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MONTECILFONE // BASHKIA MUNXHUFÙNI
La denominazione del Comune ha varie origini e
quasi si confonde con la leggenda. Da una copia di un documento del
1102 viene indicata con il nome di "Mons. Gilliani" una
località non lontana da Guglionesi, che senz'altro può
identificarsi con Montecilfone. Nei Regesti Angioini e in
documenti ecclesiastici del 1325 e 1328, riportanti le decime versate
da alcune parrocchie della diocesi di Termoli, compare per la prima
volta la forma "Mons. Celfoni" . Forse il nome derivò dal
nome della contrada ove sorse, possedimento della dominante famiglia
longobarda, il cui discendente Guaimaro, figlio del Conte di Conza,
vissuto verso il 1091, era soprannominato "Giffone" . Un'altra origine del nome
è quella derivante da un luogo dell'Albania detto "Mali Qiftit" (Monte dell'avvoltoio). Non pochi autori antichi sostengono che Giorgio
Kastriota sia venuto di persona nel reame in aiuto di Ferdinando
I. La generosità del re di Napoli verso gli Albanesi, si
manifestò con la donazione dei feudi di Trani, Siponto e San
Givanni Rotondo. Traduttore: http://www.systran.fr/index.html
Popolazione: 1588
Altitudine: m 405
Superfice: Kmq. 22,7
Patrono: San Giorgio
Ha il rito latino - italiano
Nelle strade e
nelle piazze vengono accesi falò in onore del Santo con la legna
raccolta nelle campagne dai giovani e dai bambini del paese. Durante la
serata, attorno ai fuochi, vengono offerti dagli abitanti dei quartieri
dolci e vino e vengono eseguiti canti sempre in onore del Santo.
Le comunità arbereshe
sono oggi diffuse in quasi tutte le regioni meridionali, superando
complessivamente le 100.000 persone, anche se la popolazione di origine
albanese che parla la lingua arbereshe costituisce una minoranza sul
totale degli appartenenti alle comunità italo -
albanesi.(Cè da sottolineare che molti arberesh come tanti
italiani del sud si sono spostati verso il nord industrializzato e pur
essendo al di fuori delle loro comunità d’origine mantengono la
lingua e le usanze ,come per esempio la comunità di chieri (to)). La Calabria è la regione
che vede la maggiore presenza di comunità arberesh, contando
ancora circa 58.425 persone che parlano la lingua originaria su un
totale di circa 88.319 appartenenti alla comunità italo -
albanese. Importanti comunità arbereshe abitano in almeno 30
Comuni della Regione, in particolare in provincia di Cosenza. La comunità di origine
albanese più numerosa è quella pugliese (113.088 persone
) anche se solo una piccola percentuale (12.816 persone, concentrate in
provincia di Foggia, a Casalvecchio
e Chieuti, e in provincia di Taranto
a San Marzano) parlano ancora l'arberesh. Altre comunità si trovano in Sicilia (in particolare nell'area di Piana degli Albanesi, con 15.135 persone che parlano l'arberesh su un totale di 64.177, ma anche in altri paesi, come Palazzo Adriano ecc.), in Molise (13.877 su 25.051, nei Comuni di Campomarino, Ururi, Montecilfone e Portocannone), Basilicata (nei Comuni di S.Paolo Albanese, S.Costantino Albanese, Barile, Ginestra e Maschito, dove quasi tutti i membri della comunità parlano ancora l'arberesh, 8.132 su 9.072). Molto più piccole le comunità italo - albanesi della Campania (2.226 persone) e dell'Abruzzo (510).
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