Roccaravindola
 Frazione di Montacquila

 
 
 
Generalità
La frazione di Roccaravindola appartiene al comune di Montaquila, in provincia di Isernia . La frazione  é a 4,30 chilometri dal medesimo comune di Montaquila cui essa appartiene.
Nel XXo secolo comincia con la costruzione del ponte 25 Archi, avvenuta intorno al 1810 per espresso ordine di Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e Re di Napoli. Quando visitò il Molise, Gioacchino  Murat, trovò che il Volturno si attraversava con una "scafa", piattaforma tirata con delle corde da alcuni addetti. Il "Ponte Latrone", ormai era definitivamente crollato. Tornato a Napoli, immediatamente decretò la costruzione di quello che ancora oggi è una dei più bei ponti che congiungono le due sponde dell'antico Olotrone e che su tutte le carte stradali è denominato "25 ARCHI". ...
 Anche durante la spedizione dei Piemontesi contro Borbonici , che doveva portare all'incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi  nel 1860 e alla tanto sospirata unità nazionale, la valle del Volturno fu teatro di importanti operazioni militari.  Gli scontri tra i Borbonici e i Piemontesi, agli ordini del generale Cialdini, si ebbero sul Macerone e da qui, i Piemontesi posero un  distaccamento, agli ordini del gen. Griffini, a ridosso del Ponte 25 Archi, che era un punto da tenere sotto controllo, perché apriva le porte all'avanzata verso la Campania.
Ma il lavoro più esaltante, i Roccaravindolesi, lo compirono partecipando alla costruzione della ferrovia. Essa fu realizzata, per il tratto Roccaravindola-Isernia  intorno al 1890. Mentre il tronco Caianello- Venafro era stato inaugurato già nel 1886. In realtà il tratto già in funzione nel 1886, arrivava a Roccaravindola , che veniva così a diventare la stazione più importante, in quanto ad essa faceva capo tutta la popolazione dell'alta valle del Volturno. Non poche polemiche ci furono, ed anche qualche disordine, quando si trattò di porre il nome sulle facciate dell'edificio della stazione. I roccaravindolesi non volevano nel modo più assoluto che la stazione non portasse il nome del loro Paese.  Alla fine le autorità certificarono il diritto dei roccaravindolesi a sentirsi una entità socio-comunitaria ben definita, e posero solo ROCCARAVINDOLA come nome dello scalo ferroviario.  TRADUTTORE :  http://www.systransoft.com/
 
I lavori per la realizzazione del tronco Roccaravindola - Isernia, furono affidati all'impresa dell'ing. Tiezzi. Non potendo fare un  unico viadotto, da Via Taverna ,S.S. 158 alla riva del Volturno ( Ponte di ferro), fu necessario realizzare un imponente terrapieno lungo più di un chilometro. Allora tutti i roccaravindolesi si mobilitarono e si diedero a trasportare terra e pietrisco, da alcune cave realizzate lungo la strada. Non c'erano ovviamente le macchine operatrici di oggi, e in questi lavori si impegnarono sia gli uomini che i bambini e le donne, alcune anche in gravidanza. Non avevano neanche le carriole, come gli scariolanti che all'epoca erano usati per eseguire i lavori di rinforzo degli argini del PO.  Trasportavano terra e pietre in recipienti improvvisati, in cesti  (cuòf'n) e nelle caratteristiche cardarelle (contenitori di ferro con due manici, usati generalmente in edilizia). Taluni, a coppie, usavano una specie di lettiga fatta con due stanghe di legno, che si portava come una barella. Anche il misero salario guadagnato con tale duro lavoro serviva, in quelle condizioni disastrate ed alimentava l'ansia di progredire e di migliorare le proprie condizioni economiche, che è una costante fissa del carattere dei roccaravindolesi. L'opera una volta terminata ,fu ricoperta ai lati da una  piantagione di Acacie, piante bellissime, profumate e dalle poderosissime radici, adatte a trattenere il terreno e ad evitare smottamenti. Ancora oggi può essere un modello di opera realizzata nel pieno rispetto del contesto ambientale nel quale veniva inserita.
Nei primi decenni del 1900, cominciò lo sviluppo di Roccaravindola nella parte bassa, che si estende ai piedi della collina, sulle sponde del torrente. Molti giovani emigrarono, specialmente negli Stati Uniti. Con le rimesse di denaro, guadagnato col duro lavoro dell'emigrante, furono comprati molti appezzamenti di terreno che appartenevano a  grossi proprietari terrieri e a signorotti locali. Le masserie che già esistevano tra i campi, si trasformarono in gustose casette. Le più antiche ancora fanno bella mostra di meravigliosi portali in pietra lavorata. Contemporaneamente, gli abitanti di Roccaravindola cominciano a risentire del danno loro arrecato dal fatto di non avere identità amministrativa. Un esempio molto significativo è dato dalla vicenda narrata da Antonio Spinosa. E' un articolo scritto in modo gustoso, con lo stile del grande scrittore, ma può ancora far riflettere sulle umiliazioni, che a volte dovevano subire i roccaravindolesi. TRADUTTORE :  http://www.systransoft.com/
 
Negli anni appena dopo l'ultimo conflitto, inizia il vero sviluppo di Roccaravindola. Le contrade S. Lucia, Starze, Trimanda, Stazione e Taverna diventano vari piccoli paesi; infatti hanno singolarmente una consistenza pari a diversi comuni della Provincia di Isernia.  La strada provinciale per Roccaravindola Alta, arrivò molto tardi.  Fu costruita verso il 1958 dall'impresa Rozzi, del popolare e indimenticato presidente dell'Ascoli calcio. Fosse stata costruita prima, molti roccaravindolesi sarebbero rimasti a vivere sulla loro collina, ricca di millenni di storia.   Nel 1870 viene completata la strada nazionale che da Roccaravindola, portava e porta verso l'Abruzzo. All'epoca questa strada si chiamava " Strada  della Ravindola", nome preso dal nostro torrente, come oggi la Statale 627, che da Isernia porta ad Atina si chiama  "della Vandra". La costruzione della strada richiese anche mano d'opera locale, e ai contadini roccaravindolesi, non parve vero poter guadagnare quelle poche lire, facendo un lavoro diverso da quello durissimo della coltivazione dei campi, fatta ancora con metodi primordiali. Con la realizzazione della nuova strada. Roccaravindola divenne un importante nodo stradale. Al bivio delle due strade, per gli Abruzzi (attuale S.S. 158) e per Isernia - Campobasso - Benevento ( 185 Venafrana), sorse una Taverna  tanto attiva quanto utile. Le Taverne, a quei tempi assolvevano un compito che è paragonabile a quello dei moderni  motèls, lungo le autostrade. I viandanti potevano mangiare, pernottare, affidare i cavalli ad uno stalliere ed aver tutta l'assistenza che necessitava a persone che viaggiavano per diversi giorni, tra i monti e le colline delle nostre regioni.    
 
Storia di Roccaravindola
 

Sul  Colle  di Roccaravindola,  la presenza di insediamenti umani si perde nella notte dei tempi. Certamente in epoca pre-romana, la roccaforte naturale  di grande importanza strategica, costituita dalla collina sassosa, fu usata dai Sanniti come fortificazione e controllo della valle del Volturno. Attraverso la pianura, eventuali nemici potevano attaccare i centri posti sulle varie colline, in direzione di un’importante capitale qual’era Aufidena (Alfedena) e verso la mitica Sannia che doveva trovarsi nelle vicinanze delle sorgenti del Volturno (L’antico Olotrone). Secondo autorevoli storici, Roccaravindola viene identificata con l’antica Ratinara che insieme a Rotae (Monteroduni), costituiva la vera porta verso l’antico Sannio, attraverso la Valle del Volturno.L’importanza strategica per il controllo della valle, Roccaravindola non la perderà mai. Sarà , dopo il tramonto della civiltà sannita, nucleo abitativo romano in epoca imperiale, sorto per il controllo dell’Acquedotto di Augusto che portava le acque del Volturno , dalle sorgenti alla potente colonia di Venafro.

Sarà insediamento normanno (IX –X sec. d. C.) e punto di sviluppo del monachesimo nella valle del Volturno (X- XIII secolo d. C.), sull’asse Montecassino – S.Vincenzo al Volturno, come dimostra  la chiesetta benedettina di Piazza Palazzo Ducale, costruita intorno all’anno 1000 e intitolata a S. Michele Arcangelo, Santo già  venerato dalla comunità locale fin dall’epoca della dominazione normanna. Durante l’ultimo conflitto mondiale, fu postazione d’osservazione, usata da Mussolini per controllare il movimento degli aerei americani. Il posto fisso di osservazione fu ubicato tra i ruderi del vecchio castello feudale. In realtà si tratta di una roccaforte, di una fortificazione militare e non già di un vero castello. Gli alleati poi, una volta conquistate le colline dei dintorni, vi insediarono anche loro diverse squadre di osservatori e trasmettitori. La chiamarono postazione “Balkon”,  volendo significare proprio la caratteristica che aveva il Colle di Roccaravindola....CONTINUA...
 
Cultura e Tradizioni
 
Roccaravindola (frazione) da Franco Valente

Lo stato di degrado del nucleo antico di Roccaravindola rende particolarmente difficile una ricognizione puntuale della sua struttura urbana e non consente una ricostruzione precisa della sua evoluzione muraria. Tuttavia con l’aiuto della mappa catastale aggiornata agli anni ’70 è possibile tracciare la linea di una murazione difensiva che possiamo definire angioina per la sopravvivenza di torri circolari a scarpa che costituiscono un eccellente punto di riferimento tipologico.  Uguale ragionamento vale per l’area del castello dove le riprovevoli demolizioni per presunte esigenze di pubblica incolumità, effettuate negli anni ’60, hanno lasciato pochi elementi per una ricostruzione fedele dell’impianto medioevale....continua...

E. Siravo

Attore e regista, molisano originario di Roccaravindola è nato nel 1957, ha recitato nelle compagnie teatrali più rilevanti del panorama nazionale in oltre 120 spettacoli.
Ha lavorato, e lavoro, anche nel cinema, televisione e nel doppiaggio collaborando con importanti registi e attori quali: S. Randone, P. Stoppa, V. Redgrave, L. Ulmann, A. Lionello, V. Gassman, G. Lavia, G. Bosetti, L. Ronconi, L. Squarzina, R. Guicciardini, G. Patroni Griffi, A. Pugliese, J. Lassalle, M. Sciaccaluga, M. Missiroli, W. Pagliaro, G. Sbragia, G. Proietti, C. Verdone, M. Bolognini, D. Damiani, G. Capitani, S. Martino, R. de Simone, A. Piccardi, T. Pulci, L. Pugelli, O. Krejka, ecc.

 
 
 
 
N'COPPA ALLA ROCCA

DAL 1998 L'ASSOCIAZIONE "RINASCITA RAVINDOLESE" ORGANIZZA NEL BORGO MEDIOEVALE DI ROCCARAVINDOLA ALTA LA MANIFESTAZIONE "N'COPPA ALLA ROCCA", CHE PRENDE IL NOME DAL MODO DIALETTALE CON CUI I RAVINDOLESI CHIAMANO IL LORO VECCHIO PAESE ARROCCATO SULLA COLLINA.  "N'COPPA ALLA ROCCA" INFATTI SI PUO' TRADURRE LETTERALMENTE  "SOPRA ALLA ROCCA".   LA MANIFESTAZIONE, CHE VANTA OGNI ANNO UN BUON NUMERO DI VISITATORI, E' UNA DELLE PIU' ATTESE DELL'ESTATE RAVINDOLESE E SI SVOLGE NEL MESE DI AGOSTO.  L'IDEA DI ORGANIZZARLA NACQUE DAL DESIDERIO DI FAR CONOSCERE I VICOLI, LE VECCHIE CASE E LA BELLEZZA DELLA NATURA INCONTAMINATA DEL LUOGO A COLORO CHE  PUR VEDENDOLO SOPRA UN CUCUZZOLO MENTRE SI PERCORRE LA STATALE CHE PASSA AI PIEDI DEL PAESE NON AVEVANO MAI AVUTO L'OPPORTUNITA'  DI VISITARLO.  DURANTE LA MANIFESTAZIONE VENGONO APERTE LE VECCHIE CASE CHE SI TRASFORMANO COME D'INCANTO IN MOSTRE DI ANTIQUARIATO, FOTOGRAFICHE, DI ARTIGIANATO LOCALE, VENGONO PROIETTATI FILM IN PIAZZA SU SCHERMI GIGANTI E NON MANCANO OVVIAMENTE I MODI PER DEGUSTARE I PRODOTTI GASTRONOMICI LOCALI CHE VENGONO PREPARATI SUL LOCO DALLE SAPIENTI MANI DI ESPERTE CASALINGHE.  http://www.rinascitaravindolese.it/tradizioni/ncoppa.htm

 
Intorno al 1960 fu costruita la Chiesa dedicata a Maria Santissima Ausiliatrice, in Via Taverna. La storia cominciò con una lettera dell'allora Parroco di Roccaravindola , Don Vincenzo D'Agostino al Vescovo, con la quale si segnalava la necessità di una nuova chiesa, vista la notevole espansione del centro di Roccaravindola bassa.  Monsignor Giovanni Lucato , prese molto a cuore la vicenda e per sua volontà, fu incaricato di redarre il progetto, l'architetto Coppola. Sempre per volontà del Vescovo Monsignor Lucato la chiesa fu intitolata a Maria Santissima Ausiliatrice. 

La Madonna, sotto questo nome è molto venerata dai Salesiani e monsignor Lucato proveniva dall'ordine dei Salesiani. Il Vescovo Lucato morì nel 1962, senza vedere ultimata l'opera a cui tanto teneva. Prima, le funzioni religiose si svolgevano in una cappella, che da sempre esisteva nell'edificio della Vecchia Taverna  e dedicata all'Immacolata Concezione .  Nel 1948 venne istituita la Festa della Taverna dedicata alla Madonna. L'allora Sindaco Avv. D'Eboli mise uno striscione sulla via Nazionale, con l'indicazione: "QUI E' FIERA".  La festa si svolgeva sempre in due giorni: il 27 luglio era fiera di animali, attrezzi per il lavoro dei campi  e merce varia. Il 28 luglio si svolgevano i solenni festeggiamenti in onore della Madonna.

 
IL PATRONO SAN MICHELE ARCANGELO.  L'8 MAGGIO ROCCARAVINDOLA FESTEGGIA  IL PATRONO SAN MICHELE ARARCANGELO .  LA FESTA SI SVOLGE SU ROCCA ALTA NELLA CHIESA COSTRUITA NEL 1760 E INTITOLATA PROPRIO AL SANTO CHE SCONFISSE IL DEMONIO. LA STORIA CI INSEGNA CHE ROCCARAVINDOLA COMINCIO' A VENERARE SAN MICHELE ARCANGELO DOPO L'INSEDIAMENTO DEI NORMANNI.  I Normanni, come sappiamo, erano un popolo del Nord. Originari di Danimarca, Svezia e Norvegia, si diffusero in tutta Europa fin dall'VIII - IX secolo. Si resero terribili, specialmente in mare, sfidando con incredibile audacia i venti e le tempeste, per conquistare nuove terre, in cerca di nutrimento e ricchezze, loro negati dalla terra sterile e ghiacciata dalla quale provenivano. In Italia, intorno all'anno 1000, conquistarono e unificarono tutte le regioni meridionali. Intanto si erano latinizzati e convertiti al Cristianesimo. Popolo rude e guerriero, con lo sbarco in Puglia, sul Gargano, adottarono come loro santo, il Santo Guerriero San Michele Arcangelo. Quindi, abili conquistatori, presero l'abitudine di consacrare, ogni altura o postazione strategica, al Santo con la spada. Giunti nella valle del Volturno, i Normanni si insediarono sui colli di Roccaravindola e Monteroduni e quindi, subito li dedicarono a S. Michele Arcangelo. I roccaravindolesi, presi da tanto entusiasmo, iniziarono a venerare S. Michele che da allora è il Protettore del paese.  La chiesetta  di S. Michele, ora semidistrutta, fu costruita dai benedettini che, nella loro espansione e per motivi organizzativi, transitavano per Roccaravindola nei loro viaggi tra Montecassino e S. Vincenzo al Volturno. 
 
Il Presepe :
 La strade della popolosa frazione di Roccaravindola e subito dopo quelle di Masserie La Corte e del comune capoluogo sono state animate da personaggi tipici del presepe. Il primo spettacolo si è svolto a Roccaravindola dove la conclusione è avvenuta nel piazzale della chiesa Maria Santissima Ausiliatrice. ...continua...
 
 LEPORANO.FEDELI IN PELLEGRINAGGIO CON DON FRANCO AMICO: DAL SANTUARIO DI LEPORANO ALLE CHIESE DI S. MARIA AUSILIATRICE IN ROCCARAVINDOLA DI MONTAQUILA (IS)
 In pellegrinaggio, un po’ faticando a seguire Padre Franco Amico, lungo le strade percorse dal Signore per aumentare la nostra fede, rinnovarci, pregare inseguendo il ricordo di recenti miracoli e prodigi, e poi … poi … tornare a casa con un cuore nuovo. Le strade, digradanti dal Santuario di Leporano, penetrano in terra molisana, tornano indietro per lambire la costa meridionale di Salerno ed estendersi fino a raggiungere il Cilento. ...continua...
 
 
DOVE DORMIRE
B&B di Varone Maria Raffaella
 
DOVE MANGIARE
"Free  Town"  (0865960254)  -  "Il  Giardinetto  del  Volturno" (0865.96504) -
"La Corte" (0865.960121) - Pizzeria Birreria "Madison" (0865.960100) -
Bar Pasticceria Gelateria "Ricci Angelo" (0865.960183) -
 "L'Oasi del Legionario" (0865.960002) - Bar "Fortes bar"
 
... della chiesa di San Michele in Roccaravindola non è assolutamente il
progetto di un architetto che si siede al tavolo da disegno ed inizia a progettare. ...
29 set 2007 ... L'ARRIVO DEGLI AMERICANI A ROCCARAVINDOLA ACCOLTI DAL SINDACO,
... DON GIULIANO LILLI RACCONTA LA STORIA DI ROCCARAVINDOLA DAVANTI ALLA ...
Le lacrime più fresche riguardano le polemiche per la ventilata chiusura della
stazione di Roccaravindola. Ma anche serrata dei battenti per le biglietterie ...
Una nuova esperienza  
Un amico mi ha descritto un rito di esorcismo che si tiene nella Chiesa di
 Roccaravindola, in provincia di Isernia, ogni giovedì dalle 18:30 alle 21:00 ...
 je recherche mes ancetres originaires de RoccaRavindola
dans la région de ... Oui ,c'est bien Roccaravindola proche d'Isernia j'ai trouvé un site sur ce ...
Riparte anche quest'anno il tour estivo dell'
orchestra spettacol Amici di Padre Pio, il gruppo nato due anni fa a Roccaravindola, in provincia di Isernia
 


 

 CASACALENDA

La Signora Antonella consiglia:

Cavatielle e Tane de Rape

 

500 g di cime di broccoletti  //  peperoncino  //  sale,olio,aglio .

500 g di farina, sale, acqua.

 

Impastare gli ingredienti e formare degli gnocchetti abbastanza duri.

 

Far soffriggere nell'olio aglio e peperoncino.  Pulire e lavare le verdure e quando l'acqua salata bolle immergere le verdure e far cuocere per alcuni minuti.

 

Aggiungere i cavatelli e continuate a cuocere ancora per qualche minuto.  Scolateli e conditili con l'olio precedentemente preparato.

 

da MOLISE A TAVOLA

A cura di Anna Di Nardo Ruffo

Consolato Regionale

Maestri del lavoro del Molise

 

Libro “Il piacere di stupirsi”… di Pietro La Barbera