DURONIA


duronia molise

 

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Alla scoperta del Paese

http://www.duronia.com/

http://www.laterra.org/Duronia.htm

http://www.comuni-italiani.it/070/022/

http://www.duronia.com/comunedur.html

http://www.lariverabus.it/linea_r.asp?l=CB15-03

http://www.comuni-italiani.it/070/022/meteo.html

http://maps.google.it/maps?oi=eu_map&q=Duronia&hl=it

http://www.regionemolise.com/Comuni_online/DURONIA.htm

http://www.archart.it/archart/italia/molise/duronia/thumb0001.htm


 

I COGNOMI DEI CITTADINI DURONIESI

Surnames presently recorded in Duronia


ADDUCCHIO 3 * AUCIELLO 14 * BARTIMOCCIA * BERARDI 2 * BERARDO 46 * BRIENZA 3 * BRINDESI * BRINDISI * CAROSELLA 4 * CARRIERA 2 * CHIOCCHIO 2 * CIAMARRA 3 * CIARNIELLO 6 * COLACIELLO * COLANERI * D'ABRAMO * D'ALENA * D'AMICO 32 * DE VINCENZO 9 * DEL PRETE * DI BIASE * DI PLACIDO 2 * DI SALVO 9 * FALCIONE * FESTA * GERMANO 5 * GIANCARLO 3 * GRIECO 24 * IACOVANTUONO 7 * IULIANO * LO PICCOLO * MANGIONE * MANRICO * MANZO 56 * MASTROIACOVO * MASTROPIETRO * MESSERE 2 * MINICHIELLO * MORSELA * MORSELLA 6 * PACE 3 * PALANGIO * PALLOTTA * PASQUALE 2 * PASQUALOTTO * PERSICHILLO 2 * PETRACCA 4 * PIETRONICCE * PONZA * POTESTA' 8 * PRIOLETTA * QUAGLIA 2 * RAINONI * RICCIUTO 9 * RUSSO * SALTARELLI * SANTILLI 2 * SCIARRETTA * SETRENINA * UMMARINO  


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STORIA

 

 

Il nome antico del Comune era Civitavecchia, e cioè “Civile veteris” nel secolo XIV – “Civitatis vetule” nel latino curiale – “Civitavetula” nel secolo XVI.
Fra il 1755 e il 1760, quando furono scoperte nel suo agro pregevoli tombe, e non poche iscrizioni lapidarie e monete attestanti la remota preesistenza di un cospicuo centro urbano, si confermò nei cultori di patrie memorie il convincimento che ivi sorgesse la “Duronia” dei Sanniti, che Livio dice espugnata dal console Lucio Papirio Cursore, console romano, nell’anno di Roma 459 (293 a.c.).
E perché sarebbe stata proprio Duronia e non altra delle tante città sannitiche, delle quali invano le tracce e le venerande reliquie? Il motivo fu che l’agro del Comune è percorso dal torrente Durone, nel cui nome parve ravvisarsi la ricordanza e quasi l’eco perpetuata del nome dell’antica città.
Il Garucci era di opinione che il presente abitato fosse invece l’erede del superbo “Bavianum vetus”, come Pietrabbondante di “Aquilonia”, dalla milizia linteata. Senonchè, per le reliquie tornate alla luce, e per il Durone il cui nome pur qualcosa ha da ricordare, il consiglio comunale chiese, nel 1875, ottenendolo, il permesso di mutare il nome di Civitavecchia per quello di Duronia, per effetto del quale il piccolo comune molisano ha raggiunto il duplice scopo di rivendicare un’agnazione che l’onora e di sopprimere l’omonimia di Civitavecchia laziale. 
L’antico abitato è sulla vetta di un monte, le cui falde occidue hanno a saldo rinforzo i cosiddetti “Morconi di Lauro”, superbi ed eretti macigni alla cui sommità si adergono i “Morconi di S.Tommaso”, che fanno scolta alla chiesa parrocchiale.


La memoria più remota che si abbia di Duronia n’è data da un diploma del 1270 col quale Carlo I d’Angiò assegnava la metà del feudo di Civitavecchia a Raimondo Cantelmo, figlio di Bertrando signore di Roccavivara. Questo diploma, naturalmente, non esclude che Duronia preesistesse fin dai tempi longobardi, se si tenga conto che esisteva la vicina Civitanova: la quale, evidentemente, venne cosi’ chiamata in contrapposto della Civitavecchia, il cui nome attesta di per sé l’entità più antica.

Nel 1276 il feudo, nella sua integrità, passò a Gentile della Posta, del quale fu successore il figlio Bartolomeo.  Sul finire del regno di Carlo II d’Angiò, e cioè nei primordi del secolo XIV, era feudataria di Civitavecchia Isabella Filangerio, della mobilissima prosapia venuta nel Reame coi normanni, e che aveva preso il nome da Angerio (signore d’Angers) prode cavaliere crociato.

La famiglia Filangerio (Filii Angerii), poi Filangeri, chiarissima nel sacerdozio e nelle armi, e dalla quale usci’ nei tempi recenti il sommo autore della “Scienza della Legislazione”, godeva nobiltà in Napoli nei seggi di Nido e Capuana, e consegui’ nel 1444 l’abito di Malta.
Nel 1307 Isabella Filangerio assegnò alla propria figlia Isabella, in dotario, la metà dei corpi feudali di Civitavecchia, in occasione delle sue nozze con Roffredo Filomarino di Napoli. Civitavecchia per questo motivo passò in dominio della chiara prosapia dei Filomarino, sorrentina di origine, che ascese in fastigio nel secolo XIII ed iscritta nel Seggio di Capuana.


Dalla fine del secolo XIV fino alla metà del secolo successivo Civitavecchia fu pertinenza della Contea di Montavano, avendo per signori feudali gli stessi titolari che in questa si successero.
Nel 1450, alla morte di Francesco di Montavano, Civitavecchia venne data in feudo alla famiglia Piscitelli da Ferrante I d’Aragona. Questa famiglia, insieme a quella dei d’Alagno, tenne in feudo Civitavecchia per un periodo ultra secolare.  Nella prima metà del secolo XVII Civitavecchia divenne feudo dei della Marra, signori di Macchia d’Isernia. Ultima famiglia feudale, con possesso in data anteriore al 1648, fu quella dei D’Alessandro di Pescolanciano.

 



METEO : DURONIA



http://www.popsoarte.it/opera.php?idOp=3856

http://xoomer.alice.it/davmonac/sanniti/dimam01.html

http://www.paesionline.it/molise/duronia/da_visitare_duronia.asp

http://www.mondimedievali.net/castelli/Molise/campobasso/provincia.htm

http://www.linktour.it/index.asp?f=Altre_Notizie_su.asp?Key=Duronia

http://www.discovermolise.com/paesi_molise/paese.php?nome=Duronia

http://albergodiffuso.evolutiontravel.net/cgi-twaypub_e/home.cgi?aid=PibM9LBu

http://www.discoveritalia.it/iwe/itinerario.asp?lingua=it&IDidea=70&IDtipoItinerario=1

 

 

Duronia:

Provincia : Campobasso (CB)
Zona : Italia Meridionale
Popolazione Residente :
507 (M 222, F 285)Densità per Kmq: 22,8
Codici :

 CAP 86020
Prefisso Telefonico : 0874
Codice Istat: 070022
Codice Catastale : C772
Varie :
Numero Famiglie 219
Numero Abitazioni :  672
Santo Patrono : San Nicola
Festa Patronale:  6 dicembre
Il Comune di Duronia fa parte di:
Comunità Montana del Sannio
Unione Comuni Medio Sannio

 

PADRE ANTONIO GERMANO 

 

ELIO GERMANO

 



Ricordiamo tra le attrazioni naturali del paese l’imponente massiccio roccioso che porta il nome di Civita che presenta resti di fortificazioni sannitiche.  Il massiccio sembra un arduo ed esteso pascolo con quattro creste che ne interrompono il profilo. Quelle bizzarre creste si sprofondano nella valle opposta determinando paurosi burroni; sono le vette dei “morconi” che dalla valle s’innalzano per più di duecento metri e anticamente rendevano inaccessibile “Civita” da attacchi esterni. Ma la “Civita” non era inviolabile dalle altre parti, e queste, vennero rafforzate da una cinta muraria della quale sopravvivono poderose ma frammentari resti nelle falde settentrionale ed orientale del colossale macigno.
Dall’alto di Civita il panorama è meraviglioso: è il più vasto che offra il Molise, avendo la possibilità di ammirare distintamente ad occhio nudo ben ventotto Comuni. E’ una visione indimenticabile di campagne fiorenti o selvagge, di rocce asperrime o di piani verdeggianti, di monti nudi e di boschi frondosi: una visione pittoresca che ha fascini strani nelle giornate serene dello stanco autunno.

Il centro che nel medioevo era conosciuto come “Civitavetula” conserva nel nucleo più antico le caratteristiche medievali. Sono riconoscibili, nonostante i rimaneggiamenti subiti, le robuste strutture del castello medievale. Monumento architettonico è la chiesa di San Nicola, antichissima e forse coeva dell’abitato del quale occupa la parte più elevata, fra le creste dei “morconi”, cosi’ da dominarlo per intero. Ormai chiusa al culto, è sorta probabilmente nello stesso periodo del castello. Restaurata nel 1886, è ad una sola navata e conserva la statua dell’Immacolata, di pregevole fattura.
Dal 1441 è la croce in pietra nel centro del paese che denota caratteristiche simili a quella di Civitanova del Sannio.

Una serie di ritrovamenti dimostrano l’antichità di Duronia: un recinto sannitico è stato localizzato in località Civita dove, peraltro, sono stati trovati anche alcuni reperti tombali. Altre tracce di fortificazioni sannitiche sono individuabili lungo il tratturo Lucera - Castel di Sangro, dove è localizzata anche la cascina del duca di Pescolanciano. I resti di una villa romana sono stati riportati alla luce in località Casaglivune. Altri reperti sannitici e romani sono stati rinvenuti nella località Vicende, Casale e San Basilio.
Allegri pic – nic possono essere effettuati presso la pineta che si estende nelle immediate vicinanze del paese, approfittando anche dell’esistenza di un’area pic–nic attrezzata in località Cannavine nei pressi della locale sorgente acquifera.  Gli amanti della natura potranno recarsi in località “San Tommaso” dove sorge in santuario (rudere) circondato dallo stupendo paesaggio costituito dall’alternarsi di rocce e vegetazione.

 

 

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