
Terremoto
Durante il nostro soggiorno a
Casacalenda, benché limitati nel tempo, non ci siamo solo
limitati a rivedere parenti e amici, né limitati a riscoprire il
paese e i suoi bei monumenti culturali, ma ci siamo pure permessi uno
svago inatteso e non programmato. L’organismo
LIPU aveva programmato una giornata
delle farfalle a l’Oasi di Casacalenda. Per me era l’occasione sognata di rimettere i
piedi in quel bosco dove mi recavo frequentemente da bambino coi
genitori e dove in quei tempi era possibile di prelevare la legna per
la cucina e il riscaldamento.
In dieci minuti ci siamo ritrovati
all’entrata dell’Oasi ben protetta e dove ci attendeva il Direttore,
Carlo Meo, responsabile del Centro Lipu
di Casacalenda che in quel giorno era pure
l’animatore dell’attività. Che
fortuna per noi di percorrere
il sito in compagnia di Carlo!
Con la sua vasta conoscenza ci ha informato in modo simplice,
dinamico e interattivo su l’ambiente in cui vivono
le farfalle, il loro
comportamento, mimetismo,corteggiamento, segnali
visivi, stimoli odorosi e su tanti altri aspetti dei lepidotteri che
frequentano l’oasi protetta.
Dopo questa visita avvincente mi
dicevo che i Casacalendesi e la Regione del Basso Molise sono
fortunatissimi di possedere un luogo protetto alle porte di casa come
quello dell’Oasi Lipu.
In un momento in cui bisogna ridare
alla natura il posto che gli spetta, i cittadini
del Molise hanno il privilegio d’accedere facilmente ad un luogo
eccezionale per la fauna e la flora. La
mia breve visita a l’oasi, in giugno , mi
ha fatto vivere un momento magico in comunione con la natura e mi ha
permesso di portar via con me un magnifico ricordo di Casacalenda.
http://www.lipu.it/oasi/oasiDettaglio.asp?32

Eremo S Onofrio e Oasi Lipu
Non
potevo lasciare Casacalenda prima d'aver visitato due luoghi importanti
per i Casacalendesi e molti Molisani. Voglio parlare di due
luoghi sacri di Casacalenda : l'Eremo Sant' Onofrio e
il Santuario della Madonna della Difesa.
L'Eremo Sant' Onofrio é il testimone secolare del
misticismo francescano. Fondato sin dal XVo secolo fu fino
a pochi decenni fa un faro di fede per il paese e per la
regione.
Ho
tanti ricordi dell'Eremo che risalgono alla mia infanzia e
adolescenza . Ricordo la Chiesa col suo dipinto
dell'Annunciazione; ricordo il chiostro circondato dalle celle dei
Frati e il refettorio col bel dipinto della Cena. Ma ricordo pure
altre cose più personali : É il Padre
Antonino, un
sacerdote di grande bontà e semplicità, che riceveva le
mie confidenze e che spesso
m'introduceva nel lussurioso giardino
invitandomi a consumare la frutta stagionale. É in questa
chiesetta che venivo ad entusiasmarmi davanti al magico presepe
di Natale. É a prossimità del convento che venivo a
raccogliere l'incenso sul tronco di un maestoso pino ( oggi scomparso)
per i Parroci Marcogliese e Di Lazzaro. Qual
non fu la mia tristezza d'arrivare al convento e di trovarmi davanti a
un luogo senz'anima. Le porte della chiesetta e del convento
erano chiuse; più nessun frate presente sui luoghi. Solo
rimane testimone del disastroso terremoto del 2002 la sorgente
d'acqua che scaturisce dalla roccia e continua a disalterare i rari
visitatori.
Dopo
l'Eremo ho visitato il Santuario della Difesa. Questa Santuario
che nacque da una leggenda, é stato frequentato dai fedeli
durante un secolo. Sul luogo vi arrivavano pellegrini tutto
l'anno; ma ancora più numerosi erano i pellegrini che
nel mese di luglio venivano dal Basso Molise per onorare la loro
protettrice. L'ultimo periodo fausto del
santuario fu quello degli ultimi trent'anni con la presenza di
religiose che assicuravano la custodia del Santuario e la protezione di
giovani studenti della regione. Anche qui, dopo il terremoto, le
Religiose hanno abbandonato i luoghi e la loro
misssione.
Era
domenica quando venni a visitare la Madonna. Verso le ore nove un
custode apri le porte della chiesa. Pochi momenti
dopo arrivarono una dozzina di persone in macchina per assistere
alla celebrazione domenicale e ultimo fra tutti un sacerdote che
celebró la Santa Messa. Ore dieci: la chiesa
era già chiusa e non rimase sul posto anima viva. Ho
capito che un altro luogo sacro stava morendo a
Casacalenda. Anche qui, come al convento, sola testimone
dei luoghi é rimasta la fontana della Madonna che
col suo abbondante scrosio canta giorno e notte le lodi della
Patrona dei luoghi.

Difesa
Quarta
tappa : Campobasso. Nessun molisano che torna nel
Molise puó omettere un breve soggiorno nel capoluogo,
Campobasso. Prima perché é la città
più grande del Molise e poi perché la città offre luoghi e monumenti
importanti da visitare. L'otto
giugno al mattino, dopo un commovente addio a Casacalenda, siamo
partiti per il capoluogo. La distanza é appena una
quarantina di chilometri e quindi non c'era nessuna ragione
d'affrettarci. Potevamo viaggiare prendendo la Bifernina che
passa giù nel fondo valle, ma abbiamo preferito la nazionale 87
che fu per moltissimo tempo l'asse centrale della regione, affiancata
del resto dalla ferrovia di stato.
La
nazionale 87 s'arrampica lentamente e sinuosamente verso Campobasso
permettendo d'ammirare sempre nuovi paesaggi e abbracciare, almeno con lo
sguardo, parecchi paesetti conosciuti, come Provvidenti, Bonefro, Morrone, Ripabottoni, Matrice,
Limosano, ecc. A
metà strada ci si trova - siamo su colline piuttosto elevate e
in una zona lontana dagli abitati -dinanzi a un gran numero di torri eoliche. Ció
ci fa piacere poiché l'avvenire appartiene alle
risorse
energetiche pulite e durabili.
In
quarante cinque minuti siamo già a Campobasso.
Diciamo subito che la città non essendo troppo distesa bisogna
visitarla a piedi. Noi, il primo giorno abbiamo visitato i nuovi
quartieri e la zona
novecentesca e il secondo giorno il Vecchio Borgo.
Visitando a questo modo abbiamo potuto osservare la vita qutidiana dei
nostri corregionali. Li abbiamo osservati al mercato, nei negozi,
nelle chiese, nei musei, nei giardini pubblici, lungo le stradette
della vecchia città, nei ristoranti
e nei café. E
siamo rimasti incantati dinanzi al fatto che i campobassani siano poco
stressati, pure avendoadottato
alcuni aspetti della vita moderna. Siamo pure rimasti
incantati dinanzi alla cortesia della gente che accoglie il turista
come se accogliesse un amico.
Campobasso
é una bella città coi suoi giardini, coi suoi monumenti,
coi suoi palazzi e musei, con
le sue mura e stradette antiche. Ci é apparso chiaro che
l'amministrazione si preoccupa del buon mantenimento dei luoghi storici
e del benessere dei cittadini che vi vivono.
Se
tornate a Campobasso non dimenticate di visitare la Chiesa del Sacro
Cuore e il piazzale San Francesco, la Cattedrale e i suoi dintorni, il
mercato e i giardini pubblici, tutto il vecchio borgo coi suoi
negozietti, con le sue chiese (San Giorgio,San Bartolomeo) e col suo
castello in cima. Fermatevi nei caffé, nelle gelaterie,
nei ristoranti (Il Podestà, Zia Concetta, per esempio) e cosi potrete apprezzare la gastronomia locale. Vi confesso che lasciammo la città con rammarico.

Campobasso
Cari amici di Comunicazione Molisani, più volte,
sin dal mese d’agosto, vi abbiamo raccontato, in breve, il nostro
viaggio nel Molise. Vi abbiamo parlato del
nostro soggiorno a Termoli,Larino,Casacalenda
e Campobasso.
Vi abbiamo fatto i nostri commenti sui danni materiali e economici
causati dal terremoto. Abbiamo messo in
rilievo i luoghi e fatti culturali che
abbiamo incontrato lungo il nostro percorso e messo in rilievo i
simpatici incontri coi Molisani. In
quest’ultimo articolo sul nostro viaggio vi parliamo del soggiorno
-cinque giorni- nell’Alto Molise. Se avete
già percorso una delle strade che da Campobasso vanno verso
Isernia e i Comuni dell’Alto Molise sarete rimasti affascinati dinanzi
alle vaste panoramiche che si
succedono al vostro sguardo : dalle montagne imponenti ai
colli verdeggianti,
dalle vette annevicate agli oliveti del fondo valle, dai fiumi e
torrenti limpidi ai paesetti secolari sospesi sui fianchi
rupestri della questa regione appennina.

Ci
aspettevamo che il fascino fosse rotto entrando nella città
d’Isernia andando incontro a zone
industriali comuni alle grandi città. Ma
assolutamente non, poiché il capoluogo dell’Alto Molise si
stende in mezzo a colline in cui regna ancora una intensa cultura
agraria. Ci aspettavamo pure di ritrovarci
nel frastuono delle grandi città dove a volte il
turista rinforza la coscienza d’essere straniero; ma non, qui ci
siamo sentiti come a casa di qualcuno che ci aspettava. Isernia ci ha sedotti dovunque siamo passati
nella città : davanti al monumento ai caduti, al mercato,
nella cattedrale, lungo i vicoli del vecchio borgo, al caffé
della piazzetta dell’Assunzione, al ristorante tipicamente locale dove
abbiamo pranzato e alla Fontana Fraterna. É
quasi con rimpianto che abbiamo lasciato la città sapendo che
c’erano ancora molte cose da scoprire.
Agnone ci
aspettava in fin di giornata. Vi siamo
arrivati, dopo aver
attraversato il colossale viadotto, mentre il sole dorava dei suoi
sbagliori il lato occidentale dell’antica città.
Arrivati a l’Agriturismo Acquasalsa (c/da Rigaini) ci siamo
fatti cullare, in seno alla prospera
valle, dal canto delle allodole e la brezza della sera.
Dopo un meritato riposo, eravamo impazienti di scoprire
questa città ricca di storia e d’arte. La
fortuna ci ha sorriso per fare la scoperta della città. Un giovane colto e dinamico, Presidente
dell’Associazione Kerres, Armando Li Quadri, ci ha guidato nelle viuzze della
città, ma sopratutto tra i sentieri secolari della storia e
dell’arte. Ed un momento magico fu quando ci ha presentati al dotto
Antonio Camperchioli, cicerone volubile e infaticabile, che ci ha
trasportati per due ore lungo i sentieri culturali di una città
che porta molto bene il nome di ‘’Città d’Arte’’.
Cari
amici, se tornate ad Agnone non vi accontentate solo del Museo delle
Campane, ma visitate le numerose Chiese medioevali e barocche, il
Vecchio Convento, la ricchissima Biblioteca del Convento, le Fonderie
del Rame, riabilitate dai Giovani del Kerres, e partecipate alle
diverse attività culturali che non mancano mai durante i mesi
dell’anno. Qui, ad
Agnone, finisce il nostro soggiorno di due settimane nel Molise. Siamo partiti, ma
con tantissimi ricordi nella mente e nel cuore. Dopo
tanti anni d’assenza dalla nostra regione, possiamo dire che sappiamo
un pó di più sulle sue ricchezze naturali e culturali e
convinti che il Molise é un gioiello sul suolo italiano. Franco Nicola
Agnone
Giovani di Kerres, Agnone
TORNATE NEL MOLISE !
INFORMATEVI: