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RIPALIMOSANI

 

Altitude: 640 

Territory: mountainous 

Zip/postal code: 86025

 Phone Area Code: 0874

 Patron Saint: San Michele on 29 September 

Frazioni & Località: Fonte, Iontapede, Pesco Farese .

 

EVENTS:

 11 and 12 august, Festivity of the Madonna della Neve on in the area called "alle Quercigliole", about 2 km from the center, where also a palio called "delle Quercigliole" is held.

 

 

The little town of Ripalimosani rises in a hilly area in central Molise, and has a specially fascinating historical center, with its houses built in tufa rock, the castle, the many churches, the monastery of San Pietro Celestino. ....

HISTORY: The name appears in the "Pergamena montaganese" of 1039, when the settlement was a "castrum" that is a fortified borough, with the name of Ripa. The tradition, for which there is scanty historical evidence, tells that the inhabitants of a Samnite settlement that was on the site of the present town, known as Tifernum, after the destruction of their village by Roman consul Fabio Massimo, took refuge in the nearby Limosano, and that later, when they proceeded to rebuild their village, added to the name of Ripa that of Limosani (Latin genitive, meaning "of Limosano") as a sign of gratitude

 

 Provincia: Campobasso
Abitanti: 2794
Altezza s.l.m.: m 640
Superficie kmq: 33
Distanza da Campobasso: km 7
Codice Istat: 070059

 

Uffici Comunali
CENTRALINO-0874/39132
SINDACO-0874/39662
UFFICIO TECNICO-0874/390958
UFFICIO P.M.-0874/390958
FAX-0874/39736

 

 

Fotografie del Centro Storico

 

 

Le origini di Ripalimosani, paesino a 7 Km da Campobasso, risalgono a molti secoli fa quando la zona era abitata dalle antiche popolazioni, quali Caudini, Pentri e Frentani, tutti genericamente indicati come Sanniti, popolazioni di forti guerrieri. Le prime notizie certe che testimoniano l’esistenza del paese trovano scrittura nella "Pergamena Montaganese" del 1039, nella quale contiene la concessione in pieno e libero godimento, da parte dei Principi di Benevento Pandolfo III e Landolfo IV, a taluni forestieri e agli abitanti, e si descrivono i confini di Montagano, citando per ben tre volte il territorio di "Ripae".  Un’antica tradizione narra che, dopo la distruzione di Tiferno, a causa di un violento terremoto, i cittadini della stessa si rifugiarono a Limosano, paese confinante. In seguito, con l'aiuto degli abitanti di quest'ultima, venne riedificato il paese natio e in riconoscenza del popolo Limosanese, al nuovo nome del paese, "Ripa", aggiunsero quello di Limosano. Certo è che il secondo nome fu dato assai dopo la sua fondazione per distinguerla da altra Ripa (Ripabottoni) esistente nello stesso Contado, non a caso, i coltissimi Riccardo s’intitolavano semplicemente Marchesi di Ripa.

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Dal libro di A. Mancini (1939) si legge: "I naturali di Ripalimosani sono attivi, laboriosi, ed industriosi: svelti di mente ed acuti: sobri, educati e ospitali." Lasciando ai forestieri il commento sul nostro carattere, nello stesso libro troviamo il numero degli abitanti nelle varie epoche, e faceva 133 fuochi nel 1532; 151 nel 1545; 218 nel 1561; 186 nel 1648; 226 nel 1699; 3064 ab. nel 1780; 3314 nel 1795; "Qui, -disse l’abate Longano-, tutte si maritano con dote e senza dote, dritte o gobbe, con un occhio o due, e d’anni forse quindici, si trovano con figli".
Nel 1844 il censimento registra una popolazione di 3768 ab., toccando punte di 4007 nel 1859. In seguito incomincia a decrescere perchè molti contadini ed artigiani emigrano nelle Americhe e nel 1911 la popolazione si riduce a 2816 per poi stabilizzarsi intorno ai 2500 ab. attuali.

 

Teatro a Ripalimosani

http://www.yeaah.com/live/Appuntamenti_view.asp?ID=2592

http://www.sferamagazine.it/blog/?p=48

Il Circolo Mascagni

YouTube-Macabi Ripalimosani

Il  Gruppo i Plettri

 

 

Le orgini del comune di Ripalimosani sono da far risalire all'incirca all'anno 1000, secolo in cui venne edificato il palazzo ducale che rappresenta ancora oggi , insieme alla chiesa, il nucleo intorno a cui si è sviluppata l'edificazione del borgo. Sulle origini medioevali di esso d'altra parte, oltre alle varie notizie estrapolate da documenti storici, ne è testimonianza la caratteristica forma a fuso in cui da un'asse principale che lo attraversa longitudinalmente, l'antica via di Mezzo, ora via P.N.F. Giampaolo, si dipartono vari vicoli trasversali che distribuiscono l'accesso all'edificato.   L'asse divideva l’abitato in due contrade: quella degli artigiani e quella più a valle dei contadini; ancora più a valle inoltre c’era la zona dei gessaiuoli ed i fabbricati attinenti al castello formavano il borgo dei galantuomini.Il borgo degrada dal castello verso valle e sorge su di un ripido costone arenaceo. Fu dopo il 1600 che l’abitato incominciò a estendersi fuori le porte (Porta Iannucci ad occidente, Porta del Borgo ad oriente, Porta Grande o della Chiesa a mezzogiorno), dalla parte orientale e da quella meridionale, in prossimità della Chiesa di S. Antonio. Ora l’abitato si va estendendo lungo la rotabile che porta a Campobasso, con uno sviluppo urbanistico aderente alle previsioni dell'attuale programma di fabbricazione. L'abitato di Ripalimosani risulta inserito in un contesto di verde attrezzato che avvolge la parte a monte del paese caratterizzando, dal punto di vista ambientale, l'ambito urbano. Il costone presenta pareti pressochè verticali dalle cui sommità si elevano i fabbricati del borgo. Questa circostanza conferisce una caratteristica di notevole pregio urbanisitco poichè tali edifici, che in alcune zone intersecano l'affioramento roccioso, forniscono un'immagine suggestiva e di rara bellezza tra le facciate ed il tufo con un continuum di materiali che presentano tonalità di colori ed un effetto cromatico di insieme bene amalgamato.  Da:  http://www.ripalimosanionline.it/index.php  

 

 

 Links su Ripalimosani

 

 
 

  

Chiesa :

Non si conosce l’esatta epoca di costruzione della chiesa, ma sicuramente risale al periodo medievale.Da alcuni scritti presenti nei registri parrocchiali, si evince che l’arciprete D’Eramo nel 1463 si occupò della costruzione del campanile; da ciò si deduce che in quella data la chiesa già esisteva.A causa del terremoto del 1456 l’edificio subì gravi danni, per cui nel corso dei secoli è stata oggetto di numerose ristrutturazioni: una lapide, datata al 1560, menziona che un cavaliere napoletano, di nome Orazio Di Costanzo, provvide alla prima opera di ricostruzione in quell’anno; un’altra lapide, collocata sul portale della chiesa, segnala un ulteriore consolidamento intorno al 1770 probabilmente ad opera dei cittadini di Ripalimosani, come attesta un atto notarile di quegli anni.Nel 1780, al termine di questi lavori, la chiesa fu aperta al culto.Ma il terribile sisma dell’1805 provocò diversi danni alla chiesa, che dovette subire nuovamente interventi di restauro e di riconsolidamento.

Festa della Madonna della Neve

Una scalinata conduce alla chiesa che presenta una facciata piuttosto sfarzosa, arricchita da paraste che indicano anche la divisione interna della chiesa.  Tre portali, ognuno sormontato da una finestra, introducono rispettivamente alle tre navate. Il portale centrale di stile barocco è più sfarzoso degli altri, riccamente decorato da spirali, volute e decorazioni vegetali, è sormontato da un archivolto e dallo stemma del Comune di Ripalimosani.  I battenti in legno sono divisi in formelle scolpite a bassorilievonella lunetta invece sono presenti altorilievi raffiguranti la Madonna con Angeli ai lati. Si accede all’interno della chiesa attraverso alcuni gradini.

La chiesa è di ispirazione tardo barocca ed è divisa in tre navate; le due laterali terminano con una cappella.Numerosi e caratteristici sono gli altari che arricchiscono le due navate laterali.  Nella navata di destra i più interessanti dal punto di vista artistico sono l'Altare dell'Epifania, in marmo policromo e l'Altare dedicato alla Madonna del Rosario, in stile barocco, che un tempo era l’altare maggiore.

Nella navata sinistra, invece, desta interesse l’altare del Sacro Cuore, in marmi policromi settecenteschi.  Nella navata centrale c’è il pulpito in legno risalente al 1500 con un crocifisso anch’esso in legno.  Sopra l’ingresso della chiesa c’è un ballatoio che ospita l’organo. La luce all’interno della chiesa filtra attraverso vetrate ed ha un valore simbolico, indicando la strada che il fedele deve percorrere per arrivare a Cristo, infatti illumina le navate che conducono alla zona presbiterale.    La copertura è a botte e nell’incrocio della navata centrale e la parte presbiterale è presente una cupola.   Sulla sinistra della chiesa c’è il campanile di quattro piani, divisi da cornici marcapiano, che sorreggono la cella campanaria, rivestita con fasce gialle e verdi   Alla base del campanile ci sono delle sculture di periodo medioevale, che probabilmente rappresentano Adamo, Eva e il Diavolo e un animale rannicchiato. 

 

 Ristoranti a Ripalimosani

Bars di Ripalimosani

Alimentari

Ricette Locali

Pasticcerie a Ripalimosani

Di Maria Confetti

Pizzeria Tre Archi

Tartufo del Molise

 

Il Castello 

Il castello-palazzo di Ripalimosani è così chiamato in quanto la conformazione attuale si discosta da quella di un vero e proprio castello, avendo perduto, nel corso dei secoli, la severità della fortezza medioevale per trasformarsi in un palazzo signorile.  L'origine del castello risale all'epoca medievale e, con molta probabilità, al secolo XI.

L'edificio venne adattato col tempo alle esigenze delle famiglie ricche dell'epoca, tanto che la sua più radicale trasformazione, si ebbe proprio durante il Rinascimento, quando cominciarono a farsi ancora più incalzanti le esigenze della nobiltà.
Gli interventi che subì l'edificio furono così radicali da far perdere allo stesso gran parte delle componenti feudali, che lo caratterizzavano. 
Durante il Rinascimento il castello venne trasformato in una vera e propria residenza fortificata, la stessa struttura che in definitiva possiamo ammirare oggi.
Il primo vero e proprio restauro ed ampliamento del palazzo lo si deve all'intervento di Marino
Mastrogiudice, che tra il 1516 e il 1517 divenne signore di Ripalimosani. Nel 1521 avvenne la trasformazione da castello in dimora baronale.

La lapide della porta principale testimonia quanto detto. Essa recita: Marinus Mastriiudicis hanc arcem - Vetustate quassam in hanc magnitudinem - Cultumque a fondamentis restituit - Anno redemptionis nostrae MDXXI.  Nel 1616 a Francesco Maria Riccardo successe il fratello Girolamo, che fece costruire la torre dell'ala nord. A testimonianza di ciò una scritta posta sulla facciata della torre recita: "Hieronimus Riceardus - Turrim hanc ab imis ad culmen usque perduxit - anno salutis CIDIDIX".   Nei secoli XVIII e XIX, il castello, con molta probabilità, presentava una divisione degli spazi e degli ambienti come quella attuale.
In questo periodo, nel castello si poteva ammirare una sala molto grande, posta sul piano nobile, che veniva utilizzata per le rappresentazioni teatrali.  Accanto a tale sala era sistemata una cappella o oratorio e, di fronte alla stessa, si trovava uno dei due trabocchetti, l'altro era sistemato altrove, composto da paletti a punta, utilizzati per punire gli ospiti poco graditi e i nemici. Una scala esterna al palazzo, parallela al alla chiesa vicina era utilizzata per il transito degli animali da soma oltre che delle persone.
Ai lati del ponte levatoio, posto a protezione dell'ingresso principale del castello, erano presenti due carrucole nelle quali si facevano passare le catene, che venivano alzate o abbassate dall'interno per consentire l'ingresso al castello.  Il castello era munito di una prigione ricavata nel tufo e molto buia, che i Ripesi chiamavano Cafurdio.   Nel 1828 il proprietario del castello, Sig Marinelli, trasformò una parte del castello in una rimessa e adeguòun'ala dello stesso ad abitazioni
http://www.turismomatese.com/dimorestoriche/palazzoducaleripa.html

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