molise  e  religione
 
 

                                                                                                                              Santuario Dell'Addolorata,Castelpetroso

http://www.addolorata.it/

 

Cari amici Molisani, questa newsleter vi parla della Religione nel Molise.  Coloro che vivono nel

Molise  forse troveranno questa pagina superflua, mentre coloro che vivono ormai in altri paesi

scopriranno la religiosità della nostra regione. La religione nel Molise é millenaria.  Il nostro popolo

é testimone della fede dei nostri antenati.  Quante chiese, quanti santuarii, quanti conventi, quante

feste religiose e quante tradizioni religiose ci parlano della fede  dei nostri!  Vorrei parlare delle 

feste religiose di tutti i comuni molisani, ma la materia é vastissima; perciò questa pagina la

considero incompleta.  Ne chiedo scusa antecipatamente, mentre vi auguro buona letturaNicola Franco

 

 

Dears Molisani friends, this newsleter brings to you informations about the Religion of the Molise.

Those who lives in Molise will find this page superfluous, while those who lives in the others countries

will discover the religious world of our countrie.  As you now the religion in the Molise is testified

from centuries.  Our people is the witness of the ancestors christians. How many churches, how many

shreines,  how many monasteries,  how many religious festivities  and how many religious

traditions are still present in our region !      I would like to speak about all the religious festivities of

our country,but you will undestand that is impossible on this page. I hope at list that you wil enjoy this document.N.F.

 

Queridos amigos Molisani, este newsleter habla sobre la Religion en el Molise. Ésos que

viven en Molise encontrarán esta página superflua, mientras que los que viven

 en el mundo discubriran la fede profunda de su patria. La religión en el Molise

es antica como el pais. Todos saben cuántas iglesias, cuantos santuarios,

cuantos monasterios, cuantas festivitades religiosas y cuantas tradiciones

 religiosas tenemos en el nuestro pais.  Desearía hablar sobre todas las

festividades religiosas de nuestra region,pero es impossible en esta pagina,

 porque la materia es vasta y no puedo satisfacer su  curiosidad.

 Espero tambien que podran gustar estas informaciones.N.F.

 

Cher amis Molisani, il me fait plaisir de vous presenter une page sur la

 religion dans le Molise.  Il y aurait beaucoup à dire en la matière, tellement

la foi du peuple de cette région a laissé des témoignages vivants de la

 pratique religieuse.  La matière est sì vaste que je me contenterais de

quelques exemples.  Vous serez certainemant compréhensifs à ce sujet. 

 Je vous souhaite une agréable lecture. N.F.

 

 

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CHIESE E SIMBOLI RELIGIOSI DEL MOLISE

 

Translator:http://www.systransoft.com/
Translator:
http://babelfish.altavista.com/

Nel Molise sono molte le chiese nei centri abitati e molti le
chiesette e i conventi nelle borgate più popolate. Le Basiliche
importanti sono quelle di San Basso a Termoli, di San Pardo a Larino,
di San Nicandro a Venafro.

Molte sono anche le Cattedrali importanti da un punto di vista
storico: la Cattedrale di San Bartolomeo
Apostolo costruita nel 1080 dai conti Normanni di Boiano.....A
Campobasso oltre la Cattedrale vi é
l'importante "chiesa di San Giorgio" monumento ricco di
storia; "chiesa di stile romanico nella sua struttura attuale é
certamente anteriore al XVI secolo ed é stata edificata sui ruderi di

un tempio romano.

La chiesa di San Giorgio, pur conservando con San Mercurio alcuni
elementi comuni di estrema semplicità quali gli stipiti schiacciati,
l'architrave e l'arco di scarico del portale privi di ornato, segna
un passo avanti in virtù di una migliore elaborazione delle forme
architettoniche e scultoree".

I santuarii più importanti del Molise sono : il Santuario Italico di
Campochiaro, della Madonna della Difesa a Casacalenda,
dell'Addolorata a Castelpetroso, di Maria SS. della Vittoria a

Gambatesa, di Santa Maria a Quadrano a Gildone, dei santi Cosma e
Damiano a Isernia, della Madonna di Canneto a Roccavivara, di
Sat'Angelo Indiano a Vastogirardi......

Le Abbazie più importanti sono quelle di San Vincenzo al Volturno e
quella di Sant'Angelo, ambedue in provincia di Isernia. Due sono le
chiese romaniche, ambedue in provincia di Campobasso: quella di San
Nicola a Gugliobesi e di Santa Maria a Monte a Cercemaggiore.

I conventi più importanti sono: S. Nazzario martire a Morrone nel
Sannio; I Cappuccini a Larino; S. Onofrio a Casacalenda; I Cappuccini
a Campobasso; I Francescani a Sepino.
(Salvatore Adamo: dal libro di Francesco Romagnuolo "Abbazie,
Basiliche,Chiese e Santuarii del Molise").
DAVID WELSH uk



Once, in Campobasso "i MISTERI" were prepared and unmade year after year, they changed in shapes and customs, with the help of religious laical and congregations and they payed the expenses. The day of "CORPUS DOMINI", the greatest feast of the Christianity founded by Papa Urbano IV, the MISTERI used to go around for the city. The representations were made on fixed or movable stands with elementary stage design, the prompt-copies were in a popular language and the arguments respected the life and imagination of the faithful presents.

Michelangelo Ziccardi and Luigi Alberto Trotta say that in Campobasso we don’t find dialogued images but "QUADRI VIVENTI" ; they represented the moments of the life of church, in static positions and without dialogues; a kind of the "Culture of the Vision" where the image becomes a representation of truth, a moment of the chronicle, but. above all, a communication between living picture and observant. The word is useless to communicate the event, the stability of the character is important to communicate the sentiment and "pathos" of the event, the observer imparts his emotionalism, his fleeting moment to the characters who make part of the living picture creating a dialogue of gestures and glances.

In those forms of representations we can find directly some forms of Greek or Roman theatre and in 400 they try to promulgate the representations of the MISTERI creating some rules for not to be awkward and profane people. In Florence there was Filippo Brunelleschi who was planning the famous cupola. He had created also the first machine for processions, a kind of tree on which branches the appearances and the actors were hung; these ones moved, as in a dance, on that brains made of wood and iron. It was as to pass from the static images of a projector. Angels, Madonna, Devils became living people in that rhythmical movement made of the steps of the bears.

In this atmosphere the processions take life and also the sacred representations which are the most immediate way of popular participation. In the same time the first fairs and markets take place and so a lot of interested people arrive from everywhere producing changes of goods and culture. The transformation of living pictures in stable ones, not indecorous or awkward, far from forms of irreligious , has place in Campobasso in 1740, date in which the local bourgeoisie seal up its ascent with the freeing from the feudal servitude.

The groups are 23 formed by persons and not statues differing from other cities of Campobasso. Once, "i Misteri" were 24, kept in three churches where they organized  the procession of "Corpus Domini". Six patterns of them, made of wax by written Di Zinno didn’t resist before putting the persons, so they haven’t been make used. Paolo Saverio Di Zinno was born in Campobasso, he lived between 1718 and 1781, he was a farmer but he had as protector a rich man Filippo Mazzarotta, who knowing his artistic qualities, sent him to study to Napoli. Di Zinno didn’t disappoint the expectations of his protector; in fact, when he came back to Campobasso, he began his career of sculptor and now we have a lot of his sculptures in a lot of churches in Molise. Even in Dalmazia there are some Di Zinno’ sculptures with his exact and well-balanced lines and, above all, his personal taste. His spontaneity and spirituality comes from the marvellous places of his Molise making his figures move in a simple picturesque style.

                                                             http://www.imisteri.it/index.htm

 

Giardialfieri
 
 
Quelli di Marzo sono giorni in cui in paese si festeggia San Giuseppe. Un vecchio, una vecchia poveri entrambi, e un bambino vengono prescelti per costituire la Sacra Famiglia. Dopo la Messa solenne i due vecchi si avviano alla casa dove sono invitati tenendo per mano il bimbo che precede al centro. Sono puliti, assestati, compunti; il bimbo è vestito secondo la usanza campagnola, come un adulto: di scuro con calzoni lunghi, scarpe chiodate, cappelluccio tondo; e si guarda intorno con gli occhi stupiti, serio e grave come quelli che lo accompagnano. Lungo la via principale il terzetto incontra altre "Sacre Famiglie" che hanno la stessa aria, la stessa andatura. Arrivati nella casa designata, S. Giuseppe, la Madonna e il Bambino dicono: <<Gesù e Maria>>. La famiglia devota che è in gruppo ad attenderli risponde: <<Oggi e sempre>>. In una stanzetta appartata c'è la tavola allestita per gli ospiti: le donne della famiglia servono il pasto, scalze e silenziose. Neanche il vecchio, la vecchia e il bambino parlano; tutto il pasto deve svolgersi muto, senza che nessuno osi turbare l'atmosfera di austera devozione che è nell'atto. Benchè il pranzo sia di tredici portate, maccheroni con mollica fritta, fagioli, ceci, riso, lumache, funghi, pesce ecc. la funzione si svolge rapidamente: le vecchie mandibole dei due sacri ospiti chissà quanto impiegherebbero a masticare quel ben di Dio. Così assaggiano appena le portate; i resti vengono scrupolosamente mandati nelle <<coscine>> a casa, insieme con un pane enorme che pare la pietra di un'aia. Partita la "Sacra Famiglia" s'inizia il banchetto comune, più rumoroso, allegro, con numero imprecisabile di ospiti. La tavola è apparecchiata. Chiunque entri e chiede in nome di Gesù e Maria può sedersi a tavola e mangiare. Glia saranno serviti i ceci e i fagioli: grandi, tiepidi, ben cotti, saporiti di sale e di olio verde. Questi legumi sono l'orgoglio e il vanto delle donne che si sono alzate due ore prima dell'alba per metterli al fuoco nelle grandi pentole di coccio e hanno sentito nel vento di marzo brontolante sul camino, la voce paterna del Santo che concede la sua grazia e l'abbondanza alle sue devote. A tavola, ritualmente, si dice che ceci così grossi e saporiti, fagioli così teneri e bianchi, solo la santa bontà del Patriarca immacolato può ottenerli. Tutti lodano il Santo e mangiano e bevono; ma i veri pezzenti, quelli irsuti, laceri e imploranti che il occasione della festa calano da Morrone e da Lupara, da Castebottaccio, non osano sedersi; portano la bisaccia per il pane e il secchietto per la minestra. Finita la questua vanno solitari a saziarsi all'ombra delle fratte già fiorite di albaspina." da "Viaggio nel Molise" di Francesco Jovine
 
 
 
Larino,San Pardo

 

Guardiareggia

La Novena in preparazione della festa del sei dicembre:
 
Il 29 novembre, al cominciare della novena in onore del Protettore San Nicola, un complessino musicale, organizzato alla buona con gli strumenti più strani e capricciosi, dopo l'Ave Maria, gira per il paese, fermandosi ad ogni porta per suonare poche battute di un motivo sacro o profano, mentre le campane della chiesa suonano a festa fino a tarda sera. I suonatori accettano, di tanto in tanto, qualche bicchiere di vino da chi lo offre mentre fanno il giro.
Il 5 dicembre viene preparata dalla Commissione che organizza la festa, una cena di fagioli, che tutti i guardioli, per devozione al Santo, debbono assaporare.
In occasione della festa del 6 dicembre, viene distribuita, a paesani e forestieri, una "panella" -pagnottella- benedetta dal Parroco.

 
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TERMOLI
 
SAN BASSO VESCOVO E MARTIRE Patrono della citta'
 

In questa pagina voglio parlare di San Basso, Quante volte l'abbiamo nominato (per non dire bestemmiato!). Ma a mio parere abbiamo sempre in bocca il nome delle persone a cui vogliamo bene; quindi come diciamo "mamma mia!" diciamo anche "Ojje San Bassel'!" Conosciamo meglio il nostro santo patrono.
Da tempo immemorabile san Basso vescovo e martire (ci sono due scuole di pensiero: una che lo vuole di Nizza e una che lo vuole di Lucera) Termoli lo festeggia come suo patrono. Da sempre questa venerazione e' le gata al mare e alla pesca; il termolese ma sopratutto il pescatore di termoli, vede nella figura del Santo il suo protettore, lo festeggia in modo appassionato, sincero, due volte all'anno: il 4 agosto, data della traslazione delle ossa nella citta', e il 5 dicembre, giorno del suo martirio, secondo il martirologio romano. Queste due date sono state sempre celebrate nel corso dei secoli. La leggenda dice che san Basso arrivo' a Termoli per mare. Le sue reliquie riunite in un urna di marmo bianco, quella che casualmente fu rinvenuta, sotto il presbiterio della cattedrale il 1 gennaio 1761 dal vescovo Mons.Giannelli.


Castelbottaccio

Prima dell’evento della società tecnologica, erano fiorenti a Castelbottaccio feste e tradizioni alle quali aderivano con interesse tutta la popolazione, creando quel fenomeno di unione comunitaria dove la festa era l’occasione di incontro e di pause liete dopo il lavoro. Di queste feste e tradizioni restano solo il ricordo di un patrimonio culturale che il tempo man mano va cancellando.

16 Gennaio – In onore di S. Antonio Abate, protettore degli animali, i devoti, fanno lessare granoturco e grano detti “Ciciariell” che vengono dati in pasto agli animali, come simbolo di protezione e liberazione da tutti i mali.

19 Marzo – San Giuseppe. E’ devozione della gente del luogo ospitare tre persone raffiguranti la “Sacra Famiglia”, e dar loro da mangiare la “Minestra” consistente in 13 pietanze, prive di carne.

12 Giugno – In ogni quartiere si allestiscono falò in onore di San Antonio e intorno allo stesso vi si recita il Santo Rosario.

25 Giugno – Si ricorda la caduta di un fulmine – 25 Giugno 1988 – che divelse parte del torace e due dita del bambino della statua della Vergine delle Grazie.

30/31 Luglio – Festa Patronale in onore di San Oto e della Madonna delle Grazie.

01/20 Agosto - Estate castelbottaccese, caratterizzata da manifestazioni sportive, culturali e sociali

22/23 Agosto – Santa Giusta. 22 Agosto giornata dedicata al culto della Santa presso la cappella rurale omonima e suggestiva fiaccolata; festività che si protrae nel giorno 23 con riti religiosi nel paese.

21 Settembre – San Matteo. In tale ricorrenza, animali e mezzi agricoli,  adornati di prodotti della terra, offerti poi alla parrocchia, sfilavano davanti alla cappella di S. Rocco, in segno di ringraziamento della buona annata e di scampato pericolo, ricevendone la benedizione.

25 Novembre - Santa Caterina. Fiera per le strade del paese.

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ALTRE FESTIVITÀ

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  19 MARZO, SAN GIUSEPPE TERMOLI, ALTARE DI SAN GIUSEPPE. La tradizione risale alla metà dell’800. Il primo altare fu elevato in casa di Giovanni Barone: Il pomeriggio del 18 Marzo l’altare e la tavola venivano benedetti da un prete ed iniziava l’adorazione, che si protraeva fino al mezzogiorno del giorno seguente. Il pranzo del 19 Marzo, composto da tredici portate, veniva servito a tavola ad una famiglia povera, ma tra le più degne, che rappresentava la Sacra Famiglia. Il numero tredici rappresenta forse gli apostoli o i primi pastori che adoravano Gesù nascituro.
 

  30 APRILE SAN MARTINO IN PENSILIS, LA CARRESE, CORSA DEI CARRI TRAINATI DAI BUOI. Secondo la tradizione, i resti di San Leo, giunti in Molise verso la fine del XIII secolo in maniera miracolosa, erano contesi da diverse comunità. Per risolvere la controversia si affidarono le reliquie ad un carro trainato da buoi, perché fosse il Santo stesso a decidere dove fermarsi.Dopo una lunga corsa, i carri giunsero a San Martino e si fermarono dinanzi alla chiesa di Santa Maria.L’evento è ricordato ogni anno con il rito della corsa dei carri trainati dai buoi, cui partecipano le fazioni dei giovani e dei giovanotti. Il percorso inizia dal tratturo e continua per le strade interne al paese in una spettacolare gara festeggiata dal clamore della folla. Al carro dei vincitori spetta l’onore di portare in processione le reliquie del santo.

  25,26,27 MAGGIO LARINO, FESTA DI SAN PARDO.La manifestazione risale al 842, quando il popolo larinese riuscì ad impossessarsi delle reliquie di San Pardo, morto e sepolto a Lucera. Corteo di centoventisette carri allestiti a festa con fiori di carta realizzati a mano, e trainati da buoi. Il corteo sale verso il monte vicino per rilevare la statua del Santo e torna indietro di sera, alla luce delle torce, intonando un canto chiamato carrese.

  3 AGOSTO TERMOLI, REGATA DI SAN BASSO. San Basso fu vescovo martire a Nizza sotto Decio. Probabilmente il corpo del Santo fu portato a Termoli dai primi soldati che presero parte alla spedizione contro la Borgogna alla fine del secolo VI. Nel luglio del 1929 vennero trovati dal vescovo Giannelli nella cripta della cattedrale e deposti in un prezioso sarcofago per la venerazione dei fedeli. La ricorrenza è celebrata con la processione a mare della statua di San Basso, che ricorda il miracoloso ritrovamento, da parte di alcuni pescatori, delle reliquie del Santo, oggi custodite nella cattedrale di Termoli.Le celebrazioni riprendono nel pomeriggio, con la processione tra le vie del Borgo Vecchio. Al termine la statua viene portata al Mercato Ittico, dove i fedeli continuano l’adorazione

  GUARDIALFIERA, PRESEPE VIVENTE. Alla manifestazione partecipa tutto il paese. La parte più antica, Piedicastello, allestita a Presepe vivente ospita trecento personaggi impegnati in circa trenta scene, che raffigurano gli artigiani, i locandieri, i pastori mentre assolvono alle loro occupazioni quotidiane, come se si tornasse indietro nel tempo.

   24 DICEMBRE AGNONE, 'NDOCCE Ogni anno alla vigilia di Natale i gruppi delle contrade (Capammonde, Capaballe, Colle sente, Guastra, S.Quirico, S.Onofrio), accompagnati dal suono delle 100 campane del paese, accendono le 'Ndocce. e si incamminano verso il corso che diventa un fiume di fuoco. Le 'Ndocce sono torce di abete bianco e ginestre alte anche 4 metri, usate per il rituale antico quanto le prime civiltà umane, esse danno vita alla più grande manifestazione natalizia legata al fuoco che si conosca al mondo. Nell'anno 2000, in particolare, nei festeggiamenti Giubilari, la comunità ha deciso di realizzare no spettacolo anche il giorno 8 Dicembre, anche in onore della ricorrenza quarto anniversario della 'Ndocciata offerta al Pontefice in piazza S.Pietro nel 1996.

  CORPUS DOMINI CAMPOBASSO, I MISTERI. Ogni quadro rappresenta un momento della vita dei Santi. Originariamente i Misteri erano diciotto, cinque rimasero distrutti dal terremoto del 1805 e non furono più ricostruiti.I Misteri sono montati su antiche macchine, gli ingegni, di una lega particolarmente resistente e flessibile e poggiano su basi di legno trasportate a braccia. La tradizione ebbe inizio nel 1500, col semplice basamento a barella. Nel 1748 furono create delle strutture fisse, utilizzate ancora oggi, ad opera dell’artigiano-scultore locale Paolo Saverio Di Zinno, di scuola napoletana.   http://www.imisteri.it/index.htm

  26 LUGLIO JELSI, SAGRA DEL GRANO. Nel 1805 un catastrofico terremoto distrusse tutti i paesi dell’interno, ad eccezione di Jelsi. In onore della patrona, Sant’ Anna, viene organizzata una spettacolare sfilata di carri allegorici, le traglie. I carri trainati da buoi sono allestiti con l’arte dell’intreccio del grano, quindi coperti da sculture favolose create dall'intreccio delle spighe migliori.

 CAMPODI PIETRA, Processione del Venerdì Santo

 

CASACALENDA, Festa dei panellini di San Giuseppe

 

 

FERRAZZANO,Processione del Venerdi Santo

 

 

GUARDIALIERA,Presepe vivente

 

 

LARINO, La Carrese

 

 

 

 

 

 

CHIESE,CONVENTI,COMUNITÀ RELIGIOSE 

 

http://www.giubileo.molise.it/itinerari/penitenziale/05conventi01.htm

 

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http://www.giubileo.molise.it/itinerari/penitenziale/05conventi03.htm

 

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