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Il parco si estende per circa 50.000 ettari, con una
fascia di protezione esterna che raggiunge i 100.000
ettari di natura protetta. É chiaro che tutta
questa zona protetta ha avuto un
ruolo fondamentale nella conservazione di alcune delle specie
più importanti della grande fauna italiana: l' orso bruno
marsicano, il camoscio d'Abruzzo e il lupo appenninico;
mentre la reintroduzione del
cervo e del capriolo e il ritorno del cinghiale, hanno permesso la
ricostituzione, assieme ai grandi carnivori, delle catene alimentari
originarie. Per
ció che riguarda la vegetazione predomina il faggio fino ad una
certa altezza; e al di sopra della faggeta, le petraie di alta quota
ospitano formazioni di pino mugo, e una quantità di specie
legate ad ambienti estremi.
La zona centrale del Parco è percorsa
dal fiume Sangro; nella zona più esterna defluiscono, invece, le
acque del fiume Giovenco, del Melfa, del Volturno e di altri fiumi. A
causa del fenomeno carsico, le acque scorrono spesso in letti
sotterranei e formano risorgive a valle, talvolta anche fuori del
territorio del Parco. All'interno
del Parco esistono solo due bacini lacustri: il lago artificiale di
Barrea alimentato dal fiume Sangro ed il lago Vivo di origine
naturale. Il territorio del Parco
è stato in passato modellato da fenomeni di glacialismo
e carsismo, oggi testimoniati dalla presenza di circhi glaciali nella
parte alta delle vallate, depositi morenici, rocce montonate lungo le
valli, grotte, fenditure e doline. Le rocce del Parco sono
per la maggior parte di natura calcarea. Nella zona della
Camosciara è presente la dolomia, un tipo di roccia che essendo
impermeabile, permette all'acqua di scorrere in superficie dando luogo
a pittoresche cascate e pozze d'acqua.
Rete escursionistica :
esiste una rete di
circa 150 sentieri, contraddistinti da una lettera ed un numero e
marcati con una apposita segnaletica di color arancione dall’Ente
Parco. Esistono molte possibilità di escursione,
organizzate talvolta anche dal parco stesso; è possibile
praticare il turismo balneare, nella zona del lago di Scanno, sci di
fondo e sci alpino, cicloturismo, canoa , trekking, escursioni a
cavallo. Il territorio del parco gode di una estrema
varietà paesaggistica dove sono perfettamente conservate anche
specie floristiche endemiche e rare.
I prodotti
tradizionali sono quelli tipici dell’Appennino centrosettentrionale,
come salumi, insaccati, piatti poveri a base di legumi, dolci e
liquori. La zona del parco offre comunque anche importanti
strutture ricettive come i campeggi, oltre ovviamente ad alberghi ed
appartamenti.
Fanno
parte del parco i seguenti Comuni Molisani:
Castel
S. Vincenzo, Filignano,
Pizzone, Rocchetta al Volturno,
Scapoli,
Il Matese :
'' I monti del
Matese fanno parte dell'Appennino sannita e sono compresi in due regioni, Molise e Campania e
quattro province Campobasso,Isernia,Benevento e Caserta. La cima più alta è al confine tra Campania e
Molise ed è monte Miletto (2050mslm), seguono
la Gallinola (1923 mslm), il
monte Mutria (1823 mslm), il monte Monaco di Gioia e il monte Maio. Il
massiccio del Matese ad ovest si affaccia sulla valle del medio
Volturno in vista dei monti
Trebulani, a est sulla zona
preappenninica molisana, a nord è limitato dai monti delle Mainarde e dalla Maiella, a sud sui monti di Camposauro e Taburno. Da nord a sud il massiccio raggiunge
un'estensione di circa 60 km, mentre da est a ovest è di circa
25 km. I monti fanno parte del parco regionale del Matese. Vi si
trova un lago di origine glaciale (il lago del Matese), due laghi
artificiali (di Gallo
Matese e di Letino, formato dalla diga sul fiume Lete
e gli impianti sciistici di Bocca della Selva e Campitello Matese, che ospita una stazione tra le più importanti
del meridione''.
http://it.wikipedia.org/wiki/Matese
Trekking nel Matese
''Orizzonti calcarei
di creste rocciose, pareti nude e ripide gole, vette maestose che
toccano i duemila metri dove nidificano le aquile: questo è il
Matese per chi si inoltra nel riposante verde dei fitti boschi di faggi
e querce o nei vasti altopiani; uno scenario che si riflette
nell'azzurro intenso dei numerosi specchi d'acqua lacustri e fluviali
di cui è ricca tutta l'area. Passeggiare è la cosa
più bella da fare sul Matese, alla scoperta del suo vasto
patrimonio naturale e culturale.
Non
ci sono infatti problemi per camminare tra i faggi, oppure sui pendii
ed i crinali spogli delle vette più alte; più in basso,
intorno alla Valle dell'Inferno, la boscaglia di querce può
porre dei problemi di orientamento all'escursionista, ma tutto
ciò, aumenta il gusto dell'avventura. Un
itinerario stupendo che, utilizzando comode stradine, consente di
valicare il Matese.
I
primi 2 km in leggera salita. Lungo il cammino, sulla destra, si
gode la splendida vista di Monte Mutria (1853 m.). Una miriade di
fiorellini variopinti (fin dal mese di marzo) ai margini del
sentiero. Si possono ammirare esemplari bellissimi di agrifoglio,
abbandonando il percorso solo per una cinquantina di metri (sempre
sulla destra). Superato il "passo" a quota 1400, la strada
è tutta in leggera discesa ed in falsopiano. Il
piccolo stupendo pianoro di piscina "Cul di Bove" con il pozzo e
l'abbeveratoio al centro, tutto in pietra. Un piccolo capolavoro di "arte povera" che testimonia
l'importanza del pascolo montano. Alla fine del pianoro, in
direzione Est-Nord-Est, l'ingresso dell'importantissima grotta di "Cul
di Bove". Procedendo nella medesima direzione si incontra
prima l'ingresso artificiale (poco visibile sul terreno) e poi
l'ingresso principale della straordinaria grotta di "Pozzo della
Neve". La sensazione che si prova dinanzi all'ingresso è
piuttosto forte. Si consiglia una certa prudenza. Si
procede per la stradina che si trova a Sud dell'ingresso e dopo qualche
centinaio di metri si incontra un bivio. Si consiglia il sentiero
a sinistra, più comodo e più in ombra. In questa
zona si possono ammirare diversi esemplari di Ginepro Matesino.
Si giunge quindi nella bellissima Valle Uma, anch'essa dotata di
piscina-abbeveratoio. Si possono osservare sul posto tracce di
mura megalitiche di epoca sannitica. Si procede poi in direzione
Ovest, attraversando l'intera valle e percorrendo un comodo e
panoramicissimo sentiero, e si giunge a Fonte Francone, una sorgente
perenne di acqua freschissima. ''.continua...
Attività
sportive sui Monti del Matese
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Durante le ricerche nella preparazione di questa pagina, ho fatto bellissime scoperte sul trekking nel Molise. É un piacere di condividere con voi queste scoperte. Eccovi, dunque, una lista di percorsi sulle montagne molisane :
NAVIGATORI MOLISANI E ARTIGIANI DEL WEB
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DOVE
MANGIARE DOVE DORMIRE
Agriturismo Vigne Vecchie Via Colle Morello, 32 Ristorante L’Affresco Corso Marcelli, 233
86170 Isernia Strutture ricettive: http://www.turismomatese.com/escursioni.html Agriturismo il Grifone: http://nuke.agriturismoilgrifone.it/Home/tabid/36/Default.aspx Proposte Montagna: http://www.viagginrete-it.it/posizione.asp?regione=Molise&posizione=Montagna Agriturismo
Selvaggi: http://www.arsideastudio.com/multimedia/agriturismomolise/aziende/azienda%20pg%2028.htm
ALTRE
INFORMAZIONI
Monti Del Matese »
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Trekking. Il
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& Sagi Sport 2 - Piedimonte Matese; Molise Explorer - Oratino ...
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nel Parco
Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. panorama lago di Barrea ...
di
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...
di Touring club
italiano - 1979 - History - 534 pagine
Questo itinerario, diviso in due parti, descrive il versante molisano del
Matese
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