RIVISITIAMO IL PASSATO


 

Da leggere questa settimana

 

Adam Vaccaro : Il destino di Esse Re.........................................................

Barbara Di  Giovanni : Il pranzo di San Giuseppe a Roccavivara................

Barbara Di Giovanna : La Quarantana di Santa Croce di Magliano.............

Nicola Franco : Notizie dal Molise e dei Molisani.......................................

Nicola Franco : Notizie dall'Italia e degli Italiani........................................

  Franco Romanó  : Memoria e Unità d'Italia.................................................

Martina Lacerenza : L'Italia degli scrittori.................................................

As Asca : Promuovere il sentimento di coesione.........................................

Prima Pagina : La cultura dell'Unità,ecc.....................................................

 Carmelina Rico : Il Molise al giubileo delle Regioni.....................................

Stefania Paradiso : Il tutto é fatto anche dalle piccole parti........................

PrimaPagina : La cultura dell'Unità e la responsabilità della nostra storia..

 PrimaPagina : Il Molise nel processo dell'Unità.......................................... 

 

 

 

 



                                                                                                                                                                                                                

IL DESTINO DI ESSE RE

Di Adam Vaccaro

adam.vaccaro@tiscali.it

 

 

Ripenso a tutta quella storia, ascoltata a bocca aperta decenni fa in diverse versioni, secondo la simpatia e l’ideologia di chi la raccontava; e non posso impedirmi di pensare che non facciamo altro che fare delle varianti, varianti alla stessa storia. Forse non possiamo fare altro. Nel frattempo ho percorso un buon tratto, quello più ripido, della nuova strada asfaltata verso Esse Re: tale è la denominazione rimasta a indicare la cima, e la contrada adiacente, di quella collina – dove ancora resistevano, almeno fino alla mia adolescenza, pochi sassi anneriti e semiricoperti di sterpaglie. E così ho avuto modo, come mai forse prima, di ripensare ai perché di quelle potentissime emozioni, che prendevano me e gli altri, con l’occasione delle gite in quel luogo. Il mescolio universale con cui ci sembrava di entrare in contatto, aveva nomi precisi, sia pure in vortici confinanti con i sogni e le ingenue illusioni: erano, quei nomi, le radici della propria pur balorda origine/identità, il nervo di destino e punto di partenza per inventare la strada di relazioni non supine col Resto; come pure, adesso mi sembrava di capirlo, possibilità non contemplate dalle cento forme del potere.

 

All’improvviso fui costretto a fermarmi dalla semplicità dell’osservazione mai fatta prima (quanto tempo spesso deve passare, prima di riuscire a vedere le cose che abbiamo sotto gli occhi!) che quella “esse” e quel “re”, uniti insieme, diventavano “essere”. Già. Le combinazioni dei segni vengono a volte a comporre da sole qualche traccia dei complessi sensi della realtà e della capacità di essere tra le proprie radicalità e la conoscenza critica dell’esistente. E non è figliata da tale intreccio la prima forza di immaginare quel nuovo che come fantasma-peluria si agita e sogna vita piena, intorno all’ordine/disordine costituito?

Mio padre mi aveva annunciato, poco dopo il mio ritorno e col suo abituale entusiasmo per le “novità” del progresso, che la nuova strada per Esse Re era appena finita. Benché non tardi, il sole preme già alto alle mie spalle; non è, anche per questo, un’alba trasognata ad accompagnare i miei passi: adesso la strada, sempre ampia e nerissima, si eleva più graduale imponendosi al giallo prevalente della campagna. Vedo peraltro come il nuovo percorso sia più diretto rispetto a quello, tortuoso, della vecchia mulattiera. Se non dimezzato, penso, quasi. Da qualche momento mi sento avvolto da un corteo ronzante, che rischia di rovinare, quale fastidioso rumore di fondo, il silenzio cinguettato del paesaggio. Ho con me un golfino arrotolato che agito a tratti come una coda solenne e tollerante.

 

Il panorama si sta gradualmente aprendo. A sinistra, per il momento. Dove un piatto di colline gialle e verdi sembra voler offrire alimenti da festa. Ai bordi, agitate e tranquille dondolano le teste piumose sui corpi spinosi, intere famiglie di cardi giganti. Che lanciano sulla striscia nera, come candidi pensieri, nugoli di stelle morbide e danzanti. Oscillano piccole farfalle nell’aria mossa, inebriate o affaticate dall’incertezza delle mille strade loro offerte. Qualcuna, confusa tra i piumini dei cardi, sbatte le ali poggiata sull’asfalto, dove si può scoprire l’eterno interminabile esercito di formiche. A cinque sei metri mi sfreccia però, come un avvertimento, un’oscillante cosina grigioscura; una serpe, una vipera? Faccio appena in tempo a vederla perdersi tra le folle dei cardi, allampanati e compunti custodi della propria selvatichezza. Sono costretto ad intensificare i colpi a destra e a sinistra col golfino, contro questo invisibile ronzio di, credo, mosche cavalline – che devono avermi preso per chi sa quale strana bestia da soma – attratte come sono dal sudore che emetto sempre più abbondant


Cammino spedito e la strada è sempre meno presente tra i miei pensieri. Ricordo il faticato percorso della mulattiera. Mezza testa almeno, doveva rimanere ben sveglia a evitare sassi e buche. Gli uccelli fanno i loro giochi d’amore di canto e di sopravvivenza, tra un campo un ramo e un’impallinata. Il panorama si amplifica rapido ormai in tutte le direzioni ed io vado avanti veloce e agitato, non solo per l’emozione di arrivare in cima: ancor più perché rincorso e quasi assalito da questa infernale musica di mosche cocchiere, intenzionate, ritengo ormai senza ombra di dubbio, a farmi festa fino all’ultima goccia di sangue.

Rivedo la calma delle staffilate metodiche date dalle code di cavalli mucche e asini. Animali ormai quasi scomparsi, penso, mentre una di quelle macchine agricole che in un giorno fanno il lavoro una volta di un mese, scorre via rombante. Un mostro che non ha bisogno di code, penso con una certa invidia, mentre incrocio gli occhi sbarrati del conducente, incerto forse su come inquadrarmi: se donchisciotte appiedato o cowboy licenziato, visto come volteggio in continuazione sulla testa il prezioso golfino.

Mi impegno a distrarmi e a conservare capacità di godimento-riflessione. Cerco di ammirare alcuni esseri delicati: fiorellini lilla, margheritine, qualche papavero, che giocano ai bordi con i piccoli dei cardi. Ma la mente reagisce violenta al tentativo di autoimbroglio: con una sorta di ruvida risposta mi rioffre beffarda, l’apologo dell'uccellino caduto nella merda fino al collo, per il quale la contemplazione e ancor più il canto sono inopportuni o impossibili. Persino il sole sta diventando sempre più ostile, piantato sulla schiena come un ferro caldo.

 

Per fortuna ormai non manca molto. Riconosco infatti un punto della vecchia mulattiera, dove resiste ancora una contorta e secolare quercia: rivederla è come una sorsata fresca di speranza, donata da un segno di verità del passato. Da quel punto, ricordo, mancavano proprio pochi minuti all’arrivo. Il panorama adesso splende e giganteggia anche verso est. Il mare è però come perso in una foschia azzurrina. Comincio a vedere dove la lingua nera dell’asfalto termina. Dopo qualche minuto vi arrivo quasi sopraffatto dalla nuvola delle maledette mosche. Con tutti i miei indiavolati sforzi di difesa, qualcuna è riuscita ugualmente a piantarmi il suo ago assetato. Dove l’asfalto termina, prosegue uno sbancamento nella terra riarsa e bruna. Il sole vi ha già lavorato con ampie crepe.

                                                                              

Seguo per un po’ il percorso accennato, che probabilmente verrà completato. Vedo gli sterpi che si difendono come possono da quella prossima invasione annunciata di mucchi di lattine scatolette e sacchetti di plastica. E mi sento anch’io allo stremo se non alla resa, nella mia grottesca guerra contro questi terribili insetti. Che in un lampo, capisco, hanno l’intelligenza collettiva di leggere i pensieri. In uno dei moti istintivi di difesa ho fatto qualche passo indietro: la loro nuvola nera è rimasta ad attendermi con chiara irrisione, sicura come era della mia ferma intenzione di arrivare in cima. La cima la cima.

 

Tra mosche e desideri frustrati di mare non mi sono accorto che è lì, davanti a me, a qualche centinaio di metri. Ma rimango quasi incredulo e inebetito per qualche momento. Del rudere non c’è più alcuna traccia. La cima è stata come spianata e reticolata e dentro quei recinti, con affissi cartelli di divieto e pericolo di morte, si innalzano varie costruzioni con tralicci e coppe paraboliche. Antenne radiotelevisive e telefoniche. E mentre vengo fulminato dalle corrispondenze con la vecchia mitica storia locale – non solo per la funzione assegnata al luogo ma anche per queste nuove richieste di tenersi a distanza – gli occhi mi cadono in una crepa solare della terra. Sembra una lenticola di sole caduta lì dentro, tanto luccica. Mi chino e con attenzione tiro fuori una siringa di plastica col suo abbinato ago di fuga. Mi giro di scatto perché ormai quello che dovevo vedere l’ho visto. Adesso non ho più bisogno di roteare il golfino. Le nere cocchiere hanno sbagliato questa volta, mi auguro, a leggere i miei pensieri. Sono lì beffarde ad aspettarmi sulla strada che porta fino a quegli occhi-orecchi di ferro. E allora veloce rubo un attimo di silenzio-pace sulle vie del ritorno a quant’altri possibili destini di Esse Re – sia pure accompagnati da cori di nere acutissime mosche – su teste e testi, miti monti e grattacieli. Di Adam Vaccaro 

                             

                                                                                  DA LEGGERE 

                                                                                  La Casa Sospesa

                                                                             Autore : Adam Vaccaro

                                                                      Edizioni Joker, Novi Ligure 2003

                                                               Postfazione di Gio Ferri - pp. 100; € 11,50

                                                                                                     

ALCUNI SCRITTI DI ADAM VACCARO

  adam.vaccaro@tiscali.it

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                   

IL PRANZO DI SAN GIUSEPPE A ROCCAVIVARA Di Barbara Di Giovanni


 

                                                                       

 

"A tavele de San Gesèppe"

 

Hanne 'a vejlie ssère pecchè 'a notte
zè uardene i pegnate 'ttorne 'u fuoche,
te porte a fa' chemmèdie 'n tutt'i luòche
ca scuse ch'i pegnat'ède uardà.

Può verz'u tarde i giune fanne'u gire
de tutt'i case pe' cantà i tènije
,

                                                                  

 

tu siènt cante e suòne 'n tutt'i vije
ch'i tièmp' antiche fanne requerdà.

Dovve tu triésce te danne caccose:
schérpèlle, caveciune e cecerchiate,
o i macchèrune fatt'ammegliecate
ch'anne ècquenciate pe' tè rejèlà
.

 

 Giovanni Cerri, Casechelenne


Con la primavera ormai inoltrata e con l'avvicinarsi del mese di maggio, paesi e contrade si vestono a festa per un'infinita serie di sagre e di feste che rievocano le antiche usanze della civiltà contadina. E' il caso di Roccavivara che, come da tradizione, il 1 maggio, apre la festa con il "Pranzo di San Giuseppe", protettore del paese  insieme a  San Emidio e San Michele Arcangelo. Il 19 marzo invece si celebra il "dies natalis", il giorno della nascita, rinnovando una simpatica ricostruzione della famiglia di Nazareth. La tradizione del banchetto si ripete anche il 1 Maggio di quest'anno. I preparativi sono gli stessi, cambiano le pietanze che sono tutte a base di carne. Si prepara il pasto della Santa Famiglia, in una  casa che ospita il pasto dei tre poveri che impersonificano la famiglia di Giuseppe, Maria e Gesù: lu Vicchie, la Vecchi, e l'Angelil'. 

Una festa che mantiene intatto il sentimento di religiosità popolare, con una cerimonia dal sapore antico, semplice e solenne, di corale partecipazione del paese, a cui nessun 'rocchese' può mancare. Giorni di intensa preparazione e cure meticolose: trovare il cibo che servirà per le prelibate pietanze; fare il pane, i pasticcini, i turcinell' e altri dolci rustici.

Il pasto è composto da tredici pietanze: antipasto con fette d'arancia e zucchero, spaghetti al sugo di baccalà, riso al sugo di baccalà, baccalà al sugo, baccalà al forno con la mollica di pane, ceci, fagioli, verdura, insalata mista, olive, finocchi, frutta, oltre ad una grande quantità di dolci tipici locali (pashtarelle, turcenille, gnòcche e cille). 

Ogni famiglia si fornisce di quattro pagnotte di pane che la sera prima viene benedetto per essere poi mandato, insieme ai dolci ed alle focacce, agli invitati al convivio della Sacra Famiglia, oltre ad essere consumato durante il pasto di San Giuseppe. Solitamente è la padrona stessa a servire in tavola. Prerogativa essenziale: occorre assaggiare tutte le pietanze e rispettare il silenzio, almeno per quanto si può. Ogni tanto qualcuno bussa alla porta: è gente che chiede qualcosa da mangiare per partecipare spiritualmente alla mensa. Anche loro, come prima avevano fatto i tre poveri entrando, dicono la giaculatoria: "a Gesù e a Maria e tutti rispondono: ora e sempre". Alcuni vengono fatti entrare in cucina per gustare una pietanza calda, rinnovando l'antica e preziosa idea di ospitalità.  In passato, questa doppia data di preparazione serviva sostanzialmente a distinguere il ceto sociale di appartenenza delle famiglie; infatti il 1 maggio erano soprattutto le famiglie più agiate della comunità a preparare il tradizionale banchetto. Di Barbara Di Giovanni (Dal Blog Terza Pagina)

                LA QUARANTANA DI SANTA CROCE DI MAGLIANO di Barbara Di Giovanni

Anche quest'anno ..... si rinnova l'appuntamento con la tradizionale Quarantana a Santa Croce di Magliano. Una tradizione particolare che si svolge ogni anno in tempo di quaresima. La Quarantana è una pupattola che viene appesa ai balconi, a questa bambola, un tempo fatta di stracci, viene attaccata una patata infilzata da sette penne ognuna delle quali viene tolta ogni domenica fino a raggiungere l'ultima che annuncia l'arrivo della Pasqua. Nei quartieri più antichi di Santa Croce di Magliano, se si cammina a testa in su, si possono ammirare alcune di queste caratteristiche bambole. La leggenda vuole che si tratti della moglie di Carnevale - defunto - perciò è vestita di nero ed ha in mano la conocchia: durante tutto il giorno non deve far altro che filare per distrarsi dal defunto marito. Filare notte e giorno sotto la sferza dei venti, sotto la pioggia e la neve sino al giorno della sua fine.  Le penne della gallina, piantate nella patata, rappresentano le Domeniche e sono sette e alla fine di ogni settimana, se ne stacca una e così, fino al giorno della Resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo. Quarantana per i vecchi di allora, significava tristezza, preghiera e meditazione al dolore di Gesù crocifisso. Per tutto il periodo della Quaresima, ne carne, ne grassi, ne uova, ne latticini si poteva mangiare. Persino le padelle venivano ripulite con cura per sviare gli odori tentatori delle succulenti pietanze consumate a Carnevale. Il baccalà, le sarde salate, le aringhe e l'ulivo secco dovevano sostituire di rigore gli altri cibi. La sera, il SS Rosario, doveva sostituire l'allegria fatta di canti e di scherzi per il defunto Carnevale. Infine, quando le campane cominciavano a suonare a distesa, annuncianti la Resurrezione di Gesù, quando ogni cuore umano è pieno di gioia, finisce, scompare la Quarantana. Togliere l'ultima penna, vuol dire morte. Passata in mano ai ragazzini, questi se la contendono, dando luogo ad un vero e proprio linciaggio per la mal capitata, che il ultimo, si riduce in un mucchietto di piccoli cenci. Questo avviene per talune, per tal altre avviene una cosa più umana, vengono messe via per farle riapparire l'anno dopo, più belle che mai e da far sempre suscitare di anno in anno, quella certa curiosità, non solo ai forestieri, che vi capitano di vederla, ma anche negli stessi paesani. Di Barbara Di Giovanni (Dal Blog Terza Pagina)

 

 

 

120x60 Dr. Sears Zone Banner

 

                                                                                                                                                                                                                     

 

NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI



MOLISE  Agricultura, ruralità e ambiente, risorse e valori del Molise.  L’agricoltura, nel 2004, ha anticipato il già citato 2008, dando immediatamente la consapevolezza di una crisi strutturale di questo settore che aveva le sue radici lontane: nel suo abbandono funzionale a dare spazio e forza allo sviluppo industriale; alla crescita delle città e dei centri urbani; alla cementificazione del territorio che, ultimamente, ha cambiato profondamente il paesaggio e inquinato l’ambiente. 

GUGLIONESI La fragilità di una comunità...  Nel nostro comune le trasformazioni dell’apparato produttivo hanno inciso profondamente nella dimensione della composizione sociale, travalicando il mero aspetto settoriale. Innanzitutto vi è stato il mutamento nella centralità assunta dalla civiltà contadina quale principale categoria del territorio a favore, nel tempo, di una naturale innovazione nella trasformazione delle forme del produrre. agendo direttamente nella filiera di trasformazione. Accanto a ciò negli anni settanta sorgevano proprio nel territorio di Guglionesi due aziende che rappresentavano il tentativo di aprire nuovi orizzonti nel settore produttivo, che fossero in grado anche di sostenere maggiormente l’occupazione. 

CAMPOBASSO  Appuntamento con la commedia al Teatro Savoia.  Risate e allegria con la commedia frizzante di scena al Teatro Savoia nell’ambito della stagione teatrale 2010-2011.Il doppio appuntamento è fissato con “Il padre della sposa”: l’adattamento teatrale dell’omonimo film degli anni ’50, candidato a ben tre premi Oscar, è curato da Marco Parodi che ha voluto le musiche originali di Peppino di Capri ad accompagnare Corinne Clery e Gino Rivieccio in una commedia che promette di strappare risate e commozione con raffinatezza e senza alcuna volgarità.... 

Costituita la Società di Storia della Fauna “Giuseppe Altobello”. Sono trascorsi novanta anni dalla geniale intuizione dell’illustre zoologo molisano Giuseppe Altobello che lo portò a determinare il Lupo appenninico e l’Orso marsicano quali specie faunistiche tipiche ed esclusive della montagna italiana. Altobello, nato a Campobasso il quattro novembre del 1869, studiò medicina presso l’Università degli Studi di Bologna dove si laureò nel luglio del 1896. Esattamente due anni dopo, nel luglio del 1898, conseguì anche la laurea in Scienze naturali. A Bologna fu allievo, ed in seguito assistente all’Istituto di Zoologia, del professore Carlo Emery, acceso sostenitore delle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin. Qui conobbe Alessandro Ghigi destinato a divenire uno dei più illustri zoologi italiani del ‘900.

MONTEMITRO Mostra di opre d'arte. Domenica 13 Marzo alle ore 16.00, sarà inaugurata a Montemitro la mostra di opere d’arte dell’artista grafico croato-canadese Ante Sardelic. Le 25 opere, ispirate alla cultura mediterranea e all’amore dell’autore per i paesi e le culture del Sud America, dell’Indonesia e dell’Australia, sono state cortesemente messe a disposizione dall’Ambasciata Croata in Italia, dove sono state esposte nel mese di Ottobre 2010. La mostra, intitolata Paralleli culturali, avrà carattere itinerante e verrà allestita presso i Caffè letterari dei tre comuni molisani di origine croata.

MOLISE-CIAD Dieci anni in cammino. Le diocesi di Campobasso e Goré (Ciad) insieme. La Pastorale diocesana delle Missioni celebra 10 anni di gemellaggio con la diocesi di Goré nel Ciad. Nel salone Celestino del Centro pastorale in via Mazzini a Campobasso il prossimo 10 marzo alle ore 18.00, l'evento sarà celebrato da un incontro-convegno durante il quale verrà presentato, dalla preside del "Pertini" di Campobasso Adriana Izzi, il libro di Baba Moustapha "Il soffio dell'Harmattan".

Prenderanno la parola oltre a d.Antonio Arienzale, direttore del Centro Missionario Diocesano di Campobasso-Bojano, anche p.Eugenio De Girolamo cappuccino, che porterà la sua testimonianza dal Ciad, e il prof. Mario Porzio dell'Università Federico II di Napoli.

CERCEMAGGIORE I quindici sabati maggiori in onore della Madonna. La Pastorale diocesana delle Missioni celebra 10 anni di gemellaggio con la diocesi di Goré nel Ciad. Nel salone Celestino del Centro pastorale in via Mazzini a Campobasso il prossimo 10 marzo alle ore 18.00, l'evento sarà celebrato da un incontro-convegno durante il quale verrà presentato, dalla preside del "Pertini" di Campobasso Adriana Izzi, il libro di Baba Moustapha "Il soffio dell'Harmattan".

Prenderanno la parola oltre a d.Antonio Arienzale, direttore del Centro Missionario Diocesano di Campobasso-Bojano, anche p.Eugenio De Girolamo cappuccino, che porterà la sua testimonianza dal Ciad, e il prof. Mario Porzio dell'Università Federico II di Napoli. 

COLLETORTO Lettera all comunità cristiana di Colletorto; Don mario Calavita. L’importanza della quaresima per la vita credente non può essere dimenticata. Ogni tempo liturgico ha la sua importanza e il suo valore educativo. La quaresima ci educa al cammino verso la Pasqua, un cammino che chiede coraggio, sforzo, sacrificio per ottenere ciò che desideriamo.
Un rabbi, maestro della legge ebraica, di nome Simeone il Giusto, sommo sacerdote di Gerusalemme del II sec a.C. un giorno disse: Il mondo poggia su tre colonne: lo studio della Thorà, la preghiera e le opere di misericordia. Queste indicazioni sono anche i pilastri della nostra vita liturgica e cristiana in tempo di quaresima.

<>CAROVILLI Associazione ''Il Glicine''. Due concerti di musica classica, la tradizionale passeggiata in bicicletta tra i paesi dell’Alto Molise, la camminata su uno dei tratturi, la seconda edizione della mostra dei lavori d’artigianato locale, queste le principali manifestazioni messe in programma dall’Associazione di Iniziative Culturali, Sociali ed Economiche “Il Glicine”, di Carovilli che sono state illustrate dal Presidente Luciano Scarpitti in occasione dell’Assemblea annuale dei soci che si è tenuta il 12 marzo scorso.
MOLISE
  Il mondo della cooperazione. “Il mondo della cooperazione ha una funzione sicuramente importante nello sviluppo del Molise e della sua struttura sociale.  Compito delle Istituzioni è sicuramente quello di assecondare le varie iniziative che provengono delle singole cooperative o dalle Associazioni che le raggruppano.... 

CAMPOBASSO 150/mo dell'Unità; promuovere sentimento di coesione.   'In questa regione piccola, di 136 comuni, oggi si intende diffondere un messaggio semplice ma di una intensita' incredibile. Quello che non deve mai mancare in questo Paese e' il senso di appartenenza, percio', noi Istituzioni, in questo anniversario cosi' importante sul piano simbolico, dobbiamo impegnarci a promuovere il sentimento di coesione e di rispetto di quei valori che tanto hanno contribuito alla costruzione dell'Unita' nazionale prima e della stesura della Carta costituzionale poi''.

VALLE DEL TAMMARO  La cultura dell'Unità e la responsabilità della nostra storia. In occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità nazionale, le maggiori istituzioni della Valle del Tammaro hanno previsto, per venerdì  18 marzo alle ore 9.30 presso il Santuario di Santa Maria della Libera di Cercemaggiore,un incontro-dibattito dal titolo "Il Molise e l'Unità d'Italia". L'iniziativa, voluta dall'Unione dei Comuni della Valle del Tammaro (che racchiude i comuni di  Cercemaggiore, Cercepiccola, Mirabello Sannitico, San Giuliano del Sannio e Sepino), dai Dirigenti Scolastici degli Istituti comprensivi presenti nel Molise, ed in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Regione Molise, mira a creare nelle giovani generazioni, e nei cittadini in genere, un sentimento di sempre maggiore consapevolezza di quello che fu il percorso sociale, culturale economico e politico che portò la nostra Penisola all'Unità sottolineando, nello specifico, il ruolo del Molise negli anni del Risorgimento. .

BONEFRO Quando avranno le loro case i terramotati? Nella nebbia più fitta percorriamo la strada per Bonefro perché ci pare bello e diverso parlare di terremoto nel luogo più abbandonato a se stesso, perché non sono i riflettori l'interesse primario di un bravo giornalista. Ma è proprio qui e non in una elegante sala in cemento, che l'ottimo giornalista di Repubblica Antonello Caporale, autore del best seller Terremoti SpA, ha incontrato la gente dell'area del cratere, un incontro di solidarietà più che di promozione letteraria. Nel libro egli documenta come la pur notevole quantità di denaro affluita nella nostra regione per la ricostruzione, sia stata mal gestita.

CASTELMAURO Finanziamento per l'Osservatorio Baccardi. La Giunta provinciale riunita dal Presidente D’Ascanio ha deliberato un finanziamento di 43mila euro in favore del Comune di Castelmauro per il completamento dell’Osservatorio astronomico “Giovanni Boccardi”.Costruito sulla vetta del Monte Mauro, a 1042 metri sul livello del mare, l’Osservatorio intitolato a Padre Giovanni Boccardi, insigne astronomo nato a Castelmauro, è stato interamente finanziato..

TERMOLI  Rapporto Caritas sulle Povertà e Risorse 2010. Si svolgerà il prossimo 15 marzo, con inizio alle ore 17.30, l'incontro organizzato dalla Caritas diocesana di Termoli-Larino sul tema "Quanto manca della notte. Rapporto sulle povertà 2010" durante il quale saranno resi noti i dati sulla povertà. L'evento, organizzato in collaborazione con la Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali e l'Ufficio diocesano della Pastorale sociale e del lavoro, si colloca, inoltre, tra le iniziative inserite nel percorso di Formazione socio-politico ispirato al concetto concepito durante la scorsa Settimana Sociale di Reggio Calabria teso alla creazione di "Un'agenda di speranza, per una società responsabile e solidale".

MOLISE Una vera e propria PARENTOPOLI in politica nel molise. Dopo le inchieste di alcune testate nazionali che si sono soffermate su taluni casi di parentopoli in varie amministrazioni pubbliche molisane, giunge la conferma del Procuratore Regionale della Corte dei Conti, che nella sua relazione inaugurale dell'Anno Giudiziario 2011 denuncia la sistematica violazione delle norme di legge in materia di assunzioni, consulenze, incarichi tecnici e collaborazioni.Ingegneri, architetti, commercialisti, figli, amici, fratelli, parenti e affini di varia natura, vengono premiati da amministratori senza scrupolo che hanno organizzato un mastodontico sistema politico-clientelare con prebende, opportunità e affari, che poco hanno a che fare con l'interesse pubblico e col bene comune.

TERMOLI  L'altro teatro presenta "ANDROMACA" di Euripide.  E' il terzo degli spettacoli inediti della Compagnia LALTROTHETARO diretta da Ugo Ciarfeo, allestiti per la stagione invernale 2010/2011.Tratto dalla tragedia greca di Euripide, ha come soggetto una donna, Andromaca, come le altre due rappresentazioni precedenti.Partecipano allo spettacolo 12 attori : Annamaria Graziani, nel ruolo di Andromaca, Anna Maria Petruccelli, Silvia Caia, Alessandro Riccobene, Marco De Luca, Maurizio Cicchetti, Pina Bucci, Giuseppe Calmo, Danilo Rana, Franca Sciarretta, Stefano Scaramuzzo e Giovanna Aprile . Vi sono inoltre 8 coristi: Morena e Paolo Pettofrezza, Assunta Lanzone, Rosanna Viola, Elisabetta Mastracchio, Giovanna Aprile, Rocco Mangifesta e Stefano Scaramuzzo. Infine brani di musica dal vivo eseguiti dal flautista Giovanni Lanzone.Uno spettacolo completo, che ci fa tornare agli arbori del Teatro, al mondo della tragedia greca, dal quale tutto il teatro ha poi attinto. Una storia nella quale .

NEL FORTORE Riti e tradizioni carnevalesche a Tufare, Ielsi,Sant'Elia. I riti di Carnevale costituiscono l'occasione nella quale le pulsioni ancestrali più profonde della civiltà agropastorale del Molise emergono in tutta la loro spettacolarità. Non c'è comunità nella quale non si rinnovino le tradizioni che mutano da paese a paese, mantenendo però alcuni substrati comuni quali il legame con i riti della fertilità, l'avvio del nuovo ciclo stagionale agricolo, il risveglio della natura, la cacciata del vecchio, il rapporto con il bosco, la transumanza, l'innesto della civiltà cristiana con i rimandi alla morte e soprattutto all'imminente Quaresima.

JELSI Formazione di forme alternative di sfruttamento territoriale in una prospettiva di partecipazione e sostenibilità. L'incontro é stato promosso nell'ambito di una collaborazione con lo Small Grants Programme (Programma di Piccole Donazioni, SGP/GEF) della Repubblica Dominicana, una iniziativa del Fondo Mondiale per l'Ambiente (Global Environmental Facility, GEF) che, sorta nel fermento culturale e ambientale della Conferenza di Rio de Janeiro, dà appoggio a gruppi comunitari locali con l'obiettivo di incentivare il miglioramento delle condizioni di vita e allo stesso tempo favorire la diffusione di una coscienza ambientale che permetta di contribuire alla protezione dell'ambiente, tanto a scala locale come a scala globale.

MOLISE Ggli sprechi del Molise. La Stampa è un quotidiano glorioso e serio e come succedeva ai contadini degli anni cinquanta col telegiornale Rai, ci verrebbe da dire: "Se lo dice La Stampa, è vero". Due pagine intere con cui le cifre dello sfascio sono elencate con briosa fluidità, come parmigiano sulle parole: vicerè immaginifico, feudo, contado, terremotino, muro di gomma". Rispetto alle inchieste sulla tirannia di Mastella in Campania c'è qualcosa di diverso, impercettibile ma diverso. Iorio, malgrado la parola ‘clientele' sia ripetuta molte e molte volte, rimane quasi in penombra. Non lo si riesce a confondere del tutto con l'italietta gaudente e non lo si immagina mai  col ghigno orrido di chi si è mangiato la terra del Molise e non smette di rovistarla. Benchè, allegramente e senza retorica, lo si ripete bene perchè non sfugga neppure al lettore distratto. Ma proprio non è credibile, Michele da Morrone, come l'imbroglione che canta mentre Roma brucia.Fuori dal Molise, siamo il solito sud, democristiano e degenere, sempre con la mano tesa a pretendere carità che non si può più concedere. 

FROSOLONE "S.O.S. Montagna di Frosolone, il popolo di Facebook si mobilita. Questa volta tocca a Frosolone, e più precisamente alla sua bellissima montagna, essere al centro di alcune riflessioni che trovano spazio su un gruppo il cui intento risulta essere chiaro sin dal nome: "S.O.S. MONTAGNA DI FROSOLONE.....DI' LA TUA".A preoccupare i cittadini di Frosolone, e soprattutto i più giovani, la possibilità che alcuni terreni di proprietà comunale possano essere venduti a privati.Infatti con la delibera di Giunta Comunale n. 8 del 11.02.2011 (consultabile sul sito internet del comune www.comune.frosolone.is.it) si è provveduto alla nomina del notaio Conti di Isernia per le procedure di vendita, ove possibile, di alcuni terreni siti in località Colle dell'Orso.

BOIANO  Parte oggi a Bojano il primo corso per Istruttori di base per Canoa Canadese.  L'Associazione matesina "Molise Avventura" organizza corsi per l'ottenimento della qualifica d'Istruttore di Base di Canoa Canadese. Questa interessante iniziativa, nata per promuovere non solo una disciplina che nella regione Molise è ancora da scoprire, ma per invogliare ed appassionare alla canoa coloro che gradualmente si avvicinano a questo sport, permettendo l'acquisizione di preparazione tecnica e teorica.

CAMPOCHIARO Concorso di poesia dialettale riservato ai campochiaresi italiani ed esteri.  In Campochiaro, ameno paese della provincia di Campobasso, si è recentemente costituita l'associazione culturale "Antonio Iannone" (insegnante, poeta e scrittore campochiarese) con il prevalente scopo di migliorare la qualità della vita sociale e culturale, nonché di porsi come "ponte" tra le generazioni e i concittadini residenti all'estero.  Il presidente è Paolo Iannone e il comitato fondatore, ... si sta adoperando per aggregare quanti più soci ed amici possibile ovunque nel mondo. Come primo atto associativo esterno, è stato bandito il concorso di poesia dialettale riservato soltanto ai campochiaresi. .... Tale iniziativa rappresenta comunque un buon avvio per un'associazione appena nata. Il regolamento del concorso letterario prevede, tra tanto altro, quattro sezioni di partecipazione: una riservata a maggiorenni di origine campochiarese residenti in italia, l'altra riservata a maggiorenni di origine campochiarese residenti all'estero, mentre alla terza (Italia) e alla quarta (estero) possono accedere poeti "minorenni" solo come età anagrafica.

<>AGNONE  Da Agnone uno smacco a Iorio! Mentre a Venafro...' Lo dice il Consigliere regionale Massimiliano Scarabeo appena appreso delle dimissioni presentate da alcuni amministratori del Comune di Agnone che sanciscono la fine del mandato a  Sindaco di Gelsomino De Vita. «Il mancato rispetto dei patti coi cittadini, è costato caro al Governatore Iorio» continua il consigliere Scarabeo già intervenuto sulla questione all'indomani dell'annuncio delle dimissioni da parte di alcuni amministratori del Comune altomolisano a difesa del proprio ospedale....

CASTELPÊTROSO  Al Santuario di Castelpetroso il ricordo di Giovanni Paolo II, con il Recital "Magnificat " la memoria del papa polacco in Molise.  Il Molise si prepara all'evento della Beatificazione di Giovanni Paolo II (1 maggio 2011)  attraverso eventi e riflessioni per ricordare la Sua  venuta in Molise il 19 marzo 1995. Il 19 marzo 2011 alle ore 18.00 sarà eseguito, presso il Santuario di Castelpetroso il recital  "MAGNIFICAT" voci e  suoni in memoria di Giovanni Paolo II a cura di "Ancient Souls" e  "Molise Brass Ensemble", nell'ambito della terza Edizione di Mater Hominis, Festival di Musica Sacra. Saranno presenti autorità civili e religiose, tra cui l'assessore  regionale al Turismo Avv. Franco Giorgio Marinelli... 

 

ASCOLTA LE INTERVISTE DI FRANCO CON IMMIGRATI SU YOUTUBE

    



 

  Yahoo! Music Unlimited


                                                                                                                                                                                                                  

DALL'ITALIA E DEGLI ITALIANI

 

 

MEMORIA E UNITÀ D’ITALIA 2011

Di Franco Romanó

  Dal sito Milanocosa

 

Introduzione :La storia della formazione dello stato italiano unitario è lastricata di violenze e orrori contro le popolazioni meridionali. I mali del Sud - latifondismi parassitari, corruzione, cultura familistica e mafie - non sono stati combattuti ma esaltati dal nuovo stato, sull’altare delle necessità del capitalismo del Nord di unificare il mercato italiano e  “liberare” masse di proletari e forza-lavoro. La retorica delle attuali celebrazioni rimuove questi nodi, già affrontati da studiosi e storici, e che questo articolo ricorda. Nodi fondanti, da ripensare non solo perché hanno ostacolato il processo immaginato di fare dell’Italia una Nazione, ma perché hanno poi favorito le derive peggiori, autoritarie o populiste, fino al loro presente intreccio nel berlusco-leghismo.  Adam.Vaccaro.

“Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio.» (Giuseppe Garibaldi in una lettera ad Adelaide Cairoli, 1868). «Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.» (Antonio Gramsci in L’Ordine Nuovo, 1920)

Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. Le rivolte dei briganti, coscienti o incoscienti, nel maggior numero dei casi ebbero il carattere di vere e selvagge rivolte proletarie. Ciò spiega quello che ad altri e a me e accaduto tante volte di constatare; il popolo delle campagne meridionali non conosce assai spesso nemmeno i nomi dei fondatori dell’unità italiana, ma ricorda con ammirazione i nomi dell’abate Cesare e di Angelo Duca e dei loro più recenti imitatori.» (Francesco Saverio Nitti.)

Questo intervento vuole riaprire un dibattito, di cui tutti fingono di sapere già tutto, ma che non compare mai in nessuna riflessione. Può darsi che per le generazioni precedenti, la conoscenza di che cosa si nascondesse dietro la formula sbrigativa delle guerre al brigantaggio nell’Italia meridionale fosse chiaro. Certo lo fu per me che nacqui politicamente intorno al fatidico ‘68. Prima la lettura di Gramsci, poi un evento più che un film: Bronte di Florestano Vancini che f u per la mia generazione un vero e proprio bagno di realtà che spazzò via la retorica risorgimentale appresa a scuola. Vincenzo Consolo, a margine di un’intervista che gli feci per il Cavallo di Cavalcanti, mi disse che di Bronte in realtà ce n’erano state più d’una.

Fatta questa premessa, quello che segue è un nudo elenco di fatti e vittime, con pochi commenti. Le fonti cui attingere per approfondire ulteriormente la questione sono indicate, sia quelle storiche più importanti sia quelle più recenti; ma ce ne sono molte altre, cui chiunque può accedere: basta avere la volontà di farlo. Ciò che è importante è fare i conti con la propria storia, non lasciarla alla retorica, oppure alla concordia discorde di leghisti del nord e neo borbonici al sud, coalizzati nel far vincere il peggio dell’Italia di oggi, oppure a giocare un ruolo subalterno e tutto ideologico che consegnerebbe ancor di più l’Italia alle mafie di tutte le latitudini. ..........

SEGUE :  I RIBELLI  //  L'ESERCITO REGIO PIEMONTESE  //  ESITO DELLO SCONTRO FRA LE TRUPPE COMBATTENTI  //   ECONOMIA ED EMIGRAZIONE. CONTINUA Lasciate i vostri commenti.  Dal sito Milanocosa

    
WebClothes.com Great Clothes for Great Kids

                          150 anni e cultura : l'Italia degli scrittori Di Martina Lacerenza

Il 150° anniversario dell'Unità d'Italia innesca un momento di riflessione inevitabile sulla nostra memoria storica. I maggiori critici e giornalisti del nostro Paese a tratti hanno affrontato la questione dei festeggiamenti, chiedendosi quanto sia lontana questa Italia da quella che sognava Mazzini. Tutto ciò a fronte delle incertezze e della svogliatezza del governo, che ha delegato le celebrazioni dell'anniversario alla fantasia burocratica e dissipatrice di Regioni e Comuni, col risultato di svilire ingiustamente il senso del ricordo. ...............Prima che dai seguaci di Garibaldi e dalla mente di Cavour, infatti, l’Italia fu sognata dagli intellettuali e dagli scrittori. Un sogno che inizia nel Trecento, quando Dante e Petrarca per la prima volta si rivolsero al popolo nella sua stessa lingua in modo da superare le discordie interne e dar vita ad un senso comune di appartenenza. Grazie all’attività ispirata degli scrittori questa identità culturale si è trasformata nei secoli in identità politica, esplodendo con tutta la sua forza durante il Risorgimento. L’Italia era continuamente presente nella mente di Dante, che nei suoi poemi riservava parole durissime alle divisioni interne e alle continue discordie cittadine. Protesa verso un tutto unitario era anche la scrittura di Manzoni: ogni sua opera si snoda sempre sullo sfondo di un ideale patriottico. Nel Conte di Carmagnola, nell’Adelchi o ne I Promessi Sposi ritornano continuamente le contese tra gli Stati della Penisola, la presenza delle milizie mercenarie e i soprusi degli invasori nei confronti del popolo disperso degli italiani.

La produzione letteraria del primo Risorgimento porta poi con sé quello slancio senza precedenti che si ritrova nella letteratura garibaldina legata alla spedizione dei Mille: le Noterelle di uno dei Mille di Giuseppe Cesare Abba, ad esempio, evocano l'incontro leggendario tra il Nord e il Sud dell’Italia in quel preciso momento storico.

Dopo l’Unità, le correnti letterarie legate al processo Risorgimentale hanno iniziato ad accompagnarsi a filoni più critici: passato il 1861 l’attività letteraria guarda l'Italia con gli occhi di Carducci, deluso dalla vita pubblica della nuova nazione al pari di Pascoli, che riflette sull’Italia degli umili e sul dramma dell’emigrazione. Il Risorgimento ha cioè influito sugli scrittori anche alla rovescia e fuori dal mito, nelle poesie, nei romanzi e nei racconti pro e contro l’Unità.

Lo ritroviamo infatti nella novella Libertà di Verga, nei Vecchi e giovani di Pirandello o nei romanzi di De Roberto e di Lampedusa: Pirandello ne racconta ad esempio gli ideali traditi, la storia vista dalla parte degli sconfitti. Nonostante gli scrittori del passato abbiano quindi tramandato in ogni sfumatura la forza e l'intensità degli ideali di quel periodo, il senso del Risorgimento non gode di considerazione da parte del pensiero politico contemporaneo. Solo centocinquant’anni dopo l’Italia è infatti un paese diviso. Ha un partito politico che aspira all’indipendenza della Padania, mentre il divario tra Nod e Sud si fa sempre più marcato, non solo economicamente.

<>Oggi siamo un Paese traboccante di intelligenze, ma troppo spesso sprecate. Ricco come nessun altro di arte, ma incapace di tutelarne e trasmetterne l'immenso valore. Un Paese che vorrebbe barricarsi da Nord a Sud rischiando la disgregazione: impaurito dal futuro e così lontano dal suo glorioso passato.Di Martina Lacerenza

    
                                       150 anni dall'Unità d'Italia : Il Molise al Giubileo delle Regioni
                                                                                    Di Carmelina Rico
                                                                                Da un Mondo,d'Italiani
 
Un’occasione per raccontare la storia, la cultura, le tradizioni, le sofferenze, le gioie che il popolo molisano ha vissuto in 150 anni dall’Unità d’Italia. Ieri, per la prima volta il Molise ha partecipato al giubileo delle regioni per i festeggiamenti dell’Unità d’Italia svoltosi a Roma, nel salone Principale del Complesso del Vittoriano. Durante la cerimonia è stata presentata la mostra “Regioni e Testimonianze D’Italia” che verrà inaugurata ufficialmente il prossimo 26 marzo. La mostra si inserisce nelle iniziative per il centocinquantenario dell’unità nazionale e intende raccontare, attraverso le diverse realtà regionali, l’Italia di ieri, di oggi e di domani. Presenti all’evento il Presidente della Regione Molise e Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
“Nell’area a noi dedicata - ha detto ancora il Presidente Iorio - abbiamo cercato di raccontare con immagini, documenti, filmati il percorso fatto dal Molise in questi 150 anni vissuti intensamente insieme al resto del Paese. Ma abbiamo anche voluto mostrare le linee di crescita e sviluppo che abbiamo, come sistema regionale, tracciato per il prossimo futuro nell’ambito di un contesto nazionale ed europeo.
Abbiamo voluto raccontare di coloro i quali contribuirono singolarmente o come gruppi organizzati alla realizzazione dell’Unità D’Italia. Ma ci siamo anche soffermati su i tanti molisani che diedero il proprio apporto dal punto di vista culturale, politico e scientifico alla crescita, e quindi anche all’autonomia, non solo della loro terra, ma anche dell’intero Paese. Accanto a tutto questo abbiamo ritenuto di trovare spazio per raccontare quello che è il Molise di oggi, ma anche e soprattutto quello che vuole essere il Molise del domani. .............
“Nell’area a noi dedicata - ha detto ancora il Presidente Iorio - abbiamo cercato di raccontare con immagini, documenti, filmati il percorso fatto dal Molise in questi 150 anni vissuti intensamente insieme al resto del Paese. Ma abbiamo anche voluto mostrare le linee di crescita e sviluppo che abbiamo, come sistema regionale, tracciato per il prossimo futuro nell’ambito di un contesto nazionale ed europeo.
Abbiamo voluto raccontare di coloro i quali contribuirono singolarmente o come gruppi organizzati alla realizzazione dell’Unità D’Italia. Ma ci siamo anche soffermati su i tanti molisani che diedero il proprio apporto dal punto di vista culturale, politico e scientifico alla crescita, e quindi anche all’autonomia, non solo della loro terra, ma anche dell’intero Paese. Accanto a tutto questo abbiamo ritenuto di trovare spazio per raccontare quello che è il Molise di oggi, ma anche e soprattutto quello che vuole essere il Molise del domani. ...................... continua Da Un Mondo d'Italiani

                                                                                          

150* UNITA': REGIONE MOLISE, PROMUOVERE SENTIMENTO DI COESIONE

 

 'In questa regione piccola, di 136 comuni, oggi si intende diffondere un messaggio semplice ma di una intensita' incredibile. Quello che non deve mai mancare in questo Paese e' il senso di appartenenza, percio', noi Istituzioni, in questo anniversario cosi' importante sul piano simbolico, dobbiamo impegnarci a promuovere il sentimento di coesione e di rispetto di quei valori che tanto hanno contribuito alla costruzione dell'Unita' nazionale prima e della stesura della Carta costituzionale poi''.

Il vice presidente della Regione Molise, Mario Pietracupa, ha aperto con queste parole il suo intervento questa mattina in occasione della presentazione dell'opuscolo ''Dallo Statuto Albertino alla Costituzione Italiana''. L'iniziativa, promossa dal Comando Militare Esercito ''Molise'' sotto il patrocinio della Regione Molise, e' stata presentata nell'Aula magna del Convitto ''Mario Pagano'' di Campobasso.

Introdotto dalla giornalista Pina Petta, Pietracupa ha preso la parola portando ai presenti, autorita' e studenti, il saluto del presidente Michele Iorio, impossibilitato a partecipare ad una iniziativa da lui fortemente sostenuta, a causa del grave lutto familiare che lo ha colpito nel fine settimana
scorso. Poi ha aggiunto: ''Mi complimento con l'Esercito per aver organizzato una manifestazione che la Regione ha voluto accompagnare con estremo interesse. Un'idea che e' importante perche' destinata a diffondere nei nostri Comuni e tra i banchi di scuola due Carte che hanno segnato il percorso storico e culturale della nostra Italia''.

''Un messaggio - ha continuato - che ha come destinatari tutti i cittadini, soprattutto i ragazzi, le nuove generazioni con le quali oggi viviamo un confronto a volte difficile, ma un confronto che deve essere schietto proprio come il loro linguaggio. A questi giovani, come politici e Istituzioni, dobbiamo dare un esempio di unita' e di attaccamento ai valori piu' profondi del nostro essere italiani''.
(Ag. ASCA)

 

Valle del Tammaro: la cultura dell'Unità e la responsabilità della nostra storia

In occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità nazionale, le maggiori istituzioni della Valle del Tammaro hanno previsto, per venerdì  18 marzo alle ore 9.30 presso il Santuario di Santa Maria della Libera di Cercemaggiore,un incontro-dibattito dal titolo "Il Molise e l'Unità d'Italia". 

L'iniziativa, voluta dall'Unione dei Comuni della Valle del Tammaro (che racchiude i comuni di  Cercemaggiore, Cercepiccola, Mirabello Sannitico, San Giuliano del Sannio e Sepino), dai Dirigenti Scolastici degli Istituti comprensivi presenti nel Molise, ed in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Regione Molise, mira a creare nelle giovani generazioni, e nei cittadini in genere, un sentimento di sempre maggiore consapevolezza di quello che fu il percorso sociale, culturale economico e politico che portò la nostra Penisola all'Unità sottolineando, nello specifico, il ruolo del Molise negli anni del Risorgimento. 

Interverranno i sindaci dei Comuni della Valle del Tammaro, il presidente dell'Unione Michele Simiele, i Dirigenti Scolastici degli Istituti comprensivi presenti nella nostra regione, i docenti e gli studenti delle scuole dei territori coinvolti, alcuni storici che parleranno del contesto nazionale e locale, un rappresentante della Commissione Pari Opportunità, il Rettore ed i frati del Santuario della Libera.  (Prima Pagina Molise)

                                              

Asini griffati agli ippodromi
e Signore coi binocoli
estasiate segano
labbra con lingue,
spazzole dialettali

                                              

REPUBBLICA

Cavalli griffati
fascine,ceppi Prussiane
dissensi al peso araldico
scalci secessionisti
da improntare 
 

                                                      

 Prevenzioni,lapsus ripartizioni,
manna calamità affratellante
effige bandiere pallonate
a gloria trincerata
dietro giarrettiere,
trofei al valore

 Muli da parate
addobbati cronologici,
cianfrusaglie vidimate
in piazze da week end
carnevalate Cinesi
tarocchi d'impiegati
Statali 

Da Destini e Presagi

Sermoni,normative
carne al popolo
ossa al Re
idilliaci proclami
differenziati obbligo
in TV pluraliste
mono tematiche 

 

 

 Camerati,amici,compagni
segnaposti al menù carità
d’agnelli allupati
-religiosi e laici
chef e maitre
-Mano a giro rosario
liscio pance
.......ideali d'unità
incontrovertibile

                              

                              Il 150/mo di Riccia. Il tutto é fatto anche dalle piccole parti Di Stefania  Paradiso

La storia è fatta non solo di eventi, ma anche di persone che spesso rischiano di essere dimenticate o di non essere citate. Non per questo esse sono secondarie o meno importanti. Il 16 e il 17 Marzo l’amministrazione comunale di Riccia celebrerà questa stagione della storia d’Italia e di Riccia con diverse iniziative ed appuntamenti culturali che contribuiranno a tenere viva la memoria di una delle pagine più belle della propria vicenda civile e democratica e della lotta per la libertà.

La legge 4671 del Regno di Sardegna, a seguito della seduta della Camera dei Deputati del 14 marzo 1861 che aveva approvato il progetto di legge del regio Senato del 26 febbraio, promulgata il 17 marzo 1861 e pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 18, proclamava ufficialmente la nascita del Regno d’Italia. A votare quella legge c’era in rappresentanza del collegio di Riccia l’avv. Pietro Moffa, eletto dopo il primo turno del 27 gennaio 1861 al ballottaggio del 3 febbraio, prevalendo su Domenico Trotta per un solo voto (223 a 222).

Non si possono dimenticare i riccesi protagonisti di quella stagione, tra questi, oltre Pietro Moffa, altri come Pasquale Ricciotti, Mons. Giuseppe Fanelli e Mons. Lorenzo Moffa, Giuseppe Mazzocchelli e Nicola Maria del Lupo. Il loro tributo di passione, di coraggio per la lotta unitaria fu determinante, spesso pagato a caro prezzo sulla propria pelle. L’amministrazione, festeggiando il 17 marzo, ricorda tutti costoro, il loro impegno ed il loro sacrificio, ma anche i loro dubbi e le loro delusioni rispetto al processo unitario ed ai suoi esiti.

Mercoledì 16 Marzo 2011 il Sindaco Micaela Fanelli e l’Amministrazione illustreranno agli alunni della scuola primaria di Riccia il significato della diffusione della Bandiera d’Italia, mentre giovedì 17 si terrà una celebrazione ufficiale che avrà inizio alle ore 10.30 con il raduno dei partecipanti in via Zaburri nell’area antistante il Municipio di Riccia. Da qui il corteo si muoverà verso il Monumento ai Caduti in Piazza Sedati dove ci sarà l’alzabandiera per il saluto al Paese. Stefania Paradiso In un Mondo d'Italiani

Il Molise nel processo dell'Unità d'Italia

L'iniziativa, fatta rientrare nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della Unità d'Italia, è stata fortemente voluta dalla scuola, per portare a conoscenza il lavoro svolto dalla scolaresca sulla tematica, sin dallo scorso mese di ottobre e dal Presidente del Consiglio Picciano che l'ha sostenuta.

Un lavoro interessantissimo, fatto di ricerche di testi e di immagini, che ha coinvolto in maniera particolare le classi IV G (Carboneria e settarismo nel Molise fino agli anni '30); IV A (Mazzinianesimo e Risorgimento nel Molise fino alla Unità); IV B (Economia e società nel Molise preunitario); IV H (Politica nel Molise preunitario); IV D e IV E (Proiezione di un video dal titolo ‘il brigante molisano'); IV I (Proiezione video ‘molisani a Torino').

Sotto la sapiente regia della dirigente scolastica, Anna Gloria Garlini, e ottimamente diretti dagli insegnanti, in maniera particolare quelli di storia , gli studenti hanno dato un saggio della loro immensa bravura mettendo insieme una ricostruzione storica del periodo pre e post unitario veramente all'altezza della situazione, tratteggiando ed evidenziando, ovviamente, la realtà molisana dell'epoca e il contributo fornito dal nostro piccolo territorio al raggiungimento dell'ambito traguardo nazionale...................
continua (In 1ma Pagina Molise)
 

                                      IL VOSTRO SITO : MADRE PATRIA E CULTURA
 

 

Voxtreme.com Shared Hosting