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Da leggere questa settimana in questa pagina
 
Franco Nicola :Intervista col Pres.D.D'Amico,Ass. La Maiella
Gaetano Iacobucci : Santa Maria Maggiore di Guglionesi
Gaetano Iacobucci : Ferdinando San Felice
Franco Nicola : Notizie dal Molise e dei Molisani
Franco Nicola : Les Recettes du Molise
Michael  Santhers : Vecchio organertto, poesia
Franco Nicola : L'Angolo dell'Emigrato
Analia Prosdocino : Storia della mia Famiglia
Sandro Sbarbaro : Il ritorno del Mulitto dall'America
Franco Nicola : Notizie dall'Italia e degli Italiani
Dal web : Il libro domani ; il futuro della scrittura
Paola Adagia : Passione degli stranieri per la lingua di Dante
Franco Nicola  : Intervista con lo scrittore Adam Vaccaro,(poesia)  
 
kalendese@gmail.com
 
 
 
 

                                                                                                                                                                                                                                                

 RIVISITIAMO IL PASSATO

 

 
 Santa Maria Maggiore di Guglionesi
di Gaetano Jacobucci
 

Le origini della costruzione della chiesa di S. Maria Maggiore si possono collocare intorno alla metà del secolo XI dopo la conquista normanna, mentre altri ritengono che sia contemporanea alla chiesa di S. Nicola non molto distante. La chiesa di S. Maria Maggiore è l’attestazione dello splendore settecentesco molisano. Esternamente la facciata è divisa in tre parti da paraste e presenta tre portali che sono in relazione alle tre navate interne. L’architetto Giovanni Di Benedetto da Vasto (1705) con scenografica intuizione inserisce l’edificio sacro nel contesto urbano, accompagnando la visione dell’insieme con accattivante sorpresa. Il portale centrale, più ampio rispetto a quelli laterali, è sormontato da sinuose volute comprendendo nella nicchia lo stemma del paese. Il campanile è incluso sulla destra nel corpo della facciata. La chiesa è divisa in tre navate, originariamente terminanti con tre absidi; le campate sono marcate da colonne con capitelli decorati con motivi vegetali sui quali poggiano archi a tutto sesto di diversa altezza.

 
DECORAZIONE
Le sculture presenti all’interno conferiscono dinamicità alla struttura. La navata centrale termina con l’altare maggiore, pregevole negli ornamenti e nelle decorazioni di marmi policromi, sovrastato dalla pala dell’Assunzione della Vergine del 1572, recentemente attribuita alla scuola di Marco Pino da Siena. Preziosissimi i due trittici lignei realizzati agli inizi del Cinquecento da Michele Greco da Lavelona, che raffigurano il primo, posto all’inizio della navata centrale sulla parete di sinistra, una Madonna in trono con il bambino tra i Santi Sebastiano e Rocco, il secondo, in prossimità del presbiterio, una Madonna tra i Santi Pietro e Paolo. Un terzo trittico, ora presso il Museo Nazionale d’Abruzzo, che rappresenta la Vergine tra i Santi Adamo e Rocco - una sua riproduzione è visibile nella sacrestia- è quello meglio riuscito secondo i critici; se ne auspica un ritorno in questa Chiesa per consentire la visione d’insieme nel contesto culturale di questo sito originale.
 
LA CRIPTA
Dalla navata destra si accede alla cripta di Sant’Adamo dove sono custodite le reliquie del santo patrono. Circa la vita di S. Adamo i testi agiografici non dicono quasi nulla. L’unica notizia certa che si possiede di questo santo, che è definito “confessore”, nemmeno abate, è la data della traslazione delle reliquie avvenuta di notte a Guglionesi il 3 giugno 1102, notizia riportata dai Bollandisti:da molto tempo la sua tomba era custodita ad un miglio del paese e che un monaco di nome Benedetto ebbe una visione, con cui lo si invitava a farsi promotore della traslazione delle reliquie nella città di Guglionesi. La traslazione avvenne di notte con la partecipazione di Vescovi, sacerdoti, uomini armati” (A.Borrelli).
 
’ambiente seminterrato si presenta con tre absidi e volte a crociera sorrette da colonne culminanti con capitelli decorati con motivi vegetali e figure antropomorfe. La volta conserva in parte un ciclo di affreschi del 1587 raffiguranti episodi della Genesi. Lo schema manierista esercita un forte fascino su quanti contemplano le scene, soggiogati dalla prospettiva, dalle figure sinuose e dalle cornici che riquadrano gli sfondi fatte di festoni di frutta e ortaggi.  jacobuccig@gmail.com
 
 
Ferdinando San Felice
di Gaetano Iacobucci
 

Ferdinando Sanfelice nato a Napoli (1675 – 1748) dimostra sin da giovane interesse e predisposizione per il disegno. Iniziato dal padre, per la sua posizione sociale, alla giurisprudenza, invece fu incoraggiato dal fratello Antonio a coltivare il mirabile “genio” e dedicarsi all’arte del disegno architettonico. L’ottima capacità creativa lo rese un pittore e uno scenografo di rilievo, capace di dare il via ad una tendenza architettonica. I suoi riferimenti culturali furono Fanzago, Vaccaro, Borromini e Fontana.

 

OBIETTIVI ARCHITETTONICI
 
L’architettura del Sanfelice aveva l’obiettivo di suscitare grandiosità, ammirazione, senza mai debordare in opulenza. Dopo una intensa attività a Napoli, lo troviamo a Nardò, in Puglia, dove il fratello Antonio fu eletto Vescovo di detta città dal 1707 al 1736. Qui progetta la chiesa della Purità, iniziata nel 1710 e terminata nel 1722, componendo un originale apparato scenografico. Adattandosi al “senso” ed allo stato dei luoghi, avanza un’idea progettuale degna di una sofisticata azione critica tra struttura e decorazione barocca. Dosa infatti, in particolare equilibrio decorativo, varianti strutturali di sintesi scenografica. I suoi riferimenti sono tratti dal repertorio stilistico dei suoi contemporanei come Cosimo Fanzago, “anima barocca” napoletana, famoso per il modo di gestire “laidamente” gli spazi antistanti gli edifici e le chiese in composizioni autonome, trasformandoli in scale, rampe, portici, ma anche per la ripartizione delle facciate e i cibori chiusi da balaustre.

Realizzata dall’architetto napoletano Sanfelice, che progettò la breve scalinata che copre l’irregolare dislivello del terreno e se pur non fantasiosa e monumentale, la chiesa esprime la vivace genialità dell’architetto-scenografo. La facciata tripartita da lesene è suddivisa orizzontalmente in due piani da cornicione in conci di pietra; nella parte inferiore si aprono i tre ingressi, che immettono nelle tre navate di cui la centrale è di dimensioni maggiori; i portali sono sormontati da finestroni rettangolari. La parte centrale superiore, che ospita la finestra rettangolare, ha cornice di coronamento aggettante curvilinea, legata alle fiancate da grandi volute. Il Tria riporta nelle sue memorie: “la sua facciata quasi tutta di pietre lavorate; portali, cornici delle finestre, il cornicione intermedio, il cornicione di coronamento, le volute, le paraste e le cantonate sono realizzati in blocchi di materiale lapideo”. La facciata è arricchita di elementi decorativi posizionati a coronamento in corrispondenza delle due cantonate, delle lesene e dell’asse di simmetria verticale sormontati da pinnacoli con base quadrangolare e corpo a bulbo completato da una sfera, mentre quelli esterni hanno forma rotondeggiante. Il Sanfelice pone la Chiesa “S. Maria Assunta” di Ripabottoni in relazione diretta tra l’uomo e il suo ambiente, che nello stile barocco arriva ad evidenziare il continuum plastico tra la città e la percezione che di essa hanno gli abitanti.jacobuccig@gmail.com                                                       

                                                                                                 

 
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NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI
 
SANT'ANGELO DEL PESCO 
 'Scì benditt’ lu citro', in libreria l'ultimo volume di Luca Fasano. L’opera, come tradisce anche il titolo, ha una connotazione prettamente legata al territorio molisano. Il motivo sono le origini dell’autore, la cui madre ebbe i natali a S. Angelo del pesco, minuscolo paese di alta collina che, pur ricadendo in territorio d’Isernia, è posto giusto ai confini tra le province di Isernia e Chieti. Il libro racchiude un campionario di episodi, persone e cose sempre vive nei ricordi dell’autore che, dalla sua infanzia ai giorni nostri, ha mantenuto intatto il suo feeling con il paese materno. Ne esce un ritratto di Sant’Angelo e dei suoi abitanti che vuole essere al contempo antico (i ricordi) e nuovo (il presente) ..continua
ROMA
Paolo Borrelli. i suoi messaggi mionatori in mostra a roma. A dispetto della titolazione questa è una mostra il cui intento principale si muove su dati diametralmente opposti al suo appellativo. L’insidia del messaggio artistico si trasla sui toni dell’invito, della riflessione e del libero pensiero, goduto nella quiete e nella lentezza di una ponderazione tutta al personale.
Con il suo lavoro Paolo Borrelli riapre una questione che, personalmente, ritengo fondamentale se d’arte vogliamo parlare (specialmente in ambito contemporaneo), ovvero il ruolo dell’immaginazione e l’utilizzo che di tale pratica si compie.
continua
CAMPOBASSO
Le donne chye fanno la differenza. La storia non la fanno solo gli uomini. Ma anche e soprattutto le donne. E allora è tempo di tirare le somme, di capire quanto e in che modo il contributo femminile ha finito per segnare profondamente il corso della storia. Quella che spesso tutti noi diamo per scontato ma che nasconde lotte, sacrifici e coraggio. A ridisegnare la mappa dei meriti ci ha pensato la giornalista e scrittrice Ritanna Armeni che ha messo insieme cento grandi nomi della cultura, della politica e dello spettacolo italiano per un “dizionario al femminile”, che fa il punto sul nostro passato e sul nostro presente, per capire dove stiamo andando e per ricordare da dove siamo partite e quanta strada abbiamo percorso.continua
 

                                                                                                                                                          

PER GLI APPASSIONATI DI CUCINA,
LES ''RECETTES DU MOLISE''.

É A DISPOSIZIONE DEI MOLISANI IL LIBRO ''RICETTE MOLISANE'', IN LINGUA FRANCESE, (RECETTES DU MOLISE).  IL LIBRO É PRECEDUTO DA UN AMPIA PRESENTAZIONE SULLA CULTURA MOLISANA.  CON QUESTO LIBRO L'AUTORE, FRANCO NICOLA, VUOL FARE CONOSCERE AI QUEBECCHESI E AI FRANCOFONI LA NOSTRA REGIONE E PROMUOVERE COSI IL TURISMO VERSO IL MOLISE.  IL LIBRO É IN VENDITA PRESSO L'AUTORE AL COSTO DI 25  DOLLARI CANADESI. RICHIEDETELO A QUESTO NUMERO 514.750.8993; OPPURE A QUESTI INDIRIZZI : business@amicomol.com  ou masfrakal@videotron.ca
 
 
PETRELLA TIFERNINA
- Etno Associazione Culturale che si occupa della valorizzazione delle tradizioni popolari in collaborazione con TRSP Teleradio San Pietro emittente satellitare di ispirazione cristiana presente su SKY 886, con il patrocinio del Comune di Colletorto organizza la terza kermesse televisiva “ Festa d’Estate” : UNA VETRINA SULLE TRADIZIONI ESTIVE…continua
CAMPOBASSO
<>Un lungo tappeto di fiori tra le vie del centro storico di Campobasso. Un tripudio di forme e colori per l’infiorata del 31 maggio. Una tradizione che da oltre un secolo coinvolge centinaia di abitanti del capoluogo, devoti alla madonna dei monti…

CAMPOCHIARO

Alle spalle la stessa storia di fuga e speranza. Ma davanti un destino completamente diverso. Sono 150 anche loro, come quei corpi ritrovati nelle ultime ore al largo della Tunisia, affondati con il barcone andato in avaria. Loro, invece, ce l’hanno fatta. Sono tutti giovani libici, arrivati nel campo profughi della Protezione civile a Campochiaro dopo un viaggio durato dodici ore...

 

                                                                                                                                                                 

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MONTERODUNI

<>Ottava edizione della festa della musica. La grande kermesse bandistica, grazie all'impegno dell'Associazione Musicale "M° Raffaele Bianco", impegnata dal 2002 nella diffusione e promozione della cultura musicale bandistica, è giunta alla sua ottava edizione, particolarmente dedicata all'Unità d'Italia, di cui ricorre il 150° anniversario.
ISERNIA

CD del grande musicista isernino Giuseppe Pettine. Interamente dedicato al grande musicista isernino Giuseppe Pettine il nuovo Cd di Tiziano Palladino, intitolato «Tiziano Palladino plays Giu­seppe Pettine», che contiene brani per mandolino solo.Fondatore, direttore e primo mandolino dell’Accademia Mandolinistica Molisana, Palladino a soli 19 anni s’è diplomato brillante­mente presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari risultando, in tal modo, il più giovane .

TORO

Riconoscimento di “Uomo dell’Anno” attribuito dall’Associazione  “ Sons of Italy” della Pennsylvania al Prof. Frank Salvatore, docente universitario, nato a Toro (CB) e residente negli Stati Uniti d’America dal 1947. Nota di augurio e apprezzamento istituzionale."Prof. Frank Salvatore,sono fiero di aver partecipato nell’estate scorsa alla presentazione del suo libro “Dalla schiavitù a Barack Obama – The arduous road. From slavery to Barack Obama” avvenuta nella straordinaria cornice della Chiesa del Convento di TORO (CB).conntinua

 

                        Ritorno in Patria:

Ritorno nel Molise
Ritorno nei luoghi natali:
 

 

Ha chiuso i battenti Tuttofood2011, la più grande rassegna “b2b” internazionale dell’agroalimentare. Un successo annunciato per La Molisana che si è tradotto in un grande intreccio di contatti, proposte commerciali e tante, tante novità. Duecentocinquanta degustazioni offerte giornalmente e preparate mirabilmente dallo chef Nicola Vizzarri che ha preso per la… gola palati raffinati e giornalisti del settore

ISERNIA

Arte e scena.  Un vero successo quello registrato dalla prima edizione della Giornata dell’arte e della creatività, di scena nel capoluogo pentro, grazie all’impegno di due istituzioni scolastiche. Dopo l’inaugurazione della mostra curata dagli studenti del liceo “Manuppella”, è stata la volta degli alunni dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII della preside Rossella Simeone. “Questa iniziativa rappresenta il culmine di un articolato percorso formativo, in cui la cultura è stata affrontata in tutte le sue sfaccettature – ha affermato la dirigente – Si tratta di un lavoro di ricerca-azione della metodologia artistica, frutto di un approfondito studio dell’arte e della musica”.

CAMPOBASSO

“Pazza storia al museo!”. Lo spettacolo dell’Unione lettori italiani.  Con lo spettacolo “Pazza storia al museo!” anche Ti racconto un libro Infanzia – laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione, promosso e organizzato dall’Unione lettori italiani e dalla Provincia di Campobasso, con la direzione artistica di Brunella Santoli e la collaborazione del Comune di Campobasso – rende omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia con uno spettacolo straordinario, dedicato ai bambini della scuola primaria e media, ideato e realizzato dalla Compagnia Bonaventura in collaborazione con il Museo del Risorgimento di Torino. L’appuntamento è in programma mercoledì 25 maggio alle ore 9.15 e alle 11 nel Teatro Savoia di Campobasso.

MOLISE

Dopo la cerimonia di apertura, la delegazione del Molise si è dedicata all'allestimento dello stand della Regione, posto in piazza della Chiesa Nuova. Due i luoghi di culto a rappresentare il Molise, ossia il Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso, .

VASTOGIRARDI

Il centeario volo dell'angelo. Si avvicinano i giorni (1 - 2 luglio) di una delle più conosciute manifestazioni tradizionali dell’Altomolise. Parliamo del famoso Volo dell’Angelo, che da anni attira schiere di curiosi pronte assistere ad una festa imperdibile.Tra le tante iniziative a riguardo, ci sarà oggi la premiazione delle 4 scuole vincitrici del concorso di idee sul Volo dell'Angelo, indetto per le tutte gli istituti della provincia, elementari e medie. Il concorso prevedeva due sezioni, racconto e fumetto, ed il premio consiste in un buono da spendere in materiale scolastico..

TERMOLI

Mostra su l'Unità d'Italia.Un successo inaspettato. Inaugurata la scorsa settimana, la mostra che racconta la storia dell'Unità d'Italia attraverso le diverse componenti del pensiero cattolico del tempo, personalità politiche, filosofi, economisti, giornalisti, sacerdoti, papi, beati e santi, allestita presso la Galleria Civica di Termoli, è stata un vero successo.
L’evento voluto e organizzazione dei membri della comunità parrocchiale del Sacro Cuore di Termoli, con il patrocinio del comune di Termoli e dell’Assessorato alla cultura, ha visto mobilitarsi un altissimo numero di visitatori.

MOLISE

Il picco si rileva in Molise, che con il 30,1 per cento delle imprese femminili sul totale è la regione più rosa, seguono Abruzzo e Basilicata con un tasso di femminilizzazione che supera in entrambi i casi il 27 per cento.

 

 

                                                                                                                                                                           

VECCHIO ORGANETTO

Zummhete zummethe
zarracuhmmhà..fiuuumhà
zarracummàmmà

Vecchio organetto sfiatato
incendia sguardi da vipere
con denti inciampati a sorrisi
calamitati a svolazzi
di gonne a ventaglio
carceriere d’elettriche gambe

Sudore,polline pronto a migrare
mascelle rosse, tamburo a pudore
il mantice metafora di baci e distacco
e lo sfiato,bussare d’anima in gola

Atmosfere e balli d’un tempo,
quando le note, piccioni viaggiatori
tra segrete battaglie dei sensi 
 
Da:Destini E Presagi
http://www.santhers.com
 
 
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L'ANGOLO DELL'EMIGRATO

 

 

 

 LA STORIA DI EMIGRAZIONE DELLA MIA FAMIGLIA

 di Analia Prosdocino

Alla fine del mese di Novembre del l889, cominciò il viaggio verso l’Argentina. Una famiglia in più della regione Veneto, Italia.
Già l’anno precedente avevano inviato il proprio figlio maggiore, Francesco di l8 anni perchè c'era pericolo di guerra e molta miseria, motivi questi che spinsero  la maggioranza dei nostri nonni a lasciare la loro amata Italia.
In questo viaggio s’imbarcarono: Paolo Prosdocimo di 48 anni assieme a sua moglie Mariana Panontin e i suoi figli.
Santos, di l7 anni, Isabel di 11 anni, Marina di 8 anni e Angelo di 6 anni, mio nonno. 

 

Sono arrivati in Argentina il 28 dicembre del l889. Si sono fermati nella città di Buenos Aires per alcuni giorni e poi hanno intrapreso il viaggio verso Colonia Caroya. Arrivati qui affittarono una stanza in una casa che sicuramente era di qualche compaesano conosciuto in patria. Lì sono rimasti per 8 o 9 mesi circa. Hanno comprato un terreno in una località di Colonia Caroya denominata Tronco Pozo .
Questo posto non era ancora abitato, tanto che  si dovettero aprire la strada con piccone  e daga poichè che era tutta montagna. E stato un lavoro arduo e di molti sforzi. Però tutti lavoravano con grandi speranze e molta fede, tanto da non sembrare loro tanto pesante, e da sopportare tutto. Erano lontani dalla guerra e con molte estensioni di terreno per lavorare. Hanno costruito luna casa tipica, uguale a quella del loro paese e quando la famiglia cresceva aggiungevano stanze. Quasi tutte le case sono fabbricate in lunghezza, una stanza accanto all’altra e tutte le porte si aprono verso una galleria lunga con piloni.


Lì  hanno anche costruito  la loro officina di fabbri e falegnami. Il mestiere lo portarono dal loro paese: costruivano tutti i tipi di carrozze ed attrezzi per la aratura della terra.Questa è stata la prima industria che ha avuto la nostra Colonia e  per noi tutti è un vero orgoglio. IAnche oggi si mantiene intatto, infatti  mio figlio ha presentato un progetto e già ha cominciato a restaurare e pulire per mostrarla a chi vuole.
Si era formata  una famiglia molto numerosa tanto  che  tra  l'anno l9l6 e l920 più o meno abitarono nella nostra casa 27 persone.
C’era gente anche per arare la terra, allevare gli animali: mucche, maiali, galline, cavalli, infine tutto ciò che occorreva per poter lavorare e vivere.
Tutto ciò che serviva alla loro alimentazione, poichè utilizzavano tutto, facevano in casa i  propri alimenti come il salame, prosciutto, codeguin o musset "chorizo", formaggi e le distinte verdure, ortaggi e frutta, che i servivano per ogni tipo di conserve e dolci.
Ebbene, ti racconto che ancora oggi in questo luogo, chiamato Tronco Pozo, come anche in altri luoghi dentro la nostra Colonia, si continua a vivere come in quell’epoca. Da: Storie di Emigrazione

 

 

Il ritorno del Mulitto dall'America

 di Sandro Sbarbaro

 

Mulitta (l'arrotino), forse tal Sbarbaro Agostino fu Bartolomeo, era tornato dall'America. Tutto il paese di Villa Sbarbari s'era radunato nell'attesa del paesano partito un giorno per la Merica.
Mulitta giunse alfine in vista delle case, di là dell'acqua d'Aveto...Estrasse dalla tasca del giacchè (giacca) un pezzo di pane secco, lo bagnò nell'acqua del fiume e lo portò, con gesto lento, alla bocca. Un rito ancestrale suggellava il suo ritorno. Poi andò incontro ai paesani.


Mulittà soleva ripetere a coloro che gli chiedevano affascinati notizie sull'America: "Và ciù a mè banca, che quanta America gh'è!", ossia "Vale più la mia panca, che quant'America c'è!".  Lui, il vinto, dell'America n'aveva avuto abbastanza. I ritmi di quel mondo così distante dal mondo contadino, lo avevano alfine costretto alla resa.


Amava la sua panca, ove nei tempi morti fra una faccenda e l'altra i contadini d'Aveto solevano fare una pennichella.
Si racconta che i soldi che la moglie, rimasta in America, gli inviava perchè facesse sopra alzare la casa di un piano - il sogno di tutti gli emigranti - finissero in altrettanti fiaschi di vino.  Mulitta si beveva l'America.

 


 
 
 

                                                                                                                                                                

 NOTIZIE DALL'ITALIA E DEGLI ITALIANI

 

 

IL LIBRO DOMANI: IL FUTURO DELLA SCRITTURA

Il Secondo Forum mondiale dell’UNESCO sulla cultura e le industrie culturali – FOCUS 2011, si svolgerà dal 6 all’8 giugno 2011 alla Villa Reale di Monza e avrà per tema “IL LIBRO DOMANI: IL FUTURO DELLA SCRITTURA”.

Perseguendo l’impegno dell’UNESCO in favore della promozione del libro e della lettura, FOCUS 2011 offrirà la possibilità ad esperti di primo piano, venuti da diversi orizzonti e da tutte le regioni del mondo, di confrontarsi sui numerosi temi legati all’attualità del libro.

Questo forum senza precedenti riunirà 200 partecipanti provenienti da tutto il mondo: autori, scienziati, editori, professionisti dei media, bibliotecari, sociologi, bloggers, ricercatori, rappresentanti politici ed economici. FOCUS 2011 verrà trasmesso in diretta attraverso un sito internet che permetterà quindi al pubblico mondiale di intervenire e interagire (via microblogging) sui contenuti del forum.

I tre temi principali di FOCUS 2011 saranno affrontati nelle sessioni plenarie: «L’economia dell’e-book», «Il diritto d’autore nell’era digitale», «La biblioteca digitale». Nove seminari saranno dedicati alle seguenti sottotematiche: «Blog contro giornali», «Il futuro della scrittura e della lettura», «Cambiamenti nella catena produttiva e distributiva», «Copyright contro copyleft», «Fair use e Creative Commons», «Conservazione della memoria digitale», «La biblioteca come servizio pubblico», «Partecipazione pubblica e privata», «I rischi della digitalizzazione».

Lo scrittore cileno Antonio Skármeta effettuerà uno tra i più importanti interventi. Tra gli altri partecipanti di primo piano, possiamo citare: Sok-Gee Baek (IPA, Repubblica democratica della Corea), Tamru Belay (Adaptive Technology Center for Blind, Etiopia), Jürgen Boos (Direttore della Fiera del Libro di Francoforte, Germania), Robert Darnton (Harvard University Library, Stati Uniti), Ibrahim El-Moallem (Associazione degli editori egiziani, Egitto), Sun Fang (Fondazione per la globalizzazione, Cina), Riccardo Cavallero (Gruppo Mondadori, Italia), Dipendra Manocha (DAISY Developing Countries, India), Geoffrey Nunberg (Berkeley University, Stati Uniti), Bruno Racine (BNF, Francia), John Ralston Saul (PEN International, Canada), Esther Wojcicki (Creative Commons Board of the Editors, Stati Uniti), Denis Zwirn (Unilog, Francia).

FOCUS 2011 è diretto da un comitato scientifico composto da esperti internazionali dei differenti settori del libro: Milagros del Corral (Coordinatrice, già Direttrice della Biblioteca Nacional de España), Gian Arturo Ferrari (Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Roma), Antonia Ida Fontana (già Direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), Geoffrey Nunberg (Professore, School of Information, University of California, Berkeley), Bruno Racine (Presidente della Bibliothèque Nationale de France), Adama Samassékou (Presidente della CIPSH, Mali).

Attivo prima, durante e dopo la conferenza che si volgerà alla Villa Reale di Monza dal 6 all'8 giugno 2011, il sito Internet di FOCUS www.unesco.org/lelivredemain  è concepito come una piattaforma di comunicazione, di scambi e di riferimento sul libro e sul suo avvenire. Essa permetterà la costituzione di una comunità online, unica nel suo genere e mai costituita finora su scala mondiale, per dibattere sul libro e sul suo futuro. Da Il libro domani

Quella passione degli stranieri per la lingua di Dante

In barba al recente sistema dei brevetti europei e alle modalità dei nuovi concorsi Ue che ammettono solo tre lingue ufficiali (inglese, tedesco e francese) escludendo l'italiano, all'estero la lingua di Dante continua a esercitare un forte fascino. Lo dimostrano gli oltre ventimila e cinquecento stranieri che ogni anno vengono nel Belpaese per approfondirne gli aspetti linguistici e culturali. A rivelarlo è l'ultimo rapporto dell'Associazione scuole di italiano come lingua seconda (Asisls). Questo dato sarà sufficiente a lenire la ferita inferta dall'Europa alla Penisola? ..........
 
EUROPEI, STATUNITENSI E GIAPPONESI A SCUOLA DI ITALIANO. Per fortuna più di 20mila stranieri non la pensano come a Bruxelles e a Strasburgo, dove la lingua di Dante è considerata quasi al pari del bulgaro o dello sloveno. Dallo studio Aisls emerge, tra l'altro, che la maggior parte degli studenti proviene proprio dai Paesi dell'Europa occidentale, oltre che da Stati Uniti e Giappone. Il Vecchio Continente (con tedeschi e inglesi in testa) si conferma il principale mercato di provenienza con un'incidenza del 61,2 per cento. La loro permanenza media in Italia è di circa un mese. Gran parte delle presenze (il 38,8 per cento) si concentra nel trimestre luglio-settembre. Anche tra aprile e giugno, però, si contano numerosi allievi stranieri alle prese con lo studio dell'italiano: il 25,8 di loro opta per il periodo primaverile.............
 
L'IDENTIKIT DEI CORSISTI STRANIERI. A fare le valige e traslocare in Italia per imparare la lingua sono per lo più giovani. Ma il fascino dell'italiano sembra avere presa in particolare sul gentil sesso. Degli iscritti ai corsi, infatti, la componente femminile rappresenta la quota maggioritaria con il 68,1 per cento, contro il 31,9 degli studenti maschi. Se il 31,2 per cento degli stranieri ha un'età compresa tra i 18 e i 25 anni e il 27 per cento tra i 26 e i 35, cresce anche il target over 50, a quota 15,1. Vengono in Italia spinti soprattutto da interessi culturali, ma pure da motivi personali, di studio e di lavoro, oltre che da ragioni più strettamente turistiche. Tuttavia, non sono solo gli studenti ad affollare le scuole di italiano, anche se sono i più numerosi (a quota 35,5 per cento). Al secondo posto si piazzano gli impiegati (15,9), seguiti da  insegnanti (9,8) e imprenditori (5,9). Una fetta delle domande d'iscrizione, però, riguarda anche pensionati, casalinghe e religiosi a quota rispettivamente 7,3, 6 e 4,1 per cento.........Di Paola Adagia, in Nanni Magazine

 

ADAM VACCARO, Scrittore

Una intervista da ascoltare.

 
 
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