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COMUNICAZIONE MOLISANI

 

                                                                                                                                                                                                          

 


Da leggere questa settimana in questa pagina

 

Rivisitiamo il Passato

Donato del Galdo: L'oliveto e il raccolto delle olive

G.di Cecco: Gli antichi mestieri a S.Giacomo degli Schiavoni

 

Il Molise e i Molisani

F. Nicola :  Interviste con G.Ariemma e G. Bambino

F. Nicola : Società e cultura

Dal Web : Radio Luna, radio molisana

Michael Santhers : San Francesco, poesia

 

I nostri Fratelli Abruzzesi

F. Nicola : Società e Cultura Abruzzese

Dal Web : Benedetto croce, biografia

Dal Web : Radio Abruzzo

 

L' Italia e gl' Italiani oggi

Dario Carlone : Sistemi di poteri

Dal Web : Flash culturali

Adam Vaccaro : Milano,Storia e Immaginazione

 

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RIVISITIAMO IL PASSATO 

 

 

 I contadini de Molise a cavallo tra gli anni '800....'900

 Di Donato del Galdo

 

L'Oliveto

 

 

l'oliveto raccoglieva per i suoi lavori un maggior numero di uomini e di donne, di giovani di ambo i sessi, più degli altri lavori.  La quantità numerica dei braccianti prstatori d'opera influiva nella scelta per la coltivazione degli oliveti mediante la forzadelle braccia.  I lavori di prima zappatura durante l'inverno e la primavera venivano fatti col bidente, l'attrezzo più importante del bracciante.  Ed era il lavoro che apportva un maggior vantaggio alla coltura dell'olivo.  Il costro della mano d'opera bracciante era a un prezzo basso, conveniente per l'imprenditpore agricolo.  Vi era una buona convenienza a lavorare l'oliveto con la prestazione dei braccianti, anziché come avviene oggi, l'utilizzazione dell'artatro tirato dai cavalli o muli oppure l'aratro o il francizolle azionato dal trattore agricolo.  All'epoca che il bracciante riceveva  lire mille per ogni giornata lavorativa, l'olio costava seicento lire, massimo settecento lire al litro.  Oggi il bracciante riceve lire tremila per ogni giornata di lavoro prestato, l'olio costa lire mille al massimo.

 

 Le donne braccianti raccoglitrici di olive, quando in paese vi era una maggiore presenzaa di mano dopera bracciantile, prima dell'emigrazione di massa, per una giornata di lavoro prestato in un uliveto ricevevano lire seicento per il salario corrispettivo.  Un litro di olio costava lire seicento.  Se la raccoglietrice di olive prestava la sua opera bracciantile a scambio merce, riceveva per un giorno di lavoro, un litro di olio.  Oggi invece le raccoglitrici di olive riceve un salario giornaliero di lire milole e settecento..  L'olio buono d'oliva costa massimo mille lire.

 

In quella epoca a S. Giuliano, gli oliveti venivano coltivati bene, lavorati profondamente e lo sviluppo dell'albero era rigoroso.  Gli oliveti sembravano dei giardini ben coltivati e tenuti bene.  Gli olivi con le chiome verde oscuro, sembravano come corvi neri.  Ora invece il colore é verde pallido.  La lavorazione eseguita dai braccianti, veniva fatta profonda, con l'attrezzo normale; il bidente faceva ammgazzinare molta umidità al terreno, che ridava all'albero.  Poi ancora una seconda zappatura ed anche una terza da una profondità più leggera, ma ancora utile per il buon mantenimento dell'oliveto.....

 

Il raccolto dell'olivo 

 

Il raccolto delle olive si iniziava a novembre inoltrato. Vi era il detto paesdano che si esprimeva cosi: ''Per Santa Caterina l'ooliva si raccoglie sia bianca che nera''...  L'inverno e il freddo riducevano la produzione dell'oliva e la qua;lità dell'ol;io ottenuta non era più delle migliori.  Il maggiore impegno nel raccolto delle olive veniva dato dalle donne dalla diversa età.  Le giovani braccianti con il loro vigore giovanile portavano l'allegria negli oliveti con canti e inni di vario genere, le canzoni paesane avevano la preminenza.  ...  Le giovani contadine raccoglitrici di olive si alzavano di buon mattino per partecipare alla novena della Concezione o di Natale.  I giovani contadini seguivano le ragazze per recarsi anche loro alla funzione religiosa mattutina.  Nell'ora che si usviva di chiesa era già giorno chiaro.  Si tornava a casa, si aveva il tempo per cambiare gli abiti e indossare quelli del lavoro, dopo di che si partiva per barie contrade.

 

A fine novembre e a dicembre il tempo diventava inclemente... Occorreva accendere il fuoco con le ceppe e la legne più piccola proveniente dai rami rotti degli alberi intanto che si coglievano le olive.  Di tanto in tanto ci si andava a riscaldare un pó, nelle tasche si ponevano delle piccole pietre, fatte riscaldare vicino al fuoco, per poi poggiarvi di tanto in tanto le mani infreddolite.  Le donne in campagna nelle giornate di maggiore freddo indossavano i calzoni presi in prestito dagli uomini, ed anche le giacchette pesanti per meglio difendersi dal freddo....

In campagna durante il raccolto delle olive si mangiava il pane tagliato grosso a canto, per intero, con le olive mature, farcite, raccolte sotto gli alberi di olivi neri.  Qualità che maturava presto.  E si rastrellavano i pomodori residui negli orti, bene conservati attaccati ancora alle piante gia secche. Di Donato del Galdo  

 

kalenews di Franco Nicola

 

 

Gli antichi mestieri a San Giacomo degli Schiavoni.

Di Giacinta di Cecco

 

“U Scarpere"

 

A quei tempi la povertà costringeva la gente a risuolare le scarpe e persino a farle fare dal calzolaio perché durassero più a lungo. Esisteva quindi “u scarpere" che con pazienza e cura, con spago e pece faceva tornare nuove le scarpe consumate dal tempo e dal fango. (perché le strade non erano asfaltate ma erano ricoperte di fango e ciottoli).

 

“U 'mbrellère”

 

L'ombrellaio girava per le strade del paese nelle mattinate autunnali e di primo inverno, durante le ore in cui gli uomini erano al lavoro. Girando per il paese gridava: 'u 'mbrellère, ghè rruvète u 'mbrellère “… Percorreva lentamente le strade e di tanto in tanto ad intervalli regolari, ripeteva il suo grido, fino a che qualche donna si affacciava e, scese le scale, gli affidava un vecchio “cimelio" di famiglia: un parapioggia tartassato da mille acquazzoni, dissestato dal vento, consunto. L'artigiano ambulante,si accoccolava accanto al portone con il dorso appoggiato allo stipite, deponeva accanto a sé la cassetta oblunga dove erano riposti ritagli di seta nera, rete, filo di ferro, aghi, pinze, forbici e asticelle sottili di varie lunghezze da inserire nella raggiera dell'ombrello in sostituzione di quelle spezzate o mancanti.

 “U Stagnere”

Si occupava di riparare le pentole. Anche lui, appena arrivava in paese si faceva sentire, per avvisare la gente. Poi sceglieva una piazzetta e si preparava per affrontare il lavoro. Il suo nome, stagnino, deriva dal metallo: lo stagno, che utilizzava per saldare e ricoprire i buchi che si erano formati nelle pentole.

 “L’Arrutine”

Il suo lavoro consisteva nel molare tutti quegli oggetti che possedevano una lama come coltelli, e forbici. Il suo strumento di lavoro era un banchetto in cui era installata una ruota la quale, azionata da un pedale trasmetteva, tramite una cinghia di canapa, il movimento ad una mola in pietra arenaria dura che, a contatto con i coltelli, li molava o li affilava.

 “A'Materassere''

La materassaia aveva un attrezzo che serviva a cardare la lana ovvero a renderla più morbida. L’attrezzo era formato da un asse di legno con dei chiodi che sporgevano fuori. Di questi attrezzi ne aveva due. Uno serviva per il materasso dei bambini piccoli fatto con un sacco di iuta (una fibra tessile) imbottito con delle foglie delle pannocchie. L’altro attrezzo era destinato per il materasso dei ragazzi più grandi imbottito di pura lana che, siccome dopo qualche tempo si compattava e diventava dura, si era costretti a chiamare la materassaia, che tirata fuori la lana, la cardava e poi la rimetteva dentro facendo tornare il materasso morbido come prima.

 “A Rleve panne”

Un tempo c'erano parecchie donne particolarmente povere che, per guadagnarsi da vivere, si recavano nelle case dei più ricchi per lavare a mano con la 'struvelotore" i panni che le donne di quelle abitazioni avevano messo a "mulle" nelle grandi tinozze di stagno e di legno nella "lescé" (di acqua) decantata da un composto di cenere che veniva recuperata dalla combustione della legna). Quando il bucato era asciutto veniva stirato con i ferri a "carbone".

 “A Felatrice”

Era una donna che trasformava una massa di batuffoli di lana in un filo da lavorare successivamente con i ferri da calza, per ricavarne coperte, maglie, scialli, sciarpe, cappelli, mutande, calze, ecc. Questa era una attività antichissima, la cui origine si perde nella notte dei tempi, ed era eseguita sempre allo stesso modo. Oltre alla lana, la filatura a mano riguardava tutte le fibre vegetali come il cotone, la canapa, il lino. Per eseguire questo lavoro era necessaria un'ottima preparazione tramandata da madre in figlia, ed un impegno di una gran parte della giornata. La donna che filava, stringeva sotto l'ascella sinistra, una canna che faceva da fermo con una mano, mentre con il pollice e l'indice dell'altra mano, tirava un filo dal batuffolo avvolto nelle canocchie, una specie di gabbietta a doppio cono che a sua volta raccoglieva, nell'arcolaio o macinula. Con la saliva si bagnava i polpastrelli ed iniziava ad allungare il filo gradatamente, lo fermava alla punta del " fusille de lègne" a forma di cono e postolo sulla gamba, gli imprimeva, spingendolo con un repentino e rapido moto circolare. Il filo di lana, rafforzato dall'azione torcente che garantiva la massima consistenza, e pian piano veniva arrotolato per formare dei rocchetti. Dopo questa fase si prendevano in mano contemporaneamente i fili di ogni rocchetto e si avvolgevano intorno a dei chiodi molto lunghi infissi nella parete, sia in senso verticale che orizzontale. La filatura a mano della lana fino a trent'anni fa era diffusissima nelle famiglie perché permetteva di ottenere gli indumenti necessari e nello stesso tempo guadagnare qualche soldo.

 “U Zuchere”

Il funaio era l'antico artigiano che costruiva a mano le funi ed univa all'arte manufattiera la capacità di essere un ottimo commerciante. Lavorava canapa grezza che trasformava in spago o funi. Il funaro era chiamato "il cordaio" figura mista tra artigiano e contadino; era un mestiere che veniva appreso in famiglia, il padre lo insegnava al figlio o a qualche ragazzo che voleva intraprendere la stessa attività che nel mondo rurale era anche ben retribuita sia in danaro, sia con prodotti della terra.

 “U Spazzacamine”

Gli spazzacamini erano uomini che pulivano le ciminiere dalla fuliggine.Vestivano una tuta che era sempre sporca, nera come la loro faccia.Giravano sempre portando con loro una specie di scopa lunga, fatta di ferro, che serviva per grattare la fuliggine accumulata nelle ciminiere. Questo lavoro era molto faticoso e pericoloso perché "l'uomo nero" doveva salire sui tetti ed era possibile anche scivolare. Lo spazzacamino, era un tempo, una figura molto simpatica e utile e il lavoro non gli mancava perché le case erano tutte provviste di camini, unica fonte di riscaldamento. Le ciminiere dovevano essere pulite periodicamente per evitare che si incendiassero. Quando arrivava in paese tutti lo riconoscevano e lo invitavano nelle loro case, offrendogli anche da bere e da mangiare. Oggi è una figura rarissima, quasi scomparsa

 “U Falegname”

Il falegname era l'artigiano che nella sua bottega lavorava il legno. Se lo procurava andandolo a tagliare nei boschi. Una volta avuto il legno, lo sezionava in tante tavole che poi avrebbe usato per realizzare mobili o attrezzature utili per la casa.Completato il lavoro commissionato lo dipingeva o lo lustrava secondo la richiesta che gli era stata fatta.Alla fine si poteva ammirare il prodotto finito, abbellito anche da intarsi che lo rendevano più elegante.  Autore, Giacinta Di Cecco, Dal sito web S. Giacomo degli Schiavoni.  


 


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IL MOLISE E I MOLISANI

 

 

                                                                                                                           

Lascio la parola a 2 Molisani emigrati : Giovanni Ariemma e Gianfrancesco Bambino, residenti a Montréal, Quebec, Canadà. 

                                               

       Giovanni Ariemma                                    Gianfrancesco Bambino

 

 

Società

 

MOLISE  L'Europa mette sotto accusa la Regione Molisela Commissione europea ha chiesto ufficialmente all'Italia di conformarsi alle norme dell'UE in materia di appalti pubblici (lo stanziamento di fondi pubblici da parte delle autorità pubbliche) per quanto riguarda l'aggiudicazione da parte della Regione Molise di appalti concernenti i servizi informatici. La richiesta che la Commissione ha inviato alle autorità italiane assume la forma di parere motivato. Se entro due mesi l'Italia non comunicherà alla Commissione le misure adottate per assicurare il rispetto degli obblighi che le incombono a norma del diritto dell'UE, la Commissione potrà deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea.Nel caso di specie la Regione Molise non ha rispettato le norme in materia di appalti pubblici, aggiudicando direttamente appalti riguardanti i servizi informatici a una società, la Molise Dati, le cui quote sono detenute dalla Regione Molise e da una società privata. Il valore globale degli appalti in questione ammonta a oltre 4 milioni di euro......

TERMOLI  Il Maestro Tiziano Albanese ambasciatore della cultura ad Assisi 2011  La musica del Molise in esclusiva ad Assisi. ... L'Opera mira a rappresentare in maniera pregevole la Regione Molise e il Comitato Regionale...

BOLOGNA  Il cortometraggio sugli arberesh molisani in finale al Festival  Ancora una finale  per “E nesër?” il corto sugli Arbëresh del Molise, divenuto, per i prestigiosi successi ottenuti nei vari concorsi internazionali e per lo spessore culturale delle  kermesse in cui è stato presentato, un simbolo significativo della koinè Arbëreshe molisana.....

CAMPOMARINO  Servizio civile a Campomarino domande entro il 21 ottobre. L’Amministrazione Cammilleri e l’Agenzia di Promozione Sociale Agorà Onlus promuovono un progetto per il “servizio civile volontario” che è stato pubblicato in data 20 settembre 2011 sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 - IV serie speciale - concorsi ed esami. Si tratta di un avviso per la selezione pubblica per il reclutamento di giovani volontari da impiegare in progetti di servizio civile; tra questi figura anche il progetto patrocinato dal Comune di Campomarino, nella persona del Sindaco, Dr. Francesco Cammilleri: denominato “Argento Molise” e presentato dall’Agenzia Agorà. .....

MOLISE  Una campagna eletterole senza ciare proposte. La campagna elettorale si avvicina alla scadenza del voto amministrativo ma non cresce d’intensità. O, per meglio dire, s’intensificano i traffici (poiché tutti sono in contatto con tutti), ma non sale l’energia della competizione. L’energia fisica e mentale dei candidati non si trasforma in proposta, progetto, prodotto politico, dunque è inefficiente.

AGNONE Agnone vede  riconfermata la  Bandiera Arancione,  il marchio  di qualità turistico-  ambientale  che viene rilasciato  ai piccoli  comuni dell’entroterra  italiano  (massimo  15.000 abitanti)  dal Touring  Club Italiano. Si  possono fregiare  del marchio soltanto  quei centri  che si distinguono  per un’offerta  di eccellenza e un’accoglienza di qualità, tanto che, prima  dell’assegnazione, il TCI vaglia dettagliatamente e  severamente i requisiti richiesti.

RICCIA  Parte la mensa scolastica. Il servizio sarà attivo dal 3 ottobre. Tre volte alla settimana verrà somministrato il latte di qualità prodotto nel paese e due volte alla settimana yougurt di qualità. L’amministrazione comunale gestisce la mensa scolastica della scuola dell’infanzia e, per due giorni a settimana, della scuola secondaria di primo grado. E’ stato quindi deciso di applicare il principio di perequazione, approvando il piano tariffario suddiviso in quattro fasce: la.....

MOLISE Servizio civile; ecco le opportunità. Posti disponibili tra Rotello, Montorio nei Frentani e Foggia. Il Consorzio Molise Solidarietà di Campobasso, sede locale dell’Ente Confcooperative accreditato all’albo nazionale del servizio civile,  offre ai ragazzi una esperienza di educazione alla cittadinanza attiva e solidale, dove il servizio civile: migliori le capacità relazionali, sviluppi e accresca la fiducia in se stessi, consenta di acquisire capacità e competenze spendibili nel mondo del lavoro e, dando corpo alla solidarietà, consenta di accumulare capitale civico; un capitale spendibile non solo a livello personale e individuale, ma che diventi appannaggio dell’intera collettività. .............

MOLISE  Svimez, situazione preoccupante anche per il Molise "Dal rapporto Svimez presentato ieri a Roma - commenta Edoardo Falcione, vicepresidente di Assindustria Molise - abbiamo la conferma che l`economia del Mezzogiorno è quasi ferma. I dati sono quelli definitivi del 2010: il Pil è cresciuto solo dello 0,2%. Il dato più preoccupante, per...

ISERNIA  Gioventù in movimento - Volontari che cambiano il mondo  S`è tenuta, nella sala riunioni del Comune di Isernia, la conferenza stampa di presentazione del progetto Gioventù in movimento - Volontari che cambiano il mondo, ideato dal Ministero della .....

CASACALENDA EUROBIRDWATCH 2011: Sabato e domenica prossimi con la LIPU in natura a scoprire il mondo degli uccel  Torna come ogni anno l`appuntamento europeo sull`osservazione degli uccelli. Anche in Molise, grazie alla LIPU, l`evento potrà svolgersi con due appuntamenti distinti. Sabato 1 ottobre a....... 

 

Cultura

 

CAMPOBASSO La creatività e la cultura non hanno età. Gli anziani non più solo come fruitori e destinatari di cultura, ma veri e propri produttori di arte intesa nella più larga accezione del termine. E’ questo l’obiettivo che si vuole porre il progetto Cantieri Culturali per gli anziani ideato e promosso da due associazioni, la Lala e la Stlatts, con la super visione del dottor Cosimo Dentizzi che a breve sarà promosso su tutto il territorio regionale...

SANTA CROCE DI MAGLIANO  Corsi teatrali Abraxas Lab  L'incontro sarà dedicato alla presentazione dei corsi teatrali di Abraxas Lab, scuola interculturale di pratiche teatrali, giunta al suo secondo anno di vita.Sono invitati a partecipare tutti gli iscritti e tutti gli interessati che intendono avere maggiori informazioni sulla modalità di svolgimento dei corsi. Nicola Macolino, direttore artistico di Abraxas Lab, ed Azzurra De Gregorio, coordinatrice del progetto, cercheranno, in questa giornata, di illustrare il programma della scuola, e di presentare le linee guida che la contraddistinguono.

VENAFRO  Antonio Masi presenta l'ultimo libro  Nato a Venafro nel 1937, ha avuto costantemente vita attiva nella società civile e politica.  Trasferitosi a Milano ha continuato il suo impegno,  dedicandosi inoltre alla realizzazione di importanti  scritti.  Ed ecco che, il dieci ottobre, nel capoluogo lombardo  presenterà la sua ultima fatica: “Dall’Internazionale a  Fischia il Vento a Niguarda “. ...

LIMOSANO  Come vincere la depressione.   Dopo il grande sold-out ottenuto dai suoi precedenti lavori, torna in libreria una nuova opera letteraria dello scrittore originario di Limosano Michele Bagnoli. Come vincere la depressione ed essere felici con la PNL è il titolo del volume che fra circa una settimana sarà distribuito su tutto il territorio italiano. «La felicità è ciò che le persone cercano, la depressione è ciò che impedisce alla maggior parte di loro di essere felici. .....

GUGLIONESI Grande successo per il concerto dell´orchestra DE SANCTIS della Scuola Media di Guglionesi Grande successo, scroscianti applausi, forte partecipazione di pubblico a Guglionesi, in Piazza Sant´Antonio per il consueto appuntamento con il concerto dell´orchestra DE SANCTIS della S......

BOIANO  Enrico Montesano presenta Il suo libro ''un Alibi di scorta''. Questa sera, alle ore 21, nella splendida cornice del Museo Venanzo Crocetti, il grande attore romano Enrico Montesano, presenta il suo libro "un alibi di scorta". Per l'occasione ha invitato il pianista molisano Simone Sala ad aprire la serata con un breve concerto che vedra' l'esecuzione di diverse musiche, alcune tratte dal suo ultimo disco Duende ed altre invece scelte per l'occasione, tra cui una prima assoluta che il maestro molisano ha voluto confezionare per l'evento, che si preannuncia del tutto speciale!

CAMPOBASSO  Mostra dell'artista Walter Genua. Genua, nato a Bojano (Campobasso), ha compiuto gli studi artistici a Napoli e nel 1959 si è trasferito a Campobasso, dove si è dedicato all'insegnamento delle materie artistiche nelle scuole medie superiori. È stato consigliere comunale, fondatore del "Gruppo '70" con Mastropaolo, Massa e Pettinicchi. Ha pubblicato "Lo spazio e il tempo. Sculture 1950-80". Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, dal 1953, a Napoli, Foggia, L'Aquila, Firenze, Roma, Bologna, Milano, Perugia, Padova, Como, Viareggio. Lucia Lagioia ha scritto di lui: "Il naturale linguaggio di Genua è la metafora. ..........

LARINO  Ripulita e disboscata la basilica paleocristina. Si tratta di un edificio religioso risalente al V secolo d.C. ubicato all'interno del Cimitero Comunale di Larino ,  ricoperto di rovi , selva di alberi di piccolo fusto e strati di edera infestante. L'operazione è stata sollecitata proprio dal Prof.Eugenio DE FELICE ,autore di un volume su LARINUM Olschki editore 1994, il quale intende mettere a fuoco in particolare proprio l'edificio religioso in questione, per farne un saggio da pubblicare su una rivista specializzata in archeologia cristiana. I lavori di ripulitura del monumento sono stati eseguiti la settimana scorsa a cura di  Daniele il figlio del Dr.Napoleone Stelluti dietro lauta ricompensa del De Felice , insomma una operazione che andava comunque fatta a prescindere da qualsiasi considerazione per la salvaguardia e tutela dei resti della struttura muraria 15 metri di lunghezza per 7 metri di larghezza a pianta rettangolare con abside a sudovest .....

TERMOLI  Lacrime e poesie per riocrdare il Preside Sapraccone. Davanti a una sala gremita di giovani e giovanissimi, docenti e genitori, si sprigiona tutta la sensibilità di una donna, Laura Sacchi, che è lì, davanti a tutti, per presentare una raccolta di poesie scritte in memoria di un uomo, Antonio Sappracone, da lei profondamente amato. Da quelle pagine e da quei versi, interpretati cTermoli. La consegna dei diplomi, una silloge di poesie, ricordi, sorrisi, qualche lacrima. All’Alberghiero, questa mattina, si respira un’atmosfera dion grande sentire dalla professoressa Adele Terzano, traspare un’immagine ancora vivida. E quella raccolta, intitolata "Tra piazza a cielo", quasi a riallacciare un legame tra due mondi che viaggiano parallelamente, suscita in sala un fiume di emozioni. ......

 

                                                                       

San Francesco

 

Osservó

una carcassa nel deserto

disputa di gerarchie

di

leoni

iene

volpi

avvoltoi

 

Osservó lo scanno

degli umani

per la ripartizione di bottino

tra

dittatori

arroganti

politici

ruffiani

                                                                   

 Parló a entrambi

-gli animali lo ascoltarono

con la promessa di uccidere

solo al vuoto di stomaco

-gli uomini

lo fecero santo

per toglierselo dalle palle

cosi poterono

continuare a rubare

sgozzare

e pregare

per farsi perdonare

 

La fede è opinabile

non chiede riscontri

la morale ha bisogno

di esempi concreti.

 

Michael Santhers

dalla raccolta Vitriolo

 


 
 
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 L'ITALIA E GLI ITALIANI

 

 

 
Sistemi di potere. Di Dario Carlone
 
Nel descrivere l’Italia di oggi il filosofo Umberto Galimberti così si esprime:Per essere democratici non basta andare a votare quando ci chiamano alle urne.  Le votazioni sono soltanto una modalità tra le molte con cui si elegge chi ci deve governare.  La democrazia è ben altro. È il controllo di quanto i governanti fanno dopo che sono stati eletti.  E questo controllo da noi è decisamente carente”.  Alla vigilia della consultazione elettorale che avrà luogo in Molise, queste affermazioni mi offrono lo spunto per condividere qualche considerazione sul vocabolo inglese Establishment.
 
Entrato a far parte delle parole straniere che popolano la nostra lingua fin dagli anni ’60, e in particolar modo quando è scritto con la lettera maiuscola,Establishment è un termine che ha a che fare con il linguaggio della politica: nello specifico esso indica un gruppo di persone che hanno autorità all’interno della società. Per estensione, in italiano, con questa parola si vuole definire la classe dirigente o l’apparato di potere; altri suoi sinonimi sono sistema e istituzione.  La ricchezza lessicale del nostro idioma, sia nel linguaggio quotidiano che in quello strettamente tecnico, viene spesso accantonata e preferiamo ricorrere all’anglo- fono che, però, non sempre “risuona” carico di connotazione positiva alle nostre orecchie. Pronunciando o ascoltando il vocabolo istituzione la nostra mente corre subito alla legge fondamentale dello Stato, alla Costituzione, cui spesso si fa appello per rivendicare comportamenti democratici e libertari.
 
Come sottolinea il prof. Carlo Galli a proposito di “istituzioni rappresentative”, è tipico della democrazia moderna che questo elemento di visibilità della politica non cali dall'alto ssui cittadini, ma che questi lo costruiscono con libere elezioni e vi si possono rapportare in termini critici e dialettici: che abbiano cioè il diritto di interrogarsi su ció che è rappresentato, e di interrogare i propri rappresentanti.  Cha a loro volta devono essere responsabili, cioè devono rispondere alle domeande. La cattiva qualità della politica sembra riecheggiare nel vocabolo Establishment. Il sostantivo inglese deriva dal verbo establish che annovera tra i suoi significati quello di fondare o insediarsi in maniera permanente, ma anche quello di verificare, mettere alla prova, stabilire. Particolarità semantica non trascurabile di questo verbo è quella che riguarda il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato di una confessione religiosa: definire la Chiesa Anglicana Established Church , ad esempio, equivale a chiamarla Chiesa di Stato, quale in effetti essa è nel Regno Unito.
 
Fissità, staticità, immobilismo sono i caratteri che delineano il cosiddettosistema: nel corso dei secoli, e ancor più al giorno d’oggi, ciò che era stato pensato e impiantato per svolgere al meglio e in maniera concorde servizi destinati alla collettività, per realizzare quella visione della vita associata che si chiama democrazia, si è trasformato in una macchina sempre più sofisticata, un ingranaggio complesso, che solo apparentemente lavora per il bene di tutti, ostinandosi nella conservazione dei privilegi di alcuni. Perché meravigliarsi se oggi sentiamo parlare di casta - ultimo, in ordine di tempo, dei traducenti italiani di Establishment - intorno al quale si scatenano i mezzi di informazione, sostenuti a loro volta dal crescente malumore dell’opinione pubblica?  Quando il sistema smette di identificarsi con quella che è la sua funzione, ma cerca esclusivamente di conservare se stesso e abdica alla sua funzione di illuminare e guidare, incarna la metafora del faro che si erge solitario e distante: come ben ricordava il filosofo Ernst Bloch, '' ai piedi del faro non c'è luce''. Di Dario Carlone, In La Fonte  Quaderno n° 77 - ottobre 2011.
 

                                                                                                                                                                    

Milano: Storia e Immaginazione

Milanocosa edizioni, Milano 2011, pp. 136, 10 €

Volume curato da Adam Vaccaro

Con la collaborazione di Claudia Azzola, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo

Contributi di Arte, Poesia, Antropologia, Storia, Critica socioletteraria e Architettura di:

Romolo Calciati, Chiara Dattola, Gilberto Finzi, Eleonora Fiorani, Umberto Fiori,

Mario Morganti, Giovanni Raboni  (a cura di Patrizia Valduga), Valeria Sgambati, Michela Zucca

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Un libro che può sorprendere e affascinare, sia per la varietà e ricchezza di apporti e approfondimenti, sia per il filo rosso di pensiero antagonista che li lega entro percorsi (ri)creativi tra Storia e Immaginazione“Percorsi di Trama lucente“  che vanno dal periodo leonardesco all’epoca moderna, in cui Milano evidenzia un’anima nel vento della storia, con una capacità di resistenza della sua umanità e cultura alle violenze e sollecitazioni a farsi bere dalle derive peggiori.  È l’amore e la fiducia in tale capacità – che è anche della migliore Italia – che ci ha mossi alla realizzazione di questo libro.

Siamo partiti certamente dal corso storico, ma all’interno di ogni capitolo o periodo preso in esame, si intrecciano voci di esponenti di più discipline…prassi utile alla conoscenza, alla creatività e all’immaginazione, insomma alla capacità di guardare oltre la storia come sequenza ottusa di accadimenti ininterrotti, in gran parte violenti e generati da questo o quel potere.  E la creatività è causa ed effetto dei caratteri – non solo umani ma del vivente – che aiutano la speranza, non illusoria ma concreta di trovare soluzioni inimmaginabili dalla logica dominante in questo o quel periodo. Dalla Introduzione di Adam Vaccaro

Gli interessati all’acquisto, possono richiedere il libro a redazione@milanocosa.it, al prezzo della temporanea promozione di 5 €, più le eventuali spese postali.

 
 
 
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