CIVITA CAMPOMARANO

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Provincia CB
C.A.P. 86030
Altezza s.l.m. 511
Superficie kmq 38
Abitanti 836

Code Istat: 014070019
 Préfixe téléphonique: 0874

Feste: San Liberatore e San Donato

Santo Patrono San Liberatore
Data del S. Patrono 13 Maggio

  

Origini

Di origine incerta, la prima attestazione nella forma "Campomarano" risale ad un documento del 999 d.C., quando l'imperatore Ottone III di Sassonia, nipote del famoso Ottone I il grande, conferma la donazione della "Ecclesia S.Angeli in Altissimis super flumium Bifernum in finibus Campimarani" fatta nell'870 d.C. dal principe longobardo Arechi II in favore della Badia di S.Sofia a Benevento. Resti della chiesetta sono ancora visibili su Monte S.Angelo, a 900 m. di quota, nei pressi del tratturo Celano-Foggia.

Campomarano, costituitosi nell'attuale posizione presumibilmente nel corso del X secolo come fusione dei diversi villaggi sparsi nella valle, per "incastellamento", inglobò gran parte della popolazione circostante e trasse tanto beneficio da questa fortunata espansione accompagnata da una notevole floridezza economica cui non furono estranei i numerosi conventi della zona da indurre i suoi abitanti a fregiarsi del titolo di "civitas" che, aggiunto al nome antico, avrebbe dato luogo all'attuale "Civitacampomarano" in forma sia congiunta che disgiunta.

Alcuni studiosi, tra cui Giuseppe Maria Galanti, ritengono che il nome derivi nientemeno che da un'antica cittadella sannitica preesistente: la mitica "Maronea", distrutta dai Romani nel corso delle guerre sannitiche (IV-I sec. a.C.) raccontate da Tito Livio, o a seguito dell'aiuto fornito ad Annibale dopo Canne (216 a.C.) o ancora nel corso della guerra civile dell'83 a.C., allorchè i Sanniti si schierarono a fianco di Mario (Campusmarianus) e subirono la feroce repressione del vincitore Silla.............

Alla romanizzazione seguì un lungo ed oscuro periodo medievale in cui Civita fu accomunata alla storia del Contado di Molise fatto di dominio longobardo, normanno, angioino, aragonese e borbonico, sino alla fine del feudalesimo allorchè l'Università di Campomarano si affrancò dall'ultimo signore, tale Pasquale Mirelli, dovette intentare diverse cause (1787) ed appelli presso la Corte Napoletana, con l'ausilio di illustri difensori come Carlo Chiarizia e lo stesso Vincenzo Cuoco, nato a Civita nel 1770.

I secoli XVIII e XIX rappresentano certamente il punto più alto e il momento più glorioso della storia del paese che vide la sua popolazione superare le 3000 unità, e la cittadinanza dotarsi di servizi ed uffici unici nel circondiario: ospedale, tribunale, scuole superiori, due parrocchie, diverse confraternite, un monte frumentario, l'Ufficio del Registro, l'Ufficio di leva ecc..............

Notevole fu a Civita la sensibilità alla corrente filosofica vichiana, diffusa da un nutrito nucleo di intellettuali di estrazione genovesiana, fra i quali il sacerdote Attasiano Tozzi e il gesuita Francesco Maria Pepe, Raffaele Pepe e Nicola D'Ascanio. Quest'ultimo opererà a Civita nella prima metà dell'800, aprendo una scuola alla quale insegnerà, fra il 1837 e il 1838, anche Gabriele Pepe. Tali personaggi, rappresentano la punta più avanzata e progressista della borghesia molisana, hanno contribuito notevolmente non solo al dibattito storico-culturale dell'epoca, ma soprattutto a creare quel preclaro filone storico- filosofico del riformismo meridionale: preludio all'unità nazionale.


 

 

 

 

 

Approfondire la conoscenza di Civita Campomarano

 

http://en.comuni-italiani.it/070/019/

http://www.gjm.it/index.asp?p=c,2493

http://www.comuni-italiani.it/070/019/

http://web.tiscali.it/civitacampomarano/

http://www.comuni-italiani.it/070/019/mappa.html

http://italia.indettaglio.it/ita/molise/civitacampomarano.html

http://www.regionemolise.com/castelli/civitacampomarano.htm

http://demo.istat.it/dat81-91/COMUNI/070/F_HTM/070019_F.HTM

http://demo.istat.it/dat81-91/COMUNI/070/T_HTM/070019_T.HTM

http://www.regionemolise.com/Comuni_online/Civitacampomarano.htm

http://www.beniculturali.it/eventi/dettaglio.asp?nd=ec,ri&idevento=47706

http://classitaly.com/comuni/index.php?pagina=26&id_g=5862&scala=-6

http://www.araldicacivica.it/comuni/indexc.php?extrac=s&id_comune=3217

http://www.maplandia.cz/italie/molise/campobasso/civita-campomarano/

http://www.offerhotel.com/ricerca_htl.php?lingua=rus&loc=Masseria%20Iovine

http://www.adsi.it/index.php?link=dettaglio_news&id_news=347&tipo=iniziativa

http://www.abi.cab.banche.meglio.it/prefisso-comune.htm?q=civita+campomarano

http://www.informagiovani-italia.com/comuni/comune-civitacampomarano-cap-86030.html

 

 Civitacampomarano è situata nell' area regionale denominata "Basso Molise"; rientra nella fascia interna sud orientale dell' antica Frentania che, in prossimità del mare adriatico, aveva la capitale a Larino.   E' situata su un dorsale collinare ad altitudine compresa fra 900 e, a valle, 300 metri circa s.l.m.; a N-NE si erge la Maiella con le sue   propaggini più meridionali del monte "La Rocchetta" (m.940) e di "Monte Mauro" (m.1025); ad est il mare adriatico, a sud le colline ad andamento irregolare degradanti verso il tratto terminale del basso Biferno, ad ovest altre formazioni collinari risalenti fino al massiccio del Matese.

 

Histoire du Chateau de Campomarano

 

 

 

 

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http://vendita-affitti.molise.it/Appartamenti-Civitacampomarano.htm

 

 

Alcuni Ristoranti nel Molise


Chat Molise

 

 

Cognomi a Civita Campomarano

 

ADDUOCCHIO * ALTOBELLI 3 * ANTENUCCI * BECCI * BOCCARDO * BRINDISI * BURONE * CALLURA * CAPONE 2 * CAPRARA 11 * CARELLI * CAROSELLA 3 * CARRELLI * CIAFARDINI 4 * CIANFAGNA 5 * CICCARONE 2 * CIERI 2 * CIRINO * COLONNA 16 * CUOCO 2 * D'ADDANTE * D'ALBERZIO * D'ALOISIO 3 * D'ANGELO * D'ASTOLFO CAPONE 6 * DE BLASIIS 2 * DE MARINIS 8 * DE MATTEIS 2 * DI MARCO * DI MASCIA * DI MATTEO 3 * DI NINNO 4 * DI PAOLO 27 * DI TOMASSO * DI VITO * DIONISIO 2 * FAGNANI * FELICE * FERRETTI 3 * FIORE * FIORILLI 3 * GALILEI * GERMANO * GIANFAGNA * GIANFELICE 2 * GIANNONE PEPE * GIULIANO * GUGLIELMI * IOVINE 5 * IULIANI 2 * LA FRATTA * LAROCCA * LEUCI 2 * LIBERATORE * LISTORTI 3 * LOMMA * MACCIOCCO 2 * MANCINONE 2 * MANUELE 6 * MARCHETTI 2 * MARSILIO 2 * MASTROIACOVO 6 * MAURIZIO * MAZZIOTTA 2 * MENTANA * MOLINARO 2 * MOSCUFO * NIRO * PADULA * PAGGIOTTA 2 * PANZILLO 2 * PARDI 2 * PETRILLO * PIETRONIRO 2 * POMPONIO * RICCIUTI 4 * RICCIUTO * ROSATI * RUSSO 3 * SANGIOVANNI * SANTURBANO CAPRARA * SCACCIA * SPAGNOLETTI * SPIDALIERI * STIZZA * TATA * TETTA 3 * TORZILLI * TROLIO * VASILE 4 * VENDITTI *

 

 

Altre informazioni d'interesse

 

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Vincenzo Cuoco :

 

Vincenzo Cuoco nacque a Civitacampomarano (Campobasso) nel 1770; la sua famiglia, di estrazione borghese, lo avviò agli studi di giurisprudenza che non completò mai, sentendosi invece più incline alla filosofia e alla letteratura che coltivò assiduamente. Tra i suoi interessi ebbero un ruolo particolare lo studio della storia e della cultura delle antiche popolazioni italiche; gli autori che più influenzarono la sua riflessione storica furono Machiavelli e Vico. Nel 1799 prese parte alla Rivoluzione napoletana ricoprendo incarichi di rilievo all’interno del regime giacobino. Per questo motivo, al ritorno dei Borboni, fu condannato alla confisca dei beni, a pochi mesi di prigionia e a venti anni di esilio. Imbarcatosi per Marsiglia, trascorse lunghi periodi successivamente a Milano e a Parigi: durante l’esilio iniziò a scrivere il Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, la sua opera di maggior rilievo.

Nel saggio, Cuoco imputa il fallimento dell’azione rivoluzionaria all’incauta applicazione dei modelli rivoluzionari giacobini alla realtà del meridione italiano, profondamente diversa da quella francese. L’opera venne terminata e pubblicata a Milano nel 1801, prima in forma anonima e poi a suo nome (1806). I primi anni dell’Ottocento lo videro impegnato in un’intensa attività pubblicistica presso il Giornale Italiano, cui riuscì a dare una nuova fisionomia economica, e nella stesura di numerose opere di vario genere rimaste però tutte incompiute. Unica eccezione i due volumi del Platone in Italia (inizialmente pubblicato in tre volumi), romanzo storico-epistolare che finse di tradurre dal greco. Il testo è incentrato sulla celebrazione dell’antica "Italia pitagorica" come luogo mitico di saggezza e si inserisce così nella polemica del "primato degli italiani" che animava la cultura del primo Ottocento, proclamando la supremazia culturale dell’Italia rispetto alla Francia. In seguito alla mutata condizione politica, Cuoco tornò a Napoli continuando ad occuparsi di pubblicistica (Monitore delle Sicilie) e ricoprendo incarichi politici sotto Gioacchino Murat, di cui fu uno dei più validi collaboratori. La restaurazione del 1815 e il conseguente ritorno allo status quo ante minarono irreversibilmente il suo fragile sistema nervoso, portandolo alla follia. Morì a Napoli nel1823.

http://www.filosofico.net/vincenzocuoco.htm

http://www.filosofico.net/cuocorivnapoletana.htm

http://www.giornaledifilosofia.net/public/filosofiaitaliana/scheda_rec_fi.php?id=60