MONTEMITRO  //  MUNDIMITAR


 

http://www.molisecitta.it/comuni/montemitro.html

http://www.italycyberguide.com/Geography/regions/molise.htm

http://www.absoluteastronomy.com/reference/molise_croats

http://www.ethnologue.com/show_country.asp?name=IT

http://experts.about.com/e/m/mo/Molise_Croats.htm

 

 

Founded by a community from Croatia in 1461 under the leadership of Giorgio Castriota Skanderberg. The population still speaks a Slavic dialect. With Acquaviva Collecroce and San Felice del Molise this village is being studied by anthropologists and language specialists, and the population feel they are both Molisani and Croatians at the same time. They still keep ancient traditions, like the hand-weaving of blankets and tablecloths, and have a deep devotion to their patron saint Lucia, native of Ragusa (today Dubrovnick); also the folk songs are a rich heritage of this place.

 

 

56 DIFFERENT SURNAMES PRESENTLY RECORDED
(the number after the surnames refers to the number of families)
BARTOLINO * BASSANO * BLASCETTA 3 * CALVITTI * CARUSO 3 * CICCARONE * COCCIOLILLO 10 * COLAPIETRO * CORDISCO 4 * D'ALOISE * D'AMBROSIO 5 * DANIELE 4 * DE FANIS * EVANGELISTA 2 * FEDELE * FELICE * FERRARA 2 * FIDELIBUS * FRANI * GALLO 2 * GENOVA * GIANICO * GIORGETTA 37 * HEUPEL * IENTILUCCI 3 * IORIO 3 * IOVINE * LAFRATTA * LALLI 2 * LATTANZIO * SPERANZINI * MAGNACCA * MANAGO' * MANCINI * MARCHESANI 2 * MASI 2 * MATERA * MENNA 6 * MICHILLI * MILETTI 6 * MIRCO * MOSCUFO * PAOLINI * PASCIULLO 3 * PETRELLI * PICCOLI 14 * PIZZUTO * QUARANTA * RICCI 3 * ROMAGNOLI 8 * ROSSI * RULLI 2 * SALUTARI * SALVATORE * SAMMARTINO 2 * SILVESTRI * VENTURINO 5

http://www.mundimitar.it/cons.cro.mont.ita.htm
http://www.ospitamolise.it/english/etniche2.htm

http://www.mundimitar.it/montemitro.hr.htm

http://www.araldicacivica.it/comuni/indexc.php?extrac=s&id_comune=3244

http://www.araldicacivica.it/comuni/indexc.php?extrac=s&id_comune=3244

http://molise.indettaglio.it/eng/comuni/cb/montemitro/inserzionisti/inserzionisti_a_montemitro.html

Montemitro (CB) si trova nella regione Molise, (Latitudine: 41.8881 longitudine: 14.6464 superficie: 16,05 Km2), lungo la valle del fiume Trigno che segna il confine con la regione Abruzzo. Dista dal mare Adriatico, circa 25 km. Situato su una collina di 508 m. s.l.m. il suo clima pertanto è eccellente. La popolazione è di circa 500 abitanti. Circa altri 600 sono emigrati nelle grandi città italiane ed estere, a causa del lavoro che il paese non può offrire. Montemitro, è uno dei tre paesi, che insieme a S. Felice del Molise (Filič) e Acquaviva Collecroce (Kruč), la lingua parlata locale è il croato. Ora analizziamo le origini del nome di Montemitro, la cui esistenza da epoca anteriore alla migrazione slava è attestata da numerosi documenti. La più antica testimonianza ci perviene dalla Chronica monasterii Casinensis (anno 1024) la quale ci riferisce che «Seguenti etiam anno Benedictus quidam cum uxore sua Marenda de Castello Monte Metulo fecit oblationem suam in hoc monasterio de ecclesia Sancti Iohannis que sita est in finibus eiusdem castri iusta fluvium Trinium, cum terra modiorum ducenti LXX, ubi ipsa ecclesia edificata»

Altre notizie riguardanti Montemitro, di epoca anteriore alla venuta dei croati: «Talenasius filius Sagnalis Domini Montis Mituli» (aa. 1150-1168) «Mons Mitulus» (aa. 1269-70; aa. 1278-79), «Archipresbiter Montis Mituli» (idem, a. 1325), «Clericis Montis Mintuli» (episcopatu Termulano, a. 1328), «Clerici Montis Mileti» (idem, a. 1328). Nei Cedolarii del 1320 viene ricordato come «Mons Mitulus», più tardi come «Monte Mitulo», «S. Lucia di Monte Mitulo» e ancora come «Monte Mirto». Mons. Ferrante, come vescovo di Termoli (1569-1593), nei suoi viaggi pastorali ci riferisce notizie riguardanti la piccola comunità di «Montemitolo». E' pienamente condivisibile la teoria esposta da Marcello De Giovanni che fa derivare «Montemitro, semanticamente affine al tipo Monte Mucchia in quanto risalente a metulus  per metula dim. di méta 'ogni figura conica o di piramide', 'mucchio, cumulo, bica', 'méta, colonnetta, termine, fine'». Ciò discende evidentemente dalla morfologia dell'antico nucleo urbano.

http://search.3000.it/montemitro.html
http://www.rootsweb.com/~itamolis/molise_comuni.html
http://abruzzo2000.com/genealogy/surnames/
http://www.ersam.molise.it/meteo/GRAFICAWEB/mo45.htm
http://www.angelfire.com/gundam/michelequici/croati/
http://membres.lycos.fr/manso/Molise/Autres_villages/Montemitro.html
http://www.ospitalitalia.com/cultura_scheda.php.id.684/Molise/CB/Montemitro/Festa_campestre.html

Molise Croats (moliški Hrvati in scientific literature) live in the Molise region of Italy in the villages Acquaviva Collecroce (in Croatian: Kruč), San Felice del Molise (in Croatian: Štifilić) and Montemitro (in Croatian: Mundimitar) and elsewhere. In these three villages they are a majority. There are about 1.700 speakers of the Molise Croatian dialect. Additionally, there are about 1.000 people in other parts of Italy and emigrants in other countries originating from these villages.

Molise Croats identify themselves as Italians and speak the Italian language. Milena Lalli, a poet born to local parents in Rome, studied Slavic languages in the 1970s and evaded the curse of the midget language by acquiring a sizeable literary Croatian vocabulary to replace the numerous Italian borrowings in her dialect. Sometimes, in publications, these Croatian words and even whole expressions are translated in parenthesis or to the side into proper Italian; so also in translations from Croatian.

The Molise Croats are all Catholic. Tradition holds that the nation settled "z one bane mora" (from the other side of the sea) in the fifteenth century, and was once much more widespread. The legend says that they came to new country on one friday in May carrying only the statue of Saint Lucy. Because the exact year and date of their arrival is unknown they held processions dedicated to Saint Lucy (Sveta Luca) on every Friday in May.   Traduttore: http://www.systran.fr/index.html

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Montemitro (Mundimitar)


Cinquecento abitanti, piccole case di pietra aggrappate ad un ripido colle, la strada che scende a picco sul Trigno, che scorre lento nel suo corso sassoso, molti metri più in basso. Montemitro è il più piccolo dei paesi croati del Molise, ma anche quello che sembra avere più energie per trasformare in un’opportunità il riconoscimento della propria identità linguistica e culturale.
Non che i problemi non manchino; anche qui l’emigrazione, che è stata forte soprattutto negli anni ’60, ha spopolato il paese, come racconta il signor Nicola, tornato a vivere a Montemitro dopo ventotto anni passati a lavorare in una zincheria di Stoccarda.
Un compaesano, che era stato prigioniero in Germania ha aperto la strada, poi lì siamo andati in tanti, quasi tutti lontano dalla famiglia. Il lavoro era duro, si respiravano gli acidi, ma qui non c’era niente da fare. Io sono tornato, ma in tanti sono rimasti lì, si sono sposati, si sono rifatti una vita”.

 A Montemitro, però, il dialetto croato (che qui si chiama na-našo) è vivo, e dal 2004 il paese è il centro abitato più piccolo a potersi fregiare di un consolato onorario, quello della Repubblica di Croazia.

Il console, Antonio Sammartino, ci accoglie nella sua bella casa di pietra squadrata, sede del consolato. Racconta di un’infanzia in cui i bambini del paese imparavano l’italiano soltanto a scuola, visto che a casa tutti parlavano soltanto in dialetto slavo.

A Montemitro, oggi, le autorità croate sono di casa, ci dice, e questo è importante perché stiamo tentando di creare e consolidare legami economici con l’altra sponda dell’Adriatico. Anche le attività culturali a Montemitro sono frequenti e negli ultimi anni ci sono state numerose pubblicazioni, tra cui un dizionario dell’idioma di Montemitro e un ricettario in cui sono state messe nero su bianco le antiche ricette del paese.

Nel consolato incontriamo anche Vesna Ljubić, insegnante di croato moderno, stipendiata dal governo croato, che ha voluto così mostrare la volontà di supportare la comunità molisana non soltanto a parole.
“I bambini hanno una bella pronuncia, senza accento” ci dice la Ljubić, “ma un’ora a settimana non è sufficiente e per integrare ogni venerdì facciamo proiezioni di film e giochi in croato”.

<> Prima di andarcene chiediamo al console quale sarà il destino dei croati del Molise. “Non è facile fare un pronostico”, ci risponde mentre fuori scende la sera. “Negli ultimi trent’anni, linguisticamente, sono stati fatti più danni che in tutti i secoli precedenti, a causa dell’emigrazione e della televisione. C’è da dire però che siamo una comunità molto attaccata alle proprie radici. A inizio ‘900, il grande studioso Milan Rešetar, dopo aver visitato i nostri paesi pronosticò che la nostra lingua sarebbe scomparsa nel giro di una generazione. Per adesso, come vedete, i fatti l’hanno smentito”.Di Francesco Martino
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