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Storia delle Abbazie Il Monachesimo e i Monasteri Abbazia di Montecassino Tutto su Montecassino,ieri e oggi Le prime vicende del monastero di San Vincenzo al Volturno sono raccontate nel codice miniato Chronicon Vulturnense conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. L'edizione a stampa di questo manoscritto fu curata da V. Federici, ed è stata pubblicata presso l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo fra il 1925 ed il 1938. Il cronista che all'epoca ha redatto l'opera era un monaco di nome Giovanni, che potrebbe essere stato l'abate del monastero verso il 1130 circa. E' probabile che ciò che scrive lo abbia attinto da una fonte letteraria dell'VIII secolo e che si sia inoltre servito di una documentazione miscellanea dei secoli IX-XI. Anche ammettendo ciò, il Chronicon deve essere letto con una certa precauzione, poichè appare chiaro che lo scopo principale dell'autore era quello di dimostrare quanto l'Abbazia di San Vincenzo fosse stata importante nel passato, quasi a nascondere il declino che essa attraversava quando il Chronicon stesso fu scritto...continua La situazione attuale Gli scavi archeologici La visita virtuale dei luoghi La cripta dell'Abbate Epifanio Comme raggiungere l'Abbazia Franco Valente vi racconta la storia di questo monumento volturnese Le prime vicende del monastero di San Vincenzo al Volturno sono raccontate nel codice miniato Chronicon Vulturnense conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, e sono state raccontate molto probabilmente da un monaco che ha vissuto gli splendori ed il declino dell’abbazia stessa intorno al 1130. continua... ORIGINI IN BREVE L'Abbazia di San Vincenzo fu fondata nel 703 A.D. da tre monaci beneventani, Paldo, Tato e Taso. Essi costruirono il loro monastero sui ruderi di un oratorio paleo-cristiano romano dedicato a San Vincenzo, diacono e martire spagnolo. In meno d'un secolo il monastero divenne una delle abbazie più grandi d'Europa e un centro d'alta cultura spirituale ed intellettuale. Tra le opere d'arte realizzate dai monaci ebbero posto preminente la lavorazione del vetro, della ceramica, del metallo, la pittura a smalto, la scultura, la calligrafia, la miniatura su manoscritto e l'arte dell' affresco. Il ciclo degli affreschi della cripta d'Epifanio rimane oggi pregiato tesoro nazionale, mentre la basilica di San Vincenzo Maggiore, costruita dall'Abate Giosuè con il sussidio di appartenente alla dinastia di Carlomagno, pure nello stato attuale di ruderi, è una meraviglia d'architettura carolinga. Il 10 d'ottobre del 881 questa vita d'intensa creatività fu violentemente interrotta da una strage saracenica. Il monastero fu bruciato e furono uccisi tra cinquecento e novecento monaci. I superstiti fuggirono a Capua. Nel 914 la comunità ritornò a San Vincenzo, ripristinò gli antichi edifici e restaurò la vita regolare. Nel XII secolo il monastero fu ricostruito al di là del Volturno, utilizzando gran parte delle pietre ed elementi decorativi dell'antico fabbricato. I ruderi del monastero primitivo furono riempiti e trasformati in terrazzi per la coltivazione agraria. Fu nel nuovo monastero che il famoso Chronicon Vulturnense vide la luce. Questo manoscritto è tuttora conservato nella Biblioteca Vaticana...continua... Accoglienza a l'Abbazia L'Artigianato a l'Abbazia Il Chronicon Volturnense Le Abbazie Benedittine Lista degli Abbati L'Architettura del Monastero Foto di reperti archeologici Les influenze storiche,sociali e culturali di Montecassino sulle regioni avvicinanti. Villaggi fondati San Vincenzo al Volturno // Associazione Amici di San Vincenzo al Volturno: Valorizzare il passato guardando al futuro .Organizzare incontri, dibattiti, convegni, studi e ricerche per riscoprire le radici, il passato, la cultura dei siti benedettini disseminati nella Regione Molise e/o in altre Regioni. Sensibilizzare gli a-lunni delle scuole di ogni ordine e grado ed i cittadini della zona, affinché San Vincenzo al Volturno venga considerato non come una “curiosità” storica, ma come una importante risorsa storico-culturale. Sostenere la comunità monastica di S. Vincenzo al Volturno allo scopo di promuovere l'insegnamento delle tecniche di lavorazione artigianale, tipiche della civiltà monastica benedettina: dalla preziosa arte della rilegatura del libro, alla lavorazione dei metalli, dello smalto, della ceramica. Garantire a tutti i visitatori la possibilità di accedere all'area archeologica e di disporre di infrastrutture indispensabili ed adeguate per abili/disabili: parcheggio, servizi igienici, bar, edicola. Stimolare la consapevolezza che una corretta ed attenta valorizzazione del sito di San Vincenzo al Volturno, nell'assoluto rispetto della sua sacralità, costituisce, oltre tutto, anche motivo di sviluppo economico ed occupazionale. Incoraggiare la progettazione e l'eventuale realizzazione a S. Vincenzo al Volturno di un Centro studi benedettino e/o di cultura alto-medioevale. Coinvolgere nell'intero progetto tutte le Autorità istituzionali: l'Abate di Montecassino, la Regione Molise, la Provincia di Isernia ed infine i Comuni dell'Alta Valle del Volturno, fondati intorno all'anno mille dai monaci benedettini della stessa Abbazia: Acquaviva, Castelnuovo, Castel San Vincenzo/Castellone, Cerasuolo (Filignano), Cerro, Colli, Forli del Sannio, Fornelli, Montaquila, Pizzone, Rocchetta, S. Maria Oliveto (Pozzilli), Scapoli, Rionero Sannitico e Montenero Valcocchiara e in ultimo San Pietro Avellana da sempre legato spiritualmente sia a S. Vincenzo al Volturno che a Montecassino. Lo stesso Abate di Montecassino infatti nei suoi titoli porta anche quella di Abate di San Pietro Avellana.
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