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LA
RELIGIONE NEL MOLISE
INTRODUZIONE La religione nel Molise ha radici profonde,lontanissime. La religione professata oggi dai Molisani é, per alcuni aspetti socio culturali, vincolata a pratiche millenarie. Alcuni dei comportamenti di gruppo o di masse hanno risuonanze anteriori a l'arrivo della fede Cristiana.
I Sanniti che occupavano il territorio credevano in divinità e praticavano riti religiosi, propiziatori. Con l'arrivo dei Romani da chi furono conquistati, integrarono nuove credenze e nuovi culti. Con la caduta dell' Impero Romano, il Cristianesimo si sostitui alle credenze e ai riti chiamati pagani. In che momento la fede cristiana penetró nella odierna regione molisana, lo ignoriamo, poiché mancano testimonianze archeologiche o scritti storici contemporanei.
Tuttavia, l'alto e basso Medioevo ci accertano della presenza delle prime chiese nella regione e sopratutto della presenza di Ordini Religiosi che hanno predicato la fede cristiana e introdotto sistemi collettivi di sviluppo economico.
É pure da questo periodo che notiamo la moltiplicazione delle Cappelle votive, delle Chiese, dei monasteri e sopratutto della presenza dei Santi in ogni nucleo abitato. Nel Xmo secolo, Boiano é conosciuta come la prima archidiocesi della regione. Questo movimento di penetrazione della fede cristiana andó intensificandosi lungo i secoli che seguirono. I fedeli della regione hanno espresso la fede con molto entusiasmo, costruendo santuari, basiliche, edificando chiese d'influsso romanico, rinascimentale o barocco.
Dal XIV secolo troviamo già la presenza di Ordini religiosi nati prima e dopo il Concilio di Trento, i quali si proponevano come modelli e predicatori della fede cattolica, (Francescani, Cappuccini, Conventuali). Oggi, ogni Comune Molisano ha un protettore che festeggia con fasto; e ogni Molisano é attaccato ai valori fondamentali della fede cristiana che l'accompagnano dal battesimo alla morte ( I Sacramenti), valori espressi pure atraverso pellegrinaggi, tridui, novene e processioni, oboli e ex voto. Il Molisano é lontano dall'esprimere una fede teologica e biblica e sceglie spontaneamente una fede basata sui segni, sui sentimenti, sulla insecurità (a volte angoscie) e il bisogno di protezione. Tale fede é un tratto culturale di un popolo, una regione, le cui radici vanno lungi nel passato. N.Franco
L'ANTICHITÀ ''....Il territorio dell’attuale Molise 2.500 anni fa era Sannio. Quella dei Sanniti era una civiltà dai costumi sobri e severi con una precisa struttura sociale, economica, religiosa e militare. La religione dei Sanniti era politeistica. La testimonianza più completa ci viene dalla Tavola Osca...un bronzo di forma rettangolare, risalente al III secolo a.C. e rinvenuto nel 1848 a Capracotta e ora conservato al British Museum di Londra......''
''(Kerres) e
in subordine a sedici altre divinità elencate nella tavola,
spesso accompagnate dall’epiteto Kerriiais, cioè Cereale o
meglio “che fa crescere”, che fa riferimento alla funzione di
propiziazione della crescita e che deriva, ovviamente, dal nome della
dea Cerere, divinità della vegetazione e delle messi. Queste
divinità sono: Vezkei, in latino Veiove; Evklui Paterei, Euclo
Padre, interpretato come Ade o come Hermes dai greci, quindi forse con
funzioni di psicopompo o legato al mondo dei morti; Futrei Kerriai, la
figlia di Cerere; Anter Statai, per i latini Stata Mater; Ammai
Kerriiai, Maia, la divinità italica della primavera che solo in
età ellenistica fu identificata con l’omonima greca, madre di
Hermes; Diumpais Kerriiais, Ninfe delle sorgenti; Liganakdikei Entrai,
divinità della vegetazione e dei frutti; Anafriss Kerriiuis,
Ninfe delle piogge; Maatuis Kerriiuis, dea della rugiada che
arricchisce i raccolti; Diuvei Verehasiui, per i latini Iuppiter
Virgator, fustigatore, probabilmente legato ai rituali dei Lupercalia,
in cui i sacerdoti colpivano con strisce di cuoio le mani delle donne
che si offrivano ai colpi per assicurarsi la fertilità; Diuvei
Regaturei o Iuppiter Pluvius per i Latini; Hereklui Kerriiui, Ercole;
Patanai Piistiai, dea della vinificazione; Deivai Genetai, in latino
Mana Geneta; Pernai Kerriiai, per i latini Pales, dea legata alla
pastorizia; Fluusai, Flora, divinità della terra protettrice dei
germogli. I
Sanniti di Agnone versavano una tassa per il mantenimento del recinto
sacro e nella tavola si specifica che esso appartiene a chi ha pagato
la decima e quindi ha il diritto di frequentarlo. All’interno di questo
orto sacro sorgevano quindici altari; all’esterno si svolgevano riti in
onore di Flora. L’orto sacro di Agnone è un esempio
dei primi luoghi di culto, luoghi aperti, boschi e vallate; solo in un
secondo momento i Sanniti edificarono santuari, il più noto dei
quali è quello di Pietrabbondante, santuario federale della lega
sannitica, con un grande tempio con tre celle e tre altari per tre
divinità, di cui conosciamo solo la dea Vittoria, e un
teatro. In ciò possiamo probabilmente riconoscere
l’influenza dei greci, che si esercitò a partire dal VI
secolo. Mamerte era un’altra delle divinità principali,
equivalente del latino Marte, che aveva Heres per compagno d’armi; in
comune con i Sabini avevano la dea Famel, dea della terra. Altra
dea di grande importanza, passata a Roma prima come divinità
autonoma e in seguito come appellativo di Giunone, era Lucina, dea
della nascita. Come gli altri popoli osco-umbri avevano un
animale sacro, nel loro caso il toro, mentre il gallo era l’animale
sacro della lega sannitica....continua...
Gli ultimi adoratori del Fuoco Se il Natale è festa principale del Cristianesimo e, nel Molise, essa è ancora oggi celebratacon spettacolari riti ignei, si può affermare che nessuna etnia italiana è "pagana" quanto quella molisana. I Molisani sono gli ultimi,autentici adoratori del Fuoco......... In modo ultra significante, le torce - che nel linguaggio locale sono dette 'ndocce (da torcia, appunto, vocabolo corrotto in 'ntorcia, 'ndorcia e infine 'ndoccia) - sono l'elemento caratteristico dei culti natalizi molisani. Nella nostra regione sopravvive, in forma quasi pura e incontaminata, l'aspetto mitraico dei riti solstiziali. Nel Molise, tali feste conservano - con le opportune letture in chiave "contemporanea" - quanto di più arcaico e primordiale ci sia nei cerimoniali ignei dell'odierno Natale. Ad Agnone, Oratino (qui il falò è denominato faglia, probabilmente dal latino facula = piccola fiaccola, torcia) e negli altri centri che conservano rituali analoghi (Acquaviva Collecroce, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Castelverrino, Filignano, Montefalcone nel Sannio, Pescopennataro, Pietrabbondante, Roccavivara, Poggio Sannita, Pietracupa, Sant'Angelo del Pesco), ci si abbandona, ancora oggi dopo millenni, alla adorazione del fuoco. Gesù Bambino c'entra poco o nulla. È figura sovrapposta. Nello svolgimento dei riti popolari del Natale molisano non s'è mai concretizzato compiutamente il sincretismo che tende a cancellare il pagano dio Sole surrogandolo col Nuovo Sole cristiano. ...continua... Lungo i Sentieri Molisani della Spiritualità ''Data la grande attrazione spirituale eservitata dalle Chiese molisane, numerose sono nella regione le testimonianze di una tradizione monastica e più generalmente religiosa le cui radici vanno cercate all'inizio del nostro millennio, tradizioni ancora cosi vive nel sentimento popolare da essere ricordate con eventi dove si intrecciano sacro e profano, religione e superstizione, devozione e convivialità. Immersi in un silenzio sacrale santuarii,eremi,conventi,abbazie e chiese si ergono ora su verdi colline e creste rocciose, ora circondati da suggestivi borghi medievali o affioancati da castelli rinascimentali, oasi di pace dove il tempo sembra essersi fermato....'' dal libro Abbazie,Chiese eSantuari del Molise di Francesco Romagnuolo
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LE FESTE PIÙ
CONOSCIUTE NEL MOLISE
I Misteri di Campobasso
Considerata una regione-cerniera tra il
Nord e il Sud della Penisola, il Molise ha subito influenze culturali
diverse anche grazie a uno dei porti più antichi d’Italia,
quello di Termoli. La cultura molisana è stata quindi
profondamente influenzata da due sistemi di vita differenti: quello
secolare legato alla tradizione della pastorizia e quello legato al
mondo contadino. È probabilmente da questo incrocio
socio-culturale che nasce la processione dei Misteri, che si tiene a
Campobasso ogni anno nel giorno dedicato al Corpus Domini. Si tratta di una processione su grandi
“macchine”, costruite nel 1740 da Paolo Saverio Di Zinno, sulle quali
prendono posto, sostenute da congegni di ferro (“gli ingegni”), gruppi
di adulti e ragazzi che rappresentano misteri cristiani e miracoli
della tradizione religiosa locale e italiana in generale. Queste
macchine sono fissate ad alcune barelle di legno e vengono portate a
spalla. I portatori, in numero compreso tra 14 e 20, prendono posto
sotto le sbarre sistemate sotto alle basi scenografiche di legno
dipinto. Le raffigurazioni o “quadri” sono di incredibile bellezza, con
i bambini sospesi nell’aria come per miracolo. L’origine della
manifestazione risalirebbe probabilmente all’inizio del Cinquecento,
mentre la costruzione della maggior parte degli attuali Misteri, o
“macchine”, risale a metà del Settecento......continua... I "Misteri"
sono anche nominati quadri viventi, infatti bambini, anziani e adulti,
si trasformano in santi, angeli e demoni ancorati alle strutture in
acciaio e legno appositamente rivestite offrendo una visione surreale e
generando l’impressione che i personaggi aleggino nell’aria. Le
strutture sono portate a spalla da gruppi di portatori che avanzano al
ritmo scandito dal capo mistero e cadenzato dalla banda
musicale che propone una marcia composta appositamente per questa
sagra. La sfilata è composta, nell'ordine, dalle seguenti
raffigurazioni:...continua...
Il Corpus Domini
Il responsabile
dell'associazone professor Salvatore Abiuso ha così
commentato" l'Infiorata di Gambatesa è una tradizione popolare
ma che affonda le radici nella religione, infatti risale al 1264
contemporaneamente all'istituzione della festa del Corpus Domini per
volere di Papa Urbano. ...continua...
Pescasseroli
Sara'
dedicata alle vittime del sisma del 6 aprile, una delle figure
dell'Infiorata di Pescasseroli, tradizionale evento del Corpus Domini.
L'immagine riproposta e' quella dell Adorazione dei magi, olio su tela risalente alla seconda meta' del 1600, attribuito a un ignoto pittore fiammingo e custodito all'Aquila, al Forte spagnolo. La figura, fatta con petali di fiori dalle molteplici tonalita', sabbia, posa di caffe', foglie e trucioli di legno colorati, raffigura la Madonna con il Bambino e san Giuseppe davanti a un edificio in rovina. A completare ''il quadro'' uno dei Magi seguito dal corteo con i cammelli, a sinistra un re moro e a destra uno sfondo di paesaggio con un edificio distrutto. Rappresentazione che ben richiama l'immagine dell'Aquila del dopo sisma. Le altre figure dal suggestivo evento del Corpus Domini di Pescasseroli sono dedicate alla chiusura dell'anno Giubilare Paolino ed allo stemma del Comune di Pescasseroli con al centro il Santo patrono del paese. Nella notte tra sabato e domenica prossimi, per questa 19.ma edizione dell'Infiorata, saranno 250 le persone, tra gli 8 e gli 85 anni, impegnate ad allestire le particolari e diffici figure, realizzate con oltre 500 metri di fiori posizionati per le vie del centro storico. Ad esse si aggiungono una sessantina di attori in costume d'epoca. Pietracatella
In occasione della festa del Corpus Domini
si tiene per le strade del Paese la processione, durante la quale
il sacerdote esibisce l’ostentorio con il Sacramento. Durante la
celebrazione religiosa molte persone allestiscono degli altari davanti
alle porte delle loro case, ricoperti interamente da petali di fiori.
La sera, come accade durante la festa di Sant'Antonio di Padova,
vengono appiccati dei grandi falo’ intorno ai quali si riuniscono gli
abitanti per cantare e chiacchierare fino a tarda sera.
ulmeno
dal runto di ... del Corpus Domini. Ali:).
MOLISE.
Gambatesa Nel piccolo centro della provincia di Campobasso, l'Ass. '
'I
Colori dell'Arcobaleno'' organizza l'infiorata del Corpus Domini. ...
Corpus
Domini and procession of the Misteri in Campobasso Molise,
June,
most important religious festivals in Molise region.
San Basso, Termoli
San Basso fu vescovo martire a Nizza sotto Decio. Probabilmente il corpo del Santo fu portato a Termoli dai primi soldati che presero parte alla spedizione contro la Borgogna alla fine del secolo VI. Nel luglio del 1929 vennero trovati dal vescovo Giannelli nella cripta della cattedrale e deposti in un prezioso sarcofago per la venerazione dei fedeli. La ricorrenza è celebrata con la processione a mare della statua di San Basso, che ricorda il miracoloso ritrovamento, da parte di alcuni pescatori, delle reliquie del Santo, oggi custodite nella cattedrale di Termoli. La festa di San Basso, patrono di Termoli, ricorre ogni anno il quattro agosto. Ma i rituali di festa iniziano già due settimane prima, con il sorteggio del peschereccio che condurrà in processione la statua del patrono: tutto si svolge nella piazza antistante la cattedrale dove si radunano gli armatori e i marinai del posto. Qui alla presenza del vescovo e del sindaco si svolge il sorteggio. Nell'urna ci sono biglietti con il nome delle barche ed altri inneggianti a San Basso, il nome letto dopo un biglietto dedicato al Santo avrà l'onore di ospitare la statua, le due barche estratte successivamente avranno il compito di affiancarla nel percorso marino e di condurre la banda e le autorità. Segue dunque il rito della vestizione del Santo, quando la statua viene ornata con tutti i paramenti vescovili....continua... Prima Regata Storica, La Regata di San Basso La Lega Navale Italiana Delegazione di Termoli, di concerto con l'Amministrazione Comunale di Termoli, l'Assessorato al Turismo e Cultura, la regione Molise e la Provincia di Campobasso organizza la 1^ Regata Storica, Regata di “S.Basso”. Con la medesima si vogliono revocare le grandi e fulgide imprese dei marinai Termolesi nonché le venerazioni del Santo protettore dei pescatori “S.Basso”. La scoperta delle sacre reliquie risale tra la fine dell'undicesimo secolo e gli inizi del dodicesimo ad opera di Mons. Giannelli in occasione del restauro della Cattedrale. Giorno del suo martirio è il 5 Dicembre ma la tradizione popolare lo venera il 3 e il 4 agosto con una sontuosa processione in mare. La manifestazione che verrà ripetuta ogni anno il giorno 4 del mese di Agosto, consiste in una regata remica che si terrà nel bacino marittimo di Termoli e sfilata per le vie della città della Repubbliche Marinare d'Italia con i costumi dell'epoca....continua... IL SANTO PATRONO DI TERMOLI di Lucia Cecchi LA PROCESSIONE DI SAN BASSO A MARE I FUOCHI DI SAN BASSO San Basso 2009: domani sorteggio della barca che porterà il santo San Pardo, Larino
La storia di San Pardo ha dotizie discordanti riguardo la sua reale esistenza. Alcuni studiosi affermano che fu il primo vescovo di Larino, altri affermano che fu vescovo di Mira, nel Peloponneso, costretto a lasciare la sua curia si rifugiò presso il Papa Gregorio II, perseguitato a seguito dell’iconoclastia di quegli anni. La sua esistenza viene posta nel VII secolo DC. Rifugiatosi a Roma, costretto all’esilio,gli furono offerte dal papa molteplici possibilità di reggenza su sedi vescovili, ma il Santo,rifiutando ripetutamente le varie offerte , preferì ritirarsi in preghiera presso Lucera ,Foggia, dove visse fino alla sua morte .La scelta non fu casuale.Lucera, all’epoca Apulia, faceva parte dell’antica Magna Grecia, sede di numerose comunità elleniche, le cui radici sono arrivate fino ai giorni nostri, e quindi per San Pardo era un modo per sentirsi a suo agio fra i suoi connazionali. Durante il suo spostamento da Roma a Lucera San Pardo rimase tre anni a Larino, all’epoca Larinum, in cui profuse la voce del Vangelo.Leggenda dice che era un vecchietto canuto, con una folta barba bianca a cui mancava un pollice. Ripartito alla volta di Lucera contribuì alla costruzione di due chiese, e visse i suoi ultimi anni di vita in penitenza e preghiera, morendo il 17 ottobre del 650, lasciando in eredità ai suoi discepoli la raccomandazione di diffondere le scritture del Vangelo e la preghiera...continua...La Carrese per san Pardo La festa di San Pardo in foto Un Video sulla Festa
Tutto sulla città di
Larino
La fede e la spiritualità erano davvero forti nelle civiltà della transumanza: i pastori compivano veri e propri pellegrinaggi verso i luoghi di culto per affidare al santo i futuri viaggi, la produzione, la fertilità degli animali e, per pregare sulle condizioni metereologiche, sulle malattie e sulle difficoltà che si sarebbero presentate nei periodici viaggi per la Puglia o per l'Abruzzo. Molto spesso la costruzione degli edifici religiosi era opera degli stessi pastori che raccoglievano il denaro e offrivano i prodotti del loro lavoro. Si tratta delle antiche cappelle votive....continua... Il Turismo Religioso nel Molise
“Il turismo religioso nella
rivisitazione della civiltà agrosilvo - pastorale come
identità del paesaggio. Il seminario sarà svolto presso
il Palazzo Galanti -di anta Croce nei giorni 19 e 20 giugno. Esperti di
ambito accademico e no forniranno spunti e riflessioni sulla importanza
che il turismo religioso può rivestire per le comunità
locali per il rilancio dell’area, in funzione della sua sinergia con
l’attività agro-silvo-pastorale che caratterizza le aree interne
del Mezzogiorno.
.continua...
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Santuarii del Molise
Il Santuario dell'Addolorata di
Castelpetroso
Il Santuario dell’Addolorata è stato edificato tra il 1890 e il 1970, sul luogo in cui il 22 marzo 1888 due pastorelle del paese, Bibiana Cicchino e Serafina Valentino, ricevettero la prima apparizione della Santa Vergine. Per verificare la veridicità delle apparizioni, il vescovo di Bojano, mons. Francesco Palmieri, si recò sul luogo:anche davanti a lui si ripeté l’apparizione della Madonna, nello stesso atteggiamento descritto dalle due pastorelle. Tramite la rivista mariana “Il servo di Maria” fu lanciato un appello a tutti i fedeli per contribuire alla costruzione di una cappella sul luogo delle apparizioni. L’iniziativa registrò molti consensi e fu benedetta da Papa Leone XIII.Nei primi giorni di febbraio del 1890 il progetto della chiesa era già pronto, curato dall’ing. Francesco Gualandi di Bologna; i lavori veri e propri iniziano il 28 settembre 1890.In occasione della posa della prima pietra, si registra la presenza di circa trenta mila persone. Molti fedeli elargiscono un contributo per terminare la fabbrica del santuario. Viene, così, terminato negli anni ’70 e consacrato da mons. Carinci il 22 settembre del 1975. ..continua...
Il Tempio è in stile gotico francese, con
numerose guglie. All'interno, nella cappella centrale, è
conservato il Simulacro che riproduce
Il
22 marzo e l’ultima domenica di settembre, presso il santuario, si
festeggia l’Addolorata, un'occasione che richiama molti fedeli.Nel centro storico del paese l’ultima domenica di agosto si
organizzano mostre, sagre e manifestazioni religiose. Il 2 luglio, in località Indiprete, si svolge la sagra
delle “Sciuscelle e Ciabbotta”, tipico ed antico piatto del paese,
mentre il primo venerdì di agosto è il caso di recarsi a
Pastena, nei pressi di Castelpetroso, per cogliere l’occasione di
gustare le “Taccuzzelle e fagioli”: si tratta di un piatto tipico
preparato dalle donne del paese semplicemente con acqua e farina, il
tutto condito con i fagioli della zona. Ogni seconda domenica di settembre a
Guasto di Castelpetroso si svolge il tradizionale “Festival del Du
Bot”: il “du bot” è un antico organetto molto popolare fino agli
anno ’50, infatti ogni famiglia ne possedeva almeno uno. ...continua... Santuario Santa Maria Del Monte, Cercemaggiore Il
Santuario, di stile gotico, venne distrutto a causa di numerosi
terremoti, e ricostruito, seppur con qualche adattamento, in carattere
romanico.
Masie Santissima della Vittoria a Gambatesa La cappella e’ ubicata nei pressi del
tratturo Castel di Sangro-Lucera. Stando a quanto tramandato dal
popolo, questa chiesa fu edificata tra il XI-XIV secolo su commissione
dell’Imperatore Barbarossa. Inizialmente era un’abbazia con
annesso monastero, sventuratamente a seguito di un terremoto nel 1279
la chiesa subi’ dei danni ma fu ricostruita dalle fondamenta dal Conte
Riccardo di Gambatesa intorno al 1313. Fu organizzata nelle sue
attivita’ dai canonici regolari lateranensi del monastero di
Sant'Agnello di Napoli. Gli abati di questo monastero sono stati
titolari del feudo di Santa Maria della Vittoria fino al 1781. La
lunetta del portale presenta ancora lo stemma di questo monastero
napoletano caratterizzato dall’effigia di un agnello. Chiesa campestre, ad una navata, situata nelle vicinanze del tratturo Castel di Sangro-Lucera. Un'antica tradizione popolare ne attribuisce la costruzione alla volontà dell'imperatore Federico Barbarossa. In origine forse Abbazia con annesso monastero. Probabilmente rovinata dal terremoto del 1279 o da altri eventi, fu fatta ricostruiore dalle fondamenta dal conte Riccardo di Gambatesa verso il 1313. Fu tenuta e officiata fino al 1653 dai Canonici Regolari Lateranensi del Monastero di S. Agnello di Napoli, i cui Abati sono stati titolari commendatari dell'omonimo feudo di S. Maria della Vittoria fino al 1781. Il loro stemma, l'Agnello crocifero, è raffigurato con forte realismo nella lunetta del portale. L'importanza del Santuario, e non solo come centro di fede e di culto, è testimoniata dalle indulgenze locali concesse dai papi Clemente V nel 1313 e Giovanni XXII nel 1317, ambedue su richiesta di Riccardo di Gambatesa, e da Innocenzo XII nel 1694. Pur avendo subito, lungo i secoli, vari rifacimenti, la chiesetta conserva ancora la linearità della primitiva struttura architettonica d'impronta rurale che mostra elementi di transizione dal romanico al gotico, leggibili nella facciata liscia e compatta e nel portale in pietra nuda con arco a sesto acuto. All'interno di pregevole il soffitto a capriata e la statua lignea della Madonna della Vittoria del 1714. Del monastero restano solo dei ruderi. SS Cosma e Damiano, Isernia La festa dei Santi Medici Cosma e Damiano : Isernia è sempre stato vivo il culto per i Santi Medici Cosma e Damiano. Fuori del centro abitato, sulla cima d’un poggio ai piedi del quale scorre il torrente Carpino, s’erge un antico eremo, una chiesa loro intitolata. Secondo la tradizione cristiana, San Cosma e San Damiano, i Maravigliosi Aromati (come li chiamò Gio.Vincenzo Ciarlanti nel Seicento) erano due fratelli (quasi certamente gemelli) vissuti nella seconda metà del III secolo. Praticarono l’ars medica; non a caso, infatti, i medici, i farmacisti, gli infermieri, i barbieri (che una volta esercitavano la medicina minore), li venerano come loro Patroni. Cosma e Damiano svolsero quell'attività più per virtù soprannaturale che per scienza umana, dimostrando, anche dopo il loro martirio, grandi capacità di guaritori attraverso innumerevoli interventi di tipo miracoloso. Furono detti anárguroi, ossia «senza argento», a significare che si adoperarono in cure molteplici senza mai pretendere alcuna ricompensa, poiché agivano per santità e non per ottenere profitti. Il culto per questi due santi è sempre stato molto praticato e a loro si attribuiscono eccezionali qualità taumaturgiche. A parere di molti, il culto dei Ss. Cosma e Damiano sarebbe una sopravvivenza cristiana del culto pagàno dei Dioscuri: Castore e Polluce, i figli gemelli di Giove e Leda. Collin de Plancy, infatti, trattando dei due Santi Medici, dice che a Roma la chiesa che porta il loro nome «è l’antico tempio di Castore e Polluce». I Diòs Kouroi, col fisico di abili e possenti atleti, erano sempre pronti ad accorrere dove qualcuno era in pericolo e, pertanto, rappresentavano la soprannaturale forza ausiliatrice. Castore e Polluce, «salvatori di […] molti uomini», erano le figure sacre da invocare per ogni assistenza e in tal senso essi sono certamente assimilabili a Cosma e Damiano, intesi come medici soccorritori cui chiedere aiuto per il pericolo che temiamo di più: quello della salute personale. Il processo sincretico che ha permesso ciò è perfettamente in linea con quella che si potrebbe definire la cristianizzazione delle antiche divinità greche, sannite, latine....continua... Eremo SS. Cosma e Damiano Uno scritto di Mauro Gioielli su i due Santi Isernini
PREGHIERE AI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO La Madonna di Canneto, Roccavivara La chiesa
di Santa Maria del Canneto e’ ubicata nella campagna di Roccavivara,
nelle vicinanze del fiume Trigno. Questa zona venne denominata
canneto data la presenza della flora, caratteristica del paesaggio
fluviale. Le prime notizie sulla chiesa risalgono al 706
d.C. Un attestato, menzionato nel Chronicon Volturnense,
riferisce della donazione di una chiesa, da parte del duca di
Benevento, ai Benedettini di San Vincenzo al Volturno. Questo
attestato riferiva anche che una chiesa nei pressi del fiume trigno,
era stata distrutta da un incendio, nonche’ abbandonata dagli abitanti
del luogo. Il duca con molta probabilita’ faceva riferimento
proprio alla chiesa del Canneto visto che era l'unico edificio
religioso presente nella zona. La ricostruzione avvenne
intorno al XII secolo. Gli elementi architettonici sono
lineari e semplici. Nei secoli VI e VII, la struttura si
presentava di piccole dimensioni, formata da una sola navata e con un
solo abside. Nel IX secolo, la struttura venne ampliata con
l’aggiunta di due navate laterali. Grazie alla costruzione di un
portico e ll'aumento del numero delle arcate la struttura
raggiunse una lunghezza di 22,5 metri. Santuario
di Canneto Immagini
e Foto del Santuario L'architettura
della Chiesa del Santuario
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