MONTAGANO

October is Cabo Month
 
Altitudine: 308 s.l.m.
Abitanti: 1248
CAP: 86023
Patrono: Sant'Alessandro, 10 luglio
 
Municipio
Indirizzo: Corso Umberto I, 36
Telefono:0874/451130
Fax: 0874/451460
E-mail:
sindaco@comune.montagano.cb.it
 
(Prof. Filippo Pece)
 
Cognomi a Montagano
ARMASANO 3 * ASSANTE 2 * BARILE * BAX * BOFFA * BONDI' * BUCCI * CALVI * CAMPOSARCUNO * CARLOZZI * CASERIO * CATERINA D'ANGONA * CATERINA 24 * CATERINI * CATERINO * CERIO * CESAREO * CIAVATTA * CICCHITTO 5 * COLAMARTINO GALUPPO * COLITTI * COMEGNA 2 * COPPOLA * COVATTA * CRISTINZIANO 4 * CUCARO 2 * D'ABRAMO MUCCINO * D'ELIA AMOROSO * D'IMPERIO 8 * D'ONOFRIO 2 * DE CAMILLIS * DE CASTRO * DE MARCO * DE RITA * DEL COLLE 2 * DEL GOBBO 4 * DI BARTOLOMEO 3 * DI BLASIO 2 * DI CORPO * DI FELICE * DI LILLO * DI MARZO * DI MEO FRUSCELLA * DI NOLFO 2 * DI PAOLO * DI TEMPORA CE 3 * DI TILLO * DI TULLIO * DI ZINNO 4 * ELISEO * FELICE * FERRARA * FERRONE 5 * FIERRO 3 * FIORE * FIORILLO AURELIO * FIORILLO 5 * FORMICHELLA * FRATIANNI 6 * FRUSCELLA 6 * GALUPPO 34 * GEMINIANI * GENOVA * GIAMBERARDINO * GRECO GALUPPO * GUERRIZIO * IACOVINO 21 * IAMONACO 2 * IANNACCIO 7 * IANNITTO 15 * IANNONE 6 * JACOVINO * LACCITIELLO 4 * LANESE 15 * LEODI CICCHITTO * LEUCE * LICURSI DI ZINNO * LOCONTE * LOMBARDI * LUCCHESE * LUCIANI DI PAOLO 3 * MALANTUONO 2 * MARIANO 15 * MARINELLI 4 * MATTEO * MINADEO 15 * MITRI 5 * MUCCINO 24 * MšLLER * NUZZO * OZZELLA * PALLADINO * PALUMBO 11 * PAPARELLA * PASQUALE 2 * PASSARELLI * PASSARO * PECE 3 * PETRONE 14 * PICIUCCO 6 * PIZZUTO * POLISENA 2 * POLISENA RAMACIERI * PRENCIPE * PRIMIANO 12 * PUGLIA * RAIMONDO * RICCIARDI 5 * RICCIOTTI * ROMANO 2 * ROSSI * SANTILLI * SARCONE * SAVASTANO * SBROCCA * SCHERINO 6 * SCONSIANO * SCONZIANO 4 * SILVAGNI * SILVAROLI * SORENTI * STISSI * TAGLIAFERRI 2 * TEREBINI * TOMASSO 35 * TRIVISONNO 4 * TROMBETTA * TULLO * VACCARIELLO * VARGIU IACOVINO * VENDITTI * VENEZIANI * VERTOLO * VITULLO 4 * WEINDMANN * ZAMPINO 2 *
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Santa Maria di Faifoli:

A causa della scarsità di documenti e fonti storiche, è difficile risalire ad una precisa data di edificazione della chiesa di S. Maria di Faifoli: probabilmente è collocabile intorno all’XI secolo.  Un’altra teoria vuole invece la chiesa fondata prima dell’anno 1000, ad opera di monaci beneventani.  Il riferimento storico più antico che abbiamo è un’iscrizione collocata su un capitello del portale d’ingresso alla chiesa, in base alla quale sappiamo che il portale fu realizzato nel 1260 dal maestro Buonuomo.  Del monastero benedettino annesso alla chiesa, ora scomparso, si hanno notizie a partire dal 1134, come pure sappiamo che venne abbandonato nel 1825.

La chiesa presenta una facciata a capanna; in alto si vedono una piccola nicchia e un finestrone semicircolare.  Il portale è l’elemento più importante della chiesa, molto semplice e lineare, costituito da archi ogivali; sul capitello di destra vi è l’iscrizione del 1260 del Maestro Buonomo, mentre sul piedritto del portale è incisa una croce, simile a quella dei Cavalieri di Malta.  Nel giardino sono allineati una serie di arredi, un tempo appartenenti alla chiesa. L’interno della chiesa, con i restauri del 1971, è stato completamente modificato, perdendo così il suo originario aspetto medievale: ora si presenta completamente intonacato.  L’aula è divisa in tre navate, con la navata centrale di larghezza doppia rispetto a quelle laterali, secondo l’uso romanico; vi sono sei pilastri di forma quadrata   Su di essi sono incastonate due lapidi, riferibili al Cardinale Orsini, il quale nel 1693 iniziò una serie di lavori di restauro ed abbellimento della chiesa, all’epoca abbandonata. Su questi pilastri scaricano archi a tutto sesto.   Proseguendo lungo la chiesa troviamo l’unico altare, sul quale poggia un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino, dono dello stesso Cardinale Orsini. Rimane di originario la balaustra che separa il presbiterio e il tabernacolo.  All’interno della chiesa è custodita la statua della “Madonna della Transumanza”, con un vestito bianco e un mantello azzurro, seduta su un tronco di quercia e affiancata da due cherubini.

Attività Commerciali nel paese e dintorni

 

 

Palazzo Marchesale:

Il palazzo marchesale, conosciuto come palazzo Janigro, si trova nel cuore del centro storico, non distante dalla chiesa madre dedicata a Santa Maria Assunta. L'edificio in parte è andato distrutto, ma conserva l'imponenza del tempo in cui il palazzo ospitava i signori del paese.  Di notevole bellezza è il giardino pensile, che si intravede passeggiando nella zona retrostante il palazzo.

Nel XV secolo palazzo Janigro consisteva in una semplice rocca, a carattere difensivo, costruita per volontà dei conti di Montagano, titolari del feudo. Si può ipotizzare che uno dei primi proprietari dell'edificio fosse Francesco di Montagano, capitano d'armi, che combatté al fianco del maestro Giacomo Caldora prima dell'avvento della monarchia aragonese. A Francesco, morto senza eredi diretti, successe il fratello Giacomo, anch'egli abile cavaliere al seguito di Alfonso I d'Aragona, con il quale ebbe fine la stirpe dei Montagano.  Il feudo e il suo castello furono ceduti a Gherardo Felice Appiano, che nel 1495 appoggiò Carlo VIII nella spedizione contro la casa d'Aragona. Purtroppo le sorti gli furono avverse e il suo favore verso i francesi gli costò il titolo e molti suoi possedimenti, tra i quali Montagano.

A cavallo del secolo successivo la contea passò ad Andrea de Capua, che cominciò a smembrarla. Dal 1606 nel feudo si successero i Pignatelli, i Capece e per ultima, nel 1619, la famiglia Vespoli.
Furono questi ultimi che commissionarono dei lavori di ampliamento del fabbricato, probabilmente per migliorarne l'abitabilità. Alla fine del 1700, i Vespoli vendettero il palazzo alla famiglia Janigro, che tuttora è proprietaria di una parte del fabbricato.  L'ultimo intervento nel palazzo fu voluto proprio da uno dei nuovi proprietari, Costantino Janigro, che decise di creare nella parte posteriore dell'edificio un giardino pensile di vaste dimensioni, ricco di alberi, ancora oggi visibile.

Imprese e Servizi

 

Le origini di MONTAGANO:

 

La Pergamena Montaganese "Agosto 1039"
L'unico documento che attesti l'origine di Montagano risale al secolo XI, epoca in cui il Paese apparteneva al Principato di Benevento fondata dai Longobardi e rimesto in loro potere fino alla dominazione Carolingia (774-814). "La Pergamena Montaganese" rilasciata dai Principi di Benevento Pandolfo III e Pandolfo IV nell'agosto 1039 attesta che a quell'epoca Montagano era già costituito come "Libero Comune"; ne riporta i confini territoriali ed elenca i nomi dei cittadini a cui viene affidato il Comune (774-814)…

Durante il Medio Evo, Montagano passa da Contea di Benevento (fino all'anno 1079) a Baronia sotto le dominazioni successive: Normanna (1161), Sveva (1239), Angiolina (1270), Aragonese (1443), fino a Marchesato sotto la dominazione barbarica (1600). I feudatari di Montagano rivestivano un ruolo soprattutto militare che, impostogli dalle case reali, veniva ad assicurare ai sovrani un esercito sempre pronto per difendere il regno da eventuali incursioni straniere o per intraprendere campagne di conquista.Alcuni signori feudali più famosi:

 


 

SIMONE DI S. ANGELO - barone
Sotto la dominazione di Federico II (Imperatore di Germania e Regno delle due Sicilie).
LIONE DI MONTAGANO - Figlio di Simone di S. Angelo, partecipa alla giostra bandita a Bari dal Re Svevo Manfredi, per festeggiare la presenza di Balduino, Imperatore di Bisanzio (1256).
SIMONE DI MONTAGANO - mostra la sua crudeltà cacciando i Monaci da S. Maria a Faifoli, nonostante ne fosse stato dissuaso dal re Carlo D'Angio (1278-1283). Da allora comincia la decadenza di Faifoli (finestra).
GIACOMO DI MONTAGANO, conte avendo partecipato ad un'imboscata ai danni del re Fernando d'Aragona venne dal sovrano definito "Jacobutio Montagano, viris periculosissimis et mani promptis".

Dal 1500 al 1700 si susseguono le famiglie feudatarie: Di Capua, Pignatelli e dal 1600 la famiglia Vespoli che ottenne ,il titolo di Marchesato. [ stemma ?]
Tra il 1600e il 1700, in un particolare momento di declino economico e produttivo verificatosi nelle campagne del Mezzogiorno, Montagano riusciva a distinguersi da altre realtà limitrofe per ricchezza e prosperità , consentendo alla popolazione di migliorare le condizioni economiche, di elevarsi culturalmente e di dedicarsi inoltre all'ampliamento edilizio del centro abitato.

Tutto ciò fu opera del Saggio Parroco di Montagano Don Damiano Petrone , sacerdote il quale in confessione assegnava per penitenza ai fedeli di piantare da fronte anziché recitare preghiere, e aiutava le persone più povere offrendo loro di propria tasca i mezzi per l'acquisto di un terreno per la coltivazione.
Episodio importante della storia di Montagano si è verificato nel 1799, allorchè il popolo meridionale accettando le idee illuministiche di libertà, di uguaglianza e di e fraternità diffusesi in tutta l'Europa e culminati nella rivoluzione francese (1789), si ribellò contro i sovrani fondando la Repubblica Partenopea (1799) e scaturendo una serie di sommesse nei vari centri del Regno di Napoli, che investivano tutto il Molise.

 http://www.comune.montagano.cb.it/cultura/origini.php

 

Montagano : Previsioni del tempo

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