
L’origine del paese risale
pressappoco all’anno mille. Le notizie circa la sua storia,
però, giungono a noi
in maniera scarsa e frammentaria. Fin dalle sue origini, in ogni modo, il feudo fu pertinente all’abbazia
di S. Sofia, sorta attorno alla prima metà del VIII secolo per opera del duca Gisulfo. Il feudo rimase nelle mani
della chiesa da quei remotissimi tempi sino al 1785, data in cui figurano come titolari del feudo Francesco
Gara ed Ascanio Colonna.
TORO, 1600 abitanti, sul versante collinare della fondovalle del Tappino (588 metri s.l.m.), a 12 chilometri da Campobasso, si porge al visitatore con le blandizie di una bella donna, specie la domenica mattina, inondata di sole. Piazza del Piano, “arengo ciarliero dei sogni” secondo Emilio Spensieri, pullula di battute, sorrisi, ammiccamenti.
Ma, sulle prime, è bene sfuggire all’abbraccio della piazza, resistere al richiamo degli sguardi luminosi della sana gioventù a passeggio e tuffarsi, invece, nel dedalo di viuzze deserte, le rue o ruve di boccaccesca memoria e diretta derivazione latina, che si dipanano dal sagrato della chiesa. Le rue sorprendono (come sorpresero Longano nel Settecento) con splendidi colpi d’occhio su un panorama che incastona una dozzina di comuni limitrofi, spaziando dalle cime del Matese, alla valle del Tappino, ai lontani contrafforti del subappenino dauno. Né può essere altrimenti, se è stata proprio l'altezza del sito a dare il nome a Toro che nell'equivalente termine della bassa latinità significa "Collis cacuminatus et rotundus" cioè "colle aguzzo e rotondo". Non a caso, la terrazza (la loggia) si propone come motivo architettonico ricorrente delle costruzioni locali. Così la chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore ha la sua loggia, affiancata su quella naturale che è data dal sagrato; e un’altra ancora ha, sul torrione del campanile a strapiombo sul Barbacane, a spiare la piazza del Piano. Incantevole, poi la visione che offre, a chi si arrampica fin lassù, la loggia del campanile; non beninteso la cella campanaria, ma il tetto a terrazza, proprio della torre. (Di Giovanni Mascia)
Toro is a small town of 1600 inhabitants and it's placed on the hill not far from Campobasso and close to Fondovalle Tappino.
Manifestazioni e spettacoli
19 Febbraio: Maschera del Diavolo
19 Marzo: San
Giuseppe
16 Agosto: San Rocco
26 Agosto: San Mercurio
Codice Istat: 014070080
Prefisso telefonico: 0874
CAP: 86018
http://it.wikipedia.org/wiki/Toro_(CB)
http://www.comuni-italiani.it/070/080/
http://www.monteneronline.it/internet/comunimolisani.htm
http://www.araldicacivica.it/Molise/Comuni%20cb/toro.htm
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http://molise.indettaglio.it/ita/comuni/cb/toro/toro.html
http://arianna.libero.it/usenet/GruppilocaliMolise.html
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http://www.emmeti.it/Cucina/Molise/Prodotti/Molise.PRO.124.it.html
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Il Convento. E’ situato tra le altre case al centro del paese in via S. Francesco. Sul posto, ove ora è il convento, nell’anno 1479 i cittadini di Toro fecero costruire una cappella per devozione alla Beata
Vergine di Loreto. Dopo oltre un secolo gli stessi cittadini, al posto della cappella, fecero costruire
una chiesa e il convento, che cedettero ai Frati Minori Osservanti nell’anno 1592.Il convento fu sempre
un punto di attrazione per la religiosità del popolo. Non fu mai sede di noviziato, ma dimora dei frati
che si preparavano all’apostolato della parola o si dedicavano agli studi.
Nel 1866 il convento fu soppresso. Legalmente era chiuso ai frati, ma in pratica i frati restarono in convento. Nel corso del tempo il convento e la chiesa hanno subito diversi restauri. Nella chiesa c’è un imponente Crocifisso, opera dello scultore Carmine Latessa di Oratino. L’intaglio di notevole tensione espressiva risulta interessante per la ricerca anatomica e per il modo di condurre il panneggio e i capelli del Cristo, trattati in maniera filiforme fino a raccogliersi in ampi ricci sulle spalle. Dello stesso periodo è la Madonna del Rosario della chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, forse l’ultima opera dell’oratinese, scolpita a Napoli nel 1719. Sempre per la chiesa del Convento di Toro, Ciriaco Brunetti realizzò una complessa pala d’altare con la Madonna che intercede presso il Cristo e i Santi Lucia e Giovanni Battista. Il dipinto fu eseguito in occasione della drammatica carestia del 1764, che colpì tutto il Regno di Napoli, mietendo numerose vittime anche nel Contado di Molise. Nella regione molisana Toro è stato il paese che ha dato più frati minori. In questi ultimi tempi è sorto, accanto al convento, l’Istituto terapeutico per disabili. Non distante da Toro, p. Lino Iacobucci ha fondato e segue, da buon samaritano, il centro "La Valle" per il recupero dei tossicodipendenti. La parrocchia di Toro è tenuta dai Frati Minori.