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In questa pagina
settimanale di Comunicazione Molisani, vorrei farvi scoprire
alcuni elementi d'arte barocca esistenti nel Molise.
Diciamolo subito, il Barocco era largamente diffuso in
Italia, sopratutto in grandi città come Roma, Napoli,
Lecce, Torino, Milano, Genova e in Sicilia, ma poco diffuso nel
Molise. La ragione di questo succeso del Barocco
fuori del Molise é d'ordine politico e religioso. Il
potere politico e religioso del sedicesimo e diciasettesimo
secolo nelle grandi città italiane, era nelle mani di
famiglie potenti e di dignitari ecclesiastici spesso legati al
potentato politico e economico. Ma vi é pure un
altra ragione che é nettamente religiosa. Le
comunità ecclesiali delle grandi città erano molto
più sensibili alle minacce della Riforma Protestante in
provenienza dei paesi del nord Europa e contro le quali il Barocco fu
promosso dalla Chiesa Romana come arma d'evangelizzazione. I
maggiori committenti dunque di questo movimento furono
In
breve tempo il Barocco divenne, grazie alla sua esuberanza e
tetralità, ai suoi effetti grandiosi e alla mamagniloquenza
profusa su ogni superficie e con ogni materiale, lo stile sia della
Chiesa Cattolica che delle Monarchie Europee con la tendenza verso un
assolutismo, bisognoso d'esprimere il propio potere con gran fasto.
NAVIGATORI MOLISANI E ARTIGIANI DEL WEB |
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Qualche esempio di Chiese Barocche. Per farvi apprezzare il Barocco Molisano vi presento alcuni esempi di Chiese che fanno l'orgoglio dei cittadini di Venafro,di Ripabottoni e di Casacalenda. L'Annunziata
di Venafro. L' edificio costituito da una serie di sovrapposizioni intervenute nel corso dei secoli. Però, nonostante che la chiesa si sia cambiata più volte nella forma, nella concezione spaziale e nel suo rapporto con il nucleo abitato circostante fino ad omogeneizzare caratteri diacronici, non è difficile riuscire a ricostruire le sue fasi più importanti..... L’aspetto attuale corrisponde, salvo un paio di interventi recenti, alla situazione della fine del XVIII secolo ed a tale epoca può riferirsi la sua ideazione, anche se uno spazio libero esisteva già dal XIV secolo, sebbene in funzione di una diversa composizione urbana. Essa è limitata da quattro facciate la cui disposizione ci fa riconoscere un intervento non casuale e certamente finalizzato da accompagnare l’osservatore all’interno della chiesa attraverso semplici ma abili soluzioni architettoniche.La definizione prospettica dei tre accessi alla piazza sembra derivare dalla volontà di obbligare chiunque transiti per essa a rivolgersi alla facciata della chiesa in maniera da restarne presi. Provenendo da via Cavour, il corpo avanzato della casa che si affaccia sulla piazzetta, lungo via De Utris, evita una fuga laterale alla chiesa orientando lo sguardo in maniera decisa verso la chiesa stessa. L’avanzamento del corpo di fabbrica corrisponde ad un intervento settecentesco, sicuramente contemporaneo alle grosse modifiche apportate al monumento nel 700, e si rifà ad una tipologia edilizia particolarmente interessante, molto comune nella zona che vede la formazione di una cortina muraria avanzata rispetto a quella originaria in maniera da inglobare, nell’intercapedine che andava a formarsi, la scala che originariamente era scoperta.Fr.Valente Nell'interno della Chiesa si possono apprezzare pure le belle opere pittoriche d'artisti dell'epoca barocca, Paolo Sperduti e Giacinto Diano, come pure i magnfici stucchi di due maestri stuccatori, Giandomenico De Lorenzis e Carlo Giuseppe Tarsini. Finalmente, in questo decoro barocco, s'inserisce sontuosamente un organo che risale al diciottesimo secolo, opera di Nicola Abbate di Airola e che oggi eleva ancora una volta i cuori dei fedeli verso l'alto. Santa Maria Assunta di Ripabottoni. Questa chiesa, nel panorama dell'architettura religiosa barocca del Molise, é un altro bellissimo esempio dell'arte settecentesca. Santa Maria Assunta fu realizzata dell'architetto napoletano Ferdinando Sanfelice (1675-1748), massimo esponente dell'architettura napoletana del suo tempo, che viene ricordato in particolare per le scenografiche scalinate realizzate nel napoletano. Del resto anche per la chiesa di Ripabottoni il Sanfelice progettò la breve scalinata che copre l'irregolare dislivello del terreno e se pur non fantasiosa e monumentale, esprime attraverso il suo disegno non banale, la vivace genialità dell'architetto-scenografo. ''Al di sopra del sagrato si erge la facciata tripartita da lesene e suddivisa orizzontalmente in due piani da un cornicione in conci di pietra; nella parte inferiore si aprono i tre ingressi, che immettono nelle tre navate di cui si compone la chiesa, quello centrale è di dimensioni maggiori, i due portali laterali sono sormontati da grandi finestre rettangolari. La parte centrale superiore che ospita una finestra rettangolare è caratterizzata dalla cornice di coronamento aggettante curvilinea ed è legata alle fiancate da grandi volute. I portali, le cornici delle finestre, il cornicione intermedio, il cornicione di coronamento, le volute, le paraste e le cantonate sono realizzati in blocchi di materiale lapideo; e tale configurazione coincide con la descrizione che G. A. Tria riporta nelle Memorie: la sua facciata quasi tutta di pietre lavorate. La facciata è arricchita di altri elementi decorativi che sono posizionati sul suo coronamento e precisamente in corrispondenza delle due cantonate, delle lesene e dell'asse di simmetria verticale, quello centrale, così come quelli intermedi ma di dimensioni molto più piccole, sono dei piccoli pinnacoli in pietra con base quadrangolare e corpo a bulbo completato da una piccola sfera, mentre quelli estremi hanno il corpo di forma rotondeggiante. L'impianto planimetrico della chiesa è a sviluppo longitudinale a tre navate l'aula è separata dal coro e dai due cappelloni di fondo delle navate laterali dalla crociera corrispondente per la parte centrale all'area presbiteriale.La navata centrale rispetto alle laterali ha larghezza doppia e l'altezza è maggiore di circa 5 metri, è voltata a botte unghiata dove si aprono tre finestroni per lato; le navate laterali, separate dalla centrale da arcate a tutto sesto impostate su pilastri rettangoli, sono suddivise in tre campate voltate a calotta, nella seconda e nella terza sono presenti gli altari, "rimessi a nuovo" negli anni tra il 1897 e il 1903, con proprie edicole riccamente decorate''. http://www.ripamici.it/accade/piazza/chiesa/chiesa.html Addolorata di Casacalenda. La chiesa, finita di costruire nel Se le Chiese barocche son poche numerose sul territorio molisano, le testimonianze di diverse arti figurative e decorative sono più abbondanti. Infatti è possibile ripercorrere l’arte barocca in molte chiese dove possiamo ammirare altari, dipinti, e affreschi che ornano le costruzioni con il fasto e la ricchezza tipici dell’epoca. Per due secoli e più, artisti della scuola napoletana (Guarino da Solofra, Solimena, De Core, Giacinto Diano (pittori), Domenico Safelice (scultore), Domenico A. Vaccaro (scultore), e Niccoló Fumo (scultore), hanno percorso il nostro territorio lasciando bei capolavori. Ad essi si sono aggiunti gli artisti d'origine molisana, tra cui il pittore Paolo Gamba e Francesco Paolo di Zinno, autore dei Misteri, le ingegnose macchine che ancora oggi possiamo ammirare nella festività del Corpus Domini a Campobasso. Mi permetto di presentarvi qualche capolavoro di questi maestri dell'epoca barocca. <>Il Solimena, per esempio, realizzó la Caduta degli Angeli nella Parrocchiale di Ripabottoni, L'Immacolata Concezione nella Cattedrale e la Cacciata dei Mercanti dal Tempio nella Chiesa di San Francesco a Larino e la Pietà nella Parrocchiale di Castelpetroso. Paolo Gamba, nato a Ripabottoni (1712-1782), lasció molte opere in molte chiese del Molise, della Puglia, dell'Abruzzo, della Basilicata e del Lazio. Ma la maggior parte delle sue opere si trovano nel Molise, a Fossalto, a Larino, a Campodipietra, a Sant 'elia a Pianisi, a Colletorto, ad Agnone nelle chiese di San Francesco e Santa Croce, a Casacalenda, a Matrice, a Montorio nei Frentani. Naturalmente, il Gamba ha lasciato bellissime tele nella Parrocchiale di Ripabottoni tra cui cito solamente La Madonna del Rosario, La Madonna del Carmelo e di San Rocco e quelle della Chiesa Santa Maria, L'Annunciazione e l'Immacolata Concezione. E da non dimenticare i suoi affreschi nella chiesa di San Francesco ad Agnone. Benedetto Brunetti nato a Oratino. Troviamo la maggioranza delle sue opere sopratutto in alcune chiese della Puglia dove soggiornó per molto tempo. Tuttavia si possono ammirare alcune sue tele anche nel Molise, in particolare a Cercemaggiore, Lucito e Casacalenda. Un altro pittore di quest'epoca é Raffaele Gioia nato a San Massimo nel 1757. Benché il Gioia svolse la sua attività sopratutto a Napoli e in altre città della Campania, alcuni dei suoi lavori si trovano nella chiesa di San Bartolomeo a Boiano e nella Cattedrale d'Isernia.
L'ora é giunta di far conoscere queste bellezze del barocco ai Molisani e ai turisti che frequentano il Molise. C'é da augurarsi, sopratutto, che i responsabili del turismo regionale trovino mezzo per valorizzare tali ricchezze del nostro passato.
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