IL FOLKLORE NEL MOLISE

 

Introduzione

 

Dopo avervi presentato i temi  l' ''Artigianato Molisano'', la ''Religione Molisana'', l' ''Emigrazione Molisana'' , l' ''Arte e Artisti Molisani'' , la ''Cucina Molisana'' , il ''Dialetto Molisano'' , la ''Gastronomia Molisana'' , gli ''Scrittori Molisani'', le ''Vacanze nel Molise'' , l' ''Integrazione'' , ''Visitammo il Molise'' ''Visita il Molise'' ,  e sopratutto il vastissimo cantiere sui ''136 Comuni e Città del Molise'' , vi presento ''Il Folklore nel Molise''. 

 

Capirete che ogni qualvolta mi accingo a presentarvi un tema sul Molise, debbo sottomettermi alla tortura della scelta,  sia per il contenuto, sia quanto al volume delle informazioni da presentarvi su una sola pagina.  É ancora il caso questa volta che mi accingo a parlarvi sul tema del Folklore.  Infatti  il soggetto é vasto  e per trattarlo in modo esaustivo dovrei parlare  della maggioranza dei comuni e città della regione.  Come per gli altri temi trattati nel passato, tengo conto della vostra indulgenza e vi ringrazio. 

 

Senza dubbio il folklore é la migliore manifestazione delle abitudini, delle tradizioni, della cultura e delle ideologie di una società.  Perció non vi é miglior mezzo del folklore per approfondire la conoscenza di una società, in tutti i suoi colori e le sue apparenze.  Il folklore porta con se nel presente

tutta la storia e le tradizioni del passato.   Gli studi su questo soggetto ci svelano non solo ció che vi é di più bello in un popolo, ma pure la diversità tra i popoli e le culture.  Studiando il folklore dei popoli, che sia musica, danze, costumi tipici, possiamo capire che codeste manifestazioni non solo sono lo specchio della presente società, ma pure lo specchio del passato che si prolunga nel presente.

 

Tutto ció é vero anche per il nostro Molise.   Molte delle nostre feste tradizionali si possono ricondurre al periodo medioevale, altre a culti pagani ancora più antichi.   Nel Molise sono le feste ad alimentare e riproporre la cultura della tradizione.  Alcune di esse sono da considerarsi uniche.  La "corsa dei carri" a cavallo tra aprile e maggio a San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone, la Carrese di San Pardo alla fine di maggio a Larino, i Misteri del Corpus Domini a Campobasso, le Traglie di Jelsi il 26 luglio nel giorno di Sant'Anna, il Rodeo Pentro di Montenero Valcocchiara a Ferragosto e alla vigilia di Natale, "A Ndocciata" di Agnone.  V 'invito a saperne di più leggendo ció che segue sulla pagina. 


 
 
Feste del grano a Ielsi e Pescolanciano  //  La Fattura d'amore nella tradizione molisana  //
Faglie, Farchie, Stuccie, Cartocci, Favone e, tra le minoranze slave, Smrk e la ndocciata  //
Il carnevale di Pietracupa  //  La fonte magica di Venafro  //  La Pagliara di Fossalto  //  
La notte delle streghe e il carnevale a a Ripabottoni  //  La primavera sacra di Boiano  //  
Il diavolo a Tufara  //  Il lupo mannaro, ecc...,ecc.  //
 
 
NOVITÀ ''LA NOSTRA GENTE''.
 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                

MANIFESTAZIONI FOLKLORISTICHE
 
Fossalto: la “Pagliara” .
 E’ una delle più importanti manifestazioni del folklore molisano.  Esistono antichissime registrazioni sonore dell’evento.   Il rito vede la personificazione del “maggio” mediante un cono costruito con rami e rivestito di erbe e di fiori, appunto la “Pagliara”, sulla cui cima è posta una croce realizzata con i fiori.  La “pagliata” viene “indossata” da un uomo, lasciando solo un’apertura per il viso.  Accompagnata da un suonatore di zampogna e da un cantore, la “Pagliata” gira per tutto il paese annunciando l’arrivo del maggio, accolta da getti d’acqua lanciata dai balconi e dalle porte di case al grido “Rascia, maje!” (Abbondanza, maggio!). Terminato il giro, la “Pagliata” viene collocata in piazza, davanti alla casa del parroco: la croce viene staccata dalle sommità e consegnata al sindaco, il cono viene sistemato nell’orto del prete. Quindi avviene la distribuzione di una zuppa di legumi, formaggio, pane e fave fresche. ...continua
 
La maschera del diavolo di Toro :
Uno dopo l’altro, i cittadini di Toro, caratterizzati dalla professione svolta (il pescivendolo, il barbiere, il sarto, la maestra, l’idraulico, il macellaio, il dottore, l’imbianchino, l’avvocato, e tanti altri ancora), sfilano davanti al Demonio, confessano i peccati commessi e ascoltano la sentenza.  In realtà, sono tutti degni dell’inferno, perché ognuno di loro nella propria professione o nel proprio mestiere non si comporta bene, commettendo dei peccati verso il prossimo e verso Dio . Uno solo non va all’Inferno, ma in Paradiso, è il contadino....continua...
 

Il diavolo a Tufara
La settimana di carnevale, a Tufara, i protagonisti sono i diavoli che, trattenuti dai frati e preceduti dalla Morte, o meglio da due Morti, attraversano tutto il paese in una processione. Arrivati nella piazza, un giuria mette sotto processo il carnevale, il quale viene condannato a morte.  Un fantoccio viene quindi gettato giù per la rupe su cui sorge il paese.

 
 
Castelnuovo al Volturno: l’Uomo-Cervo
L'ultima domenica di carnevale, a Castelnuovo al Volturno, frazione di Rocchetta al Volturno, si ripropone un’antichissima rappresentazione.  La scena comincia con il tintinnio di più campanacci, suonati con una cadenza ossessiva, proveniente dalla montagna.  Si tratta delle “Janare”, streghe dai lunghi capelli, le quali annunciano il terribile rito che si sta per rinnovare. Quindi è il turno degli zampognari.  Finché un grido risuona nell'aria: "Gl' Cierv'! Gl' Cierv!'"  Giunge così la Bestia, il Cervo, un attore coperto di pelli e con grandi corna ramificate sul capo, il volto, le mani dipinti di nero e il petto ornato di campanacci.  Ostenta forza e cattiveria.  Irrompe nella piazza distruggendo tutto ciò che incontra nel suo cammino e aggredendo la gente finché non entra in scena una Cerva con un pellame più chiaro e movenze più aggraziate con cui comincia il corteggiamento.  L’intero paese è atterrito.....continua...
 
Bagnoli del Trigno: La Ballata dei Mesi
Bagnoli del Trigno un paese arroccato lunga la valle del Trigno in provincia di Isernia, nel periodo della settimana grassa, si rappresenta i mesi dell'anno. na manifestazione di taglio prettamente culturale, e' forse oggi la piu' originale espressione della civilta' contadina inerente il carnevale, affonda le sue radici in tempi remoti, e viene rappresentata con staordinario entusiasmo ...continua...

Festa di San Pardo e i "pali"
A Larino, in provincia di Campobasso, alla vigilia della festa di San Pardo, una fiaccolata apre la sfilata dei carri, su cui sono poste immagini religiose, seguite dai cosidetti "pali", ossia cortei di bambini che agitano i festoni su cui sono rappresentati i diversi momenti del martirio dei santi Primiano, Firmiano e Casto.
 
La Carrese di San Pardo a Larino.
Ha luogo il 25, 26 e 27 maggio.  Cento carri e più trainati dai buoi, addobbati con fiori di carta, drappi, coperte ricamate, banderuole, sfilano per tre giorni nelle vie del centro medievale.  Una vera e propria parata di colori accompagnata dallo scampanellio prodotto dal procedere lento degli animali e dalla "Carrese".   I  carri secondo la struttura possono essere aperti (trionfanti) o chiusi (la cupola).  In genere i carri sono ordinati secondo una numerazione progressiva, con quelli più antichi che portano il numero più basso e risalenti a centinaia d'anni fa, in mano alla stessa famiglia.
 

Le corse dei carri.
Richiamano il fascino, l'emozione, la passione del Palio di Siena.   A trainare i carri pitturati con i colori dei rispettivi "partiti" sono i buoi (una coppia a San Martino e Ururi, due coppie a Portocannone), mentre i cavalli affiancano i carri nella corsa con i cavalieri che hanno il compito di guidare, spingere i carri e stimolare i buoi.   Al partito vincitore spetta l'onore di portare in processione il busto argenteo di San Leo a San Martino, la Sacra Reliquia (un pezzo del legno della croce di Cristo) a Ururi, e la statua della Madonna di Costantinopoli a Portocannone.   L'altro premio è che l'anno successivo i vincitori partiranno in posizione avvantaggiata.   A San Martino in Pensilis la corsa ha luogo il 30 aprile (San Leo).   A Ururi la corsa si svolge il 3 maggio (SS. Legno della Croce).  A Portocannone, infine, la corsa ha luogo il lunedì di Pentecoste. 
 

 
 

Le Traglie di Ielsi.
Questa manifestazione ha luogo il 26 luglio nel giorno di Sant'Anna.  Ielsi è la città del grano ed è il grano il simbolo di questa festa particolare e suggestiva con le Traglie, carri senza ruote tirati in processione da coppie di buoi, a rappresentare momenti di vita dei campi.  L'ultimo è il carro di Sant'Anna. Ai crocicchi delle strade covoni "manuocchi" ammonticchiati e lungo la strada del paese tracce di grano ad addobbare le case.

 
I Misteri di Campobasso. 
Nel giorno del Corpus Domini, a giugno, tredici quadri viventi girano per le vie della città portati a spalla da un minimo di tredici persone al suono di bande musicali.   I figuranti, fissati alle "macchine" ideate da un artista del '700, Di Zinno, sono tutti giovanissimi ed i quadri rappresentano: Sant'Isidoro, il santo contadino; San
Crispino, il santo calzolaio; San Gennaro; Abramo; Maria Maddalena; Sant'Antonio Abate; l'Immacolata; San Leonardo; San Rocco; l'Assunta; San Michele; San Nicola e il SS. Cuore di Gesù.
 
Pescasseroli e le tradizioni
Alcune manifestazioni della tradizione pescasserolese risultano oggi modificate, nella morfologia o nella percezione del loro significato, da finalità di carattere turistico.  Un esempio è la festa del Corpus Domini che attualmente, con la pittoresca infiorata, richiama numerosi turisti.  Dal 1991 viene realizzata un'infiorata con materiali predisposti molto tempo prima della ricorrenza festiva.  Gruppi di volontari, coordinati dal parroco, provvedono alla raccolta dei fiori, delle foglie di mortella e della posa del caffè.  Il parroco sceglie ogni anno i disegni che formeranno il tappeto ornamentale.  Sulle vie e i vicoli del paese si lavora incessantemente tutta la notte e alle 9.00 del mattino tutto è pronto; le strade del paese sono affollate di turisti che fotografano e filmano sia l'infiorata che gli altarini....continua...
 
Rodeo Pentro di Valcocchiara.  
Si svolge il 15 agosto.  In località Pantano, dove i cavalli vivono allo stato brado, gli allevatori locali danno prova di abilità resistendo sul dorso dei cavalli e cercando di domarli.  Diventa naturale pensare al "buttero" maremmano ed al cowboy americano: cambiano l'atmosfera ed il paesaggio che qui è davvero unico.
 

A ''Ndocciata'' ad Agnone.  
Ha luogo la sera del 24 dicembre.  Le "Ndocce", fiaccole di 4 e 8 metri di altezza fatte con rami di abete, vengono portate accese lungo la via principale della città.  Uomini di nove borgate sfilano, rappresentando scene di vita agreste e dimostrando la propria capacità di fuoco.  Un vero e proprio fiume di fuoco che scende dalla parte alta della "città delle campane", illuminando la notte che sta per annunciare la nascita del Signore.  Sono queste le feste uniche, legate alla transumanza, all'attività agricola, alla stagione, alla fede.  


 
 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                  

GRUPPI FOLKLORISTICI
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Festival internazionale del Folklore nel Matese
...La domenica si aprirà con un raduno di auto d'epoca, nel pomeriggio sua eccellenza mons. Bregantini presiederà la santa messa e a seguire si esibiranno gli sbandieratori di Fontana Fredda (CE), il coro"Mariella e Nanno" di Scanno (AQ) e i gruppi folkloristici di Venezuela, India, Belgio, Sierra Leone e Italia...continua...
 
La Kermesse di Termoli
Quest'anno i partecipanti sono la Corea del Sud con la città di Busan, la Slovacchia con la città di Stava Lubna, l'Austria con la città di Kremstein
e l'Indonesia. Folta anche la partecipazione, come sempre, dei gruppi folklostici italiani con la città di Cardeto per la Calabria e di Messina per la
Sicilia con il gruppo "I Cariddi". Ma i gruppi nostrani non finiscono qui. L'apertura della manifestazione infatti è affidata, nella serata del 25 luglio, in rappresentanza della nostra regione, al gruppo folkloristico " U Passarielle" di Ferrazzano, mentre a chiudere la manifestazione, come da tradizione, ci penserà il gruppo folkloristico organizzatore del Festival Internazionale del Folklore, "A Shaffette", con nuove coreografie e balli e musica ispirate alla tradizione marinaresca di Termoli. Complessivamente nel Festivale si esiberanno oltre 200 elementi provenienti da diverse parti del mondo. ...continua...
 
Il Gruppo Folkloristico Giuseppe Moffa
Il Gruppo Folkloristico "G. Moffa", da più di un trentennio ormai, ripropone le tradizioni della propria terra, valorizzando in modo particolare il patrimonio canoro e
coreografico giunto fino ai nostri giorni grazie all'opera dei soci fondatori ed alla ricerca condotta incessantemente dai componenti....continua...
 
Ru Bangale
La storia del gruppo folloristico "Le bangale" inizia intorno agli anni '20, ma la vera occasione di chiamarlo gruppo fu nel 1936 quando il Dott. Gino Carugno, costituì un gruppo effettivo che operò fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.  Dopo la guerra il gruppo si ricompose sotto la giuda di Carugno, diventato Presidente e direttore artistico, fino al '68.   Dopo un'interruzione di 7 anni, il Gruppo si trasformò in Associazione popolare, presieduta dal '75 all'87 da Claudio Niro e dall''87 ad oggi da Giovanni Di Risio.   L'Associazione culturale "Le Bangale" è da vent'anni simbolo di ricerca serrata ed approfondita sulle tradizioni popolari baranellesi e sulla vita contadina di un tempo.....continua...
 
Il Gruppo Arché
All' Oratorio del Gonfalone il Concerto di Natale è affidato al Gruppo Internazionale di Musica Etnica Archè (Pietro Ricci zampogna , Maurizio Marino oboe, Ernest Carracillo organetto, Tiziana Tamasi arpa, Carmine Bruno percussioni), un Quintetto di musicisti molisani che unisce tradizione e innovazione, gli strumenti del folklore, quali zampogna, tamburello ed organetto, e l' arpa.   Nel concerto si passerà da brani tradizionali
del Molise a «Tu scendi dalle stelle» e a un adattamento della Ninna nanna di Brahms.
 
Zig Zaghini
Il gruppo Folk molisano di San Giovanni in Galdo, gli "Zig Zaghini" , così denominato per via di una figura di una danza tipica, nacque nel 1933 in virtù di una antichissima festa popolare, ma solo dal '63 svolge un' attività ininterrotta e finalizzata alla conservazione e alla divulgazione del prezioso patrimonio culturale di San Giovanni in Galdo, sopravvissuto all'usura del tempo. Il gruppo è composto da una trentina di giovani che indossano il costume tradizionale di fine settecento, fedelmente riprodotto.  Nel repertorio del gruppo, le danze più famose ed apprezzate sono : Il ballo degli angeli, La danza del contromalocchio, La danza della campana e La zemparelle sangiuennare.  
 
 
I Dragoni del Molise
I dragoni del Molise si esibiscono in danze e canti regionali antichi.  E’ l’unico gruppo esistente a suonare anche di un concerto di campane,
strumento particolarmente rappresentativo del loro paese d’origine, Agnone.  Sono nati nel ottobre del 1986 ed appartengono alla categoria
Danzerini .
 
Il Festivale della Zampogna
Nella tradizione italiana la zampogna richiama il Natale.  E in Italia la capitale della zampogna è Scapoli, un piccolo paese in provincia di Isernia, mille abitanti in tutto, ai piedi della catena montuosa delle Mainarde.  Qui gli abili artigiani si tramadano di generazione in generazione i segreti del mestiere e realizzano questi antichi strumenti musicali così ricchi di fascino.  La manifestazione, nata come mostra mercato, si è trasformata nel tempo in un vero e proprio Festival Internazionale volto alla promozione della zampogna ed alla musica, alle tradizioni ed alle affinità culturali ad essa associate.  Arricchiscono la manifestazione seminari ed approfondimenti sulla musica popolare e mostre tematiche. Immancabili inoltre stand di artigianato, gastronomia e prodotti locali.
 

 
 
   
 
 
 
 
 
 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                               

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musicisti molisani che unisce tradizione e innovazione, gli strumenti del ...
90-143) e degli stessi autori un supplemento in Folklore musical (Paris, 1939;
 pp. ... Per la collaborazione sul piano folklorico nel Molise, ...
PDF] GLI STUDI DI TRADIZIONI POPOLARI NEL MOLISE
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dente interessamento anche nel Molise. Tra. lusciamo le annotazioni di .....
studi di folklore nel Mo· lise, gioverà accennare ad alcuni fatti che ...
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colui che malauguratamente nasce la notte di Natale. Tale credenza è attestata ...

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Le tenebre nel Molise. Liturgia, lessico e folclore di un antico rituale di Pasqua ...
bibliografia generale
C. GUACCI-S. BRUNO-P. MAZZEI, I rettili e gli anfibi nel folklore e nelle
tradizioni del Molise, Almanacco del Molise 1987, edizioni Enne ...
CATA
Cercone Franco, Guida allo studio del folklore e dei beni culturali, L'Aquila, ..
.. Dizionario Abruzzese e Molisano. A-Z. Lavoro a cura del C.N.R. Roma
 
LINKS SUL FOLKLORE MOLISANO
 
 

 

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