COMUNICAZIONE MOLISANI

 

 

 

Da leggere questa settimana in questa pagina

 

Rivisitiamo il Passato

Donato del Galdo : La molitura delle olive

Il Molise e i Molisani

Franco Nicola : Interviste di Anziani attivi

Nicola Picchione : Le sue fotografie

 Franco Nicola : Società e Cultura

I nostri Fratelli Abruzzesi

Caro Abruzzo : Tradizioni popolari Abruzzesi

Dal web : Michele Cascella, scrittore

Dal web : Società e Cultura Abruzzese

L'Angolo dell'Emigrato

Vincenzo Lombardi : L'Emigrazione dal Molise

Dal web : informazioni su l'emigrazione

L' Italia e gl' Italiani oggi

Michael Santhers : Patria, poesia

Milanocosa : Milano,Storia e Immaginazione

 

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 RIVISITIAMO IL PASSATO

 

 I contadini de Molise a cavallo tra gli anni '800....'900

 Di Donato del Galdo

 


La molitura delle olive

 

Nei frantoi locali, prima di essere trasformati e azionati a mezzo dell'energia elettrica, occorreva la forza delle braccia dei frantoiani.  La pressa per poter stringere le olive molite veniva spinta dalla pompa azionata a mano.  E prima ancora della pompa a mano si faceva andare il mulinello con grosse funi. 

Le macine per molire le olive venivano azionate mediante il traino del mulo o del cavallo che girava intorno alla macine situate dentro una grossa vasca di pietra.

Il passaggio della bestia che aveva gli occhi bendati veniva ricoperto di paglia per ammorbidire un po' il piede sulla terra battuta.

 

Le olive ridotte in pasta o poltiglia si raccoglievao in grossi tini di legno.  Si empivano i fiscoli da mettere sotto le presse e con l'azione della pompa si stringeva, separando la sansa dall'olio e dall'acqua rossa.  Dopo la prima stretta nella pressa più piccola i fiscoli rigirati finivano in una pressa più grossa e più pesante.  La sansa stretta e asciutta rimaneva nei fiscoli, l'olio e l'acqua andavano incanalati nel tino grosso da dove veniva raccolto l'olio.

Gli operai frantoiani venivano a San Giuliano dalle Marche e dall'Abruzzo.  Fino a quando gli operai locali rivendicarono loro il diritto al  lavoro di frantoiani.

 

Il frantoio

 

 Sotto la grossa cappa del camino del frantoio bruciavano alacremente le fette di sansa, disposte come tanti dischi uno affianco a l'altro appena sformati dai fiscoli.  Per l'intera notte divampavano le lingue di fuoco sprigionate da ogni lato del focolare.  Anche il lavoro di molitura continuava per tutta la notte e il calore del fuoco della sanasa bruciata teneva riscaldato tutto il frantoio.

A fianco del camino giaceva disteso un pagliericcio che serviva da dormitorio per il riposo di alcune ore della notte, ora ad uno, ora all'altro dei quattro fratoiani provati dalla fatica.  Durante la serata il grosso focolaio del frantoio aveva accolto diverse persone venute essenzialmente per sedersi intorno al grosso fuoco e riscaldarsi ben bene parlare di tante cose celiando e scherzando, attendere la tarda sera per ritirarsi in casa e coricarsi.

 

Di tanto in tanto i frantoiani canticchiavano la canzone che riguardava il loro lavoro e il frantoio.  Essa diceva : ''Canta la ciammarica dinda lu foco, cantano quattro, ne piangono sei''.... Piangono sei. I contadini che portano le loro olive a macinare in parte subiscono qualche danno economico.  Essi provvedono a dar da mangiare ai frantoiani, forniscono la sansa per il fuoco,pagano la molitura in olio o in denaro, devono verrsare la santa Lucia che va in beneficio dei quattro fratoiani.  Si tratta di una piccola offerta in olio, una caraffa.  I fratoiani a termine della stagione olearia, ripartiranno per il loro paesi di provenienza, in Abruzzo e nelle Marche, porteranno con sé per le loro famiglie la provvista dell'olio ricavato dalla santa Lucia...'' Di Donato del Galdo

 

 

 

                                                                                                                                                                                                    

                

IL MOLISE E I MOLISANI


 

 

                                                                                                                                                                  

 
VI PRESENTO LE FOTOGRAFIE DI NICOLA PICCHIONE, BONEFRANO
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''Fotografia è donna che puoi amare in tanti modi. Ne puoi fare l'amante o la sposa o soltanto una compagna occasionale. La puoi amare per la sua bellezza o per il suo fascino oppure solo perché ti dona momenti di serenità o ti riserba un posto nella memoria scandendo i tempi della tua vita.
L'ho conosciuta da ragazzo, un incontro casuale(una vecchia macchina fotografica 6x9 da tappare con lo stucco; una camera oscura sotto il tavolo di cucina e poi nel gabinetto). Ci siamo frequentati a lungo poi ci siamo lasciati

 Per molti anni ci siamo rivisti occasionalmente sino a quando gli amici del club (Ideafotografica di Firenze) me l'hanno fatta conoscere meglio. Si è riaccesa la fiamma (quelle fiamme tardive, pericolosamente sospese tra l'ardore e le scemate capacità) anche se il mio approccio è per necessità diverso da quello desiderato. Mi piacerebbe ritrarre la vita con i suoi problemi e i suoi sentimenti; le debolezze le cattiverie le generosità degli uomini, il loro crescere e decadere, le solitudini le amicizie: la Fotografia colma di sensazioni e di sentimenti, carica di parole; che parla alla mente e al cuore. Una frazione di vita chiusa in un clic.
Ma non ho più tempo e volontà per girare, cercare, chiedere, carpire. Ripiego su altri generi, grato a questa signora antica e sempre giovane, affascinante, generosa ma esigente. Ti sa dare se sai dare a lei, mantiene le promesse se impari a conoscerla e amarla. Se sai che non è di facili costumi ma che è esigente.Tento di non farmi comandare dalla mia macchina fotografica ma di essere io a guidarla. Ora ho una Nikon D80. Ma le macchine fotografiche sono come le penne: anche quelle d'oro da sole non scrivono bei racconti''. Nicola Picchione
 
 
 

 

CULTURA

L'importanza della “Storia” la necessità della “Memoria”... degli Abruzzesi e Molisani di Caracas organizza, per festeggiare i suoi 25 anni di attività, una settimana di incontri con il titolo “25 anni d'impegno al riscatto dell'italianità”, il tutto all'insegna di Arte, Cultura e Gastronomia. ...

Al via il bando del premio Buldrini  per giovani scrittori   Da oltre dieci anni offre l’occasione a tanti giovani molisani di mettere nero su bianco i racconti e le storie che...

Franz Albanese: Prospettive per un giovane che intenda avviarsi alla professione del musicista"Entro il 10 ottobre è possibile inoltrare domanda per l’iscrizione in Conservatorio. Da più parti mi chiedono. Perché un giovane oggi dovrebbe iscriversi in Conservatorio? Intanto dobbiamo dire che il Conservatorio di Campobasso è un’istituzione di alta formazione musicale di livello universitario che rilascia diplomi accademici equipollenti alle lauree, di primo e secondo livello. Sono titoli il cui valore giuridico consente l’accesso a concorsi o posti di lavoro il cui requisito è la laur.......

Il tamburello e la tammorra: A Campobasso un corso di tamburi a cornic Il Centro Danza “Scarpette Rosse” di Campobasso ha organizzato un laboratorio di apprendimento delle tecniche e degli stili esecutivi legati alla musica dei tamburi a cornice, ossia le tammorre e i tamburelli dell’Italia meridionale. I corsi saranno tenuti dal percussionista Walter Santoro ........

Presentato 'Tarantismo molisano', l'ultimo libro di Mauro Gioielli

Presentato sabato scorso, a Campobasso, l'ultimo libro di Mauro Gioielli, dal titolo "Tarantismo molisano", stampato dalla casa editrice Palladino.  Si tratta di un'opera fondamentale per lo studio del tarantismo, diventato ormai una moda legata al grande successo della "pizzica" e della "Notte della Taranta". Gioielli dimostra come il tarantismo abbia interessato anche il Molise, analizzando il fenomeno in rapporto alla nostra regione sulla base di dati secenteschi, ottocenteschi e del secolo scorso.........

'La danza del rondone' il nuovo libro di Marisa Lascialandà, poetessa abruzzese di origine molisana Con una presentazione del noto scrittore Licio Di Biase, è appena stato pubblicato il nUovo libro della poetessa abruzzese di origine molisana Marisa Lascialandà, dal titolo “La danza del rondone” edito dalla Casa Editrice Sigraf. Si tratta di una raccolta poetica con all'interno 12 foto realizzate e firmate dalla stessa autrice, appassionata di fotografia. ....

Sabato 8 ottobre inaugurazione della mostra sull’etnia Rom di Iser­nia  Sabato 8 ottobre, alle ore 10:30, verrà inaugurata la mostra documentaria “Presenza di un popolo”, sull’etnia Rom di Iser­nia. L’esposizione è stata allestita nei locali del Museo Civico, in piazza Celestino V, ed è stata curata dall’associazione culturale “Tikanè – Assiem” con la collaborazione della proloco e il patro­ci­nio del Co­mune....

Poesie, premi e commozione: "Con noi torna a battere il cuore di Carlo" Termoli. C’è spazio per i ricordi e per le emozioni. Spazio per «rivivere le esperienze umane e per sentire ancora il cuore di Carlo». Le parole di don Enzo Ronzitti aprono il sipario sulla seconda edizione del premio nazionale di poesia dialettale intitolato a Carlo Cappella. Un evento di grande pregio, inserito quest’anno in una cornice di più ampio respiro che porta il nome di "Convegno d’Autunno" e che ha richiamato a Termoli oltre 150 poeti dialettali provenienti da tutta Italia e appartenenti all’associazione Anposdi .

Presentazione della Stagione dei Concerti dell'Associazione Amici della Musica Walter De Angelis Angelis di Campobasso  La nuova Stagione dei Concerti, con la direzione artistica del M° Piero Niro, si preannuncia, come ogni anno, punto di riferimento della vita musicale in città e in tutta la regione. Venti i concerti in programma con cadenza settimanale, come da tradizione il sabato pomeriggio, che avranno tutti come cornice lo splendido Teatro Savoia di Campobasso; si parte sabato 15 Ottobre 2011 e si prosegue fino a sabato 31 Marzo 2012. Sei mesi di programmazione che offriranno al pubblico molisano musica sinfonica, musica da camera e vocale garantendo la presenza di autori e interpreti di altissimo livello, italiani e stranieri....

<>.PARTE PER IL TERZO ANNO LA SCUOLA DI TEATRO L´associazione L´Altro Cantiere promuove per il terzo anno consecutivo a Guglionesi la Scuola di teatro comunale. I corsi avranno inizio sabato 8 ottobre alle ore 15.00 presso il Teat... 

 

 

                                                                                                                              

Le origini del dialetto molisano

 

Poiché Molise ed Abruzzo hanno storicamente fatto parte di un unico ceppo culturale, etnico e linguistico, è difficile voler dare risalto ai tratti distintivi tra questi due dialetti.  Per questo motivo, per questa lingua si dovrà fare riferimento all'analisi del dialetto abruzzese, qui definito come abruzzese e molisano. c o n t i n u a.....

 

Versi in dialetto Molisano

di Giovanni Barrea

 

Scrittori Molisani

di Franco Nicola

 

 

 

SOCIETÀ 

Molise buco nero

Mario Pirani su Repubblica mise le campagne molisane insieme a L’Aquila, Firenze, La Maddalena tra «i luoghi ameni d’Italia tramutati in richiami di ordinaria indecenza». Il giornalista recensiva un volumone di 510 pagine che da due anni grava come macigno, ma nessuno se ne occupa, sul governo e sulla società molisana: Il Regno del Molise, di Vinicio D’Ambrosio, presentazione di Sergio Rizzo e faccione di Iorio in copertina. Uno è Iorio, dc berlusconiano fin dall’inizio del terzo millennio. Oltre ai cinque scudieri del “listino”, lo affiancano 7 liste, ciascuna di 17 nomi....

Moody's demolisce la credibilità del Molise e manda il suo rating ... Oltre al declassamento ha assegnato a 30 regioni ed enti locali prospettive negative per le pressioni di sistema ed il Molise rientra tra queste regioni. L'azione di rating sugli enti pubblici locali è stata determinata dal deterioramento del contesto ...

Regione Molise, 48 anni di vita e 12 presidenti Il prossimo 16 Ottobre il Molise va al voto per la decima volta. Tutto iniziò il 7 giugno 1970, giorno in cui ebbe inizio il percorso di autonomia regionale suggellato dalla facoltà di poter eleggere direttamente una classe dirigente propria, ...

 L'aeroporto del Molise e la campagna elettorale Il Molise ha poco più di 300 mila abitanti, come due quartieri di Milano: un tempo si diceva con cattiveria più pecore che cristiani, adesso non più perché persino la pastorizia è in crisi.........

 Il Molise alla Borsa del turismo il venerdì, con l'intermezzo della serata di gala organizzata giovedì al Grand Hotel Vittoria. Nell'area espositiva della Borsa saranno presenti stand dei territori di Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria e le Province di Belluno e Viterbo. ....

A Isernia nasce il polo sociale  Il "Dopo di noi" sarà collegato al Centro "Rosanna Benzi", diventando così una residenza protetta per diversamente abili non autosufficienti, in grado di offrire loro prestazioni di tipo assistenziale tutelare...

"Studio Atletica" al Campo Scuola  Il Campo Scuola di Fontana Vecchia a Campobasso ospita oggi i giovani di “Studio Atletica”, la manifestazione sportiva che vedrà giovani studenti della Provincia Campobassana, disputare diverse gare relative a molteplici discipline, in presenza di tecnici qualificati.....

Risotto, pescatrici e rose del deserto: in piazza le ricette con Mengacci Risotto ai frutti di mare con aggiunta di pollo, pescatrici ripiene al forno con patate novelle e per dessert rose del deserto. Roba da acquolina in bocca. Come non avere un appetito grande così davanti alla preparazione di questi tre gustosi piatti da parte della termolese Teresa De Filippis, protagonista quest’oggi 7 ottobre della registrazione del programma televisivo “Ricette di famiglia” con l’inconfondibile Davide Mengacci. .......

Il Presidente del Consiglio regionale accoglie la delegazione argentina dei Molisani nel mondoIl Presidente del Consiglio regionale del Molise, Michele Picciano, ha ricevuto questa mattina una delegazione argentina dei Molisani nel mondo: "Sono orgoglioso di abbracciarvi e portarvi il saluto - ha esordito - di tutti gli amministratori molisani. 

  

                                                                                                                                                          

Cose Nostre, Canzone di San Giuliano del Sannio

 

A lu mulino é bello ciuccicá
Nu ramo e na bagnola a maciná
E trova na faccenda pé parlá
E si cumincia a criticá, e si cumincia a criticá
Che ce vo fá Cuncetta

Quannu vanu a lu mulino a maciná
Ca si dice tutto quello che se fá 

che fin’ha fatt’? Chiddu maritu che pegni c’ha?
 che fa l’amore in un cantiere della cittá
Mentre stann’ tutti quanti a criticá
‘A farina se ne va a ballá chiú lá
Si ni va dentro a lu sacco fatto apposta pé lu fatt’

Ve vó a cuntá í na uagliona ch’ha
Nu sacco pien’i panne pé lavá
E trova na faccenda pé parlá
E se cumincia a criticá, e se cumincia a criticá

Quannu vanu a la funtana pé lavá
Ca se dice tutto quello che se fá
Donna Teresa va a fá la spesa, donna Cuncetta 
Beppe si sposa, mamma ha lasciato la proprietá
Mentre stann’ tutti quanti a criticá
Il sapone se ne va a gattaiulá
Se n’é sciuto ai fatti proprie, si ni va dentr’a na branda
Che lu fattu .

Nota: Canzone registrata a San Giuliano di Sanno, paese di montagna della provincia di Campobasso (Molise). La canzone fa riferimento a un particolare momento della vita quotidiana all’interno del villaggio, quando cioé tutte le donne si diriggono al mulino o alla fontana per lavare i panni e contemporaneamente parlare degli altri membri del villaggio, raccontare ció che succede loro, quali sono gli ultimi fatti che li vedono coinvolti. Piú che raccontare fatti personali si critica e si parla alle spalle degli assenti. Da : Musée Canadien des Civilisations

TELERADIO PADRE PIO
 

 

 

 

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 L'ANGOLO DELL' EMIGRATO

 

L'Emigrazione dal Molise. Uno studio di Vincenzo Lombardi,

settembre 2007, Dal sito : ASEI

(Archivio Storico Emigrazione Italiana)

 

Fra la fine del Settecento ed i primi decenni dopo l’Unità una profonda trasformazione investe l’assetto socio-economico e territoriale di tutta l’Italia meridionale. Il fenomeno, oltre che essere letto in un’ottica di lungo periodo, va messo in relazione con le forti dipendenze dai mercati nazionale ed internazionale, ma soprattutto con l’incapacità del Mezzogiorno a sostituire “ai vecchi stabili rapporti commerciali fondati sulla geografia, rapporti commerciali stabili fondati sull’economia” . E’ nel periodo individuato che può essere collocato quel nucleo problematico che alcuni studiosi individuano come il dualismo originario fra Nord e Sud e che pone l’Italia nelle condizioni del late comer.
Lo squilibrio e la crisi dell’Italia meridionale, nonostante la sua ampiezza, trovano radici essenzialmente nelle particolari condizioni dell’agricoltura

 
Fra la fine del Settecento ed i primi decenni dopo l’Unità una profonda trasformazione investe l’assetto socio-economico e territoriale di tutta l’Italia meridionale. Il fenomeno, oltre che essere letto in un’ottica di lungo periodo, va messo in relazione con le forti dipendenze dai mercati nazionale ed internazionale, ma soprattutto con l’incapacità del Mezzogiorno a sostituire “ai vecchi stabili rapporti commerciali fondati sulla geografia, rapporti commerciali stabili fondati sull’economia” . E’ nel periodo individuato che può essere collocato quel nucleo problematico che alcuni studiosi individuano come il dualismo originario fra Nord e Sud e che pone l’Italia nelle condizioni del late comer.
Lo squilibrio e la crisi dell’Italia meridionale, nonostante la sua ampiezza, trovano radici essenzialmente nelle particolari condizioni dell’agricoltura. L’attività agricola prevalente nel Molise era la cerealicoltura, quasi una monocultura, nonostante le bassissime rese dei terreni, in gran parte inadatti, e la mancanza, quasi completa, di rotazioni agrarie. Le rese per ettaro, tra le più basse del Meridione, e l’eccessiva pressione demografica sulla terra annullavano i già scarsi utili dei contadini affittuari, ma soprattutto dei braccianti. Tale condizione caratterizzava in particolare le zone montuose, dove la coltura, soprattutto cerealicola, veniva praticata su terreni estremamente frazionati. Sia i contadini affittuari sia i piccoli proprietari non riuscivano nemmeno a ricavarci il minimo di sussistenza.
Gli aspetti più significativi della crisi meridionale e molisana, pertanto, si possono individuare “nell’espansione incontrollata della cerealicoltura e più in generale nell’espansione delle terre messe a coltura a discapito del pascolo e quindi della pastorizia transumante; nella […] crisi dell’economia pastorale […]; nel degrado dei quadri naturali ed ambientali legato alla distruzione dei boschi […] e […] nel rafforzamento dei settori più restii a favorire un processo di ammodernamento delle strutture produttive” . Nell’intera regione molisana intervengono quegli elementi di trasformazione degli assetti colturali e produttivi, di mutamento delle forme di utilizzazione del suolo e di applicazione delle tecniche agrarie, di cambiamento delle condizioni di lavoro e vita e di modifica del regime alimentare di gran parte della popolazione.
Fra la fine del Settecento ed i primi decenni dopo l’Unità una profonda trasformazione investe l’assetto socio-economico e territoriale di tutta l’Italia meridionale. Il fenomeno, oltre che essere letto in un’ottica di lungo periodo, va messo in relazione con le forti dipendenze dai mercati nazionale ed internazionale, ma soprattutto con l’incapacità del Mezzogiorno a sostituire “ai vecchi stabili rapporti commerciali fondati sulla geografia, rapporti commerciali stabili fondati sull’economia”. E’ nel periodo individuato che può essere collocato quel nucleo problematico che alcuni studiosi individuano come il dualismo originario fra Nord e Sud e che pone l’Italia nelle condizioni del late comer.
Lo squilibrio e la crisi dell’Italia meridionale, nonostante la sua ampiezza, trovano radici essenzialmente nelle particolari condizioni dell’agricoltura. L’attività agricola prevalente nel Molise era la cerealicoltura, quasi una monocultura, nonostante le bassissime rese dei terreni, in gran parte inadatti, e la mancanza, quasi completa, di rotazioni agrarie. Le rese per ettaro, tra le più basse del Meridione, e l’eccessiva pressione demografica sulla terra annullavano i già scarsi utili dei contadini affittuari, ma soprattutto dei braccianti. Tale condizione caratterizzava in particolare le zone montuose, dove la coltura, soprattutto cerealicola, veniva praticata su terreni estremamente frazionati. Sia i contadini affittuari sia i piccoli proprietari non riuscivano nemmeno a ricavarci il minimo di sussistenza.
Gli aspetti più significativi della crisi meridionale e molisana, pertanto, si possono individuare “nell’espansione incontrollata della cerealicoltura e più in generale nell’espansione delle terre messe a coltura a discapito del pascolo e quindi della pastorizia transumante; nella […] crisi dell’economia pastorale […]; nel degrado dei quadri naturali ed ambientali legato alla distruzione dei boschi […] e […] nel rafforzamento dei settori più restii a favorire un processo di ammodernamento delle strutture produttive” . Nell’intera regione molisana intervengono quegli elementi di trasformazione degli assetti colturali e produttivi, di mutamento delle forme di utilizzazione del suolo e di applicazione delle tecniche agrarie, di cambiamento delle condizioni di lavoro e vita e di modifica del regime alimentare di gran parte della popolazione.
Durante l’intero secolo XIX, la popolazione europea ed italiana conosce una delle più consistenti variazioni demografiche verificatesi fino ad allora. In Italia, il fenomeno di incremento demografico risulta più evidente nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali e, verso la fine del secolo, più marcato nelle città rispetto alle campagne, anche se di proporzioni tali da non configurarsi come un reale processo di concentrazione urbana. Benché il quadro socio-demografico nazionale, nel complesso, evidenzi un sostanziale aumento della popolazione rurale, la varietà delle situazioni territoriali “può essere letta solo alla luce di specifici fattori e specifiche condizioni locali”. D’altro canto, “il problema delle campagne e le questioni contadine vengono immediatamente in primo piano al momento dell’unificazione e domineranno a lungo la scena economica e politica del nuovo Stato unitario”. Vincenzo Lombardi Continua la prossima settimana.
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