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CASTELPIZZUTO
N°
abitanti: 143 Altezza minima: 706
Altezza massima: 1400 Altezza: 836
Codice istat: 11 Codice fiscale: C247 Cap: 86090
Prefisso: 86Denominazione
abitanti: pizzutesi.
Numero abitanti: 143 di cui: 71 maschi e 72
femmine.
Prefisso telefonico:
0865. CAP: 86090.
Festa comunale:
Sant'Agata il 5 febbraio.
Storia di Castelpizzuto :
Anticamente il suo nome era "Castel
di Pizzuto", probabilmente dalla forma del monte su cui sorge.
Delle famiglie feudatarie ricordiamo i d'Evoli, i Galeota, i Terzi (ai
quali appartenne nel tardo Settecento col titolo di contea).....
Il
più piccolo tra i comuni della Comunità Montana, è
situato sui monti del Matese e ci offre una veduta panoramica di
naturale bellezza affacciandosi a sud su tutta la città di
Isernia e sulla catena delle Mainarde e a nord sul massiccio del Matese
(comprendendo in tal modo tutti i rilievi che si estendono sulla
provincia).
Il territorio comunale presenta un'escursione altimetrica decisamente
superiore alla media dei comuni molisani: permette, infatti di salire
fino ai 1400
m.del Monte Patalecchia e di scendere ai 700 metri del Vallone Lorda,
dallomonimo torrente che, dopo aver attraversato l'intero territorio,
si getta nel Volturno. Il paesaggio pittoresco, l'aria pura, il
silenzio, le acque sorgive, e l'estensione dei boschi ricchi di
prodotti silvestri, come fragole, lamponi e funghi e, non ultimo, lo
stesso esiguo numero di residenti e le sue stradine tortuose, strette e
non asfaltate, ne fanno luogo ideale per una vacanza in completa
armonia con la natura e la montagna alla ricerca di un contatto
veramente genuino con il mondo rurale e agreste.
Lo stemma dei paese porta incisa una torre, forse immagine dell'antico
castello.Nei secoli andati si chiamava « Rocca di Pizzuto»
e « Castrum piczutum», od anche semplicemente
«Pizzuto»;e probabilmente deve il nome alla forma acuta del
monte su cui si aderge............continua.
Materiale
raccolto da G. Minotti
La Chiesa di Sant'Agata :
Di origine medievale, fu costruita nei pressi del
castello, seguendo lo schema emblematico di quel
periodo. Più volte restaurata, colpisce il visitatore per
l'estrema semiplicità. Sorge,all'entrata dei paese nella parte
bassa, separata da una stretta via dal palazzo baronale che conserva
ancora una torre angolare cilindrica. Sull'architrave della porta, che
consente l'accesso alla chiesa, è incisa la data del 1594, l'anno di
costruzione.
L'uscio della porta ricorda che un Libetti lo lavorò e mise a
posto nel 1752: non è chiara, invece, una breve iscrizione
murata nel campanile contiguo, che pare assai meno anziano
dell'edificio: edificio il cui interno, per la superlativa
semplicità, sembra simboleggiare l'umiltà cristiana, e la
povertà esaltata dal Poverello di Assisi.
Palazzo baronale di Castelpizzuto :
Nel periodo
medievale il borgo era conosciuto sotto il nome di Castrum
Piczutum. Notizie certe risalgono al 1269, periodo di dominazione
angioina, quando Carlo I d'Angiò concesse il feudo a Tommaso
d'Evoli, signore di Monteroduni.Le notizie relative al castello a
partire da quel momento sono inevitabilmente legate ai nomi dei suoi
proprietari. Alla fine del XIII secolo il feudo fu diviso fra tre
proprietari, per essere poi riunito nel 1316 sotto Alferio di Isernia
che divenne l'unico possidente. La signoria dei d'Isernia
durò sino agli albori del 1400, quando passò a Giacomo
Gaetani.Successivamente la signoria passò alla famiglia Pandone, quindi ai Capace Galeota e di seguito alla
famiglia d'Agostino.Nel 1575 Silvia d'Agostino vendette il feudo e il
suo castello ai Conti Terzi, famiglia proveniente da Parma.
Dal 1586 sino agli inizi del 1700 il castello conobbe numerosi
proprietari, sino a tornare ai conti Terzi, che detennero il feudo sino
all'eversione della feudalità. Ultimo titolare del castello fu
il conte Pasquale Terzi.
Il titolo di conti di Castelpizzuto è rimasto alla famiglia
Terzi, che risiede a Napoli. La sua facciata originale è stata definitivamente compromessa, in
parte è stata intonacata e sono state create nuove aperture.
Nulla è rimasto della sua antica imponenza. Si
distinguono due piani. Al primo piano, centralmente rispetto alla
facciata, si apre il portone principale, in pietra con arco a tutto sesto. Alla sua destra vi è un altro
portone, di dimensioni minori, anch'esso in pietra, che oggi
probabilmente costituisce l'ingresso di un'altra
abitazione. Ai due lati dei portoni
vi sono oggi due garages. Nel piano superiore si aprono tre finestre di
scarso valore artistico. Nello zona retrostante l'edificio si
conserva la torre medievale circolare: questa si affaccia sul cortile,
al quale si può accedere da un cancello posto a sinistra
rispetto alla facciata. Il piano basso è quello che
è riuscito a conservarsi meglio dai lavori di ristrutturazione e
di adattamento che l'edificio ha subìto. Non è stato
così per il secondo piano, radicalmente trasformato.
Folklore e Tradizioni
Links
da consultare sul paesetto
La Cristallina
L'antica
sorgente di Castelpizzuto è conosciuta da tempo immemorabile per
le sue benefiche proprietà, ed ora è protagonista di un
progetto di valorizzazione che identificherà Castelpizzuto come
centro termale di completo benessere.
L'acqua
Castellina sgorga pura dall'antica sorgente di Castelpizzuto, borgo
medievale e termale situato in una delle zone più belle del
Molise, vera e propria oasi verde d'Italia, che può vantare un ecosistema ben
conservato e protetto. Una regione dove le tradizioni sono vive ed
intatte, dove l'acqua si beve incontaminata esattamente come secoli fa.
Posto ad
un'altitudine di 850 m.
s.l.m. il comune di Castelpizzuto protende il suo territorio lungo il
sistema montuoso del matese, fa parte delle comunità montana
Centro Pentria e presenta risorse naturali incontaminate quali aria, acqua, boschi, prati
in alta montagna dove pascolano indisturbati caprini e bovini in uno
scenario naturale di grande bellezza.
Nel cuore della cultura etnica molisana
Il paesaggio è molto
pittoresco, l'aria pura, il silenzio quasi assoluto e il territorio
è ricco di acque sorgive che scorrono lungo valloni fino a
gettarsi nel fiume Volturno. I boschi sono ricchi di prodotti silvestri
come fragole, lamponi e funghi. L'esiguo numero di residenti e le
tortuose stradine non asfaltate ne fanno un luogo ideale per una
vacanza in completa armonia con la natura e con la montagna, alla
ricerca di un contatto veramente genuino con il mondo rurale e agreste.
Il Centro Termale di Castelpizzuto
La realizzazione di un centro
termale, unico esempio nella regione Molise, situato in
prossimità delle sorgenti dell'acqua Castellina è
auspicabile per vari motivi:
Cure idropiniche in zona
La popolazione molisana
potrà rivolgersi in regione per le cure idropiniche. Il
centrotermale costituirà una sicura risposta anche ai cittadini
di regioni limitrofe (Campania, Puglia, Lazio, Abruzzo).
Terme di interesse pluriregionale
Considerando i dati relativi alle
popolazioni delle regioni menzionate, nonchè quelli relativi
alla incidenza media della calcolosi urinaria, si può ipotizzare
in circa 400.000 unità il bacino di utenza del centro termale di
Castelpizzuto.
Rivalutazione
complessiva della zona
Il complesso termale, servito da un'apposita arteria stradale
sarà inserito in un progetto più ampio, alberghiero e di
ristorazione, da realizzare sempre nella località di
Castelpizzuto. Il complesso termale sarà inoltre arricchito da
un parco con attrezzature per le attività ludico sportive e si
inserirà in un contesto di notevole pregio paesaggistico e
naturalistico di sicuro richiamo turistico.
Infrastrutture per il benessere e il relax
Il centro termale entra a far parte
di un villaggio globale dedicato al benessere e al relax, dotato di
recettività alberghiera adeguata, attrattive archeologiche e
storico ambientali, attrezzature all'avanguardia per lo sport e il
relax che costituiscono un presupposto ideale per la ricerca del
benessere psicofisico.
Patrrimonio boschivo, faunistico e idrico
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Castelpizzuto
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Castelpizzuto Strutture
Turistiche B&B
Antiche Querce
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Ricetta:
Minestra di farro e grano, l'acquaonta
(farina integrale con poca acqua e sugo), mbaniccia (pizza di
verdura e pane), polenta e salsiccia, formaggi tipici (di capra e di
pecora).
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