Da leggere questa settimana in questa pagina
 
Pillole dal sito Montenero : Documenti sulla dote
C. Borsella : Doddario a Castropignano
Franco Nicola : Notizie dal Molise e dei Molisani
Adam Vaccaro : Avanzi dimenticati (poesia)

Franco Nicola : L'Angolo dell' Emigrato
Dal sito web montenerese : Esempio di emigrazione molisana
Dal web : gli emigrati italiani nel  mondo
Franco Nicola : Notizie dall'Italia e degli Italiani
 Fiorello Ardizon : D'Annunzio poeta e eroe dell'Unità d'Italia
Dal web : La cultura italiana nel mondo
 

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Premio La Maiella

 

 

Sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, l'Associazione abruzzese molisana "La Maiella" di Rho, (Milano), promotrice e organizzatrice, da 24 anni, del noto Premio MAIELLA, un riconoscimento attribuito a abruzzesi e molisani che  "fuori regione" si sono distinti nei vari campi di attività, ha rimesso il Premio Maiella 2011 alle seguenti personalità:

Rinaldo VERI, Ammiraglio della Marina Italiana, Comandante NATO, del Quartiere Alleato Marittimo di Napoli, abruzzese

Feliciantonio DI DOMENICA, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Ortopedica dell’Istituto G.Pini di Milano, abruzzese
Nicola FRANCO, cooperante internazionale, funzionario canadese e giornalista indipendente di Montreal, molisano
Maria Rita D’ORSOGNA, Docente di Matematica della California State University, abruzzese
Fabrizio FRANCESCHELLI, regista e autore televisivo, abruzzese
Anna CAVASINNI, giornalista, regista e ricercatrice del sociale, abruzzese
 
 

 

                           

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RIVISITIAMO IL PASSATO

 

LA DOTE

 

 Nonostante il tempo l'abbia ingiallito e in prossimità delle pieghe si sia strappato, questo documento incute ancora rispetto a distanza di 76 anni dalla sua stesura. Parliamo della mitica "dote", ovvero il corredo nuziale che la sposa portava nella nuova dimora. Il documento è l'elenco che riporta tutti i pezzi della dote: "quattro paia di lenzuola", "quindici tovaglie guarnite" ecc.
Sicuramente gli sposi si amavano quanto oggi, probabilmente erano un tantino più ansiosi di giungere all'altare, ma altrettanto certamente le rispettive famiglie tenevano all'aspetto "contrattuale" del matrimonio. Nei mesi o settimane precedenti le nozze, le famiglie si incontravano e alla presenza di un "apprezzatore"¹ ci si accertava che il valore riportato nel documento corrispondesse alla realtà. Già, era scritto in fondo al foglio il valore complessivo della dote. Nel documento proposto la cifra è di lire 11.825,00 (la virgola e i decimali sono importanti dato che all'epoca c'erano i centesimi di lira), equivalenti a 8044,01 euro di oggi (15.575.374 lire).
Un tempo il corredo era realizzato a mano, con merletti, tombolo... e ogni madre cominciava a farlo sin da quando la figlia era in tenera età. Oggi le cose sono cambiate, i pezzi di biancheria sono acquistati direttamente nei negozi, i ricami fatti a mano stanno diventando preziosi cimeli. E' sparita o quasi l'usanza di mostrare a tutti il corredo poco prima del matrimonio, così come non si parla più di dote con la "trenta", "quaranta" ecc. a seconda dei pezzi componenti la stessa.

Nel retro del documento (non visibile nelle foto) non c'è solo l'importo complessivo del corredo, ma anche un bel paio di firme tracciate con pennino intinto nel calamaio. Appartengono agli sposi che il 10 novembre 1927 attestavano la veridicità di quanto scritto sul foglio. La firma dello sposo era molto importante: questi doveva restituire la dote ai suoceri nel caso la moglie morisse prima di aver procreato. In parole povere il corredo era una cosa molto seria, ed insieme ad altri fattori era oggetto di trattativa tra le famiglie prossime ad apparentarsi. In passato, prima degli sposi parlavano le famiglie alla presenza di un intermediario specializzato in matrimoni (lu 'mmasciatore), e già durante questa trattativa la madre della sposa dichiarava il valore della dote. Era considerato un affronto dichiarare il falso, e guai se in fase di controllo quanto dichiarato non corrispondeva alla realtà, si correva il rischio di far saltare il matrimonio. Quest'ultima inopinata circostanza più che dare fiato, significava soffiare con un compressore a dieci atmosfere nelle trombe delle voci di popolo.  L'usanza di far firmare la dote allo sposo è pressoché sparita dagli anni '50 del novecento.  In Pillole,Montenero

 

IL DODDARIO: CASTROPIGNANO

 

Il doddario è una parola dialettale che equivale ad "elenco di capi della dote". Era l'elenco, con relativa stima, della dote della sposa. Comprendeva i seguenti capi di vestiario:  Della dote faceva parte immancabilmente la conca di rame per portare l'acqua (la caratteristica "tina" in uso nel Lazio, Abruzzo e Molise) con relativo mestolo (maniero). Fino agli inizi del 1800 il vestiario veniva custodito in una lunga e profonda cassa (cascia) di quercia o di noce, unitamente a mazzetti di spigo (spiganarda). Questa era la dote della sposa contadina o artigiana più o meno agiata. Per la sposa appartenente a famiglie di galantuomini, la dote aveva ben altra consistenza e qualità. .....

 

LA DOTE COMPRENDEVA: Lenzuola, materasso,cuscini,asciugamani, tovaglie e tovaglioli,coperta di lana semplice, coperta imbottita di lana,sovracoperta di lana, sovracoperta di lino,sovracoperta di seta,sovracoperta di merletto,sottovesti,biancheria intima,calze di lino e di lana,2 paia di scarpe di lavoro,e paia di scrpa per i giorni di festa,2 o 3 caldaie di diversa grandezza,schiumarole e pentole diverse.

 

IL TRASPORTO DELLA DOTE

Nel giovedì precedente il giorno delle nozze un numero di ragazze, proporzionato alla consistenza della dote, si recava a casa della sposa. Questo stuolo di giovani da marito (amiche o parenti degli sposi), in compagnia dello sposo, veniva accolto con gioia a casa della sposa. I genitodi di lei offrivano a queste portatrici dolci, vino e liquori. Dopo questo breve ricevimento venivano posti sulla testa delle ragazze canestri e ceste di vimini con indumenti ed oggetti domestici costituenti la dote. Tutti i capi di vestiario erano ben riconoscibili e messi in mostra. Fatti questi preparativi il corteo delle ragazze, in fila indiana, sfilava per i vicoli e le vie del paese. Gli astanti ammiravano e commentavano mentre questa schiera di giovani procedeva composta e silenzionsa verso la nuova dimora. Lo sposo, con la giacca posta sulla spalla sinistra, chiudeva il corteo. A casa dello sposo tutto veniva deposto e ordinato. Dopo aver composto il letto nunziale, nella generale allegria, i genitori dello sposo offrivano una lauta cena preceduta da un abbondante affettato di prosciutto. Questa usanza, tanto bella e pittoresca, e ormai cosa di tempi passati. C Borsella

 

 

IL COSTUME DI CASTROPIGNANO

l costume di Castropignano è  simile a quello di S.Giovanni in Galdo,e a quello di Ielsi,probabilmente,in ambedue questi comuni si insediarono piccole colonie di bulgari tra il VI-VII secolo d.c. Come abbiamo visto,S.Giovanni in Galdo fu fondata da  una colonia di castropignanese nel 1456 a seguito del terremoto,e dell'esodo. Le donne di Castropignano sino alla fine del 1800 vestivano una lunga ed ampia gonna di lana verde,violetto o carfagno.Questa,arricciata alla vita,scendeva sino a mezza gamba con numerose pieghe, poco al di sopra dell'orlo aveva una fascia di velluto larga circa dieci centimetri di colore rosso o verde.IL busto della stessa stoffa, allacciato sul petto e con maniche spezzate.Le mezze maniche che andavano dal gomito al polso erano unite al busto con nastri bianchi o rossi.La camicia di lino sbuffava ampia e vaporosa dalla spalla al gomito,era accollata e con normali merletti ai bordi.Un ampio fazzoletto di seta di vari disegni e colori piegato a triangolo scendeva dalle spalle ed era fermato per due  capi sul petto con una spilla. Portavano al collo lunche e preziose collane  d'oro,grossi anelli ed orecchini a cerchio con bordo ottagonale.Sul capo portavano fazzoletti,grandi e variamente colorati,legati sotto il mento quando faceva freddo e diversamente piegati sul capo quando faceva caldo,oppure  poggiati sulla spalla. C. Borsella

 

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 NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI

 

                  

 

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Accordo tra Molise e Croazia   La Croazia, ormai, ha assunto un ruolo strategico nell'economia dell'area adriatica ed è un perno per lo sviluppo dei Balcani.. Una delegazione composta anche da sindaci croati e guidata dal presidente dela regione di Dubrovnik – Neretva, Nikola Dobroslavic, è stata accolta dal Governatore Michele Iorio, in Giunta....

Premio alle imprenditrici dell'anno  Sono Elisabetta Di Massa e Tecla Vitale le vincitrici della prima edizione del premio imprenditrice dell’anno. Il riconoscimento è stato istituito dalla Camera di commercio di Campobasso su iniziativa del Comitato per l’imprenditoria femminile con il patrocinio del Consiglio regionale e della Consigliera di parità. Elisabetta Di Massa è titolare della Kleis srl, azienda di gestione di strutture sanitarie, è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e di un brevetto ...

Firmato accordo su microcredito Firmato oggi a Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Molise, un Accordo di Cooperazione tra la stessa Regione Molise, rappresentata dal suo Presidente Michele Iorio, e il Comitato Nazionale per il Microcredito, rappresentato dal suo Presidente Mario Baccini. In particolare nell’accordo si conviene che “il Comitato Nazionale per il Microcredito e la Regione Molise condividano la finalità di sostenere il microcredito e la microfinanza riconosciuti come fattori fondamentali per il raggiungimento degli Obbiettivi del Millennio ed in particolare dello sradicamento della povertà...

Decreto premi e sanzioni: si va avanti anche senza le Regioni Il sistema di premialità e sanzioni nell’ambito della riforma federalista andrà avanti anche dopo il no delle Regioni. Lo afferma Luca Antonini, presidente della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale, intervista dal Quotidiano Sanità a margine di un convegno dell’Aiop a Torino. “Il decreto attualmente è all’esame della Commissione bicamerale e dovrebbe essere licenziato entro luglio – ha affermato Antonini – C’è stata una reazione molto forte da parte delle Regioni che hanno dato parere negativo al provvedimento. Reazione secondo me ingiustificata, perché i profili di costituzionalità sono solidissimi.....

Arrivo della spoglia di Santa Giulia Salzano a Ripalimosani  Grande festa questo pomeriggio e domenica a Ripalimosani per l’arrivo dell’urna contenente il corpo di Santa Giulia Salzano, la fondatrice delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, che operano in paese da oltre 70 anni con il loro asilo nell'educazione e nella cura dei bambini.

Una vetrina sulle tradizioni estive Etno Associazione Culturale che si occupa della valorizzazione delle tradizioni popolari in collaborazione con TRSP Teleradio San Pietro emittente satellitare di ispirazione cristiana presente su SKY 886, con il patrocinio del Comune di Colletorto organizza la terza kermesse televisiva “ Festa d’Estate” : UNA VETRINA SULLE TRADIZIONI ESTIVE…

Flora appenninica di Capracotta Nell’ambito del progetto “il giardino delle essenze” la classe 2 C elementare dell’istituto omnicomprensivo di Guglionesi, nella giornata di sabato scorso, ha visitato, il Giardino della Flora appenninica di Capracotta. La struttura diligentemente portata avanti dall’Università degli Studi del Molise non finisce mai di stupire con la sua flora ed i suoi magnifici colori. A condurre con maestria e competenza, i giovani della cooperativa Madre Natura. Non poteva mancare la visita nella riserva orientata MAB di Montedimezzo, ormai denominata “ la culla dei saperi”.

<>Il Molise nel progetto 'Borghi d'eccellenza'     Il Molise partecipa - con la Liguria e Sardegna - al progetto interregionale di partenariato ''I borghi di eccellenza - identita', cultura e tradizioni'.  Il progetto e' finalizzato allo sviluppo, alla valorizzazione e alla promozione del turismo in borghi (e nei loro centri storici), scelti quali tratti distintivi dell'identita' regionale. Il piano economico prevede oltre 3,8 milioni di euro (90 per cento finanziamento statale e 10 per cento cofinanziamento regionale).                                                                      

les simpiterne incertezze del Paleolitico di Isernia  "Non sono passati nemmeno due mesi dalla conferenza stampa tenuta da questa O.S. presso il sito Paleolitico di Isernia, nella quale illustrammo la situazione e gli imminenti inizi dei lavori che, di fatto, dovrebbero garantire una sorta di apertura parziale della monumentale opera architettonica, eppure, come promesso, nel massimo della chiarezza e trasparenza, invitiamo,  gli organi di informazione a verificare di persona cosa nel frattempo si è fatto. Posso dire sin d’ora che trenta anni e trenta miliardi non hanno prodotto alcuna apertura, circa due mesi potranno garantire un minimo di fruibilità! Ma ci sono nuovi pericoli in vista ed è giusto conoscerne i contorni", così il segretario Regionale UILBAC Molise, Emilio Izzo....

Il Conservatorio di Campobasso rende omaggio alla Francia Martedì 31 maggio 2011 alle ore 20 presso l’Auditorium del Conservatorio di Campobasso si svolgerà un’iniziativa musicale inserita nel cartellone del festival Suona francese promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia....

La Transumanza d'Italia arriva a Frosolone  Occasione unica come sempre, si ripete anche quest’anno, come avviene ormai da diversi secoli, la Transumanza d’Italia che, tra non poche difficoltà, è partita da San Marco in Lamis in provincia di Foggia per raggiungere la montagna di Frosolone....

Termoli festeggia i 150 anni dell'Unità d'Italia  In occasione della ricorrenza della Festa della Repubblica e del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Comune di Termoli ha inteso realizzare un momento celebrativo nella giornata di mercoledì 01 giugno 2011.  Alle ore 9.00, in piazza Vittorio Veneto, alla presenza delle autorità regionali, provinciali e di tutti i corpi militari, il sindaco Basso Antonio Di Brino, unitamente ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, deporrà una corona di alloro dinanzi al monumento dedicato ai Caduti ed ai Dispersi di tutte le guerre....

Macchia d'Isernia festeggia l'Unità al castello  Nella splendida cornice del castello di Macchia d’Isernia sabato pomeriggio si è tenuto l’incontro di studio dal titolo “Unità d’Italia: i fatti di Isernia e l’attacco al castello di Macchia”. L’evento è stato organizzato dalla Sezione Molise dell’Istituto Italiano dei Castelli con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Dopo il saluto delle Autorità convenute (tra cui l’assessore regionale al turismo Franco Giorgio Marinelli e il sindaco di Macchia Nicolina Del Bianco), la prof.ssa Onorina Perrella, presidente della Sezione Molise, ha introdotto i lavori: il prof. Giulio de Jorio Frisari, Consigliere nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli....

La scrittrice B. Neroni presenta le poesie di Pasquale di Lena  L’appuntamento con il libro di poesie di Pasquale Di Lena “Carolina dice: Da qui si vede il mondo”, è per sabato 28 alle ore 17.30 a Larino nella Sala conferenza della Parrocchia B.M. delle Grazie sul Pian S. Leonardo.  Insieme all’autore ed a Flora che ha raccolto le poesie e pubblicato il libro, ci sarà la scrittrice Brumilde Neroni che ha firmato la presentazione.  Italianista e orientalista, è nota anche come la biografa del grande poeta indiano Tagore, che gli italiani hanno imparato a conoscere ed apprezzare grazie ai 18 libri da lei tradotti. Oltre a Tagore

136 associazioni e comitati chiedono che si preservi il Teatro Italico

La Rete delle 136 Associazioni e Comitati contro l’eolico selvaggio e i rifiuti extra-regionali in Molise esprime preoccupazione per i pronunciamenti del TAR Molise che, con le sentenze n. 186 del 19 aprile 2011 e n. 290 del 16 maggio 2011, mettono a rischio uno dei monumenti più importanti della storia dei Sanniti, risalente al V° Sec. A.C. posta sul fianco del Monte Saraceno. È una delle fortificazioni che appartengono al patrimonio dell’umanità per la grande valenza culturale, storica, identitaria nazionale. La Rete chiede l’impegno di tutte le Istituzioni regionali per preservare il Teatro Italico di Pietrabbondante, che non può essere stravolto irrimediabilmente con l’installazione di 13 pale eoliche, favorendo così l’interesse privato di un’impresa a discapito di un bene di tutta la collettività....

Giornata dell'arte e della cultura a Isernia  Un vero successo quello registrato dalla prima edizione della Giornata dell’arte e della creatività, di scena nel capoluogo pentro, grazie all’impegno di due istituzioni scolastiche.  Si tratta di un lavoro di ricerca-azione della metodologia artistica, frutto di un approfondito studio dell’arte e della musica”. Ed ecco che i giovani studenti, seguiti dai docenti di Arte e Immagine, Antonio Tramontano, Maria Mucci e Ilaria Izzi, hanno portato avanti nel corso dell’anno attività laboratoriali che li hanno condotti ad acquisire tecnica e creatività crescenti, delle quali hanno dato ampio esempio proprio ieri mattina....

Il quartetto di voci femminili Faraualla incanta la Madonna delle . Buon successo di pubblico, nonostante il clima gelido di ieri sera non lasciava molta voglia di avventurarsi fuori di casa, nell'ultima domenica di maggio, per il quartetto di voci femminili Faraualla, voluto dalla diocesi di Termoli-Larino al culmine dei festeggiamenti della Madonna delle Grazie.

Associazionismo. Un esempio sulla virtuosità dei molisani
In Molise 136 associazioni hanno costituito una Rete di tutela storica, ambientale e culturale, smentendo le cassandre che ci angustiano sulla pigrizia e sulla frammentarietà campanilistica delle nostra regione. Questa mattina l'AISM ha tenuto un ...

La mostra del Tiberio I luoghi della Memoria il 1 giugno a Guglionesi
Sarà la presenza dei sindaci e degli amministratori del Basso Molise e dell'Alta Puglia che anche quest'anno si annuncia particolarmente numerosa, sarà per la formula introdotta che induce ad una riflessione sul proprio territorio, ...

Il Molise al Josp, il festival internazionale del turismo religioso
L'Assessorato al Turismo della Regione Molise, per la prima volta, ha deciso di partecipare all'iniziativa insieme ad altre regioni italiane ea numerosi Paesi del mondo, per far conoscere il territorio ed in particolare quegli itinerari a carattere ...

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Avanzi dimenticati

Questo sole s/fazioso e indolente

Anonimo punto fermo che non é un riferimento

 

 La madia dolce come una patata

  s'apriva di profumi unti, impasto

  raffermo e cauto, materno lauto

  di avanzi eterni, i più buoni, che il pane

  sembrava già inebriato se morbido rito, e se

  rinsecchito negli ultimi

  della quidicina raccontava di favole

  del nonno crocchiando tra i denti o

  ammolato nell'acqua salata i pomodori

  e il resto rifioriva come un canto fresco

 

 Questo sole s/fazioso e indolente

 anonimo punto fermo che non é un riferimento

 illumina adesso colori e rockasioni

 arlecchini e svarioni -proni- e macchinoni

 

                                                       

 

E la frissora nera -come lo zinale nero

eterno di tutte le nonne di tutte le donne

del Sud di sempre nero disperato e

compunto,assunto dall'anarchia prima,

dal fascismo poi, tradotto e tradito -

nascondeva sempre qualche avanzo d'olio

profumato di pesce di peperoni di fame di un mondo

 

 Questo sole s/fazioso e indolente

 anonimo punto fermo che non é un riferimento

 illumina adesso colori e rockasioni

 arlecchini e svarioni -proni- e macchinoni

 dalla Germani da Milano felici alla gran festa dei servi plasticati

 

(e quasi più allegre, in porcellana, le nonne nere brillano

su quei colori-fuori, splendori di un'attesa non attesa)


Adam Vaccaro ''La piuma e l'artiglio'', 1981

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                

 L'ANGOLO DELL'EMIGRATO

 

L'emigrazione a Montenero di Bisaccia.

 

Se tornassero tutti a Montenero, oggi supereremmo gli 11.000 abitanti, agli attuali 6700, infatti, si aggiungerebbero i circa 4500 oriundi monteneresi che vivono in tutto il mondo.
La storia dell'emigrazione da Montenero di Bisaccia assomiglia a quella di tante altre comunità italiane. Dal 1880 al 1922 lasciarono il paese 2000 persone. Le mete furono prima il Brasile, poi l'Argentina (circa 300 gli oriundi), infine gli USA dopo il 1918. I monteneresi che poco dopo la Grande Guerra varcarono l'Atlantico per inseguire il proprio sogno americano, costituiscono forse la comunità più numerosa: solo la "little Montenero" di Filadelfia conta circa 2000 oriundi. Altri 200 compaesani vivono in Canada, fra Toronto e Montreal.

Dagli anni '50 l'emigrazione si diresse in Europa, principalmente in Belgio, Germania, Francia e Svizzera; circa 2000 gli oriundi. Altri 100 oriundi vivono in Australia. Fu proprio nel secondo dopoguerra che lo spopolamento assunse le dimensioni più rilevanti: dal censimento del 1951 a quello del 1961, Montenero perse quasi mille abitanti (da 8151 a 7200).
Il fenomeno andò via via attenuandosi dopo il 1970, quando diverse fabbriche sorsero nelle città vicine, con la conseguente occupazione per migliaia di unità. Dopo il 1980 iniziò addirittura il rientro di tanti emigranti dagli stati del nord Europa.

 

Montenero On Line e i compaesani dell'estero
Una parte del cuore di Montenero On Line ha sempre battuto per chi ci segue dall'estero. Abbiamo una miriade di visitatori da tutto il mondo, in tanti ci hanno scritto, tanti altri ci seguono silenziosamente, ma di una cosa siamo certi: tutti vogliono ancora bene a Montenero, forse più di noi che ci viviamo. Internet ha permesso a questa gente di essere più vicina alla terra d'origine, seguirne gli eventi e conoscerne le trasformazioni attraverso le foto. I padri, quelli che tanto tempo fa in nave o in treno sono partiti con le lacrime agli occhi, mostrano orgogliosi questo lembo di terra ai propri figli, che talvolta non conoscono neanche l'italiano, ma non resistono alla suggestione di quel piccolo paese che è anche la loro origine.
Questa pagina è dedicata ai tanti figli che Montenero ha disseminato per il mondo. E' dedicata a coloro che hanno dato tanto al proprio paese, distinguendosi nelle più svariate attività lavorative, trattando i compaesani che sono andati a trovarli con grande ospitalità.
C'è una frase che questi nostri fratelli ripetono spesso nei messaggi che ci indirizzano: "Non dimenticherò mai Montenero".
Noi rispondiamo che Montenero non ha dimenticato nessuno dei suoi cittadini che vivono altrove, per noi rimarranno sempre dei Monteneresi.
Da Montenero on line

 


 

 


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 NOTIZIE DALL'ITALIA E DEGLI ITALIANI


 

 

1861: nasce l'Italia

 

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861".  Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d'Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 della Camera dei Deputati, nella quale è stato votato il progetto di legge approvato dal Senato il 26 febbraio 1861. La legge n. 4671 fu promulgata il 17 marzo 1861 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861.  In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un 'Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell'Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d'Italia.

 

Tra il 1859 e il 1860 non ci fu un vero scontro tra l'elemento liberale e le vecchie classi dirigenti ma una rassegnata accettazione della nuova realtà da parte di queste ultime. Solo nel regno meridionale si manifestò una qualche resistenza, dopo la perdita della Sicilia e l'ingresso di Garibaldi a Napoli (7 settembre), senza colpo ferire, con la battaglia del Volturno e la difesa di alcune fortezze. Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche (insieme ad un centro nord con tradizioni comunali e signorili, c'era un mezzogiorno con tradizioni monarchiche fortemente accentrate a Napoli) ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato - come scrisse all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale un illustre storico svizzero, Werner Kaegi - che cinque secoli prima dell'unità aveva "una effettiva coscienza nazionale" anche se priva di forma politica. Nel rapidissimo riconoscimento del regno da parte della Gran Bretagna e della Svizzera il 30 marzo 1861, ad appena due settimane dalla sua proclamazione, seguito da quello degli Stati Uniti d'America il 13 aprile 1861, al di là delle simpatie per il governo liberale di Torino, ci fu anche un disegno, anche se ancora incerto, sul vantaggio che avrebbe tratto il continente europeo dalla presenza.

 

Cominciò infatti a diffondersi la convinzione che l'Italia unita avrebbe potuto costituire un elemento di stabilità per l'intero continente. Invece di essere terra di scontro tra potenze decise ad acquistare una posizione egemonica nell'Europa centro-meridionale e nel Mediterraneo, l'Italia unificata, cioè un regno di oltre 22 milioni di abitanti, avrebbe potuto rappresentare un efficace ostacolo alle tendenze espansioniste della Francia da un lato e dell'impero asburgico dall'altro e, grazie alla sua favorevole posizione geografica, inserirsi nel contrasto tra Francia e Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo. Dal sito Italia Unita

 
 
Nella storia culturale e politica dell’Italia a cavallo fra il 1800 ed il 1900 Gabriele D’annunzio è stato un personaggio di fondamentale importanza sia per l’introduzione di un nuovo ed originale stile letterario che per l’impetuoso impegno in tante iniziative tese a completare e rafforzare quell’unità che dal 1861 aveva portato la nostra politica alla unificazione dei nostri territori........Il gruppo ha iniziato così il rinnovamento della cultura romana che ancora stagnava nella città contrariamente a quanto avveniva nelle grandi metropoli europee e quale già chiaramente appariva sulla stampa delle altre nazioni. Per adattarsi al clima della “Roma bene” D’Annunzio ha sposato nella Cappella di Palazzo Altemps Maria Hardouin duchessa di Gallese con la quale ha generato Mario, Gabriellino e Veniero.......
Certo l’opera di questo Poeta ed Eroe è in perfetta coerenza con tutti gli svariati accadimenti ed i caratteri della sua vita durante la quale ha assorbito ogni tendenza letteraria del suo tempo dal Naturalismo Verghiano al Classicismo Carducciano, dal Misticismo Francese al Nietzschianesimo di Zarathustra fino al tormentoso Intraspezionismo russo mescolando il tutto con la genialità del suo intuito e con la novità del suo modo di esprimersi.
Molte opere sono state scritte e pubblicate durante tutto quest’ultimo periodo della sua vita, vita che si è conclusa nel 1938 a Gardone Riviera nella sua casa, al Vittoriale. Dopo la sua morte è stata pubblicata postuma l’opera “Solus ad solam” diario doloroso di una vicenda intima del Poeta.
Va ricordato e messo in risalto che ancor oggi nella nostra lingua sono in uso neologismi e nomi creati da D’Annunzio e fra i tanti è interessante ricordarne alcuni. A lui si deve il genere femminile attribuito al nome “Automobile” chiarificazione che il Poeta ha dato a seguito della richiesta di Giovanni Agnelli precisando che il mezzo di trasporto “ha la grazia, la snellezza, la vivacità di una seduttrice, ha inoltre una virtù ignota alle donne, la perfetta obbedienza” mostrando così la profonda ironia che il Vate possedeva......continua
 
 
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