PIETRABBONDANTE


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N° abitanti: 961  //  Altezza minima: 354
Altezza massima: 1215  //  Altezza: 1027
Codice istat: 35  //  Codice fiscale: G606
Cap: 86085  //  Prefisso: 865

 

Manifestazioni

Dal 29 Luglio Al 16 Agosto: Rassegna Teatrale

Dal 4 Agosto Al 5 Agosto: San Vincenzo

24 Dicembre: La 'Ndoccia

 

 
 
Frazioni : Arco, Macere, Ortovecchio, Ragusa-San Vincenzo,
Sant'Andrea, Troilo, Vigna La Corte 
 
 
 
 
 
 
 

 

S t o r i a

 

Le origini di Pietrabbondante sono antichissime, forse appartengono addirittura

alla preistoria, ed i primi abitanti, tuttora sconosciuti, furono sottomessi ne VI secolo a.C. dal popolo guerriero dei Sanniti. Inizio quindi in queste zona la storia di uno dei popoli più potenti dell'Italia centrale che fù fiaccato solo dalla grande espansione romana. Proprio i Sanniti chiamarono la località "Bovianum", ma questo non durò per pochi secoli, infatti, dopo le sconfitte nelle guerre sannitiche e la definitiva distruzione del luogo ad opera di Silla (89 a.C.), Pietrabbondante divenne parte della colonia romana situata nel Sannio e di cui rimangono le documentazioni grazie a Plinio il Vecchio. I Romani chiamarono la cittadina "Bovianum Vetus", e solo dopo la denominazione longobarda del VIII secolo si arrivò al nome Petra Habundante.  L'attuale ubicazione della cittadina si fa risalire al periodo romano; in ogni modo, poco distanti sono tuttora conservati i resti di una città sannitica. Molti storici  ritengono che quest'ultima sia stata sede delle Assemblee del governo federale dei Sanniti. L'attuale nome è relativamente recente ed è etimologicamente giustificato dal fatto che la zona è ricca di pietre e detriti calcarei. Riguardo al ruolo di "Bovianum Vetus" si sa poco, come detto era  sede delle assemblee sannite, ma senza dubbio era anche un centro di vitale importanza ed anche quando i Sanniti vennero sottomessi ai Romani, Pietrabbondante divenne un luogo di riferimento  per il controllo dell'Alto Molise. La città sannitica  si estendeva per poco più di seicento metri, nonostante ciò, la zona rimane tuttora ricca di reperti archeologici rilevanti. Gli scavi iniziati intorno al 1840 portarono alla luce tronchi di statue marmoree, utensili di creta, monete, armi ecc.. Molto importante è il tempio costruito in poligoni di pietra calcarea e l'anfiteatro che è l'unico esempio di teatro in Italia, escludendo la Magna Grecia, che, pur conservando una struttura greca era stato edificato dai Romani. Nel 957 la città era capoluogo di una delle trentaquattro contee in cui venne diviso il ducato di Benevento; i primi conti di cui si ha notizia ernao i Borrello. Con il tempo si intrecciarono e si susseguirono al potere un miriade di famiglie: i Cantelmo, i Carafa, i Marchesano, i D'Andrea ed infine  ai D'Alessandro. Attualmente la cittadina di Pietrabbondante rimane una delle sedi più ambite

del turismo Molisano. La zona può essere ritenuta interessante non solo per la sua storia, ma anche perché è situata in un luogo incantevole e caratteristico ai piedi di imponenti rocce chiamate "Morge" e alle falde del monte Caraceno sulle cui pendici sono stati rinvenuti importanti resti megalitici. La località è, inoltre, ricca di flora essendoci nei luoghi limitrofi ampie distese di conifere e di latifoglie. Accanto al teatro si possono ammirare la chiesa di Santa Maria Assunta, fondata nel 1666 e costruita si antichi luoghi sacri e la chiesa dedicata a San Vincenzo Ferreri.  http://www.comune.pietrabbondante.is.it/

 

Archeologia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Santuario di Calcatello :

Il complesso architettonico di Pietrabbondante è ritenuto l’esempio più pregevole di arte sannitica fin ora conosciuto.   Esso dimostra che tra i Sanniti, popolo ricordato soprattutto per le sue imprese belliche contro Roma, vi erano anche artisti capaci di competere con quelli greci e romani, oltre che noti guerrieri.   Il complesso si estende al di fuori dell’attuale centro abitato, in località Calcatello, zona molto pittoresca e dall’aria particolarmente salubre, data la sua altitudine di circa 1000m slm e la vicinanza al monte Saraceno.   L’attenzione del visitatore che qui arriva è colpita innanzitutto dal tempio, ma, spaziando con lo sguardo, non si può far a meno di notare il teatro, ad esso antistante, ed i resti di un altro tempio, di epoca anteriore e di dimensioni minori rispetto al primo.   Questi sono a tutt’oggi i monumenti riportati alla luce ma gli studiosi sono certi che l’area nasconda ancora molti altri resti, di cui solo ulteriori studi potranno chiarire l’importanza.

Progetti in corso :

Scavi di Pietrabbondante (Isernia)
Progetto pilota dell’Istituto sono le indagini nel sito di Pietrabbondante (Isernia). Qui, su un declivio a mille metri d’altezza, si trovano gli imponenti resti archeologici di un singolare e maestoso santuario frequentato tra il IV e il I sec. a. C., prima della annessione del Sannio da parte di Roma. I recenti scavi hanno contribuito a definire ulteriormente i caratteri culturali, le forme religiose e istituzionali dei Sanniti, che qui avevano un centro spirituale e politico.  
D’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Molise e il Comune di Pietrabbondante, l’Istituto ha messo a punto un programma di indagine archeologica e di comunicazione che prevede attività di studio, ricerca, scavo, restauro, valorizzazione e divulgazione scientifica, oltre al progetto espositivo per un Museo archeologico- laboratorio....continua... di Adriano La Regina

 

 

 

 

 

Religione

 

La chiesa di Pietrabbondante è dedicata a Santa Maria Assunta in cielo, è perciò molto sentita la sua festa, che ricorre il 15 Agosto, da tutto il paese che la festeggia come la tradizione vuole, con una processione portata però in spalla da sole donne.
La chiesa sorge su una sommità dalla quale si può godere un magico e spettacolare panorama costituito da monti, boschi, paesi e vallate. Essa si staglia perfettamente contro la nuda roccia nella "Morgia della Croce" troneggia nella sua semplicità al di sopra del paese, sfidando i venti e le intemperie, richiama con il suono delle campane, che riecheggiano lontane gli abitanti di Pietrabbondante.

Salendo la lunga scalinata ci si trova davanti alla facciata anteriore, si presenta lineare, sulla sinistra il campanile con tre celle campanarie incassate in una caratteristica muratura in pietra sulla cui cima svetta la croce, al centro un ricco e sontuoso portale in stile barocco ornato di motivi floreali e comprendente una piccola nicchia nella quale si trova una scultura arcaica raffigurante, forse, S. Maria Assunta. Al di sopra del portale vi è un finestrone anch’esso in stile barocco, a destra un portale secondario. http://www.comune.pietrabbondante.is.it/
 
Convento benedettino Santo Eustachio ad archum :
Questa chiesa è ubicata in contrada Arco sulla sommità di S. Scolastica e nelle vicinanze
del tratturo Celano-Foggia.  Dista 9 Km dal Monastero (de iumento albo) di Civitanova del Sannio.
Nel 977 fu donato da Borrello II al monastero di Montecassino (formella XI, primo battente).
Soppresso nel 1807.   Attiguo alla chiesa si trova un ospedale per i pastori che aveva alle sue dipendenze
il convento di S. Bartolomeo in Ripalta (oggi Mafalda).
 
 
Palazzo Marchesani
 
La costruzione del palazzo baronale di Pietrabbondante risale alla seconda metà del XVII secolo e fu voluto da Donato Giovanni, barone di Pietrabbondante, appartenente alla famiglia dei Marchesani che acquistò il titolo baronale nel 1614. Probabilmente fu lo stesso Donato Giovanni a far costruire la torre che ancora oggi è chiamata Torre Marchesani.  Il palazzo fu costruito nel borgo medievale del paese sulla strada, che conduce alla chiesa parrocchiale. Sul ritrovamento, nel 1957, di alcuni mosaici, si ipotizza che nelle vicinanze del palazzo, nei tempi antichi, sorgesse un edificio di epoca romana di cui oggi non rimane traccia. Il palazzo nel corso degli anni ha subito numerosi lavori di adattamento e di restauro, che hanno compromesso il suo aspetto originario.  La torre invece, non è stata oggetto di alcun restauro.  Il fatto che la stessa non si trovi in punti strategici, lascia supporre che lo scopo della sua costruzione non fosse militare, ma semplicemente simbolico, a sottolineare il potere e la nobiltà della famiglia Marchesani.  Agli inizi del 1800 la parte più alta della torre fu demolita perché se ne temeva il crollo.  Diversi furono i membri della famiglia che si successero nella proprietà del palazzo e dell’intero feudo dopo la morte di Donato Giovanni avvenuta prima del 1686.

Nel 1754 Donato Giovanni Marchesani, ultimo titolare, stipulò un contratto di permuta con Domenico Cestari, discendente da una nobile famiglia spagnola scesa in Italia al seguito di Alfonso I d’Aragona. Secondo gli accordi il barone Marchesani cedeva l’intera Baronia di Pietrabbondante, ricevendo in cambio la Contea di Troia (FG) ed altri possedimenti non specificati nell’atto di permuta siti in Calabria, Basilicata e a Otranto.  La cessione però escludeva il palazzo baronale di Pietrabbondante che rimase di proprietà dei Marchesani.  Diverse furono le riserve opposte all’atto di permuta che aprirono un lungo procedimento civile tra i Marchesani e i d’Alessandro di Pescolanciano, che nel frattempo erano succeduti ai Cestari.  La controversia ebbe lunga durata. Per oltre novant’anni le due parti furono in causa, fino al 1899 quando il procedimento si concluse per atto del notaio Conte da Carovilli.  L’eversione della feudalità fu per la famiglia Marchesani, come per molte altre famiglie nobili molisane, un evento catastrofico. Oltre ai privilegi di ceto, infatti, vennero meno gran parte delle risorse economiche sulle quali la famiglia basava la propria economia. Alla fine del XIX secolo la famiglia baronale lasciò il palazzo per trasferirsi in un’abitazione di nuova costruzione.

Il palazzo si presenta come uno dei tanti edifici del centro storico, sulla strada che conduce alla chiesa parrocchiale dell’Assunta.  All’origine il palazzo contava “16 vani” (da A. Di Iorio, Memorie storiche della famiglia Marchesani), purtroppo i numerosi lavori di ristrutturazione hanno compromesso l’aspetto originario del palazzo che non presenta alcuna particolarità tale da essere descritta.  La torre Marchesani, collocata nella parte posteriore del palazzo, incastonata tra le rocce, si presenta come una imponente costruzione di forma quadrangolare con i lati di circa 5 metri di larghezza. L’edificio fu costruito in pietra grezza con i muri della parte bassa che raggiungono anche i 2 metri di spessore.   

 La sua altezza attuale è di circa 20 metri, ma originariamente la torre era molto più alta in quanto terminava sopra l’edificio principale. Vi erano anche tre torri ornamentali che furono demolite nel 1800 perché pericolanti.  La torre voluta da Donato Giovanni era suddivisa su più livelli raggiungibili tramite una scala, oggi completamente distrutta, di cui sono visibili solo le botole.  L’accesso alla torre era assicurato da un sistema di scale mobili essendo l’ingresso sopraelevato di circa tre metri rispetto al piano calpestabile.  La torre non ha subito gli stessi lavori di restauro e ristrutturazione che hanno invece interessato il palazzo. Questo è uno dei motivi per cui oggi la stessa si presenta come un rudere.

 

 

 

 
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