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ADELAIDE RIUNIONE MOLISANA AD ADELAIDE: FRA DECISIONI E FESTEGGIAMENTI Si è svolta sabato scorso 25 settembre infatti, l’annuale riunione delle associazioni che compongono la Federazione dei molisani che vivono in Australia. L’incontro ha avuto luogo nella splendida tenuta del “Serafino restaurant” di McLaren Vale, a poche decine di chilometri dal centro di Adelaide. Le discussioni hanno riguardato le prossime delle varie associazioni sparse in cinque città australiane (Adelaide, Perth, Melbourne, Sidney e Obarth), il bilancio della federazione, gli appuntamenti futuri e i rapporti con la regione Molise. CONTINUA TERMOLI Lezioni di dialetto obbligatorie... L’amministrazione comunale finanzia un esoso progetto nella scuola sempre più povera per i tagli e l’esiguità di risorse. Dalle 30 alle 20 ore di lezione, dall’ultimo anno della materna a tutte le classi delle elementari, fino alla prima media. La materia è curriculare e quindi non facoltativa, elemento che sta suscitando diverse perplessità. Tra le scuole hanno detto per il momento sì il primo circolo, la Bernacchia e la Brigida, mentre il collegio dei docenti della scuola di via Stati Uniti si è pronunciato con un no: «Fermo restando la valenza didattica e culturale, non è stata condivisa la modalità di presentazione del progetto, non si da’ la possibilità di scegliere ad allievi e genitori». CONTINUA AUSTRALIA A tu per tu con gli emigranti molisani... Sono partiti decenni e decenni fa dai nostri Comuni e hanno fatto fortuna nella terra delle opportunità, senza dimenticare le origini. Sono i molisani d’Australia, decine di migliaia di nostri corregionali che vivono tra grattacieli e tecnologia, salsa di pomodoro fatta in casa e immaginette di padre Pio. Il nostro inviato è andato a vedere come vivono, si è intrufalto nelle loro case per intervistarli e raccogliere storie e ricordi che confluiranno in una rubrica apposita. Il viaggio comincia da Perth, 5mila molisani in uno Stato di 2 milioni di abitanti, con un "passami nu pezzo di pane, please" davanti a una tv ultrapiatta. ...CONTINUA MOLISE La Regione invita gli studenti australiani, ma non ha un soldo . Le emozioni e le speranze delle giovani Danika e Kimberlee a poche ore dalla partenza per il Molise per un corso di italiano organizzato dall’Unimol. «Vogliamo scoprire i posti dei nostri avi, capire i loro stili di vita» hanno confessato le giovani di Perth. Intanto da palazzo Moffa è arrivata una brutta notizia. Per mancanza di fondi è stato chiesto alle associazioni molisane in Australia di antcipare le spese per gli alloggi in b&b e i pasti non previsti dal programma. E intanto si attendono ancora i rimborsi per l’acquisto dei laptop voluti da Iorio. CONTINUA
MOLISE In Molise il terziario impiega 63% dei lavoratori. Dagli ultimi dati diffusi dell’Istat, lo scorso 23 settembre sulle forze di lavoro, e relativi al II trimestre 2010, risulta che, a livello nazionale, il numero degli occupati cresce dell’1,1% rispetto al trimestre precedente. Rispetto allo stesso trimestre del 2009, invece, si è registrata una riduzione pari allo 0,8% (-195.000 unità), sintesi di una sostenuta riduzione della componente italiana (-366.000 unità) e di una significativa crescita di quella straniera (+171.000 unità).... CONTINUA CAMPOBASSO L’estate se ne è andata; come a dare il saluto alla stagione autunnale arriva puntuale la 19^ Rassegna Polifonica Internazionale “Città di Campobasso”, nonostante i venti di crisi che si ripercuotono immancabilmente e sempre sulla cultura. Organizzata dall’Associazione Polifonica Molisana, la 19^ edizione si svolgerà dal 2 al 10 ottobre 2010. Come di consueto la manifestazione prevede tre concerti dislocati nell’arco di una settimana. La Rassegna, ormai consolidata nel tempo, costituisce uno strumento con varie finalità culturali:- la divulgazione del repertorio, degli stili e degli interpreti nell’ambito della musica corale e la presentazione di nuove composizioni;- il consolidamento del contatto con il pubblico campobassano e regionale che di rado ha l’occasione di accedere a questo significativo aspetto della produzione musicale;- la valorizzazione di alcuni importanti luoghi artistici della città. MOLISE La regione Molise intima all’universita’ Cattolica di firmare entro domani il nuovo protocollo di accreditamento che prevede tagli consistenti alla spesa, ma l’ateneo non molla.Per abbattare il deficit sanitario la Regione deve chiudere tre ospedali su sei e tagliare i rimborsi alle strutture private. Per la Cattolica l’accordo stabilisce un tetto di 39 milioni di euro (contro gli attuali 62 mln), come “limite massimo di prestazioni erogabili dal Centro di Campobasso, comprensivo anche delle prestazioni erogate a residenti fuori regione”. In una nota inviata qualche giorno fa dal Sub Commissario alla sanita’, Isabella Mastrobuono, si chiede la firma entro le ore 12 del 29 settembre 2010, precisando che “in caso di mancata stipula, dovranno applicarsi le previsioni di legge”, ovvero la sospensione dell’accreditament, nonostante la manifestazione di piazza della scorsa settimana a cui hanno partecipato migliaia di cittadini. CONTINUA
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Nell'incantevole cornice del castello Pignatelli è stato presentato il volume di Pasquale Di Cristinzio dal titolo "Storia della banda di Monteroduni dalle origini all'associazione musicale", Maestro Raffale Bianco il 10 agosto '10. hanno preso parte all'evento: il sindaco di Monteroduni Custode Russo, l'assessore Pallante Clemento assessore provinciale, Don Paolo Greco parroco di Monteroduni. L'autore Pasquale Di Cristinzio, segretario e direttore artistico dell'associazione "maestro Raffaele Bianco" di Monteroduni e ideatore e fondatore della grande festa della musica "festa della banda" dal 2004 a tutt'oggi giunta alla settima edizione. Com'era Il contado di Molise a Francesco Jovine, piaceva questa denominazione, letta su vecchie carte della sua terra, gli sembrava esprimesse meglio di un lungo discorso l'essenza negli articoli poi raccolti in un volume per i tipi libreria editrice Marinelli di Isernia, a cura di Nicola Perrazzelli, fissava alcuni aspetti della ruralità della società molisana, un'aria di medioevo contadino, domestico e livellato, probo tenace, fortemente attaccato alle tradizioni, fedele alle antiche leggi dell'ubbidienza. Il segreto respiro di un mondo ormai remoto, di una terra e di una gente di antica civiltà, ma oppresse dall'abbandono e dall'oblio quali quella del Molise al tempo dei Borboni. Lavorare finchè c'era luce nella vita dei nostri avi era una verità così comune da essere mai messa in discussione, il correre del sole regolava la giornata, la campana fissava i dettagli, il contadino era fortemente condizionato dai fenomeni naturali, quando non riusciva a dare spiegazioni logiche, attribuiva poteri magici da cui difendersi e convivere, essendo Monteroduni un paese la cui storia è luce riflessa dai centri maggiori, la cui popolazione nel 1861 era composta di 2.824 all'alba dell'unità della nostra Nazione. In sostanza la vita anche in tempi remoti come abbiamo ricordato stagnava come in un fatale isolamento, notizie di guerra di caduti di dinastie, di congiunzioni di astri arrivano quando avevano perduto ogni significato, ogni carattere emotivo. Anche poche industrie che il contado di Molise aveva sul suo territorio: "fornaci per laterizi, molini, pastifici, avevano produzione limitata per il consumo locale, prodotti eccellenti dell'artigianato: sarti, falegnami, fabbri emigranti nelle grandi città dell'Italia o di America hanno dato prova della capacità. Il fenomeno che colpisce è stata ed è la passione di Monteroduni per la musica, infatti molti giovani si recavano a lezioni private per apprendere e suonare strumenti d'ottone e di legno, altri sempre numerosi erano quelli che preferirono esercitare chitarre e mandolini. Il gusto quasi innato per la musica portò molti cittadini ad organizzare un complesso bandistico di cui per lo più facevano parte artigiani locali. Il numero dei componenti oscillò sempre intorno ai quaranta, nello stesso tempo ebbe inizio alle prime reclute della nuova organizzazione musicale da parte di Francesco Scioli nel 1857, religioso, scrittore, storico, archeologico e pubblicista. Egli fu anche il primo maestro e direttore, il maestro Trevisonno dal 1892 al 1902. poi i maestri:Donato Marchetti, Luigi Lucantonio che nel 1903 musicò il melodramma:" Erminia. Il libretto fu scritto dal maestro elementare Gaetano Del Rossi, facendolo poi rappresentare al teatro Bellini di Napoli, ma senza successo. Stampa periodi molisani dell'ottocento La prima caratteristica della stampa molisana per il periodo 1860-1900 è data dal gran numero dei periodici pubblicati ben 27 e non solo nelle grandi città, Isernia, Larino, Venafro, naturalmente Campobasso ma anche centri di scarsa importanza, come abbiamo ricordato l'isolamento del territorio molisano con il resto dell'Italia e dell'Europa, di qui la necessità di una stampa locale che tenesse informati gli elettori sui principali avvenimenti. La seconda è connessa alla presentazione dei candidati alle elezioni politiche, i quali sostenevano determinati periodici che ad elezioni svolte, cessavano le loro pubblicazioni, infatti molte testate scompaiono nel giro di qualche anno e addirittura di qualche mese. Vi è un elemento che accomuna quasi tutta la stampa del tempo, è l'anticlericalismo che in alcuni raggiunge punte di una insostenibile volgarità. L'anticlericalismo si manifesta nell'articolo di fondo ed è bilanciato da altri articoli nel corpo del giornale. Nello specifico ricordiamo Il Battagliere indipendente pubblicata ad Isernia nel 1893 e diretta da Giuseppe Campagnale. Il giornale si proclama radicale perché radicalismo è sinonimo di progresso, vi è nel periodico una precisa disposizione contro il potere temporale e per la libertà di coscienza. In occasione dei moti di Palermo e delle eccezionali volute dal Governo del Tempo, il giornale prese una coraggiosa posizione deprecando ogni tentativo liberale e difendendo il proletariato agricolo della Sicilia. Negli ultimi numeri del periodico gli spunti nuovi sono piuttosto diluiti anche se non del tutto dimenticato. È da tener presente che il Giornale ebbe una tiratura di 700 copie. Il Giornale veniva stampato in Agnone ebbe la nascita nel 1894 e fu diretto da Vincenzo la Banca. Il periodico si proclamava "Notiziere" infatti ebbe carattere strettamente locale, fino al 1898 anno della chiusura del Giornale non è stato possibile desumere un indirizzo politico. Fatta questa piccola parentesi ritorniamo alla storia della banda musicale, dagli inizi del 1900 fino alla prima mondiale, il complesso bandistico ebbe per la prima volta alla direzione artistica il Maestro Raffaele Bianco e l'altra complesso dal Maestro Angelo Ferretti. Ma presto si ritirò lasciando la direzione artistica al maestro al Maestro Raffaele Bianco 1950 anno del suo collocamento a riposo. Il complesso decade e la musica esulò dai suoi programmi. Nello specifico il maestro Raffaele Bianco eccellente concertatore e direttore d'orchestra è stato il primo valido Maestro che Monteroduni può annoverare, figura centrale; combattente in entrambe le due guerre mondiali. Cavaliere di Vittorio Veneto, l'unico ad aver ricoperto tute le cariche pubbliche, ricordiamo brevemente : Nomina a Giudice conciliatore dal 28 giugno 1922. – anno 1922 // Commissario prefettizio (anno 1936); - 1936 // Podestà dal 1936 al 1944; // Sindaco del comune di Monteroduni; nel 1944. Apriamo una parentesi sul secondo conflitto mondiale. Il comune di Monteroduni, la guerra fino ad allora sentita come un evento certamente grave ma lontano, con l'armistizio dell'8 settembre '43 e la conseguente occupazione tedesca non fu un'esperienza piacevole. Ricordiamo un episodio che vide il podestà Raffaele Bianco in prima persona, si reca nel rione Cappellone insieme ai militari tedeschi da lì a poco esattamente le ore 9.15 dovrà dare ordine di fa brillare le cariche. L'arciprete don Placido unitamente ad alcune donne che abitano nel quartiere, timorose per i danni possono arrecare alle loro abitazioni , vicine a quelle dell'abitazione di Domenico Scioli, reo di aver commesso un furto del bestiame, e la chiesetta del Cappellone, dove la Vergine è oggetto di culto molto sentito dalla comunità, cercano di convincere militari a scongiurare l'evento. All'ora stabilita cioè alle 9.15 il maestro Bianco da l'ultimo sguardo da tasca e ordina il "fuoco", nel frattempo le cariche esplodono, un militare strappa l'orologio a catena dalla mano del podestà e si allontana. L'abitazione del Scioli non c'è più, le abitazioni e la chiesetta sono salve, solo il podestà ci ha rimesso l'orologio. Chiudiamo la parentesi e si continua a parlare della banda. Eccellente maestro concertatore, direttore d'orchestra, dicevamo portò la banda musicale ai massimi livelli per questo rinunciò la direzione della Banda Musicale di Macerata, per quale era risultato vincitore di concorso. Si sono succeduti Maestri Marsechiello, Persichilli e Cesario. Venne l'era del Maestro Raffaele Percopo egli è stato un riformatore, sostituì gli strumenti con i cantanti lirici nel 1965, l'ultimo direttore di sinfonie serali. Apriamo di nuovo una parentesi sempre sul secondo conflitto mondiale. Dopo l'occupazione tedesca, vennero le truppe alleate, un soldato americano di nome John Forte chiese delle famiglie Di Biello e Percopo: si aprirono le porte delle due case, al milite sembrato di essere ritornato a casa. A questi parenti chiese qualche giorno di riposo e di calma, a sera egli si sedette al pianoforte e suonò una canzone tutta pervasa da una dolce melodia. Egli disse che la canzone l'aveva musicata il suo amico Carmi Chael anche lui al fronte.La canzone da lui perfezionata a Monteroduni in casa dei parenti con il brano:"Io ti ho incontrato a Napoli". La famosa canzone avrebbe accompagnato l'esercito americano durante tutta la campagna di Italia. Oggi Con il passare degli anni le condizioni con cui veniva a trovarsi la Banda Musicale di Monteroduni divennero sempre più critiche, per la perdita di numerosi musicisti, per raggiunte limite di età o deceduti. Ma nonostante tutto diverse iniziative furono portate avanti un passaggio significativo, si è avuto il 25 settembre 2002, quando venne istituita l'associazione musicale "Maestro Raffaele Bianco". Per continuare il discorso tradizionale della Banda di Monteroduni. La festa più importante, dell'Associazione è la grande festa della Musica, che si tiene ogni anno nella prima decade di giugno. Di Giovanni Mancini |
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Emigrati di Torrebelvicino
Anna Paletta Zurzolo è nata a San Giovanni in Fiore. All’età di quattordici anni è emigrata in Canadà dove vive con suo marito e due figli. Pane Vino e Angeli è il suo primo romanzo che in Canada ha avuto diverse edizioni e ha ricevuto il premio Commonwealth. Ottimo successo ha avuto la traduzione in lingua tedesca, anch’essa in diverse edizioni. La versione italiana inedita ha ricevuto la menzione speciale del premio Grotteria 2003 per "l’abilità narrativa di mescolare ricordi di vita migrante con gli elementi di folklore del paese d’origine". La tragedia di Mattmark. Come ogni anno, dopo la pausa estiva, alla ripresa dell’attività lavorativa, gli Italiani in Vallese si ritrovano a Mattmark, nell’Alto Vallese per commemorare i caduti sul lavoro di quella tragedia che strappò agli affetti familiari ben 88 lavoratori, di cui 56 lavoratori emigrati italiani, alcuni in giovane età, e tutte le altre migliaia di caduti nelle altri parti del mondo. A Mattmark, successivamente a tale tragedia, di incidenti ce ne furono degli altri. Alla fine dei lavori, il bilancio complessivo fu di 110 morti. E’ un appuntamento che ormai si ripropone da 45 anni, da quando quel maledetto fronte del ghiacciaio dell’Allalin, assieme all’ingordigia ed alla mancanza di buon senso dei responsabili del cantiere della diga, provocarono quella immane tragedia. Un appuntamento denso di emozione! Per la Comunità italiana in Vallese ed i suoi rappresentanti , Mattmark è diventata l’occasione per discutere dei problemi del mondo del lavoro dell’emigrazione italiana in Vallese, in particolare delle questioni legate alla sicurezza nei posti di lavoro. Ma è diventata anche il momento per fare un bilancio annuale dell’impegno sociale delle Istituzioni rappresentative degli Italiani in Vallese nei riguardi della Comunità, per ritrovare stimoli ad ulteriori iniziative, per ricordare a tutti ed in particolare ai giovani che se oggi sono stati fatti dei passi in avanti sulla via dell’integrazione e della crescita civile e sociale, lo si deve anche e soprattutto al sacrificio di quegli uomini. Inoltre, questo momento serve per ricordarci, ricordare e riflettere sulla situazione di altre Comunità che oggi si trovano ad affrontare gli stessi problemi che hanno vissuto i nostri padri e nonni al momento del loro arrivo in Svizzera. Molti tendono a dimenticare e si sente molto spesso dire che gli Italiani erano diversi rispetto ai nuovi migranti. Ma tutto questo è falso. Quindi, se si vuole veramente rispettare la memoria di quei caduti sul lavoro, ci si deve impegnare anche nei loro confronti, per non fargli subire le tante umiliazioni patite dagli emigrati italiani al momento del loro arrivo in Svizzera ed in Vallese. Quest’anno, poi, in occasione del 45° anniversario, la ricorrenza diventa un poco più speciale perché, come già avvenuto cinque anni fa, ci sarà la presenza di una forte delegazione di cittadini ed Autorità civili e religiose dalla Regione Veneto, perché 18 delle vittime erano originari della provincia di Belluno. Saranno presenti il Vescovo di Belluno – Feltre, Monsignore Giuseppe Andrich,, Sindaci e rappresentanti della Provincia e della Regione, i responsabili dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il suo Direttore Patrizio De Martin. Il programma per tale ricorrenza prevede già un momento molto forte la sera del 3 settembre presso la sala parrocchiale di Briga con un concerto del “Coro alpino di Toggenburg e proiezione in sottofondo del DVD realizzato in occasione del 40° Anniversario. La serata sarà introdotta da alcuni saluti di benvenuto da parte della presidente della Colonia Italiana di Briga, Naters e Dintorni Cinzia Viscomi, della Responsabile dell’Agenzia Consolare di Sion Rossana Errico e del Presidente del COMITES del Vallese Domenico Mesiano. La serata sarà chiusa con un breve momento conviviale. La giornata di sabato 4 settembre è prevista a Mattmark, ai piedi del ghiacciaio dell’Allalin. Sul luogo dove è deposta la lapide, si terrà la cerimonia religiosa e la parte ufficiale alla presenza delle Autorità italiane e svizzere. Alla fine, davanti alla chiesetta a valle, ci sarà l’aperitivo offerto come sempre dalla Colonia di Briga, Naters e Dintorni. Domenico Mesiano Presidente del COMITES del Vallese, Agosto 2010 LA
STORIA DI UN EMIGRATO , BRUNO NICOLO'. di Riccardo Bruno,
Trapani.
Il mio prozio Nicolò BRUNO, nacque il 15
febbraio 1892 in Via Torre Pali, nel Rione S. Pietro di
Trapani-Sicilia., terzo figlio dei miei bisnonni : Francesco Paolo
BRUNO, calzolaio, e Caterina VIRGILIO, casalinga, entrambi di
Trapani. Fu il padre Francesco paolo il primo ad emigrare nel
1902, dirigendosi in Louisiana-USA, a New Orleans, come tanti siciliani
prima di lui.
Nel 1904, anche Nicolò decide di seguire le orme del padre; il 1° Ottobre sulla nave SS Patria Nicolò, accompagnato dallo zio Dionisio SCONTRINO di Trapani ( lui diretto a Monroe, LA), e in compagnia anche di Donato BRUNO fratello del padre di Nicolò, si imbarca a Napoli, arrivando il 19 Ottobre e dichiara di essere diretto a Ruston, LA, dove lo attende il padre Francesco Paolo. Ma Nicolò BRUNO e Dionisio SCONTRINO non sbarcarono subito sul suolo americano, e sono trattenuti per un giorno ad Ellis Island poichè arrivati troppo in ritardo all'imbarco 1 ottobre 1904 a Napoli sulla nave "Patria"; Dionisio usufruisce del vitto composto da 2 colazioni, 2 pranzi e 2 cene, mentre Nicolò rimane a digiuno. Vengono rilasciati il 20 ottobre 1904 alle ore 8.19 A.M. Donato Bruno è "ADMITTED" poichè risulta idoneo nel secondo colloquio della commissione di controllo degli emigrati. Nel 1905 il padre Francesco Paolo torna in Italia e vi rimane fino al 1906, quando insieme al parente Antonino BRUNO riemigra nuovamente. In questo periodo probabilmente padre e figlio, decidono di trasferirsi Ruston, Lincoln Parish, Louisiana, come è evidenziato dal census del 1910: abita al 202 North Vienna in casa di un certo Frank dal cognome illeggibile sul census ed insieme alla famiglia di questo. Lavora come calzolaio presso un negozio di scarpe. Nel 1912 si trasferisce a Monroe, Ouachita Parish. Ritorna in Italia per svolgere il servizio militare presso la Guardia di Finanza, e risulta di professione operatore cinematografico. La chiamata è del 6 Giugno 1912 e da questa data fino al momento del congedo avvenuto il 30 Agosto 1919, Nicolò BRUNO partecipa alla Prima Guerra mondiale, su diversi fronti; viene nuovamente richiamato in servizio nel Luglio del 1920 e non so quanto tempo vi rimase, ma sicuramente alcuni mesi, poichè Nicolò appena libero, amareggiato dalla lunga permanenza in abiti militari, decide di emigrare nuovamente e definitivamente in Louisiana. Parte con la nave “Patria” il 24 Aprile 1921 da Palermo per New York dove arriva il 7 Maggio 1921, e sbarca due giorni più tardi. Poichè passa attraverso Ellis Island, ritengo che abbia effettuato il viaggio nelle stive della terza classe. Al suo arrivo ha con sè 35 dollari, dichiara che sarebbe andato a stare da un amico, un certo Giuseppe La Monica a New Orleans. Altresì dichiara inoltre di essere un manovale, di saper leggere e scrivere l’italiano, di non avere il biglietto per proseguire il viaggio fino a destinazione, e di essere stato già negli Stati Uniti tra il 1904 e il 1912, di aver lasciato nella sua casa a Trapani la madre Virgilio Caterina. Dall'Aprile del 1921, il nome di Nicolò rispunta a Monroe-Ouachita Parish, dove conosce Nellie G. Guerriero che sposa tra il 1924 e il 1925. Nel census del 1930 dichiara di avere 37 anni, di essersi sposato a 32 (quindi nel 1925) con Nellie G. Guerriero, è cittadino americano, assumendo il nome Nicholas. In questo periodo è proprietario del Bruno’s Electric Shoe Shop sito a 106 N. 2nd Street in centro città a Monroe, negozio all'avanguardia e di lui, della sua abilità imprenditoriale parlano i giornali del posto, essendo riuscito con impegno e serietà a farsi un ottimo nome. Non so con precisione quando costruì la sua bella casa al 503 Alexander Ave di Monroe; la signora Sue Lynn Sandifer di Monroe che mi ha aiutato nella ricerca mi informa che Alexander Ave adesso si chiama Roselawn Ave. Intanto nasce nel novembre del 1930 la loro prima figlia, Martha Jane, che muore infante nel luglio successivo. Certamente il dolore deve essere stato grande, e Nicolo’ e Nellie decidono di adottarne una di nome Sara Ellen. Di quest'ultima non ho notizie precise, ma in uno dei necrologi di Nicolò BRUNO ho letto che il nuovo cognome della figlia era Bottorff. La signora Sue Lynn Sandifer invece mi comunica che il suo cognome attuale è Benton, nome del marito con cui si sposa prima del 1956. Anche se le distanze sono eccessive mio zio Nicolino come affettuosamente lo si chiama in famiglia, rimane sempre in contatto con i suoi fratelli a Trapani. Invia pacchi dono durante il periodo post-bellico, aiutando così i suoi parenti, cosa sicuramente molto gradita considerando che quel periodo non era tra i più felici. La prima parente che decide di fargli visita a Monroe è la sorella Caterina che si imbarca e lo rivede nel 1950, quando ormai Nicolò, divenuto Nicholas, è un uomo ampiamente affermato. Difatti il 17/11/1951 zio Nicolino scrive a suo nipote Francesco Paolo usando un foglio di carta intestata del Bruno’s Electric Shoe Shop, cosa ancora inusuale per molti in Italia. Nel 1953 aiuta suo nipote Francesco Paolo BRUNO (fratello di mio padre) ad emigrare in America grazie al Refugee Relief Act che permette l'entrata in USA a tutti coloro che avevano vissuto il periodo della 2° guerra mondiale come profughi. L’atto di richiamo vero e proprio avviene nel 1956. Su Francesco Paolo Jr mio padre scrisse anche un bel libro" Sulle ali di un sogno". Intanto Nicholas è in pensione e dopo lunga malattia si spegne a Monroe nel 1962 all'età di 70 anni. Le sue spoglie riposano presso il St. Matthew Cemetery a Monroe, dove, caso originale, la data di nascita è erroneamente scritta 10 feb 1893, invece di 15 feb 1892. Riccardo Bruno |