COMUNE DI RICCIA 
Via Zaburri, n.3
C.A.P. 86016 - tel. 0874 716631 - 716216 - fax 0874 716513
E-MAIL:
info@comunediriccia.it

30% to 60% OFF at VistaPrint.com
<>
Storia:



Sulle origini di Riccia c'é ancora il dubbio piú profondo. Lo storico Berengario Amorosa sostiene che il nome attuale deriva da una colonia di armati romani provenienti da Aricia che si sarebbe stabilita lí dove oggi sorge Riccia. Di certo, c'é solo che Riccia esisteva ai tempi romani e che nella zona chiamata "Piano della Battalia" si é combattuto, o, almeno vi sono stati dei soldati.
Il vecchio nome "Aricia" subí successivamente cambiamenti e divenne, nel corso dei secoli, Aritia, Saritia, Ritia, fino a quando ebbe la sitemazione definitiva in quello di Riccia.

Il borgo ebbe notevole sviluppo e godette di una larga agiatezza uando, colonizzato ii Sannio per opera di Sila, il suo territorio fu assegnato ai coloni romani. Caduto l'impero romano, il paese subi il duro regime delle conquiste barbariche.
Nella seconda metá del secolo sesto fu compreso nel Ducato di Benevento. Nel 642 vi pervennero gli Schiavoni, scampati all'eccidio del duca Rodoaldo, nella battaglia dell'Ofanto.

La dominazione del principi De Capoa
Le notizie su Riccia diventano certe nel Medioevo, quando pasó sotto la dominazione dei De Capoa, conti di Altavilla, che costruirono un superbo castello con otto torri, di cui e rimasta soltanto quella centrale. I feudatari avevano anche il

Le notizie su Riccia diventano certe nel Medioevo, quando pasó sotto la dominazione dei De Capoa, conti di Altavilla, che costruirono un superbo castello con otto torri, di cui e rimasta soltanto quella centrale. I feudatari avevano anche privilegio della zecca, ne é ancora testimonianza la casa della zecca, un fabbricato di bello stile, conservato in buone condizioni.
Nel 1397 il principe Andrea De Capoa vi condusse sua moglie, la regina Costanza Di Chiaromonte, giá sposa, ripudiata, del re Ladislao di Durazzo.

Shop for sexy lingerie at Henry and June

Links Riccia

http://www.archart.it/archart/italia/molise/riccia/thumb0001.htm
http://www.comunediriccia.it/
http://www.viamichelin.com/viamichelin/fra/dyn/controller/mapPerformPage?strLocation=Riccia&strCountry=eur&google=1
http://www.italyworldclub.com/molise/campobasso/riccia.htm
http://www.comuni-italiani.it/070/057/
http://www.enit.it/comuniris.asp?ID=11711&Luogo=RICCIA
http://www.riccia.net/
http://www.pagus.it/progetto/comuni/riccia/annunziata/
http://utenti.lycos.it/sannitica/riccia.htm
http://www.pagus.it/progetto/comuni/riccia/
http://www.archart.it/archart/ita
http://www.archart.it/archart/italia/molise/riccia/thumb0001.htm
http://www.fotoexpo.net/Articoli/Campobasso/Riccia.asp
http://www.aleborghe.it/search/hotels/default.asp?q=Alberghi+RICCIA+Campobasso+Molise
http://freeweb.supereva.com/riccia.freeweb/index.htm?p
http://sssup1.sssup.it/~riccia/riccia/
http://fr.weather.yahoo.com/ITXX/ITXX0146/index_c.html
http://www.sagradelluva-riccia.net/
http://utenti.lycos.it/ricciaonline/
http://www.abruzzoforum.com/archived/0206/messages/44.html
http://www.lariverabus.it/linea_r.asp?l=CB15-33
http://it.amiciriuniti.yahoo.net/index/qfm/fuseaction/registrationStep4/catalog_id/38788
http://www.molisevacanze.it/paesi.php?Id=95
http://www.molisecitta.it/comuni/riccia.html
http://www.italyroom.it/ricerca/comune.asp?comune=H273&tipo=
http://www.pagus.it/progetto/comuni/riccia/
http://www.abruzzoforum.com/archived/0206/messages/44.html
http://www.abruzzoforum.com/archived/0107/messages/25.html
http://www.molisecitta.it/comuni/riccia.html
http://www.appennino.it/Molise/CAMPOBASSO/comune/RICCIA.htm
http://www.ras.it/
http://www.globallab.it/pit/addcom/r14/p20%5Cc288.htm
http://www.rasbank.it/
http://www.casaepoi.it/link/Campobasso/Riccia/Riccia.htm
http://www.ospitalitalia.it/dettaglio_notizia.php.id.44822
http://www.comunediriccia.it/traspo.htm
http://www.sagradelluva-riccia.net/off_3.htm
http://www.ilgirasolemoda.com/
http://www.altromolise.it/modules.php?name=News&file=article&sid=9359

--------------------------------------------------------------------------------

VOLTURNIA EDIZIONI
Info: Tobia Paolone - Ida Di Ianni // Tel. /Fax + 39 0865.953593 //
piazza S. Maria 5 // 86072 Cerro al Volturno // ISERNIA - ITALIA
ABBONATI:
info@volturniaedizioni.com



Riccia
 

Province of Campobasso, Molise - Italy
Archeological findings in the territory show the presence of a Samnite settlement followed then by the establishment of a Roman colony. After the dark period of the Middle Ages, Riccia was always a fiefdom of the de Capua family. A famous figure in the history of the place was Costanza di Chiaromonte, wife of king Ladislaw of Durazzo, who was rejected by her husband in 1392 and taken as wife by Andrea de Capua, from which union two sons were born. The unfortunate queen's sepulchre is in the Church of Santa Maria delle Grazie.
 

Altitude: 720 m a.s.l
Territory: mountainous
Population: ca. 5700 inhabitants
Zip code: 86016
Phone Area Code: 0874
Patron Saint: Sant'Agostino on 28 August
Frazioni & Località: Riccia, Ciccaglione, Criscio, Fonte Cupa, Loie, Mancini, Manocchio, Marpione, Pelato .
WHAT TO SEE:
The Medieval Tower, the symbol of Riccia, a remnant of the Di Capua medieval castle
Church of Santa Maria Assunta, 13th century.
Church of Annunziata and its interesting portal dating back to the 14th century
Church of Santa Maria delle Grazie: inside the Renaissance Tombs of the Di Capua lords .
Translator:
http://www.systransoft.com/
 
 
 LA SAGRA DELL'UVA.

Riccia è un piacevole centro del Molise, immerso in un ambiente incontaminato e ricco di boschi, con la presenza nell'abitato di opere artistiche ed architettoniche di importante valore culturale e storico. Il paese è l'unico della regione a conservare e tramandare da molti anni la tradizione della "Sagra dell'Uva" che viene tenuta la seconda domenica di Settembre. L'origine della Sagra, nella quale non è escluso scorgere sopravvivenze dei riti bacchici delle feste Meditrinalia della Roma pagana, è da collocare nei primi anni Trenta. Proprio nel 1930 il regime fascista disponeva che "Feste dell'Uva" fossero svolte in tutti i comuni d'Italia. Anche a Riccia la direttiva del governo venne messa in pratica, ma non per quell'anno di cui si cantarono più i nefasti che i fasti. Un poeta locale così infatti si esprimeva durante una maitenate, scherzoso canto augurale con accompagnamento musicale che si eseguiva la notte di San Silvestro: "Anne vécchie, anne Trente/stie fenenne finalmente,/Tu ce ha fatta passà vaie/ che 'nze punne scurdà maie:/Tarramòte, mala annate/ c'enne tutte salutate/ pure i solde so fenute/pe 'lli duie Banche fallute" (Anno vecchio, anno Trenta/stai finendo finalmente,/Tu ci hai fatto passare guai/che non si possono più scordare/Terremoto, cattiva annata [agricola]/ci hanno entrambi salutato/anche i soldi sono finiti/per quelle due Banche fallite).

Con queste premesse ben si comprende che i festeggiamenti fossero rimandati a tempi migliori, come accadde. La prima edizione della festa si tenne infatti nel 1932 per continuare fino al 1939 quando venne interrotta dalla guerra mondiale. Alcune vecchie foto ci consegnano istanti di una celebrazione non dissimile da quelle che si svolgevano in altri luoghi del Regno. Giovanette vestite da pacchiane con cesti di vimini stracolmi di uva, carri addobbati da foglie e tralci di vite, e, immaginiamo, canti, suoni e distribuzione di vino. Un rosso locale, robusto e denso, che, come amavano ripetere gli anziani, colorava bicchieri, bocca e budella, proveniente da un vitigno ormai quasi scomparso: a saibella.


Al principio degli anni '50 la festa, anche se mantenuta, aveva subito delle modifiche. Era ridotta, infatti, ad una semplice offerta di tipo devozionale dei prodotti viticoli fatta, ai primi di ottobre, nella chiesa del Rosario da parte dei fedeli; prodotti che, in canestri, venivano trasportati con gli asini dalle campagne. Per le strade del paese, inoltre, ragazze e ragazzi in abiti folcloristici distribuivano dell'uva. Un salto di qualità veniva compiuto soltanto alla fine degli anni '60. Sotto la direzione di un apposito Comitato creato per l'occasione, nel quale attiva era la presenza del parroco della Chiesa del Rosario, don Ciccio Viscione, la festa veniva ripresa come un tempo, con la novità di anticiparla rispetto a quella della Madonna del Rosario.
 
 In questo modo si garantiva alla cerimonia una propria autonomia dandogli anche una specifica denominazione: "Sagra dell'Uva". La data era fissata per la prima metà del di settembre e già dai mesi precedenti, i componenti del comitato iniziavano un'opera di sensibilizzazione, specialmente nelle campagne, per fare allestire dei carri allegorici da trainarsi con i trattori. La sfilata dei carri, prima molto piccoli nelle dimensioni e semplici nella fattura, poi sempre più grandi e sofisticati negli addobbi viticoli e nelle composizioni figurative, è diventata il momento centrale della festa. Tutta la cerimonia ruota intorno al "carro dell'uva", alla sua preparazione, alla sua preminente collocazione simbolica nel rituale festivo, al suo doppio ruolo di attrazione scenica e di mezzo a cui attingere a piene mani quanto da esso viene offerto. Su di essi uomini e donne in abiti contadini mimano scene di vita e di lavoro tradizionali in ambienti agricoli e domestici abilmente ricostruiti, vengono, inoltre, messi in mostra strumenti della civiltà rurale non più in uso, si suona, si canta e, soprattutto, si cucina. Il carro si tramuta in un'arca mobile zeppa di prodotti tipici. Non viene distribuita solo uva e vino, ma ogni genere di vivande, cucinate al momento o preparate prima, dalle quali si spandono buoni odori che rimandano ai sapori di una volta. In un'atmosfera allegra, pregna del penetrante profumo dell'uva e del vino versato, i carri percorrono le strade dell'intero centro abitato, preceduti da un corteo di gruppi folk e sbandieratori, attesi, seguiti ed inseguiti da una folla vociante che interagisce con i protagonisti della cerimonia e diventa parte integrante della cerimonia stessa.

Ricercare i significati, palesi o occulti, della festa oggigiorno è operazione interpretativa complessa. Riccia sebbene abbia un'antica tradizione legata al consumo del vino - le venti e passa "cantine" esistenti in paese sono state mitizzate e addirittura elencate in un canto popolare quasi a volerne fissare il ricordo e i proprietari ('Nduntille, Panuntille, Fasolino, Biancorosso, 'a Cima, 'Ngè, per citarne alcuni) - ha una produzione vinicola esigua, dovendo provvedersi all'esterno della materia prima per poi trasformarla in loco; operazione comunque praticata dalla maggioranza delle famiglie residenti.
Scartata quindi l'ipotesi promozionale, la sagra non può essere ricondotta neanche a marcate caratteristiche devozionali - seppure esistite - in quanto da molto tempo la sua laicità e sempre più evidente e la presenza religiosa è limitata all'immagine della Madonna del Rosario che ogni carro deve, da regolamento, esporre.

Sembra dunque avvalorata l'opinione di taluni osservatori che equipara la "Sagra dell'uva" ad una manifestazione di tipo carnascialesco. Del Carnevale, la sagra di Riccia serba, infatti, gli elementi caratteristici principali: l'inversione dei ruoli, il camuffamento dei partecipanti (anche se a tema predefinito), il consistente consumo di beni alimentari, il riso, i lazzi. L'intera manifestazione, poi, pur conservando una forma di competizione - una sorta di gara tra le varie contrade concorrenti alle quali va attribuito un premio in denaro a scalare per tutte - la ridimensiona alquanto affidando la scelta dei carri più belli ad una improvvisata giuria composta, lo stesso giorno, da persone forestiere intervenute alla festa. Sopravvive, invece, come cosa più importante, se non unica, - nonostante l'impegno e il tanto lavoro profuso che non può essere quantificato né compensato con nessuna somma di denaro - la fortissima volontà di partecipazione collettiva. Una partecipazione da cui scaturisce quella pratica dello stare insieme, del dare senza ricevere, della schietta e solidale accoglienza, patrimonio della civiltà contadina e che è alla base delle nostre comuni radici, modello per il presente, stimolo per il futuro. (di Tonino Santoriello)

IN BUSINESS ?

INTERESTED TO SPONSOR THIS PAGE ?
YOU WILL MEET MOLISANI IN 15 COUNTRIES.
Costo mensile 12 dollari CD per 4 annunci. 10 mesi 44 annunci 120 dollari;
12 mesi 52 annunci 144 dollari. (Equivalente in moneta euro).

ADOTTATE QUESTA PAGINA PER I VOSTRI ANNUNCI.
RAGGIUNGERETE MOLISANI IN QUINDICI PAESI.
Costo mensile 12 dollari CD per 4 annunci. 10 mesi 44 annunci 120 dollari;
 12 mesi 52 annunci 144 dollari. (Equivalente in moneta euro).

France - Trend Micro PC-cillin Internet Security