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COMUNICAZIONE MOLISANI
 
Da leggere questa settimana in questa pagina
 
RIVISITIAMO IL PASSATO
Franco Nicola : Intervista con Tony Vespa, Pres.FAMQ (Mtl)
Danila Germanese : Il pianto di un padre (Guerra a Boiano)
Franco Nicola : NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI
Michael Santhers : Molise nella storia (poesia)
Franco Nicola : I nostri Fratelli Abruzzesi
Franco Nicola : L'ANGOLO DELL'EMIGRATO
Franco Nicola : Incontro con i Fratelli Abruzzesi
Renato Zilio : La tante storie degli Emigrati
E. Giancristofaro : Il canto contro gli emigrati
Dal web : Da sapere su gli emigrati
Franco Nicola : NOTIZIE DALL'ITALIA E DEGLI ITALIANI
Franco Nicola : Intervista con l'artista Antonio Marinelli (Milano)
Elisa Magnani : Memoria e idendità nazionale
Sibilla Panerai  : La 54ma biennale di Venezia
Giulio Cattaneo : Cosa sarà il nuovo museo MAC di Milano
Franco Nicola : Istituti di Cultura; I tuoi Giornali;; l'Italia Ieri

masfrakal@videotron.ca
                     

 

                                                                                                                                                                                                          

 
 

 

                                                                                                                                                

RIVISITIAMO IL PASSATO    

   

IL PIANTO DI UN PADRE
Di Danila Germanese
(La guerra é passata a Boiano)
Scuola Media ''Igino Petrone'',Campobasso
 
Era il 10 settembre del '43 quando Tittina senti' un rombo assordante.  Usci' nel cortile e rimase  meravigliata nel vedere scendere dal cielo degli enormi grappoli di oggetti indecifrabili, sganciati da centinaia di aerei che volavano in formazione triangolare su Boiano.  Dopo pochi attimi, quando ancora non avevo realizzato di che cosa si trattasse, uno scoppio fortissimo investi il paese e sembro' che fosse arrivata la fine del mondo !   Il panico si diffuse fra la gente, che a frotte, in maniera disordinata, correva come impazzita alla ricerca di un rifugio. Molti lo trovarono nella sua casa, un'antica e solida dimora del Seicento, costruita dagli Spagnoli.  Il terrore si leggeva sul viso delle persone che si erano rifugiate nello scantinato insieme a loro.
 
Quando torno' la calma, tutti uscirono e ci fu un corri corri per cercare di capire cio' che era successo in paese. La prima notizia che si diffuse fu quella della distruzione dell'acquedotto; Boiano era senz'acqua. Per fortuna nel giardino della sua casa c'era un pozzo perfettamente funzionante.  Tutti gli abitanti della zona andarono per mesi a quel pozzo ad approvvigionarsi di acqua, gli altri abitanti del paese dovettero andare direttamente alle sorgenti del Biferno.  L'incursione aerea aveva provocato anche la morte di molte persone.  I tedeschi, che numerosi avevano occupato la cittadina pentra, divennero sempre più prepotenti.  Entravano nelle case requisendo tutto il possibile, animali, viveri di ogni genere.  Ma la cosa più sconvolgente era il rastrellamento dei giovani e di tutte le persone valide che venivano caricate su camion e avviate per destinazioni ignote.  Si sapeva pero' che queste persone venivano utilizzate per scavare trinceee, per lavori di ogni genere, per sorvegliare i prigionieri alleati raccolti nei campi di concentramento allestiti dai tedeschi in Italia.
 
I soldati entrarono con forza e brutalità anche in casa di Tittina, la quale, vedendoli arrivare, e balzare in casa improvvisamente, si senti' subito in preda al panico.  I tedeschbi avevano seguito suo fratello Emilio che, sebbene avesse solo sedici anni, era un giovane alto e ben formato.  Volevano prenderlo per portarlo a scavare trincee, probabilmente.  Emilio, fortunatamente era riuscito a fuggire uscendo dal giardino della loro casa.  Arrampicandosi lungo la montagna era riuscito a nasconcdersi dietro un grosso muro di contenimento che proteggeva il terreno della località ''Cese', proprio a ridosso del loro palazzo.  I soldati tedeschi non riuscirono a trovare il giovane, e furono costretti ad andarsene, non senza prendere, pero',prima di uscire, un bellissimo fonografo a troba di grande valore.
 
La situazione precipitava giorno per giorno finché il padre di Tittina decise di salvare la famiglia spostandosi a Sepino che già era stata liberata dagli alleati.  Preso l'indispensabile, si misero i cammino....
A Sepino furono ospitati dai cugini della mamma di Tittina e vi rimasero per diversi giorni.  In quegli anni il pane, ma anche glia altri viveri come la psata, il latte, il sale, erano distribuiti con la tessera.  A Sepino Tittina andava a prendere spesso il pane, accompagnata da sua fratello, di un anno più grande di lei.  Il padre uanvolta, vedendoli in fila agli altri per prendere il pane,pianse. Tittina non riuascirà mai a dienticare questo episodio. ... Di li' a quindici giorni, Boiano fu liberata degli alleati e loro e tutte le alytre famiglie boianese sfollate a Sepino, potettero tornare nel loro paese.  A Boiano, Tittina e i suoi familiari trovarono nella loro casa degli sfollati di Pozzuoli, sistemati nel cortile interno.  Dormivano su materassi disposti sul pavimento con, attorno, le poche suppellettili che avevano potuto portare con loro.  Erano una mamma con tree figli, fecevano tanta pena.  Il padre di Tittina li fece salire al piano superiore e diede loro due camere.  Tittina non dimenticherà mai il giorno in cui gli aerei sferrarono l'attacco definitivo a Cassino.  Il cielo appariva completamente offuscato da un enorme stuolo di aerei: non si vedeva un solo lembo di cielo! ... Dopo qualche ora dal passaggio degli aerei, a Boiano, cominciarono ad arrivare gli echi del teribile bombardamento: era un rumore sordo,profondo, sconvolgente!... 
 
 L'occupazione delle truppe alleate a Boiano, duro' diversi mesi.  Si notavano continui rincalzi tra i soldati di stanza in paese e cio' perché quelli che ritornavano dai bombardamenti di Isernia, dell'Alto Molise e di Cassino venivano a riposare nel campo allestito proprio a Boiano, dove c'era un presidio militare alleato.  La popolazione civile viveva male, i viveri scarseggiavano, ma molti soldati e ufficiali sopratutto furono gentili con i boianesi, distribuendo carne in scatola, latte in polvere, gallette... Ma per la famiglia di Tittina i guai dovevano ancora arrivare!
A dicembre '43, il padre fu arrestato. Gli alleati avevano istituito un centro per raccogliere informazioni su quanti avevano ricoperto cariche pubbliche durante il regime fascista... Un giorno a casa di Tittina arrivarono improvvisamente due ufficiali inglesi e il maresciallo dei carabinieri... Quel giorno portarono via suo padre.  Passo' il tempo e per lunghi e terribili mesi non si ebbero più notizie del padre.
Solo dopo un tempo indicibilemente lungo, ebbero sue nuove da un compagno di prigionia liberato da un campo di concentramento inglese.  L'uomo riferi'  che suo apdre si trovava a Philippeville, in Africa, che stava bene e che sarebbe presto stato liberato.... Quando suo padre fu liberato, a Boiano, c'erano ancora gli alleati e si faceva ancora ogni giorno la fila per prendere il pane con la tessera. Tittina e la sua famiglia, pero', non avevano eccessivi problemi, poiché, avendo la campagna, producevano il grano e facevano il pane in casa. Il vero problema era la paura che i contadini  potessero imbattersi in bombe inesplose, ma questa é tutta un'altra storia.  Mentre la signore Tittina raccontava queste vicende sella seconda guerra mondiale, io provavo le stesse sensazioni che aveva provato lei in quei momenti terribili, che a me parevanolontanissimi, ma che a lei erano anocora cosi' vicini. Dal libro : ''Le storie diventano Storia'' di Giuseppe Ruffo.
 

 

 

                                                                                                                                       

 NOTIZIE DAL MOLISE E DEI MOLISANI

 

 MOLISE NELLA STORIA

 

I vichinghi

rozzi e crudeli

ma non certo stupidi

dissero.......

abbiamo fatto tanta strada

non certo per esser

più poveri di prima

e non lasciarono tracce

 

Garibaldi.........

va bene riunire la Patria

ma questa terra

é davvero strana e maligna

anche per riposare

si sentono le colpe

di un lavoro sprecato

e prosegui' veloce

per non pentirsi

 

Napoleone.........

....pardon

ma non va bene

nemmeno ai cavalli

si sentono pigri e nervosi

e sulla costa l'erba

é affilata dal vento

che raccoglie i lamenti

taglia la pella e la lingua

 

 

Annibale....

ssss...raccomando' ai soldati

silenzio assoluto

più che agli ostacoli qui

c'é gente che dorme

e prosegui' in punta dei piedi

 

Mussolini....

asseri'.....

mancano le scuole

li istruiremo fecendoli emigrare

impareranno più in fretta

a miglior prezzo

 

Io........

che sono nato

in questo lembo di terra

ignorata dalle spartizioni

che contano

dico......é dovere di ogni madre

dominare con forza le doglie

e andare a partorire

nel futuro e non nel passato

ricalcitrante persino ai ricordi

 

Michael Santers, da Vetriolo

http://www.santhers.com


          

 

 

                                                                                                                                                                                                            

TRIVENTO.  Riunione interessante, partecipata e ricca di spunti di riflessione quella organizzata a Trivento nella serata di sabato 11 giugno che ha visto riunirti il folto gruppo degli “Unionisti” Molisani ed Abruzzesi. Erano presenti rappresentanti delle associazioni professionali, dei piccoli e medi imprenditori delle organizzazioni sociali, sindacali, politiche e culturali. Sono stati esaminati i vari aspetti politici economici e sociali che spingono inevitabilmente ad aggregare piccole e medie regioni per poter gestire opportunamente le risorse europee a partire dal 2014, ma, e sopratutto, per ridurre i disastrosi effetti del federalismo fiscale che costringono le piccole comunità a sopportare il costo gravoso dei servizi e del mastodontico apparato politico territoriale.

BARANELLO. Il museo gioiello. Un piccolo gioiello. A volte non è necessario spostarsi fuori regione per ammirare qualcosa di bello e unico. In Molise abbiamo le nostre perle. Una di queste è il Museo Civico di Baranello, all'ultimo piano dell'ex Palazzo Comunale. Museo inaugurato nel 1897, dopo la ristrutturazione dell'immobile.continua

TERMOLI. lIibro fotografico, viva l'Italia. Si terrà martedì 14 Giugno nella Galleria Civica d’Arte Contemporanea del Comune di Termoli, in piazza Sant’Antonio, alle 18 si terrà la presentazione del libro fotografico dedicato alle regioni italiane intitolato “Viva l’Italia 1861-2011” a cura del dottor Sergio Sammartino.  L’evento è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio della Regione Molise, dal Comune di Termoli e dall’Università degli Studi del Molise. In questa occasione ci sarà anche la presentazione di un libro di poesie della professoressa Maria Concetta Maiorino: “Voci e silenzi”.

TERMOLI. Tuffo nel Medioevo. "Un tuffo nel Medioevo: San Benedetto, un piccolo seme nelle mani di Dio" è il nome dello spettacolo di fine anno scolastico degli alunni della scuola primaria paritaria "Campolieti" di Termoli, andato in scena il 7 giugno al cinema Lumière. Con questa rappresentazione teatrale le maestre hanno voluto trasmettere ai propri alunni, attraverso il racconto della vita di San Benedetto, il messaggio benedettino "Ora et labora"

CASACALENDA. Oltre 1000 films in concorso in Molise Cinema 2011. Record di iscrizioni al festival Molisecinema di Casacalenda: oltre mille i film in concorso da 67 paesi del mondo. La manifestazione si svolgerà dal 2 al 7 agosto prossimi.
«Questa valanga di film ci riempie di soddisfazione e orgoglio» dice Federico Pommier Vincelli, presidente di MoliseCinema. I film arrivati superano infatti il già elevato risultato del 2010, una testimonianza del crescente successo della manifestazione. 

RIPALIMOSANO. Sogno di una notte d'estate. Teatro  itinerante. Concepito nell'ambito del Progetto "Borgo delle favole", iniziativa dell'Associazione "Seconda Ala" onlus, con finalità di solidarietà sociale e di cooperazione a livello nazionale ed internazionale (www.borgodellefavole.it), l'evento vede la partecipazione di Regione Molise, Comune di Ripalimosani, Istituto Comprensivo di Ripalimosani, la SPAS - Scuola di Propedeutica d'Arte Scenica, LOTO - Libero Opificio Teatrale Occidentale.

GUARDIAGREGIA. Tre frati fa rivivere le tradizioni culturali del paese. Dopo anni di silenzio, un gruppo di giovani volenterosi (Iuliano Giancarlo, Giannantonio Gianluca, Giannantonio Renato, Giannantonio Antonio, Giannantonio Giuseppe, Grifone Giuseppe, Varanese Gaetano, Albanese Antonio, Sampogna Giuseppe, Sampogna Antonietta, Lunardo Cristina, Rotundo Cristina, Giambattista Eva Maria, Palladino Nicola Pietro, Vignone Nicola) ha deciso di dare vita ad un'associazione culturale e ricreativa denominata "TRE FRATI" il cui obiettivo è quello di far rivivere le tradizioni socio-culturali di Guardiaregia senza alcuno scopo di lucro.

TRIVENTO. Nonno, raccontami una storia. Si terrà a Trivento, sabato 4 giugno 2011, a partire dalle ore 9 e 30 presso il centro sociale di Colle San Giovanni, la manifestazione conclusiva del progetto denominato " Nonno raccontami una storia". Progetto iniziato un anno fa e promosso dall'Anteas Cisl, con la collaborazione  della Scuola Primaria "Ciafardini" di Trivento. Il progetto ha coinvolto le scolaresche di Trivento centro, del plesso di contrada Montagna, Roccavivara e Salcito, e come obiettivo ha avuto quello di creare quel sano legame tra generazioni, mediante dei lavori realizzati dagli alunni. Il titolo del progetto, Nonno raccontami una storia, significa proprio questo, tramandare ai nipoti una storia di vita vissuta, storia che è stata scritta o disegnata dagli alunni.

PETACCIATO. Cocorso musicale di Airola. Cinquantadue giovanissimi studenti e quattro docenti dell'Istituto Comprensivo “Vincenzo Cuoco” di Petacciato (CB) alla ribalta nella sezione “Scuola Media ad Indirizzo Musicale” del III Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale “Città di Airola”, svoltasi mercoledì 1 giugno presso il Teatro Comunale della cittadina beneventana. La delegazione molisana ha convinto la Commissione, composta da nomi prestigiosi, che ha premiato la dedizione, la maturità artistica e le capacità interpretative attribuendo alla scuola il primo posto, con un voto di 100/100.

 

135 VIDEO E INTERVISTE DI FRANCO NICOLA DA GUARDARE

 

 

                                                                                                                                                                                                          

ABRUZZO-MARCHE-MOLISE. Lunedì 13 giugno, alle ore 17,00 il Presidente della Regione Molise Michele Iorio sarà a Pescara, presso la sede di Confindustria, per intervenire all’incontro dal titolo “Marca Adriatica”, il cui obiettivo è la creazione di una macro area tra Abruzzo, Marche e Molise.Introdurrà i lavori Enrico Marramiero, Presidente Confindustria di Pescara, modererà Enrico Rotolo, Presidente del Terziario Avanzato della Confidustria di Pescara. Interverranno, oltre al Presidente Iorio, il senatore Mario Baldassarri e il Presidente della Regione Abruzzo Giovanni Chiodi.

ABRUZZO-MOLISE Crisi occupazionale.. Un appello indirizzato a tutte le istituzioni regionali, provinciali e locali affinché si adoperino la crisi occupazionale che sta investendo tutti i settori economici. E’ l’Azione Cattolica dell’Abruzzo-Molise a parlare per coloro che vivono nell’incombente minaccia della disoccupazione, per i giovani precari, per i lavoratori che non percepiscono da mesi il dovuto stipendio. Alle Istituzioni l’Azione Cattolica chiede di affrontare con tempestività i casi di disagio. “La dignità della persona e l’esigenza di una giustizia sociale, richiedono da parte di tutti il massimo impegno affinché le nostre regioni sappiamo uscire dal momento difficile che stanno attraversando – affermano in una nota congiunta La delegazione regionale dell’Azione Cattolica Abruzzese Molisana ed i Presidenti delle undici Diocesi di Abruzzo e Molise  .

TERMOLI. Cosi rivive l'Unità. E’ stata inaugurata giovedì 26 maggio, nel Castello Svevo, la mostra intitolata "il percorso dell’Unità d’Italia da Napoleone a Diaz". Documenti storici autentici e di grande valore danno così lustro a una rassegna organizzata dall’Associazione Dimore Storiche Sezione Molise e curata dalla presidente Nicoletta Pietravalle. Per celebrare la Giornata Nazionale dell’Adsi, si è dunque pensato a Termoli, e alla fortezza che affaccia sul mare, come scrigno per custodire questi preziosissimi documenti che potranno essere ammirati fino al 29 maggio. 

MOLISE. Non abbandoniamo i picoloi comuni. Lo spopolamento dei nostri piccoli comuni è un problema che rischia di compromettere il futuro prossimo della regione. Quando mi capita di incontrare gente dei paesini molisani e mi fermo a chiacchierare con loro, la prima cosa che mi sento dire è che il centro si spopola, che prima c’erano tanti abitanti in più, che la scuola ha chiuso per mancanza di studenti e che la solitudine è dietro l’angolo.

MOLISE. Aumento dell'Irpef. Nel 2011, per oltre 11,1 milioni di contribuenti (il 27% del totale) le addizionali comunali e regionali Irpef aumenteranno. Si tratta di contribuenti che risiedono nelle 5 regioni (Lazio, Molise, Campania, Puglia e Calabria), dove e' scattato l'aumento dell'Irpef Regionale e nei 30 Comuni che hanno gia' deliberato l'addizionale Irpef, cosi' come previsto dal decreto sul fisco municipale. A lanciare l'allarme e' Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, sulla base di un'analisi condotta dal Servizio Politiche territoriali del sindacato sui primi effetti dell'attuazione del federalismo fiscale

CASACALENDA. Riapertura del convento quattrocentesco. La riapertura della chiesa del Convento di Sant'Onofrio di Casacalenda ha fatto vivere momenti belli ai fedeli che in maniera massiccia hanno voluto riabbracciare la nuova vita di una struttura messa a dura prova dal terremoto del 31 ottobre 2002. Da quella data sono passati quasi nove anni, dove l'eremo ha dovuto chiudere i battenti, ma che è stato comunque custodito per evitare l'abbandono da padre Mario Di Genova, padre guardiano della struttura che purtroppo non ha potuto assistere alla conclusione dei lavori di ristrutturazione e alla nuova vita della chiesa. 

BOIANO. Appuntamento con i falconieri del Re. Spettacolo di Falconeria a Bojano....Un evento unico nel suo genere mai avutosi nella città di Bojano. In piazza Roma, piazzale antistante la Cattedrale si esibiranno, i famossissimi Falconieri del Re che tanto successo stanno riscuotendo in Italia ed all'Estero. Ultimo spettacolo in Molise il 29 aprile a San Martino in Pensilis dove migliaia di spettatori hanno potuto apprezzare la nobile arte della falconeria, riconosciuta patrimonio dell'Unesco.Si ripeteranno con uno spettacolo piu'.

SANTA CROCE DI MAGLIANO. La festa di Sant'Antonio. I festeggiamenti di Sant'Antonio da Padova iniziano a Santa Croce di Magliano il 31 maggio con la " tredicina": in chiesa viene esposto il simulacro del Santo e ogni sera, per tredici giorni, i fedeli si riuniscono in preghiera e assistono alla celebrazione della Messa. Nello stesso tempo fanno la comparsa i carri addobbati con fiori e stoffe colorate: quelli trainati a mano dai bambini che chiedono , per il paese, un'offerta per l'organizzazione della festa. 

 

BEDFORD. Incontro molisnai Gran Bretagna. Ieri pomeriggio alle 15.30 presso la Missione Cattolica di Bedford si è tenuta l'assemblea dell'associazione molisana della Gran Bretagna presieduta dal Prof. Luigi Reale di Ferrazzano e introdotta dal segretario Fiorentino Manocchio di Busso, appena eletto alle ultime amministrative inglesi, consigliere comunale di Kempston, centro di 15 mila abitanti a 60 miglia da Londra.

MOLISE.Politica dell'accoglienza.  Può dirsi più che positivo il bilancio della veloce visita fatta dal Presidente Michele Iorio a Kolasin, in Montenegro, e Dubrovnik, in Croazia, per la presentazione del progetto, promosso dalla Regione Molise, denominato  “ADRI GROWT”. Sono, infatti, 17 i Comuni (9  del Montenegro e 8 della Croazia) e Due Contee, Dubrovnik e Spalato, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa portata avanti dal Governo Regionale nell’ambito della più vasta programmazione ADRIATIC IPA. 

 MOLISE. Privilegiati i prodotti molisani. È stato approvato ieri all’unanimità dal Consiglio regionale del Molise il regolamento attuativo della legge regionale numero 9 del 22 marzo 2010 che disciplina le attività agrituristiche in Molise. Relatore della proposta di legge e del regolamento è stato il consigliere Camillo Di Pasquale che ha sottolineato l’importanza di questi provvedimenti in quanto favoriscono la valorizzazione e l’utilizzo dei prodotti tipici molisani.

MOLISE. Salone della comuicazione. Lunedì 6 giugno, alle ore 12,00, nella Sala della Giunta Regionale, si terrà la Conferenza Stampa di presentazione del Programma di iniziative del Salone Molisano della Comunicazione 2011 (SMOC) che avrà luogo, dal 9 al 12 giugno, nei locali dei “Grandi Magazzini Teatrali” di Campobasso.L’iniziativa, giunta alla sua IV edizione, è stata organizzata da Unioncamere Molise in collaborazione con la Regione Molise, l’Università del Molise, la Camera di Commercio Industria ed Artigianato di Benevento e con l’associazione “Il Bene Comune”.

CASACALENDA. Conclusi i festeggiamenti in onore del patrono di Casacalenda Sant'Onofrio e di Sant'Antonio di Padova.  Per due giorni la comunità kalendina ha vissuto intensamente intorno a questi due santi. Due sono state le solenni processioni che hanno attraversato le strade cittadine in onore dei due Santi. E due sono state le presenze particolari durante queste celebrazioni. Nella giornata dedicata al patrono Sant'Onofrio a celebrare la messa con il parroco locale don Michele Di Legge c'era anche il parroco di Montecilfone frate Josiph (un francescano di orini croate che ha portato la sua esperienza nella comunità kalendina. Nella giornata dedicata a Sant'Antonio di Padova, invece, nella Chiesa di Maria Ss del Carmine era presente il vescovo della Diocesi Termoli-Larino mons. Gianfranco De Luca. In quest'ultima giornata toccante e molto sentita dai fedeli è stata la benedizione dei pani che è avvenuta sulla Montagnola .

DURONIA. Il Bilancio del Comune di Duronia è stato bocciato e l’opposizione chiede lo scioglimento del Consiglio Comunale. Una richiesta in tal senso è stata formulata da Mario Petracca,  capogruppo della minoranza “Uniti per Duronia”, al Prefetto di Campobasso. Presenti tutti e 13 i consiglieri, in sette hanno votato contro l’approvazione della “Relazione previsionale e programmatica del Bilancio di previsione 2011 e pluriennale 2011/13”. “Il Sindaco e la Giunta municipale sono stati sonoramente sconfessati e non godono più di alcuna fiducia da parte della maggioranza consiliare

 

 

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L'ANGOLO DELL'EMIGRATO
 
Le tante storie degli immigrati Di  Padre Renato Zilio
 
Era appena terminata per tutti la guerra. Per loro, però, ne incominciava subito un’altra: l’emigrazione. Il fronte era l’Europa industriale. Era l’Inghilterra, ad esempio. Qui dovevano imparare a combattere con un clima maledetto. «In una sola giornata», ti dicono ancora oggi, «qui si vivono quattro stagioni!». In una terra in pieno mare, la meteorologia cambia continuamente e sempre in peggio, si guasta. E poi combattere con una lingua incomprensibile, con un ritmo di lavoro da prima nazione industriale europea (la pausa-pranzo anche oggi è di mezz’ora) e con un nuovo status: diventare operai, da contadini che si era prima. E, in fondo, combattere con una nuova identità: sei migrante. Sei di una razza inferiore, vieni da altrove. E questi eravamo noi, gli italiani.
Li incontro ancora oggi qui a Londra, vecchi combattenti di un tempo, di quaranta o cinquanta anni fa. Si radunano ogni mercoledi alla Missione italiana per una giornata
dedicata tutta a loro: pranzo sociale, animazioni, gioco delle carte, scambio di notizie... Sì, perchè il loro nemico ancora rimasto in piedi, in questo mondo freddo
e anglosassone, è la solitudine. Si ritrovano pure alla domenica per la messa tra italiani. Occasioni preziose, senz’altro, di incontrarsi, di ricordare e di sentirsi fi eri di un arduo percorso fatto. Momenti conviviali forti e necessari che mettono insieme passato e presente, sogni e realtà, l’oggi e il domani.
Emigrare è sempre una lotta. Lo è per il pane e la dignità: ambedue esigenze vitali per ogni essere che emigra. E partire, si usa dire proverbialmente, è sempre morire.
Ma per loro è molto di più: è sapersi rinnovare e rinascere altrove. In questo, allora, il coraggio non si conta mai. I sociologi, puntigliosamente, poi, preciseranno i fattori pull e i fattori push, aspetti che attirano o che respingono nell’esperienza di emigrazione.

Questo aiuta a non dimenticare quanto dall’Italia li respingeva: una vita di miseria, sovrappopolazione, mancanza di risorse, di prospettive, di speranza. Queste ultime ancora vere, purtroppo, per i giovani che arrivano qui oggi.  In Inghilterra, invece, allora esistevano per loro delle domande concrete e precise da parte di un mondo pragmatico, anglosassone. Per esempio nella regione di Bradford la lavorazione della lana da tutto il mondo, in particolare dalle colonie dell’impero britannico, faceva nascere un’infinità di filande tessili. Ecco il lavoro per le nostre ragazze del Sud Italia. Naturalmente contratto vincolante per i primi quattro anni. In mancanza di italiani sul posto queste, poi, sposavano ucraini, polacchi, lituani che lavoravano nelle miniere e nelle regioni agricole della zona. Invece a Loughborough quasi tutti gli immigrati vengono da un paese vicino a Campobasso, Busso. Uno tirando l’altro, come i grani di un rosario, tornavano poi al paese per sposarsi e riportare qui la sposa novella. Così pure a Woking, tantissimi dallo stesso paese siciliano, Mussomeli.
Nel Bedfordshire, invece, erano varie fabbriche di mattoni che servivano per la ricostruzione dell’Inghilterra: occasione di creare una grande comunità italiana di lavoratori. Perfino 14 ore al giorno, a cottimo. Tutti lavori duri, spossanti, a contratto bloccato, affrontati con quel “senso aggressivo della vita” che caratterizza la volontà di ogni migrante di riuscire. Lo si vede ora nelle conseguenze sulla loro salute, molto più malandata dei loro coetanei inglesi. O con emozione li ritrovi quando le vedove ti invitano a benedire le tombe. E allora resti sorpreso di notare il nome scritto in ucraino, in polacco, in lituano accompagnato semmai da una croce ortodossa.
“A un emigrante non chiedere mai da dove viene, ma dove va!”. È una raccomandazione sempre vera, anche nel caso di Edgard Jabès, ebreo di origine italiana vissuto al Cairo. È essenziale, infatti, ricordare il senso profondo di una vita migrante: ricostruirsi e ricostruire la vita. Far crescere un Paese, anzi due, spesso.

All’inizio ci si sente provvisori e in transito. Poi il cammino fa capolinea nel paese di arrivo. L’espressione tante volte ripetuta, «torneremo in Italia», diventa in seguito «ci ritorneremo per le vacanze». Il tempo passa in fretta, le generazioni si susseguono, i figli e i nipoti spezzano i sogni di ritorno. Da emigrati si diventa italiani nel mondo, e poi, con una nuova generazione più inserita, italiani del mondo. Constatava già con una consolante serenità mons. Scalabrini, un secolo fa: «La patria è la terra che vi dà il pane».
Nel Bedfordshire, invece, erano varie fabbriche di mattoni che servivano per la ricostruzione dell’Inghilterra: occasione di creare una grande comunità italiana di lavoratori. Perfino 14 ore al giorno, a cottimo. Tutti lavori duri, spossanti, a contratto bloccato, affrontati con quel “senso aggressivo della vita” che caratterizza la volontà di ogni migrante di riuscire. Lo si vede ora nelle conseguenze sulla loro salute, molto più malandata dei loro coetanei inglesi. O con emozione li ritrovi quando le vedove ti invitano a benedire le tombe. E allora resti sorpreso di notare il nome scritto in ucraino, in polacco, in lituano accompagnato semmai da una croce ortodossa.
“A un emigrante non chiedere mai da dove viene, ma dove va!”. È una raccomandazione sempre vera, anche nel caso di Edgard Jabès, ebreo di origine italiana vissuto al Cairo. È essenziale, infatti, ricordare il senso profondo di una vita migrante: ricostruirsi e ricostruire la vita. Far crescere un Paese, anzi due, spesso.
All’inizio ci si sente provvisori e in transito. Poi il cammino fa capolinea nel paese di arrivo. L’espressione tante volte ripetuta, «torneremo in Italia», diventa in seguito «ci ritorneremo per le vacanze». Il tempo passa in fretta, le generazioni si susseguono, i figli e i nipoti spezzano i sogni di ritorno. Da emigrati si diventa italiani nel mondo, e poi, con una nuova generazione più inserita, italiani del mondo. Constatava già con una consolante serenità mons. Scalabrini, un secolo fa: «La patria è la terra che vi dà il pane».
Renato Zilio
 
 

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Il Canto contro l'Emigrante

 

Il ritorno del compaesano arricchito, specie nei primi decenni del Novecento, rivoluzionò i modelli di comportamento, scatenando invidie e maldicenze che si cristallizzarono in proverbi e canti popolari spesso scherzosi (detti a dispetto), volti a ridicolizzare la situazione, dolorosa e patetica, del forzoso allontanamento degli emigranti dalle giovani mogli. In queste esternazioni popolari, non mancava mai l’allusione al soprabito (sciammerica) indossato dall’emigrante di ritorno: i lavoratori rimasti in paese, pronti a schernire e umiliare chiunque fosse riuscito a salire nella scala sociale e abituati a vedere i contadini in abiti di fustagno stinti e lisi, facevano pesare questa conquista del benessere con la perdita dell’onore familiare. Nei paesi abruzzesi, restando vivo fino agli anni 1960, circolò un canto che ironizzava sulla disgrazia di qualche emigrante la cui moglie, rimasta sola, lo aveva tradito. Il canto in questione fu raccolto nel 1907 da Benedetto Croce in occasione di un suo soggiorno a Raiano, in cui l'emigrazione era altissima e quasi tutta temporanea, e rinvenuto, con qualche variante, da Emiliano Giancristofaro nel 1969 nel Vastese ed in Valdisangro.

 

 «Vi’ che t’à fatte la Merica! O pover’americane, tutte quatrine, o cafone nche sciammèrica. Se l’artista lo sapeva, alla Merica non ci jeva. La moglie dell’americane va alla messa cu sette suttane si ‘nginocchia e prega Dio: manna quatrine, marito mio. Li quatrine ca sî mannate, m’aggiu magnate cu nnamurate; m’aggiu magnate in bona salute; manne quatrine, cornuto futtute. Tiritùppete rind’o murtale: o cafone è caruto malato pa troppa gelusia: curre curre a farmacia. La moglie d’americano sotto o lietto tene o compare justa a mezzanotte o cumpare saglie ncoppa. O povero americano dalla Merica è turnate, la moglie si è andata: poche quatrine m’ hai purtate, curre a l’America, marito mio. O povero americano, tutte quatrine c’ha mannate; e mo ch’è ritornate, diebbete e cuorne à truvate» ......(E. Giancristofaro, Canti Popolari Abruzzesi, Lanciano, Ediz. Rivista Abruzzese, 2002, pp. 149-153).

 
Traduzione:
Vedi che ti ha fatto l’America! O povero americano, tutto quattrini, o cafone col soprabito. Se l'artigiano lo sapeva, in America non ci andava La moglie dell'americano va alla messa con sette sottane si inginocchia e prega Dio: manda quattrini, marito mio. I quattrini che hai mandato, me li sono spesi con l’amante; li ho mangiati alla buona salute; manda quattrini, cornuto fottuto. Tiritùppete dentro il mortaio. Il cafone si è ammalato per la troppa gelosia: corri in farmacia. La moglie dell’americano sotto il letto tiene il compare proprio a mezzanotte il compare sale sul letto. O povero americano dall’America è tornato, la moglie se ne è andata: pochi quattrini mi hai portato, corri in America, marito mio. O povero americano, con tutti i quattrini che ha mandato; ora che è ritornato, ha trovato debiti e corna. Dal sito Emigrazione Abruzzese.
 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                            

NOTIZIE DALL'ITALIA E DEGLI ITALIANI

 

Memoria e idendità nazionale Di Elisa Magnani

L’Unità d’Italia può essere celebrata da moderne forme di pellegrinaggio nei luoghi che ne hanno segnato le tappe storiche e che, facendo parte del patrimonio culturale collettivo del nostro paese rientrano in una tipologia turistica legata alla fruizione della memoria, argomento di questo articolo.

Inizialmente viene presentato uno studio della letteratura esistente in materia di geografia e storia del turismo, di provenienza prevalentemente anglosassone, che consente di analizzare alcuni aspetti problematici della relazione tra memoria e turismo, in particolare rispetto al ruolo di quest’ultimo nel strutturare la memoria collettiva e, da ultimo, l’identità nazionale di un popolo.

Si cerca poi di contestualizzare sul territorio italiano questa tipologia turistica, attraverso alcuni eventi che fanno parte delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e che promuovono una valorizzazione del patrimonio sia materiale sia immateriale connesso agli eventi che hanno condotto a questo importante passaggio storico.

Memoria e identità nazionale

Nella letteratura geografica, uno Stato viene definito come un’unità politica indipendente che occupa un territorio delimitato e abitato, sui cui affari interni ed esteri esercita un pieno potere. Sono quindi tre gli elementi che caratterizzano ogni Stato, la popolazione, il territorio, incluso entro confini definiti, e il potere, che può essere esercitato in forme e modi diversi entro quei confini. Parlando di nazione, invece, si pensa a un gruppo d’individui che condivide un complesso di elementi culturali, sociali e politici che ne contraddistinguono il percorso storico e che si manifestano nella volontà politica di appartenere a un soggetto statale. La storia europea è contrassegnata dalla nascita e dallo sviluppo di movimenti nazionalistici che hanno portato alla costituzione di Stati nazionali; non sempre, tuttavia, su uno stesso territorio le rivendicazioni nazionalistiche hanno fatto riferimento a un unico gruppo etnico o nazionale e ciò ha innescato la nascita di nuovi movimenti nazionalisti e indipendentisti [Casari, Corna-Pellegrini, Eva 2003]. A tal proposito è interessante osservare che all’interno di ogni Stato agiscono forze di natura diversa che promuovono l’unificazione o perseguono la disgregazione: tra le forze centripete vanno incluse una tendenza all’accentramento amministrativo che è tipica dello Stato unitario e le manifestazioni del nazionalismo che passano anche attraverso i simboli di cui si dirà a breve. Le forze centrifughe, invece, si avvalgono di processi di decentramento amministrativo che vanno dalla regionalizzazione, al nazionalismo separatista, fino a manifestazioni di terrorismo.

In questa sezione si cercherà di individuare quali siano gli aspetti che spingono un popolo a sentirsi parte di un’unica entità e da dove esso tragga la propria identità nazionale. Esiste al proposito un’ampia letteratura storiografica, sociologica, politologica e geografica, ma in questa sede cercheremo di approfondire più nel dettaglio l’aspetto legato alla memoria collettiva come fattore di coesione.

Come ricorda Le Goff [1982, 60], «la memoria è un elemento essenziale di ciò che ormai si usa chiamare l’identità, individuale o collettiva, la ricerca della quale è una delle attività fondamentali degli individui e delle società d’oggi, nella febbre e nell’angoscia».    Elisa Magnani                                                                                                    

 

IL PADIGLIONE DELLE ACCADEMIE DI BELLE

ARTI ALLA 54 BIENNALE DI VENEZIA

 

Tese di San Cristoforo, proprio di fronte alle Tese delle Vergini, luogo del discutissimo Padiglione Italia. Un piccolo battello conduce all’ultimo padiglione, tra i meglio curati dell’intero Arsenale. Inaugurato il 3 giugno tra champagne e musica lirica, il Padiglione ospita una selezione di artisti diplomatisi negli ultimi dieci anni nelle venti Accademie di Belle Arti italiane.

Giovani talentuosi già noti a pieno titolo al pubblico nazionale, per sottolineare l’importanza e il valore della formazione italiana. Ideale completamento del nostro più caotico Padiglione nazionale, quello delle Accademie si distingue in verità per la razionalità dell’uso degli spazi e l’ordine nell’allestimento, che permette a linguaggi anche molto diversi di poter dialogare senza creare confusione.

Altissimo il livello. A partire dall’Accademia di Urbino, con La tempesta (2001) di Georgia Tribuiani, perfetta sintesi di disegno, progettualità e uso dei materiali, a Elena Aromando dall’Accademia Linguistica di Genova, che presenta minute buste trasparenti contenenti immagini e ricordi di gusto naturalistico
. Di Sibilla Panerai, in ArsKey Magazine

 

Il nuovo museo di Milano il MAC sarà pronto per 2013.

L’arte contemporanea mette le radici in città

 

Cinquemila metri quadrati di superficie espositiva coperta, distribuiti su cinque piani, di cui uno interrato di 700 mq dedicato esclusivamente alla didattica; quasi settemila metri quadrati di spazi espositivi esterni, suddivisi tra il giardino, le terrazze ai piani (1600 mq) e la grande terrazza circolare sul tetto di 1400 mq che ospiterà il “giardino delle sculture”; un bar/bistrot al piano terra, un ristorante al piano ammezzato affacciato sul parco, con una sala per 80 ospiti e un’ampia cucina per gestire i catering oltre ad un laboratorio artigianale per l’allestimento delle mostre temporanee, un bookshop e gli uffici d’amministrazione dell’intero edificio..... continua Di Giulio Cattaneo, in ArsKey Magazine

 

 

 

                                                                                                                                                                                                             

 

                                                                                                                                                                                                                 

  Istituti Italiani di Cultura

Strasbourg   http://www.iicstrasbourg.org/htm/present.html

Spagna               http://www.nauta.es/iicmadrid/index.html

Vancouver     http://www.iicvan-ca.org/iicvan/home-it.htm 

Brasil                      http://www.iicbaires.com.ar/Indice.asp

London                http://www.italcultur.org.uk/institute.htm

Washington                                 http://www.italcultusa.org/

Sydney                                                http://www.iicsyd.org/

Vienna                                 http://www.iicwien.jet2web.at/

Rio de Janeiro                                http://www.iicrio.org.br/

Toronto                                            http://www.iicto-ca.org/

Paris                                                 http://www.iicparis.org/

Berlino                                          http://www.iic-berlino.de/

Chicago                            http://www.iicch.org/english.htm

New York                                      http://www.italcultny.org/

Caracas                                                  http://www.esteri.it/

    Montréal     
 

 
                                                                                                                                                                                   
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