GLI EMIGRATI MOLISANI,TRA STORIA E MEMORIA.



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Abbandonare tutto , i familiari, la patria, la casa, gli averi, per emigrare verso nuove terre, e avventurarsi verso l'incognito,  é un triste momento nella vita degli esseri umani che lo hanno vissuto.  Solo l'emigrato é in grado di poter  raccontare questo dramma della sua vita.   In questa pagina, dunque, vorrei far  conoscere ai Molisani rimasti in  patria, il vissuto dei loro concittadini,  forzati  a raggiungere nuovi continenti e nuovi paesi 
per procurare  un benessere vitale alle loro famiglie.
 
Per capire il dramma dei nostri corregionali partiti all'estero, bisogna rifare un pó la storia  che ha deciso del loro destino.  Tutto cominció quando la terra molisana, prevelentemente  cerealicola, non poté più sfamare i contadini e le loro famiglie.    Ma a questo fattore  s'aggiunse, contemporanemente e durante tutto il XIX secolo,
il fenomeno di un forte sviluppo demografico.   Basti ricordare che la popolazione del Molise passó dai 304.434 abitanti del 1814 ai 355.168 del 1861, fino ai 364.208 del 1871.  Solo tra gli anni 1865-1871, la regione subi una crescita di popolazione del 6% annualmente.  
 
La popolazione, in particolare quella montana, cominció allora a fuggire la regione per dirigersi verso altri cieli.   Abbiamo informazioni del 1892  le quali affermano che la provincia di Campobasso é fra ''le province d'Italia, che hanno dato e danno, il più grande contigente all'emigrazione per paesi fuori de l'Europa''.   E più eloquenti sono le statistiche  dei primi decenni del nuovo secolo.   Fra il 1905 ed il 1925 emigrarono circa 160.000 molisani e ne rientrarono circa 57.000; si sposta, dunque, quasi un terzo della popolazione del Molise.
 
Lo storico Federico Orlando, in un saggio dedicato all'emigrazione molisana, sottolinea che la Prima  guerra mondiale ha provocato una flessione, ma non l'arresto del flusso migratorio, il quale scomparve quasi del tutto dal 1931 al 1945, dovuto alle note leggi restrittive da parte degli Stati Uniti d'America.    E come sappiamo, poiché ne siamo stati i testimoni, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il flusso dell’emigrazione riprese con la naturalezza di una consuetudine e – come a fine Ottocento – ripartì dall’Alto Molise per poi estendersi all’intera regione.  
 
Questa volta i Molisani scelsero altre mete :  l' Australia, il Brasile, il Canada, l'Argentina, il Venezuela, l'Uruguay; mentre, il flusso migratorio, a carattere prevalentemente temporaneo, già da metà degli anni cinquanta, predilige i paesi europei: Inghilterra, Francia, Belgio, Germania e Svizzera Dunque la nostra terra fu durante gli ultimi due secoli una terra di emigrazione.  Dalla metà degli anni '70 del secolo scorso, da quando cioé possiamo disporre di dati  attendibili, fino alle soglie dell'ultima decade del nostro secolo, gli espatriati ufficiali del Molise sono stati oltre 600 mila, su una popolazione, é bene ricordarlo, di 363 mila abitanti nel 1881 e di 320 mila oggigiorno.

 

 

EMIGRANTI

Come granchi

partono

con pelli di ricambio

profumo di pianto antico

stirate da bianchi capelli

in valige a spago

domicili erranti

 

Donne coperte

strappano moccoli

di bimbi sorridenti

alla porta delle scarpe

 

Sventra il tramonto

il sole

si perde il richiamo

scivola sulla saliva

il distacco

 

Un'alra fetta

di salame sottovuoto

depliant del dolore

nel fango della storia

 

Michael Santhers, Da Soste precarie





ASCOLTATE UMBERTO DI GENOVA UN EMIGRATO CHE VI PARLA DAL CANADÀ  

 


 

 
 
 

 

Il Giornalista, Michele Pirone, ha scritto ció che esprimerebbero migliaia dei suoi corregionali emigrati .

 

La piccola stazione, di sera, era rischiarata da un lume a petrolio, sistemato in una nicchia della parete esterna, e serviva anche a dar segnale di fermata al macchinista della vaporiera che arrivava sbuffando tra nuvole di fumo e getti di vapore compresso dagli stantuffi, fra le ruote di acciaio.  Gli asini, i cavalli, i muli, scendevano lentamente Le Strette carichi delle valigie di cartone, con tanti giovani emigranti, in partenza per "l'altro mondo'', come si diceva in paese.  Se ne andarono anche le mie zie, per raggiungere i mariti in America, e la nonna piangeva, stringendosi le figlie, come chi accompagna un defunto al cimitero.  Nella biglietteria attendeva il capostazione con il berretto rosso e gli occhiali pendenti sul naso, e l'acetilene emanava un odore acre e una luce brillante.  D'inverno un gran fuoco rosso vivo, scoppiettante nel camino, invitava ad entrare e ci si disponeva dinanzi al focolare.   I più vigili, al minimo rumore, si affacciavano sull'uscio per cogliere l'arrivo del treno che appariva, a tratti, in lontananza; e poi scompariva nelle gallerie sotto i monti.   La neve turbinava cadendo, il vento soffiava e il treno si avvicinava inesorabile. Intorno al fuoco i lamenti diventavano urli, forse anche bestemmie, contro il convoglio che, crudele, rapiva i giovani, avventurieri per bisogno''.  Così mio fratello, Eliodoro Pirone, nel suo libro di racconti "Grano e Gramigna", descrive la prima emigrazione dal Molise, l'esodo massiccio e disperato dei giovani che fuggivano da una terra avara, inseguendo sogni di un futuro migliore. Che forse non ci sarebbe mai stato; ma, comunque, essi dovevano partire poiché, come sostiene Amir Klink, "il naufragio peggiore è quello di chi non ha mai lasciato il porto "........


.......Certo è che anche per il Molise, come scriveva Giuseppe Prezzolini, " l'emigrazione è stata una enorme tragedia, con anni di fame, di sforzi, di incertezza e di morte ".  Era l'epoca, quella, in cui il Molise era ricco di braccia ma poverissimo di risorse; per cui l'unica valvola di sfogo, per la classe lavoratrice di allora, era di tentare l'avventura dell'espatrio; e tutti i paesi del Molise, chi più e chi meno, contribuirono nel tempo, con il flusso emorragico dei loro giovani, ad alimentare l'esercito degli emigranti che presero le vie del mondo.
Vi è Castelpizzuto, ad esempio, in provincia di Isernia, che è pressoché spopolato.   Le case, vuote e silenziose, incutono un senso di solitudine e di sbigottimento.   Gli abitanti di quel paese, nella loro totalità, sono di numero inferiore a quelli che si ritrovano in un qualunque edificio condominiale, di appena quattro o cinque piani.  Vi è Pettoranello del Molise - il mio paese - i cui abitanti, un tempo oltre duemila, si sono stabiliti a Princeton nel New Jersey; mentre in paese ne sono rimasti meno di trecento.
 Il contributo che essi hanno dato alla loro città di adozione è stato tale e tanto che, qualche anno addietro, si è realizzato addirittura un gemellaggio, tra Princeton e Pettoranello, appunto........


......Come vivono questi emigrati ?  Molti di loro hanno fatto fortuna, altri un po' meno.  Tutti, però, vivono nel ricordo della patria lontana e sognano di poter un giorno tornarvi; anche se poi, avendo stabilito nuove radici, il ritorno resterà un pio desiderio.   Sarà la lontananza dalla loro terra, sarà il contatto quotidiano con gente diversa dalla propria, fatto sta che all'estero l'attaccamento alle proprie origini, fa parte di un campanilismo che in patria non esiste ormai più; è perciò che anche i molisani, come gli immigrati di altre provenienze, si riuniscono tra di loro, formano associazioni di appartenenti allo stesso paese di origine, di cui portano il nome; e queste, a loro volta, confluiscono in una federazione che ne coordina le attività. Ogni sabato essi organizzano feste associative per incontrarsi, per dialogare, per raccontarsi, per pranzare insieme e ballare; ma soprattutto per sentirsi vivi e per tener accesa la fiaccola della nostalgia, che è pane quotidiano per chi vive lontano dal proprio paese e dai propri cari.   Al contrario di quanto accade in molti dei loro paesi di origine, dove non ci si vede quasi più, abbrutiti come sono - i molisani in patria - dal consumismo e dal progresso che impongono loro una vita di solitudine.......  


.....A differenza delle altre regioni, nelle quali la criminalità ha reso la vita invivibile, il Molise è la terra nella quale fatti delittuosi si verificano ogni morte di papa.  Isernia, ad esempio, risulta tra i primissimi posti in graduatoria, tra tutte le città d'Italia, per qualità di vita e per vocazione al risparmio.  I paesetti arroccati sulle colline, una volta simbolo di un degrado miserevole, sono oggi lindi, pittoreschi, con le loro casette dalle facciate bianche, come quelle dei presepi.  La terra, ormai, è abbandonata e incolta, poiché altre possibilità di lavoro si offrono, più redditizie e meno faticose.......Cos'è rimasto più, nel Molise, della civiltà contadina, dell'esodo dalla terra e dell'emigrazione selvaggia?   Quasi niente.  Soltanto quel poco che rivive nella memoria e nel racconto degli anziani e di cui scomparirà ogni ricordo, con la estinzione della loro generazione.
Poiché, come scrive Sabino D'Acunto: " In questa terra avara la mia gente / rinnova le sue stirpi / come sui rami mutano le foglie "
.
  Michele Pirone, emigrato di Pettoranello, a Montréal.

Per saperne di più su i Molisani emigrati

Racconti di emigrati Molisani      I Molisani e ''l'america'' delle emigrazioni.

 
 
 
 
 
 
Emigrati Molisani dopo la prima guerra mondiale     

             
Emigrazione Molisana      
  L'emigrazione dal Molise      
           
 

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 ESTRATTI DI LETTERE D' EMIGRATI MOLISANI

October is Cabo Month

 

West Australia

“Con mio cognato Achille partimmo da Genova, con brevi soste in Egitto, Porto Colombo, Indie, e dopo 27 giorni eravamo a Iflemante (Fremantle, porto di Perth) in Austraglia. Dopo un viaggio disaggioso in treno arrivammo a Perth dove in una trattoria italiana trovammo un uomo che cercava manodopera forte e laboriosa per il taglio della legna.   Il guadagno andava dalle 8 alle 10 sterline mensili per il lavoro dall’alba alla sera. Fra i compaesani c’era anche la famiglia Marini e quando il Marini partì mi lasciò il suo contratto e così prendevo 20 25 sterline.   Gli inglesi erano padroni di tutti i forni della raffineria d’oro dove portavo la legna e c’erano circa 3000 uomini a lavorare.   C’erano tanti neri ma anche europei e i neri mangiavano i bianchi, infatti sparirono uomini dal campo.   Un giorno durante il lavoro nella foresta incontrai un nero che mi chiese i fiammiferi e io per paura glieli tirai dal mio carretto senza scendere. Il nero con calma accese la pipa e me li ritirò, io fui contento e pensai che m’era andata bene.   Sono rimasto in Austraglia solo 2 anni per il clima troppo caldo e per la nostalgia di casa anche se guadagnavo bene.   Bechelli Nicodemo

New York

“Caro Padre e Madre, vi scrivo queste due righe per farvi sapere che io sto bene come pure la moglie e figli come spero che sara di voi due.   Vi fascio sapere che vi avevo scritto per natale ma poi mi sono cambiato. Sono tornato a stare a Novio’chi.  Vi facio sapere che qua in america va molto male, perché non ci sta lavoro;  io pure lavoro tre giorni la setimana; c'é da fare andare avanti perche qui e tutto caro.   Vi faccio sapere che il 14 magio fanno la comugnione anche due figli, Ugo e Dante.  Quando mi scrivete mi farete sapere come stano quelle del sude america e come gli va, ma sento dalla gente che va male anche là.  Tanti saluti a tutti i parenti e a quelli che domandano di me, tanti saluti alla famiglia di mia moglie”.

Italia, Lugnano 24 gennaio 1905

"Non mi scorderò mai il bene e la bontà che aveva il mio caro Amedeo per la sua Concettina.   Vai pure liberamente in america; non dubitare del mio amore, penserò sempre a te e ti avrò sempre scolpito nel mio cuore fino che esisterò sopra a questa terra e mai dimenticherò il gran d’amore e la gran difelicità che si sentiva i quei momenti che ci stringevamo e mi dicevi  : mi vorrai bene o Concettina?   Saluta la tua famiglia e mia zia e ti saluto e vado a letto a pensare a te, mio tesoro, quando scrivi fammi sapere se potrai venire” (lettera d’amore tra fidanzati).

Brasile, 3 de junho de 1914

“sino a qui, grazie a Dio, mi vogliono tutti bene e sono contenta di essere nel Brasile, solo che mi disturba essere lontana dalla famiglia, che se vi avessi qua all’Italia non ci penserei nemmeno”... (Pierina Luti con la lettera manda alla famiglia una sua foto scattata nel salotto di casa sua pieno di felci e piante tropicali.   L’abito è elegante e anche il cappello è importante segno che la fortuna, fatta di duro e continuo lavoro, le ha portato benessere e considerazione. Sarebbe felice  se non fosse torturata  dalla nostalgia dei parenti.

Chicago 10-4-1918

“Desiderate sapere se vengo in Italia o se rimango in America per fare il militare, certo rimango in America poi che ho più opportunità che venire in Italia.  Intanto i mesi passano e sono sempre borghese, ma però mi aspetto la partenza in aprile, dico questo per temenza, facile non sarà vero”......“per ora non si sa quando andrà sotto le armi, diceva che sarebbe venuto in Italia…ora si è pentito e dice che va qui che almeno prende trenta soldi il mese e poi gli pagano la settimana lo stesso il padrone americano dove lavora”...

Argentina, Buenos Aires aprile 2005

“Questa piccola molisana a 14 anni ha imbrogliato me legandomi tanto forte e non mi ha lasciato più.  Mi ha aspettato tre anni dopo che sono partito per l’Argentina.   Ha conquistato anche i miei nonni che mi hanno cresciuto e dopo che mi ho deciso di non tornare in Italia per mancanza di soldi, mi ha raggiunto previo sposandomi per procura, altrimenti non poteva viaggiare che era minore di età…....L’anno 2001 che sono andato a Montreal, mentre con l’aereo eravamo sopra la città, ho visto sotto il cimitero e mi sono ricordato che li ci sono i miei genitori e anche  mia nonna Francesca che mi ha cresciuto, allora mi sono convinto che siamo cittadini del mondo e ci siamo fatti forti per superare le forti emozioni e degni delle nostre tradizioni antiche e moderne”. Giovanni Colacchio   Dal Sito Web : http://www.popolimigranti.it/cms/index.php

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Da ricordare alcuni Emigrati Molisani che hanno marcato la storia.
 
 
Cambio nome ma la mia idendità rimane  :  Amatuzio Francesco  Origine :  Boiano,
In America nessuno riusciva a pronunciare bene il suo nome,cosi decise di modificarlo in Frank Maddas.  I suoi ricordi, perció, sono rimasti indelebili nella memoria e nel suo cuore sempre vivo il pensiero della sua Patria, tant'é che appena ha potuto, é tornato in visita con la sua famiglia per rivivere in quei luoghi le vicende di un'infanzia che non svaniranno nemmeno col tempo perché vivono con le generazioni, negli occhi di chi vuole ascoltare ...
Un richiamo a cui non poteva sottrarsi  Antonio Rocco  Origine : Cercemaggiore.
Terminate le elementari a Cercemaggiore, parte per Velletri dove frequenta le scuole Somaschi, per perfezionare il suo sviluppo formativo presso le scuole dei Gesuiti a Milano.  Dopo aver conseguito la laurea in teologia a Roma, completando gli studi a Como, insegna nelle scuole Somaschi e consegue, poco dopo, la laurea in filosafia, presso l'Università Cattolica di Milano, con il massimo dei voti, e il 26 Luglio del 1936 viene consacrato sacerdote........
Storie vissute nei racconti Carducci Lisa :  Lisa Carducci   Origine : Ripabottoni.
Discendente di famiglia oriunda di Ripabottoni, riscopre le proprie radici attraverso la partecipazione agli "emigrati della terza generazione". Giornalista affermata, decide di cimentarsi nel ruolo di scrittrice, partendo da raccolte di poesie nel 1985. Nel 1990 ne pubblica una intitolata: "L'ultima fede" che raccoglie tutte poesie italiane. Autrice di romanzi, racconti relativi al rapporto uomo-donna e ai viaggi in Cina che lei considera come una terza patria........
La sua vita una questione di Numeri  Carlone Cosmo  Origine  :  Campodipietra. 
Alla tenera età di dieci anni lascia il Molise per seguire i genitori in Canada. La passione per lo sudio lo porta ad essere un allievo eccellente che sviluppa una predisposizione innata per le materie scientifiche, in particolar modo per la fisica. Consegue, cos?, il "bac" e il "phd" presso l'Università di York nel 1969 e diventa, dopo anni di gavetta come assistente di chimica e fisica, professore titolare nel 1982. .............
<>Il dialetto: una sfumatura per identificare un intero paesaggio : Castelli Michele  Origine : Santa Croce di Magliano. Si laurea presso l'Università di Bari, nel 1970, in lingue e lettere straniere, subito dopo, decide di ritornare in Venezuela dai genitori, giunti li nel 1957, per stabilircisi definitivamente. Direttore della rivista "Nucleo", fondatore del dipartimento d'italiano presso la facolt? di lingue e dell'istituto di ricerche linguistiche presso l'Universit? centrale del Venezuela. Partecipa ancora ai convegni nazionali ed internazionali, in veste di..
Le trattative erano il suo forte.  Johon Ciaccia.  Origine  : Ielsi.
Parte alla volta del Canada a soli quattro anni. Divenuto avvocato di grido, si interessa alla vita politica. E' stato Ministro delle Relazioni Culturali, dell'Energia, dei Rapporti Internazionali, del Commercio con l'Estero........
Ricerche per salvarne quanto più possibile : Colantonio Angela Origine : Genitori, di Montorio nei Frentani.  Il percorso di studi di Angela vede i primi risultati con il diploma in scienze, conseguito all'Università di Toronto e il master nel 1985, fino a raggiungere nel 1990 il Phd alla Yale University nel Dipartimento di Epidemiologia. Collabora con numerose riviste scientifiche, esponendo i risultati delle sue ricerche che hanno attirato l'attenzione del pubblico a tal punto da ricevere ingenti sussidi dal governo e dai cittadini degli Stati Uniti e dal Canada; ricerche riguardanti, per lo più, paralisi celebrali, lesioni e demanza........Il nonno, Giovanni, lasció Montorio nei Frentani, nel 1922, per rincongiungersi ai due fratelli che vivevano a Youngston, Ohio. A soli 25 anni, mori travolto da un treno, mentre stava facendo ritorno a casa, durante un forte temporale. ..............
I suoi studi hanno salvato molte vite : Colavita Antonio  Origine, Sant'Elia a Pianisi. 
Parte per la Pennsylvania a soli 11 anni e da li ricomincia la sua vita interrotta. Oggi riveste ruoli importanti e prestigiosi all'interno di diverse associazioni e organizzazioni umanitarie e culturali, quali la Niaf (National Italian American Foundation), la Famusa (Federazione Associazioni Molisane in Usa), l'Amnesty International e altre..............
Non per necessità, ma per scelta : Cusano William  Origine  Sepino.
La famiglia Cusano, a differenza della stragrande maggioranza delle altre famiglie di emigrati, non aveva, essenzialmente, alcun motivo apparente, per emigrare. Non si trovava in una situazione di disagio economico, era proprietario di terreni e di un negozio di tabacchi in paese; il motivo principale che ha dettato la sua partenza si deve ricercare nell'intolleranza della burocrazia dello stato che impedivano lo sviluppo della sua attività commerciale. .............
Storie di donne; vissute e raccontate.  David Fioramore Carole  Origine  Casacalenda.
Proprio attraverso il suo primo romanzo, quello delle "origini", pubblicato nel 1994, Carole ha voluto dar voce ai pensieri soffocati nel silenzio. I personaggi del suo romanzo, "Impala", sono italiani immigrati che devono affrontare il duro esame dell'integrazione. .........
Combatte per i diritti dei contadini.  Del Galdo Donato. origine  San Giuliano di Puglia.
Nel 1938 parte militare, ma ritorna appena puó perché non sente l'appartenenza a quello stile di vita. Mostra interesse, invece, per la vita politica in difesa dei diritti e delle condizioni disagiate dei suoi simili, contadini e operai. Nel 1944 aderisce al Pci e, più tardi, entra come parte attiva al lavoro sindacale, costituendo la "Lega dei contadini". .................
Non si vive di solo pane.    Dompietro Francesco.  Origine  Spinete.
Era il 1961 quando Francesco, già con moglie, figlio e un altro in arrivo, decide di emigrare in Australia, spinto dal desiderio di trovare qualcosa che non fosse solo pane. Grazie all'atto di richiamo fatto da suo cognato, part? per Morwell, affrontando, su una nave, un lungo viaggio di 28 giorni. Il più grande impedimento, come tutti gli emigrati, Francesco l'ha incontrato nella lingua...........
Una donna in carriera.  Giannetti Irene. Origine  Casacalenda.
La sua carriera scorre veloce, tant'é che dopo aver conseguito il baccalaureato in amministrazione, presso la McGill University di Montreal e terminato il Master in amministrazione ospedaliera, inizia a lavorare come responsabile delle relazioni tra patronato e sindacato nell'ospedale del Sacro Cuore. Dopo pochi anni, passa all'ospedale Santa Cabrini di Montreal come responsabile del centro accoglienza per gli anziani Dante......
Ha creduto e lottato per i suoi ideali.  Giovannitti Arturo. Origine  Oratino.
Nel 1901, a soli diciassette anni, Arturo decide di emigrare in America per non scontrarsi con la popolazione che non condivideva le sue idee socialiste. Sarà il senso di giustizia oppure il desiderio di cambiare il mondo perché diventi socialmente uguale e fraterno per tutti, ma la sua vita si colora di manifestazioni e battaglie politiche atte alla realizzazione di questo nobile sogno. ..........
Nessuno dimentichi da dove siamo partiti Iammatteo Tony. Origine  Vinchiaturo.
Appena ha potuto, ha iniziato a svolgere attivit? assistenziali e sportive per i molisani che vivono nella sua stessa citt?, Saint Léonard, e ha promosso, come fondatore e primo presidente, la Federazione delle Associazioni Molisane. A lui si deve la costruzione del primo Monumento all'Emigrante inaugurato a Vinchiaturo......
Nuova vita per i Ripalimosanesi a Rosario.  Lanese Beniamino. Origine  Ripalimosano.
Il padre di Beniamino, emigra per l'Argentina. Come pioniere spianerà la strada per i molti che seguiranno il suo cammino. A Villa Gobernador Galvez apre la sua prima panetteria con forni in muratura, anzich? in argilla e, si risposa con una sua compaesana, dalla quale ebbe ben 13 figli. . ............
Filippo Salvatore Ganci. Docente universitario di Lingua Italiana a l'università McGill di Montreal. Autore pure della prima storia della Letteratura italocanadese.  Scrittore di emozioni, ha scitto molte poesie e mantiene un blog culturale
Un uomo di teatro.  Marco Micone.   Origine  Montelongo.
Il nonno paterno, Michele Nicola, esperto emigrante, ha vissuto dal 1904 al 1929 tra Montréal e Montelongo; vi tornava ogni quattro/cinque anni, per il tempo di concepire un figlio. Questa figura ha rivestito un ruolo molto importante nella vita di Marco; lo vedeva come una figura che emanava un intenso affetto nei suoi riguardi, senza l'autorit? di un genitore. A lui é dedicata una sua opera, "Il fico incantato", albero che racchiude tutti i ricordi e i pensieri di ogni emigrante. Il padre di Marco, Giuseppe Nicola, emigra in Canada, a Montreal, nel 1951, sulla scia dei richiami dei parenti e amici gi? presenti all'Estero.........
 

  Discovery Channel Store Father's Day 2007

 

 

 
 
DA LEGGERE SU L'EMIGRAZIONE MOLISANA
 
 
“Parole e cose” nella vita quotidiana degli emigranti
Michele Colabella
Pubblicazione: “Informazione” , periodico I.R.R.S.A.E. Molise, A
Titolo: Emigranti poveri ed emigranti di lusso
Vecchierelli Giulio
Pubblicazione:“ La tribuna del Molise”.
Emigrazione
Giambattista Masciotta
Pubblicazione:Il Molise: dalle origini ai nostri giorni, Napoli,
Emigrazione molisana
F. Barbagallo
Pubblicazione:Lavoro ed esodo nel Sud, Napoli, Guida, 1973
Fenomeni di emigrazione di ritorno
R. Cavallaro
Pubblicazione:Roma, Nocera editore, 1973
Il lamento dell’emigrante
E. Cirese
Pubblicazione: La lapa, 1955
La stagione del ritorno
N. Gasbarro
Pubblicazione:Molise Oggi, 21-7-1986
L’emigrazione nel Molise
Guglielmo Josa
Pubblicazione:Bollettino dell’emigrazione, Roma, Tipografia nazi
Italiani del Molise, Italiani del Brasile
Pubblicazione:Campobasso, Archivio di Stato, 1999
I viaggi della speranza: aspetti e
momenti dell’immigrazione Molisana
Renata de Benedittis e Daniela di Tommaso
Pubblicazione:Campobasso, Centro stampa Archivio
Tra Molise e Canada
Filippo Salvatore
Pubblicazione:Larino, Lions club. Stampa 1994
memorie dell’emigrazione
Giose Rimanelli
Pubblicazione: Isernia, Cosmo Iannone Editore, 2000
Il Molise e l’America Latina
Giorgio Palmieri (a cura)
Pubblicazione:Ripalimosani, Editrice Arti Grafiche La Regione, 1
L' emigrazione in una comunita del Molise : Ripalimosani / di Monica De Benedittis
- Collana di pubblicazioni del Dipartimento /SEGES. Quaderni di studi storici
De Benedittis, Monica
Pubblicazione:S. l. : s. n.], stampa 1996 (Ripali
San Giuliano del Sannio e la sua emigrazione :
indagine storico-statistica negli anni dal 1906 al 1925
Varriano, Pietro
Pubblicazione:Ferrazzano : Edizioni Enne, c2003
 

 


     
Il tempo della memoria. Marcinelle, 45 anni dopo 
Giuseppe Ruffo
Pubblicazione:Ferrazzano, ed. Enne, 2001
Un paese chiamato Molise
Giose Rimanelli
Pubblicazione:Cosmo Iannone Editore, 2003
In nome del padre
M. Castelli - T. S. Di Tella – G. Rimanelli
Pubblicazione:Isernia, Cosmo Iannone Editore, 1999
Le cento patrie dei molisani nel mondo
Annalisa Carbone
Pubblicazione:Isernia, Cosmo Iannone Editore, 1998
Molisani, milleuno profili e biografie
Barbara Bertolini e Rita Frattolillo
Pubblicazione: Campobasso, ed. Enne, 1998
Nei cantieri di Toronto
Frank Colantonio
Pubblicazione:Cosmo Iannone Editore, 2000
Per il mondo in cerca di fortuna
Giuseppe Molino
Pubblicazione:Isernia, Cosmo Iannone Editore, 2001
Indagine conoscitiva sul fenomeno
 migratorio della Regione Molise
Salvatore Distaso – Domenico Viola
Pubblicazione:Bari, EDIT cooperativa, 1993
Contributo per una storia dell’associazionismo
molisano nelle terre d’accoglienza
Camillo Carbone
Pubblicazione:Campobasso, Regione Molise, 2001
L’emigrazione molisana e la condizione degli umili.
Per una lettura della poesia di Thomas Tammaro
Maria Grazia Tagliaferro
Pubblicazione:Sepino, Comitato per il centenario di S. Cristina,
Problemi dell’emigrazione
Vincenzo Corghi
Pubblicazione:Roma, Informazioni parlamentari, 1975
Emigrazione
Domenico Bellini
Pubblicazione:Campobasso, stabilimento tipografico e cartografic
Emigrazione
Mariano Domenico
Pubblicazione:Petrella Tifernina. Tip. D. lembo, 1937
La popolazione del Molise
Gazzera Enzo, Selvaggi Lucio
Pubblicazione:Campobasso, Camera di Commercio, Industria e Agric
Il fattore demografico
Arduino Antonio
Pubblicazione:Isernia, tipografia Minichetti e
Guglielmi, 1975
 
 

 

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