. Ora sta progettando di aprire una locanda winery alle porte di Olbia. Oltre vent’anni fa è tornato in Sardegna e ha gestito un ristorante a La Maddalena. Attività che gli ha consentito di instaurare rapporti a livello internazionale e di promuovere iniziative nei paesi dell’Est. Sempre nel settore vinicolo.... continua

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NOTIZIE DALL'ITALIA E DEGL'ITALIANI

 

 

          Gli straordinari eventi storici di S.Elia a Pianisi per i 150 anni dell'Unità d'Italia

Coinvolto nell'organizzazione di un convegno il professore Mario di Napoli, docente dell'Università degli Studi di Roma e presidente dell'Associazione Mazziniana Iitaliana.Si terrà presso gli uffici della Camera dei Deputati un incontro preparatorio con l'Associazione Società e Territorio. In preparazione da alcuni mesi una eccellente e pregiata iniziativa storico-culturale, inserita  nell'ambito delle celebrazioni dell'Unità d'Italia. E così la manifestazione locale "Il borgo rivive" si arricchisce di novità e di interessanti aspetti. L'idea di richiamare l'attenzione su significativi eventi locali, riportati per la loro rilevanza e valenza nel testo "Memorie Storiche Civili ed Ecclesiastiche di Sant'Elia a Pianisi" dall'autore santeliano, Don Elia Testa, è stata caldeggiata già dallo scorso anno. Il successo della prima edizione ha rappresentato un ulteriore sollecitazione a mantenere fede a quanto programmato dalla Pro Loco e da alcuni cultori.

L'aspetto scenografico della ricostruzione storica nei secoli sarà curata, come lo scorso anno, dalla Pro loco planisina. Sarà invece l'associazione Società e Territorio a tracciare un percorso più strettamente storico scientifico, ricorrendo all'apporto di insigni studiosi regionali e nazionali, relatori di uno speciale convegno storico, frutto di approfonditi studi e ricerche avviate da alcune Università Italiane (tra cui quella di Roma, del Molise e della Basilicata) sugli accadimenti salienti della storia di S. Elia a Pianisi.   Si terrà nei prossimi giorni un incontro tra i rappresentanti dell'Associazione Società e Territorio ed  il professore Mario Di Napoli, docente di Storia presso l'Università degli Studi La Sapienza di Roma, per mettere a punto gli ultimi e necessari particolari del programma che prevede anche la firma di un protocollo d'intesa, condiviso anche dalla Regione Molise.  

Presidente dell'Associazione Mazziniana Italiana, il professore Di Napoli, dirigente della segretaria della Commissione Esteri, riceverà la delegazione presso gli uffici della Camera dei Deputati.  L'excursus, da cui prenderà spunto la rappresentazione, partirà dalla più lontana memoria del Castrum Planisii, ponendo poi l'accento sulle vicende che caratterizzarono, nei secoli successivi, l'avvicendamento di signori e feudatari, l'approfondimento del periodo aragonese e la successiva costituzione del  mandamento e del comune. Particolare attenzione, sempre con riferimento agli scritti del Testa,  sarà poi riservata ai moti politici di S. Elia a Pianisi del 1799, al brigantaggio e al processo politico, nonché alla reazione filo-borbonica dell'autunno 1860 e ai gravi fatti locali del 1861. Sarà interessante rilevare come lo sviluppo e l'evoluzione di questa realtà molisana,  segnata da avvenimenti particolari, come i moti politici del 1799, sono stati sollecitati dalla voce del popolo, attraverso una vivace insurrezione ripetutasi ancora nel 1944, dove la protesta, capeggiata da una donna del popolo, era rivolta verso la classe dominante, con l'obiettivo di porre fine alle angherie che i meno abbienti continuavano a subire. Il popolo chiedeva: "basta con le tasse", "no al grano all'ammasso".  L'episodio si concluse con l'assalto e il saccheggio del municipio, la distruzione di atti e documenti pubblici sulla piazza.   Riccia,cultura.  

 
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Divagazione su giornalismo e letteratura di Gianni Spallone

Si sa che tra giornalismo e letteratura si trascina un’irrisolvibile polemica. Chi ha avuto modo di frequentare certa accademia umanistica avrà notato, per esempio, che un criterio tenacemente radicato permette di liquidare lavori anche originali ma non troppo ossequienti verso il canone universitario, suppostamente austero apodittico ingombro di note, con un giudizio irreversibile: giornalistico. Epiteto denigratorio in cui si concentra uno pseudosillogismo più o meno tacito, più o meno subdolo: che cioè nel giornalismo vige una scrittura brillante ma scolastica, estrosa ma divulgativa, incompatibile con il livello accademico e dunque inaccettabile in quella sede.

 Ora qui è perfino superfluo rilevare che con simili criteri si potrebbero respingere agevolmente molti saggi di Eco, dove, come è noto a milioni di suoi lettori,  spesso fanno bella mostra di sé briose similitudini. (Per tacere della storia di Montanelli e Gervaso, estromessi senza remissione). Ma non è questo il punto. Piuttosto perché il giornalismo dovrebbe essere inteso, mal-inteso, come un fratello minore, e per di più degenere, della letteratura? Se si scansa l’ostinato ma ozioso raffronto stilistico, che per qualche utile risultato dovrebbe comunque inoltrarsi fino a ritenere schizofrenica l’attività di molti grandi scrittori-giornalisti (Balzac, Zola, Dostoevskij, Hemingway, García Márquez e un lungo eccetera tattico per i nostri contemporanei), un differenziale basato sulla natura dei due generi può costituire un piccolo contributo alla discussione.

Non si tratta allora di confutare gerarchie fondate sull’adozione di distinti registri linguistici, uno nobile, patrimonio della letteratura, e uno più umile e dimesso per il giornalismo, magari, in questo caso, adducendo a sanzione il solito prontuario di frasi fatte ( “impenetrabile mistero”, “cauto ottimismo”, il fiammante “impianto accusatorio”), ma al contrario di considerarli come modi paralleli – spesso convergenti –  la cui coincidenza più ovvia è quella di utilizzare la parola come strumento di lavoro. In questo senso si può dire che l’articolo di un grande giornalista si pone al limite, configurandosi come una sorta di giornalismo intimo, se è consentito l’ossimoro. è giornalismo perché in esso comandano la realtà, l’interesse e la comunicabilità e perché è scritto con la triplice intenzione di informare, orientare, distrarre (senza trascurare altre opzioni, quali la selezione e l’interpretazione dei fatti). è letteratura, nel migliore dei sensi, perché oltre alle funzioni su enunciate rappresenta l’espressione di una tecnica, di un modo di fare personale, di una maniera di ritrarre la realtà. Un grande giornalista è insomma qualcosa di più di un semplice traduttore di avvenimenti o di un semplice evocatore di notizie: è rivelatore di suggestioni, di essenze, capace infine di persuadere. I suoi interventi portano il marchio specifico di una personalità letteraria-soggettiva che può impregnare tutta l’argomentazione fino ad entrare in conflitto e mettere in crisi un altro grande mito del giornalismo: quello dell’obiettività.

La differenza di natura tra giornalismo e letteratura va individuata allora nel progetto originario, nel senso delle rispettive mansioni. Da una parte il letterato che pensa alla parola come oggetto manipolabile, come veicolo della propria sensibilità, sorretta e garantita dall’osservazione distanziata dell’evento compiuto, dall’altra il giornalista che vede la parola soprattutto come strumento di comunicazione con gli altri, lavorando sull’improrogabilità della materia appena carpita, ancora calda. Ma neppure questa divaricazione soddisfa. Infatti, come si diceva, né il giornalismo è riducibile a semplice atto comunicativo, oggettivamente manifestato, né la letteratura è semplice soggettività. Sicché, accertata questa contiguità, l’unica differenza ammissibile tra la creazione letteraria e il frutto dell’impegno giornalistico sembra consistere nel fatto che la prima può trascendere dalla realtà alla fantasia, deformare la realtà “exagerando” (come dicevano i trattatisti del Seicento:  d’altronde ogni creazione artistica è in qualche modo sempre un’iperbole), situandosi in un al di là del mondo circostante, mentre il giornalismo, anche quello più profondo e rivelatore, deve sottostare alle sollecitazioni della realtà con la quale è costretto a fare inevitabilmente i conti. Detto senza troppa cautela, la letteratura è un lusso (si può vivere anche senza aver letto il Pasticciaccio di Gadda, che forse è il più grande romanzo italiano del ’900), mentre il giornalismo è una necessità sociale. In altre parole: la fruizione dell’opera letteraria è una possibilità virtuale, quella del giornalismo è una probabilità incombente. Senza notizie non esisterebbe infatti l’identità che consente il sorgere di leggi di convivenza, né avrebbe senso la funzione dell’ágora, l’incontro interpersonale di cui parla Demostene, ossia l’esigenza epica di comunicare con il maggior numero possibile di persone. Ecco il fumo degli indiani, il tam-tam, la corsa del maratoneta. è arcinota  l’ipotesi di H. G. Welles secondo cui la caduta dell’Impero romano fu dovuta alla mancanza di comunicazione tra periferia e metropoli.

Qualcuno, non ricordo chi, ha affermato che il giornalista realizza il processo di scrittura su dati che in termini hegeliani conterrebbero la tesi, l’antitesi e la sintesi. Sennonché qui la sintesi, sottoposta all’urgenza del tempo e alla persistenza dell’evento si riapre in tesi, antitesi e in sintesi che ritorna tesi, antitesi e così via. Mentre per lo scrittore la materia si chiuderebbe alla prima sintesi. Siamo come si vede ben lontani dal senso ingiurioso riferito in avvio al termine “giornalistico”, a molta distanza da una concezione in cui un giudizio superficiale su un “come” ritenuto corrivo o discorde estingue sbrigativamente anche la sostanza. Gianni Spallone Per conoscere l'autore: http://www.giannispallone.com/index.php?page=chi-sono

                                                                                                 

                                                                                                                                                                      

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