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L' Artigianato nel Molise
Mi rivedo negli anni 1930, 1940, nei giorni di
fiera, circolare tra le bancherelle, ammirando un sacco di prodotti
dell'artigianato molisano che arrivavano alla fiera di Casacalenda dal
lontano Agnone, da Frosolone, da Isernia o Venafro, oppure da paesi
più vicini del Basso Molise. Questa esposizione ambulante
che era la fiera, fu il mio primo museo a l'aria aperta che mi permise
d'esplorare, in un certo modo, la mia Regione. E la scoperta fu
ancora più grande quando potetti visitare i mercati di
Campobasso.
Mi ricordo degli oggeti di rame che venivano da
Campobasso e d'Agnone, patria dell'artigianato molisano e dove si
trovavano numerosi mestieri artigianali, come i calderari, gli orafi, i
ferrai e i ramai. Altri oggetti d'artigianato erano oggetti
decorativi personali o d'uso domestico, come i merletti d'Isernia, i
cestini di San Massimo, i basti di Sant Elia a Pianisi, le forbici di
Frosolone, i coltelli di Campobasso, le pignate di Guardaregia, i
tessuti dei paesi slavi.
Un secolo fa, il 34% della
popolazione del Molise era dedita ad attività
artigianali, tanto che in quei tempi, fino agli anni che
precedettero la seconda guerra mondiale, i prodotti artigianali del
Molise non solo si vendevano nella Regione, ma pure all'estero.
Arrivó poi la guerra che
rallentó l'attività artigianale; e arrivó
pure l'ultima minaccia a l'artigianato, il modernismo, che come un
torrente, straripó sui mercati proponedo ai consumatori Molisani
di comprare oggetti molto attraenti e pratici e meno costosi per
rimpiazzare gli oggetti locali utilizzati sopratutto dalle casalinghe.
Finalmente, durante gli ultimi
venti anni, gli Artigiani i Molisani hanno riscoperto gli antichi
mestieri e offrono di nuovo ai consumatori tanti oggetti del
passato, pur utilizzando le tecniche moderne per fabbricarli
e le tecniche del marcheting per la vendita locale e
estera.
Ma per permettere la
sopravvivenza dell'artigianato e degli artigiani il Governo Centrale e
Regionale, deve mettere a loro disposizione gli aiuti finanziari ,
tecnici e regolamentari necessari al loro sviluppo e alla
concorrenza nazionale e estera.
Il primo aiuto, senza
alcun dubbio, deve arrivare dai Comuni. Ogni comune ha la
responsabilità di fare la promozione dei prodotti fabbricati dai
suoi artigiani. Ogni Comune dovrebbe annunciare sul suo sito
Web Ufficiale i prodotti artigianali fabbricati dai suoi
cittadini. Ancora meglio, se un Comune vuole attirare i turisti
sul suo territorio, dovrebbe aiutare l'artigiano locale nella creazione
di un sito Web Specifico à
l'attività artigianale comunale.
E, finalmente, ogni Comune dovrebbe
far uso di tabbelloni stradali per invitare e proporre i suoi prodotti
artigianali ai turisti di passaggio. É quasi per
caso che il turista (qui mi riferisco alla mia
esperienza personale visitando la regione),
curiosando tra le viuzze delle città e paesi molisani, fa la
scoperta di piccole imprese artigianali le quali offrono prodotti
eccezionali .
C'é da
sperare che gli artigiani molisani s'uniscano per convincere i Governi
locali a mantenere viva la fiamma per l'arte popolare. Ma c'
é da sperare pure che la gente della nostra regione riconosca la
bellezza e l'utilità dell'artigianato e degli artigiani e che
quando dovranno scegliere per comprare , sceglieranno i prodotti
locali. Nicola Franco
VISITATE LA SIMPATICA
ESPOSIZIONE ''CIVILTÀ CONTADINA E TRADIZIONI POPOLARI''
di Enzo
Colledanchise,Toro,CB.
L'arte di
fabbricare le campane :
Fu l’avo Nicodemo ad escogitare un metodo particolare
per fondere il bronzo. Produrre campane è un lavoro attento e
paziente in cui niente può essere lasciato al caso.
Elementi essenziali
per la riuscita delle campane e della loro voce che deve essere
armoniosa, sono, infatti: spessore, peso, diametro, altezza, il tutto
nel rispetto di proporzioni ben stabilite.
Diverse sono le fasi che portano alla nascita delle campane, il ciclo
di lavorazione varia da trenta a novanta giorni e talvolta anche
più. continua...
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