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Cambuasce: una e due...di Gianni Spallone
Tanti anni fa decisi di andarmene da Campobasso “Dove vai?” “Vado a Roma” “Ma che dici? Senza mestiere, senza appoggi. Sei pazzo?” “Sì, sì, sono pazzo. E me ne vado veramente” … e veramente me ne andavo ... da quella Cambuasce paisanona, borghesuccia, borbonica, fascistoide, un po’ colittiana un po’ democristiana, della Libertas e della Fiamma quella Cambuasce del “lassa fa ’u munne comme ze trova”, “te l’eve ritte ije”, “addò mé” quella Cambuasce dello struscio di gregge umano da capammonte a capabasce, del pissi pissi, di pizze e balli il sabato sera e pastarelle la domenica quella Cambuasce delle castagnole, delle scamorze, di cici e sumente, del caffè da Lupacchioli, del Bar sport praticato al Bar centrale, della colazione da Brisotti (escluso i festivi per chiusura locale) … me ne andavo … da quella Cambuasce della porcilaia, dei condomìni rissosi per la moltiplicazione di avvocati, avvocaticchi e praticanti, del dove nessuno è contento di niente quella Cambuasce delle eterne code: alle poste, alle casse dei supermercati, perfino dai giornalai e dai benzinai (perché benzinai e giornalai si intrattengono a parlare con gli amici che, porca miseria, capitano sempre davanti a te) quella Cambuasce dei politicanti, degli impiegati, del posto fisso, del “se riesco a entrare in banca…”, del “vacci a nome mio”, del dove bisognava raccomandarsi a qualche mammasantissima anche per ricevere il trattamento di fine rapporto quella Cambuasce dove le domande di lavoro, delle borse di studio, delle liste di precariato erano già chiuse prima di aprirsi perché arrivavano sempre primi gli amici degli amici … me ne andavo … da quella Cambuasce con due pisciatoi, con i marciapiedi o sconnessi o scivolosi, quella del “t’aspetto davanti all’Upim”, del “ci conosciamo tutti”, del “Buongiorno” e “Buonasera” che a Cambuasce si pronunciano “Tutto a posto?” quella delle contrade, delle coste di Oratino, della Fota, delle chiese dentro e fuori le mura quella Cambuasce delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti e dei cani randagi … me ne andavo … da quella Cambuasce delle villone in periferia, la Cambuasce di Vazzieri, della zona industriale, della Piazzetta, di Corso Bucci, del CEP, di Basciosantantuono, di San Mercurio, di Vico Tre dita dalla Cambuasce morattiana, moderna, vecchia, stravecchia, quella turistica, quella degli amici della musica, gli amici del bridge, gli amici di quelli che aspettano le svendite da Fabian dalla Cambuasce invidiata da tutti, la Cambuasce dall’aria incontaminata, la Cambuasce dove fa sempre freddo e vento, estate e inverno, ma che “vuoi metterla con Isernia?” … me ne andavo … da quella Cambuasce dove i giovani pisciano per strada, rovesciano cassonetti, scassano le aiuole, fanno casino fino alle tre di notte la Cambuasce popolata da personaggi addentro ai segreti umani e divini, sostenitori della pena di morte, strateghi pallonari che nella loro vita hanno letto solo il “Corriere dello Sport”, eiaculatori precoci stancatori di ninfomani (“io la faccio la puttana ma la faccio onestamente) la Cambuasce di pizza e munestra, dei torcinelli, di zì Cuncetta, di Aciniello ’ncoppe e Aciniello là sotto la Cambuasce dei macellai pingui come passeri, dei bancarellari che i giorni di festa si fanno il giro in Ferrari (tanto per metterla in moto), la Cambuasce dei bottegai, dei Mastropaolo, dei Mastropietro, dei Mastrogiorgio, dei Mastroberardino, Mastrogiuseppe, Mastromonaco, Mastrandrea la Cambuasce culla feconda di una sterminata schiera di artisti fai da te, poveti, scriventi, dielettofoli, pompiers la Cambuasce del “c’avete ’na sigaretta?” la Cambuasce della “domenica a Cambuasce” … … e poi, dopo tanti anni sono tornato … in questa Cambuasce di oggi … la Cambuasce dell’inesausto gregge umano allo struscio (con quelle due sempiterne signore bionde), del pissi pissi, di pizza e munestra, dei balli il sabato e pastarelle la domenica la Cambuasce con due pisciatoi e con i marciapiedi sconnessi e scivolosi La Cambuasce della Guardia medica sistemata in un ex cesso a San Giovanni la Cambuasce degli amici degli amici (e c’è ancora quello che è amico di tutti) la Cambuasce della porcilaia, del vecchio e nuovo Romagnoli, della Su e Giù, del Teco vorrei, dei Crociati e dei Trinitari dei Misteri (toc toc, “uno due tre: scannette allerte!”) … la stessa Cambuasce di prima ma con … quattro o cinque quotidiani (numero imprecisato perché alcuni nascono e muoiono di subito, tutti centristi o centrali o centrati o centripeti, ma tutti scentrati) Telemolise Teleregione Teletrigno Teleisernia Pianeta Tigre Monforte Sosty Mecapoce Momix Tre civette sul comò In vino veritas Gandalf Grant Blue note Polpetta infine, loro due … la Cattolica e l’Università del Molise … e questa a Cambuasce a Termoli a Isernia a Pesche (presto anche a Larino e a Venafro, forse in futuro anche a Boiano, Riccia e Colletorto e, perché no! (pezzenti e ariusi) anche a Bruxelles presso la prestigiosa sede della Regione) la stessa Cambuasce che neppure questi nuovi arrivi che si riproducono come metastasi riescono a snaturare la stessa Cambuasce dove se domani spunta l’aurora non ci sarà nessuno a riceverla. Gianni Spallone
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LAVORAZIONE DEL MERLETTO AD ISERNIA
Le notizie storiche e i ricordi delle merlettaie
isernine raccontano luoghi di grande valore per le tradizioni e le arti
dell’antica città molisana. Isernia, famosa in tutto il mondo
perché conserva nel suo territorio il mistero dell’Homo Sapiens,
che vi pose dimora circa un milione di anni fa, e centro in cui sono
state scritte pagine importanti della storia del popolo sannita, poi
romano, è una città ricca di tradizioni popolari ancora
vive. Fra queste la lavorazione a tombolo, ricostruita grazie ai
racconti delle anziane merlettaie e oggetto di un recente volume dal
titolo Il Tombolo nel cuore di Isernia, a cura di Maria
Stella Rossi e Olimpia Giancola, edito da Volturnia Edizioni.
Presentato all’inizio di luglio a Isernia, nell’Aula Magna dell’U
niversità del Molise, il libro racconta storie finora
appartenute esclusivamente alla tradizione orale.
L’origine della lavorazione a tombolo nella
città risale al 1503 circa, data desunta dalla documentazione
cartacea conservata in archivio. Luoghi significativi di questa storia
sono ilComplesso di Santa Maria delle Monache (l’attuale sede del Museo
Archeologico, dell’Archivio Storico e della Biblioteca Comunale), dove
venivano istruite le giovani donne, e la Cattedrale cittadina, dove
sono custoditi merletti di pregio. Proseguendo l’i tinerario si giunge
nell’Eremo dei Santi Cosma e Damiano, poco distante dalla città,
al cui interno sono conservati numerosi e pregevoli merletti donati a
devozione dei santi medici. La lavorazione a tombolo racconta
momenti di devozione e una ricorrenza – il giorno della festa dei
gemelli martiri – che è una delle poche in Italia che conserva
elementi del culto pagano dedicato a Priapo. Infine, una passeggiata
nel Vicolo d’Afflitto, detto anche Codacchio, luogo in cui ancora oggi
si riuniscono le merlettaie a lavorare assieme e in cui sembra che il
tempo si sia fermato. Passeggiando nel vicolo si resta affascinati dai
racconti delle merlettaie che nel periodo estivo sono sull’uscio delle
loro vecchie case a ricamare: uno spaccato di vita vissuta, ancor
attuale, all’interno di una città che come tutte si è
trasformata e modernizzata. Dal sito Cultura Italia
CONTINUA
Il Convento Santa Maria
delle Monache e la storia del merletto
La lavorazione del tombolo a Isernia si fa risalire
circa al 1503; da un registro amministrativo si desume che in quella
data le «convesse et badesse de Santa Maria de Yzernia»
hanno realizzato un «corredo di pezzi en merletto de Yzernia
facto à donna Catherinella». Dalla descrizione che segue
nel registro si può affermare con certezza che si tratta di un
merletto a fuselli decorato con finissime lavorazioni ad ago,
così come si distingue la lavorazione del tombolo. È noto
che all’interno del monastero giovani donne, che successivamente
diventavano monache, appartenendo all’aristocrazia del Reame di Napoli
ed essendo avviate alla musica, alla pittura e al ricamo artistico,
avevano portato nel convento la loro educazione, di cui è
rimasta testimonianza concreta nell’arte del tombolo.CONTINUA
La Cattedrale d 'Isernia
e il merletto
Nella Cattedrale sono conservate testimonianze di
merletti lavorati a tombolo, che costituiscono parte del tesoro delle
donazioni dei devoti. Una tovaglia ricamata a tombolo realizzata da una
certa Amalia Damiani Evangelista, su disegno della sorella Maria,
è stata donata negli anni Trenta del Novecento, dopo la morte di
suor Dolores del Calvario, figlia della donatrice. La tovaglia presenta
al centro una colomba, raffigurata in ricordo dell’anima della suora.
La particolarità del manufatto sta nella sua realizzazione:
essendo la tovaglia alta un metro dovette essere lavorata in piedi.
CONTINUA
Il Vicolo d'Affitto e le merlettaie
Passeggiando nel caratteristico centro storico di
Isernia si giunge nel Vicolo d’Afflitto, detto anche il Codacchio,
storicamente ricordato come il luogo d’incontro delle merlettaie della
città. Ancora oggi nelle giornate di sole alcune anziane
ricamatrici si recano a lavorare il merletto a tombolo con accurata
maestria: alcune di loro, con l’arrivo dell’estate, tornano nelle loro
vecchie case e, abbocca alla porta di casa, pongono il
pallone utilizzato per fermare il merletto con gli spilli sullo scanno
e iniziano a lavorare. Le anziane signore prendono il posto di sempre
e, caratteristica molto particolare, è tradizione che nessuna si
alzi prima che la lavorazione del merletto abbia raggiunto lo staglio,
ovvero il punto indicato con uno spillino fissato sul cartone che funge
da guida al lavoro. In passato si lavorava anche fino a sera inoltrata,
mentre d’inverno le merlettaie erano solite incontrarsi nell’abitazione
di una di loro. Infine un racconto di costume familiare ancora vivo nei
ricordi delle anziane: in che modo veniva utilizzato il guadagno
ricavato dalla vendita dei loro manufatti artigianali? Era consuetudine
che le donne non ancora sposate consegnassero il guadagno alla madre e
successivamente, dopo il matrimonio, alla suocera. Queste due figure,
all’interno della famiglia, avevano il compito di provvedere
all’acquisto di ciò che occorreva alla giovane donna.
MUSEI DELLA CIVILTÀ CONTADINA Di Franco Nicola Durante gli ultimi decenni abbiamo visto nascere, un pó dappertutto in Italia, in particolare nelle regioni agricole, piccoli musei che portano il nome di ''Musei della Civiltà Contadina''. Il popolo delle regioni agrarie ha capito che bisognava risvegliare le coscienze per far rivivere la loro storia e ritrovare, sopratutto, una idendità perduta, quella della civilta contadina. La massa contadina di tutta l'Italia che per secoli era rimasta l'alleata naturale della terra e dell'ambiente, non poteva rimanere inattiva dinanzi alla grave minaccia del modernismo, il quale avrebbe potuto facilmente annientare la memoria di una storia millenaria. Grazie a questo energico movimento degli ultimi decenni, noi e i nostri figli possiamo ammirare e capire il passato della gente della terra.
Rifacciamo un pó la storia per capire ció che si é voluto salvare. Come sapete, i nostri antenati, rimanettero per secoli legati alla terra, e crearono un' economia basata sull'agricultura e l'allevamento. Consequentemente, gran parte del corpo sociale (braccianti,piccoli proprietari,pastori, artigiani e persino gabellotti e borghesato) rimaneva legato al lavoro e ai ritmi della terra e sviluppó, con ingegno, gli attrezzi necessari per facilitare il lavoro quotidiano. À l'inizio del diciannovesimo secolo, le condizioni di vita degli agricoltori diventarono difficilissime, perché il suolo nelle regioni del sud non riusciva a sfamare il numero crescente dei suoi abitanti. Davanti a tanta miseria il popolo della terra dovette rassegnersi ad emigrare. Ed é cosi che tra il 1875 e il 1970 le regioni rurali del sud della penisola persero centinaia di migliaia di persone creando un grande impoverimento demografico delle campagne e privando di forza lavoro i tradizionali processi di produzione.
Tutto ció non avvenne senza consequenze importanti. Tutti coloro che partirono, contadini, pastori, artigiani assorbiti dall’industria e dal terziario perdettero, rifiutarono, negarono la loro cultura originaria. Gli attrezzi del lavoro contadino diventarono simboli di una condizione di vita precaria, piena di privazioni, da dimenticare. Lo svuotamento dei paesi provocó un vuoto culturale anche nelle popolazioni non emigrate, dove molti processi di produzione tradizionali cessarono di esistere. Quando un contadino, un artigiano, un pastore perde il suo lavoro, il suo dialetto, i suoi ritmi di vita per «svolgere delle mansioni a lui inconsuete, ecco, perde la sua identità e si carica di frustrazioni. Forse vivrà in una bella casa in città, avrà abiti e macchine nuove, «però il suo valore di uomo che è cresciuto in un certo mondo è completamente distrutto».
Ho visitato per voi -video- il Museo della Civiltà Contadina di Castelpetroso
Sono sicuro che non
conoscete i piccoli musei della Civiltà Contadina del
Molise. E capisco, sopratutto se é da tempo che non siete
tornati nella Regione, o che, pur se siete rientrati, non
siete andati in giro per il Molise e anche perché il governo
locale (il servizio del turismo in particolare) non ne fa la
promozione. In generale, questi piccoli musei, spesso nati
dal volere di una sola persona o dal volere di
gruppi cittadini, incoraggiati, a volte, dagli amministratori
locali, ritracciano gli elementi importanti e essenziali della
civiltà contadina, in VIDEO DI FRANCO SU I DISAGI DEI GIOVANI MOLISANI
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MOLISE Michele
Iorio da 10 anni è il vicerè immaginifico del piccolo
Molise (320 mila abitanti, un quartiere di Roma), la regione più
sussidiata d’Italia. Anche se il suo potere camaleonte affonda al
principio dei Novanta: prima sindaco di Isernia, il suo feudo, poi
assessore regionale in quota centrosinistra, poi il ribaltone, la
sconfitta in regione, una fugace apparizione in senato, il ricorso, e
il rivoto vittorioso nel 2001 a capo di una coalizione berlusconiana,
ma sempre con una avvertenza: in Molise Iorio è Iorio, non certo
un di cui del premier. Potere e consenso conquistato con
capacità chirurgica, clientela su clientela. Si potrebbero
scrivere interi libri sull’epopea di questo medico di provincia fattosi
in poco tempo monarca assoluto dell’ex contado del Molise, staccatosi
nel 1963 dagli Abruzzi nell’illusione di farsi mantenere in eterno.
L’anno scorso c’ha pensato Vinicio D’Ambrosio («Il regno del
Molise», edizioni il Chiostro). Il suo è un documento
pieno di fatti e cifre, sprechi e scandali, mai smentiti dai
protagonisti ma nemmeno ripresi dai media locali: «semplicemente
snobbato, un muro di gomma», commenta amaro D’Ambrosio....
CONTINUA
CAMPOBASSO Eolico. Il Presidente del Consiglio Avv. Michele Picciano ha
ricevuto stamattina una delegazione degli 89 Comitati, associazioni ed
organizzazioni sociali che stanno conducendo la “campagna contro
l’eolico selvaggio”. La delegazione, accompagnata dal Consigliere
regionale Michele Petraroia, era composta da Mario Maddalena, Comitato
valle Tammaro, Filippo Poleggi, Lega Autonomie Locali, Valeria Cipra,
Associazione Insegnanti di Geografia, Pasquale Cerio,Associazione
Lavoratori Produttori Agroalimentari, Marinella Di Carlo, Comitato
Civico di Guglionesi,Anna Spina, Comitato Civico di Toro.Mario
Maddalena ha anche annunziato che il 23 novembre p.v. dal presidio
permanente di Porta Tammaro partirà una manifestazione popolare
che si porterà al Consiglio regionale per sollecitare l’impegno
della Regione per la revisione della legge.
La delegazione ha consegnato al Presidente, per mano di Mario Maddalena, le prime 2500 firme di cittadini che chiedono la revisione della legge regionale sull’eolico n. 22 ponendo maggiori vincoli che possano salvaguardare le zone di maggior pregio ambientale,paesaggistico,archeologico, culturale. Il Presidente Piccciano si è detto sensibile al problema e nella sua veste istituzionale, nel pieno rispetto delle diverse posizioni dei consiglieri, investirà subito gli organi consiliari per porre il problema, assicurando un percorso rapido alla proposta di revisione della legge n. 22 che i consiglieri vorranno presentare;a tal proposito ha comunicato di aver già appositamente convocato la Conferenza dei Capigruppo per comunicare le richieste della delegazione e trasmettere la petizione popolare... CONTINUA TERMOLI l
2 novembre nella chiesa si celebra la commemorazione dei fedeli
defunti. Nasce ispirandosi alla tradizione monastica celtica di
dedicare alla preghiera di suffragio per le anime dei fedeli defunti
un’intera giornata. La Sacrosantum conclium 91 (Costituzione del
Concilio Vaticano II), pone in risalto il carattere pasquale della
morte cristiana e, di conseguenza, si afferma il misterioso contatto
con i nostri morti per i quali si implora, in virtù del
sacrificio eucaristico, la luce e la pace di Dio. Dall’1 all’ 8
novembre facendo visita al cimitero è possibile ottenere
l’Indulgenza plenaria, una volta al giorno, applicabile solo ai
defunti, purché si vivano le condizioni richieste: Confessione –
Comunione – Preghiera per il Papa - Distacco dal peccato anche
veniale. Nel cimitero cittadino di Termoli ci saranno, per
iniziativa della comunità parrocchiale del Sacro Cuore, le
celebrazioni eucaristiche il 2 novembre alle ore: 08,30 CAPPELLA DEL
CIMITERO; ore 11,00 SACRARIO MILITARE; ORE 15,00 Nella CAPPELLA del
CIMITERO. Quest’ultima sarà presieduta da S. E. Monsignor
Gianfranco De Luca Vescovo di Termoli- Larino. Questo sarà anche
il primo gesto comunitario di tutte le parrocchie cittadine nell’ambito
della Visita Pastorale che è stata inaugurata il 29 ottobre u.s.
CASACALENDA Con la solenne
messa di questa mattina primo novembre Casacalenda ha riabbracciato il
cimitero a monte del paese. Il progetto ha beneficiato di un
finanziamento di 600 mila euro provenienti dalla Regione Molise e i
lavori sono stati ultimati nelle ultime settimane. Si tratta, come
riferisce l’assessore Masciantonio del «un pezzo di storia di
Casacalenda che è tornato a risplendere in onore di chi non
c’è più. E’ un cimitero storico, quello dove riposa
Scipione Di Blasio (il senatore casacalendese che a inizio Novecento
portò la ferrovia in regione collegando Termoli a Campobasso).
Il cimitero che ha una cappella dedicata ai caduti in guerra e dove
c’è la Congregazione della Madonna del Carmine... CONTINUA
PESCOPENNATARO Inaugurazione questa mattina della
variante della strada provinciale Montesangrina, in località
Quarto Secondo di Pescopennataro in prossimità delle sorgenti
Rio Verde.
La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente della Regione Molise Michele Iorio, del presidente della Provincia di Isernia Luigi Mazzuto, del sindaco di Pescopennataro Pompilio Sciulli, degli assessori e consiglieri provinciali e di tutti i sindaci del comprensorio.... CONTINUA ISERNIA Un centro storico non racchiude solo la storia di un
Comune o di un territorio, ma deve rappresentarne anche il cuore
pulsante.Il centro storico di Isernia non è solo bellezza
artistica, ma è anche un luogo dove incontrarsi, diventa un
piacere unico ed irripetibile.Portare alcuni uffici pubblici nel
centro storico, di certo, sarebbe un passo importante per restituire
vita e movimento anche nelle ore mattutine. Tutto questo deve essere
accompagnato anche da azioni che lo salvaguardino: il centro storico
deve essere chiuso al traffico. Altrimenti non serve ristrutturare i
palazzi, rifare la pavimentazione ed invitare a vivere il
centro storico.CONTINUA
MACCHIAGODENA “Incontrarsi per conoscersi”: è questo il
titolo che il comune di Macchiagodena ha dato alla Festa dei popoli,
che si terrà domenica 10 ottobre, alle ore 15.30, presso il
ristorante “Il Barile 2” di Isernia. Un pomeriggio all’insegna
dell’accoglienza, vale a dire del riceve una persona con animo ben
disposto, secondo la definizione del vocabolario della lingua italiana.
Quella disponibilità d’animo che è alla base
dell’integrazione a cui ogni amministrazione dovrebbe tendere. CONTINUA
ISERNIA Si è tenuta oggi, martedì 26 ottobre,
presso la sala Giunta della Provincia di Isernia, la conferenza stampa
di presentazione del master universitario di secondo livello “Giacomo
Sedati” in programmazione comunitaria. Il master è stato
istituito dall'Università del Molise in collaborazione con la
Regione Molise, la Provincia di Campobasso e la Provincia di Isernia
per l’anno accademico 2010-2011. Il bando è già
scaricabile dai siti della Provincia di Isernia e
dell’Università degli Studi del Molise. Il corso, della durata
complessiva di un anno e riservato a ventuno studenti laureati in
qualsiasi disciplina e con ottima conoscenza almeno della lingua
inglese, sarà finalizzato a migliorare le capacità di
progettazione dei discenti, e a consentire loro di partecipare con
successo ai bandi di finanziamento europei. Nel dettaglio, cinque borse
di studio saranno messe a disposizione delle Provincia di Isernia,
cinque dalla Provincia di Campobasso, dieci dalla Regione Molise ed una
dall’Unimol.
BOIANO-CAMPOBASSO “Il Nucleo industriale
di Campobasso-Bojano - sottolinea il portavoce del movimento, Stefano
Sabatini- ha grandi potenzialità che vanno ulteriormente
sviluppate. In particolare, considerato il favorevole trend di
atterraggio di nuove aziende e di nuove attività
imprenditoriali, sembra necessario completare e migliorare la dotazione
infrastrutturale del sito. In particolare Molise Civile ritiene che la
viabilità di accesso debba essere resa, nel più breve
tempo possibile, adeguata alla mutata e migliorata attività
produttiva del Nucleo, anche per motivi di sicurezza degli utenti e
vanno canalizzati sull’area adeguati investimenti, che rendano ancora
più favorevole l’atterraggio di nuove di aziende nella zona.
Riteniamo infatti che in tempi di crisi economica si debba
necessariamente ragionare in maniera innovativa sui temi della crescita
e dello sviluppo del territorio.CONTINUA
MONTEMITRO - ACQUAVIVA COLLECROCE
- SAN FELICE DEL MOLISE 1° Premio Letterario dal titolo
“Il VALORE DELL’IDENTITA’ CROATO-MOLISANA”. Il premio mira a stimolare
gli scrittori, le persone che sono dedite alla lettura e alla
scrittura, le nuove generazioni che vivono nel territorio
croato-molisano ed anche in altri territori, a raccontare la cultura e
l’identità croato-molisana attraverso un’opera inedita (romanzi,
raccolta di racconti, racconto breve). Il primo classificato
verrà premiato con la pubblicazione dell’opera. L’iniziativa
rientra tra le attività degli Sportelli Linguistici, che hanno
riaperto i battenti da alcune settimane all’interno dei Caffè
letterari dei comuni molisani di origine croata.... CONTINUA
COLLI AL VOLTURNO L’autunno collese si
arricchisce e conferma la presenza di un grande evento.Stiamo parlando
dell’antica fiera popolare di San Leonardo che tornerà sabato 6
e domenica 7 novembre 2010. La manifestazione, giunta ormai alla sua
quinta edizione dell’era moderna, ripropone il secolare appuntamento un
tempo di riferimento per gli scambi commerciali dell’intera Valle del
Volturno.L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro
Arcaro ha inteso rilanciare questa antica tradizione, che di fatto era
completamente scomparsa, riuscendo a ricreare anche con notevole
successo, un appuntamento che richiama l’attenzione dell’intera regione
e che si accinge a travalicare anche gli stessi confini regionali.... CONTINUA
COLLI AL
VOLTURNO Fine settimana ricco di grandi
eventi. Si parte con la premiazione del concorso letterario Colli
racconta. Seguiranno poi la prima festa del novello e la grande fiera
di San Leonardo. Il mese di novembre per Colli a Volturno rappresenta
sempre un periodo di grande vitalità per l’intera
collettività del centro volturnense. Infatti, nel prossimo fine
settimana sono in programma in paese una ricca serie di appuntamenti
assolutamente da non perdere. Si partirà venerdì 6
novembre quando, in concomitanza con la festa dedicata a San Leonardo
(protettore del paese), si svolgerà in serata la premiazione del
terzo concorso letterario Colli Racconta, promosso dall’amministrazione
comunale e dal C.S.E.P. (Centro sociale di educazione permanente) con
il patrocinio della Regione Molise. L’evento si svolgerà alle
ore 19.45 all’interno della sala consiliare. Verranno premiati, alla
presenza di numerose autorità e del vescovo della diocesi di
Isernia-Venafro, monsignor Salvatore Visco, i lavori realizzati dagli
alunni delle scuole sul tema Il mondo che vorrei. Le tre borse di
studio che verranno assegnate saranno intitolate, come accade da tre
anni a questa parte al compianto Nicola Andreucci. La
manifestazione è patrocinata anche da Mediolanum banca.... CONTINUA
MOLISE Cresce
la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ma per alcune
professioni non si riesce addirittura a trovare lavoratori. In Molise
mancano cuochi, falegnami, carpentieri e insegnanti di sostegno. Lo
dice uno studio della Confartiguianato che ha elaborato i dati del
Rapporto 2010 Excelsior – Unioncamere. Su 80 cuochi richiesti, il 37
per cento manca all’appello. Nel settore edile si cercano in regione 60
carpentieri e falegnami, ma il 17 per cento dei posti disponibili resta
vuoto. Secondo la ricerca, altre opportunità ci sono anche per
muratori, autisti di mezzi pesanti e camion. Per quanto riguarda i
posti da insegnamento di sostegno, invece, sono 30 tra primaria, medie
e superiori. ...
CONTINUA
TERMOLI
Fiori. Tantissimi mazzi e vasi colorati
da portare in dono ai propri cari nel giorno di Ognissanti.
Così, questa mattina primo novembre, in migliaia si sono
riversati nei cimiteri bassomolisani per un momento dedicato ai propri
cari defunti, un momento di ricordi, di memoria e in qualche caso di
commozione. Il piazzale antistante al camposanto termolese era gremito
di auto e persone. Un via vai continuo, iniziato prestissimo. La
temperatura mite ha consentito ai familiari dei defunti di sostare con
calma di fronte alle tombe. Ed ecco che, tra una lapide e l’altra, lo
scenario si é colorato grazie ai fiori. Centinaia quelli
depositati a terra. C’è chi è arrivato già
provvisto di piantine o mazzolini, chi invece ha approfittato dei
diversi rivenditori ambulanti affilati lungo la strada o davanti
all’ingresso principale. Di offerte ce ne sono a bizzeffe e per tutte
le tasche.... CONTINUA
ALTILIA La Rete delle 99
associazioni e comitati contro l'eolico 'selvaggio' in Molise, chiede
al governo un "atto urgente per salvaguardare il sito archeologico di
Saepinum-Altilia" come e' stato fatto per la Valtellina. La
sollecitazione arriva all'indomani della sentenza del Consiglio di
Stato che ha dato il via libera all'installazione di 16 torri nei
pressi della citta' romana del IV secolo avanti Cristo. Le associazioni
sollecitano, inoltre, la Regione Molise e tutte le istituzioni dello
Stato a "seguire le vicende giunte in cronaca nazionale per rischi
territoriali molto seri in termini ambientali e di sicurezza".
MOLISE Il Molise una realtà
complessa. "Sotto tiro: storie di mafia e
antimafia" la trasmissione di Radio24, condotta da Roberto Galullo,
inviato del Sole 24 Ore, ha ospitato qualche giorno fa, Mons. Giancarlo
Maria Bregantini, Arcivescovo della Diocesi di Campobasso e Bojano.CONTINUA
SAN GIOVANNI IN GALDO
Le indagini condotte dalla Soprintendenza per i beni
archeologici del Molise hanno consentito la quasi completa esplorazione
del tempio italico di San Giovanni in Galdo, ubicato in località
Colle Rimontato, situato in una posizione dominante sulla valle in cui
scorre il torrente Fiumarello. L’area rientra
nella zona abitata dai Sanniti Pentri che occupavano il territorio alto
collinare e montuoso del medio e alto Molise. Esso è stato
identificato come una delle importanti testimonianze architettoniche a
carattere sacro della zona, di cui Pietrabbondante rappresenta
sicuramente l’esempio più emblematico.
L’area sacra è definita da recinto di forma rettangolare entro quale trovava posto il tempio. Quest’ultimo, a pianta quadrangolare e destinato a contenere il sacello (esso presenta il muro di fondo addossato al muro di recinzione ed è affiancato da due portici con cinque colonne), era centrato da una cella, anch’essa quadrangolare, caratterizzata da una raffinata pavimentazione musiva a decorazione geometrica.... CONTINUA BASSO MOLISE La notte delle streghe? No, dalle
nostre parti é ancora la notte dei morti. O meglio, le notti dei
morti, visto che l’antica usanza di chiedere “l’Anima dei Morti” non
è più circoscritta ai primi due giorni di novembre
(quando cioè si ricordano i defunti di ogni casa, si
intensificano le visite ai cimiteri e si accendono lumini sui davanzali
delle finestre), ma comincia parecchi giorni prima. Un’usanza per la
quale i bambini girano ogni anno per le strade del paese, suonano ai
campanelli e chiedono “l’anima dei morti”: in sostanza un’offerta in
dolciumi o, come avviene in tempi recenti, in soldi. Già,
perché – forse sotto l’influenza della scenografica Halloween
che si celebra oltreoceano – la sostituzione di fichi secchi e
mandarini con spiccioli sonanti nei sacchetti dei bambini è
sempre più frequente, e ha radicalmente modificato l’abitudine
localistica.CONTINUA
FERRAZZANO Tamburri di
Guerra, uno spettacolo ideato ideato e diretto da Stefano Sabelli con
musiche e direzione musicale Giulio Costanzomaestro del coro Ivano De
Luca collaborazione alla drammaturgia di Marinella Ciamarra sarà
di scena a Teatro del Loto di Ferrazzano dal 30 ottobre al 7 novembre.
Si tratta di una produzione AMA Artisti Molisani Associati in
collaborazione con Asti Teatro 2000 Percussioni Ketoniche, Giorgio
Careccia, Chiara Cavaliere, Diego Florio, Aldo Gioia, Barbara Petti,
Eva Sabelli, Simone Vaio CONTINUA
TERMOLI Nature vive. All’inizio è il sesso. Nell’età
moderna il virus del brutto entra anche nel campo dell’Eros,
smascherandolo definitivamente. Se l’erotismo è cultura, la
“pornografia” è natura in quanto focalizzandosi sull’atto
elimina il costruito intorno. Affermava Carmelo Bene “Morto,
sacrificato l'Eros, l'aldilà del desiderio, quando tu fai
qualcosa aldilà della voglia, la voglia della voglia: questo
è il porno. È una svogliatezza”. Più semplicemente
è lo sdoganamento dell’atto e l’eccesso della sua consumazione.
In Aprire Venere Didi-Hubermann analizzava l’eccesso, la tendenza
nichilista, persino nell’aurea arte della Firenze del Rinascimento
pervasa da una nascosta energia erotica che sfiorava la nefandezza.
Può ridursi infine tutto alla sessualità? ... CONTINUA
RADIO
ORIZZONTE
CAMPOBASSO DESIDERI DISTONICI, il nuovo programma radiofonico su
Radio Orizzonte Molise, emittente aperta alle innovazioni e impegnata nel sociale ,
riprende mercoledì 3 novembre, con cadenza quindicinale, dalle
20:00 alle 20:30. L'impostazione della scaletta
del programma è alternare la musica, dagli anni'20 agli anni
'50, con notizie positive o stravaganti, raccontando storie di vita dei
disabili con un taglio ironico, commentando episodi che riguardano la
quotidianità di persone “speciali”. Essere disabili è una
condizione di vita; bella o brutta che sia, il punto di partenza
è scegliere di vivere e farlo nel migliore dei modi. Conoscete
un metodo migliore del sorriso, dell'ironia e dell'autoironia?
Il programma nasce dal
desiderio di dare una voce diversa al mondo dei disabili e a coloro che
si sentono emarginati, sfruttando l’impronta dell’ironia e della voglia
di trasmettere positività, ottimismo, raccontando anche le
esperienze di ha avuto una grande forza di volontà per dare
qualità alla propria esistenza. La trasmissione
è condotta da Pietro La Barbera e Florence Della Valle
(responsabili dell'Associazione I MISIRIZZI). La selezione musicale
propone i grandi classici della musica dagli anni '20 agli anni '50,
con canzoni che non trovano quasi più spazio sui network
nazionali. Non sarà insolito, quindi, ascoltare canzoni del Duo
Fasano, del Trio Lescano, di Ernesto Bonino, di Fred Buscaglione. Tutta
musica raffinata anche se poco programmata. L'impostazione della scaletta del
programma è alternare la musica con notizie positive o
stravaganti, raccontando storie di vita dei disabili con un taglio
ironico, commentando episodi che riguardano la quotidianità di
persone “speciali”.L’obiettivo è
d’intrattenere i radioascoltatori dando voce a chi ha ancora il
coraggio di indignarsi, colorando il tutto con pezzi tratti da
monologhi di grandi attori comici. “La prima esperienza,
nella puntata numero zero di mercoledì è stata
avvincente. L'emozione ha spezzato il fiato solo
all'inizio, poi tutto è filato liscio con brio e divertimento; –
hanno affermato gli speaker Pietro La Barbera e Florence Della Valle –
abbiamo ricevuto apprezzamenti sul sito web della radio, via telefono,
da tutto il mondo grazie all’audiostreming. Ci hanno contattato da
Foggia, Pavia, Aosta e dall'Argentina in diretta...Speriamo di
avvicinare un pubblico sempre più numeroso con buone canzoni ma
soprattutto, con una trasmissione fluida, con toni pacati, parole
tranquille che corrano serene nell'etere...”. Radio Orizzonte Molise
nasce nel 1984 e da oltre venti anni conduce un’intensa attività
radiofonica animata dalla passione per la buona musica e per la
diffusione dell’informazione via etere. La caratteristica della radio
è rendere protagonisti i radioascoltatori all’interno dei
programmi dando loro la possibilità di formulare una playlist
personalizzata. La varietà del palinsesto contraddistingue la
programmazione radiofonica che riesce a soddisfare un pubblico
eterogeneo. L’impegno e la professionalità dell’intero staff, di
Maria Iadarola, sono stati premiati dal primato raggiunto da Radio
Orizzonte nella regione Molise. I dati Audiradio hanno dimostrato
l’alto indice di gradimento da parte del pubblico all’interno del
territorio regionale. La radio offre una serie di servizi di pubblica
utilità nella consapevolezza che la radiodiffusione non è
solo musica ma anche informazione. Per questa scelta editoriale sono
presenti nel palinsesto 14 edizioni del GR nazionale e 6 edizioni del
GR regionale in collaborazione con la redazione del quotidiano Nuovo
Molise Oggi oltre ad una serie di rubriche che riguardano: salute,
lavoro, attualità, sport e altro ancora. L'idea del programma
Desideri Distonici riassume ancora meglio l'impegno e la
professionalità di questa radio. Parlare di
disabilità non è mai semplice. Bisogna tener presente che
c'è chi si offende, chi ci scherza, chi l'ha superato, chi
ancora deve trovare un equilibrio. Bisogna tener conto che non c'è un'unica disabilità, così come occorre considerare che prima di tutto c'è un essere umano.Affrontare questo tema con l'ironia credo sia l'unica arma vincente sia per parlarne in maniera consona e simpatica sia per chi lo vive.Ironizzare sulla diversità permette di non prendersi troppo sul serio, di affaticarsi di meno nelle fatiche quotidiane, di impegnarsi di più dove non riusciamo e permette anche di restare umili di fronte a quanti, solo perchè diversi, ci vorrebbero migliori degli altri. Essere disabili è una condizione di vita; bella o brutta che sia, il punto di partenza è scegliere di vivere e farlo nel migliore dei modi. (PIETRO LA BARBERA & FLORENCE DELLA VALLE).
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