CAMPODIPIETRA

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Provincia: Campobasso

Abitanti al 30.10.2007:  2.487

Altezza s.l.m.: m 504

ISTAT code: 014070008
 Dialling code: 0874
 ZIP code: 86010

Superficie territoriale (ha) 1949
Altitudine centro abitato m. slm. 520


 

Feste - Eventi

 

19 Febbraio: Carnevale
19 Marzo: San Giuseppe

28 Marzo: Giovedì Santo

11 Novembre: San Martino Vescovo

 

All’interno del territorio di Campodipietra sono venuti alla luce reperti d’epoca preromana. Le origini dell’attuale abitato sono anteriori al 1000. Dalla metà del XII secolo all’inizio del XIV Campodipietra fu feudo della famiglia Marchisio. Nel 1317 Campodipietra è indicata quale feudo di un Litterio da Barbarano. Nei primissimi anni del secolo XV, e precisamente nel 1404, Giovanni Acquaviva comprò Campodipietra; senonché non poté entrare in possesso del feudo se non prima del 1419. Il paese fu poi concesso a Giovanni Boccapianola il quale tenne in signoria Campodipietra sino al 1465; poi il paese fu confiscato da Ferrante I. Nel 1530 passò in dominio di Maria di Capua duchessa di Termoli; alla quale nel 1556, successe il figlio Ferrante, contro cui i creditori ottennero la messa in vendita di Campodipietra.

 

 
 
 

 
La chiesa di San Martino, secondo le fonti, fu costruita nel 1770 sui resti di una precedente chiesa medievale distrutta dal terremoto che colpì il Molise nel '700. La Parrocchiale di Campodipietra ha avuto una storia complessa, subendo diverse distruzioni e conseguenti ricostruzioni nel corso dei secoli.
L'ultimo progetto, a cui corrisponde la chiesa attuale, è stato realizzato da Nunzio Margiotta di Pescopennataro, costruttore anche della chiesa della Beata Vergine Assunta in Cielo di Ripalimosani, le due chiese hanno infatti diverse similitudini stilistiche.
Sul portale d'ingresso della chiesa è posta un'iscrizione latina che recita: "SANCTI MARTINI ECCLESIAE VETUSTATE FERE COLLAPSA SUMPTIBUS EIUSDEM IN MELIUS ET MAIUS REFECTA ANNO DOMINI 1770",
che conferma la ricostruzione settecentesca della chiesa. 
Le spese per la ricostruzione dell'edificio furono sostenute dalla cassa di S. Martino, che al tempo godeva di offerte spontanee da parte del popolo di Campodipietra.
 
 
 
 

 

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