Durante il nostro soggiorno a Casacalenda, benché limitati nel tempo, non ci siamo solo limitati a rivedere parenti e amici, né limitati a riscoprire il paese e i suoi bei monumenti culturali, ma ci siamo pure permessi uno svago inatteso e non programmato. L’organismo LIPU aveva programmato una giornata delle farfalle a l’Oasi di Casacalenda. Per me era l’occasione sognata di rimettere i piedi in quel bosco dove mi recavo frequentemente da bambino coi genitori e dove in quei tempi era possibile di prelevare la legna per la cucina e il riscaldamento.
In dieci minuti ci siamo ritrovati all’entrata dell’Oasi ben protetta e dove ci attendeva il Direttore, Carlo Meo, responsabile del Centro Lipu di Casacalenda che in quel giorno era pure l’animatore dell’attività. Che fortuna per noi di percorrere il sito in compagnia di Carlo! Con la sua vasta conoscenza ci ha informato in modo simplice, dinamico e interattivo su l’ambiente in cui vivono
le farfalle, il loro comportamento, mimetismo,corteggiamento, segnali visivi, stimoli odorosi e su tanti altri aspetti dei lepidotteri che frequentano l’oasi protetta.
Dopo questa visita avvincente mi
dicevo che i Casacalendesi e
http://www.lipu.it/oasi/oasiDettaglio.asp?32
Eremo S Onofrio e Oasi Lipu
Cari amici di Comunicazione Molisani, più volte,
sin dal mese d’agosto, vi abbiamo raccontato, in breve, il nostro
viaggio nel Molise. Vi abbiamo parlato del
nostro soggiorno a Termoli,Larino,Casacalenda
e Campobasso.
Vi abbiamo fatto i nostri commenti sui danni materiali e economici
causati dal terremoto. Abbiamo messo in
rilievo i luoghi e fatti culturali che
abbiamo incontrato lungo il nostro percorso e messo in rilievo i
simpatici incontri coi Molisani. In
quest’ultimo articolo sul nostro viaggio vi parliamo del soggiorno
-cinque giorni- nell’Alto Molise. Se avete
già percorso una delle strade che da Campobasso vanno verso
Isernia e i Comuni dell’Alto Molise sarete rimasti affascinati dinanzi
alle vaste panoramiche che si
succedono al vostro sguardo : dalle montagne imponenti ai
colli verdeggianti,
dalle vette annevicate agli oliveti del fondo valle, dai fiumi e
torrenti limpidi ai paesetti secolari sospesi sui fianchi
rupestri della questa regione appennina.
Ci aspettevamo che il fascino fosse rotto entrando nella città d’Isernia andando incontro a zone industriali comuni alle grandi città. Ma assolutamente non, poiché il capoluogo dell’Alto Molise si stende in mezzo a colline in cui regna ancora una intensa cultura agraria. Ci aspettavamo pure di ritrovarci nel frastuono delle grandi città dove a volte il turista rinforza la coscienza d’essere straniero; ma non, qui ci siamo sentiti come a casa di qualcuno che ci aspettava. Isernia ci ha sedotti dovunque siamo passati nella città : davanti al monumento ai caduti, al mercato, nella cattedrale, lungo i vicoli del vecchio borgo, al caffé della piazzetta dell’Assunzione, al ristorante tipicamente locale dove abbiamo pranzato e alla Fontana Fraterna. É quasi con rimpianto che abbiamo lasciato la città sapendo che c’erano ancora molte cose da scoprire.
Agnone ci aspettava in fin di giornata. Vi siamo arrivati, dopo aver attraversato il colossale viadotto, mentre il sole dorava dei suoi sbagliori il lato occidentale dell’antica città. Arrivati a l’Agriturismo Acquasalsa (c/da Rigaini) ci siamo fatti cullare, in seno alla prospera valle, dal canto delle allodole e la brezza della sera. Dopo un meritato riposo, eravamo impazienti di scoprire questa città ricca di storia e d’arte. La fortuna ci ha sorriso per fare la scoperta della città. Un giovane colto e dinamico, Presidente dell’Associazione Kerres, Armando Li Quadri, ci ha guidato nelle viuzze della città, ma sopratutto tra i sentieri secolari della storia e dell’arte. Ed un momento magico fu quando ci ha presentati al dotto Antonio Camperchioli, cicerone volubile e infaticabile, che ci ha trasportati per due ore lungo i sentieri culturali di una città che porta molto bene il nome di ‘’Città d’Arte’’.
Cari
amici, se tornate ad Agnone non vi accontentate solo del Museo delle
Campane, ma visitate le numerose Chiese medioevali e barocche, il
Vecchio Convento, la ricchissima Biblioteca del Convento, le Fonderie
del Rame, riabilitate dai Giovani del Kerres, e partecipate alle
diverse attività culturali che non mancano mai durante i mesi
dell’anno. Qui, ad
Agnone, finisce il nostro soggiorno di due settimane nel Molise. Siamo partiti, ma
con tantissimi ricordi nella mente e nel cuore. Dopo
tanti anni d’assenza dalla nostra regione, possiamo dire che sappiamo
un pó di più sulle sue ricchezze naturali e culturali e
convinti che il Molise é un gioiello sul suolo italiano. Franco Nicola
Agnone
Giovani di Kerres, Agnone