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Comune di Castropignano Via Marconi 2 86010 Castropignano CB Tel 0874
503132 Fax 0874 503522 CAP: 86010 Codice ISTAT: 70016 Prefisso telefonico: 0874
Mappa Stradale e Satellitare Castropignano dal Satellite Manifestazioni Civili e Religiose I9 Febbraio: Carnevale 14 Luglio e 15 Luglio: Madonna del Carmine 25 Luglio: S. Giacomo 31 Dicembre: "Le Maitunate"
Giunta Comunale Consiglio Comunale
Frazioni : Cerreto, Roccaspromonte
64 VIDEOS D'UN COLPO SU MOLISANIEVENTI, LA PAGINA VIDEO DI FRANCO |
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Il Castello D'Evoli
Castropignano dovrebbe
corrispondere per la sua ubicazione strategica all’antica “palombinum”
che nel lingua sannitica significa fortezza. L’edificio fu costruito durante la
dominazione longobarda invece nell’XI secolo fu fortificato e
trasformato dai normanni. Dal 1345 fino alla fine del XIX
secolo la famiglia d’Evoli si impadroni’ di tutto il territorio di
Castropignano compreso il castello e lo mantennero fino alla fine
del XIX secolo cioe’ fino alla fine della feudalita’. Furono
proprio loro a progettare i primi lavori di trasformazione
nel 1362 su proposta di Giovanni d’Evoli che riedifico’ il
castello sulle strutture gia’ esistenti. Successore di Giovanni fu
Andrea che nel 1396 perse il feudo poiche’ considerato un ribelle dalle
autorita’ di quel tempo. Grazie ad Antonio d’Evoli la famiglia riusci’
ad avere di nuovo la proprieta’ del castello. Il personaggio senza
dubbio piu’ noto e’ Vincenzo d’Evoli a cui si deve la costruzione della
chiesa di Santa Maria delle Grazie ubicata a Castropignano. L’ultimo
intervento risale al 1683 ad opera
Opere Fortificate di G. Buonviaggio Il Castello d’Evoli di Castropignano, a pianta quadrangolare, è vicino al paese, sulla parte più alta a strapiombo sulla Valle del Biferno.A causa delle scarse cure nel corso dell’ultimo secolo, il forte di Castropignano ha perso la sua imponenza e l’antico prestigio, inoltre i numerosi interventi subiti nel corso dei secoli hanno trasformato parte della struttura originaria.Il palazzo era caratterizzato da un enorme cortile interno e, data la sua imponenza ancora oggi evidente, molti dovevano essere i locali di servizio, le stalle per il bestiame e gli appartamenti che vi si affacciavano. ...continua... Appuntamento a Castropignano In occasione della IX Settimana della Cultura, indetta annualmente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per mettere in vetrina una serie di attività svolte nei vari settori di competenza, questa Soprintendenza per i Beni Architettonici, ha inteso porre l’attenzione sul paese di Castropignano in provincia di Campobasso e sul Castello d’Evoli...continua...
I Cantoni I cantoni sono giganteschi spuntoni di roccia presenti nel territorio di Castropignano. Lo stesso paese e la frazione di Roccaspromonte sono ubicati su una roccia compatta. Grandi masse di arenarie affiorano anche sul tratturo, Contrada Palata e Contrada Forconi. A nord est del castello d'Evoli si erge un'estesa roccia che spunta dal bosco, denominata “Cantone la Fata”. Si racconta che una pastorella di nome Fata per sfuggire al Signorotto del luogo si sia buttata giù proprio dal roccione. Ricordiamo anche altri cantoni: cantone "La Guardia"; cantone "Giorgione"; cantone "Petrillo" e cantone "Belvedere" Il sito si estende per circa 150 ha in
territorio di limonano e Castropignano ed è caratterizzata dalla
presenza dei calanchi. Questi forme erosive si modellano in seguito
all’azione delle acque meteoriche su suoli tipicamente argillosi
rendendoli incoerenti. La vegetazione naturale è costituita in
maggioranza da piante erbacee, prevalentemente graminacee, che danno
vita ai percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei
Thero-Brachypodietea habitat di interesse comunitario. I calanchi,
interclusi tra le coltivazioni cerealicole e arboree, costituiscono
area di rifugio per diverse specie di rettili, uccelli e mammiferi,
nonché territorio di caccia per gli uccelli rapaci quali
albanelle, poiane e nibbi.
(Castropignano-CB).
PRIORI AMBASCIATORI E CAVALIERI CONFERITI ... 1° Don Franco
Lombardi (Parroco di Castropignano-Is). 2° Don Pasquale Russo
(Parroco di ...
myNews.it comunicazione sottocosta - CASTROPIGNANO
_ C’erano più di cinquecento persone al convegno svolto
Corriere
Canadese - ... il Club Roccamandolfi, il Montorio nei
Frentani, il Club Vinchiaturo, il Giovani Uniti del Molise, Torella del
Sannio e il Club Castropignano. ...si nel tardo pomeriggio di oggi
all’Hotel Roberto di Castropignano e organizzato dal ...
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IL MOLISE OGGI
Salve sono un 47enne
molisano. Sono nato e cresciuto in un piccolo paesino del Basso Molise
negli anni 60. Se per qualcuno gli anni 60 sono legati ai grandi
cambiamenti politici, sociali e culturali, al boom economico, alle
nuove mode, di quegli anni il sottoscritto ricorda le strade non
asfaltate e piene di fango nei giorni piovosi; gli uomini a cavalcioni
di muli e asini stanchi dopo una giornata nei campi; vecchiette vestite
di nero con annesso copricato che camminavano rasentando i muri dei
vicoli, quasi si vergognassero di qualche male fatta.…era come vedere
le donne irachene di oggi.
In quel piccolo paese la gente che contava era rappresentata dal medico condotto, dal farmacista, dall’avvocato,mentre il resto “il popolino” era composto da persone semplici poco considerate e rassegnate alla loro povera esistenza.. Fin da piccolo avevo capito che il futuro per le nuove generazioni in quei posti era molto incerto. Intorno a me vedevo ragazzi che terminate le scuole medie andavano ad imparare un mestiere. Non c’era molta scelta, tutti diventavano muratori o idraulici - elettricisti e lavoravano per poche lire al giorno senza contributi e senza diritti. Ma per fare questi lavori bisognava essere dotati anche fisicamente altrimenti era molto meglio mettersi a fare qualcos’altro e così c’era chi optava per il mestiere di sarto o di barbiere. Passavano gli anni siamo già negli anni settanta. Ricordo l’apertura dello stabilimento FIAT a Termoli a cui seguì un vero e proprio rientro di tanti emigranti (dalla Germania, Francia, Inghilterra) speranzosi finalmente di una occupazione nella loro terra di origine (molti per lavorare pagarono i potenti della D.C. ). Quegli anni erano molto fervidi molte imprese edili cominciarono a nascere come funghi e a costruire case per gli emigranti che stavano per tornare. Molti Comuni non avevano un piano regolatore per cui si è assistito ad un vero e proprio scempio edilizio. Ma la felicità durò poco, infatti tante di quelle famiglie furono costrette a vendere di nuovo le loro case ed emigrare di nuovo per assicurare una vita migliore ai loro figli .continua. Paolo Di Bene
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