www.togetherbook.com

 

                                                                                                                                                                                              


 

DA LEGGERE QUESTA SETTIMANA

 

Emilio Ambrogio Paterno : Il Sannio e i Sanniti..........................

Nicola Franco : Notizie dal Molise e dei Molisani....................

Nicola Franco : Notizie dall'Italia e degli Italiani......................

Fausta Samaritani : Per l'onore di Garibaldi............................ 

 

 

Translators for this page:

http://translate.google.it/?hl=fr&tab=wT#  

or  

          

 kalendese@gmail.com


 

 

                                                                                                                                                                                                                                               

 RIVISITTIAMO IL PASSATO

 

IL SANNIO E I SANNITI Di Emilio Ambrogio Paterno


 
 PREMESSA

Antonio de Nino ci fa sapere di aver letto in un'opera di Melchiorre Gioia che nella Prussia c'era l'uso di dare incarico al cittadino più colto e stimato di scrivere la cronaca del proprio paese; quando tale incombenza veniva trascurata, il governo di Berlino richiamava energicamente l'autorità municipale; e una volta, nel 1817, emanò perfino una ingiunzione con circolare. L'iniziativa non deve meravigliare perchè è perfettamente conforme all'indole del popolo tedesco in cui è stato sempre vivissimo lo spirito o boria di razza.

In Italia, invece, dove dominava, e domina, lo spirito individualistico, quasi nello stesso tempo un poeta, il Foscolo, <<esortava alle storie gli Italiani sostenendo - in una stupenda orazione divenuta meritatamente celebre - che << nelle storie si spiegano la nobiltà dello stile, tutti gli effetti delle virtù, tutto l'incanto della poesia, tutti i precetti della sapienza, tutti i progressi dell'italiano sapere.

L'esortazione del poeta non cadde nel vuoto, anzi se ne videro presto gli effetti, non solo nel campo dell'azione, dove culminarono col Risorgimento, ma nel campo stesso della cultura. dove si ebbe una fioritura, oltre che di opere storiche, di Società e di istituzioni intese a valorizzare le storie regionali.   Nella nostra regione, abruzzese-molisana, abbiamo avuto, nel periodo post-risorgimentale, non rari studiosi che hanno dato validi contributi alla storia regionale, e un sommo, Benedetto Croce, che con la sua storia di Montenerodomo ci ha lasciato un piccolo capolavoro.
Ultimo tra codesti valentuomini osa collocarsi il sottoscritto che, per oltre mezzo secolo, ha speso, in concomitanza della sua attività di educatore, non piccola parte delle sue energie in pazienti e scrupolose ricerche in archivi, nelle biblioteche, nei registri parrocchiali, nelle cronache, nei codici e, infine, come ispettore agli scavi, nelle zone archeologiche, per ricostruire la storia del proprio paese.  I frutti di tanto lavoro venivano via via pubblicati in giornali, riviste, opuscoli, divenuti ormai in gran parte rari o introvabili.
Per evitare che andassero perduti ho pensato di raccogliere, riordinare e ricomporre in unità i "disiecta membra", i membri sparsi, in modo da dar vita a un'opera organica, di utile e piacevole lettura.  Nella non lieve fatica sono stato sostenuto dalla passione di sempre ed animato dal desiderio di rendere un omaggio non vano alla mia piccola cara patria e un servizio, spero, gradito ai miei concittadini, vicini e lontani
. Emilio Ambrogio Paterno 
  
 

IL SANNIO E I SANNITI

   La nostra regione, in età remotissima, era abitata da popoli non diversi dagli odierni selvaggi dell'Africa. Essi dimoravano nelle caverne e nelle selve, si cibavano di ghiande, di frutta selvatiche e delle carni di animali uccisi, delle cui pelli si coprivano. Recentissime scoperte hanno posto fuori dubbio questo fatto.
   Venuti dall'Asia, generalmente ritenuta culla del genere umano, furono chiamati aborigeni, abitanti qui fin dall'origine(ab origine), o anche autoctoni (originari del paese) o Indigeni (inde-geniti), se procreati da forestieri.
   Le tribù che entrarono in Italia per le Alpi spinsero avanti le altre nei territori meridionali, dove distrussero o assimilarono gli abitatori, si stabilirono e dettero il nome alle diverse contrade.
   Gli Osci (Umbri e Sabelli insieme ai Liburni o Illirici), i Pelasgi e gli Etruschi furono i nostri progenitori ed abitarono le nostre contrade prima dei Sanniti. L'Osco fu il primo dialetto e chiamavasi Safinim, come risulta da una iscrizione in Buvaianud (Bovianum Vetus) e da una moneta della Guerra Sociale:

A. G. MUTIL B. SAFINIM     //    A. G. MUTILUS B. SAMNIUM

   Al tempo di Varrone il dialetto Osco si era già latinizzato. Il nome Samnites, che gli scrittori greci riproducevano con Sannitai, in origine era Sanfnites o Sabnites che ha comune la radicale col nome Sabelli e Sabini.
   Il nucleo principale di essi pose stanza nelle alte valli del Reate (Rieti) e di Amiterno (S. Vittorino) e nelle pendici del Gran Sasso. Infatti la regione chiusa a nord dal monte Terminillo, ad oriente dal Gran Sasso e dalla Maiella, ad ovest dal monte Velino e sud-ovest dal monte Meta fu anche chiamata Quadrato o Quadrilatero Sabellico o Sannitico.
   Cresciuti di numero si irradiarono nelle regioni finitime movendo dall'alto Aterno, e assumendo nomi diversi a seconda del Dio protettore e del suo simbolo e del luogo dove presero stanza e dei suoi caratteristici prodotti o per altri motivi, fino alle sorgenti del Silarus (Sele).
   Quando le popolazioni erano oppresse da guerre, carestie, pestilenze, solevano sacrificare agli Dei Infernali, e principalmente al dio Marte, quanto sarebbe cresciuto nella primavera successiva, non eccettuati nemmeno i bambini (le Primavere Sacre).
   Più tardi, scemata la barbarie dei costumi, non si sacrificarono più i bimbi nati nella Primavera Sacra, ma fatti adulti erano mandati fuori del paese a cercarvi una nuova patria.
   Anche quando il territorio non poteva alimentare la crescente popolazione, la comunità separava da sé con solenne rito la gioventù e la spingeva a procurarsi con le sue armi nuove dimore: come le api, secondo il paragone del dottissimo scrittore reatino Varrone.
   Così si ebbero i Palmensi, i Petruziani, gli Adriani, i Vestini, i Peligni, i Marsi, i Marrucini, i Frentani, ecc., più nomi di una sola gente. Era a guida degli emigrati la divinità simboleggiata dal bue Api, seguendo il quale giunsero nella regione fertile di piante e di pascoli, dove fondarono la città che dal Bue loro condottiero nominarono Boiano (Boianum) o Vutella in lingua Osca. Presero anche per loro insegna un Bue, come si vede nella maggior parte delle monete di Boiano.
   La immigrazione non si fermò qui, ma si inoltrò e si diffuse verso l'Adriatico e nelle valli del Volturno, del Calore, ecc.
   Con successive immigrazioni crebbero i nostri antichi popoli, che avevano differenti nomi, ma lo stesso sangue e una sola anima. E nell'ora del pericolo, nell'ora della lotta, attraverso i secoli, ascoltarono sempre la voce del sangue e si sentirono fratelli.
   I Sabelli, Sabiniti o Sanniti furono uniti nella Guerra sociale e italica e nel secolo di Augusto. Fu questo grande imperatore romano, che nel dividere l'Italia in undici regioni assegnò ai Sanniti anche i territori dei Marsi, dei Vestini, dei Peligni, dei Marrucini, ecc.: in complesso la Sabina, quasi tutto il moderno Abruzzo-Molise e parte della Campania. E per giudizio concorde degli storici fra tutti i popoli italici i più degni di memoria, dopo i romani, sono gli antichi Sanniti qualificati da Plinio: Gentium fortissimarum Italiae. Le genti Sannite e i vari centri

   I Palmensi, così chiamati da una specie di viti dette Palme e producenti vino squisito, occuparono il territorio fra il Tronto e l'Elvino (oggi Vibrata). Città principale: truentum.
   I Petruziani vivevano tra l'Elvino e il Vomano; capitale: Interamnia (Teramo). Città importanti: Petrut, Beregra e Castrum Novum.
   Gli Adriani erano tra il Vomano e il Piomba; capitale: Adria (Atri).
   I Vestini, il cui nome pare derivi dal culto di Vesta, dea del focolare domestico, abitavano nel territorio compreso negli odiierni distretti di Penne e dell'Aquila,capitale:Pinna (Penne). Città importanti: Plania,Cutina,Cincilia, Aufina e Aterno.
   I Marrucini i occupavano il territorio tra l'Aterno e il Foro e dalle falde della Maiella al mare. Capitale Teate (Chieti).
Le città più notevoli: Interpromio, Plizio e Tazze.
   I Peligni abitavano nella regione chiusa fra l'Aterno e il sangro, fra Sulmona, Popoli, Pratola, la Maiella e la Montagna Grande.Metropoli: Corfinio. Città principali: Superequo e Sulmo (Sulmona).
   I Marsi abitavano la regione che ancora oggi si chiama Marsica, fra gli alti gioghi degli Appennini soprastanti alle valli dell'Aterno e del Liri, ed avevano per capitale Marruvium (S. Benedetto). I borghi più importanti: Cerfenna, Ortigia, Angizia, ecc.
   Gli Equi tra il Liri e il Fucino, nel Cicolano. Città: Cliternia (Cappadocia), Carsobeli (Carsoli), Auricola (Oricola), Alba Fucense (Massa d'Alba) ecc.
   I Sabini occupavano l'agro che oggi forma il distretto di Cittaducale, porzione di quello di Aquila, e dalle sorgenti del Velino nella contrada di Cittareale giungono fin presso il monte Esta o Lesta. Città: Amiterno (S. Vittorio), Interoclea (Antrodoco), Falacrinea (CIvitareale), patria dell'imperatore Vespasiano, Lista e cotilia (presso Paterno) ecc.
   I Sanniti Sabiniti o piccoli Sabini, che della stirpe tennero alto il nome in gesta gloriose contro Roma, erano divisi in: Caraceni (Carcio ed Aufidena); Pentri (Isernia, Alifo, Boiano, capitale di tutta la confederazione, Trivento, Triferno, Saepinium, Murganzia, ecc.; Caudini (Beneventum, Caudium, Cajatia, Talesia, Alife, ecc.); Irpini (Abellinium, Aeclanum, Aquilonia, Comosa) ecc.
   I Frentani, dal Foro al Fortore, avevano per centri abitati: Ortona, Anxano (Lanciano), Buca, Pallano, Istonio (Vasto), Larinum, Cliternia, Usconio. L'etimologia del nome è controversa: alcuni la fanno derivare da Fretum (mare), altri dal fiume Frento (Fortore) che segnava il confine orientale. Il Tria, il Magliano e altri storici ritengono che il nome di Frentania derivi da Frenter, antico nome della città di Larino. L'amor patrio porta gli autori di storia locale a conclusioni non sempre esatte. Questa città, se esisteva, doveva trovarsi in altro punto. Emilio Ambrogio Paterno

Emilio Ambrogio Paterno.   Riepilogando: agli Aborigeni si aggiunsero e si associarono i Liburni, i Peligni, gli Osci, gli Etruschi e i Sanniti; ciascun popolo portando i propri usi e costumi, si venne a creare una civiltà e una potenza temibile nell'Italia centro-meridionale.  Nella nostra regione pare che i Sanniti (Frentani) venissero nel V secolo A.C.

 



Stylin Online - T-Shirts

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI

 

 

 Nel Basso Molise un coro di ovazioni per Rosario De Matteis e il ...
Tappa nel basso Molise ieri per Rosario De Matteis impegnato a Ururi,Guglionesi e Guardialfiera. Dopo gli appuntamenti di Baranello, Tufara, San Giuliano del Sannio, Montecilfone, San Martino, l'incontro con l'on. Pionati e il convegno con i Giovani ...

AGNONE – DALL' ALTO MOLISE UN DOLCE SPECIALE PER LE NOZZE DI ...
Un dolce gustoso che riproduce il prezioso reperto archeologico oggi conservato al British Museum, ma rinvenuto in Molise, esattamente tra Agnone ...

PENSIONI: ANCOT, NEL MOLISE LE PIU' "POVERE"
... Marche 16,21 mila euro, Sardegna 16,12 mila euro, Campania 15,3 mila euro, Puglia 15,28 mila euro, Sicilia 14,78 mila euro, Abruzzo 14,46 mila euro, Basilicata 13,02 mila euro, Calabria 12,99 mila euro e Molise 12,28 mila euro. (AGI) Red/Ila Dpg.

Lo sviluppo dell'Adriatico passa per l'accordo tra Molise e Dubrovnik
Allo stesso tempo, il Molise è un territorio a cui le regioni adriatiche guardano con interesse grazie ad una posizione geografica favorevole. Il governo di centrodestra, guidato da Michele Iorio, ha sempre puntato a sviluppare questa naturale ...

"Il Molise in vetrina": oltre 60 artigiani molisani in mostra a ...
La sezione di Isernia della FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), proseguendo lo scopo di far conoscere e divulgare l'immenso patrimonio del Molise, ha organizzato una mostra dell'artigianato e dei prodotti tipici molisani che si ...

Alfredo Magnifico: Quale sviluppo per il Molise?
Il turismo,con l'artigianato, il commercio e i servizi può rappresentare un settore strategico per il rilancio del MOLISE, che possiede un enorme potenziale ...


 

 

 




                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

 

Con  l’Alto Patronato della  Presidenza del Consiglio dei Ministri


 

 Domenica 22 maggio 2010   -  h. 15,30 -  Auditorium di Via  Meda    RHO  (MI)

 

Cerimonia di consegna dei

Premi MAIELLA 2011

 

E’ gradita la Sua  partecipazione  

Associazione “La Maiella

Il presidente

                               Domenico D’Amico

 

*******************************************************

 

 

Premio MAIELLA 2011

Rho  - 22 maggio 2011 – h. 15,30

 

Sotto l’Alto Patronato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Regioni Abruzzo, Lombardia e Molise, della Provincia di Milano, delle Province abruzzesi e molisane  e della Città di Rho,  si annuncia la 24^ edizione  del  Premio MAIELLA il più prestigioso evento culturale della Città di Rho. Introdurrà la cerimonia di consegna dei Premi un Concerto del

Coro “Stella Alpina” di Rho.

 

 

Torna il 22 maggio prossimo, a RHO (MI)  presso l'Auditorium Via Meda,  l’annuale appuntamento con il Premio MAIELLA, promosso e organizzato dall’associazione “La Maiella” di Rho (MI) in omaggio al mondo abruzzese e molisano che vive “fuori regione” e che da oltre due decenni rappresenta uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della Città di Rho.

L’edizione 2011 vedrà protagonisti, come sempre, personalità di alto profilo quali:

·         Rinaldo VERI’ Ammiraglio di Squadra della Marina Italiana, Comandante NATO del Quartiere Alleato Marittimo di Napoli;

·         Feliciantonio DI DOMENICA,  Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini di Milano, abruzzese

·         Nicola FRANCO, cooperante internazionale, funzionario canadese e giornalista di Montreal (Canada) molisano

·         Maria Rita D’ORSOGNA, Docente di Matematica della California State University, abruzzese

·         Fabrizio FRANCESCHELLI, regista e autore televisivo, abruzzese

·         Anna CAVASINNI, giornalista, regista e ricercatrice del sociale, abruzzese

 

La  consegna dei Premi  avrà luogo domenica 22 maggio 2011, alle ore 15,30 presso l'Auditorium di Via Meda a RHO (MI) , alla presenza delle massime autorità istituzionali, civili, religiose e militari della Lombardia, dell’Abruzzo e del Molise, del Parlamento Italiano e del Governo, oltre alla consueta folla di cittadini, ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lombardia, delle Regioni Abruzzo e Molise,  della Provincia di Milano, delle Province abruzzesi e molisane e, ovviamente, della Città di Rho.

 

 La cerimonia sarà preceduta, alle ore 12,30, da un pranzo in onore dei premiati  e, in Auditorium, da  un  concerto  del Coro “Stella Alpina” e si concluderà con il tradizionale brindisi di saluto a base di prodotti tipici dell'Abruzzo e del Molise.

A latere del Premio  nella giornata di sabato 21 maggio e nella mattinata di domenica 22 si svolgerà il  17° Convegno Nazionale delle Associazioni Abruzzesi e Molisane che  vedrà giungere a Rho, ospiti dell'Associazione "La Maiella", rappresentanti e delegazioni delle Associazioni Abruzzesi e Molisane operanti Italia.

 

Il Premio ha assunto negli anni anche la importante funzione di raccordo e di incontro fra la cultura, il mondo produttivo e l’economia lombarda con quella abruzzese e molisana;  è  occasione di scambio commerciale ed ha contribuito a  rafforzare i legami d’amicizia e i rapporti di collaborazione fra le realtà produttive, economiche e culturali delle tre Regioni.

Associazione “La Maiella

Ufficio Relazioni Esterne

Rho, aprile 2011

 

Associazione “La Maiella  - Via Crocifisso 31 – RHO - MI - tel.& fax  0293507749 – port. 3383853302  mail: lamaiella@libero.it


 

 

 

MADRE PATRIA E CULTURA: http://madrepatria.virb.com/

 

CHE TEMPO FA IN ITALIA ?

 

SCRIVETEMI


Spreadshirt Designer